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Il CSY di Milano (Centro Studi Yoga) offre un seminario a ingresso libero durante il quale sarà affrontata una delle tematiche più “hot” sul mondo dello yoga, o meglio, una domanda che tutti, praticanti e non, ci siamo fatti almeno una volta nei nostri pensieri: “Esistono diversi tipi di Yoga?”.
Il seminario sarà condotto da Sn. Trigunananda (Ferruccio Ascari), fondatore e maestro del Centro Studi Yoga di Milano (attivo dal 1993).
Nell’ambito della cura della persona si assiste da ormai molti anni ad un proliferare di proposte tra loro anche molto diverse ma accomunate tutte da una presunta comune origine: Lo Yoga. L’incontro si propone di fare il punto sulla situazione, attraverso una riflessione che consenta di fare chiarezza su natura, significato e obiettivi autentici di quest’antica discipline.
La conferenza sarà preceduta da una breve lezione di Asana e Pranayama cui farà sehuito una pratica meditativa.
Il seminario proposto dal CSY aderisce all’iniziativa “Yoga a porte aperte” promossa dall’associazione YANI (Associazione Nazionale Insegnanti di Yoga).
Per info:
Domenica 26 Gennaio 2014 dalle ore 11.00 alle ore 12.45
CSY Milano, via Confalonieri, 36 (citofono n° 40, MM Gioia)
Ingresso libero previa prenotazione sino ad esaurimento posti.
Per ragioni di spazio è necessario prenotare per tempo via mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o via relefono: 3391909041
Namasté,
Indira Fassioni
Sabato 25 gennaio 2014 ore 18.00, non perdetevi l’inaugurazione del primo centro estetico EDIà aperto a Milano in Corso Buenos Aieres 20.
Edià non è una società che vende, ma un progetto che suggerisce, propone ed informa allo scopo di contribuire al benessere della persona. Edià, infatti, non ha clienti, bensì collabora con le PERSONE che desiderano migliorare il rapporto con il proprio corpo e con l'aspetto percepito dagli altri. Quando EDIÀ dice che non vende fantascienza, bensì scienza, intende dire che non offre illusioni, ma ragionevoli possibilità di mutare il proprio “status” ed entrare nel sistema di concepimento della propria variabilità esistenziale. Il progetto EDIà propone alle persone la possibilità di stare bene con se stesse: un prodotto veloce, versatile, efficace e soprattutto senza sprechi,frutto di uno studio approfondito da parte di qualificati professionisti della cosmesi.
In occasione dell'inaugurazione della sua prima prestigiosa sede nella città di Milano, EDIà vi accompagnerà nella scoperta del nuovo centro in una serata esclusiva: un aperitivo musicale tutto da gustare, accompagnato dalla voce di Mila Trani, cantante appassionata al reggae, allo ska, al latin, che ha iniziato la sua carriera cantando con gli Unicamista e che ha intrapreso una strada da solista con l'EP «Nove», un lavoro molto interessante in cui Mila riesce ad esprimere con originalità e raffinatezza la sua creatività e il suo talento e il suo nuovo amore per la bossa nova, genere che sposa alla perfezione per vocalità e spirito.
A corollario dell’evento l’intervento della biologa nutrizionista Elisabetta Macosini. Durante la serata sarà possibile scoprire il mondo EDIà, con i suoi prodotti e trattamenti esclusivi.
EDIà Tecnologia Biocosmetica C.so Buenos Aires 20 Tel. 02 3946 5772 http://www.ediacosmetici.com/ Ufficio Stampa Rosaspinto Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. cel: 3338864490 RSVP Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Nerospinto vi suggerisce questa volta un evento davvero interessante ed imperdibile per tutti i cultori del cinema di qualità ed in particolare dei film del grande Stanley Kubrick. Dal 29 gennaio al 2 febbraio 2014 presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenta Room 237, il documentario di Rodney Ascher presentato con successo al Festival di Cannes, che indaga le infinite interpretazioni fornite da quanti credono di aver decodificato i simboli nascosti e i messaggi sepolti nel capolavoro di Kubrick Shining, che verrà riproposto in più passaggi. Nato dalle conversazioni di Ascher, il regista, con il produttore Tim Kirk, il film dà voce al flusso di coscienza di fan e studiosi che da trent'anni vivono “intrappolati” nell'Overlook Hotel.
Room 237 è più di un semplice documentario metacinematografico, è un incredibile viaggio dentro un film, Shining di Stanley Kubrick, per svelarne simboli, misteri e significati nascosti e per raccontare le tante teorie che sono state sviluppate su quest'opera, una di quelle che ti restano dentro per sempre. Utilizzando molte scene originali della pellicola – replicate, rallentate, viste al contrario, smontate – accompagnate dal racconto fuori campo di cinque uomini che illustrano le proprie teorie interpretative, Room 237 ci accompagna nel labirinto di Shining, intrattenendoci con la folle ironia e la competenza dei fanatici seguaci del grande Maestro del cinema. Secondo il reporter Bill Blakemore si tratterebbe di un film sul genocidio degli indiani d'America, per un altro intervistato racconterebbe invece l'Olocausto, per un altro ancora nasconderebbe una confessione dello stesso Kubrick sul falso allunaggio dell'Apollo 11... Dentro la “Room 237”, la camera intoccabile dell'Overlook Hotel in cui è ambientato il film, ci sono tanti segreti ancora da svelare. Le teorie formulate su Shining negli anni, coprono gli argomenti più disparati come i nativi americani, Marshall McLuhan, il genocidio, la numerologia, le fiabe, la seconda guerra mondiale, lo sbarco sulla luna. Per la regia di Rodney Ascher. Interpreti: Bill Blakemore, Geoffrey Cocks, Juli Kearns, John Feel Ryan, Jay Weidner. USA, 2012.
Shining, il capolavoro thriller e horror preso in esame da Room 237, è un celebre film di S. Kubrick del 1980, che è stato sceneggiato da S. Kubrick, Diane Johnson, e tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King. con interpreti indimenticabili del calibro di Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Scatman Crothers, Barry Nelson, Philip Stone, Joe Turke. La storia narrata è quella di Jack Torrance, scrittore in crisi, che accetta un lavoro che gli lascerà molto tempo per dedicarsi al suo romanzo: guardiano d'inverno di un grande e isolato albergo sulle Montagne Rocciose aperto solo nella bella stagione. Ricevute le consegne, l'uomo, insieme a moglie e figlio piccolo, si installa nell'hotel, in passato teatro di un sanguinoso omicidio a opera di un altro guardiano. Ben presto Jack scoprirà che il luogo è abitato da misteriose presenze soprannaturali (frutto della sua mente?), che lo spingeranno verso una follia omicida rivolta verso la sua stessa famiglia.
CALENDARIO PROIEZIONI:
- MERCOLEDÌ 29 GENNAIO
h 18.30 Shining (S. Kubrick, 1980, 142')
h 21.15 Room 237 (R. Ascher, 2012, 102')
- GIOVEDÌ 30 GENNAIO
h 19.00 Room 237 (R. Ascher, 2012, 102')
- VENERDÌ 24 GENNAIO
h 21.00 Room 237 (R. Ascher, 2012, 102')
- SABATO 1 FEBBRAIO
h 17.00 Room 237 (R. Ascher, 2012, 102')
h 19.00 Shining (S. Kubrick, 1980, 142')
- DOMENICA 2 FEBBRAIO
h 21.00 Room 237 (R. Ascher, 2012, 102')
MODALITÀ D’INGRESSO
Biglietto d’ingresso:intero € 7,00
Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50
Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali:
Biglietto intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50
INFORMAZIONI
http://oberdan.cinetecamilano.it
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Il nuovo Teatro Delfino apre la sua prima stagione con lo spettacolo di Antonio Skarmeta, Ardente Pazienza - Il postino di Neruda.
Lo spettacolo teatrale, composto da quattro attori di origine bolognese (la più simpatica a detta loro), è una piccola commedia raccontata a 'mo di favola tra il grande poeta e vincitore del premio Nobel alla Letteratura, Pablo Neruda, e un giovanotto, suo compaesano di Isla Negra, che lavorava come postino per portargli la corrispondenza che riceveva da tutto il mondo.
1969 - 1973, periodo di grande rilevanza per la politica del Cile: Allende viene nominato presidente della Repubblica, e poco dopo viene ucciso durante un colpo di stato, queste sono le ombre storiche che si intravedono soltanto in brevi momenti durante lo spettacolo.
Protagonista della scena è un'amicizia che viene a consolidarsi lentamente, quella tra Neruda, che fa il finto brontolone solitario, e l'ingenuo Mario Jimenez, il postino, che rimane sempre affascinato da questa figura e prolunga le sue visite all'abitazione del maestro nella speranza d'imparare sempre qualcosa di più sulla poesia.
Metafore, metafore, metafore, di questo si parla: lo spettacolo mostra come anche il personaggio meno preparato possa essere in grado di entrare nell'aulicità della poesia una volta trovata la sua fonte d'ispirazione.
La suddetta fonte è una delle due co-protagoniste: la bella e prorompente Beatrice, che cattura il cuore di Mario e che resta 'stregata' dalle dolci parole che il postino le dedica.
Infine abbiamo la madre, che, spaventata dall'idea che la figlia le venga portata via, cerca di ostacolare questo amore, ma per poco: alla fine anche lei si farà vincere dalla parola.
Il potere e la pericolosità della poesia, 'le parole portano gravidanze', questa una citazione dello spettacolo che mostra le doppie facce di questa arte, tanto nobile, tanto versatile.
La scenografia è abbastanza ricercata, accompagnata, ahimè, da uno schermo sul quale vengono proiettati scorci di Isla Negra, scene del funerale di Neruda o la neve di Parigi (pixelata), dove, per un periodo dello spettacolo, si era trasferito Neruda per lavoro; del tutto evitabile.
Molto interessante e divertente la scelta della colonna sonora, si passa dai canti dei cori comunisti per le elezioni di Allende ai Beatles.
Lo spettacolo si trova spesso a fare questi salti empatici: a mio parere non da abbastanza spazio al silenzio e all'emozione di una scena, portando così lo spettatore da un'emozione all'altra senza dare lui il tempo di viverla e stare ad ascoltarla.
E' uno spettacolo che ha del potenziale, ma dovrebbe concentrarsi meno sulle citazione dei versi di Neruda e di più sui tempi del teatro, sui suoi ritmi, sui gesti e soprattutto sulla scelta di cosa far vedere o meno al suo pubblico: dato che il Teatro Delfino dispone di un palco e quinte altrettanto ampie, credo che lo spettacolo risulterebbe più credibile mostrando solo ciò che il pubblico deve vedere in scena, e non cambi di abiti e scenografie; automaticamente si viene a perdere quel velo, quella finta realtà in cui si entra quando si varcano le soglie di un teatro, e così si ritorna bruscamente a contatto con la realtà.
L'ultimo spettacolo oggi alle 16.
Per ulteriori informazioni potete consultare il sito: www.teatrodelfino.it
Non mancate all’ ultimo appuntamento di TeatroinMatematica con la novità APPUNTAMENTO AL LIMITE – il calcolo sublime, lunedì 27 gennaio al Teatro Carcano di Milano.
Il calcolo infinitesimale è una delle teorie che più ha arricchito la matematica moderna e determinato il progresso scientifico, in quanto è in grado di interpretare il continuo e il movimento. Newton e Leibnitz ne sono indiscutibilmente riconosciuti come gli scopritori, ma per rintracciarne le origini bisogna risalire fino ai geometri greci dell’antichità, inoltrarsi nel progredire del concetto di numero sino ad arrivare alla sintesi tra geometria e algebra di Cartesio.
Poi ancora bisogna conquistare il concetto di funzione, superare lo scoglio dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo, entrare d’un tratto nel concetto di limite. I matematici e i filosofi che hanno portato avanti le idee di Newton e di Leibnitz sono arrivati a offrirci una teoria ben costruita, logicamente ineccepibile, ma ancora ricca di frutti da cogliere. Davvero il calcolo infinitesimale è, come si diceva ancora sino al XIX secolo, il calcolo sublime nel senso etimologico del termine e cioè ciò che arriva sino alla soglia più alta. La nascita dell’analisi matematica coincide con il definitivo stringersi del legame tra matematica e fisica, quindi tra matematica e scienza moderna; è alfabetizzazione scientifica. Ed è anche importante conoscere qualche aspetto storico del nascere e dello svilupparsi del calcolo infinitesimale, grazie al quale sono entrati a fa parte della matematica, in modo pervasivo, i procedimenti infiniti.
Appuntamento al limite esplora questi temi in chiave teatrale, partendo appunto dall’idea di limite, inteso come non-luogo estremo verso cui tendiamo senza potervi giungere, nel quale la realtà che conosciamo cambia natura, e i rapporti si trasformano: una soglia proibita che conduce ad un mondo capovolto e magico dove, come nel teatro, “tutto è finto, ma niente è falso”.
In un luogo imprecisato una coppia di attori sta provando una scena ambientata all’epoca dell’infanzia di Newton. Eppure, qualcosa non torna. Gli attori sono lì quasi loro malgrado, come fossero costretti a recitare una parte che non capiscono, guidati da un regista intransigente, che li costringe a ripetere la scena all’infinito, come se la scena nascondesse qualcosa.
C’è una società in declino, sottilmente oppressiva, che fa del controllo costante degli individui lo strumento per mantenere il consenso. Gli attori in scena si muovono tra questi due mondi in un gioco di specchi paralleli, cercando, nella dimensione teatrale, un incontro tra la visione matematica e quella psicologica di limite, relazione, infinito.
Nelle scene emergono poco a poco le relazioni che legano i personaggi, le dinamiche dei loro sentimenti, i mutamenti causati dal cambiamento di alcune condizioni. Si tratta della forma teatrale in cui si possono esprimere alcuni dei concetti fondamentali del calcolo infinitesimale quali funzione, continuità, derivata, sistemi dinamici e, sopra a tutti, il concetto di limite.
I sentimenti dei personaggi sono descritti attraverso funzioni che ne registrano i mutamenti, da un’iniziale apatia all’amore, dall’amore all’aperta avversione. Funzioni, il cui andamento si rivela poco a poco, attraverso l’analisi di alcuni elementi che via via si evidenziano in scene successive. Le dinamiche reciproche modellano i rapporti di coppia sia per gli attori che per i loro personaggi portandoli verso un destino solo accennato ma ugualmente prevedibile. Quel destino che si può interpretare come il limite cui ciascuno si sta avvicinando. L’esperienza di andare verso il proprio limite ed eventualmente raggiungerlo rappresenta per ciascuno dei personaggi il momento di non ritorno della relazione con l’altro che lo definisce.
Alle ore 19,30 Aperitivo Matematico “Anche l’infinito ha i suoi limiti”
Con Sergio Rinaldi, ingegnere, matematico applicato e Tullia Norando, matematica, del Politecnico di Milano
Un viaggio affascinante attraverso le molteplici discipline in cui entrano le idee e i metodi infinitesimali, le cui applicazioni fanno parte ormai della nostra vita quotidiana. L’invenzione del calcolo infinitesimale, accanto alla geometria euclidea, è la più grande creazione di tutta la matematica, che accoglie così i procedimenti infiniti, cui il concetto di limite dà diritto di cittadinanza, strappandoli alla vaghezza e dalla contraddittorietà, rendendoli rigorosi, praticabili. Ma … anche l’infinito ha i suoi limiti!
Lunedì 27 gennaio 2014 ore 20,30
APPUNTAMENTO AL LIMITE – Il calcolo sublime
Drammaturgia a cura di Riccardo Mini – Regia di Valentina Colorni
Consulenza matematica di Tullia Norando e Paola Magnaghi (Politecnico di Milano)
Effetti video e riprese Virginio Levrio e Davide Ganito - VAS
Progetto TeatroinMatematica a cura di Maria Eugenia D’Aquino
Produzione PACTA.dei Teatri – Scienza In Scena
Interpreti Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini, Vladimir Todisco Grande
Posto unico € 18 – Insegnanti € 15 – Studenti € 13,50
Recite per le scuole ore 11,30 e ore 15 – € 15/11,50
Per prenotazioni: 02 55181377 – 02 55181362Per scuole e gruppi organizzati: Progetto Teatro 02 5466367 – 02 55187234
Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano – www.teatrocarcano.com
Il cibo, come si sa, è parte integrante del nostri vivere quotidiano, vero balsamo per il gusto e lo spirito. Se ad esso uniamo il mangiar bene, l’arte del servire e ricevere gli ospiti, ecco che otteniamo una formula perfetta.
Questo ed altro è il fulcro di RistorExpo, evento fieristico dedicato al mondo della ristorazione professionale, che torna, per la sua 17esima edizione, dal 16 al 19 febbraio a Lariofiere (Erba-Co).
L’appuntamento di quest’anno si fa ancora più interessante, essendo legato al grande evento di Expo 2015, che renderà Milano palcoscenico del mondo, e con essa anche le sue eccellenze, prime fra tutte quelle gastronomiche.
RistorExpo offre ai visitatori e operatori un menù ricchissimo: incontri, stage di cucina, workshop, convegni, cene, concorsi e seminari, per approfondire i temi del cibo e dell'alimentazione, insieme agli operatori del settore, istituzioni e stampa specializzati.
L’edizione del 2014 è denominata “In Cibo Veritas”, ed è strettamente legata ai contenuti di Expo 2015 in quanto ha l’obiettivo quello di poter offrire agli operatori una significativa esperienza di approfondimento e crescita professionale, grazie al contributo di numerosi personaggi che racconteranno le loro esperienze ed i loro progetti con i quali sono stati in grado di far emergere i valori del cibo e della cultura enogastronomica.
"In Cibo Veritas" è una vera e propria anteprima di Expo 2015, trattando i temi della prossima esposizione universale, come la qualità e la sicurezza alimentare, l'alimentazione sana e corretta ed il cibo, diventato l'elemento centrale della cultura di un territorio.
Nutrito, è il caso di dirlo, il parterre dei cuochi: vi saranno infatti forum, interviste, stage di cucina ed incontri con il contributo di diverse figure importanti, volti noti della scena gastronomica italiana. Sono già confermati gli Stage di cucina con gli chef Davide Scabin, Viviana Varese e Sandra Ciciriello, Christian e Manuel Costardi, Norbert Niederkofler, Pier Giorgio Parini e Paolo Lopriore. Animeranno invece il dibattito d’apertura “teorici e pensatori del cibo” come Giacomo Mojoli (giornalista e docente universitario), Dario Bressanini (chimico divulgatore scientifico e scrittore) e Giovanni Ciceri (Presidente di Lariofiere).
RistorExpo 2014
Dove: Erba (Co)
Quando: dal 16 al 19 febbraio 2014
Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.30 | Mercoledì 19 febbraio chiusura anticipata alle ore 18.00
Ingresso: Gratuito per gli operatori muniti di cartolina invito. Biglietto al pubblico € 8,00 - Gratuito fino a 12 anni
Twitter: www.twitter.com/mrristorexpo
Facebook: www.facebook.com/ristorexpo
Web: www.ristorexpo.net
Indira Fassioni
Sarà la crisi, saranno altre ragioni, ma certa ristorazione si svela. Non voglio generalizzare, ma con il richiamo all you can eat per giunta scontato proposto dai gruppi d’acquisto, certa ristorazione fa in fretta a dimostrare scarsa professionalità e miopia. Leggendo nei forum i commenti di chi si è rivolto con il coupon in ristoranti non solo etnici, ma anche italianissimi, risulta che spesso i ristoratori trattano questi clienti come fossero di serie B. Anziché utilizzare la promozione per farsi conoscere e quindi conquistare nuovi clienti, fanno di tutto per non far più tornare i poveri malcapitati. Un metodo per non permettere al cliente di mangiare quanto promesso è di servirlo molto lentamente: dopo due ore di attesa questo preferisce andarsene anche se non gli è stato servito quanto ordinato. C’è chi ci casca come al gioco delle tre carte, eppure, leggendo certe proposte, si può subito capire che si tratta di imbrogli. Maestri sono i ristoranti cinesi camuffati da giappo. Veniamo a una proposta tipo, nella formula all you can, cena sushi per 2 persone a 18 euro a Milano. Il nome del proprietario, e quindi del ristorante, è al 99 per cento palesemente cinese, anche se la proposta si riferisce a un ristorante giapponese (nella voce partner): bugia… e si parte subito male.
Leggendo poi le condizioni ecco una frase premonitrice “L'offerta è soggetta a limitazioni” ma se l’offerta è soggetta a limitazioni, non è all you can, per cui è falsa.
Se non bastasse, “non è garantita la possibilità di ottenere il servizio nel giorno e ora desiderati. Il cliente deve prenotare ...” Dunque, a rigor di logica, il tavolo potrebbe essere libero solo a un orario non lontano dalla chiusura e se il servizio è lento, quando si chiudono i battenti lo sventurato dovrà andare a cercarsi una pizzeria aperta… magari questa volta non all you can eat.
Testo a cura di Fabiano Guatteri
E' stato lo spettacolo di Antonio Skarmeta, Ardente Pazienza - Il postino di Neruda, ad aprire la stagione del Teatro Delfino di Milano, da ieri, 16 gennaio al 19 gennaio 2014, ore 21, domenica alle 16.00.
La messa in scena rimane fedele al romanzo ed è ambientata nella stessa epoca: dal 1969 al 1973.
Anni di fuoco per il Cile, che vedeva sorgere la figura di Allende, poeta cileno, come neo eletto alla presidenza della repubblica, e ucciso poco dopo durante un colpo di stato.
La trama, però, si addentra in una storia di un'amicizia che viene a consolidarsi lentamente, e soprattutto in un modo insolito, tra un postino e Pablo Neruda: unico abitante del villaggio di Isla Negra che riceveva corrispondenza.
Uno spettacolo che svestirà il poeta dai panni di vate e li farà indossare a Mario Jimenez, il postino, che 'prenderà coscienza della sua inespressa e latente vocazione per la poesia', fino a riportarlo al risveglio dei sensi e a una visualizzazione più concreta dei suoi obiettivi.
Protagonista dello spettacolo è la potenza e la forza della poesia, in grado di raggiungere anche i più 'impreparati', e capace di innalzare l'animo umano.
Ardente Pazienza - Il postino di Neruda è liberamente ispirato dal film, con protagonista Massimo Troisi, "Il Postino".
Il biglietto costa 18 €, e la rappresentazione sarà fino al 19 gennaio. Tutti i giorni alle 21, la domenica alle 16.
Per ulteriori informazioni potete consultare il sito: www.teatrodelfino.it
E’ il singolo “viva” ad anticipare il sesto album in studio (quarto in italiano) del gruppo alternative rock formatosi in quel di Pisa.
Sotto l’alto patronato de La Tempesta Dischi, santuario di tutto quel sottobosco di cultura alternativa italiota il cui occhio del ciclone (a livello di risonanza mediatica, almeno) è da ritrovarsi nel folgorante esordio del Teatro Degli Orrori.
Ma se due anni orsono la band di Capovilla e Favero partorì un che potremmo eufemisticamente definire “deludente”, (il pachidermico, ancorchè indigesto concept sull’immigrazione “Il Mondo Nuovo”) andando a mostrare simultaneamente debolezze e manie di grandezza di una scena rock forse un po’ troppo pretenziosa e derivativa, l’ultimo Zen Circus navigava in direzione opposta.
Battendo la strada di un pop autoriale e minimalista, (per l’impiego di una strumentazione perlopiù acustica e una scrittura diretta ed asciutta) di una retorica comunicativa scevra da inutili e anacronistici orpelli vetero-cantautorali, la band di Appino andava a posizionarsi nell’ala più lontana dal sensazionalismo e facile presa di certo rock italiano. (leggi I Cani, Lo Stato Sociale)
Proprio perché di italiano, in senso stretto, la musica degli Zen Circus ha davvero poco; il loro è stato fin qui un garbato recupero di R.E.M. periodo IRS, il folk dei Violent Femmes, Pixies e Hüsker Dü (Candy Apple Grey, Warehouse: Songs And Stories) unito a delle liriche ironiche e caustica critica sociale.
Non si allontana molto da tali coordinate il nuovo singolo, costruito su riff acustici e incedere di rullante sul quale Appino vomita un testo “qui ed ora”, tra autobiografia e situazionismo sociale, da generazione in crisi sguazzante nei luoghi comuni e facili appigli post-ideologici. (non mancano riferimenti all’ascesa Pentastellata)
Non deve meravigliare il coro di “viva” finali, fra cui risalta un “viva il duce”: altro non è che una perizia psichiatrica nazionalpopolare da cui si può vedere il linguaggio privo di dignità di un paese senza rotta, spiaggiato su una grande crisi d’identità e becero revisionismo.
Se quindi da queste poche note è facile intuire che non vi saranno grandi stravolgimenti per quanto riguarda il sound del gruppo di Pisa, è altresì auspicabile un disco la cui musica sarà un semplice vettore per parlare di questo paese, orfano ormai di una vera e propria cultura popolare di protesta.
Dal 15 al 29 gennaio 2014 presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenta in anteprima italiana Je m’appelle Hmmm…, l’emozionante, limpida e pura storia di amicizia fra una dodicenne in fuga dalla famiglia e un camionista quarantenne che una famiglia non ce l’ha più. In concorso nella sezione “Orizzonti” all’ultima mostra del cinema di Venezia, il film rappresenta l'esordio alla regia della stilista e redattrice di moda Agnès Troublé.
Protagonista della storia è Céline, una ragazzina che dice di chiamarsi Hmmm, rinnegando il suo nome e la sua vita, profondamente segnata dagli abusi continui da parte del padre e dall'indifferenza della madre. Il desiderio di evasione la porterà a fuggire e a incontrare Peter, un camionista scozzese distrutto dalla scomparsa della moglie e della figlia. Il loro viaggio senza meta a bordo di un camion rosso li unirà in un'amicizia particolare e unica, grazie alla quale ritroveranno una serenità che pensavano di aver perduto per sempre. Il film affronta con delicatezza e originalità un tema difficile come la violenza sui minori, senza azzardare risposte o giudizi, ma lasciando aperta una porta alla fiducia e alla speranza.
Alla proiezione di venerdì 24 gennaio ore 21 sarà presente in sala la regista Agnès Troublé.
Scheda del film
Je m’appelle Hmmm… R.: agnès b (Agnès Troublé). Sc.: agnes b., Jean-Pol Fargeau. Int.: Douglas Gordon, Lou-Lélia Demerliac, Sylvie Testud, Jacques Bonnaffé, Marie-Christine Barrault. Francia, 2013, col., 120’, v.o. sott. it. Céline è una dodicenne che durante una gita al mare con la scuola decide di fuggire. In un parcheggio trova un autotreno rosso, la portiera è aperta, Céline sale e si nasconde. Il camionista Peter, scozzese sulla quarantina, quando torna a bordo non vede la ragazzina e parte. Accortosi della sua presenza, l’uomo non fa una piega, non le chiede spiegazioni e continua a guidare. Durante il loro viaggio on the road nel nord della Francia, Céline vive per la prima volta, con leggerezza e fiducia, i veri momenti dell’infanzia e con Peter, lentamente, nasce una bellissima amicizia. Quel viaggio si trasforma per lei in una nuova speranza di futuro, per lui in un nobile congedo dalla sofferenza.
Calendario
MERCOLEDÌ 15 GENNAIO h 21.00 GIOVEDì 16 GENNAIO h 17.00 VENERDÌ 17 GENNAIO h 21.15 SABATO 18 GENNAIO h 19.00 DOMENICA 19 GENNAIO h 16.00 MERCOLEDÌ 22 GENNAIO h 17.0 GIOVEDì 23 GENNAIO h 18.45 VENERDÌ 24 GENNAIO h 21.00 SABATO 25 GENNAIO h 15.00 h 19.00 DOMENICA 26 GENNAIO h 21.00 MERCOLEDÌ 29 GENNAIO h 16.15
Sala Alda Merini Spazio Oberdan Viale Vittorio Veneto 2, Milano
MODALITÀ D’INGRESSO Biglietto d’ingresso: intero € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50 Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50
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