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Dal 27 al gennaio al Teatro Menotti, va in scena "moro: i 55 giorni che cambiarono l'Italia", spettacolo che racconta il sequestro di Aldo Moro, avvenuto a Roma in via Mario Fani 16 marzo 1978. “Non l’hanno ucciso le Brigate Rosse, Moro e i ragazzi della scorta furono uccisi dallo Stato.” Questa frase è il fulcro dell’azione scenica ed è documentata dalle indagini del giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi processi sul caso Moro, che nello spettacolo compare in video interagendo con il protagonista e rivelando verità terribili che sono rimaste nascoste per circa quarant'anni. Il titolo dello spettacolo è “moro” con la “m” minuscola a voler sottolineare che nel cognome del grande statista c’è la radice del verbo “morire”, come se la “morte” di Aldo Moro fosse stata “scritta”, fosse cioè necessaria per bloccare il dialogo con i socialcomunisti assecondando i desideri dei conservatori statunitensi e dei grandi petrolieri americani in Italia rappresentati da Giulio Andreotti e Francesco Cossiga che, dopo la morte di Moro, ebbero una folgorante carriera e condannarono l’Italia alla “sudditanza” agli USA. Moro sente che uomini di primo piano del suo stesso partito vogliono la sua morte e lo scrive in una delle ultime lettere che fanno da leit motive dello spettacolo: “Il mio sangue ricadrà su di voi, sul partito, sul Paese. Chiedo che ai miei funerali non partecipino né Autorità dello Stato, né uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno voluto veramente bene e sono degni di accompagnarmi con la loro preghiera e con il loro amore”.

Più che l'ennesimo spettacolo sul caso Moro, "moro: i 55 giorni che cambiarono l'Italia" racconta la necessità di sapere la verità sulla sua morte e quindi di divulgarla. Le recenti scoperte e rivelazioni del giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi processi sul caso Moro, vanno verso la costruzione di una chiara verità: Moro doveva morire. Queste rivelazioni rappresentano la base contenutistica del testo teatrale, dove però le scoperte del giudice, sono intrecciate con la vita di Iozzino, Ricci e Zizzi, tre membri della scorta. Raffaele Iozzino era il poliziotto che riuscì a sparare due colpi contro i terroristi. Domenico Ricci era l’autista di fiducia di Moro. Francesco Zizzi era poliziotto ma soprattutto era un bravo chitarrista e cantante di piano bar. Era al suo primo giorno di lavoro quel 16 marzo avendo sostituito, proprio quella mattina, la guardia titolare che aveva presentato un certificato medico di malattia. Nelle parole e nelle azioni di Ciro Iozzino, fratello di Raffaele, protagonista dello spettacolo, abbiamo voluto descrivere le ansie e la disperazione di un ragazzo del sud a cui strappano parte importante della vita. Con la figura della mamma di Raffaele, continuamente evocata, si vuole far parlare la disperazione di una mamma che non riesce a darsi pace, una mamma che vede il figlio partire per servire lo Stato e se lo ritrova poi morto senza sapere i nomi degli assassini. L'altro obiettivo è dello spettacolo è quello di informare sulle “colpe” di Francesco Cossiga e Giulio Andreotti che “non hanno voluto salvare Moro”.

Il Giudice Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce hanno attivato sul sito www.uldericopesce.it una petizione popolare per chiedere che tutti i documenti relativi all'assassinio di Aldo Moro e dei membri della scorta, compresi quelli che riguardano le Brigate Rosse, vengano desecretati.

 

Dal 27 al 30 gennaio

moro: i 55 giorni che cambiarono l'Italia

Di Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce Interventi in video del giudice Ferdinando Imposimato Interpretato e diretto da Ulderico Pesce Produzione Centro Mediterraneo delle Arti

Orari spettacolo: Lunedì riposo Martedì, giovedì, venerdì, sabato - ore 20.30 Mercoledì - ore 19.30 Domenica - ore 17.00

Prezzi biglietti: Intero - € 25.00 Convenzioni - € 20.00 Ridotto/under 25 - € 20,00 Ridotto/over 65 (residenti a Milano) € 12,50 Ridotto/over 65 (residenti fuori Milano) € 17,50 Prevendita - € 1,50

Teatro Menotti via Ciro Menotti 11, Milano tel. 02 36592544 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Acquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.org

 

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Il 23 gennaio alle ore 21.00, apre il cartellone 2015 del Teatro Delfino, lo spettacolo "L'Amico di Fred", presentato da l'Associazione Culturale Mirabilia Teatro. Un connubio felicissimo che fonde una prosa di livello con la musica straordinaria del grande Fred Buscaglione, interpretato sul palco da Andrea Murchio nella poliedrica veste d’attore, cantante e abile pianista.

Attraverso una storia completamente inventata, che non ha la pretesa di ricostruire in modo documentale la vicenda di Ferdinando Buscaglione, si rende omaggio all'artista guardando la sua storia con l’occhio dell’innamorato, di chi scorge nel mito di Fred il paradigma di un uomo scisso. Ora un essere umano proiettato, grazie al suo immenso talento, verso l’arte, il successo e la vita, ora ripiegato su se stesso, sulle proprie infelicità, sulle delusioni e sulle crisi personali e sentimentali. Tutto viene raccontato e vissuto in prima persona dallo stesso Fred e dal suo particolarissimo amico: un diavolo amante del jazz, dello swing, del blues e dell’America dei primi decenni del XX secolo, interpretato da un luciferino Guido Ruffa. Il diavolo Freddy trasmetterà al giovane Ferdinando il talento, gli suggerirà le “criminal songs”, lo plasmerà a sua immagine donandogli il successo in cambio dell’anima.ù Come in ogni buona storia che si rispetti le cose si complicheranno e diversi incidenti di percorso obbligheranno Freddy e la sua “creatura” Fred a cambiare prospettive e a confrontarsi con situazioni impreviste, fino a un epilogo in cui non mancheranno momenti drammatici e commoventi.

 

23 – 25 gennaio 2015

L'AMICO DI FRED Storia Fantastica di Fred Buscaglione

di: Pierpaolo Palladino regia: Andrea Murchio cast: Guido Ruffa, Andrea Murchio performer: Ramon Branda, Alessia Olivetti cast tecnico: aiuto regia Ramon Branda, luci di Pietro Striano

Teatro Delfino (Sala Delfino) Piazza Piero Carnelli, Milano 333 5730340 www.teatrodelfino.it

Orari: Venerdì e Sabato: h 21.00 Domenica: h 16.00

Biglietti: Intero: 18€ Ridotto (Over 60/ Under 20/ Studenti): 12€

 

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In concomitanza con la mostra dedicata a Donato Bramante (1443/44 - 1514) allestita presso la Pinacoteca di Brera fino al 22 marzo, il museo propone al pubblico un pomeriggio di conversazioni e video sulla poliedrica figura dell’artista, letterato e architetto: l'appuntamento è per giovedì 22 gennaio 2015, contemporaneamente al quale la mostra e la Pinacoteca saranno visitabili gratuitamente dalle ore 16.00 alle 17.30. Durante questo incontro si confronteranno il professor Mauro Natale, sui rapporti di Bramante con gli artisti lombardi e sull'impatto delle sue opere sul territorio, il giornalista Pier Luigi Panza, sulla produzione letteraria del maestro, e la regista Anna Zanoli, con la proiezione di un documentario dedicato al soggiorno bramantesco in Lombardia.

Spirito inquieto e ingegnoso, Donato Bramante si è sicuramente educato alla corte dei Montefeltro a Urbino, dove è stato in contatto con gli architetti, gli scultori e i pittori attivi per il duca Federico. Piero della Francesca deve avere giocato un ruolo fondamentale nella sua formazione ma, rispetto all'impegno speculativo del pittore di San Sepolcro, in Donato ha prevalso un’attitudine pragmatica, una predisposizione ad essere “risoluto, presto e bonissimo inventore” (Vasari), da cui sono scaturite realizzazioni celeberrime, che hanno profondamente rinnovato il linguaggio architettonico in Italia tra Quattro e Cinquecento. Malgrado la fama, i suoi primi anni di attività sono ancora avvolti nel mistero, e nemmeno la prima testimonianza attendibile della sua presenza come pittore nella decorazione affrescata del Palazzo del Podestà a Bergamo (1477), aiuta a ricostruirne la cultura, per la qualità disomogenea e la natura irrimediabilmente frammentaria degli elementi superstiti, e quando nel 1481 è attestato per la prima volta a Milano, perché fornisce il disegno con architetture e figure che sarà inciso da Bernardo Prevedari (1481), Bramante è già un artista compiuto, capace di scardinare i parametri figurativi della tradizione locale. Con straordinaria forza inventiva, l’artista piega le regole della prospettiva e gli ordini dell’architettura classica in un linguaggio rigoroso, eloquente e coinvolgente, profondamente diverso dal classicismo erudito espresso da Andrea Mantegna nella vicina città di Mantova. Il rinnovamento innescato da Bramante nel territorio lombardo, in un momento di straordinaria vitalità culturale della corte sforzesca (con la presenza tra gli altri di Leonardo da Vinci e del poeta fiorentino Bernardo Bellincioni) tocca non solo l’architettura, ma anche (e forse in modo più esteso) l’insieme delle arti figurative, ed è su queste che si incentra il percorso dell’esposizione. Non si sottrarranno al suo fascino i protagonisti indiscussi della pittura rinascimentale in Lombardia: Vincenzo Foppa, Ambrogio Bergognone, Bartolomeo Suardi (noto dal 1489 con il soprannome di Bramantino) e poi Bernardo Zenale reagiscono, ognuno secondo il proprio registro espressivo, al modo “eroico” di occupare e di rappresentare lo spazio, in cui il riferimento all’antico è la chiave essenziale per rendere attuale la rappresentazione della realtà. Ma anche scultori, plasticatori, orafi e miniatori coglieranno tematiche, motivi e suggestioni. A sua volta Bramante è segnato dai materiali, dalle tecniche, dalle esigenze di prestigio di una corte per molti aspetti ancora legata al mondo tardogotico; saprà praticare un’architettura di mattoni e di materiali umili, destinata a occupare spazi ristretti e a soddisfare nello stesso tempo le ambizioni dei committenti. La tribuna di Santa Maria delle Grazie, innestata su di una struttura preesistente, è l’esempio migliore della stupefacente capacità dell’artista di conciliare il linguaggio “moderno” (e perciò all’antica) con quello delle epoche precedenti: una crescita espressiva che probabilmente poteva maturare solo in Lombardia, dove i modelli “classici” che Bramante ha guardato appartengono soprattutto ai secoli alti del medioevo.

La mostra "Bramante a Milano. Le arti in Lombardia 1477-1499", aperta dal 4 dicembre 2014 al 22 marzo 2015, intende quindi evocare in primo luogo le tappe essenziali per la formazione dell’artista, e indagare il seguito che la sua attività ebbe in modo particolare a Milano e in Lombardia tra gli esponenti delle diverse arti figurative; le varie sezioni dell’esposizione, allestita nel percorso del museo, dialogano con le opere della collezione permanente, secondo il progetto di Corrado Anselmi. La mostra ha inoltre ricevuto l’importante sostegno di Giorgio Armani, che ha risposto con entusiasmo al Bando per la ricerca di finanziamenti lanciato dalla direzione del museo nel maggio 2014.

 

22 gennaio 2015, ore 17.30

Conversazioni intorno a Bramante in occasione della mostra "Bramante a Milano. Le arti in Lombardia 1477-1499"

Pinacoteca di Brera, Sala della Passione via Brera, 28 – Milano 02 72263.259 - 02 72263.266 www.brera.beniculturali.it

 

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Giovedì 22 gennaio negli spazi della Galleria Rossini di Milano, si terrà la quarta edizione del progetto "Ri-definire il Gioiello" curato da Sonia Patrizia Catena: una mostra itinerante nata con l’obiettivo di valorizzare le diverse espressioni del gioiello contemporaneo, riunendo in diverse gallerie milanesi artisti, orafi e designer dalla differente cifra stilistica e appassionati di originali soluzione creative, diventata ormai occasione d’incontro a tutti gli effetti per gli amanti dell’arte e del gioiello. Sin dal primo appuntamento e nei successivi incontri, la curatrice dell'evento, nella cornice di gallerie e spazi di design, ha voluto e vuole lanciare il messaggio che il gioiello può entrare a pieno titolo anche nell'arte contemporanea.

In questa occasione “Ri-definire il Gioiello” avrà come tema centrale i cinque sensi: il gioiello come gusto, vista, olfattotatto e udito. Attraverso aromi, profumi, suoni, colori e nuove texture, i sensi saranno raccontati da 40 gioielli, interpreti a loro volta dell'estetica contemporanea tramite la ricerca di materiali innovativi e sperimentali, frutto di un processo creativo dove il valore aggiunto lo fa l’idea.

“Ri-definire il Gioiello” è una realtà creativa in continua crescita che vede impegnati sempre più professionisti del settore per rinnovare la nozione di ornamento tradizionale e farne una forma d’arte autonoma, ed è un progetto ormai consolidato, grazie alla collaborazione di numerosi partner.

In mostra: Ballabio Malvina, Bezerra Màrcia, Bosio Olar Slobodanka, Bruni Michela, Casati Loriana, Catalano Erminia, Cerasoli Danila&Carbone Bernarda, Chimajarno (Trentin Chiara), Del Gamba Agnese, Eandare (Giovanninetti Lucilla), Ercolani Sandra, E-vasiva, Fenili Antonella, Finny’s Design (Vitali Alessandra), Forte Laura, Fragiliadesign (Di Virgilio Francesca), Garbin Mara, Ghilardi Eleonora, Giardinoblu, Giuffrida Lorena, Lacerenza Carmela, Lanna Elisa, Leek (Porro Francesca), Liscia Micaela, Lovisetto Leonia, Maracanta (Bombardelli Lorena), Meri Macramè Gioielli (Iotti Marisa), Mia Gioielli Contemporanei (Sanfilippo Simona), Monguzzi Giovanna, Monti Arduini Olivia, Palmas Loana, Renzulli Alessandra, Rocco Maddalena, Rombolà Rosalba, Rossi Elena, Rotta Monica, Sala Alex, Soria Antonella, Volpi Laura, Wire Dèco Design (Minelli Fabiana).

 

dal 22 al 24 gennaio

IV Edizione di "Ri-definire il Gioiello" I 5 sensi raccontati da 40 gioielli

Galleria Rossini Viale Monte Nero 58, Milano

Orari: Inaugurazione giovedì 22 gennaio alle ore 18.00 da martedì a sabato: 10 - 19

L’ultima mostra itinerante si terrà dal 7 al 13 febbraio 2015 presso lo Spazio E, Alzai Naviglio Grande a Milano.

www.ridefinireilgioiello.com

 

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Da mercoledì 21 a domenica 25 gennaio gli acrobatici "danzautori" di Kataklò vi aspettano con il loro show, Puzzle, al Teatro Carcano di Milano.

Il gruppo di “physical theatre”, vocato alla multidisciplinarietà e al cambiamento, con il debutto nel 2012 ha travolto il pubblico italiano ed estero con la sua ondata di freschezza.

Sotto la regia e la supervisione artistica di Giulia Staccioli la Compagnia elabora una composizione corale e poliedrica, realizzata attraverso l'accostamento di coreografie storiche, che prende appunto il nome di Puzzle, come il concetto stesso suggerisce.

In occasione del ritorno a Milano, Kataklò regala alla sua città la rappresentazione dell'emozionante coreografia che ha dato il titolo a UP, produzione del 2003 applaudita anche all'estero.

Si tratta di una vera e propria poesia sospesa, che i talentuosi danzatori hanno la magia di inscenare, e per soddisfare i desideri di due dei più storici, Maria Agatiello e Marco Zanotti, lo spettacolo ha avuto luogo anche in Piazza San Pietro alla presenza di Papa Giovanni Paolo II in occasione della XVIII Giornata Mondiale della Gioventù.

A comporre PUZZLE, inoltre, due coreografie di Paolo Benedetti, ex danzatore Kataklò, e l'opera prima di ZaMagA_Eleina D. (alias Maria Agatiello e Marco Zanotti, in collaborazione con Claudia Cavalli e Vito Cassano).

I danzatori vengono invogliati ad esprimersi come autori, divenendo appunto "danzautori", prendono parte in prima persona al processo creativo, assecondano le proprie peculiarità e possibilità espressive ed ognuno di loro diventa un'importante componente di un grande progetto, un tassello essenziale che trova la giusta collocazione solo all'interno del gruppo.

Scommettere sulle singole idee per creare un'alchimia perfetta, puntando sulla diversità e variando dal mondo della danza, a quello del teatro fino a giungere all'arte acrobata, questo il presupposto.

Un'occasione per lo spettatore di lasciarsi contagiare dalla passione di artisti che condividono e sintetizzano perfettamente, in uno spazio aperto e libero,  il loro talento creativo.

Ed ora, dopo avere attraversato Olanda,Turchia e Brasile nello scorso anno, Kataklò giunge nel capoluogo lombardo, diventando un'occasione per lo spettatore di lasciarsi contagiare dalla passione di artisti che condividono e sintetizzano perfettamente, in uno spazio aperto e libero,  il proprio talento creativo.

 

Teatro Carcano di Milano

Dal 21 al 25 Gennaio

Orari: da mercoledì a sabato ore 20:30/ domenica ore 15.30

Biglietteria: 34€/25€

Prevendite on-line: www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it

Per info. e prenotazioni: 02.55181377 - 02.55181362; per scuole e gruppi organizzati: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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Fino al 1° febbraio 2015 presso Palazzo Morando a Milano, ci sarà la mostra Renata Tebaldi. Il mito del canto, lo stile della Diva nel cuore di Milano.

La mostra è un omaggio alla cantante lirica Renata Tebaldi, organizzata in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa (Pesaro, 1922 – San Marino, 2004), ed è un'esposizione di abiti, accessori, gioielli e cappellini che ricostruiscono il gusto e la carriera di una delle artiste italiane più note nel dopoguerra. L'esposizione è solo una delle iniziative pensate dal Comune di Milano e dal Comitato Renata Tebaldi in occasione di questo anniversario, racchiuse nel programma "Passeggiata Tebaldi": al suo interno, troviamo una sorta di mappa dei luoghi da lei frequentati in città, ma anche concerti e, ultimo ma non ultimo, l'esposizione di fotografie, libri, locandine e cimeli della soprano nei negozi della Galleria Vittorio Emanuele II a partire dal mese di dicembre.

Renata Tebaldi fu ambasciatrice della cultura italiana nel mondo, rappresentando in ogni angolo del pianeta le opere di Verdi e Puccini, e questa esposizione ne celebra il ricordo nella consapevolezza di quanto sia importante la condivisione del concetto di “memoria”, svelando al contempo i mille volti della grande diva, omaggiando una fra le più straordinarie cantanti liriche italiane, milanese di adozione che, con la sua voce d’angelo e la rigorosa sapienza di musicista, ha inebriato le platee di ogni paese, portando nel mondo testimonianza dell’arte e della cultura italiana. Inoltre la cantante è la prima stella della lirica ad avere un app esclusivamente dedicata a lei, a riprova del suo eterno mito giunto fino alla contemporaneità.

Per lei furono disegnati abiti firmati da grandi artisti quali Beni Montresor, Giorgio De Chirico, Rosita Contreras, Hanae Mori, Stavropolus, e in rassegna, oltre agli abiti, saranno esposti oggetti personali, centinaia di fotografie e le onorificenze di cui la Signora Tebaldi fu insignita, tra cui quelle di Cavaliere di Gran Croce, di Commendatore e Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana, Grande plaque de vermeil de la Ville de Paris 1986, Cravate de Commandeur des Arts et Lettres 1987, Legion d’honneur 1996, oltre ai celebri riconoscimenti trasmessi nelle espressioni e negli scritti di personalità quali il Maestro Arturo Toscanini e J.F.Kennedy, e alla “Proclamation” del “Tebaldi day”, indetto in suo onore l’11 dicembre 1995 da Rudolph Giuliani, allora Sindaco di New York. Durante l'esposizione si potranno ascoltare brani musicali della cantante, video inediti e interviste televisive tratte dagli archivi dei teatri che hanno accolto l'artista.

La mostra proposta a Palazzo Morando è l’ultima tappa di un progetto espositivo itinerante, inaugurato il 19 dicembre 2005 al Teatro alla Scala di Milano in coproduzione con il Teatro Regio di Parma. Tappe successive sono state, da allora, il Teatro Massimo di Palermo, il Liceu di Barcellona e l’Opera di Losanna, il Palazzo Sheremetyev di San Pietroburgo, il Teatro Stanislavnskij – Nemirovic-Dancenko di Mosca, il Teatro San Carlo di Napoli, l’Opera di Lione, Trieste, New York e Pechino. Dal maggio 2015 la mostra proseguirà a Tokyo, Parigi , New York e Buenos Aires.

 

20 novembre 2014 - 1 febbraio 2015

Renata Tebaldi. Il mito del canto, lo stile della Diva nel cuore di Milano

Palazzo Morando - Costume Moda Immagine Via Sant'Andrea, 6 - 20121 Milano 02 884 65735 / 64532 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.costumemodaimmagine.mi.it www.museorenatatebaldi.it

Orari: Dal martedì alla domenica dalle 9.00 - 13.00 / 14.00 - 17.30. Ultimo ingresso mezz'ora prima dell'orario di chiusura.

Biglietti: Ingresso libero

 

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Fino al 18 gennaio, sarà in mostra alla GAM Manzoni di Milano, BOLDINI - Parisien d’Italie, dedicata ad uno dei maggiori protagonisti della pittura della Belle Époque parigina, periodo tra i più fervidi e stravaganti della cultura artistica europea, immortalata nelle pennellate vivaci e scattanti di Giovanni Boldini. Al pittore ferrarese e al suo lungo soggiorno nella capitale francese, è dedicata un'esclusiva mostra di 40 opere, in gran parte provenienti da collezioni private, che vengono così rese visibili anche al grande pubblico, che vanno dal 1871 e il 1920 circa, il periodo della piena maturità creativa e stilistica di Boldini.

La mostra mette in scena lo stile elegante e la raffinata tecnica pittorica dell'artista, che valsero all'artista rapidamente riconoscimenti e fama. La sua pennellata mossa e scattante restituisce la vivacità tipica dell'epoca di fine secolo, mentre i suoi pastelli, dalla stesura immediata e volutamente incompiuta, ci testimoniano la sua capacità di cogliere l'essenza dei suoi soggetti, lasciando emergere la sintonia di sguardo fra Boldini e i suoi contemporanei come Degas, Manet e Sargent.

Grande importanza riveste l’universo femminile dell’alta società francese, catturato in quegli sguardi, ora intimi ora maliziosi, delle dame del tempo, che Boldini indaga con sensibilità mista ad attrazione, ritraendone attività quotidiane e momenti di intimità: dagli anni Novanta dell'Ottocento, sulle sue tele prende vita una galleria di personaggi illustri, di donne interpreti di una femminilità sempre più indipendente. Attrici, contesse e principesse del bel mondo parigino e non solo. In galleria saranno anche presenti le vedute della campagna francese e della Ville lumière, caratterizzate da un "realismo" del tutto particolare. L'artista ferrarese padroneggia sia il piccolo che il grande formato, basando ogni sua creazione sullo studio attento del vero,

Cresciuto artisticamente nella nativa Ferrara grazie al padre pittore, Giovanni Boldini nel 1862 si trasferisce a Firenze, dove entra in contatto con il gruppo dei Macchiaioli, capeggiati da Giovanni Fattori. Qui manifesta un vivo interesse per i salotti eleganti dell'aristocrazia e dell'alta borghesia, che vediamo da subito comparire nei suoi ritratti ambientati in interni domestici, seguiti dalle suggestioni tratte dagli Impressionisti che Boldini assimilerà nel suo soggiorno a Parigi.

 

24 ottobre 2014 - 18 gennaio 2015

Boldini - Parisien d’Italie

GAM Manzoni via A. Manzoni, 45 - Milano 02.62695107 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.gammanzoni.com

La mostra è curata da Enzo Savoia e da Francesco Luigi Maspes.

Orari: da martedì a domenica: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00

Costo Biglietti: Intero € 5 (€ 4 per i soci del Touring Club Italiano) Ridotto € 3 (ragazzi da 6 a 12 anni) Entrata gratuita per bambini da 0 a 5 anni; diversamente abili con accompagnatore; guide autorizzate e interpreti turistici che accompagnino gruppi o visitatori individuali.

 

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Da martedì 13 gennaio a lunedì 16 febbraio presso Spazio Oberdan di Milano sarà possibile assistere ad una doppia iniziativa, rassegna cinematografica e mostra fotografica, dedicate agli anni della Repubblica di Weimer, dal 1918 al 1933.

Da Caligari a Hitler. Il cinema della Repubblica di Weimer, ripropone quell'epoca ricca di stimoli e contraddizioni, che può essere definita come la prima esperienza democratica tentata in Europa dopo la prima Guerra Mondiale, fino a quando la presa del potere da parte di Hitler mise fine a quel periodo di grande fermento intellettuale e artistico.

Il cinema in quegli anni risulta essere ricco di opere di enorme interesse, se non di capolavori, fonte ancor oggi di ispirazione per i registi e di scoperte o riscoperte per gli spettatori.

La rassegna in programma offre una vasta gamma, quasi venti titoli, di edizioni spesso restaurate e con accompagnamento musicale dal vivo. Oltre a film d'epoca, come Il gabinetto del dr. Caligari, classico del cinema espressionista tedesco, il capolavoro L’ultima risata di Murnau, Berlino sinfonia di una grande città, documentario di Walther Ruttmann e tanti altri.

Inoltre in anteprime italiana la rassegna propone il documentario di Rüdiger Suchsland, Da Caligari a Hitler, un film che si propone di studiare il comportamento delle masse e le tendenze psicologiche predominanti nella Germania pre-hitleriana, percorsa da inquietudini e sinistri presagi, gli stessi che affiorano, come da un inconscio collettivo, in opere popolate da fantasmi, ombre, automi, vampiri, diabolici geni del male.

Ad accompagnare la rassegna una mostra fotografica nel foyer di Spazio Oberdan, realizzata con materiale proveniente dall’archivio della Cineteca Italiana e dominata dalle molte sfumature del bianco e nero, il “colore” dell’espressionismo cinematografico. Ad arricchire la mostra, alcune tra le più celebri opere dell'artista piacentino Valerio Santarelli, cui si deve anche l’allestimento, che rimandano alle caratteristiche visionarie di quel cinema.

 

Mostra fotografica:

ingresso libero

Proiezioni cinematografiche:

biglietto di ingresso: intero 7 €, ridotto per possessori di cinetessera o studenti universitari 5,50 €

proiezione pomeridiana feriale: intero 5,50 €, ridotto  3,50 €

Cinetessera annuale: 6,00 €, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

Per informazioni:

Tel. 02.87242114 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / www.cinetecamilano.it

 

 

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Sabato 17 gennaio 2015 si terrà il quinto appuntamento di Manzoni Family, rassegna facente parte di "FAMILY SHOW - Il sabato in famiglia", organizzata dal Teatro Manzoni di Milano dal 1 novembre 2014 al 21 marzo 2015. Sul palco del teatro milanese, questa volta andrà in scena un’altra storia fantastica conosciuta in tutto il mondo: "Il Mago di Oz". Questa versione della celebre racconto, narra la storia di un Maghetto di periferia che per scappare dalle difficili condizioni di vita che sta attraversando, viene catapultato da un ciclone in un mondo incantato, fantastico e irreale, il mondo di Oz, dove finalmente potrà affrontare le sue paure e assumersi ogni responsabilità. Molti sono gli strani incontri che attraverseranno il suo percorso: conoscerà la malvagia strega dell’Est e si innamorerà di Glinda, la strega buona del Nord, e insieme a lei proteggerà il cammino di Dorothy. Altri bizzarri personaggi, come l’Uomo di paglia, l’Uomo di latta e Leone lo aiuteranno, tra mille peripezie, a ricondurre Dorothy a casa e ai suoi affetti.

 

Sabato 17 gennaio 2015 ore 15,30

All Crazy presenta

Il Mago di Oz

Personaggi e interpreti Salvo Bruno: Oz Carlotta Sibilla: Dorothy Salvo Vinci: Leone Giancarlo Capito: Uomo di Latta Roberto Tarsi: Uomo di Paglia Elisa Musso: Strega Dell'Est Jessica Lorusso: Glinda Anna Foria, Ivana Scotto, Max Prandelli: Ensamble Prezzi Biglietti: Posto unico: adulti € 14,00 Bambini fino a 14 anni € 9,00 Under 3 anni € 5,00

 

Teatro Manzoni Via Alessandro Manzoni, 42, Milano 02 7636901 www.teatromanzoni.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Dal 13 al 25 gennaio al Teatro Litta andrà in scena una versione molto particolare della commedia goldoniana "La Locandiera", allestimento della Compagnia Teatro Libero, diretta ed interpretata da Corrado d'Elia, noto attore e regista, fondatore del progetto Teatri Possibili (Compagnia, Scuola, Circuito ed Ente di produzione ed organizzazione teatrale), e dal 1998 direttore del Teatro Libero di Milano.

Una "Locandiera" travolgente, irresistibile, dai colori sgargianti e dai ritmi scoppiettanti. Una commedia ambientata in un mondo di plastica, simbolo moderno dell'artificio, coloratissimo e smaccatamente finto. Mirandolina sinuosa, affascinante, ironica, donna emancipata e moderna, vestita di rosa shocking e dai capelli biondo platino fa letteralmente impazzire d'amore tutti gli avventori della sua locanda. Da una parte è archetipo e modello indiscusso di femminilità, dall'altra pratica e calcolatrice donna d'affari che conduce il suo gioco, un orologio di precisione, così come lo aveva scritto Goldoni, ma in versione moderna. È una "Locandiera" finalmente comica, ricca di energia, d'emozione e ritmo, di atmosfere e scambi vivaci, un prezioso e aspettato incontro tra un grande testo e un regista dal personalissimo e incisivo punto di vista.

 

Dal 13 al 25 gennaio

LA LOCANDIERA di Carlo Goldoni

Regia: Corrado d'Elia Con: Monica Faggiani, Corrado d'Elia, Alessandro Castellucci, Gustavo La Volpe, Andrea Tibaldi, Marco Brambilla, Tino Danesi Scene e costumi: Corrado d’Elia Luci: Alessandro Tinelli Produzione Teatro Libero

Teatro Litta corso Magenta 24 - Milano Tel 02 8055882/ 02 86454546 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orari Spettacoli: da martedì al sabato: ore 20,30 domenica: ore 16:30 lunedì riposo

Costo Biglietti: intero: € 21,00 ridotto: € 11,00/15,00

Lo spettacolo è compreso negli abbonamenti Lunatica, Invito a Teatro e Cartalibera.

 

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