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È complicato parlare di un film come Un chateau en Italie perché non è una brutta pellicola e la Bruni Tedeschi come cineasta non se la cava neppure male.

Il problema rimane l’estrema personalizzazione della trama, la scelta del cast e soprattutto la scrittura filmografica per la quale la regista si è fatta anche aiutare da una sceneggiatrice dotata come Agnès de Sacy.  

Per cui dopo Uomini che odiano le donne Valeria Bruni Tedeschi prova a scrivere e a portare sullo schermo, a suo modo, donne che odiano gli uomini…ma non è completamente vero neppure questo perché l’intera pellicola è un gigantesco omaggio alla figura di suo fratello Virginio, morto da qualche tempo e la cui memoria la regista vuole ricordare e omaggiare con un lavoro troppo intimistico e privato per poter commuovere o convincere appieno lo spettatore.

E quando la regia e la storia traballano è normale che anche gli attori si spengono e si ridimensionano nei propri ruoli. Per niente brillante allora risulta l’interpretazione di Filippo Timi nel ruolo del fratello malato, troppo coinvolta e troppo decadente la Bruni Tedeschi nel ruolo della protagonista e del tutto incredibile Louis Garrel nel ruolo di Nathan.

Parlare di se stessi in un film è la cosa più difficile per un regista, anche se poi Ozpetech, Weiss e Rossellini lo hanno fatto benissimo, ma bisogna appunto essere tanto bravi e la regista di Un chateau en Italie probabilmente non è ancora pronta per storie così complesse e personali.

La pellicola racconta la storia di Louise, quarantenne profondamente sola e triste, appartenente a una nobile famiglia decaduta che possiede un vecchio castello nella pianura piemontese attraversata dal Po. Una vita spenta la sua che sembra accendersi solo quando incontra Nathan, un giovane attore che inizia a corteggiarla con passione. Louise però è molto legata a Ludovic, suo fratello, malato di Aids. Il giovane Nathan cerca di starle vicino e di sostenerla ma il desiderio ossessivo di una gravidanza con il compagno compromette il rapporto tra i due. Louise rimane nuovamente da sola dentro una vita di cui non trova il senso e la direzione. Nel frattempo muore anche l’amato fratello Ludovic e la donna sembra davvero non avere più forze né volontà di reagire.

Arriva però la svolta e tutto rifiorisce e riprende in una catarsi del dolore che è anche nelle intenzioni della regista un viaggio di salvezza e redenzione attraverso il cammino del contrappasso.

L’idea in sé rimane bella. Valeria Bruni Tedeschi cerca di lasciare aperto uno spiraglio su una speranza che a volte sembra venire meno in molte esistenze, cerca di confezionare un percorso di dolore e di rinascita tutto al femminile ma alla fine non ci riesce.

Il film è spento. Doloroso senza essere amaro, illusorio senza essere positivo.

La figura delle donne e del loro universo così complicato e affascinante ne escono a pezzi.

Un vero peccato!

 

 

Dopo 50 anni ritorna nelle sale un film che ha fatto la storia del cinema italiano: Il Gattopardo di Luchino Visconti.

La Sicilia, la sua storia, il suo popolo e  i suoi paesaggi, questo è l'essenza del capolavoro tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e che potrete rigustare il 10 novembre al Cinema Anteo,ma con qualcosa in più, che non avete mai visto.

Si tratta dei 12 minuti censurati dalla prima versione del capolavoro di Visconti, reinseriti nel restauro cinematografico eseguito dalla Cineteca di Bologna per il progetto "Il cinema ritrovato" .  Finalmente potrete vedere quelle scene che non arrivarono nemmeno a Cannes, dove il registra si presentò con la versione accorciata a 185 minuti.

Che cosa contengono di così sconvolgente quei dodici minuti da meritare la censura?

Il restauro mostra come ad essere censurate furono scene di conflitto di classe e rivolte contadine estranee al romanzo di Tomasi di Lampedusa, ma vicine alla fede marxista di Visconti.

 

 

Informazioni

10 novembre ore 10.00

Anteo spazioCinema

Via Milazzo 9, Milano

www.spaziocinema.info

 

Interrotta per tre episodi a causa della tragedia di Lampedusa, la serie ha concluso, brillantemente, il 10 ottobre scorso dopo una maratona di due serate e ben sei episodi.

Ci eravamo lasciati con Lecter che aveva portato dalla sua parte la giovane Abigail di cui aveva scoperto più di un segreto e che teneva legato a se con una sottomissione psicologica che legava entrambi a un patto illecito e indissolubile. L’agente Will, però, indagando su gli efferati delitti di un killer che sotterra le sue vittime, creando una sorta di totem con il loro corpo, quasi fossero un macabro trofeo, comprende che Abigail è coinvolta in qualche modo e decide di sottoporla a un serrato, insieme con il collega Alana. L’intuizione del profiler dell’FBI è buona ma Lecter lo convince a desistere e a mantenere il segreto che Abigail sa sul conto di Hannibal e che ha cercato di far intuire intendere a Will. Il killer cannibale, però, ha tanti altri nemici che desiderano fortemente la sua morte o perlomeno di metterlo definitivamente in trappola, tra loro lo scienziato psicopatico e omicida, Franklin, che espone le corde vocali delle sue vittime in modo che possano “letteralmente” suonare come in un violoncello. Il suo tentativo per attirare l’attenzione di Hannibal e per distruggerlo naufraga però miseramente e Lecter e Franklin si ritrovano faccia a faccia per la resa dei conti. La fine dell’antagonista è segnata e Hannibal ancora una volta prevale “eliminando” i proprio nemici nella maniera a lui più consona. Una scena che segna la chiusura della prima stagione del prequel nel modo più spettacolare possibile.

Gli ultimi episodi di Hannibal vedono anche un cammeo importante. Torna sulle scene di una serie televisiva Gillian Anderson, la celebre agente Dana Scully di X File. 

Nel prequel l’attrice interpreta il ruolo della bionda e algida Bedila Du Maurier, terapeuta di Hannibal Lecter che lo convincerà a parlare del suo rapporto con Will e scoprirà alcuni dei segreti più importanti del serial killer cannibale.

La prossima stagione si aprirà dunque con una rinnovata caccia all’uomo da parte dell’FBI alla luce di nuovi indizi e nuove rivelazioni.

 

 

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Creatività. Moodboard. Tendenze. Fashion.

La creatività di giovani talenti espressa su originali moodboard di tendenze nella Factory del Fashion, luogo del pensare e del fare voluto dall’Accademia Aldo Galli di Como.

Ma cosa è la Factory? E’ uno spazio, un luogo “fuori dal tempo” dove regna sovrana la creatività, dove le idee nascono e si trasformano in progetti di moda. La Factory è una ex officina-fabbrica, riadattata a spazio di lavoro e di condivisione, dell’Accademia Aldo Galli di Como, Università dell’Alta Formazione del gruppo internazionale IED. Qui gli studenti del corso di laurea in Fashion & Textile Design respirano e vivono la moda sotto il coordinamento di Marina Nelli, stilista, esperta di moda, di tessuti e di stili… Con la sua sua profonda passione trasmette  agli studenti l’amore per la moda!

La Factory è contenitore di creatività, di idee, di sperimentazione. Un grande baule delle meraviglie che aperto svela tutto il suo splendore. Tra stoffe e pezze, tra moodboard e riviste di moda, tra fashion book ed oggetti di design, tra mock-up e scatole ricche di curiosità, la Factory dell’Accademia Aldo Galli di Como forma Talenti. Si, i Talenti della Moda. Oggi curiosi studenti e domani validi professionisti del Fashion!

La Factory è un vero e proprio laboratorio creativo del Fashion…

www.accademiagalli.com

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Ricetta tratta dal libro I Magnifici 100: piatti golosi, completi e colorati per mangiare sano (edizioni Gribaudo), più che un ricettario, una vera e propria bibbia del piatto unico.

 

Ingredienti

320 g di riso Venere

240 g di lenticchie rosse

600 g di carote

1 cucchiaio di zenzero grattugiato

2 cucchiai di miele liquido

olio

sale

 

Fate cuocere il riso e le lenticchie. Incorporate lo zenzero al miele e fate riposare il composto. Tagliate a tocchetti le carote e cuocetele a vapore per 10 minuti. Con un frullatore a immersione riducete in purea le verdure e le lenticchie, unendo un filo di olio e un pizzico di sale. Preparate ogni piatto con il riso Venere e la vellutata al centro; con un cucchiaino versatevi un po’ di miele e servite.

 

Il riso Venere deve la sua colorazione alla presenza di uno strato esterno ricco di antiossidanti, che rallentano o prevengono il danno cellulare. Questo involucro non viene eliminato con la lavorazione, permettendo di avere un riso integrale più ricco di nutrienti e fibra. L’abbinamento con la lenticchia rossa crea un piatto nutrizionalmente adeguato, vista la ricchezza in vitamine, sali minerali e proteine vegetali.

Claudia Biondini

Chef prêt-à-porter, catering & Banqueting, showcooking e corsi di cucina. Solo su http://claudiabiondini.com/

 

ALEXIS KNOX IN ESCLUSIVA PER NEROSPINTO

Il dado è tratto, il giorno è giunto.  Alphabet riapre il sipario per una nuova stagione. La serata electrochic per eccellenza di Milano ritorna dall'8 novembre ogni venerdì notte nella nuova sede del Rocket.

La prima volta, si sa, non si scorda mai e Alphabet lo sa bene: per questo motivo, la prima serata della nuova stagione sarà resa ancora più indimenticabile dalla presenza di una guest star d'eccezione.

Stiamo parlando di Alexis Knox,celebrity fashion stylist e collaboratrice di brand come Adidas, dj e vera e propria icona del nightclubbing londinese. Alexis è pronta a farvi ballare al ritmo della sua personale selection "Ilovethissong", insieme alla dj resident di Alphabet, Enza Van De Kamp.

Nerospinto ha avuto l'onore di intervistarla in esclusiva.

Vi regaliamo così un assaggio di Alexis, in attesa di vederla live domani [da leggere tutta d'un fiato].

 

L: So che apprezzi il tè, soprattutto se servito a Brick Lane in un vintage tea party dove si parla di stile. Quindi, anche se non saremo fisicamente uno di fronte all’altra e non potrò ringraziarti di persona per l’intervista, la prima domanda è: latte o limone?

A: Nessuno dei due! Amo il Chai tea latte (caffelatte aromatizzato con tè speziato) ed è molto difficile trovarne uno cremoso al punto giusto!

 

L: Ė difficile presentarti a chi non ti conosce, come tutte le personalità particolarmente eclettiche. Fashion stylist che vanta innumerevoli e importanti collaborazioni con esclusivi designer di moda come Sergei Grinko e brand sportivi ad esempio Adidas. Fashion Editor, DJ e consulente personale di numerose celebrità non solo musicali del calibro di Bruno Mars,  Jessie J, Likke Li, Nicola Roberts, M.I.A. e Daisy Lowe per citarne alcuni.

In Italia ti basterebbe solo pubblicare un libro di cucina per raggiungere la celebrità e ci sarebbero persone pronte anche a candidarti in Parlamento.

Ma per tornare al tuo lavoro, quali sono gli elementi della tua personalità che ritrovi in ogni tuo progetto, pur diverso che sia?

A: Penso sia molto importante, in quanto stilista, non dominare un progetto con il proprio stile personale, ma invece prendere in considerazione tutti gli aspetti dello stile e del gusto di una persona. Buona parte del mio lavoro è colorato e istrionico e penso che gli elementi cyber kawaii fumettosi siano il mio marchio di fabbrica e che non siano solo ciò che faccio e che amo fare. L'onestà è ciò che contraddistingue ogni mio progetto: ad esempio, quando vesto un artista, non mi intrometto dicendogli cosa indossare, si tratta sempre di una collaborazione. Sono lì per far emergere la sua personalità e renderla visibile all'esterno.

 

L: “It’s all about attitude” è una tua citazione che ho letto in giro per descrivere la tua idea di stile.

Quando si lavora con celebrità musicali con una chiara e ben definita personalità, come riesci a trovare un terreno comune su cui sviluppare la tua visione di stile cucita sulla loro immagine?

A: Comunicare è vitale.  Mi piace conoscere in anticipo l'artista con il quale lavoro o, se il tempo stringe, mi basta una breve chiacchierata prima di cominciare. In questo modo loro (gli artisti ndr) sanno che non sono lì per prendere il loro posto, ma per lavorare al loro fianco, per ottenere qualcosa di originale e memorabile.

 

 L: Quali celebrità italiane, se ce ne sono, ti piacerebbe vestire?

A: Amo Bianca Balti, è cool e ha un'attitudine positiva verso la vita. In più è bella, ma la bellezza non è ciò che mi interessa.  Amo il modo in cui è in grado di portare la sua personalità e il suo senso dell'avventura nella carriera di modella.

 

 L: Hai collaborato con lo stilista Sergei Grinko non solo come fashion stylist ma anche come special guest per il suo after show party SS2014.

La sua ultima collezione si chiama Anatomically Correct, contro una ricerca di perfezione anatomica, una sorta di celebrazione della bellezza dell’imperfezione umana.

Quando ti guardi intorno, quali sono le imperfezioni o le alterazioni di quello che si indossa che ti fanno pensare “Questo è un nuovo stile”?

A: Amo lavorare con Sergei Grinko e il suo fantastico team. Sergei ha la mia stessa visione della vita: trovare il bello in ciò che è oscuro e distorto. Inoltre giocare con le forme e le silhouttes è qualcosa che ispira entrambi.

Nel mio lavoro, prendo ispirazione da molteplici fonti, che siano la sottocultura notturna o l'arte concettuale. Non si può essere sempre certi che quel qualcosa sarà un successo, si tratta quasi sempre di nuova fase emergente, di qualcosa che è sul punto di esplodere. A volte vale la pena rischiare ...

 

L: Sei uno dei 5 creativi dall’ UK che è stato scelto per il progetto MIADIDAS, dove ti è stata data la possibilità di personalizzare un paio di Adidas trainer.

Raccontaci qualcosa di questa esperienza, a cosa ti sei ispirata?

A: Adoro Adidas, vestendo tutti i giorni Adidas per me è stata un' esperienza eccitante. Sapevo esattamente quale tipologia di scarpe usare, le Adidas Superstar 2, anche dette " dita dei piedi a conchiglia".

Sono appassionata di street style della vecchia scuola, passando dall' HipHop allo stile ska. Perciò le Superstar 2, essendo profondamente legate allo stile hiphop, erano il paio di scarpe giusto sul quale concentrarmi.

Indosso molte stampe, ci tenevo a mantenere un design audace, in maniera da indossare le scarpe per molto tempo. Ho dunque scelto il nero, il bianco e il rosso. Ho provato con il giallo e il verde, ma ho pensato che qualcosa di più pulito e grafico potesse adattarsi meglio al mio stile. Penso che la gente si aspetti di vedere una scarpa super colorata, ma il mio stile da giorno è estremamente grafico e street, non qualcosa di già visto.

 

L: Ho estrapolato da alcune interviste le tue indicazioni per un corretto outfit e, più in generale, per farsi guidare nella scelta di quello che si indossa.

3 regole: fondere la propria personalità alle mode, buona qualità dei capi e divertimento, senza prendersi mai troppo sul serio.

Ne ho dimenticata qualcuna? Ci sono altre regole da seguire?

A: Penso che vadano bene! La chiave sta nel sentirsi a proprio agio con ciò che si sta indossando, anche se si tratta in realtà di un outfit scomodo, l'importante è che per noi sia il migliore.

 

L: Quali sono in questo momento, i fashion designer più interessanti e chi ami particolarmente?

A: Ovviamente Sergei Grinko, la sua  teatralità ed eleganza nel ritrarre una donna "con le palle", per me è fonte di ispirazione. Amo Maria Ke Fisherman e i suoi vestiti cyber che uniscono la street culture e l'alta moda. Mi piace il brand di moda maschile AdaXNik di Nik Thakkar e Ada Zanditon, la sua realizzazione tecnica e l'attenzione per il brand e le campagne, che sono semplicemente perfette.

Amo anche Tolga Ozturks (abbigliamento maschile), che è audace e colorata pur restando prettamente maschile, la sua attitudine street, che rende i suoi vestiti perfetti per il ragazzo dei nostri sogni. Quando si sceglie nel proprio guardaroba, al di là della personalità e dello stato d’animo, è imprescindibile pensare all’occasione o alle persone per cui ci si veste.

 

 L: Se dovessi uscire per incontrare te stessa, cosa indosseresti?

A: Indosserei qualcosa che metta in evidenza i miei punti forti, ma allo stesso tempo confortevole e che non richieda troppe cure, qualcosa che non parli al posto mio. Ovviamente, se si tratta di un appuntamento, indosserei qualcosa che possa attirare l'attenzione! Apprezzo chi ha il senso dello stile, l'importante è che ciò sia naturale e che non richieda sforzi, altrimenti non è credibile e perde tutta la sua magia.

 

L: Ho letto che la tua esperienza di DJ è nata collaborando al Circus, locale esclusivo londinese frequentato anche da molte star. I club spesso sono le vere giungle dove nascono fenomeni e stili che anticipano le mode o rivelano quelle che avranno successo.

Sei d’accordo? Quali sono i club o le città nel mondo che da questo punto di vista sono fonti di ispirazione per il tuo lavoro di fashion stylist?

A: Jodie Harshs Circus è stato davvero un punto di riferimento durante il periodo trascorso a Londra. Ho iniziato gestendo le liste alla porta, dunque potevo decidere chi far entrare e chi no. In quel periodo era uno dei miei nightclub preferiti assieme al Boombox e Tailor Trash. Era un posto pieno di ragazzini, drag queens, amanti della moda e celebrità. Avevamo tutti, da Kate Moss a Amy Winehouse e Alexander McQueen e, come potete immaginare, stare alla porta mi ha consentito di conoscere molta gente! Al termine, salivo nella postazione del dj e raggiungevo Jodie e DJ Kris di Angelis e fu allora che Jodie mi passò i piatti! Kris mi disse poi come era andata la serata.

Londra sarà sempre la mia casa e una grande fonte di ispirazione. Mi piacerebbe visitare il Giappone e la Corea e trascorrere più tempo a Los Angeles e New York. Ovviamente adoro stare a Milano il più tempo possibile, le strade sono piene di passanti eleganti e perfetti.

 

L: Venerdì sarai ospite della serata inaugurale della nuova stagione di Alphabet, presso il Rocket in Alzaia Naviglio Grande 98.

I tuoi DJ set si chiamano “I love this song!” perché spesso lo senti dire dal pubblico delle tue serate. Ho intercettato alcune tue performance, so che ami molto l’old fashion garage  e in generale la musica anni '90. Che cosa hai in mente per la tua selezione musicale? Dai una piccola anticipazione a noi di Nerospinto?

A: Porto sempre con me una buona dose di Girl power! Ci saranno dei momenti in cui canterò come una vera diva e in più amo il rave e dunque pomperò molte basi.

 

L: Cosa c’è invece nella tua playlist e cosa ascolti ultimamente?

A: Girl Power sotto forma di Destiny's Child, Brooke Cand, Spice Girls e Iggy Azalea; ritmi cattivi sotto forma di French Montana, Migos, NERD e ASAP Rocky.

 

 L: L’uomo e la donna più fichi degli anni '90.

A: Uomo più fico non saprei, donna più fica Geri Halliwell aka Ginger Spice

 

 L: Un consiglio a chi oggi pensa di diventare una Fashion Stylist.

A: Divertiti molto, lavora molto e sii sempre gentile. Essendo un lavoro da sogno, sei fortunato anche solo a  metterci un piede, sii riconoscente per ogni esperienza che fai e fai qualunque cosa meglio di quanto potresti.

Dopo aver conosciuto il mondo di Alexis Knox, non potrete fare a meno di vederla in veste di dj, per una serata da iscrivere negli annali della notte milanese, riservatevi una poltrona d'onore!

[Intervista di Luca Mirmina/Traduzione a cura di Letizia Carriero]

 

ALPHABET OPENING PARTY, Special Guest ALEXIS KNOX (London)

Friday November 8th Rocket Alzaia Naviglio Grande 98 Milano

Info e liste: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Mob: 348/8826632

 

Il 7 novembre apre il Nuovo Grande Museo del Duomo di Milano, uno spazio collocato nel perimetro di Palazzo Reale, curato e organizzato dall'architetto Guido Canali, che ha riportato a vista le antiche volte medievali e ordinato in ventisette sale tredici percorsi tematici.

Lo spazio copre la bellezza di 2000 mq di superficie e ospita materiali che contano 626 anni di storia del Duomo.

 

La raccolta, quindi, è molto vasta e varia, sono presenti dipinti, sculture, vetrate, arazzi, e il prezioso Tesoro, fino ad oggi conservato nella Cattedrale milanese, che rimane tutt'ora uno dei più importanti di tutta Europa, proprio perché scampato agli espropri napoleonici; custodisce arredi, avori e capolavori inestimabili di oreficeria.

 

Il museo riapre grazie alla volontà della Fabbrica del Duomo, che in questi ultimi anni, come tutti avremo potuto notare, nonostante la crisi, ha continuato a investire nella conservazione e valorizzazione della cattedrale. Un lungo restauro e manutenzione per il Duomo, il nuovo museo e l'archivio, di fronte l'abside, che conserva la documentazione sulla costruzione del Duomo, che conta più di 5.000.000 visitatori annui.

 

L'inaugurazione del museo è accompagnata da un convegno internazionale "Le Colonne d'Europa" che si terrà il 5 novembre, dalle 9.30 alle 18.30 nella sala delle Colonne del Museo del Duomo (ingresso libero) e dalla proiezione in Duomo del racconto in video-mapping, dal titolo "History that made History", sullo sviluppo del Cristianesimo: dalla morte di Gesù all'Editto di Milano.

 

Il Corriere della Sera, in occasione dell'inaugurazione, dedica al museo una guida che raccoglie un ricco archivio fotografico e diversi contributi tra cui testimonianze di vari autori; sarà in vendita il 4 novembre in allegato al giornale al costo di 12,90 €, più il prezzo del quotidiano.

 

 

Il museo è aperto da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Il Lunedì è chiuso.

 

Per ulteriori informazioni potete visitare direttamente il sito del Duomo di Milano

www.duomomilano.it

oppure telefonare ai numeri

02.860358

02.72022656

 

Il costo d'ingresso è di 6/4 €

La notizia del cambio sede della Fondazione Forma è già stata confermata e discussa, ma, prima che venga messa superficialmente nel dimenticatoio, tornateci almeno una volta.

La Fondazione è ancora aperta e fino al 12 gennaio 2014 propone una curatissima e meravigliosa selezione di fotografie che son già state esposte sui suoi muri, hanno infatti fatto parte del programma espositivo della fondazione dal 2005 a oggi.

 

Una passione fotografica, questo il titolo dell'ultima mostra, inaugurata giovedì 17 ottobre, che porta l'obiettivo di ripercorrere questi otto anni di arte, di grandi autori, di azzardi e di grande e costante impegno.

 

Tutto per la passione che la fotografia movimenta e scatena, per le sue potenzialità, per la sua forza; per identificarla come un'arte, come un mezzo di comunicazione fondamentale per il mondo in cui viviamo.

 

Un linguaggio in grado di esprimere tutto: idee, concetti, stile; un linguaggio in grado di dire tutto anche rimanendo in silenzio, un linguaggio in grado di avvicinarsi a ognuno di noi senza alcun tipo di distinzione, un linguaggio in grado di mostrare, indicare, convincere, sensibilizzare, affermare; un linguaggio che sa voltare pagina.

 

 

Tra le opere esposte sarà possibile rivederne alcune firmate di Richard Avedon, Elliot Erwitt, Maurizio Galimberti, Nino Migliori, Robert Capa, Piergiorgio Branzi, Gianni Berengo Gardin, Stefano Cerio, Lorenzo Cicconi Massi, Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, William Klein, Wendy Sue Lamm, Andrew Zuckerman, Massimo  Siragusa, Martin Parr, Erwin Olaf, Phil Stern e altri ancora.

 

 

La mostra sarà aperta con i seguenti orari:

da martedì a domenica,  10 - 20,

giovedì 10 - 22.

 

Ha un costo si soli 4 €: per otto anni di mostre, direi che è il minimo.

 

Per ulteriori informazioni potete chiamare ai numeri

02.58118067

02.89075419

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Oggi vi parliamo di Parsifal, uno spazio, una possibilità, un luogo dove ritrovare armonia, equilibrio e benessere; un luogo dove ritrovare discipline di Antica Tradizione da sempre al servizio dell’essere umano, del suo desiderio di crescita ed evoluzione consapevole. Nato a Milano nel 2004, il Centro Parsifal si presenta come una scuola, un’associazione sportiva dilettantistica che propone corsi di Yoga, Pranayama, Meditazione Zen, Kinesis Defence e Tai Chi Chuan. L’intento di Parsifal, nel proporre l’insegnamento, è proprio quello di interpretare ogni singola disciplina, secondo il potenziale proprio alla sua tradizione, nel rispetto di un metodo che corrisponde al concetto di “disciplina”, intesa come educazione a un processo di ascolto che parte dal corpo per andare sempre più in profondità. L’essere umano può davvero intraprendere un percorso di crescita in se stesso, portando alla luce ciò che di più puro e integro contiene la sua natura, vivendo questo percorso all’interno della quotidianità, integrandolo con la vita in un continuo movimento di armonizzazione, che porti benessere, equilibrio e concentrazione. Per sostenere l’individuo in questa ricerca, il Centro Parsifal ha scelto di puntare sulla serietà e la preparazione dei suoi istruttori, sulla ricerca di qualità che si esprime, inoltre, nell’accurata preparazione dell’ambiente di pratica: cura dei dettagli, scelta scrupolosa dei materiali e delle suggestioni sensoriali, luci, colori, suoni e profumi che creano un’atmosfera quieta e intensa. Prendendo il nome dal cavaliere della tavolo rotonda, personaggio che più di ogni altro incarna quei principi di ricerca, di viaggio di un uomo alla scoperta di se stesso, anche il Centro Parsifal si ripromette di aiutare i suoi allievi a compiere un viaggio che li porterà a essere in grado si svolgere un’azione diretta nella vita, di acquisire consapevolezze e forze adatte a realizzare fino in fondo il proprio percorso di vita. Tra i tanti corsi che il Centro propone vi sono: lo Yoga Integrale al caldo, una disciplina che  viene fatta solo da Parsifal in Italia, L’arte dell’incenso , nel quale si percorre la storia di questa sostanza e si impara a creare l’incenso, ‘La via del silenzio mentale” incontri atti a introdurre alla Meditazione, Meditazione notturna, o Notte di Meditazione,  Tecniche di rigenerazione e Yoga in Gravidanza.

Nerospinto vi aggiornerà sulle attività del Centro e vi illustrerà nel dettaglio tutti i corsi presentati da Parsifal Yoga, per cui rimanete sempre collegati per non perdervi nessuna delle loro iniziative!!

Stay Tuned!

 

asd Parsifal

viale Gorizia, 6

20144 Milano

cf 12227610156

sede. 02/89423673

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www.parsifal-yoga.it

"...appena usciti dal sonno, per quei pochi secondi, siamo creature primitive"

Rosso è un cortometraggio indipendente di Andrea Bauce, un regista di 24 anni di Milano.

La sua avventura da regista è nata dalla costanza, dedizione e passione che ha sempre nutrito per il cinema: dopo 3 anni vissuti a Londra, dove ha fatto i primi conti con il mondo della regia e ha sviluppato un'impronta 'british' importante, è tornato in Italia carico di idee e progetti, ad esempio con il documentario "Alla Ricerca dei Tesori d'Italia" (

), che volge uno sguardo verso gli scultori italiani, oppure con un recentissimo format d'intrattenimento che verrà  mandato in onda da questo Novembre su Sky: I cuochi pasticcioni.

 

Ma, tornando al suo ultimo progetto, al suo ultimo 'sogno': Rosso desidera raccontare quei pochi secondi, appena usciti dal sonno, quando "non siamo i "noi stessi" che conosciamo, ma esseri più in sintonia con la natura. Un attimo eterno che ci collega con un Mondo Primitivo."

Svelato il tema: quell'attimo eterno, quello che viviamo ogni mattina, molto spesso senza rendercene conto, molto spesso sottovalutandolo.

 

Un cortometraggio promettente e interessante. Andrea ha già iniziato le riprese e sta dedicando anima e corpo alla sua realizzazione, ma la strada è lunga da percorrere e ci sono ancora molte cose da fare. C'è la necessità di una piccola raccolta fondi, e anche Andrea ha deciso di farla attraverso il crowdfounding, un metodo collaborativo e intelligente che utilizza il denaro messo in comune per sostenere un progetto.

È un'ottima occasione per sentirsi parte di qualcosa, per contribuire alla nascita di un progetto artistico che ha tutte le carte in regola per avere un grande successo.

 

Il cortometraggio arriva a sfiorare tutti quanti noi, è avvincente e intrigante e può nascere anche grazie alla nostra generosità.

Rosso non ha bisogno di una somma insormontabile, con un piccolo sforzo si può arrivare a raggiungere il budget che serve a realizzarlo:  soli 300 €, che avranno l'obiettivo di ricoprire soprattutto le spese di post produzione e le attrezzature.

 

Coincidenza del caso: alcune riprese son state girate nelle suite del bellissimo Enterprise Hotel di Milano, location scelta da noi di Nerospinto per la realizzazione della festa di chiusura del festival della psicologia: insomma, lo stile si riconosce anche da queste cose!

 

 

 

Si può già pre-ordinare il DVD o con soli 5 Euro, puoi supportare il progetto e se lo desideri, potrai inserire all'interno dei crediti del film il tuo nome.

 

Questo è il link di riferimento per poter contribuire: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_3008.html

 

Per ulteriori informazioni:

Pagine Facebook di ROSSO: www.facebook.com/rossomattina1

Andrea Bauce: https://www.facebook.com/andrea.bauce.1

Web Site: www.andrea-bauce.com

 

 

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