Nell’effervescenza della vita metropolitana di Milano sorge VIBE, il ristorante pop e fine dining guidato dal giovane chef Valerio Braschi
Situato in via Arcangelo Ghisleri 1, fra Sant’Ambrogio e i Navigli, VIBE è un'affermazione audace di stile, architettura moderna e un approccio fresco al cibo. Con soli 25 posti a sedere il ristorante è un laboratorio di creatività guidato da Valerio Braschi e dalla sua giovane brigata di 5 professionisti.

La mission di VIBE va oltre il piacere culinario: sfatare tabù attraverso il cibo. Un concetto audace, ma per Valerio Braschi, l'enfant prodige della cucina italiana, è un impegno che si traduce in ogni piatto del suo menu invernale, chiamato "Crescita". Un viaggio culinario di dieci portate che esplora territori inesplorati, sia geograficamente che culturalmente.
Il percorso inizia con "Calamaro, carote, chimichurri e sommacco", un piatto che fonde sapori inaspettati in un connubio di cultura e creatività. Seguono esperienze sensoriali come "Lumache, fagioli e chorizo", "Gambero blu, Tom Yam e cardoncelli" e "Curry di ceci, banane, cocco e granchio", ciascuna raccontando una storia unica e coinvolgente.
"100% Ovino" riscopre le radici italiane, mentre la sezione dei primi piatti regala delizie come "Spaghetti, cacciatora di Ricciola e Caviale di Salmerino" e l'iconico "Cappelletti di lasagna della Bruna", una fusione di tradizione e audacia.

Il main course offre "Pancia di maiale, anice stellato e ricci di mare", un'opera d'arte gastronomica che abbraccia sapori avvolgenti con un tocco orientale. Il viaggio culmina con "Errore Perfetto", un pre-dessert iconico, e "Solaire", un dessert raffinato che conclude l'esplorazione gustativa.
Ma VIBE non si limita alla tavola. La pasticceria è un'esperienza a sé stante, con creazioni audaci come la "Viagra", una pillolina blu di cioccolato al latte, yuzu e macha in polvere, e il "Sexy Vibe", un preservativo dolce incartato in plastica, un'aperta sfida ai tabù.
Valerio spiega: "Ho poco più di 25 anni ed è arrivato il momento per la mia generazione di fare qualcosa di concreto per superare alcuni preconcetti e affrontare in pubblico argomenti che sono quotidianamente sulla bocca di tutti, ma che ci insegnano sin da piccoli di non dire a voce alta”. Questo spirito di apertura si riflette anche in sala grazie a Sonny Serraino, il giovane sommelier siciliano che ricerca piccole cantine, offrendo eccellenze vinicole in sintonia con la creatività di Valerio.

