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La Milano Fashion Week è alle porte. E noi di Nerospinto non possiamo non segnalare uno degli eventi più alternativi ed originali di questa Settimana della Moda milanese. Dal 22 al 24 febbraio, lo Spazio Asti17 a Milano, accoglie un’altra edizione di NATURA DONNA IMPRESA Verso Expo 2015: uno degli eventi di  “moda critica” più cool dell’anno, un salotto per brand emergenti che fanno del “critical fashion” e dell’eco design, uno stile di vita.

Nella Capitale della Moda e del Design, NATURA DONNA IMPRESA è un evento che non passa…ma SEMINA! Ogni anno idee nuove, progetti innovativi, sfide e obiettivi importanti.

Accompagnerà le tre giornate espositive di Natura Donna Impresa Verso Expo 2015, un ricchissimo calendario di eventi che avrà una suggestiva apertura in occasione dell’inaugurazione di venerdì 22 febbraio. Alle ore 14.00, in Piazza Duomo a Milano, si terrà un performance omaggio a PIPPA BACCA,  artista milanese tragicamente scomparsa nel 2008 mentre stava compiendo una performance itinerante “Spose in viaggio” che proponeva di attraversare in autostop  11 Paesi colpiti da guerre, vestita in abito da sposa per portare un messaggio di pace. Una performance “NON SFILATA” attraverso il centro di Milano che vedrà in scena donne di tutte le età vestite in abito da sposa bianco. Un simbolico omaggio al lavoro di una grande artista.

NATURA DONNA IMPRESA presenterà allo Spazio Asti17, circa 30 designer emergenti (tutte donne) che metteranno in mostra e in vendita le proprie creazioni. A contorno della mostra, momenti conviviali, incontri su tematiche inerenti la Moda, lo Stile, l’Immagine e tutto ciò che è “green critical fashion”. Sara Biondi 22-24 febbraio 2013 Spazio Asti17 – Milano www.naturadonnaimpresa.com

Tanto tuonò che alla fine piovve.

È proprio il caso di dirlo per l’uscita nelle sale di Promised Land il film di Gus Van Sant che ancor prima di venire completato nel montaggio aveva già scatenato la reazione delle potenti lobby petrolifere e di buona parte della politica e della stampa americane.

Sarebbe facile parlare di film di denuncia e ancora più semplice parlare di pellicola in odore di censura o peggio, ma in realtà Promised Land è esattamente il lavoro cinematografico a cui Van Sant ci ha abituati da sempre. Uno spaccato della società contemporanea su cui lo spettatore è chiamato a riflettere e a confrontarsi. Chiunque abbia visto Paranoid Park e Elephant ha subito lo stesso processo degli spettatori di Promised Land e si è fatto la stessa domanda: io che farei al posto dei protagonisti? Ecco, allora possiamo parlare di un film di coscienza. La coscienza degli spettatori chiamati dal regista a interrogarsi su come va fuori. Che succede fuori di casa, dal nostro ufficio e dalla nostra cerchia familiare. Promised Land è la dichiarazione di impegno civile che Van Sant e gli attori trasportano nella pellicola sforzandosi di fare anche un bel film.

In realtà il film bellissimo non è. Manca di personalità vera tanto che non si fa fatica a inserirlo nel filone dei film di denuncia che ci sono arrivati in maniera copiosa negli ultimi anni dagli Stati Uniti.

Basta pensare a Clooney o Crowe e alle loro pellicole sulle aziende farmaceutiche o le grandi industrie di tabacco. Insomma, le intenzioni di Gus Van Sant sono più che buone ma in Promised Land decisamente si perde. Il film è piatto, non emoziona e non decolla. Neppure nel momento in cui i protagonisti iniziano il loro riscatto di coscienza nei confronti della società.

E allora come mai Promised Land è stato così osteggiato e criticato? Ovviamente per la storia.

Per la sceneggiatura intesa come racconto; e quello che racconta il film è davvero sconvolgente perché parla di persone e di vita reale al tempo della crisi economica globale.

In un giorno qualsiasi due agenti di una grossa compagnia vengono inviati in una cittadina rurale con lo scopo di convincere gli abitanti a cedere i loro terreni così da poterli successivamente trivellare ed estrarne gas naturale. L’idea della grossa compagnia è che una manciata di agricoltori, certamente non benestanti e stretti dalla morsa della crisi, non avranno difficoltà a cedere le loro proprietà. Sembra un compito abbastanza semplice per i due agenti inviati nell’America rurale più chiusa e meno colta ma non è così. La globalizzazione non riguarda, infatti, solo gli interessi finanziari e l’economia ma anche le coscienze e ad opporsi alla grande compagnia c’è Dustin Noble, attivista ambientale, grande persuasore di folle e cittadino preparato.

La Terra Promessa è degli americani che la coltivano e che la rispettano.

Questo dice la coscienza di tutti e questo vuole l’impegno civile che deve ripartire appunto dalla terra, dalle radici. Che non avvenga mai che il bisogno di sopravvivenza possa essere usato da chi vuole danneggiare il bene e la salute delle persone.

Matt Damon nei panni del protagonista ritorna in un ruolo che nel passato gli ha portato molta fortuna: il carrierista che decide di stare alla fine dalla parte degli oppressi.

Era il 1997 e Coppola lo scelse per L’uomo della pioggia. Gus Van Sant ce lo ripropone in Promised Land. Niente da dire. La parte l’ha imparata bene.

 

 

Si è spento ieri uno dei luminari della fotografia contemporanea, uno dei protagonisti in assoluto di questa forma d’arte che è da sempre riuscito a farsi apprezzare anche all’estero grazie alle sue eccezionali capacità interpretative, uniche nel loro genere. Nerospinto non poteva che ricordare quest’ immensa perdita dedicando a Gabriele Basilico uno spazio al fine di esaltare la sua straordinaria personalitá di grande artista visivo.

In più di trent'anni la sua carriera non ha smesso di brillare con innumerevoli  successi, le sue produzioni artistiche esposte sia  in Italia che all'estero e mostrate in un gran numero di libri e cataloghi fotografici, sono state piú volte coronate dagli allori di innumerevoli premi internazionali.  Basilico studia Architettura a Milano tra la fine degli anni Sessanta ei primi anni Settanta all'epoca delle proteste studentesche, eventi che lo hanno portato ad utilizzare la fotografia come mezzo per documentare la situazione politica in profondo fermento. E’ al 1978 che risalgono i celebri scatti di una zona industriale nei pressi di via Ripamonti, a Milano, per l'Istituto d'Urbanistica: edifici apparentemente ordinari che grazie ai suoi scatti guadagnano nuove vesti di inaspettata dignitá e delle nuove identità. "Dopo aver sviluppato le pellicole e stampato le immagini", spiega, "ho pienamente realizzato questa differenza estetica."Agli inizi della sua carriera ha subíto influenze importanti quali quelle di maestri della fotografia come Eugene Smith e Billy Brandt, ma ben presto sposta la sua attenzione da eventi e persone prediligendo i paesaggi.  Per questo la scelta di trasferirsi dal centro della città alle periferie per rimanere in stretto contatto con le aree produttive urbane i cui edifici, apparentemente insignificanti, mediocri, alle volte deprimenti, lo avevano da sempre affascinato per la loro vita nascosta e la loro energia latente, pronta ad essere catturata e documentata. Amante del cinema neo-realista, tra i suoi preferiti  ‘Il posto’ di Ermanno Olmi, nel 2006 lavora attivamente nel cinema co-dirigendo la fotografia di ‘Come l'ombra’ di Marina Spada che è stato presentato al Festival del cinema di Venezia e a Montpellier, dove ha vinto il Prix de la Critique. La sua prima mostra importante è ‘ritratti di Fabbriche’ che si è tenuta nel 1983 presso il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano. L'anno successivo, è stato l'unico artista italiano a prendere parte alla Mission Photographique de la DATAR, un progetto di ricerca sul paesaggio francese. Un altro momento fondamentale della sua carriera è a Berlino nel  1991: appena un anno dopo la fine di una lunga guerra civile, ha interpretato la capitale libanese per un progetto promosso dalla scrittrice Dominique Eddé. L'obiettivo era quello di documentare la realtà senza intenzioni politiche o sociali. Negli anni successivi, ha lavorato in Italia e in Europa: tra i progetti più importanti, una ricerca su un'area urbana di Berlino, nel 1999, un’inchiesta su Valencia nel 2000, LR 19/98 nel 2001 progetto testimone delle aree urbane abbandonate in Emilia Romagna. Nel 2003 torna nel nord della Francia e in Beirut, ritrae gli edifici più moderni del Portogallo e prende parte alla quinta Biennale Internazionale di Architettura e Design di San Paolo. Dal 2004 al 2006 ha lavorato in diverse città italiane (Napoli, Mantova, Bari e Reggio Emilia, tra gli altri), a Barcellona, ​​Lisbona e nel Principato di Monaco.Nel 2007 opera per la prima volta negli Stati Uniti, nella Silicon Valley, su incarico del Dipartimento di Fotografia del San Francisco Museum of Modern Art. Nello stesso anno, avvia il progetto ‘Mosca Verticale’ ritraendo la cittá in una serie fotografica insolitamente a colori.

Tra i meriti piú prestigiosi, nel 1990 ha ricevuto il Prix Mois de la Photo di Parigi, mentre nel 1996 ha vinto il famoso Osella d'Oro come miglior fotografo di Architettura alla sesta Biennale di Architettura di Venezia. Nel 2000 gli è stato assegnato il premio INU dall'Istituto Nazionale di Urbanistica, dopo due anni, il suo volume di Berlino ha vinto il premio PhotoEspaña per il miglior libro fotografico dell'anno. Nel 2007 ha ricevuto il Premio Internazionale di Fotografia Architettura per la Fondazione Astroc di Madrid.

Formatosi come architetto, i suoi scatti danno una visione precisa e tagliente, intensa e non convenzionale del mondo. I nostri occhi solitamente sfuggono al paesaggio urbano circostante, gremito di edifici apparentemente immobili e inanimati, abituati alla nostra vita frenetica non vediamo altro che questo. Ed è proprio qui che nasce e si sviluppa il genio di un grande fotografo quale è stato Basilico. Nelle sue foto non vediamo solo un mucchio di mattoni, i suoi edifici è come se acquisissero una vita tutta loro, le sue fotografie è come se parlassero, da sempre storie di denuncia e importanti spunti di riflessione. Nerospinto lo ricorda e lo ammira per questo modo tutto suo di cogliere in uno scatto quello che sta al di lá di ció che focalizzano i nostri occhi. Sono davvero pochi gli scatti in grado di cogliere quest’essenza profonda delle cose e i suoi sicuramente lo sono.

Noi di Nerospinto adoriamo il film muto e ci spingeremo a questo evento!

Mercoledì 20 FEBBR h 20.30 – A TOUCH OF SWING AUDITORIUM SAN FEDELE, Via Hoepli 3/b, Milano, MM Duomo il pianista Paolo Alderighi sonorizza:

LONG PANTS un film muto del 1927 di FRANK CAPRA Biglietti 7 € / 4 €

Il pianista Paolo Alderighi, grande talento del jazz italiano, sonorizza il film Long Pants (1927) di Frank Capra, con musiche ispirate al Touch of Swing degli anni Venti. Film di vertiginosa e mai banale comicità, film ibrido e visionario, sospeso tra la romance e la commedia, con lampi di film noir e di cinema d'avanguardia. Sviluppa un tema che fu centrale nella narrativa nordamericana a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento: il conflitto tra innocenza ed esperienza, gentilezza della provincia e corruzione urbana. Il sogno è la chiave di volta di tutta l’architettura comica del film. Da sottolineare una delle migliori prestazioni del comico Harry Langdon nei panni di un adolescente timido e sognatore.

Presenta Fabio Vittorini

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Il vintage fa capolino a Como! Nella storica Piazza San Fedele di Como, il nuovo design concept store GLOOOK, ha inaugurato, nei suoi spazi dedicati al design, il primo Vintage Shop…
Un vero e proprio salotto dove l’eco-design incontra la moda vintage: accessori, calzature ed abiti… Un ambiente accogliente, dove poter sfogliare una rivista di moda,  scambiare quattro chiacchere con amiche sorseggiando una spremuta d’arancia e curiosare tra i capi vintage e retro selezionati, con cura, dai titolari.
Bag anni ’30,’40’,’50, cappotti “retro style”, cappelli “Audrey Hepburn style”: tutti scovati dai proprietari di Gloook in giro per il mondo. Ogni singolo pezzo è unico! Una vera e propria “Vintage Limited Edition”. Il Vintage Shop nasce in collaborazione con Il Salotto, una piccola realtà comasca, che da anni si occupa di vintage…e di fashion.
Sei un vintage fashion addicted? Ami come noi uno style vintage? Vintage Shop c/o Gloook a Como ti aspetta per “uno shopping senza tempo”…

VINTAGE SHOP c/o GLOOOK Piazza San Fedele 21 – Como

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Anche quest'anno è arrivato "San Valentino", festività insulsa, senza ragion d'essere, l'ennesima trovata consumistica per spillare soldi alla gente.

Venerdì sera, andate contro le masse, siate controcorrente, odiate San Valentino, odiate gli innamorati: "Cool Kids Can't Die" unisce Carnevale a San Valentino, festeggiando un "Single Carnival Party".

Perché festeggiare la festa degli innamorati quando, per la maggior parte dei casi, nessuno lo è? Perché essere felici e radiosi, quando si può odiare l'amore e comportarsi da uccello del malaugurio?

In occasione di tale ricorrenza, il Toilet Club si trasforma, inoltre, in una succursale degli studi Mediaset: come a "C'è posta per te", sarà possibile scambiarsi messaggi, d'amore o d'odio non fa differenza, che saranno poi letti durante la serata.

Anche questo Venerdì Dress Code: All The single Ladies, Beyoncè, Maria de Filippi, Cupido. Io opterò per la presentatrice tv, con la sua  aggraziata voce da tenore, voi?

info utili:

INGRESSO GRATUITO con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP

 www.circolotoilet.it

Costi tessera Arci: 13 €

Bibite 3 €, cocktail 7 € 

TOILET CLUB

via Lodovico il Moro 171, Milano

Francesco Zingaro

Arrivano a Cernobbio le GIRLS' NIGHT OUT

Pink Night? Le notti rosa dedicate al popolo femminile fanno capolino sul Lago di Como. Giovedì 21 febbraio, alle ore 21.00, nella splendida cornice di Cernobbio, sarà inaugurata la prima di una lunga serie di GIRLS' NIGHT OUT nel rinomato cafe&restaurant Caffè Posta. Il centro di Cernobbio accoglierà eventi nuovi ed originali studiati ad hoc da News-Eventicomo, giovane e frizzante realtà di Comunicazione ed Eventi di Como. GIRLS' NIGHT OUT: party in rosa in onore dell'universo femminile ma aperto anche agli uomini! Si tratta di serate ricche di novità: ospiti, performance, allestimenti a tema, djset, fotografi, sweet buffet e tanti premi! Nel segno della creatività e dell'originalità, Pink Night ad ingresso libero per tutti. La serata inaugurale di giovedì 21 febbraio avrà come ospiti lo staff di Inchiostro Rosso Tattoo, uno degli studi di BODY ART più noti ed apprezzati del territorio. Un'artista si esibirà in una performance di BODY PAINTING su modella e sarà a disposizione dei clienti che avranno voglia di farsi disegnare qualcosa sul corpo. La performance sarà ripresa da IR Tv, la televisione di Inchiostro Rosso Tattoo che ha lanciato il primo Tattoo Reality Show! Il video della serata sarà online su You Tube. In un ambiente allestito a tema, con dettagli femminili, un buffet di dolci e leccornie sarà a disposizione dei clienti: caramelle, marshmellow, biscotti e tante golosità per rendere ancora piùd dolce e piacevole questa prima "notte rosa". Ad animare la serata il sound anni '70,'80 e '90 di Divi dj da BM RADIO, una nota web radio del territorio. I più grandi successi del passato ritornano al Caffè Posta per farvi ballare e divertire. Sarete immortalati da una dispettosa fotografa che durante la serata si divertirà a cogliervi di sorpresa... UNO SCATTO RICORDO! Le foto saranno condivise sulle pagina Facebook del Caffe Posta e di News-Eventicomo. Taggatevi!

Pensate sia finita qui? No! Tutte le donne durante la serata saranno omaggiate di un chupito: un "cocktail in rosa" ideato per le GIRLS' NIGHT OUT e potranno vincere interessanti PREMI  messi in palio da Inchiostro Rosso Tattoo e dal Caffè Posta di Cernobbio. Viziare e coccolare le donne? Must delle GIRLS' NIGHT OUT!

Per informazioni: News-Eventicomo Relazioni Pubbliche al numero 339 8582462

A noi di Nerospinto piace chi parla di tematiche contemporanee e controverse.

La nuova produzione di PACTA. dei Teatri porta ancora una volta al Teatro Oscar il grande regista Virginio Liberti: dall’1 al 17 marzo 2013, L’ISOLA DEI RIFATTI - Omaggio al Grand Guignol, in prima assoluta con Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini, Annig Raimondi, Carlo Decio, per la regia di Virginio Liberti, anche autore del testo, scritto appositamente per la Compagnia.

In una prestigiosa clinica per la chirurgia plastica, situata in una sperduta isola, accorrono persone da tutto il mondo per correggere le imperfezioni facciali, eliminare rughe fastidiose, rimodellare fianchi squadrati, seni e sederi piatti: ricche signore, attori famosi, assassini di ogni sorte, criminali coinvolti in sequestri, commercio di organi, cannibalismo.

"Commedia, satira sociale e truculenta violenza mescolati insieme nella migliore tradizione del teatro del Grand Guignol. Ho voluto scrivere il testo L’isola dei rifatti per parlare di un virus e della sua crescente pandemia a livello planetario. Questo virus si chiama Alcatraz e può colpire ovunque una persona adulta, in ogni continente, a qualsiasi ora, superando le differenze linguistiche, le avversità meteorologiche e le disuguaglianze economiche.

Alcatraz può trasformare un matrimonio felice in un campestre cimitero per scarafaggi in pensione, una meravigliosa passione con una marziana in un elenco infinito di nevrosi, l'amore per il proprio lavoro in un “tumore” fatto di gesti sempre più tristi e pensieri sempre più sgrammaticati. Di Alcatraz conosciamo gli effetti, non le sue cause.

Tendenzialmente, chi non è stato colpito non crede alla sua esistenza e fa molta fatica a individuarlo nella propria vita. E questo ritardo nella diagnosi di Alcatraz può avere nefaste conseguenze: ci si ritrova improvvisamente in un'isola circondata da onde bellissime, alte e insuperabili."

Virginio LibertiVirginio Liberti è nato nel 1965 in Brasile e dal 1990 risiede in Italia, dove ha messo in scena testi di Kafka, Copi, Koltès, Pinter, Bernhard, Heiner Muller e Beckett. Assieme ad Annig Raimondi, Maria Eugenia D'Aquino, Riccardo Magherini di PACTA . dei Teatri ha portato in scena L'omosessuale o la difficoltà di esprimersi di Copi, successo del Festival di Sant'Arcangelo 2005. Nel gennaio 2011 ha curato la regia di Questa sera si recita a soggetto di Luigi Pirandello prodotto dal Teatro Stabile di Torino e nello stesso anno con la Compagnia di PACTA . dei Teatri ha portato in scena A porte chiuse di Jean Paul Sartre. Grand Guignol, teatro parigino attivo dal 1896 al 1952, fondato da Oscar Métenier e caratterizzato dalla realizzazione scenica di un genere drammatico orrorifico, con la rappresentazione di fenomeni di spiritismo, esperienze paranormali, depravazioni morali, torture e ogni sorta di terrori. Il teatro del `grande fantoccio' sviluppa la poetica realista, nella direzione di una rappresentazione esasperata ed enfatica della degenerazione morale e materiale degli strati sociali più bassi.

Privo di valenze etico-politiche di denuncia e piuttosto compiaciuto della spettacolarizzazione talora drammatica, talora farsesca della realtà conobbe, oltre a una iniziale fase verista, un periodo imperniato sulla follia e uno sull'esperienza sadico-erotica. In Italia, dove non ebbe grande diffusione, il genere fu introdotto nel 1909 da Alfredo Sainati.

 

Teatro Oscar

Dall’1 al 17 marzo 2013 – prima assoluta

 

L’ISOLA DEI RIFATTI di Virginio Liberti Omaggio al Grand Guignol

Regia: Virginio Liberti; 
con Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini, Annig Raimondi, Carlo Decio.

Spazio scenico e luci: Fulvio Michelazzi.

Costumi: Horacio De Figuieredo
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Suono: Tommaso Taddei
.

Produzione: PACTA . dei Teatri, Compagnia Gogmagog in collaborazione con Regione Toscana.

Spettacolo inserito nell’abbonamento ‘Invito a Teatro’.

 

INFO:

Teatro Oscar,

Via Lattanzio 58, 20137  (Milano
MM3 - Staz. Lodi T.I.B.B. | Tram: linea 16 Fermata Tito Livio - Lattanzio | Filobus: linea 92 - Fermata Umbria – Comelico)

Informazioni: tel: 02.36503740 | sito web: www.pacta.org | e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Orari spettacoli: MART-SAB 21 | DOM ore 17

Orari biglietteria: LUN-SAB: 16.00-19.00 e 19.30-21.00 l DOM dalle 15.30 a inizio spettacolo

COSTO BIGLIETTI: Intero €24 | Ridotto e Convenzioni €18 | Under 25/Over 60 €12 | CRAL e gruppi €10 (min 10 persone) | Prevendita €1,50 –

 

ABBONAMENTI: OSCAR 9 spettacoli 80,00€ - CARD AMICI DI PACTA 5 spettacoli a 55,00€ - CARTA TANDEM, dedicata alle coppie, 2 ingressi a 2 spettacoli a 38,00€

Presentata all’ultima edizione della mostra del cinema di Venezia, la pellicola di Anderson è già candidata a tre premi Oscar e si annuncia come il film più atteso del 2013

 

Ci sono voluti quasi due anni di riprese e più di una location tra la California e le Hawaii, oltre che un cast di attori tra i più quotati ma il risultato ha premiato tutti.

The Master si annuncia, infatti, come il film capolavoro del 2013, candidato a ben tre Oscar e considerato di fatto la migliore performance del regista e sceneggiatore Paul Thomas Anderson. La pellicola pone l’accento sul mondo delle sette, un fenomeno mondiale ma che negli Stati Uniti vede ogni anno un proliferare di leader e di adepti che rendono la società e la collettività americana permeate da influenze e poteri occulti e insieme pericolosi.

In The Master in protagonista, Freddie Quell, è un soldato con diversi disturbi neurologi e psicologi che un giorno incontra Lancaster Dodd, un imbonitore che ha inventato un metodo di introspezione che sperimenta sul disturbato Marine. Freddie sembra trarre giovamento dalle cure e dai consigli di Dodd e da quel momento ha inizio un sodalizio che li vedrà percorrere insieme un lungo tratto di strada. Anche se il loro viaggio finirà con l'offrire loro esiti assolutamente diversi. La pellicola che prende spunto da una delle sette più famose e potenti d’America presenta, però, risvolti sociologi e positivi e un finale che spiazza del tutto lo spettatore e che rende il lavoro di Anderson originale e affascinante oltre ogni dubbio.

L’autore e regista di The Master fa parte di quella generazione di registi che, come il collega e grande amico Quentin Tarantino, non ha imparato a fare cinema nelle scuole ma guardando migliaia di film in video e che ha una conoscenza enciclopedica della tecnica e della cultura cinematografica. Celebri sono infatti le sue scene “corali” dove le vite e le storie dei suoi personaggi si intrecciano e si confondono tra loro e altrettanto nota è la sua tecnica nell’utilizzo del piano sequenza come scelta registica identificativa. The Master non fa eccezione e regala allo spettatore un film di grande qualità, con una sceneggiatura ricca di colpi di scena e di risvolti inattesi. Come la storia d’amore che nasce tra Freddie, ossessionato dal sesso e dalle donne, e la figlia di Dodd, interpretata da una solare e deliziosa Ambyr Childers.

Perfetta anche la scelta degli attori protagonisti, Phoenix e Hoffman, che si confrontano mettendo in gioco tutti i loro comportamenti devianti, e riuscendo a gestirli in maniera del tutto diversa ma ugualmente costruttiva. Alla fine del film si ripensa allo spazio angusto in cui i due si erano incontrati la prima volta mettendolo a confronto con quello in cui finiscono con il ritrovarsi uniti e al contempo divisi più che mai. Anderson fa in modo che lo spettatore si accorga da solo di quanto proprio in quelle due location si sintetizza il senso di un'opera che sa andare oltre la narrazione su una setta potente e miliardaria. L'ultima inquadratura, infine, riapre il film e chiude l'analisi sociologica e psicologica che è il vero fil rouge dell’intera pellicola. Ad accompagnare le scene e i dialoghi c’è ancora una volta la musica di Jonny Greenwood, compositore e leader del gruppo musicale dei Radiohead, tra i collaboratori più amati dallo stesso regista. The Master, ha sfiorato il Leone d’Oro a Venezia ma si è candidato comunque a tre premi Oscar prestigiosi non smentendo i successi che sono propri del regista e sceneggiatore Anderson come l’Orso d’Oro a Berlino con il film Magnolia e il premio come miglior regista a Cannes 2002 con Ubriaco d’amore.

The Master applauditissimo dai critici e dal pubblico americanouscirà nei cinema italiani il prossimo 3 gennaio e sicuramente è tra i film da non perdere nel prossimo 2013.

 

 

Ci spingiamo negli approfondimenti storici!

Presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema di Viale Fulvio Testi 121, dal 27 febbraio al 27 marzo, Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con la Fondazione ISEC e Istituto Lombardo di Storia Contemporanea, propone cinque appuntamenti dedicati all’approfondimento storico attraverso il cinema. Il trait d’union delle pellicole proposte è il tema della crisi economica, e lo scopo è quello di esaminare come il mezzo cinematografico si sia confrontato con questo argomento. La rassegna segue un ciclo di incontri e lezioni rivolto agli insegnanti a cura del MIC.

 

Nel 1939 John Steinbeck scriveva uno dei grandi capolavori della narrativa americana, The Grapes of Wrath (letteralmente “I semi dell’odio”). Dalle pagine del testo emergeva un’analisi sociologica impietosa e feroce, attraverso la quale l’autore si scagliava contro quelle distorsioni della società statunitense rese ancora più gravi ed evidenti dalla pesante recessione economica in atto nel Paese. John Ford diresse il processo di trasposizione cinematografica del testo di Steinbeck realizzando Furore, uno dei film hollywoodiani più progressisti e liberali di sempre, premiato con un Oscar nel 1941.

Compongono il ciclo altri titoli come Fango sotto le stelle (Elia Kazan, 1960), il cui sfondo sociale è quello del new deal di Roosevelt, e con esso il razzismo, il progresso in contrasto con le ragioni della terra e del cuore, la dignità delle persone, mentre l’Oscar al miglior documentario 2011 Inside Job (Charles Ferguson, 2010)e Capitalism: a love story (Michael Moore, 2009) si concentrano sulle cause della crisi finanziaria mondiale del 2006-2010, mettendo a nudo la corruzione sistemica negli Stati Uniti attuata dall’industria dei servizi finanziari.

Infine, a concludere la rassegna è la volta di Margin Call (J.C. Chandor, 2011), thriller ambientato nell’alta finanza che coinvolge gli uomini chiave di una grande banca di investimenti durante le drammatiche ventiquattro ore che precedono la crisi finanziaria del 2008.

 

Schede film e calendario proiezioni

Mercoledì 27 febbraio

ore 15 Furore (John Ford, USA, 1940, 129’)

Primi anni ‘30, Tom uscito di prigione scopre che la terra della fattoria di famiglia è stata espropriata dalle banche. Senz’altra scelta carica i nonni ed i familiari su un camion e dall’Oklahoma partono verso la California con le loro poche cose e la promessa di una terra fertile. Conosceranno lotta, miseria e paghe da fame, ma i sopravvissuti si rimetteranno in piedi.

 

Giovedì 7 marzo

ore 15 Fango sulle stelle (Elia Kazan, USA, 1960, 109’)

Chuck Glover deve convincere i proprietari terrieri di Garthville a cedere le terre situate lungo il fiume Tennessee, per consentire al governo la costruzione di un sistema di dighe. Si scontra con l’ostinazione di Ella, un’anziana proprietaria, e con l’odio razziale che si ritorcerà anche contro di lui. Compiuto il suo lavoro riparte: con lui va Carol, la nipote di Ella che nel frattempo è morta.

 

Mercoledì 13 marzo

ore 15 Inside Job (Charles Ferguson, USA, 2010, 120’)

Documentario sulla bolla finanziaria scoppiata nel 2008 e ancora tragicamente attiva. Attraverso ricerche e interviste ai principali membri della finanza, politici e giornalisti viene analizzato il gotha finanziario degli Stati Uniti: Lehman, Goldman Sachs, Bush, i lobbisti...

 

Giovedì 21 marzo

ore 15 Capitalism: a love story (Michael Moore, USA, 2009, 127’)

Sullo sfondo del passaggio di consegne tra l’entrante amministrazione del neoeletto Barack Obama e quella uscente dell’ex presidente Bush, il documentario mostra le conseguenze provocate negli Stati Uniti dalla crisi economica mondiale e le responsabilità delle Corporazioni.

 

Mercoledì 27 marzo

ore 15 Margin Call (Jeffrey C. Chandor, USA, 2011, 109’)

Le ultime 24 ore di una banca di investimenti nella crisi del 2008, lo sguardo dal ponte dal grattacielo di Wall Street: un file annuncia il fallimento ed inizia l’ultima possibilità, corsa contro tempo e persone.

MODALITÀ D’INGRESSO:

Biglietto d’ingresso intero: € 5,o0

Biglietto d’ingresso ridotto: € 3,00 

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,o0

Presentando un biglietto ATM all’ingresso sarà applicato il prezzo ridotto.

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