Stories: la carriera diplomatica
Al giorno d’oggi, sempre più giovani sono attratti e affascinati dalla carriera diplomatica, cogliendone gli aspetti più piacevoli. Essere un diplomatico, poter rappresentare il proprio Paese è un grande onore, ma spesso viene dimenticato il percorso impegnativo che occorre intraprendere prima di poter iniziare questa professione.
La carriera diplomatica è una carriera che richiede una grande responsabilità e professionalità. In Italia il giovane che vuole intraprendere questo percorso dovrà conseguire un diploma di istruzione secondaria superiore, possedere una laurea o Master in ambito economico, giuridico, linguistico o internazionale. conoscere a livello professionale la lingua inglese ed una seconda lingua straniera scelta fra francese, spagnolo e tedesco.
Dovrà quindi superare un concorso che consisterà in una prova attitudinale volta ad accertare la capacità del candidato di svolgere l’attività diplomatica, 5 prove scritte per valutare le competenze accademiche in campo storico, giuridico, politico ed economico, due composizioni senza l’uso del dizionario, in inglese ed altra lingua straniera, su tematiche di attualità internazionale, più una prova orale e la valutazione dei titoli.
Superate tutte queste prove, che non possono essere ripetute più di 3 volte fino all’età di 35 anni, il giovane potrà iniziare la carriera diplomatica, diventando prima Segretario di Legazione, Consigliere di Legazione, Consigliere d’Ambasciata, Ministro plenipotenziario, e infine, per chi ci riesce, Ambasciatore. In Italia gli ambasciatori sono attualmente 153, di cui 23 donne.

La progressione nella carriera avviene sia per anzianità che per meriti personali tramite una valutazione annuale.
Generalmente il diplomatico è assegnato per 5 anni ad una determinata sede, successivamente può essere assegnato ad altra sede fino a un massimo di 10 anni. Rientrerà quindi nel proprio Paese per almeno 3 anni prima di poter essere assegnato di nuovo ad altra sede.. Ovviamente il Ministero degli Esteri ha la facoltà di modificare tutto questo, richiamando il diplomatico in sede ove lo ritenga necessario, per ragioni di servizio o prolungandone la permanenza all’estero.
Non tutti i diplomatici diventano ambasciatori, pero se ciò avviene, viene esaminata tutta la carriera del candidato: si verifica l’impegno professionale e personale, si esaminano gli studi che il funzionario ha intrapreso e concluso, si valutano le modalità con le quali ha svolto il suo servizio e il comportamento avuto, incluso quello nell’ambito delle relazioni sociali.
Se tutto questo viene valutato positivamente, si deciderà che la persona in questione possiede le qualità necessarie per diventare ambasciatore.
La carriera diplomatica è una carriera molto impegnativa, a volte esigente, e può anche avere effetti negativi sulla persona, se questa non possiede una capacità interiore per affrontare i cambiamenti e la pressione del lavoro. Importante è anche la capacità di adattamento di fronte alle difficolta.
Un aspetto particolare di questa professione è che il diplomatico si deve spesso trasferire al di fuori del proprio Paese, e questo a volte comporta difficoltà di adattamento o di carattere familiare. Per contro, il diplomatico ha la possibilità di visitare e conoscere realtà nuove, Paesi e culture a volte lontanissime dal proprio luogo di origine.
In Italia le donne hanno ottenuto solo negli anni ’60 l’accesso alla carriera diplomatica, grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato come illegittima la norma che escludeva le donne dalla carriera diplomatica, prefettizia e in magistratura.

All’inizio la rappresentanza femminile era molto ridotta, quasi Inesistente, Dopo gli anni 70- 80, grazie anche a Leggi a favore dell’uguaglianza fra i sessi, la situazione e’ lentamente migliorata, attualmente la rappresentanza diplomatica femminile è costituita da 185 persone, circa il al 20 per cento del totale. Tuttavia, nelle posizione più elevate, la percentuale di rappresentanza maschile è tuttora nettamente superiore.
La carriera diplomatica è tuttora prevalentemente maschile, c’è ancora molto da fare per poter raggiungere la parità, soprattutto per quanto riguarda le alte cariche, così come previsto dal regolamento legislativo.
Le donne diplomatiche possano dare un ottimo contributo, grazie alle loro caratteristiche specifiche, per contribuire positivamente al miglioramento del ruolo della donna all’interno della società, aiutando contemporaneamente il proprio Paese a stabilire una relazione di collaborazione positiva con le varie Nazioni del mondo.
Al giorno d’oggi la diplomazia diventa sempre più importante, anche se a volte non viene sufficientemente apprezzata. Attraverso di essa si possono trovare soluzioni e raggiungere obiettivi in modo pacifico, per via diplomatica, invece di fare ricorso alla violenza e alla forza.
La diplomazia contribuisce all’avvicinamento fra i popoli, a individuare e risolvere pacificamente i conflitti, a promuovere la cooperazione in tutti gli ambiti, a risolvere i problemi attraverso il dialogo e soprattutto a permettere che le persone, le Nazioni si conoscano e attraverso questa maggiore conoscenza possano cooperare e contribuire in modo positivo alla pace e alla serenità fra i popoli.
Cinzia Giordanelli
