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Dal 3 all'8 marzo al Teatro Menotti andrà in scena La fila (Line) di Israel Horovitz.
Uno spettacolo ormai culto, prodotto da Fondazione Teatro Due, tratto dal celebre testo di Horovitz, Line mette in scena la feroce e surreale competizione per il primo posto di una fila che sta al di là di ogni norma sociale, in cui tutto è consentito e lecito, ma in cui non ci saranno né vincitori né vinti, perché la partita è per tutti già persa in partenza. Un'opera profonda che attraverso un espediente quasi banale come il mettersi in fila, si pone interrogativi profondi: quanta energia spendiamo per primeggiare? A quale scopo ci sforziamo tanto? Cosa ci si aspetta dalle code in cui ci infiliamo o ritroviamo?
Line è stato rappresentato per la prima volta nel 1975, ed è la più longeva produzione off-Broadway, tutt'ora in scena nei teatri di New York. Una commedia divertente e cinica che porta in superficie le nevrosi sotterranee di una società contemporanea meschina, condensata nello spazio ristretto e nel tempo infinito di una fila, dove la competizione diventa l'unico livello relazionale possibile. Un testo irriverente e astratto in cui tutti possono identificarsi, un classico del teatro dell'assurdo contemporaneo dove l'azione è ridotta ai minimi termini ma tutto accade in modo furioso e intenso. Bisogna essere i primi, non i più competenti e meritevoli.
Il testo in Italia è stato importato da Walter Le Moli per la prima volta nel 1986.
La Fila (Line)
di Israel Horovitz
traduzione Susanna Corradi
con
Fulvio Pepe
Paola Crescenzo
Sergio Filippa
Luca Nucera
Massimiliano Sbarsi
a cura di Walter Le Moli
produzione Fondazione Teatro Due
Teatro Menotti
via Ciro Menotti 11, Milano
tel: 02 36592544
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prezzi:
intero - € 25.00
convenzioni - € 20.00
ridotto/under 25 - € 20,00
ridotto/over 65 (residenti a Milano) € 12,50
ridotto/over 65 (residenti fuori Milano) € 17,50
acquisti online su www.teatromenotti.org
prevendita - € 1,50
Orari:
lunedì riposo
martedì, giovedì, venerdì, sabato - ore 20.30
mercoledì - ore 19.30lunedì riposo
domenica - ore 17.00
[gallery type="rectangular" ids="37955,37954,37952,37951,37950,37953"]Presso la galleria Davico Arte di Torino, verrà inaugurata il 26 febbraio "Je Ne Regrette Rien", mostra personale di Max Papeschi. In mostra ci saranno quaranta pezzi, una selezione dei suoi lavori più famosi e la nuova serie “La Société Du Spectacle” che vede protagonisti i “grandi” della scena politica, economica e sociale del mondo moderno e contemporaneo vestire i panni delle icone del mondo dello spettacolo.
Papeschi è un esponente di punta della digital-art, approdato al mondo dell’arte contemporanea dopo l’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Come artista figurativo il suo approccio con l’Art-World è stato d’immediato successo sia di pubblico che di critica, mostrando con il suo lavoro Politically-Scorrect, una società globalizzata e consumista, rivelandone i suoi orrori in maniera ironicamente realistica. Dal Topolino Nazista al Ronald McDonald Macellaio, le icone cult perdono il loro effetto tranquillizzante per trasformarsi in un incubo collettivo. Ha pubblicato nel 2014 la sua prima biografia “Vendere svastiche e vivere felici. Ovvero: come ottenere un rapido e immeritato successo nel mondo dell’arte contemporanea” dove racconta le tappe esilaranti della sua folgorante carriera.
26 febbraio – 28 marzo 2015
Je Ne Regrette Rien Max Papeschi
Inaugurazione: giovedì 26 febbraio ore 18.30
Galleria Davico Arte Galleria Subalpina 30, Torino
Orari Martedì - sabato: 10.00 - 12.30 / 16.00 - 19.30
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Sabato 21 febbraio si terrà la seconda e ultima serata di improvvisazione teatrale presentata da Teatribù al Teatro Sala Fontana, dopo il successo di quella di gennaio con i comici di Zelig: questa volta la gara di improvvisazione prevederà, come sfidanti, improvvisatori internazionali, provenienti da Olanda, Germania e Spagna. Imprò è una vera sfida a colpi di improvvisazione, diversa e irripetibile ogni sera, spettacoli in cui il pubblico riveste un ruolo realmente attivo.
Nella prima parte della serata verrà messo in scena "Meet The Heitler" con Henk van der Steen e Kirsten Sprick, nella seconda parte invece si vedrà sul palco una jam con Henk van der Steen, Kirsten Sprick, Javier Pastor e alcuni improvvisatori di Teatribù.
Due squadre di improvvisatori si sfidano in scena, senza copione, seguendo solo l’istinto e le indicazioni del pubblico, interpretando storie create all’istante a partire dagli spunti forniti dalla platea.
Teatribù L’associazione culturale Teatribù nasce nel 1999 con lo scopo di promuovere l’improvvisazione teatrale, l’arte dello stare in scena senza testo, a Milano e provincia. Non solo compagnia che propone spettacoli teatrali completamente improvvisati, Teatribù ha una caratteristica unica nel panorama delle scuole di recitazione milanesi: la sua peculiarità, infatti, è quella di convergere prevalentemente sull’improvvisazione, fornendo ai propri allievi una preparazione specifica volta a portare in scena varie tipologie di spettacoli senza l’ausilio di un copione e, nella maggior parte dei casi, senza costumi né scenografie. Teatribù ha anche una compagnia amatoriale, formata dagli stessi allievi della scuola e propone spettacoli e progetti di formazione aziendale, che sfruttano le metodologie dell’improvvisazione teatrale per stimolare la creatività e la collaborazione di gruppo. Teatribù fa parte del network nazionale Improteatro, che promuove e diffonde l’arte dell’improvvisazione teatrale su tutto il territorio nazionale e intrattiene rapporti con associazioni e compagnie teatrali di improvvisazione in Europa e nel mondo. www.teatribu.it
Imprò È lo spettacolo di improvvisazione più rappresentato in Italia. Nasce nel 2006, dopo vent’anni di ricerca sull’improvvisazione teatrale, iniziata a partire dall’importazione di spettacolo di origine francese (match di improvvisazione teatrale) e inglese (theatersport) sul territorio nazionale. L’impianto tradizionale del format è di tipo “sportivo”, sul palco si fronteggiano, infatti, due squadre composte di quattro attori ciascuna. La sfida messa in scena è diversa e irripetibile in ogni spettacolo: gli attori interpretano storie nate all’istante a partire dai suggerimenti forniti dal pubblico e dalle indicazioni di un presentatore/notaio, che vigilerà sul rispetto delle regole del gioco e potrà influenzare le improvvisazioni, aggiungendo limitazioni, difficoltà, stili teatrali o cinematografici agli input dati dalla platea.
21 febbraio 2015, ore 21
Teatribù e Imprò presentano
Lost In Translation
Serata di improvvisazione internazionale con gli attori di Teatribù e con Henk van der Steen (Olanda), Kirsten Sprick (Germania), Javier Pastor (Spagna)
Teatro Sala Fontana Via Boltraffio 21 – 20159 Milano 02.69015733 www.teatrosalafontana.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti Posto unico: 15 € Ridotto soci Teatribù/Improteatro: 10 €
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Continua la rassegna Manzoni Cultura al Teatro Manzoni, il format ideato da Edoardo Sylos Labini che dal 10 novembre e per cinque lunedì promuove degli appuntamenti imprendibili con grandi personaggi dello Spettacolo e della Cultura italiana. In collaborazione con Raiscuola e sponsorizzato da CDI Centro Diagnostico Italiano, Saclà e Zerbinati - Cucina di Famiglia, Manzoni Cultura è un evento culturale dove il pubblico potrà assistere e intervenire a diverse interviste con i volti più noti e amati del nostro paese in un avvincente faccia a faccia.
Il quinto ed ultimo appuntamento di Manzoni Cultura sarà quello del 2 marzo 2015 con Magdi Cristiano Allam, che per l'occasione verrà intervistato dal direttore del "Giornale", Alessandro Sallusti. Allam si racconterà al Manzoni, ripercorrendo alcuni episodi della sua vita coraggiosa e controcorrente, presentando la sua coscienza critica rispetto al mondo islamico e di tutte le Chiese. Un'esistenza votata all'impegno contro qualsiasi tipo di violenza religiosa, quella di Allam, che con durezza e rigore intellettuale parlerà anche della minaccia del Califfato nero e dell'emergenza immigrazione, ma anche di difesa di valori costitutivi e prospettive di un'Europa che sembra completamente smarrita. Un'intervista che si prospetta fuori dai luoghi comuni e del politically correct.
Teatro Manzoni,
Via Manzoni 42, Milano
inizio: ore 21.00
Biglietto: posto unico 10€
Info:
Tel: 027636901
e-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sito: www.teatromanzoni.it
[gallery type="rectangular" ids="37683,37685,37682,37691,37681"]Dal 3 all'8 marzo, lo Teatro Lo Spazio di Roma presenta: " LA TORTA DI JOE"
Commedia brillante scritta da Elisabetta Tulli, ambientata in un ristorante di periferia, dove il proprietario e cuoco Joe, al secolo Giovanni, prepara una torta dall'ingrediente segreto con cui vorrebbe tanto fare fortuna.
C'è Sandra, cantante dal passato sconosciuto, costretta a lavorare da Joe per mettere da parte un po' di soldi e magari scappare via; Vanessa, l'esuberante cameriera, che dà ordini senza mai alzare un dito e infine Nicol, timida cameriera al limite della patologia che non ne fa mai una giusta.
In questo ambiente tra gags e vita vera, vediamo passare un anno di emozioni, affetti, di disastri culinari fino all'arrivo della Signorina Salvetti, direttrice della rivista "Buongustaio". Teatro Lo Spazio Via Locri, 42-44 – Roma Tel. 06 77076486 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
dal martedì al sabato ore 20.45 – domenica ore 18.30 Biglietto intero 15 Euro – Ridotto 12 Euro + 3 Euro tessera semestrale
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Giovedì 5 marzo - ore 21.15- presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenta IO SONO LE MONTAGNE CHE NON HO SCALATO, incontro con un’icona dell’alpinismo italiano e internazionale, Nives Meroi.
Organizzata in collaborazione con il “Centro Coscienza” (associazione presente a Milano dal 1938 che si occupa di cultura come formazione di sé) un appuntamento in compagnia di un’autentica leggenda dell’alpinismo internazionale: Nives Meroi.
Da tutti considerata la più grande scalatrice italiana e in assoluto una delle più forti al mondo di tutti i tempi, Nives Meroi ha conquistato dodici delle quattordici vette sopra gli 8.000 mt. (l’ultima, il Kangchenjunga, nel maggio 2014), ma, a differenza delle sole altre due donne ad esserci riuscite, lo ha fatto senza l’uso di bombole di ossigeno e senza l’aiuto di portatori d’alta quota, i climbing sherpa. Quelli che, per dirlo con le parole di Erri De Luca (che alla Meroi ha dedicato un bellissimo libro, Sulla traccia di Nives, Mondadori, 2005), «si sobbarcano tutto il peso sulle spalle, scavano la piazzola, montano la tenda e fanno trovare il tè caldo già pronto». Nel corso della serata, la grande scalatrice, insieme al marito Romano Benet, suo compagno fisso di cordata, racconterà la sua incredibile carriera, il suo rapporto con la montagna, la sua idea di alpinismo come “gioco” ed esplorazione di sé, mostrando foto e filmati delle sue imprese più celebri. Accompagna l’incontro la proiezione di un film di montaggio, Io sono le montagne che non ho scalato, che documenta le imprese della coppia.
MODALITÀ D’INGRESSO: Biglietto d’ingresso: intero € 10,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 8,00 Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.
INFO:
T 02.87242114 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.cinetecamilano.it
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Dal 26 febbraio al 15 marzo 2015 al Teatro Verdi di Milano debutta Buon Lavoro, uno spettacolo realizzato da Farneto Teatro in collaborazione con CGIL.
Nato dalla ricerca che dal 2013 ha portato Farneto Teatro ad incontrare lavoratori e lavoratrici di diverse parti d’Italia per raccogliere storie, opinioni e testimonianze sotto forma di intervista sul mondo del lavoro di ieri, di oggi e di domani, trasformate e riportate poi in linguaggio drammaturgico, Buon lavoro è uno spettacolo che approda a Milano arricchito da nuove storie raccolte nei primi mesi dei 2015 in tutta Italia ed in particolare in Lombardia.
Si tratta di un'opera teatrale aperta, con un testo in costante rielaborazione, report fedele di un mondo del lavoro in continua trasformazione.
Il titolo stesso dello spettacolo, Buon Lavoro, come la frase d'augurio che si da ad un papà, ad un figlio, ad un collega ad inizio giornata, è una sorta di provocazione: una delle frasi più comuni, che è anche un obiettivo, dal momento che spesso e volentieri il lavoro tutto è tranne che buono.
Attraverso monologhi, dialoghi e cori, che si alternano in un montaggio a più voci, come in una sorta di moderna tragedia greca, l'obiettivo di questo progetto, di Elisabetta Vergani e Maurizio Schmidt, è quello di dare voce al mondo del lavoro ed alle sue contraddizioni: al lavoro dei giovani, a quello delle donne che in primo piano interrogano il presente, le offese al lavoro, il mobbing, le discriminazioni, i conflitti, le attese e le speranze; al lavoro che c'è, a quello che manca e a quello che vorremmo che ci fosse.
Le persone parlano, senza retorica, raccontando le proprie differenti storie di lavoro, stabile o precario che sia, dando allo spettatore la possibilità di rispecchiarsi in quella che è una situazione di crisi quotidiana che coinvolge l'intera popolazione italiana.
Teatro Verdi, Via Pastrengo 16, Milano
Info e prenotazioni: Tel: 02 6880038 - 02.27002476 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: 20/14/10 euro
http://www.teatrodelburatto.it/teatroverdi
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Dal 3 al 12 Marzo 2015, il teatro Elfo Puccini è lieta di presentare "Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi" di Marco Martinelli, prodotto dal Teatro della Albe.
Dopo Pantani (Premio Ubu per la drammaturgia 2013), affresco intimo e politico sull’indimenticato campione del ciclismo, il Teatro delle Albe guarda a oriente per raccontare la vita di Aung San Suu Kyi, una vita passata per oltre 20 anni agli arresti domiciliari, sotto la dittatura militare che opprime la Birmania da più di mezzo secolo. La scrittura di Martinelli parte dalla figura di questa donna mite e determinata, Nobel per la pace nel 1991, interpretata da Ermanna Montanari (premio Eleonora Duse 2013), per allargarsi a una riflessione sul mondo contemporaneo, alla necessità di cantare con gioia 'la maestà della vita', anche quando attorno incombono nuvole nere.
VITA AGLI ARRESTI DI AUNG SAN SUU KYI
di Marco Martinelli ideazione Marco Martinelli e Ermanna Montanari
con Ermanna Montanari, Roberto Magnani, Alice Protto, Massimiliano Rassu incursione scenica Fagio musica Luigi Ceccarelli spazio scenico e costumi Ermanna Montanari luci Francesco Catacchio, Enrico Isola montaggio ed elaborazione video Alessandro Tedde, Francesco Tedde produzione Teatro delle Albe – Ravenna Teatro in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione
Elfo Puccini sala Shakespeare corso Buenos Aires 33, MilanoFeriali ore 21:00 Festivi ore 16:30 Riposo giovedì 5 e lunedì 9 marzo Intero 30.50 € Ridotto giovani/anziani 16 € Martedì 20 € - Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.org
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Venerdì 6 e sabato 7 marzo 2015 presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta ANITA EKBERG E VIRNA LISA: RICORDO DI DUE DIVE INTERNAZIONALI, un omaggio in quattro film che intende ricordare due grandissime attrici da poco scomparse.
Fondazione Cineteca Italiana rende omaggio alle due dive con quattro film significativi. Il 6 marzo si inizia alle 15.00 con la commedia Come uccidere vostra moglie, film che ha segnato il brevissimo periodo a Hollywood di Virna Lisi, che compare a fianco di una leggenda come Jack Lemmon. A seguire verrà proiettato Le tentazioni del dottor Antonio, episodio del film collettivo Boccaccio ’70 diretto da Federico Fellini, nel quale Anita Ekberg appare al protagonista, interpretato da Peppino De Filippo, in veste di allucinazione erotica. Chiude la giornata Il più bel giorno della mia vita di Cristina Comencini, che vede Virna Lisi interprete superba di un’anziana donna legata alla villa nella quale ha trascorso tutta la sua vita. La rassegna si chiude sabato 7 marzo con la proiezione de La dolce vita, immortale capolavoro di Federico Fellini, del quale la Ekberg è interprete, insieme a Marcello Mastroianni, del più celebre bagno nella fontana della storia del cinema.
CALENDARIO
Venerdì 6 marzo h 15.00 Come uccidere vostra moglie (Richard Quine, Usa, 1964, 118’ con Virna Lisi e Jack Lemmon)
h 17.15 Boccaccio ’70 - Le tentazioni del dottor Antonio (Federico Fellini, Italia, 1962, 60’)
h 18.30 Il più bel giorno della mia vita (Cristina Comencini, Italia, 2002, 102’)
Sabato 7 marzo h 16.00 La dolce vita (Federico Fellini, Italia, 1960, 163’)
MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI Biglietto d’ingresso intero: € 5,50 Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00 Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00
INFO
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.cinetecamilano.it T 02 87242114
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Dal 20 Febbraio 2015 presso lo Studio-Museo Achille Castiglioni si terrà la mostra "Le Regole del Gioco"
La mostra, prodotta dalla Triennale di Milano in collaborazione con la Fondazione Achille Castiglioni, è concepita come un omaggio allo studio di Castiglioni e a Castiglioni stesso, con l'obiettivo di testimoniare l'enorme influenza che il suo lavoro esercita ancora oggi sulle nuove generazioni di artisti, architetti e designer.
"Le regole del gioco" è nata sotto la direzione di doardo Bonaspetti, e curata da Luca Lo Pinto, quest'ultimo creatore di un percorso improntato sulla relazione tra il pensiero e i progetti del maestro del design italiano e le opere di diciassette artisti di diverse generazioni. L’esposizione, tramite la giustapposizione delle opere degli artisti invitati e gli oggetti presenti nello studio, offrirà al pubblico la possibilità di scoprire, attraverso prospettive inedite e stimolanti, l'immaginario del grande designer. Quasi tutti i lavori in mostra sono stati prodotti appositamente per le stanze dello Studio di piazza Castello e gli artisti selezionati sono stati invitati a numerosi sopralluoghi negli spazi al fine di assorbire l’esperienza di un contesto a sua volta imbevuto di testimonianze. Le opere interagiranno nello spazio attraverso un dialogo diretto, senza intermediazione di allestimenti ulteriori, fra teche, scaffalature, tavoli da lavoro, arredi, suppellettili, ricordi. La tipologia di lavori si presenterà in maniera anomala, tra installazioni, simulacri di prototipi o oggetti di Achille Castiglioni, interventi performativi e disegni.
Il progetto vede il coinvolgimento di artisti contemporanei di fama internazionale, sia italiani che stranieri, con linguaggi espressivi eterogenei, al fine di favorire uno sguardo plurale e variegato tanto sulle opere quanto sul luogo che le ospita. In tal senso, non è stato fornito alcun vincolo tematico o linguistico, ma solo il suggerimento a operare tramite interventi "sottili", al fine di far percepire la mostra e lo studio come un unicum, un solo insieme da interpretare su più livelli.
Gli artisti che parteciperanno sono: Alek O. – Stefano Arienti – Richard Artschwager – Céline Condorelli – Thea Djordjadze – Jason Dodge – Martino Gamper – Max Lamb – Christoph Meier – Olaf Nicolai – Amalia Pica – Lisa Ponti – Charlotte Posenenske – Riccardo Previdi – Emilio Prini – Carol Rama – Mandla Reuter – Patrick Tuttofuoco.
Aperto al pubblico nel 2006, lo Studio-Museo Achille Castiglioni conserva al suo interno sessant'anni di attività di uno dei più grandi designer del Novecento, Achille Castiglioni (1918–2002). Il Museo offre l’opportunità di osservare non solo gli artefatti da lui progettati, ma anche di entrare in contatto con l'iter progettuale con il quale ha realizzato le sue opere. Protagonista della stagione d'oro del design italiano, Castiglioni è riuscito a unire la libertà della sperimentazione al rigore della razionalità, producendo alcuni dei più geniali oggetti della modernità che ancora oggi ci circondano nella vita quotidiana.
"Bisognerebbe progettare partendo da quello che non si deve fare per poi trovare alla fine quello che si deve fare." Achille Castiglioni
Dal 20 febbraio al 11 aprile 2015
Le Regole Del Gioco
A cura di Luca Lo Pinto Direzione Artistica di Edoardo Bonaspetti In Collaborazione con La Triennale di Milano
Orari: Martedì – Venerdì 17.00 - 20.00 Sabato – Domenica 15.00 - 20.00 Solo su prenotazione
Vernissage: 20 febbraio, dalle 15.00 alle 21.30 Ingresso massimo 25 persone alla volta La visita dura 20 minuti
Biglietti: Intero: 10 € Ridotto: 7 € - per studenti fino a 18 anni e per i possessori del biglietto del Triennale Design Museum.
Studio-Museo Achille Castiglioni Piazza Castello 27, Milano 02 8053606 www.achillecastiglioni.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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