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Milanese DOC, Gian Paolo Barbieri, nasce in una famiglia di commercianti di tessuti, nel 1938.
La professione dei genitori ispira profondamente Gian Paolo che subisce il fascino delle stoffe preziose, i giochi di colore delle stampe, la seduzione del tocco vellutato di una pezza. Questa esperienza lo porta ad avvicinarsi molto presto al mondo della moda a cui si legherà indissolubilmente come fotografo.
Inizialmente, però, è attratto dal teatro e studia recitazione, poi trova spazio anche in qualche film in veste di attore.
Grazie al cinema Gian Paolo Barbieri entra in contatto con una realtà tutta nuova e particolare: nelle dive americane trova una luce e una seduzione che non vedeva nel panorama italiano e decide quindi di dedicarsi alla fotografia per poter esaltare la bellezza, per farsi strumento di comunicazione del bello.
Inizia così una proficua collaborazione con Vogue e firma le campagne dei più grandi stilisti mondiali: i suoi scatti sono un inno all’eleganza, hanno una patina di arcaico ma allo stesso tempo rifulgono della genialità e della dinamicità dell’arte contemporanea.
Questo lo porta ben presto ad essere annoverato tra i più grandi fotografi del mondo e Stern lo definisce “Uno dei quattordici autori che hanno fatto la storia della fotografia di moda”.
Lo stretto contatto con il mondo del fashion lo porta ad avere spesso a che fare con modelli e modelle e questo è lo spunto per iniziare una serie di lavori che si discosta dall’alta moda e lo avvicina ad un più profondo approccio all’arte.
Il corpo, inteso come rappresentazione della figura umana, diventa il centro del suo pensiero e dei suoi studi. L’avvicinamento alla fotografia di nudo è stato lento, lungo e non senza intoppi. Del resto il corpo umano ha sempre generato in lui emozione e attrazione ma allo stesso tempo il grande rispetto con cui viene considerato lo porta continuamente a domandarsi se le sue creazioni non scadano nel volgare.
Tuttavia la sua concezione di corpo e sesso come “manifestazioni esuberanti della natura” lo portano a pensare che il compito del fotografo sia la celebrazione di questi: il corpo in ogni sua espressione, senza vergogna e senza restrizioni, senza perversioni o esagerazioni, tornando ad un ideale ellenico di bellezza, dove la purezza delle linee e delle proporzioni dominano i ritratti.
Risultano quindi puri e gioiosi i corpi di Barbieri, palpitanti di una nuova vitalità per una ritrovata libertà.
In mostra a Milano dal 5 al 20 giugno il ciclo “Dark memories” definita “un inno a questa esuberanza di natura in tutte le sue forme. Senza falsi pudori, senza paure di banalità, giocando con la felicità e l’innocenza di un bambino sopra quella esile linea rossa che non ha mai diviso, con un taglio deciso, l’arte cosiddetta pura da quella inquinata, la poesia dalla volgarità, il sacro dal profano.”
Info
Sotheby’s – Palazzo Broggi
Via Broggi 19
Milano
02295001
Dal lunedi al venerdi dalle 10.00 alle 13.00, dalle 14.00 alle 18.00
Gratuita
L’ingresso è sconsigliato ai minori di 14 anni.
Il Teatro Elfo Puccini si propone sempre di più come teatro di avanguardia e proiettato verso il futuro: questo è il succo dell’incontro rivolto alla stampa,avvenuto il 5 giugno, presso la Sala Shakespeare.
La conferenza ha visto la partecipazione di Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Fiorenzo Grassi e l’Assessore alla Cultura di Milano Filippo del Corno, nonché di numerosi attori che hanno recitato brani tratti dalle opere prossimamente in cartellone.
La stagione teatrale 2013/2014, rappresentata graficamente da un astronauta in esplorazione, vuole tracciare un percorso da seguire, senza tuttavia suggerire allo spettatore la direzione. Ogni titolo racconta una storia, ogni personaggio apre un mondo fatto di odio, amore, paura, speranza, disillusione, fiducia.
Si parte il 18 ottobre con una novità: la pièce Frost/Nixon di Peter Morgan, già film di successo, portata in scena da Bruni e Capitani, che si propone come riflessione sul potere e sull’autorità; seguono La mia vita era un fucile carico (22 ottobre-3 novembre), spettacolo di Elena Russo Arman e ispirato alla vita della poetessa statunitense Emily Dickinson, Morte di un commesso viaggiatore (10 gennaio-2 febbraio ) di Arthur Miller, affresco degli Stati Uniti del XX secolo, Discesa di Orfeo (28 aprile-18 maggio) di Tennessee Williams e Per favore niente eroi (4-9 marzo), ciclo di racconti di Raymond Carver.
Il già nutrito cartellone dell’Elfo Puccini è poi arricchito da una serie di classici rivisitati in chiave contemporanea, tra cui: La leggenda del grande inquisitore (5-18 maggio) con Umberto Orsini, il goldoniano Il servitore di due padroni (18-30 marzo) con Antonio Natella, Aspettando Godot (11-17 novembre) con Natalino Balasso e Giocando con Orlando (4-9 febbraio) con Stefano Accorsi.
Il filo conduttore dell’intera rassegna sono dunque gli Stati Uniti, terra di grandi contrasti e grandi speranze, come è stato sottolineato dall’Assessore Del Corno, che ha annunciato l’inaugurazione di “Autunno Americano”, un ciclo di mostre, iniziative e appuntamenti culturali costruito attorno alle due grandi retrospettive su Jackson Pollock e Andy Warhol.
Altri titoli da segnalare sono quelli proposti dall’Accademia degli artefatti, fortemente sperimentali e moderni (27 novembre-8 dicembre):Taking care of baby di Dennis Kelly con Isabella Ragonese, Lo show dei tuoi sogni di Tiziano Scarpa con i musicisti dei Marlene Kuntz e Sangue sul collo del gatto di Fassbinder.
Non manca infine un nutrito gruppo di attrici donne, a dare voce all’altra metà del cielo: Silvia Gallerano in La Merda-decalogo del disgusto #1 (12-17 novembre)), Giuliana Musso in La fabbrica dei preti (14-19 gennaio), Tanti Saluti (21-23 gennaio) e Sexmachine (24-26 gennaio), Ida Marinelli , Patricia Savastano e Cristina Crippa in Cassandra (5-23 marzo) e Lola che dilati la camicia (3-21 giugno).
Per maggiori informazioni:
http://www.elfo.org/index.html
Non era mai passato così tanto tempo tra un album e l'altro per i Queens of the Stone Age: dalla metà degli anni ’90 a ogni biennio circa sfornavano un disco; questa volta Josh Homme ha voluto prendersi molto più tempo. Era il 2007 l'anno in cui uscì ‘Era Vulgaris’, un lavoro che non si può descrivere in altre parole se non con l’aggettivo ‘brutto’.
E’ vero che all’origine di tutto ci furono i Kyuss, gruppo fondamentale dello stoner rock dal quale si generarono i QOTSA, ma cerchiamo di dimenticarcene, perché non è di loro che si sta parlando, non più, non fissatevi su questo e mettetevi l'anima in pace. Quindi inizio con l’accennarvi che per ‘...Like a Clockwork’ Josh Homme ha chiamato a sé, oltre a Troy Van Leeuwen, Dean Fertita e Michael Shuman, parecchi compagni di avventure: il grandissimo Mark Lanegan, il fido Nick Olivieri (Kyuss, Mondo Generator), il simpatico David Grohl (Nirvana, Foo Fighters), l'altalenante Trent Reznor (Nine Inch Nails, How to Destroy Angels), il baronetto Elton John, il giovane Alex Turner (Arctic Monkeys, The Last Shadow Puppets), il colorito Jake Shears (Scissor Sisters) e la moglie di Josh, ovvero Brody Dalle.
Tantissima gente chiamata per rendere il suono e il risultato il più possibile vicino ai vecchi successi, il problema è che questi amici e compagni di bagordi si sentono appena o sono relegati nei cori o in comparse che lasciano il tempo che trovano: tanto clamore intorno alla presenza di Elton John e poi, sentendolo in ‘Fairweather Friends’ (canzone scritta dal Lanegan migliore), siimmagina che potrebbe benissimo essere una bufala. Non pensate però che ‘...Like a Clockwork’ risulti l’ennesimo calo della band, perché i ragazzi tornano a scrivere brani come si deve e riescono a toglieresi di dosso quella cattiveria gratuita e scontata che faceva davvero pena. ‘If I Had a Tail’ ci riporta indietro nel tempo e nel suo incedere ci convince; ‘I Appear Missing’ è lenta e noir, avvolge e affascina con quelle sue chitarre così riconoscibili; tutto l’alternative rock di ‘I Sat by the Ocean’ e ‘Kalopsia’ scritta da Alex Turner di sicuro non sono male.
Una bilancia ben calibrata tra riff granitici e melodie toccanti, le canzoni sono state scritte bene (grazie anche agli aiuti di Turner e Lanegan, come citato sopra) ma capita la sensazione di avere a che fare con cali imbarazzanti di ispirazione e di relativo appiattimento. In conclusione mi dispiace ammettere che i QOTSA non hanno voluto strafare ma nemmeno applicarsi, in così tanto tempo avuto a disposizione, per un rilancio efficace della band. Questo nuovo album è buono, tutto sommato, ma ci si aspetta molto di più da Joshh Homme & C. Potete però star sicuri che se non dovessero ubriacarsi troppo il loro tour sarà una bomba.
Vi lascio, questa volta sul serio, con le ultime parole della emozionale title track: “One thing that is clear / It’s all down hill / From here”.
Sito Internet: www.qotsa.com
Facebook: www.facebook.com/QOTSA
Andrea Facchinetti
Presente per la prima volta alla Biennale d'Arte di Venezia, la Santa Sede presenta un padiglione, In Principio, a cura del direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci.
Ispirato ai primi 11 capitoli della Genesi, sono stati affidati a tre artisti internazionali differenti tre diversi temi: la creazione a Studio Azzurro, la de-creazione a Josef Koudelka e la ri-creazione a Lawrence Carroll. Lo stesso cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, tiene a sottolineare che non si tratta di arte sacra.
In apertura, una trilogia di opere dell'artista romano Tano Festa, scomparso nel 1988.
L'opera di Studio Azzurro (storico gruppo milanese attivo sin dal 1982 composto da Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi), dal titolo In Principio (e poi), è una videoinstallazione interattiva formata da pannelli che si animano al contatto con il visitatore.
Il racconto delle origini, il rapporto dell'uomo con lo spazio e il tempo vengono narrati tramite i gesti di ragazzi sordomuti e le parole dei detenuti del carcere di Bollate. Al centro della sala, un pannello nero invita lo spettatore a interagire e lasciare la sua impronta per generare memoria.
Il fotografo ceco Josef Koudelka porta 18 fotografie scattate tra il 1986 e il 2012, De-creazione, che, grazie anche al grande formato, invitano alla riflessione sul rapporto tra il potere di trasformazione dell'uomo sull'ambiente e la distruzione insita nel tempo e nella natura stessa.
Another Life,l'installazione di Lawrence Carroll, è composta da quattro grandi wall paintings e un floor piece. L'opera risalta soprattutto per la decisione dell'artista di utilizzare un'illuminazione naturale e diffusa uniformemente, che valorizza i colori tenui e i materiali utilizzati, come olii e cere.
Particolarità, un freezing painting sarà scongelato e ricongelato varie volte, cambiando il suo aspetto durante la giornata. La riflessione dell'artista sulle sensazioni dell'attesa, della sfida e della gioia sono al centro dell'opera di Carroll.
Padiglione della Santa Sede
55 Esposizione Internazionale d'Arte
Venezia, Giardini
Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00
Tra gli amanti della musica e del buon cibo, nasce un connubio perfetto! Le note della “Sartoria della musica” ritornano al ristorante & art bar Biciclette di Milano venerdì 14 giugno dalle 20:30.
Il quintetto formato da pianoforte (Paolo Picutti), batteria (Marco Tolotti),voce femminile (Claudia D’Ulisse),voce maschile e chitarra (Stefano Malinverno) e sax (Walter Calafiore) proporrà, allo storico lounge bar, il suo vasto repertorio.
Canzoni conosciute ma mai banali, caratterizzate dall’inconfondibile stile del suo direttore artistico, Paolo Picutti; Musica dal vivo, swing, jazz, bassanova, ideale per un ricevimento di classe, ma anche funky, pop, R&B, dal ritmo scanzonato e incalzante.
Biciclette ristorante & art bar
Via Torti angolo Corso Genova
Milano
Contatti: 025810435
http://www.lebiciclette.eu
Scarpe Buffalo, t-shirt stampate, cappelli con la visiera, canotte da basket e brillocchi di dubbio gusto appesi ad ogni dove… io li ho notati, voi li avrete notati e qualcosa mi dice che li abbia notati anche Riccardo Tisci: si stiamo parlando di loro, i Seapunk, gruppo di ragazzi aderenti all’omonimo movimento stilistico-musicale. Si tratta di una moda e di un genere musicale, giovani e di cui si sa ben poco, la musica nasce dalla contaminazione non tanto tra gruppi già esistenti ma tra vari dj del panorama underground di Chicago e San Francisco, tra cui gli Utrademon, I Zombelle e Unicorn Kid che dà origine a un misto tra la musica elettronica e la bit anni ’90 farcite a casaccio con sonorità che riproducono i rumori del mare.
Per quanto riguarda la moda, il dettame è uno: più roba c’è, meglio è!
Vuoi essere un perfetto Seapunk? Decolorati i capelli e falli azzurri, fucsia, verdi o nei casi di minimalismo estremo, bianchi.
Il codice di vestiario prevede magliette stampate con fantasie vagamente neo-classiche, unicorni, onde, stelle marine e in generale, tutto ciò che abbia un qualcosa di infantile o che rimandi all’infanzia, anime compresi, il tutto magari abbinato a bomber da aviatore, felpe dai colori fluorescenti e giacche sportive dei materiali più sintetici che riuscite a trovare.
Per i bottom invece abbiamo leggings con stampe improbabili (magari con sopra degli shorts, supponiamo, come rito propiziatorio per richiamare l’estate) o più banalmente, jeans skinny, pantaloncini della tuta (anche qui… il più sintetici possibile) e, se siete dei ragazzi, un kilt vi darà sicuramente quel tocco avantgard che desiderate.
Riguardo gli accessori, si apre una parentesi che potrebbe occupare lo spazio di un intero articolo, poiché vale letteralmente tutto. La cosa importante è che ci siano, siano tanti e siano il più vistosi possibile, a partire da un “banalissimo” septum collegato con una collana all’orecchino del lobo a brillantoni da danzatrice del ventre al centro della fronte. Le collane possono essere di qualunque foggia e materiale, tuttavia è particolarmente apprezzato un tocco di orientalismo che non c’entra assolutamente niente con il look generale…. ma a noi piace così. Vengono accettati di buon grado anche peluches e bamboline attaccati allo zaino (altro elemento imprescindibile del look seapunk) o portati al collo. O al braccio. O come cerchietto ferma-capelli.
Da non sottovalutare è l’aspetto dei social-network dato che i Seapunk nascono (e spesso si esauriscono) in rete. Il perfetto Seapunk ha un cura maniacale delle foto che pubblica su Facebook o su Twitter che devono essere post-prodotte a mo' di collage, applicandovi sopra, nella maniera più becera possibile, scritte, stelline, personaggi di anime vari, gatti, dolciumi e corni di unicorno esattamente al centro della fronte, in modo tale da ricreare quell’effetto anni ’90 che(a quanto pare) va tanto di moda.
Tra le icone di riferimento più importanti abbiamo Brooke Candy, giovane rapper americana, diventata famosa grazie al video “Genesis” dei Grimes e in seguito grazie al suo primo video, “Das Me”, uscito nell’ottobre del 2012.
Altrettanto importante è il trio dei Die Antwoord, gruppo rap-rave sudafricano, noto tanto per i ritmi e i testi delle loro canzoni, quanto per i loro look composti da tatuaggi idioti, lenti a contatto nere, tagli di capelli da punk anni ’80 e facce da tekno-raver in after da una settimana.
Sabato 8 giugno all’Arcimboldi di Milano saranno protagonisti gli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto di Milano del Gran Galà “I nuovi angeli sulle punte”. I giovani danzatori balleranno a fianco di étoiles internazionali come: Ievgen Lagunov e Cristina Balaban primi ballerini del Teatro dell’Opera di Kiev, Raffaele Morra in arte Lariska Dumbchenko dei ballets Trockadero de Montecarlo.
Guest star e allievi si alterneranno interpretando passi a due, variazioni e assoli tratti dai principali balletti del repertorio classico. A rendere ancor più unico questo evento la straordinaria partecipazione dell’Orchestra dei Piccoli Pomeriggi Musicali diretta dal Maestro Daniele Parziani che accompagnerà i balletti con “magiche” musiche.
Teatro degli Arcimboldi
via dell’innovazione, 20
Milano
Info bilglietti: call center ticket one 892.101
Per chi possiede il pollice verde o soltanto per gli appassionati del tema, da non perdere è la serata di mercoledì 12 giugno! Dalle ore 20:00, Verger ospiterà Rosalba Piccinni con il suo “Jazz and flowers”, un mondo fatto di note, colori e profumi.
Fioraia e cantante jazz, Rosalba intratterrà il pubblico di Verger con la sua musica e le sue ricercate composizioni floreali accompagnate da suggerimenti di stile per renderle sorprendenti in ogni occasione.
Ricercatezza, passione e stile, caratteristiche inconfondibili di Verger, incontrano l’eclettismo di Rosalba che riesce a tradurre un pensiero speciale nel regalo più sorprendente e frizzante. Verger vi aspetta per condividere insieme la meraviglia delle originali creazioni della “cantante-fioraia” sulle melodiose note della sua musica.
Verger
Via Varese,1
Milano
Per info e prenotazioni 02 86998276.
Stasera, per gli amanti della buona cucina o per i più curiosi, Nerospinto consiglia un evento davvero unico.
Dalle 19.30, presso la Cascina Cuccagna, potrete assistere alla presentazione del libro “Diversamente Cotto” di Tommaso Fara, che descrive metodi di cottura alternativi e regala una nuova consapevolezza di quelli più tradizionali.
La serata sarà resa più piacevole dalla possibilità di prendere parte alla degustazione di alcune delle ricette che l’autore cuoco presenterà in contemporanea all’esposizione del suo libro.
Un'esperienza inebriante, in una splendida ambientazione, che soddisferà anche i palati più esigenti.
Cascina Cuccagna
Via Cuccagna 2/4 ang. Via Muratori
Milano
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Alcune settimane fa, abbiamo trattato in un articolo su Nerospinto sui benefici della riflessologia plantare, un metodo che ci permette di trattare l'intero organismo attraverso la stimolazione di punti riflessi presenti sui piedi.
In particolare, oggi segnalo l'esistenza di una tecnica molto profonda, molto coinvolgente non solo a livello fisico, ma anche psichico e comportamentale.
Secondo gli studi del naturopata inglese Robert St. John, lungo i punti riflessi corrispondenti alla colonna vertebrale vi è impressa la memoria del periodo di gestazione, fase decisiva e influente tutto il nostro percorso di vita.
Comportamenti del tutto inconsapevoli, reazioni e pensieri sono originati da eventi e sensazioni vissute in grembo.
La tecnica metamorfica mira a individuare e a lasciar andare le esperienze traumatiche e pensieri che possono tutt'oggi influire sul nostro vissuto, risanando il periodo da cui tutto ha origine.
Sciogliendo i blocchi del passato e rendendosi disponibili alla fluidità dell'esistenza, l'individuo recupera un senso di presenza che gli permette di vivere con maggiore serenità il quotidiano. La pratica si effettua trattando anche aree della mano e del cranio, zone in cui, oltre a essere registrato il periodo di gestazione, è possibile intervenire a livello ancora più sottile individuando quanto avvenuto nel periodo di prenascita, prima di giungere proprio qui, sul piano fisico in cui viviamo le nostre esperienze.
Il tocco sui punti è leggero, quasi fosse una carezza di una piuma, è possibile anche l'avvicinamento al corpo fisico senza contatto e intervenire direttamente sul quello aurico, lavorando su movimenti intenzionali che agiscono in maggior profondità.
I risultati sono sorprendenti, dato che le variazioni di frequenza energetica della persona sono facilmente percepibili da tutti: diventano così individuabili i momenti in cui un disturbo o trauma possano essere accaduti in una determinata settimana di gestazione. Sono frequenti, durante i trattamenti metamorfici, che operatore e cliente abbiano anche visioni, percepiscano immagini, grovigli, nodi energetici che si sciolgono con semplicità, lasciando semplicemente fluire quanto accade durante il trattamento.
I bimbi beneficiano del trattamento in quanto giovani e con maggiore chiarezza e semplicità nell'accedere al vissuto di pochi anni prima, ma la pratica è molto utile, quasi fosse un richiamo ciclico, anche a chi invece è vicino alla morte, in quanto concilia il lasciarsi andare e accettare più serenamente quanto sta accadendo in modo naturale.
L'operatore può trattare persone che raggiungono una tale sensibilità che permette loro di rivivere le fasi della nascita con ricordi più o meno piacevoli. Il compito di chi esercita la professione di naturopata è accompagnarlo lungo questo percorso, aiutandolo a superare le fasi meno gioiose e riprogrammare l'esperienza vissuta con serenità e accoglienza.
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