CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
Quarantanni d'artecontemporanea, Massimo Minini 1973 - 2013 è il titolo della mostra ospitata alla Triennale di Milano dal 19 novembre al 2 febbraio 2014 che racconta un importante spaccato dell'arte contemporanea da un punto di vista decisamente poliedrico. Massimo Minini tenta di mostrare, anche attraverso all'utilizzo di molti flash back, diversi momenti e passaggi vissuti con gli artisti incontrati in questi anni quarant'anni.
Quadri, dipinti, installazioni, fotografie e sculture, questo e altro nei quarant'anni di Massimo Minini.
L'arte povera e Minimal sono le due correnti artistiche che si sono avviate e caratterizzate verso la fine degli anni Settanta, inizi Ottanta: qui la creatività di giovani talenti italiani e stranieri, come Jan Fabre, Lavier, Luigi Ontani, Ettore Spalletti, Icaro hanno avuto la possibilità di esprimersi nella loro forma. Successivamente, negli anni Novanta, son stati artisti come Cattelan, Arienti, Eva Marisaldi, Sabrina Mezzaqui, Simeti, ad aver affiancato l'arte di artisti storici già affermati, come Paolini, Buren, Accardi, Boetti, Graham e LeWitt. Più recentemente, invece, la galleria ha dedicato le grandi mostre a grandi autori come Luigi Ghirri, Monica Bonvicini, Sean Snyder, Peter Halley, Jan de Cock, Dara Friedman, Peter Halley e tanti altri ancora a cui ha dedicato meravigliose personali.
All'interno dell'esposizione è possibile visitare una sezione interamente dedicata alla fotografia italiana; una particolare attenzione ai ritratti degli artisti italiani realizzati dai nostri più grandi autori, come Catalano, Gorgoni, Mulas, Cresci e Giacomelli.
Gli artisti in mostra sono:
CARLA ACCARDI AURELIO AMENDOLA GIOVANNI ANSELMO STEFANO ARIENTI MARCO BAGNOLI ROGER BALLEN ROBERT BARRY OLIVO BARBIERI GABRIELE BASILICO LETIZIA BATTAGLIA SANDRO BECCHETTI VANESSA BEECROFT GIANNI BERENGO GARDIN ALIGHIERO BOETTI MONICA BONVICINI DANIEL BUREN JULIA MARGARET CAMERON LETIZIA CARIELLO GHITTA CARRELL JOTA CASTRO ELISABETTA CATALANO GIUSEPPE CHIARI PAOLO CHIASERA MARIO CRESCI JAN DE COCK MARIO DONDERO MAURIZIO DONZELLI JAN FABRE LUCIANO FABRO HANS-PETER FELDMANN IAN HAMILTON FINLAY YONA FRIEDMAN FEDERICO GAROLLA ALBERTO GARUTTI LUIGI GHIRRI PIERO GILARDI PAOLO GIOLI GIANFRANCO GORGONI DAN GRAHAM GIORGIO GRIFFA PETER HALLEY PAOLO ICARO MIMMO JODICE ANISH KAPOOR BERTRAND LAVIER SOL LEWITT RICHARD LONG ULIANO LUCAS DAVID MALJKOVIC ATTILIO MARANZANO EVA MARISALDI YAMAMOTO MASAO RYAN MENDOZA MATHIEU MERCIER SABRINA MEZZAQUI NINO MIGLIORI UGO MULAS PAOLO MUSSAT SARTOR MARIO NIGRO PAOLO NOVELLI CLAUDIO OLIVIERI LUIGI ONTANI PAUL P. GIULIO PAOLINI PINO PASCALI FRANCO PIAVOLI MICHELANGELO PISTOLETTO GERWALD ROCKENSCHAUB SALVO FERDINANDO SCIANNA FRANCESCO SIMETI NEDKO SOLAKOV ETTORE SOTTSASS ETTORE SPALLETTI PAUL THOREL GIULIO TURCATO DIDIER VERMEIREN IAN WILSON FRANCESCA WOODMAN
Inoltre, per questa occasione, è possibile vedere, su richiesta, una speciale sezione degli archivi della Triennale con l'immenso materiale della galleria. Ad accompagnare la mostra, un volume di 453 pagine che raccolgono disegni, telegrammi, cartoline, lettere, fotografie e inviti alle mostre organizzate dal 1973 a oggi. Il volume è edito da a+mbookstore
L'ingresso costa 8,00/6,50/5,50 €
gli orari di apertura sono da martedì a domenica: 10.30 - 20.30. Giovedì 10.30 - 23.00
per ulteriori informazioni potete consultare il sito ufficiale della Triennale: www.triennale.org
La stagione più fredda è ormai arrivata e vogliamo deliziare voi lettori raccontandovi l'inverno di Palazzo Reale, che si tinge di colore e di forme maghifiche, dando spazio alla fantasia e all'astrazione con la grande monografica dedicata al celebre Vassily Kandinsky. In esposizione dal 17 dicembre al 27 aprile oltre ottanta opere dell'artista russo, provenienti dal parigino Centre Pompidou. Il percorso espositivo approfondisce la carriera di Kandinsky e il contesto socioculturale in cui l'autore moscovita sviluppò la sua inconfondibile poetica.
Si tratta di un'importante retrospettiva, nella quale non solo si celebra il pittore e teorico dell’arte russa del secolo scorso, ma che si presta a fare luce sulla singolarità e particolarità delle sue opere, alla ricerca di una chiave di lettura, che ne sveli la complessità emotiva ed il livello concettuale. L'esposizione si snoda dai primi lavori giovanili fino alla semplificazione formale degli anni maturi, dal periodo del Bauhaus di Weimar alle realizzazioni degli anni Trenta. Partendo dall'arte figurativa il pittore giunge solo in un secondo tempo ai lavori astratti, ma che comunque hanno una logica sottesa ed una propria armonia, sono infatti studiati nei minimi particolari ed intesi come strumenti di sommovimento dell'anima e delle emozioni dello spettatore.
Considerato il fondatore della pittura astratta, Kandinsky rappresenta un momento fondamentale dell’evoluzione pittorica del Novecento: nel 1912 insieme a Franz Marc, Paul Klee ed altri, fonda il gruppo Il cavaliere azzurro, che voleva realizzare lo scopo di promuovere l’arte moderna inserendola in un rapporto basato sulla musica, in cui le associazioni spirituali e simboliche del colore dovevano riuscire ad arrivare, come una musica, all’anima dell’osservatore.
Nei capolavori esposti una sinfonia di punti, linee, superfici e colori, in cui ogni elemento ha, secondo Kandinsky, una precisa funzione comunicativa e simbolico-musicale, tanto che molte delle sue realizzazioni prendono nomi da espressioni musicali: le Impressioni, dove resta un’impressione del mondo esteriore, le Improvvisazioni, che sono le opere che nascono spontaneamente e inconsciamente dall’intimo dell’artista e le Composizioni, costruzioni coscienti ed analitiche dello studio artistico.
Bollate come arte degenerata da Adolf Hitler nel 1937, le opere di Kandinsky non mancano ancora oggi di trasmettere una sensazione di equilibrio dell’anima, di pace interiore che viene riflessa in composizioni e colori accuratamente studiati, in cui ogni tonalità ed ogni forma corrispondono a suoni precisi e ai diversi timbri degli strumenti musicali. L’arte di Kandinsky, così apparentemente semplice e leggera, è in realtà un intricatissimo gioco di partiture, suonate da un’orchestra invisibile che accompagna l’osservatore, facendolo letteralmente scivolare fra un’opera e l’altra, come al ritmo di una musica segreta, come nello spazio di un sogno.
VASSILY KANDINSKY. La collezione del Centre Pompidou:
Dal 17 dicembre 2013 al 27 aprile 2014 Palazzo Reale, Milano
Orari: Lunedì 14:30 – 19:30
Martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9:30 – 19:30
Giovedì, sabato 9:30 – 22:30 Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.
Biglietti:
Intero: €11,00 Ridotto: €9,50
Audioguida inclusa nel biglietto
Per prenotazioni e informazioni:
www.kandinskymilano.it #kandinskymilano
Dal 24 gennaio al 2 febbraio non perdetevi LA COSCIENZA DI ZENO al Teatro Carcano di Milano.
Dopo l’enorme successo di critica e di pubblico ottenuto in occasione debutto nazionale a gennaio 2013 e della successiva tournée, nella ripresa della stagione 2013/14 la produzione del Teatro Carcano LA COSCIENZA DI ZENO torna in sede dal 24 gennaio al 2 febbraio per nove recite straordinarie. Nel corso della tournée lo spettacolo toccherà, tra le altre, le piazze di Trento (6-10 febbraio), Trieste (12-16 febbraio), Cagliari (19-23 febbraio), Napoli (18-23 marzo), Monza (27-30 marzo), Bergamo (1-6 aprile), Bologna (11-13 aprile).
Due le variazioni di distribuzione rispetto alla scorsa stagione: nei ruoli del dott. S./Giovanni Malfenti reciterà Nino Bignamini, mentre il ruolo di Alberta Malfenti verrà sostenuto da Margherita Mannino.
Protagonista nel ruolo di Zeno Cosini Giuseppe Pambieri, attore tra i più versatili del nostro teatro, che tratteggia il suo personaggio con tocchi insieme ironici e meditativi. La regia, nitida e elegante, è firmata da uno dei maestri del teatro italiano e internazionale, Maurizio Scaparro, che vince in scioltezza la non facile scommessa di portare sulla scena il capolavoro sveviano, non catalogabile come romanzo d’azione o d’intreccio, bensì libro d’iniziazione e introspezione. Scaparro fa proprio lo storico adattamento che Tullio Kezich realizzò per il teatro nel 1964, primo interprete, nello stesso anno, Alberto Lionello, seguito nel 1987 da Giulio Bosetti con la regia di Egisto Marcucci e nel 2002 da Massimo Dapporto con la regia di Piero Maccarinelli.
La coscienza di Zeno e Maurizio Scaparro sono entrati nella terna dei finalisti del Premio Le Maschere del Teatro 2013 per il migliore spettacolo e la migliore regia.
La coscienza di Zeno altro non è che la storia di un piccolo e insignificante uomo dell'inizio del XX secolo, che incarna l'arte di sopravvivere e lo spirito di adattamento dell'uomo contemporaneo, afflitto dai mille mali della vita moderna. Alla banalità di quest'uomo si sommano: la nascita della psicoanalisi, lo scoppio di una guerra mondiale e la visione dell'olocausto nucleare. Per il nostro teatro questo spettacolo è il tentativo di proseguire nella rappresentazione dei grandi temi della drammaturgia contemporanea. Un grande testo per un grande Giuseppe Pambieri.
Sullo sfondo di una Trieste cosmopolita e mercantile ma anche crogiolo culturale della mitteleuropa tra la fine della Belle Epoque e la Prima Guerra Mondiale, si svolge la vicenda di Zeno Cosini, che, partendo da una seduta psicanalitica, evoca i momenti salienti della sua vita (la morte del padre, l’amore non ricambiato per una fanciulla, il matrimonio di ripiego con una sorella di lei, la rivalità con il cognato Guido - che muore suicida - la relazione extraconiugale con Carla).
Fragile e inadeguato di fronte ai cambiamenti della società, pieno di tic e di nevrosi, si dichiara “malato”, ma la sua malattia è tutta di origine psicologica. Di fronte alla vita Zeno riesce però sempre a mantenere un atteggiamento ironico e distaccato (“La vita non è né brutta né bella, ma è originale”) che gli permetterà di capirla meglio e , quindi, di crescere; uomo nuovo in cerca di un modo di essere plausibile in un mondo che sembra sfuggirgli. Sarà lui a dire il bellissimo, inquietante monologo finale sulla ferocia e l’inutilità di quella guerra che di lì a poco avrebbe rivoluzionato tutto.
Al Teatro Carcano di Milano da venerdì 24 gennaio a domenica 2 febbraio 2014
Giuseppe Pambieri
LA COSCIENZA DI ZENO
di Tullio Kezich dal romanzo di Italo Svevo
con Nino Bignamini, Giancarlo Condé
e con (in ordine alfabetico)
Silvia Altrui, Guenda Goria, Margherita Mannino, Marta Ossoli, Antonia Renzella, Raffaele Sincovich, Anna Paola Vellaccio, Francesco Wolf
Scene di Lorenzo Cutùli - Costumi di Carla Ricotti - Musiche di Giancarlo Chiaramello
Regia di Maurizio Scaparro – Produzione Teatro Carcano
Personaggi e interpreti
Zeno Cosini - Giuseppe Pambieri;
Il dott. S./Giovanni Malfenti - Nino Bignamini;
Il dott. Coprosich/Enrico Copler - Giancarlo Condé;
Guido Speier - Francesco Wolf;
Luciano - Raffaele Sinkovic;
La signora Malfenti - Anna Paola Vellaccio;
Augusta Malfenti - Antonia Renzella;
Ada Malfenti - Guenda Goria;
Alberta Malfenti - Margherita Mannino;
Anna Malfenti - Silvia Altrui;
Carla Gerco - Marta Ossoli
ORARI
feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo (28 e 29 gennaio solo diurne per le scuole)
PREZZI
€ 34,00/25,00 (studenti € 15,00/13,50) – Durata: 2 ore + intervallo
E’ valido l’abbonamento “Invito a Teatro”
Per informazioni e prenotazioni: 02 55181377 – 02 55181362
Per scuole e gruppi organizzati: Progetto Teatro 02 5466367 – 02 55187234
Prevendite on-line: www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it
Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano – www.teatrocarcano.com
A dare subito il benvenuto al nuovo anno, arrivano i saldi invernali. A Milano e in gran parte d’Italia inizieranno già il 4 gennaio. Avete già in mente cosa acquistare? Ripercorrendo quali sono stati i protagonisti della stagione autunno-inverno 2013, vi suggeriamo cosa non può mancare nel vostro armadio, prima del desiderato cambio di stagione.
SEMPRE E COMUNQUE PARKA. É diventato il must have più caldo e versatile per combattere il freddo di questo inverno. Il parka raccoglie in sé comodità e stile: più sporty del cappotto, è perfetto per il giorno e per la sera. Tra i tanti modelli, abbiamo scelto quello classico di Pepe Jeans, verde militare, con interno staccabile e cappuccio foderato.
IL MAGLIONE "DELLA FESTA". Chiaramente parliamo delle feste natalizie. I saldi possono essere l’occasione per acquistare un caldissimo Chrismas jumper per il prossimo anno, come il modello girocollo di ASOS: blu scuro, con abeti decorati e pacchetti. Ve lo immaginiamo addosso, mentre scartate i vostri regali davanti al camino.
TARTAN CHE VIENE, TARTAN CHE (NON) VA. L’abbiamo visto su chiunque e forse ci ha anche un po’ stufato. Ma se questo è stato indiscutibilmente l’inverno della stampa check, non dobbiamo dimenticare che il tartan viene riproposto quasi ogni anno, e non solo sulle passerelle. Inoltre, le tonalità sono tantissime: un’alternativa al classico scozzese effetto punk-grunge è il romantico tartan sweet. E non c’è dubbio che la camicia bianca e rosa di Max&Co. sia decisamente sweet.
KENZO TIGER SWEATSHIRT. Della serie: "And you’re gonna hear me roar". La felpa è il capo comodo e sportivo per eccellenza, ma esistono anche varianti per look più fashion: è il caso della ricercatissima felpa verde con la tigre disegnata, by Kenzo. Ma per chi la trovasse un po’ tamarra (e un po’ cara), consigliamo di optare per una delle sue versioni lowcost, come la più discreta replica di Zara.
THE NEW ANIMALIER. La stampa leopardata è tornata a ricoprire con grinta maglioni, camicie, scarpe e accessori. Per quanto riguarda l’intimo, siamo rimasti affascinati dal completo in raso di Intimissimi, per la cura dei dettagli: le spalline del reggiseno e la parte posteriore dello slip sono impreziosite da fibbie in vernice nera.
La parola d’ordine è comunque "sconti". Anche se poi, si sa, guarderemo soprattutto le nuove collezioni: la moda che ci promette una primavera mite, originale e colorata. Ma, per il momento, non in saldo.
Dal 7 al 12 gennaio SHITZ – PANE, AMORE E... SALAME nella sala Bausch del Teatro Elfo Puccini
SHITZ – PANE, AMORE E... SALAME
liberamente tratto da Hanock Levin
regia e drammaturgia Filippo Renda
con Mauro Lamantia, Valentina Picello, Matthieu Pastore, Mattia Sartoni, Simone Tangolo
musiche originali Filippo Renda, Simone Tangolo
traduzione Matthieu Pastore
Idiot Savant/Ludwig
Premio speciale della giuria critica al Festival Scintille di Asti
Premio per il miglior spettacolo di prosa al Festival Spoletopen
Shitz racconta la storia di una famiglia ebrea di epoca contemporanea; Shitz, il padre, e Setcha, la madre, non desiderano altro, per la propria realizzazione, che far sposare la figlia Shpratzi.
Finalmente, ad una festa, l'emarginata Spratzi incontra Tcharkés, un giovane arrivista dalle velleità imprenditoriali. I due subiscono uno strano e poco credibile colpo di fulmine e decidono, la sera stessa, di sposarsi.
Rielaborando il testo di Hanock Levin, il maggiore, anche se controverso, drammaturgo israeliano, noto per le sue lucide e irridenti indagini sui grandi personaggi biblici, Filippo Renda tenta di cogliere i lati più grotteschi ed estremi della vicenda familiare volendo esaltare l’umorismo della cultura Yiddish e la profondità della riflessione sociale che esce dalla narrazione di una realtà apparentemente limitata, ma capace di rompere i suoi confini per farsi universale.
Una satira che condanna l'inanità di ogni voracità umana: la sete del palato, quella di potere, quella di affermazione del proprio Io (non insieme agli altri, ma attraverso gli altri). Un cabaret spietato, recitato senza vittimismo: ciò che fa tanta pena è la grande convinzione di poter realizzare i propri intenti/istinti, riempirsi di desideri fino a scoppiarne.
Gli attori aderiscono persino fisicamente ai personaggi e manifestano attitudini canore nei tanti siparietti dal contenuto assai prosastico, nei quali si possono declamare la passione per le patatine o il triste destino dei testicoli, dai venti anni all’età senile. Tra rancori, vecchi e nuovi, che sconfinano nell’odio senza ombra di tensione, l’esibizione gratuita del più rancido cinismo scava nell’ossessione della carne – da offrire in pasto al proprio stomaco o da offrire agli appetiti sessuali del marito – e in quella del tempo che passa, troppo in fretta o troppo lentamente a seconda degli scopi da raggiungere.
Tutto avviene sotto lo sguardo sconcertato e poi indifferente del musicista (Simone Tangolo, autore delle musiche con il regista), parte integrante di una storia in cui il marito stritolatore viene a sua volta stritolato dal sistema che ha contribuito a sostenere.
Idiot Savant La compagnia nasce nel 2010 dall’incontro di alcuni allievi della scuola del Piccolo Teatro di Milano e dall’esigenza di mettere in rete idee, necessità e risorse legate alla messa in scena. Nel 2010 lavora attorno alla drammaturgia di Filippo Renda, Rat boo – Esorcismo di uno Stabat Mater e nel 2011 alla creazione del primo spettacolo: Shitz – pane, amore e... salame. Per questo lavoro viene coinvolta l’attrice Valentina Picello, che entra a far parte della compagnia. Lo spettacolo viene presentato all’interno di numerosi Festival, rassegne e stagioni. Altri riconoscimenti individuali della compagnia sono i premi Hystrio alla vocazione 2012 a Matthieu Pastore e Mauro Lamantia.
Filippo Renda è tra i fondatori di Idiot Savant. Nel 2009 dirige per il teatro Gebel Hamed di Trapani, Il Grigio di G. Gaber. Lavora come assistente alla regia al fianco di Luca Ronconi (La Modestia, Santa Giovanna dei Macelli), Renzo Martinelli, Roberto Rustioni, Bruno Fornasari (Push-up 1-3) e più di recente Ferdinando Bruni (Romeo e Giulietta) e Francesco Frongia (Alice Underground). Conosce il regista Benedetto Sicca, con cui avvia una collaborazione stabile. Entra a far parte della associazione culturale Ludwig – officina di linguaggi contemporanei, di cui Sicca è presidente.
Elfo Puccini, sala Bausch, corso Buenos Aires 33, Milano
Da martedì 7 a domenica 12 gennaio, ore 19.30
Posto unico € 15
Informazioni e prenotazioni 02.0066.06.06
Da martedì 7 a domenica 12 gennaio non perdetevi “Il vecchio principe e le sue avventure nei corridoi di un ospizio – primo studio sulla terza età” al teatro Elfo Puccini
Il vecchio principe e le sue avventure nei corridoi di un ospizio – primo studio sulla terza età
di Manuela De Meo, Vincenzo Occhionero, Pietro Traldi
regia Cèsar Brie
scene Daniele Cavone Felicioni, Giacomo Ferraù, Catia Caramia
costumi Anna Cavaliere
musiche Chango Spasiuk
con Manuela De Meo, Vincenzo Occhionero, Pietro Traldi
produzione Teatro Presente
I vecchi sono come i bambini:
vogliono che ci si occupi di loro ma ai vecchi nessuno ci fa caso.
Anton Cechov (Zio Vanja)
In un ospedale geriatrico Vecchio, un paziente anziano, dice di venire da una stella dove ha lasciato un fiore. Antoine, l'infermiere che si prende cura di lui, lo ascolta e a volte si spazientisce perché Vecchio si alza di notte, parla con persone che non ci sono ed è preoccupato per il fiore che ha abbandonato.
Il giorno delle visite arrivano il primario, un nipote ubriacone, una nipote manager sempre attaccata al cellulare e un altro visitatore che accende e spegne le luci di continuo. Vecchio si sente solo nell'ospedale, cerca gli uomini nei corridoi deserti, confonde i lampioni con le stelle e sogna il suo fiore col quale contemplava l'alba.
Antoine resterà sempre più affascinato da questo vecchio folle e fragile che, apparentemente senza logica, rimane profondamente coerente con sé stesso e con il suo amore. Quando Antoine capisce che Vecchio gli sta insegnando un altro modo di vivere, Vecchio si accorge che è ora di tornare al suo pianeta.
Ho 60 anni, l'età in cui si comincia a pensare di essere vecchi e a desiderare tanto che qualcuno si occupi di noi. Ho così immaginato insieme al gruppo un Vecchio Principe al qualel'Alzheimer apparentemente fa perdere la memoria (o forse recuperarla). Ho lavorato con gli attori creando immagini e metafore sul tema dell'abbandono, dell'essere inermi, dell'amicizia e del prendersi cura.
César Brie
Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33
Milano
Martedì/sabato ore 21:00
Domenica ore 16:00
Prezzi: intero € 30.50
Ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20
Durata: 50 minuti
Indira Fassioni
Fondazione Cineteca Italiana, grazie alla collaborazione con Museo Poldi Pezzoli e Gallerie d’Italia, è lieta di valorizzare l’esposizione “Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi”, organizzando, dal 5 gennaio al 6 febbraio 2014, una rassegna cinematografica a tema presso Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano.
La Cineteca di Milano ha scelto di interpretare il tema seguendo due anime della Wunderkammer, una che si orienta nel fantastico e sconfina nella magia, nella sorpresa, l’altra legata all’aspetto più meccanico, a quell'orwelliana visione del rapporto uomo-macchina che riproduce la meraviglia del ricreare la realtà, la cui massima espressione è l’automa.
Il filone del “meraviglioso al cinema” sarà scandagliato presso Spazio Oberdan e sarà composto da vari film tra cui spicca Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il Diavolo del maestro Terry Gilliam, strabiliante inventore di immagini. Il film è un inno alla fantasia che Gilliam inonda con il suo cinema eccessivo ed estremo, ironico e colorato. Non manca il più recente Mood Indigo – La schiuma dei giorni, fiaba surreale che solo tramite il talento visionario di Michel Gondry avrebbe potuto trovare una degna trasposizione cinematografica.
Il MIC subirà invece il “fascino degli automi” e vedrà alternarsi capolavori come Metropolis di Fritz Lang, che con i suoi congegni retro-futuribili sarà uno degli autori con la più straordinaria capacità visionaria, il cult movie Blade Runner di Ridley Scott e Hugo Cabret di Martin Scorsese,una meraviglia per gli occhi con un cuore meccanico.
Per tutta la durata della rassegna sarà eccezionalmente esposto presso il MIC l’automa presente nel film La migliore offerta di Giuseppe Tornatore, pellicola che inaugura il programma e che ben rappresenta il tema. Il pluripremiato capolavoro di Tornatore sembra un gioco di specchi sul cinema, sul confine tra arte e vita, tra vero e falso, verità ed artificio, e ben si inserisce la meravigliosa riproduzione dell'automa che dovrà, insieme ai personaggi, fare i conti con il rapporto tra la realtà e la sua riproduzione.
Ecco il programma dettagliato:
IL MERAVIGLIOSO AL CINEMA
- Domenica 5 gennaio ore 15 (proiezione per bambini)
Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie (Z. Helm, USA, 2007, 96’)
- Domenica 12 gennaio ore 18.30
Presentazione della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi” con Lavinia Galli (curatore della mostra) e Gabriele Mazzotta.
A seguire Mood Indigo – La schiuma dei giorni (M. Gondry, Francia, 2013, 125’)
- Domenica 19 gennaio ore 18.30
Il fauno (F. Mari, Italia, 1917, 70’, muto) Proiezione con accompagnamento dal vivo al pianoforte
A seguire Finalmente il cinema (J. Prieur, Francia, 2011, 52’)
- Domenica 26 gennaio ore 18.30
Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo (T. Gilliam, USA, 2009, 122’)
MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA
IL FASCINO DEGLI AUTOMI
- Domenica 5 gennaio ore 17
La migliore offerta (Giuseppe Tornatore, Italia, 2013, col., 124')
- Lunedì 6 gennaio ore 21
Metropolis (Fritz Lang, Germania, 1927, b/n, 117' ed. restaurata)
Proiezione con musica dal vivo di Francesca Badalini
- Domenica 12 gennaio ore 17
Hugo Cabret (Martin Scorsese, USA, 2011, col., 127')
- Domenica 19 gennaio ore 15
L'uomo bicentenario (Chris Columbus, USA, Germania, 1999, 131’)
- Domenica 26 gennaio ore 17
Il mondo dei robot (Michael Crichton, USA, 1973, col., 88')
- Domenica 6 febbraio ore 21
Blade Runner (Ridley Scott, USA, 1982, col., 117')
SPECIALE PROMOZIONE:
I possessori del biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”” potranno accedere alle proiezioni della rassegna Wunderkammer e Cinema presso Spazio Oberdan al prezzo ridotto di € 5,50 invece di € 7, e presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema al prezzo ridotto di € 3 invece di € 5. Viceversa, i possessori di Cinetessera 2014 potranno accedere alla mostra al prezzo scontato di € 6 invece di € 9.
MODALITÀ D’INGRESSO SPAZIO OBERDAN:
Biglietto d’ingresso: intero € 7,00
Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o con il biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”: € 5,50
MODALITÀ D’INGRESSO AL MIC:
Biglietto d’ingresso: intero € 5,00
Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o con il biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”: € 3,00
Dal 5 gennaio al 6 febbraio presso il MIC-Museo Interattivo del Cinema di Milano sarà esposto l’automa presente nel film di Giuseppe Tornatore La Migliore Offerta. Un pannello multimediale descriverà le caratteristiche di questo prezioso manufatto.
INFOLINE 0287242114 - EMAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - WEB www.cinetecamilano.it
SPAZIO OBERDAN Viale Vittorio Veneto 2 MM1 Porta Venezia
MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA Viale Fulvio Testi 121 MM5 Bicocca
Presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano, la sera di Capodanno il pubblico potrà festeggiare l'arrivo del 2014 con uno dei titoli più celebri della storia del cinema, Baciami stupido, irresistibile commedia degli equivoci firmata dal maestro Billy Wilder, che qui dà il meglio di sé quanto a humour, cinismo e irriverente cattiveria.
Sala Alda Merini - Spazio Oberdan - Provincia di Milano
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
BACIAMI STUPIDO E OMAGGIO A KIM NOVAK
DAL 31 DICEMBRE 2013 AL 12 GENNAIO 2014
Protagonista femminile una sfolgorante Kim Novak, diva di assoluto primo piano dello star system americano degli anni '50 e '60. Nel 2013 la Novak festeggia gli 80 anni, così abbiamo pensato di renderle omaggio proponendo oltre al film di Wilder (che sarà proiettato in sei passaggi) altri cinque titoli da lei interpretati. Tutti firmati da grandi registi, in tutti la Novak ha modo di mettere in mostra le sue straordinarie doti di seduttrice, di cui cadono “vittime” due volte James Stewart e Jack Lemmon (L'affittacamere, Una strega in paradiso, La donna che visse due volte), sempre due volte Frank Sinatra (Pal Joey, L'uomo dal braccio d'oro), Dean Martin (Baciami stupido).
Schede dei film
Baciami stupido
R.: Billy Wilder. Sc.: Billy Wilder, I.A.L. Diamond. Int.: Dean Martin, Kim Novak, Ray Walston, Felicia Farr, Cliff Osmond. 1964, b/n, 126', v. o. sott. it.
Per proteggere la moglie dalle galanti attenzioni di un celebre cantante, che è costretto a ospitare in casa propria per una notte, Orville, maestro di pianoforte nella cittadina di Climax, decide di ricorrere a uno stratagemma: sostituire, cioé, l'ignara moglie con l'arrendevole cameriera del Belly-Button Café. La manovra riesce e Orville dovrebbe ritenersi soddisfatto. Invece, per difendere la dignità della propria moglie, anche se impersonata da un'estranea, Orville finisce con lo scacciare di casa l'illustre e intraprendente ospite, il quale terminerà la notte insieme a colei che crede la compiacente cameriera del caffé ma che invece è la moglie legittima di Orville, decisa a rendergli pan per focaccia...
L'affittacamere
R.: Richard Quine. Sc.: Blake Edwards, Larry Gelbart, dal romanzo The Notorious Tenant di Margery Sharp. Int.: Kim Novak, Jack Lemmon, Fred Astaire, Lionel Jeffries, Estelle Winwood. USA, 1962, b/n, 123’.
Un segretario dell'ambasciata americana a Londra prende in affitto un appartamento e si innamora della proprietaria che vive sola. La gente sospetta che abbia ucciso il marito, che in realtà è vivo e si è reso colpevole di furto e omicidio. Il suo ritorno avrà gravi conseguenze e richiederà l'intervento di Scotland Yard. Solo dopo un vibrante inseguimento si riuscirà a far luce sulla vicenda.
La donna che visse due volte
R.: Alfred Hitchcock. Sc.: A.Coppel, S.A.Taylo, M. Anderson, dal romanzo omonimo di Pierre Boileau e Thomas Narcejac. Int.: James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes, Tom Helmore, Henry Jones, Raymond Bailey, Ellen Corby, Konstantin Shayne. USA, 1958, col., 128’, v.o. sott. it.
L’agente di polizia John Ferguson ha una certa predisposizione alle vertigini, e tale sua particolarità è causa di un incidente che provoca la morte di un suo collega. In seguito a questo fatto Johnny dà le dimissioni. Un suo amico lo incarica di vigilare sulla propria moglie Madeleine, che da qualche tempo si comporta in modo strano. I suoi atteggiamenti sembrano dar credito ad un’incredibile supposizione: che in Madeleine riviva lo spirito di una sua bisnonna morta suicida in tragiche circostanze.
Pal Joey
R.: George Sidney. Sc.: Dorothy Kingsley, dal romanzo Pal Joey di John Henry O'Hara. Int.: Frank Sinatra, Kim Novak, Rita Hayworth, Elizabeth Patterson, Bobby Sherwood, Barbara Nichols. USA, 1957, col., 116'.
Joey Evans, giovane cantante squattrinato e pieno di sé, si reca a San Francisco dove trova un posto in un locale notturno. Qui fa la conoscenza di Linda, una ballerina, che si innamora di lui. Una sera Joey incontra Vera Simpson, ex ballerina e vedova di un miliardario e si unisce a lei nella speranza che lo aiuti ad aprire un locale tutto suo. È l'inizio di un triangolo amoroso che causerà tensioni e litigi e porterà Joey a compiere scelte decisive per il suo futuro.
Una strega in paradiso
R.: Richard Quine. Sc.: Daniel Taradash. Int.: James Stewart, Kim Novak, Jack Lemmon, Ernie Kovacs, Hermione Gingold. USA, 1958, col., 106'.
Alla vigilia del matrimonio con Merle, il giovane editore Shep è vittima dell'incantesimo gettato su di lui da Gil, un'allieva stregona che ha messo in pratica gli insegnamenti della zia Queenie. Shep rinuncia al matrimonio e si innamora di Gil che in seguito si pente e decide di confessargli la verità. Dopo l'arrabbiatura iniziale, Shep si accorgerà di amare veramente Gil, la quale rinuncerà alla stregoneria per stargli accanto come una donna comune.
L’uomo dal braccio d’oro
R.: Otto Preminger. Sc.: Walter Newman, Lewis Meltzer, Ben Hetch, dal romanzo omonimo di Nelson Algren. Int.: Frank Sinatra, Eleanor Parker, Kim Novak, Arnold Stang, John Conte, Robert Strauss. USA, 1955, col., 119’, v.o. sott. it.
Frankie, giocatore di carte professionista torna nella sua città dopo un periodo di detenzione. In prigione, oltre ad aver imparato a suonare la batteria, si è anche disintossicato dall'eroina. Deciso a cominciare una nuova vita, ricade invece nei vecchi vizi a causa della situazione che lo circonda: una moglie molto possessiva che, pur di non perderlo, lo ricatta psicologicamente fingendosi costretta su una sedia a rotelle; il gestore della bisca clandestina che lo rivuole al lavoro per la sua abilità; e, non ultimo, il suo vecchio spacciatore che lo induce in tutti i modi a ricominciare. Unico "raggio di sole" è la giovane Molly, che nonostante tutto resterà al suo fianco.
CALENDARIO
Lunedì 30 Dicembre h 17.00 L'affittacamere
Martedì 31 Dicembre h 14.45 L’uomo dal braccio d’oro h 17.00 Pal Joey h 21.00 Baciami stupido
Giovedì 2 Gennaio h 18.45 Baciami stupido
Venerdì 3 Gennaio h 16.45 Pal Joey
Sabato 4 Gennaio h 18.15 Baciami stupido
Domenica 5 Gennaio h 16.45 La donna che visse due volte
Lunedì 6 Gennaio h 21.15 Baciami stupido
Mercoledì 8 Gennaio h 17.00 Baciami stupido
Venerdì 10 Gennaio h 16.45 Baciami stupido
Sabato 11 Gennaio h 14.30 L'affittacamere h 21.15 La donna che visse due volte
Domenica 12 Gennaio h 14.30 Una strega in paradiso h 21.30 L’uomo dal braccio d’oro
INFO
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.cinetecamilano.it
T 02 87242114
MODALITA' D'INGRESSO
Biglietto d’ingresso: intero € 7,00
Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50
Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50
Cinetessera annuale: € 5,00, valida anche per le proiezioni all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.
I biglietti possono essere acquistati in prevendita alla cassa di Spazio Oberdan da una settimana prima dell’evento nei giorni e negli orari di apertura della biglietteria.
Presso lo Spazio Oberdan della Provincia di Milano, dal 4 al 12 gennaio 2014, Fondazione Cineteca Italiana propone in tenitura Per altri occhi, il nuovo docu-film di Silvio Soldini e Giorgio Garini, un viaggio in un mondo di persone straordinarie che hanno in comune il fatto di non vedere, ma anche una curiosità, un coraggio e una determinazione uniche.
Sala Alda Merini - Spazio Oberdan - Provincia di Milano
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
PER ALTRI OCCHI
Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi
Programmazione senza Barriere®
Chi avrebbe mai osato immaginare che senza il dono della vista si può sciare, scolpire opere d'arte, giocare a rugby e persino tirare con l'arco? E’ quanto racconta questo emozionante film, che con allegria, leggerezza e uno sguardo sempre complice, presenta ogni storia con grazia, rispetto e sensibilità.
Nel film emergono dieci ritratti di uomini e donne le cui vite imprevedibili sono lontane dagli stereotipi comuni. Mostrando come ogni difficoltà possa essere affrontata con caparbietà e ironia, le testimonianze raccontate in diretta dagli straordinari protagonisti trasmettono un messaggio positivo anche ai vedenti, riuscendo ad abbattere le barriere nei confronti della diversità.
Grazie alla collaborazione con “Cinema senza Barriere®” by AIACE, tutte le proiezioni del film saranno con audiocommento in cuffia per i non vedenti. Domenica 12 gennaio alle ore 16.30 unica proiezione sottotitolata per i non udenti. Alla proiezione di lunedì 6 gennaio alle ore 18 saranno presenti i due registi Silvio Soldini e Giorgio Garini, oltre ad alcuni protagonisti del film, fra i quali Gemma Pedrini, che eseguirà alcuni brani musicali dal vivo.
Per altri occhi
R. e sc.: Silvio Soldini, Giorgio Garini. Int.: Enrico Soso, Giovanni Bosco, Luca Casella, Felice Tagliaferri, Mario Santon. Italia, 2013, col., 95.
Enrico fa il fisioterapista ma appena può scappa in barca a vela, Giovanni è un piccolo imprenditore con la passione dello sci e del godersi la vita, Felice è uno scultore che gioca baseball, Luca un musicista-fotografo, Loredana una centralinista-arciera, Mario è uno sportivissimo ex centralinista in pensione, Gemma studia violoncello e fa gare di sci. Altri occhi racconta le avventure quotidiane di un gruppo di persone non vedenti che vivono con una serenità, una passione e un coraggio tali da rendere le loro vite più ricche di tante altre.
CALENDARIO
Sabato 4 Gennaio h 21.00 Domenica 5 Gennaio h 19.15 Lunedì 6 Gennaio h 18.00 Mercoledì 8 Gennaio h 19.15 Giovedì 9 Gennaio h 21.15 Venerdì 10 Gennaio h 19.00 Sabato 11 Gennaio 19.15 Domenica 12 Gennaio 16.30
INFO
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel: 02 87242114
MODALITÀ D’INGRESSO
Biglietto d’ingresso: intero € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50 Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50
Tutte le proiezioni del film saranno con audiocommento in cuffia per i non vedenti. Per prenotazione cuffie telefonare a 02.87.24.21.14 (giorni feriali); 02.77406316 (sabato e domenica).
Oggi Nerospinto ha voluto fare due chiacchiere con un giovane scrittore,Filippo Parodi, genovese di nascita, ma milanese d’adozione, che ci parlerà del suo primo libro, La Testa Aspra, edito da Gorilla Sapiens.
Il libro si presenta come una serie di racconti, tutti apparentemente diversi fra loro, ma uniti da un filo rosso che l’autore ci aiuterà ad evidenziare.
Sulla scena si incontrano personaggi diversi, o forse un unico soggetto chiamato in molti modi differenti, che rivivono le esperienze vissute dall’autore, che, a volte, si gettano in conversazioni al limite fra il filosofico e lo psichedelico con altri personaggi/alterego, che fanno un viaggio dentro se stessi e ci invitano ad iniziarne uno anche dentro di noi, aprendoci la strada dove forse non ci eravamo mai resi conto che ne esistesse una.
Come nasce “La testa aspra”?
La collaborazione con la casa editrice Gorilla Sapiens è nata nel 2012, in occasione di un concorso per scrittori di racconti per la pubblicazione di un'antologia dal titolo Urban Noise, dove appunto è presente un mio racconto, Il proprietario. Sono stato scelto insieme ad altri 16 scrittori emergenti. In seguito mi è stato chiesto altro materiale, e dato che la casa editrice pubblica principalmente libri di racconti (il racconto, tra l'altro, è un genere a me molto congeniale), ho continuato a scrivere e ho sviluppato altre storie, partendo anche dalle tematiche di quella che avevo precedentemente inviato, e così è nata La testa aspra. Ogni racconto è una verità frammentata ed ha la volontà di rivolgersi al lettore per offrirgli uno spunto di riflessione
Qual è il fil rouge che collega tutti i racconti, se ne esiste uno?
Tutto il libro racconta di come sia difficile diventare “proprietari” del proprio corpo. Io sollevo una domanda che lascio però aperta: nella costante dicotomia fra corpo e mente, il corpo è uno strumento di cui la mente si serve, oppure è il corpo stesso a sottometterci e noi non possiamo fare niente per dominarlo? Parto da un tema che trovo molto attuale: quello della somatizzazione. Essendo innanzitutto io una persona che tende a somatizzare ogni tipo di problema, iniziando dalla pelle, la deglutizione, fino ad arrivare al comunissimo mal di testa, sono giunto naturalmente a scrivere su queste tematiche, senza per altro approdare ad una vera e propria conclusione, solo cercando di suscitare delle riflessioni. Come si può uscire da questo corpo/ gabbia, che ci costringe a sottostare ai suoi ritmi e non ci permette di prendere il volo? Ho provato ad identificare alcune soluzioni, passando dalla mistica alla meditazione, fino all'approccio opposto della psicoanalisi. Avverto sempre in me la tensione tipica dell’uomo a volersi liberare dal corpo/campo di concentramento, da questo involucro/castigo che sembra inesorabilmente appartenergli, per raggiungere finalmente una dimensione extracorporea.
Ma, perché allora questa testa sarebbe aspra?
Aspra perché complicata, tortuosa, per noi stessi indecifrabile, siamo schiacciati da una razionalità che spesso ci limita senza pietà: forse dovremmo imparare a ridimensionarla, riuscire a farla diventare nostra complice, questa testa aspra.
Quindi, a volte bisogna liberare la mente dal corpo, ma se si obbedisce solo alla propria testa si rischia di vivere una vita complicata, infelice, aspra per l’appunto? Senza un minimo di dolcezza? Cosa dobbiamo fare di questo corpo?
Spesso la testa procede rispetto al corpo nella direzione opposta. Parlo per esperienza personale quando dico che a volte capita che sia proprio il corpo a prendere il sopravvento e ad arrivare a fermare la corsa della testa, costringendola a rallentare, attraverso una serie di sintomi fisici che segnalano che c’è qualcosa che non va in quello che si sta facendo. La prima volta che mi sono davvero trovato in una simile situazione, ho odiato il mio corpo. L’ho odiato perché non mi permetteva più di fare quello che volevo fare, anche se mi rifiutavo in ogni maniera di ascoltarlo, mi stava dando tutti i segnali possibili per dirmi che stavo prendendo delle strade sbagliate. Mi limitava, provocandomi dolore e rabbia. Ora, al contrario, lo ringrazio. E' stato il corpo, in un certo senso, interrompendo la mia vita di un tempo, a portarmi a scrivere questo libro. Pare che il corpo, a volte, comprenda prima della testa!
Ma, esiste una connessione fra il corpo e la testa?
Ci sto lavorando: cerco di vivere molto il mio corpo, di “trattarlo bene”, sentire cosa ha da dirmi, ascoltarlo se pone delle resistenze, fare in modo che la testa aspra non lo manovri eccessivamente, che non mi determini del tutto. Se viviamo troppo con la testa, rischiamo di perdere tante esperienze nella vita. Il corpo può essere uno strumento che ci aiuta ad orientarci sul presente, permettendoci di vivere il momento nella sua preziosa irripetibilità.
Da dove nasce ogni racconto?
Fondamentalmente da dentro. Ma allo stesso tempo sono molto aperto all’esterno: sono per natura un vagabondo, di giorno scrivo, ma la notte sento quasi sempre la necessità di uscire, vedere persone, è da lì che spesso prendo la mia ispirazione. Amo la conversazione con i miei amici e le persone che conosco, ma anche con uno sconosciuto o col fiorista sotto casa, ogni spunto può essere utile per scrivere, ogni esperienza può dare origine ad una storia. Anche la psicanalisi, che pratico da diversi anni, costituisce una grossissima fonte di ispirazione: il lavoro che da tempo porto avanti insieme alla mia analista ha dato vita a molti dei miei racconti. Per scrivere non ho bisogno per forza di isolamento, per esempio di rinchiudermi mesi in montagna per trovare la concentrazione: scrivo soprattutto nei luoghi affollati, nei bar, il Cape Town in via Vigevano, per citarne uno, quasi una seconda casa dove in parte ha preso forma questo mio lavoro.
Cosa significa per te scrivere?
Scrivere, nel caso di questo libro, è stato un po' come esplodere, o meglio smettere di implodere: alcune esplosioni portano vita, premettono all'individuo di esprimersi, e credo che questo possa portare a una grandissima gioia.
Che tipo di scrittore sei? Sei uno che scrive di getto, che scrive di notte o uno che pondera molto?
Sono uno scrittore metodico, direi. Scrivere per me è un lavoro quotidiano: punto la sveglia, scrivo soprattutto al mattino e nel pomeriggio. Ho molta disciplina. Ogni racconto, di media, viene sottoposto a quindici stesure, impiego circa una decina di giorni per concluderlo, mi soffermo molto sulla sintassi, sulla ricerca della parola, dell'aggettivo.
Hai sempre voluto fare lo scrittore?
Si. Avrei voluto fare anche il cantante, ho scritto tantissime canzoni.
E hai sempre ammesso di volerlo fare?
In verità no, la conferma mi è venuta dopo. Penso che scrivere, complessivamente, sia la forma di espressione più congeniale per il mio carattere: rispetto alla musica che ti costringe solitamente a collaborare con qualcuno, la scrittura, almeno nella fase di produzione, può rappresentare una sorta di progetto più autonomo, non bisogna però mai scordarsi che fin dall'inizio non si è da soli, che ci si sta rivolgendo al mondo esterno, prima di tutto a un lettore.
Quindi alla fine cos’è più importante per te: musica o scrittura?
Io trovo che siano due forme molto legate fra loro. Ho iniziato a scrivere canzoni a diciassette anni. Anche adesso sto collaborando con Gino Lucente, affermato pittore, ma anche grandissimo musicista. Abbiamo registrato insieme delle musiche per dei brani del mio libro e adesso stiamo progettando di fare un disco.
Che musica ascolti? Ascolti qualcosa mentre scrivi, magari per trovare l’ispirazione?
Ascolto molta musica strumentale; in particolare, il genere che preferisco ascoltare per scrivere è il Krautrock, una corrente musicale nata in Germania a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta. Alcuni pezzi durano anche 20 o 30 minuti e conciliano perfettamente la scrittura. E’ un tipo di musica per certi versi psichedelico, ipnotico, evocativo, apre la mente.
Hai dei modelli letterari?
Moltissimi … ne cito solo alcuni: Kerouac e tutta la poesia Beat, Manganelli, Buzzati, Saramago, Cortazàr…
Cosa vorresti che rimanesse in chi legge il tuo libro?
Vorrei far pensare, magari lanciare un messaggio, aprire dei passaggi. Vorrei anche che, leggendo il mio libro, altri provassero quella sensazione che a mia volta ho provato io, per esempio con i Sessanta racconti di Buzzati, hai presente quando rimani folgorato da una frase e pensi: “è esattamente quello che avrei voluto esprimere io!”
Nel tuo racconto “La chiave di vuoto” tu parli della ricerca di una chiave che possa aprire tutte le serrature che contengono le risposte alle domande che ci poniamo nel corso della nostra vita. Una chiave che risolva tutti i nodi spinosi. Parli della chiave di pane, della chiave di musica, della chiave di vino, della chiave di abitudine e di tante altre, ma, in conclusione, qual è per te questa chiave?
E' proprio La chiave di vuoto la vera conquista, il vero apri-porta sarebbe non pensare più che debba esistere una serratura e una chiave, non angosciarsi più nel cercarla, un po' come dire vivere il momento, esattamente come ti si presenta davanti.
© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.