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Fino al 28 giugno 2015 sarà possibile ammirare la mostra a cura di Agnès de Gouvion Saint Cyr: “Brassaï. Pour l’amour de Paris”, a Milano presso il Palazzo Morando, Costume Moda Immagine.
La mostra di Brassaï racconta, attraverso fotografie originali, l'amore che ha legato uno dei protagonisti della storia della fotografia con la città che è stata la capitale culturale e artistica del Novecento, dando vita a immagini memorabili, capaci ancora oggi di catapultarci agli "anni folli" di Montparnasse.
Gyula Halász, conosciuto con lo pseudonimo di Brassaï, dal nome, Braşov, del paese della ragione della Transilvania in cui nasce nel 1899, si trasferisce a soli tre anni a Parigi, dove il padre è professore di letteratura all'Università della Sorbona.
Intraprende dapprima la carriera artistica studiando all'Accademia di Belle Arti di Budapest e poi a quella di Berlino, dove si reca nel 1920, dopo aver combattuto tra le fila dell'esercito austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1924 si trasferisce definitivamente a Parigi, dove l'incontro con il fotografo ungherese André Kertész lo convince a lasciare la professione di giornalista per dedicarsi alla fotografia.
Nascono allora le sue bellissime immagini della Parigi notturna, nelle quali coglie gli aspetti più insoliti della città, ancor più affascinante con le strade deserte, mentre nelle fotografie dei bistrot si agita la fremente vita del quartiere di Montparnasse, centro artistico e mondano della capitale, dove risiedono pittori e scrittori come Picasso, Dalì, Breton e Miller.
L'uscita del suo primo libro nel 1933, Paris de nuit, ne decreta subito il successo tanto che Miller conia per lui il soprannome di "occhio di Parigi". Le sue fotografie sanno cogliere con semplicità e franchezza la vita di tutti, dai bambini agli innamorati, dai nottambuli alle prostitute, dalla gente comune ai celebri artisti.
A corredo della rassegna milanese sono previsti seminari a Palazzo Morando e una retrospettiva cinematografica, proposta dall’Institut français Milano presso la propria sala cinema nella sede di Corso Magenta 63, con proiezioni a ingresso libero il 21 aprile 2015, alle ore 20:00.
Pour l’amour de Paris Fino al 28 giugno 2015 Palazzo Morando Via Sant'Andrea, 6
Orari
dal Martedì alla Domenica dalle 9.00 alle 13.00 - dalle ore 14.00 alle 17.30
Contatti
Tel. 02 884 48135 Fax 02 884 65736
Info
Visite guidate al Museo di Milano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 02 884 65735 / 64532
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Dal 19 aprile fino al 19 luglio, presso il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, la mostra LA ROSA DI FUOCO. La Barcellona di Picasso e Gaudí, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte.
La rosa di fuoco, o meglio La Rosa de Foc, in catalano, per gli anarchici indicava all’inizio del Novecento il nome in codice di Barcellona. Nome che evoca, allo stesso tempo, il fermento che a cavallo del secolo infiammava la vita politica, sociale e culturale della capitale catalana, ma anche i violenti attentati dinamitardi di cui fu teatro la città.
A siglare l’ascesa di Barcellona era stata nel 1888 la grande Esposizione Universale, che celebrava lo sviluppo economico e urbanistico della città e contribuiva a diffondere dirompenti idee di modernità. Nuovi modelli di vita, nuovo benessere e nuove visioni creative si accompagnarono alla crescita esponenziale della capitale catalana, sul modello della Parigi fin de siècle e di altre città europee. In quegli anni a Barcellona il giorno continuava la notte e i caffè e i ritrovi lungo le Ramblas e nel Barrio Gotico pulsavano di gente e di incontri. I poeti, gli intellettuali, i pittori avevano base a Els Quatre Gats e da qui sciamavano per ogni dove. La crescita culturale ed economica della capitale catalana fu però accompagnata da marcate tensioni sociali che nel luglio del 1909, durante quella che venne chiamata la Settimana tragica, sfociarono in un violento conflitto tra popolazione civile e militari e in una dura repressione che decretò la fine di questa irripetibile stagione.
Di questi anni fecondi e inquieti e della colorata, sanguigna fucina di talenti che li animò dà conto La rosa di fuoco, la grande mostra con cui Palazzo dei Diamanti apre la stagione espositiva 2015-2016, firmata dalla direttrice dell’istituzione ferrarese, Maria Luisa Pacelli e curata da Tomàs Llorens e Boye Llorens affiancati da un comitato di esperti di chiara fama.
La rosa di fuoco, ovvero l’arte e le arti a Barcellona tra 1888 e 1909, rispecchia perfettamente la cifra culturale dei Diamanti: mostre accuratamente selezionate, approfondite, particolari, mai banali. Rassegne che presentano in Italia artisti straordinari ma poco frequentati (tra i tanti Reynolds, Chardin, Zurbarán…) o snodi fondamentali della storia dell’arte da prospettive inedite.
LA ROSA DI FUOCO. La Barcellona di Picasso e Gaudí
Ferrara, Palazzo dei Diamanti 19 aprile – 19 luglio 2015
Mostra a cura di Tomàs Llorens e Boye Llorens, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte
Palazzo dei Diamanti Corso Ercole I d'Este 21 – 44121 Ferrara
Orari di apertura
Dal 19 aprile al 31 maggio: 9.00 – 19.00 Dal 1 giugno al 19 luglio: 10.00 – 20.00
Aperto anche 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno
Informazioni e Prenotazioni Mostre e Musei
tel. 0532 244949 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.palazzodiamanti.it
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L’Amleto di Collettivo Cinetico in scena al Teatro Franco Parenti dal 22 al 30 aprile 2015, è un meccanismo letale. La scena è spazio preparato ad ospitare aleatorietà e inevitabilità in un limbo costante tra ironia e tragedia. Attori professionisti, dilettanti, malcapitati, timidi intellettuali, registi, parrucchieri, esibizionisti, danzatori, assicuratori annoiati, sostituti dell’ultimo minuto, critici, virtuosi e sfigati si contendono il titolo di protagonista dello spettacolo.
Reali candidati che non sanno quello che li aspetterà in scena. Il loro unico riferimento è un manuale di istruzioni inviatogli due settimane prima. Ciascuno si prepara da solo e si presenta a teatro direttamente per salire sul palcoscenico. Guidati da una incorporea voce fuori campo e seguiti da secondini muti, i candidati si sfidano in una serie di prove che sintetizzano i principi formali dell’opera shakespeariana. Lasciati in balia dell’impossibilità della loro inesperienza, incapaci di controllare fenomeni e competenze, precipitano tutti nella condizione amletica per eccellenza. Tra desolazione e intrattenimento sono gli spettatori di ciascuna replica ad eleggere il vincitore del titolo, unico superstite tra i corpi e i resti dei suoi avversari abbandonati al suolo.
AMLETO
Teatro Franco Parenti
Sala 3
PREZZO
INTERO €25; OVER60 €15; UNDER25 €12,50; CONVENZIONATI €17,50 ORARI merc 22 aprile h19.45 giov 23 aprile h18.30 ven 24 aprile h20.45 sab 25 aprile h21.30 dom 26 aprile h17.30 lunedì 27 aprile riposo mart 28 aprile h19.45 merc 29 aprile h19.45 giov 30 aprile h18.30
INFO
Tel : +39 02 59 99 52 06
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Sito: http://www.teatrofrancoparenti.it
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Dal 21 al 26 aprile 2015 va in scena nella Sala Grande del Teatro Parenti di Milano: “Finale di Partita” di Samuel Beckett che vede come protagonista il poliedrico Lello Arena.
L’attore napoletano è un concentrato essenziale del modo di essere e di vivere a Napoli e per molti versi la filosofia di vita di quel territorio è molto vicina a quella di Beckett. In entrambi i casi, l’ironia di fronte all’assoluto e alle sofferenze della vita è caratteristica del modo di affrontare la realtà di tutti i giorni. Ciò fa sì che Lello Arena sia un interprete ideale della poesia di Beckett.
Chissà se oggi, Beckett cambierebbe qualcosa dei suoi testi. Probabilmente sì. Le condizioni storiche sono cambiate, e anche se lui è uno scrittore “fuori tempo” aveva subìto e fortemente sentito la propria epoca. Gli orrori della seconda guerra mondiale cha ha vissuto lo hanno certamente influenzato molto.
Nonostante sia completamente legato ad un preciso momento storico, l'autore si adatta perfettamente anche alla nostra situazione attuale. I suoi testi risultano eterni, universali e capaci di astrazione.
Per tradizione, e anche per volontà sua e dei suoi eredi, i testi vengono messi in scena seguendo tutte le didascalie e le famose pause. In realtà, se non ci fossero, bisognerebbe inventarle fino ad arrivare allo stesso risultato. Sembra impossibile ma Beckett fa respirare attraverso queste pause il testo e i personaggi. Di conseguenza ne emerge una specie di guida per attori e registi. Ma bisogna stare molto attenti ad evitare un’esecuzione meccanica. Le pause non hanno tutte lo stesso valore e devono servire come appoggio drammatico per concludere quello che viene prima o per appoggiare quello che avviene dopo. D’altra parte, bisogna semplicemente guardare le messinscene dei suoi testi da lui stesso realizzate per capire come il ritmo non sia per nulla lento o noioso. Anzi, tante volte contraddice se stesso e la sua propria scrittura.
Mettere in scena Beckett è sempre e solo un lavoro con e su gli attori. È un compito diverso da quello che richiedono tanti altri autori. Il tutto sta nell’interpretazione dei suoi tempi che condizionano il respiro dell’attore e dunque la sua drammaticità.
Pur essendo un’opera fondamentale della storia del teatro contemporaneo, Il Teatro dell’assurdo di Martin Esslin, ha portato tante volte a mettere in scena i testi di Samuel Beckett con una solennità e un non-senso completamente contrari al suo spirito. I suoi testi non sembrano assurdi, anzi sono assolutamente realistici e hanno lo scopo di riflettere una vita altrettanto assurda, come uno specchio. In questo caso, però, specialmente in “Finale di partita”, lo specchio si è frantumato in mille pezzi. Ognuno riflette un pezzo di realtà vera, ma una realtà spezzata, contraddittoria, paurosa e lacerante. È questo non-senso, l’insieme di questi testi che ci danno un’altra lettura della realtà e, nella sua mostruosità, una forte ironia.
Teatro Franco Parenti
Sala Grande
Via Pier Lombardo, 14 - 20135 Milano
PREZZO
Intero €32; Ridotto Over60 €18; Ridotto Under25 €15; Convenzioni €22,50 ;
ORARI martedì ore 20.30; mercoledì ore 19.30; giovedì ore 21.30; venerdì ore 20.30; sabato ore 19.30; domenica ore 15.30;
ORARI SCUOLE giovedì 23 aprile ore 11.00
INFO
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Da martedì 21 aprile fino al 4 maggio 2015, presso lo Spazio Seicentro in via Savona 99, esposizione di “Tracce di Mascara”, con le opere di Silvia Viganò.
Il pop-surrealismo è un mix di ispirazioni, suggerimenti aggraziati, a volte da fiaba, altre noir sino ai margini dell’horror. Ma soprattutto è uno dei tanti specchi della contemporaneità che l’artista lombarda Silvia Viganò ha deciso di attraversare sviluppandola con il progetto espositivo itinerante a cura di Mariella Casile “Tracce di mascara” che – dopo essere stato presentato a marzo alla Galleria Virgilio Guidi di San Donato - si potrà ammirare anche a Milano
Nella nuova proposta artistica di Silvia Viganò c’è il desiderio di ritornare alla figurazione, collegando il surrealismo al fumetto, ai graffiti, al mito e ai temi sociali delle metropoli urbane; e i suoi nomi di riferimento sono Mark Ryden, Camille Rose Garcia, Ana Bagayan, ma anche le figure magiche di Nicoletta Ceccoli.
Due gli elementi assolutamente nuovi nell’opera di Silvia Viganò. Al centro dei suoi racconti c’è sempre l’universo femminile, affascinante e irrazionale, a volte tanto compulsivo quanto magico, che l’artista rende tramite una pittura accesa e corposa, capace di rendere ogni immagine trasognante. Ma questa volta le sue ragazze si spogliano di tutto, paillettes gioielli accessori, per rimanere solo con la delicata forza dei loro sguardi, e si accompagnano a una serie di animali fortemente allegorici come civette, scoiattoli, puzzole o cervi.
Altro aspetto di grande rilievo è dato dall’utilizzo di un nuovo supporto pittorico a sostituzione della tela, ovvero tronchetti d’albero levigati che danno forma e diventano parti integranti di racconti visivi in cui paesaggi, corpi, animali e natura si vestono di fascino e poesia (a Milano vengono presentate 20 opere fra tele e tronchetti).
Il tutto è filtrato dall’inesauribile immaginazione creatrice della mente di Silvia Viganò, che immerge le sue storie in atmosfere stravaganti, fiabesche, oniriche, a volte inquietanti, che rimandano all’Alice nel Paese delle meraviglie di Lewis Carrol.
All’interno della mostra verranno presentati due libri.
Giovedì 23 aprile alle ore 18.00 il giornalista Mario Molinari proposto il libro "Mai più troppa luce" di Vittoria Guglielmi (Youcanprint, 188 pagine), mentre mercoledì 29 alle ore 18.00 il giornalista Leonardo Merlini presenta l’incontro fra Silvia Viganò e Giulia Jurinich, autrice del libro “Alice e il Paese del Pop Surrealism” (I libri di Emil, 183 pagine).
La mostra di Milano è stata organizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Timanifesta, nata nel 2007 e riconosciuta da Regione Lombardia come A.P.S. Associazione di Promozione Sociale che ha come scopo statutario promuovere il territorio attraverso attività culturali in tutte le sue forme espressive.
Spazio Seicentro Via Savona 99, Milano 21 aprile – 4 maggio 2015 Inaugurazione martedì 21 aprile 2015 ore 18.30
da lunedì a venerdì 9.00-18.00 | sabato e domenica 10.00-19.00 Chiuso sabato 25 aprile e venerdì 1 maggio Ingresso libero 02-88446330
Giovedì 23 aprile ore 18.00 Presentazione del libro “Mai più troppa luce” di Vittoria Guglielmi Presenta Mario Molinari Mercoledì 29 aprile ore 18.00 Giulia Jurinich, autrice del libro “Alice e il Paese del Pop Surrealis” incontra Silvia Viganò Presenta Leonardo Merlini
[gallery type="rectangular" ids="41320,41319,41318,41317,41314"]Fino al 19 luglio 2015, la Cinémateque Française di Parigi ospita un'importante manifestazione dedicata all'autore di Blow-Up: Antonioni aux origines du pop - Cinéma, photographie, mode, impostata su una mostra e sulle proiezioni delle sue opere cinematografiche, cortometraggi compresi.
Quello parigino è di fatto un sentito omaggio culturale che praticamente affonda le sue radici nell'impianto dell'esposizione ferrarese, a cominciare dal fatto che il curatore è lo stesso: Dominique Païni. Nel 2013, infatti, la mostra intitolata Lo sguardo di Michelangelo - Antonioni e le Arti aveva occupato le belle e ampie sale e anche alcuni spazi esterni del Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Si trattava di una precisa e dettagliata esplorazione relativa all'universo creativo del grande artista visivo, con alcuni collegamenti con il mondo delle arti visuali del Novecento.
Questo appuntamento rappresenta un punto di passaggio fondamentale per ciò che riguarda lo studio e la riorganizzazione critica dell'intera opera di Michelangelo Antonioni, autore ancora oggi di una modernità assoluta e che risulta tutt'ora come uno degli artisti visivi in grado di influenzare l'universo contemporaneo dell'immagine tecnologica e della comunicazione.
L’iniziativa francese incentrata sulla figura del regista de L'avventura, affronta tutte le tematiche della poetica antonioniana. In primo luogo, la questione della relazione tra sguardo e rappresentazione della realtà; poi l'elemento paesaggio, inteso come fattore comunicativo metaforico, la correlazione nella composizione delle inquadrature tra spazio e figura umana, il tema dell'incomunicabilità, la tragica questione dello smarrimento esistenziale degli individui e della ricerca insoddisfacente di un sentimento che possa giustificare le relazioni umane. Ebbene, tali aspetti risultano, a un'attenta analisi, di forte attualità e dimostrano come Michelangelo Antonioni abbia lavorato in una dimensione del pensiero creativo, totalmente libera, che andava molto al di là delle contestualizzazioni sociali, storiche e politiche.
Proiezioni fino al 19 luglio.
LA CINÉMATHÈQUE FRANÇAISE - Musée du cinéma
51, rue de Bercy - Paris 12è
M° Bercy Lignes 14 et 6
Chiuso il martedì
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Giovedì 16 aprile 2015 dalle ore 18.00 le Terrazze del Duomo si animeranno di un connubio artistico speciale, ospitando l'imperdibile mostra d'arte contemporanea di Tony Cragg.
È la prima volta che il Duomo, in tutta la sua dimensione culturale, oltre che religiosa e monumentale, accoglie un evento artistico di tale rilevanza. Un artista di fama internazionale, qual è Tony Cragg, che riesce ad affrontare le mastodontiche dimensioni della Cattedrale milanese (ovviamente grazie all'aiuto di gru ed attrezzature varie) con le sue opere animate da movimenti ascensionali verso il cielo. Un'esposizione unica e incredibile, soprattutto grazie al bellissimo mix di linguaggi artistici che vedranno le straordinarie opere di Cragg affiancate alle bellissime guglie del Duomo.
Un evento esclusivo, affidato alla maestria di Tony Cragg soprattutto per via della sua sensibilità, oltre che ovviamente grazie alle sue capacità e alla sua rilevanza come artista di livello mondiale. Ed infatti tutta l'abilità dell'artista è evidente ammirando la padronanza che egli dimostra nel modellare il marmo, e nell'affiancarlo alla pienezza e grandezza marmorea delle guglie del Duomo di Milano. Un compito certo non facile, volto ad abbattere qualsiasi barriera temporale nelle diverse forme artistiche, lasciando spazio soltanto alle vibrazioni legate al movimento della materia, alla sua pesantezza e presenza corporea.
Una scultura di Tony Cragg in realtà è già stata inaugurata il 4 novembre 2014: Paradosso è un'opera ispirata alla Madonnina, che rimarrà nella Cattedrale di Milano fino alla fine di Expo, come tutte le altre opere posizionate sulle Terrazze del Duomo.
La mostra di sculture di Tony Cragg, quindi, sarà allestita sulle Terrazze del Duomo a partire dal 16 aprile 2015, e continuerà fino al 31 ottobre prossimo. L’inaugurazione, a cui non si può assolutamente mancare, si terrà giovedì 16 aprile 2015 alle ore 18.00, eccezionalmente con ingresso libero al pubblico con salita a piedi dalle Terrazze lato nord (Piazza del Duomo / lato C.so Vittorio Emanuele II) a partire dalle ore 17.00.
TONY CRAGG. DIALOGO CON IL DUOMO. PER LA PRIMA VOLTA SULLE TERRAZZE UNA MOSTRA DI ARTE CONTEMPORANEA PER EXPO 2015
Terrazze del Duomo di Milano
16 aprile 2015 – 31 ottobre 2015
Inaugurazione 16 aprile 2015 - ore 18.00
Ingresso libero dalle ore 17.00 fino ad esaurimento posti
Salita a piedi alle Terrazze lato nord
(Piazza del Duomo / lato C.so Vittorio Emanuele II)
Ingresso con biglietto di salita alle Terrazze
Salita a piedi: € 7,00 / € 3,50
Ascensore: € 12,00 / € 6,00
in collaborazione con 8ARS di Stefania Trolli e Arturo Nardini
Sito Web: http://www.duomomilano.it/it/
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Dal 19 al 24 Aprile 2015 andrà in scena “Teatro-Cucina, intrattenimento conviviale in 5 portare e 2 atti”, presso l’Atelier di Teatro in Polvere in via Bastia 15. Il sipario si apre su una tavolata a forma di ferro di cavallo apparecchiata con tovaglie damascate, piatti in metallo e coccio, cucchiai di legno e posate d’argento, bicchieri smaltati, anforette di terracotta. Appena entrati, gli spettatori prendono posto al banchetto per diventare commensali di un insolito spettacolo teatrale nel quale musica e farina, danza e acqua, canto e vino rallegrano e nutrono corpo e anima: “Teatro-Cucina, intrattenimento conviviale in 5 portare e 2 atti” è uno spettacolo da mangiare, da ridere e da ricordare.
Il rito del cibo e del vino, cuore di Teatro-Cucina, affonda le radici nella cultura popolare. I piatti serviti in scena sono legati alle tradizioni, intrecciati a racconti del passato: sapori della memoria, colori della terra, canti e danze che raccontano la vita. Ognuna delle cinque portate è legata alla drammaturgia quindi lo stile narrativo cambia in base alle pietanze preparate e servite. Il cibo scandisce lo spettacolo dal riso alle lacrime, dall’ironia pungente e rinfrescante all’amore nella sua accettazione più pura.
Valentino Infuso inizia a immaginare a Teatro-Cucina nel maggio 2000, Elisabetta Faleni co-autrice ne firma la regia, il debutto dello spettacolo avviene nel novembre 2001 a Milano dopo 18 mesi di preparazione, contando ad oggi circa 300 repliche col tutto esaurito e lunghe liste d’attesa. Nel 2003 lo spettacolo venne impreziosito nella sua parte gastronomica dallo chef pluripremiato Davide Oldani, in qualità di vero e proprio Compositore del Gusto. Per le prossime repliche la compagnia ha il privilegio di presentare al pubblico una variante del menù elaborata dal creatore della “cottura emotiva”, il cuoco Gustavo Lamandragola.
Teatro-Cucina® può essere definito come un approccio gastronomico al teatro: si racconta la vita, nelle sue fasi salienti, attraverso il cibo. Il legame tra le pietanze e la drammaturgia è stretto al punto tale che se una vivanda dovesse essere sostituita, anche l’azione scenica dovrebbe essere modificata. Questo legame rende preferibile, ai fini di una fruizione ideale, che lo spettatore non sappia quali siano le portate che gli verranno servite fino al momento in cui non saranno evocate e create in scena dagli attori, scoprendole gradatamente all’interno del gioco scenico.
L’empatia dell’attore e del commensale è naturale e fondamentale per il godimento dell’azione teatrale. Il cibo, medium emozionale tra attore e spettatore, racconta la vita, non una in particolare, ma quella in cui ognuno si riconosce, attraverso piccoli gesti, impercettibili sfumature dell'esistere, nella memoria di suggestioni, odori, sensazioni. Uno spettacolo che fonde teatro e cucina, entrambe forme potenti di crescita culturale ed entrambe fonti di nutrimento fisico e spirituale.
Teatro-Cucina Intrattenimento conviviale in 5 portate e 2 atti
Di Elisabetta Faleni & Valentino Infuso
con Corinna Agustoni/Elena Callegari, Paola Crisostomo e Valentino Infuso e con il Musico Roberto Zanisi Compositore del Gusto #2: Gustavo Lamandragola
Regia di Elisabetta Faleni da un progetto di Valentino Infuso
Milano, dal 19 al 24 Aprile 2015 Atelier di Teatro in Polvere - Via Bastia 15
Domenica 19; Martedì 21; Mercoledì 22; Giovedì 23; Venerdì 24;
Atelier di Teatro in Polvere – Via Bastia 15 Inizio spettacolo: ore 20,30
Costo
Intero: 60,00€ - ridotto (under23 e over70): 45,00€ Agevolazioni gruppi: ogni 10 paganti l'11° è omaggio Ingresso riservato ai soci Dulcamarateatro: quota associativa 2014/2015 - 6,00€
Prenotazioni e informazioni
Virginia cell.320 8186817 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatroinpolvere.it
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Sabato 18 e Domenica 19 aprile, al Teatro Officina, va in scena "Studio sul Prometeo incatenato di Eschilo", prodotto da Atelier Teatro.
Atelier Teatro propone una rivisitazione inedita del mito di Prometeo, archetipo della ribellione, ladro del fuoco per altruismo, truffatore divino e vittima di orrende torture.
Lo spettacolo nasce da una serie di incontri con un gruppo di adolescenti del Liceo Cremona di Milano e dalla loro attualizzazione dei temi del mito: il rapporto tra uomo e tecnologia, la spettacolarizzazione della violenza, la necessità di prendere posizione di fronte al potere. Queste riflessioni sono poi state condivise e sviluppate sul palco da un gruppo di giovani attori del Teatro Officina, che hanno elaborato insieme ad Atelier Teatro un testo originale in cui mito e modernità si illuminano a vicenda. Doppiamente esposti alle eredità traumatiche del secolo scorso e alle incertezze di un presente carico di conflitti, dialogando col mito, i ragazzi affermano il valore della narrazione e della condivisione delle esperienze, per mantenere accesa quella fiamma che può ancora illuminare il cammino dell'uomo.
Teatro Officina – via Sant’Elembardo, 2 18 aprile ore 21.00 – 19 aprile ore 16.00 STUDIO SUL PROMETEO INCATENATO DI ESCHILO a cura di Atelier Teatro Con Marco Giacomini, Giulia Salis e i ragazzi del laboratorio “Il centro dell’emozione” del Teatro Officina
INFO:
Teatro Officina – Via S. Erlembardo, 2 – 20126 Milano MM1 Gorla | Bus 44 e 86
Informazioni e prenotazioni:
LUN-VEN: 9.30-17.30 tel: 02.2553200 fax: 02.27000858 cell: 3491622028 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatroofficina.it
Orari spettacoli: Feriali ore 21.00 – Festivi ore 16.00
Ingresso con tessera associativa annuale €10 Prenotazione gratuita e obbligatoria sul sito www.teatroofficina.it
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Fondazione Stelline, in occasione della Milano Design Week 2015, mescola Leonardo Da Vinci con il design.
Come? Presentando il progetto di Vittorio Bifulco Troubetzkoy e Giovanni Pelloso.
Un tavolo in acciaio brunito di quattro metri e dodici sedute. Il tavolo, attorno al quale ci si accosta, è simbolo di accoglienza, di condivisione e di conciliazione. La superficie del tavolo ha una sola faccia e un unico bordo. Simbolo dell'infinito, non conoscendo divisione tra il dentro e il fuori, il conosciuto e lo sconosciuto. Questa opera rappresenta Cristo, colui che serve. Simbolo di unione, Gesù è maestro di comunione e di servizio. Poste a raggiera, le sedute sono dodici a rappresentare gli apostoli; tutte brunite a eccezione di una, quella che simboleggia Giuda, con una superficie a specchio. In Giuda, tutti si possono riconoscere quando l'azione si accompagna alla falsità e al solo interesse personale e particolare.
Arte sacra, design e iconografia classica vanno d’accordo in un prodotto dal disegno minimale e il significato profondo.
Magnifico luogo per confrontarsi con il design e con altre meravigliose opere contemporanee che verranno ospitate dalla Fondazione Stelline.
THE LAST SUPPER. Contemporary sharings
Corso Magenta 61, MI
Dal 14 aprile al 10 maggio 2015
Orari: martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Aperture straordinarie: 15, 17, 18 aprile 2015 fino alle 22
Ingresso libero
Tel: +39 0245462411
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