CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
Nasce Milano Green Point, un luogo di formazione, confronto, approfondimento, crescita e discussione, che raccoglie l’esperienza trentennale del landscape architect Patrizia Pozzi. 150 mq situati nel cuore della vecchia Milano (Porta Venezia), al numero 3 di via Frisi. Al loro interno un luogo di produzione e progettazione del paesaggio, un’officina aperta, un laboratorio di idee, con uno spazio anche per la ristorazione e una libreria internazionale con testi di agronomia, botanica e landscape contemporaneo.
Milano Green Point propone corsi, tavole rotonde, incontri, workshop dedicati al rapporto tra natura, architettura, arte, paesaggio, territorio ecc.
Primo appuntamento: workshop "Abitare la Natura: Nuove Visioni" (dal 3 al 7 giugno 2013), rivolto a professionisti provenienti da formazioni diverse (fotografi, esperti di lettere e cinema, pianificatori, agronomi, paesaggisti, architetti) curato da Patrizia Pozzi con The Flat Massimo Carasi. L’iniziativa, legata al Master Paesaggi Straordinari diretto da Elisabetta Bianchessi e Marco Scottini, rientra all’interno del programma formativo di Naba-Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e del Politecnico di Milano.
Obiettivo del workshop è avvicinare e sensibilizzare i progettisti al mondo della Natura e dell’Arte. Il sito scelto per la realizzazione del progetto è l’area davanti alla Triennale di Milano, dove nel 2003 Giuliano Mauri creò la grande volta Zenobia, oggi distrutta. Ai professionisti è stato chiesto di pensare a uno “spazio” partendo dall’osservazione dell'elemento naturale, per poi trasformarlo, attraverso il progetto, in architettura di uno spazio aperto. Un luogo visibile da più punti di vista. Fruibile a diverse velocità. Vivibile come zona sedentaria o di passaggio, che può trasformarsi per effetto degli elementi naturali utilizzati e persista nel tempo, nel rispetto dei ritmi della natura.
Il corso ha previsto la partecipazione di alcuni artisti contemporanei quali Giuliano Mauri, attraverso la testimonianza della nipote Francesca Regorda responsabile dell’Archivio, dello scultore Simon Benetton e di Filippo Armellin, artista emergente e fotografo che espone in questi mesi alcuni suoi lavori alla Galleria The Flat.
Milano Green Point contatti:
Patrizia Pozzi con Maddalena Boatto, Sabina Chiodi, Roberta Natali, Tiziana Ronchi
Via Paolo Frisi 3, 20129 –Milano Tel | Fax: 02 7600 3912 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.patriziapozzi.it
Blog http://paesaggi-design.blogautore.repubblica.it
Comunicazione e Ufficio Stampa Alessandra Pozzi Tel 3385965789. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Attore e interprete affermato, Alberto Tordi è uno dei talenti italiani su cui ha puntato il nostro cinema negli ultimi anni. Egli ricambia con impegno e costanza e nonostante la crisi della cultura e le poche possibilità per i più giovani dichiara: “l’Italia è il mio paese”. Sostenitore e promotore dell’arte indipendente sogna Almodovar e ama Mastroianni. Il prossimo 11 luglio sarà nelle sale cinematografiche italiane con il nuovo film di Stefano Calvagna La rabbia in pugno.
La sua intervista a Nerospinto.
Alberto, lei si è imposto sia in fiction di successo che in film impegnati come interprete puro, una figura cinematografica che è sempre stata propria della tradizione italiana.
Quali dei suoi personaggi ha amato di più?
Imposto è un parolone! Diciamo che lavoro da una decina d'anni con dedizione, studio e sacrifici.Il ruolo che più ho amato è stato sicuramente nel film indipendente Ovunque Miracoli nel quale interpretavo Francesco un compositore musicale. Due mesi di lavorazione in un convento del 1500 lontano dal caos della città completamente immerso in una dimensione a me nuova. Ho forse capito cosa significa ascoltarsi, aprire il cuore a questo lavoro.
In piena crisi economica e sociale come fa un artista, nel suo caso un attore professionista, a non farsi scoraggiare dal clima non proprio di ottimismo che si respira ovunque e dalla mancanza di fondi che ha investito la cultura italiana in quasi tutti i suoi ambiti?
Non nego le difficoltà i sacrifici e la quantità di lavori fatti per portare avanti la professione di attore. Quello che mi dà la forza di continuare è senza dubbio la passione. L’approfondire la materia di studio, essere curioso, cercare di assorbire tutto ciò che può arricchire la mia preparazione.Cerco di non adagiarmi e non giustificarmi dietro il momento di crisi che il nostro Paese sta attraversando. Proprio in questi momenti si può attingere a qualità che abbiamo non ancora espresse. La speranza è che ci sia una ripresa del sistema italiano, ma questo è un discorso più ampio.
Quale è il ruolo che ancora non ha interpretato e che amerebbe fare e con quale regista?
Adoro Marcello Mastroianni, il sogno sarebbe una versione teatrale del film "Una giornata particolare”, film che amo profondamente.Per quanto riguarda il regista, il cinema indipendente offre maggiori possibilità agli attori privi di raccomandazione come me. Comunque Almodovar è il mio preferito!
Tanti giovani di talento e di successo stanno lasciando il nostro paese per cercare fortuna altrove o semplicemente perché gli sono state offerte possibilità che da noi non si trovano più. Lei ha mai pensato di lavorare all’estero?
Posso dire che il nostro paese preferisce sostenere i "vecchi talenti”! Istintivamente più di una volta ho pensato "mollo tutto e me ne vado"ma abbandonare la nave non penso sia la soluzione migliore. Il mio Paese è l'Italia e credo sia giusto rimanere. C’è un mondo di artisti indipendenti in movimento, che sicuramente ha cose più interessanti da dire rispetto a chi è introdotto nei canali convenzionali. Spero che prima o poi queste voci vengano ascoltate e dato loro il giusto spazio.
A cosa sta lavorando ora e che progetti ha in corso?
Ho iniziato da poco le letture di un testo teatrale che porterò in scena a settembre a Roma. L'11 di luglio uscirà nelle sale cinematografiche italiane "La rabbia in pugno" un film di Stefano Calvagna che mi vedrà nel ruolo di un poliziotto corrotto.
Intanto grazie... e baci ai lettori di Nerospinto!
Antonia Del Sambro
Comincia venerdì 14 giugno in piazza Cavour a Como un evento imperdibile, per un'estate con oltre 120 spettacoli che spaziano dalla musica pop, jazz, fusion, folk, rock ai concerti d’autore e classica, dalle rappresentazioni teatrali al cinema.
La rassegna, ideata dal Comune di Como in collaborazione con gli assessorati alla Cultura e al Turismo, le Attività Produttive e le Politiche Giovanili e altri esercizi commerciali presenti in città, coinvolgerà un pubblico eterogeneo e i molti turisti che ogni estate invadono la città.
La kermesse si aprirà ufficialmente con il concerto dei Sulutumana tappa del tour “Non c’è limite al meglio” e proseguirà dal 19 al 23 giugno con il consolidato Swing Crash Festival che da anni coinvolge il pubblico al ritmo della musica degli anni ‘30 e ‘40 alla presenza di ballerini di fama mondiale. La programmazione si articola con concerti ogni martedì e giovedì sino al 17 settembre in Piazza Volta, con autori del calibro di Claudio Borroni, The Vad Vuc, Gianni Bonelli, Donato Amatola, Luca Ghielmetti, e molti altri.
Piazza San Fedele sarà dedicata alla musica cantautorale, dal 16 giugno al 6 settembre per 7 serate, alla presenza di Luigi De Gregori fratello del celebre Francesco, Federico Sirianni, Andrea Parodi, Massimo Olivieri, Marie Nima, Pasini Murphy Bettoni trio e La Piccola Orchestra Karasciò.
Il cortile di Palazzo Cernezzi riproporrà le ricercate serate di teatro, musica e cinema della Compagnia Città di Como dal 15 giugno al 3 settembre con 12 appuntamenti, la Compagnia Comica Lariana il 7 giugno, Teatro Arte Orizzonti Inclinati il 6 luglio e lo spettacolo Oltre il Giardino il 30 agosto.Anche lo spazio culturale San Pietro in Atrio e lo spazio Natta saranno coinvolti da performance musicali nell’ambito del progetto Boston Como - 5 appuntamenti a luglio - uno spettacolo di tango incluso e 3 ad agosto mentre, a settembre la Pinacoteca ospiterà 4 appuntamenti di musica classica all’ interno del Lake Como Festival di Amadeus Arte.
La piazza Martinelli vedrà l’annuale appuntamento con il cinema d’autore promosso dall’Arci e lo spazio San Donnino sarà luogo dedicato alla musica classica con interpreti e realtà eccellenti organizzati grazie a Como Classica, l’Accademia Giuditta Pasta, il Conservatorio di Como, l’Orchestra giovanile Vivaldi. Villa Olmo infine presenterà il 3 agosto l’Orchestra I Pomeriggi Musicali in collaborazione con Como Classica.
ComoLive raccoglierà inoltre, gli eventi promossi dal bar Giuliani di piazza De Gasperi tutti i mercoledì e sabato di giugno con piano bar e musica di atmosfera, dei giardini a lago con gli aperitivi musicali promossi dal Temple Bar previsti tutte le domeniche di giugno e luglio, di Largo Spallino con 4 serate di roulotte juke-box promosse dal Caffè degli Artisti. Il calendario dell’estate suddiviso in giugno/luglio e agosto/settembre riporterà anche gli eventi del Festival Città della Musica del Teatro Sociale, il Lake Como Film Festival e le mostre programmate negli spazi espositivi comunali.
Per questa rassegna estiva, l’immagine scelta è l’albero della vita dell’artista Kuki, espressione di freschezza ed energia in quanto COMOLIVE 100 e 20 vuole valorizzare l’arte giovane in tutte le sue forme. L’estate comasca si prospetta intensa e frizzante!
Il programma completo della rassegna che dura fino settembre sarà consultabile sul sito uffiale del Comune di Como.
I newyorkesi Fun., reduci dal sold out planetario dell’album Some Nights, saliranno sul palco dell’Ippodromo del Galoppo di San Siro martedi 11 giugno, per la seconda serata del City Sound Festival di Milano.
Un successo, quello dei Fun, arrivato dopo anni di gavetta, con la pubblicazione di singoli passati inosservati e collaborazioni infruttuose.
La svolta arriva nel 2011, quando i 3 danno alle stampe il singolo We Are Young, impreziosito dalla voce di velluto della soulgirl Janelle Monáe: il video, con immagini a rallentatore e un gusto un po’ vintage, entra in heavy rotation su MTV e si consacra ad inno dei teenagers (e anche dei meno teen e più agers).
La magia si ripete con il singolo Some Nights del 2012, dal video ispirato alla Guerra Civile Americana: i Fun non si fermano più e collezionano importanti collaborazioni, come quella del lead singer Nate Ruess con Pink.
Non fate i vecchi e scatenatevi con i Fun. al ritmo della gioventù (per ora non ancora bruciata!)
I Paramore inaugurano il City Sound Festival di Milano il 10 giugno, con un concerto presso l’Ippodromo del Galoppo di San Siro.
Si tratta del primo concerto di un mini tour italiano che toccherà Bologna il 10 settembre.
La band di Hayley Williams, reduce dall’abbandono dei fratelli Josh e Zac Farro, rispettivamente chitarrista e batterista, presenta il nuovo disco, intitolato semplicemente “Paramore”.
Si tratta di un lavoro sincero, maturo, innovativo, che permette alla giovane compagine statunitense (composta, oltre che dalla Williams, dal chitarrista Taylor York e dal bassista Jeremy Davis) di allontanarsi dal clichè di band à la Twilight, per esplorare sonorità innovative, come dimostra l’introduzione dell’ukulele.
Le 17 tracce di Paramore, intrise di elementi di elettronica, punk, new wave e gospel, risentono di influenze “alte”, come le icone del post-punk britannico Siouxsie and the Banshees, i Nine Inch Nails, No Doubt e addirittura Elvis Presley.
I fan dei Paramore hanno dimostrato di aver gradito il cambiamento di rotta, come dimostra il successo registrato nella classifica americana di Billboard cosi come in quelle di mezza Europa.
Lasciatevi trasportare dalla grinta della rossa Hayley e date inizio ad un’estate in musica!
City Sound Milano 2013
Ippodromo del Galoppo di Milano
Via Diomede 1 (ingresso da Piazzale Lotto)
www.citysoundmilano.com
La rivista Vogue Italia ha sempre prestato un'attenzione particolare all'ambito della fotografia, tanto da istituire nel 2011 "Photo Vogue", un canale pensato per promuovere il lavoro dei fotografi, professionisti e non, da ogni parte del mondo.
Da giovedì 13 giugno, dalle 17.00 alle 21.00, presso la Galleria Carla Sozzani di Milano si svolge la seconda edizione di "A Glimpse at Photo Vogue", una mostra in cui 25 artisti espongono quattro loro immagini con la possibilità di far conoscere meglio ed apprezzare il proprio lavoro e i differenti stili che li contraddistinguono.
L'esposizione non pone limiti ai campi d'indagine: sarà possibile ammirare soggetti differenti, dal reportage allo still life, dalla moda all'architettura.
Dai suoi esordi sino ad a oggi, Photo Vogue si è avvalso della partecipazione di oltre 55.000 fotografi, assumendo sempre più il ruolo di piattaforma di rilievo per i fotografi di tutto il mondo che vogliono far conoscere i propri scatti sia per passione che per lavoro.
Galleria Carla Sozzani
via Corso Como, 10
Milano
Per informazioni:
I segnali del corpo ci vengono spesso in aiuto per capire meglio chi abbiamo di fronte, per aiutare la persona a riconoscersi e stare meglio.
Per l'operatore olistico i segnali del corpo sono fondamentali per capire chi ha di fronte e per capire quale deve essere il trattamento più adatto all'occasione.
Uno di questi segnali è dato dalla predominanza della nostra parte destra o sinistra del corpo.
In medicina cinese e indiana il valore che viene attribuito a questi elementi è psicologicamente molto profondo e da questo, come sempre nelle discipline orientali, se ne ricavano le cause di disturbi fisici e/o psicologici a volte anche gravi.
La destra per le filosofie antiche rappresenta la parte maschile, attiva, l'azione, tutto ciò che è materiale, il rapporto con gli altri.
La sinistra al contrario rappresenta la parte femminile, passiva, le emozioni, tutto ciò che è spirituale, il rapporto che abbiamo con noi stessi.
Non è casuale che tutti i dolori, le fratture, i blocchi di qualsiasi tipo in una persona vengano sempre a destra o sinistra.
Davanti a certi avvenimenti c'è da chiedersi se il nostro rapporto con gli altri o con noi stessi non sia esattamente in equilibrio. Partendo da questo quesito (all’apparenza semplice) la persona può iniziare ad aiutarsi rimettendosi in discussione e facendo un percorso mentale e spirituale idoneo.
E’ interessante notare la posizione dei piedi nelle altre persone quando sono sdraiate, in spiaggia, a letto.
I piedi difficilmente saranno entrambi con la stessa angolatura.
Questo è un semplice ma efficace esame di una persona.
Un piede destro che è molto aperto verso destra e quello sinistro che invece punta più verso l'alto ci vuole dire che il soggetto sicuramente blocca la sua parte emotiva, non si vuole guardare dentro, si punisce e non cerca un incontro con la sua parte più spirituale.
Un altro esempio è dato da due piedi apparentemente ben distesi e rilassati ma dove il piede sinistro è poco o molto più aperto rispetto al destro. In questo caso ci troviamo davanti ad una persona troppo trasparente, forse un po' vittima di se stessa e che dovrebbe non farsi attaccare gratuitamente dagli altri.
E ancora…due piedi che puntano entrambi verso l'alto e magari con e gambe vicine ci parlano di un personaggio che non permette che gli si legga dentro, che si protegge per paura o perché non è abituato ad aprirsi.
La posizione dei piedi cambia in base al nostro stato mentale e di questo ne è prova molto evidente quello che accade durante i massaggi ovvero durante quei momenti in cui la persona si lascia andare e il nostro intelletto non governa le nostre azioni.
Durante i trattamenti molto spesso i piedi cambiano la loro inclinazione portandosi inizialmente in una posizione che testimonia il proprio "io" e in seguito in una posizione di relax totale in cui i piedi sono equamente distesi.
Nel momento in cui il massaggio ha termine e il cervello riprende il controllo ecco che i piedi si riportano immediatamente nella posizione originale.
Certo è che dei piedi che sono in verticale o che volgono a destra di certo mancano di un rapporto con la propria parte spirituale in quanto viene rinnegata per i più disparati motivi e si preferisce dedicarsi a tutto ciò che è materiale perché sicuramente non é in apparenza destabilizzante.
Come in tutte le discipline olistiche ci bastano pochi e chiari segnali che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno per dare una mano a noi stessi.
Questo è il passo più difficile. Il resto vien da se.
Walter Zanca
Massaggi, campane tibetane, reflessologia plantare.
Massaggi ayurvedici, rilassanti, linfodrenanti, energizzanti, californiani, hot stone, per donne in gravidanza, di bellezza.
Trattamenti di campane tibetane.
telefono 349.4487760
Ritorna il Buscadero Day, la più grande maratona di musica per la più importante rivista di rock italiana, al parco di Palazzo Beauharnais di Pusiano, Como. Sabato 13 e domenica 14 luglio, un ricco cartellone con grandi nomi del rock internazionale è pronto ad accogliere appassionati e curiosi! Il festival organizzato dal musicista Andrea Parodi in collaborazione con l’Associazione Culturale Pomodori Music, che si occupa di promozione musicale, e promosso dal Comune di Pusiano, presenterà nomi importanti della scena musica mondiale: ospiti attesissimi Garland Jeffreys, Hugo Race, James Maddock, Bocephus King e la sua Orchestra Familia. Oltre agli headliner, saranno presenti altri grandi artisti: da Federico Sirianni, cantautore genovese, alla country&folk Mama Bluesgrass Band; dal cantante e chitarrista italiano Charlie Cinelli ai Luf, gruppo folk-rock lombardo, dal cantautore italiano Daniele Ronda al gruppo comasco i 7Grani fino ad altri gruppi della scena italiana ed europea. Una vera e propria Festa della Musica dove il rock incontra il blues, il folk e la canzone d’autore. Una due giorni ricca di emozioni e di un sound coinvolgente.
Location: Parco di Palazzo Beauharnais, Pusiano – ComoIl primo yogi-blogger italiano, autore di WWW.YOGASUTRA.IT
Gianni pratica Yoga da quando aveva 17 anni, con una breve interruzione dai 25 ai 40 anni. Da quando ha ripreso, si sente di nuovo come se avesse 17 anni.
Oggi studia Yoga, pratica tutti i giorni, insegna e scrive. Autore in una precedente vita di quattro o cinque libri dedicati alla comunicazione e al marketing (ha perso il conto, il che la dice lunga sulle sue capacità matematiche) e innumerevoli articoli, ha scritto un manuale di Yoga e un manuale su come aprire e promuovere un centro Yoga: Kundalini Marketing.
Yogasutra è il primo blog italiano interamente dedicato allo Yoga. Gianni è il primo Yogi-blogger italiano che porta avanti quotidianamente o quasi un blog di riferimento per tutti gli Yogi o per i curiosi del mondo dello Yoga e dintorni. Il suo blog è una sorta di “contenitore” contemporaneo che tratta di innumerevoli argomenti: Yoga e Meditazione, Eventi e stage, consigli utili, articoli sullo Yoga, ecce cc. Vi invito a scartabellare il suo blog alla scoperta del mondo di Yogasutra.it.
DOMANDE:
V: Sei stato il primo a portare argomenti come lo Yoga su un un blog. Come hai avuto questa idea?
G: In realtà l‘idea era venuta a un mio amico, Marco Massarotto, che all‘epoca doveva creare una serie di Blog di vario argomento per un suo cliente. Mi chiese se ero disponibile a curare un blog dedicato allo yoga. Facendo una rapida analisi in rete scoprii che nel 2006 non c‘era nessun blog italiano che parlasse di questo argomento. Esisteva già il sito Yoga.it, e qualche sito di qualche raro centro yoga già sbarcato nel mondo digitale ma per il resto, in rete e in italiano, non c‘era quasi niente che parlasse di yoga e, in particolare, nessun blog prima del mio.
V: Come scegli gli argomenti che tratti sul tuo blog?
G: Principalmente sulla base della rilevanza di quello che incontro leggendo libri, riviste o navigando in rete. Se trovo qualcosa di interessante, ne parlo o lo segnalo. Nei primi anni facevo anche maggiore attenzione all'attualità dello yoga: eventi come lo Yoga Festival di Milano, notizie sui giornali, attualità estera. Lo facevo anche perché in rete pochi parlavano di Yoga in italiano e del mondo italiano dello yoga, quindi avevo un ruolo informativo-divulgativo proporzionalmente più importante. Adesso ci sono molte più risorse in rete e quindi mi occupo meno dell'attualità, a meno che non pensi di poter dare un punto di vista interessante. Scrivo quindi solo su temi che ritengo particolarmente interessanti, e offro spazio a chi vuole segnalare eventi e corsi di yoga. I temi che mi interessano di più sono la tradizione dello yoga, la filosofia indiana, il rapporto tra yoga e mondo moderno.
V: Yogasutra.it, Kundalini Marketing: ti piace mischiare parole antiche con termini contemporanei e tecnologici?
G: Lo yoga è antico e contemporaneo. Sono contrario alla contrapposizione ”tradizione contro innovazione“ o ”tecnologia contro natura“. Come ho scritto in un mio post, anche la scrittura è una tecnologia e a suo tempo provocò polemiche analoghe a quelle che oggi riguardano i social network, mentre ieri riguardavano il computer, la televisione, i fumetti, i romanzi.
Per esempio, anche nella filosofia occidentale Socrate era contrario alla scrittura, perché fissava il pensiero in forma immutabile. Oggi i libri vengono considerati il supporto culturale per eccellenza, ma Cervantes in Don Chisciotte racconta la storia di un nobilastro impazzito per l‘eccesso di letture cavalleresche... un po‘ come oggi si sostiene che l‘eccesso di videogiochi crei disturbi mentali, cosa mai provata, o che la frequentazione dei social network allontani dalla vita reale, altra cosa mai provata. Patanjali, a modo suo, fu un innovatore tecnologico: usò una tecnologia relativamente recente - la scrittura - per tramandare le sue conoscenze sullo yoga, un‘azione tanto rivoluzionaria per la sua epoca (l‘insegnamento era solo orale, per passaparola da insegnante ad allievo) quanto oggi pubblicare un corso di yoga su Youtube. L‘unica differenza è che oggi molte cose sono più veloci: dal primo che ha pubblicato un film di yoga su Youtube siamo passati a centinaia o migliaia di filmati su yoga, pranayama, meditazione pubblicati ogni mese in tutte le lingue.
V: Hai avuto una piccola pausa dallo yoga, possiamo sapere il perché? Il blog è nato prima o dopo questa pausa?
G: Ho avuto una lunga pausa: ho smesso di praticare yoga dai 25 ai 40 anni. Ho conosciuto lo yoga a 17 anni attraverso il libro di Indra Devi ”Yoga in sei settimane“, edizione italiana di ”Yoga for You“, uscita in Italia nella Bur Biblioteca Universale Rizzoli, intorno al 1975. Guardando indietro è stato un libro fondamentale per la mia educazione e sviluppo, anche se all‘epoca avevo capito si e no il 10% di quello che mi diceva. Le cose che ho appreso e utilizzato per anni sono state alcune posizioni, la tecnica di autorilassamento, una piccola base di Pranayama. Gran parte dell‘aspetto filosofico non lo avevo capito, anzi lo avevo filtrato e nel ricordo mi pareva che il libro non ne parlasse nemmeno. Qualche anno fa ho ricomprato il libro, tramite Amazon, in edizione originale, una copia usata del 1960. Rileggendolo dopo anni mi sono accorto di tante cose che non avevo capito, mentre altre cose che avevo letto erano sedimentate e mi avevano influenzato per tutta la vita, ma non mi ero reso conto di averle lette lì. Tra l‘altro, una cosa che non avevo capito a 17 anni era che Indra Devi fosse una donna. Quando ho comprato il libro pensavo che fosse un nome maschile, complice anche l‘illustrazione di copertina di John Alcorn che rappresentava uno yogi in una via di mezzo fra siddhasana e baddhakonasana. Indra Devi è stata la prima allieva donna di Krishnamacharia (maestro anche di BKS Iyengar, K Pattabhi Jois e TKV Desikachar) ed ebbe un ruolo importante nel divulgare lo yoga negli Stati Uniti.
V: Qual è il plus valore di un blog rispetto ad altri canali di divulgazione che abbiamo a disposizione?
G: Un blog può essere la semplice espressione di un punto di vista personale, una specie di diario, una serie di editoriali su argomenti specifici, oppure una serie di scritti del genere ”brevi cenni sull‘universo“. Oppure può essere una vera e propria testata editoriale, con un taglio editoriale, una selezione di argomenti, diversi collaboratori coordinati fra loro. In tutti i casi è un modo molto efficace per parlare a un proprio pubblico, che può essere un piccolo giro di amici online o un pubblico più vasto. È un ottimo strumento per la divulgazione di tematiche ”verticali“. Se fai il palombaro, parlare delle tematiche del lavoro subacqueo con un blog è un ottimo modo per tenersi in contatto con colleghi palombari, ma anche semplici appassionati del tema, con uno scambio che, anche se sei il maggior esperto del mondo, ti arricchisce perché nessuno è così esperto da sapere tutto e conoscere tutti i dettagli.
V: Oltre ad esser uno yogi blogger sei anche un insegnate di Yoga, cosa trasmetti ai tuoi allievi nelle tue lezioni? Qual è la cosa che a tuo avviso è più importante insegnare?
G: Con tutto il rispetto per il fitness e altre discipline, nell'educazione fisica spesso si tende a insegnare secondo una metodica del tipo "istruzioni dell'Ikea": esegui così, così e così. Dal mio punto di vista la cosa più importante è imparare ad ascoltare il proprio corpo, eseguire la posizione senza farsi male, non essere narcisisti e competitivi. In pratica interpretare le indicazioni ma eseguire la posizione pensando con la propria testa. È il messaggio rivoluzionario dello yoga: ascolta il maestro, ma il maestro sei tu. In ogni sala pratica i maestri sono molti: l'insegnante ma anche ogni allievo.
V: Cosa ne pensi di tutti gli stili di yoga o rielaborazioni in chiave occidentale che sono nate negli ultimi anni?
G: Bisogna essere aperti. Per quel che riguarda lo yoga, io sono un tradizionalista aperto all‘innovazione. Bisogna partire dalle tradizioni, poi su queste si può innovare. La fisiologia umana cambia molto lentamente: per quel che riguarda la nostra esperienza possiamo dire che è sempre uguale. Quindi bisogna partire dalla fisiologia e dalla tradizione: quellli sono i punti fermi. Passando dalla carrozza all‘automobile, nessuno ha avuto la pretesa di reinventare la ruota. I tre fattori fondamentali dello yoga sono il corpo umano, il respiro, la mente, la forza di gravità. La tradizione dello yoga ha fatto scoperte molto interessanti sul funzionamento del corpo, del respiro e della mente, utilizzando la forza di gravità per condizionarli ed educarli. Bisogna partire dalla tradizione e dalla fisiologia del corpo restando aperti alle novità che si possono scoprire percorrendone il cammino.
V: Yoga e moda: pensi che lo yoga sia diventato un fattore sociale “glamour”? E che ciò possa aiutare la diffusione di questa disciplina oppure in qualche modo sminuirla?
G: Sicuramente negli ultimi dieci anni c‘è stato un fattore di moda. Però penso che lo yoga offra una conoscenza talmente profonda della fisiologia umana che la sua diffusione porterà grandi vantaggi per tutta l‘umanità. Mi sembra che il Dalai Lama abbia detto che se tutti meditassero 15 minuti al giorno, l‘umanità sarebbe più pacifica e felice. Credo che sia il possibile ruolo dello yoga: se tutti praticassero yoga, che è una forma di meditazione, tutta l‘umanità sarebbe più sana e felice.
V: Pensi che lo yoga possa cambiare la vita delle persone? E in che modo ha cambiato la tua?
G: La cambia perché insegna a pensare con la propria testa, almeno secondo me. Imparare a stare sulla testa significa anche imparare a guardare le cose da un punto di vista diverso dal solito. Per un idealista ottocentesco un‘affermazione del genere sembra una cretinata, ma in realtà anche la psicologia occidentale ha scoperto che la posizione del corpo influenza lo stato d‘animo e il modo di pensare: semplificando un po‘, se stai gobbo sei più soggetto alla depressione, se stai dritto sei più ottimista.
V: Cosa secondo te è più frainteso in generale della pratica dello Yoga nel mondo Occidentale?
G: Probabilmente la ricerca del contorsionismo atletico. È una tentazione forte e un modo per affascinare-spaventare i principianti. Certo, guardare una bella donna o un bell'uomo eseguire posizioni intricate può essere piacevole, stupefacente o motivo di ammirazione. Ma lo yoga può essere praticato a qualsiasi età, in qualsiasi condizione fisica eccetto la malattia acuta. Non occorre eseguire la posizione annodata per trarne benefici, anzi.
BOTTA E RISPOSTA: Una domanda – Una parola come risposta
L’Asana che preferisci di più - Supta Padmasana
Lo stile di yoga che senti più tuo - Hatha Yoga
Un libro utile (in generale) - Yogasutra
Un viaggio utile - Il viaggio alla scoperta di sé
Una citazione o una tua frase utile - "La posizione deve essere stabile e comoda", Yogasutra,
Un sito utile - yogajournal.com yoga.it
La cosa da evitare per chi pratica Yoga - farsi male
Cosa ti rende felice quando insegni - finire la lezione
Colore preferito - viola
Una bevanda che consigli a tutti - karkadè
Il blog Yogasutra è on-line al seguente indirizzo: www.yogasutra.it
Namasté,
Vittorio Pascale
Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano
Fondatore della pagina Fb: Yogamando
Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano
hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Capita a volte di incontrare persone e cose in grado di farci rivivere ricordi passati e di darci stimoli per idee future.
Michele Chiocciolini è un giovane designer fiorentino che ha debuttato nel Luglio 2011. La sua prima collezione è nata dall’esigenza di trasferire sugli abiti gli sviluppi pittorici della sua creatività, dalla volontà di trasmettere l’idea della ruvidezza che gli era stata suscitata dalle campagne fiorentine. Abiti-giacca che si ispirano ai costumi della campagna e all’eleganza nobile Toscana.
La seta, materiale principale di questa collezione, rappresenta in realtà un concetto ibrido poiché su questa, Michele ha stampato i suoi quadri, alienando così il senso di “leggerezza” della materia, che tuttavia si svela al tatto, viene inoltre accostata a materiali più pesanti creando così forti contrasti materici. Una compenetrazione di mondi diversi: L’eleganza legata all’idea di materiali semplici della tradizione e l’eterna raffinatezza.
Laureato in architettura, ha sempre sentito viva la necessità di evadere sviluppando così sugli ossimori differenti linguaggi visivi e comunicativi. Una ricerca significante di simboli sparsi in tempi remoti e presenti. Un lavoro complesso, che va dalla pittura alla ricerca di oggetti di design selezionato. Michele Chiocciolini è riuscito a creare una vera è propria isola, un luogo nel centro di Firenze dove ogni singolo dettaglio denota cultura e creatività. La consapevolezza del passato e l’amore per le sue espressioni più alte hanno permesso al designer di sviluppare un linguaggio contemporaneo efficace. Dalle “tracce” ai “segni” (culturali ed emozionali) Michele è riuscito a determinare, non soltanto decorazioni, ma un vero e proprio codice visivo.
Perché un’isola? Un’isola è un luogo lontano, che non si incontra per caso. Dove la storia e le maree hanno accumulato oggetti e sogni incontaminati, e dove tutto è preservato con grande attenzione dal tempo. Nell’atelier Chiocciolini, non esiste soltanto la moda e non si parla soltanto di questa. Qui avviene magicamente una ricerca di costume e si sviluppano connessioni complementari che ne fanno un centro di idee e collaborazioni.
Nel 2012 il designer ha dato vita ad una sperimentazione effettuata sul Jersey. Attraverso questo materiale elastico Michele ha applicato l’idea della sobrietà casual su abiti da cocktail, decontestualizzandoli e offrendo nuove interpretazioni che attingono anche all’universo maschile, come le morbidissime giacche bouclè. Interpretare la contemporaneità è cosa assai difficoltosa, si rischia di annientare un’immagine, confonderla o banalizzarla. Attingendo a situazioni tra esse distanti Michele Chiocciolini riesce a portare avanti la sua interpretazione, libera dai tempi e dalle imposizioni.
Nel suo atelier-mondo non c’è nulla di statico. E’ questo un luogo che non vuole assomigliare a nessun’altro luogo, dove nasce la volontà di dar vita ad una nuova bottega fiorentina dove Michele disegna e lavora.
Per lo spring/summer 2013 Chiocciolini propone ispirazioni Pop, con una palette di colori che tocca toni forti, in contrasto tra loro, come il blu il rosso e il bianco. Capi realizzati in Macramè, tubini a manica lunga o corta. Abiti con tagli geometrici, bustini costruiti in differenti parti, unite mediante cinture. L’idea in questo caso è quella dei frammenti di diverse bandiere cucite tra loro. I lunghi abiti da sera sono pensati sui moods di una New York anni ‘80, con riferimenti al più lontano Déco. Particolare e complesso è l’abito corto davanti e lungo dietro con bustino-stella che è ispirato al Chrysler Building. Forte è la volontà del designer di rievocare le forme architettoniche.
Questa attitudine è visibile nei suoi disegni, che nascono da linee nette e geometriche dove tuttavia non restano estranee la morbidezza e la fluidità. Gesti mentali flessibili, emozioni tramutate in oggetti, sogni in materia. Risultati di un grande lavoro e di uno studio complesso dove la ricerca della bellezza futura, si fonda sulla consapevolezza di quella passata!
Photos by:
Angelo Trani
Domingo Nardulli
Giacomo Favilla
Margherita Caldi
© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.