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LORENZO CAPPELLANO, TATTOO ARTIST FIORENTINO, mette in scena l’opera di WILLIAM BLAKE
Firenze, 9 novembre 2013.
Dopo il tatuaggio raffigurante il volto di Cesare Pavese, che fece il giro del web e dei giornali di tutta Italia, Lorenzo Cappellano, in arte Lorenzo Arkadia dell’omonimo Tattoo Studio fiorentino, si cimenta nuovamente in una esperienza ad alto tasso “artistico” su inchiostro permanente.
L’ARTISTA fiorentino ha dato dimostrazione di grande capacità artistica e precisione assoluta. Una vera e propria opera d’arte.
SI FA PRESTO A DIRE “NUDE”!
Gli stilisti hanno parlato chiaro: dopo l’enorme successo in passerella, lo smalto nude si trasferisce dalle unghie delle modelle alle nostre, rendendole cool e raffinate. Oggi un’unghia bella e curata è caratterizzata da un colore soft, cipria, beige, delicatamente rosato, finemente limato a mandorla allungata e decisamente anni ’50.
Tra gli iniziatori del trend, vi è decisamente Dsquared2 che ha scelto gli smalti nude di Morgan Taylor per la nail art del fashion show.
Ora tocca a noi fermare sulle nostre unghie questo look senza tempo, grazie alle numerosissime offerte che ci offre il mercato per tutti i gusti e per tutte le tasche.
La ricerca del nude perfetto tuttavia non è semplice, poiché deve ben accordarsi al nostro sottotono di pelle. Una scelta azzardata con questi tipi di smalti è davvero fatale: un nude sbagliato può comunicare a chi ci sta intorno un nostro stato di malattia. Un esempio? Se siamo caratterizzate da sottotono freddo e scegliamo un nude sbagliato troppo caldo il contrasto farà sembrare le nostre unghie giallastre e decisamente non in salute.
L’alta profumeria ci propone moltissimi prodotti che i brand più prestigiosi hanno formulato per noi.
Cominciamo considerando le esigenze di quelle donne che hanno pelle e colori freddi.
Yves Saint Laurent ha presentato lo scorso anno “22 Beige Leger”, un beige rosato dal sottotono freddo.
Essie propone invece “Minimalistic”, un rosato freddo delicatamente lattiginoso.
Come non considerare l’iconico “Safari Beige” di Dior, il nude per unghie d’eccellenza! Pur virando ad un beige caldo, è perfetto per sottotoni chiari, poiché conferisce un’allure elegante che riscalda notevolmente la mano senza l’inconveniente sopra esposto. Questo perché vira ad un leggerissimo color cammello.
Indicato per i sottotoni più caldi è “565 Beige” di Chanel Le Vernis, luminoso se a sfoggiarlo è la mano giusta.
Per le donne abbronzate sono consigliatissimi “Camel” di Dior Vernis, un color sabbia scuro, e “So Vain” di Estee Lauder. E’ un caldo caramello shimmer.
Un nude decisamente democratico è “Organza” di Laura Mercier: ravviva la carnagione più chiara con piccoli glitter dorati e, per questo motivo, riscalda anche le pelli più scure.
Sono consigliati al pari di “Organza” e per le stesse caratteristiche anche “223 Beige D’Or” e “225 Beige Rose” di Chanel Le Vernis. Il 223 è leggermente più freddo grazie ai suoi glitter tendenti al platino, mentre il 225 è più caldo grazie al color dorato intenso delle sue componenti.
Scendendo di prezzo, trovano un meritato posto gli smalti Pupa, della linea Lasting Colours. Il brand propone un variegato ventaglio di smalti nude. Cominciamo da “104 Beige”, discretissimo, che uniforma semplicemente l’unghia e conferisce un look molto ordinato. “200 Pastel Pink” è più coprente e rosato.
“105 Pearly Beige” è più dorato. Bisogna prestare attenzione però, poiché è perlato: questa caratteristica rende molto riflettente lo smalto ed enfatizza le asperità o le righe di crescita delle unghie. Consigliamo di limare prima la superficie dell’unghia con una lima dalla grana sottile, appositamente studiata per trattare il corpo ungueale. “109 Stylish Nude” è più indicato per donne dai colori caldi.
Un altro nude delizioso è “Jane” di Zoya, molto luminoso e chic. In Italia, Zoya non si trova dappertutto, ma il sito ufficiale del brand (www.zoyacolors.com) mette a disposizione una lista di tutti i saloni rivenditori che trattano il brand presso cui è possibile acquistare questi prodotti.
Deborah propone un nude luminosissimo, per poter ottenere un effetto gel senza ricorrere alla lampada UV: “001”Shine Tech Gel Like è ultralucido e quasi specchiato.
E’ molto amato anche “Beige” di China Glaze, nude sofisticatissimo dall’ottimo rapporto qualità prezzo, soprattutto se acquistato su internet dove si possono trovare offerte molto convenienti
In una fascia ancora più bassa di prezzo possiamo trovare altri smalti ugualmente validi.
Sta diventando molto famoso “240 Australian Dawn” di Shaka, un bellissimo beige rosato delicatamente metallizzato. E’ molto carino anche “01 Hazelnut Cream Pie” della linea Glam Nudes di Essence. E’ molto particolare poiché è caratterizzato da luminescenze lilla-rosate.de
Insomma, si fa presto a dire “nude”! La ricerca del punto perfetto di beige sulle nostre unghie non è semplice ed è necessario sperimentare, provare e…innamorarsi di queste tonalità bon ton e simbolo di un’ eleganza mai scontata.
Tre storie, tre metropoli famose, amori e conflitti in corso per raccontare il modo di vivere di persone del tutto differenti tra loro ma accomunate da conflitti interiori e scelte di vita simili.
Probabilmente condizionato dalle vite parallele di Plutarco, Haggis firma a suo modo un altro lavoro sui sentimenti e sul romanticismo. Solo che questa volta decide di infilarci l’elemento novità del lato più oscuro che accompagna i protagonisti della sua pellicola.
Presentato lo scoro settembre, in anteprima, al Festival del Cinema di Toronto Third Person non ha mancato di stupire gli spettatori e di convincere più di un critico per la capacità straordinaria del regista di muoversi tra soggetti diversi e in location distanti tra loro.
Le storie di Third Person si svolgono a New York, a Parigi e a Roma. Nella pellicola francese, viene presentato agli spettatori un triangolo amoroso complicato ma decisamente originale, nella metropoli americana, la storia ruota attorno a una donna che cerca di riottenere la custodia di suo figlio, dopo che è stata accusata di aver tentato di ucciderlo. La sua tenacia e i suoi sforzi per dimostrare la propria innocenza sono raccontati in maniera intensa e coinvolgente, tanto da risultate quasi impossibile allo spettatore non identificarsi con il suo dramma. A Roma, invece, la trama si fa più complicata e dal vago sapore della spy story. Un uomo d'affari americano si innamora di una donna italiana e cercare di aiutarla in ogni modo a liberare sua figlia, rapita da un boss locale.
Third Person è quel genere di pellicola che io amo definire trasversale, che può colpire in egual modo la sensibilità femminile e lo scetticismo maschile. Un film da andare a guardare appositamente in coppia e che lascia spazio a ogni ulteriore confronto.
Bellissima la fotografia di Gianfilippo Corticelli che regala stralci di Parigi e New York da lasciare senza fiato. Il direttore della fotografia, però, non il solo italiano a lavorare a questa pellicola che si avvale anche di Dimitri Capuani e Luca Tranchino come Art Director, di Dario Marinelli come compositore della colonna sonora originale e delle scenografie di Raffaella Giovanetti.
Se a questo aggiungiamo una piccola parte nel film di Riccardo Scamarcio possiamo ritenerci davvero soddisfatti. Anche gli autori stranieri amano parlare italiano sul set cinematografico.
Rocky horror picture show. Questa sera riprende lo spettacolo non convenzionale del Diabolical Plan al cinema Mexico. Cari non convenzionali, finalmente è giunta la nuova stagione del Rocky Horror Picture Show al cinema Mexico, detto anche la "Rocky Horror House", uno degli ultimi cinema monosala di Milano: un vero gioiello della nostra città.
Nel caso qualcuno non lo sapesse il Rocky è un fantastico e coinvolgente spettacolo che viene fatto tutti i venerdì sera, da novembre a giugno, da ormai 32 anni, e che continua a riscuotere un grande successo, con una risposta dei fan davvero entusiasmante.
Uno spettacolo di paillette, cilindri e reggicalze, dal ritmo esilarante e trasgressivo che conta anche sul suo pubblico: libero di cantare, ballare, travestirsi e interagire con i personaggi del cast.
Come funziona? Mentre il film viene proiettato sullo schermo vi ritroverete le stesse scene a pochi metri dai vostri nasi: salutate la famosa 'quarta parete' del teatro, perché vi ritroverete faccia a faccia, e non solo, con Frank e tutti gli altri protagonisti!
I transilvani saranno presenti in sala già dal vostro ingresso al cinema, pronti a farvi divertire e a farvi entrare nello spirito della serata: saranno muniti di coloratissime casse contenenti i famosi kit di sopravvivenza, dei kit con tutto il materiale necessario per interagire al 100% con lo spettacolo, come il riso, trombette, guanti, giornali, carta igienica e tanto altro: imperdibili!
Quest'anno si inizia con qualche settimana di ritardo, cioè venerdì 15 novembre, ma la carica e la voglia di ballare il Time Warp è sempre la stessa!
Il biglietto costa pochissimo, solo 6 €, quindi se non siete ancora venuti, cosa state aspettando? Frank, Magenta, Riff Raff, Columbia e tutti gli altri son già lì, mancate solo voi!
Non mi resta che dirvi: Let's do the Time Warp Again! A stasera!
Il cinema Mexico si trova a due passi dalla stazione di Porta Genova, in Via Savona 57.
Per info potete andare sul sito www.cinemamexico.it oppure chiamare allo 02 48951802
Chi di voi cari lettori non si è mai trovato tra le mani un robot, soprattutto da bambini, o non si è mai lasciato affascinare da queste strane figure in un film o cartone animato? Qualcuno preferiva i classici in latta, altri i droni, qualcun altro ancora i cyborg. Insomma, tutti questi giocattoli sono stati protagonisti di migliaia di avventure. Per questo, Nerospinto è lieto di consigliarvi di passare al WOW - Lo Spazio Fumetto di Milano, che ha deciso di ricordarli e di raccontarvi la loro storia in una mostra davvero particolare.
Dal 26 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014, quindi, rivive il fantastico Mondo dei Robot tra fumetti, animazione, illustrazione, letteratura e cinema. Dai primi automi immaginati agli inizi del Novecento ai “robottoni” giapponesi che negli anni Settanta spopolarono nelle nostre tv, dalla letteratura di Asimov al cinema d’autore.
La storia dei robot si apre nel 1920, quando nel copione della commedia teatrale R.U.R. Rossumovi univerzální roboti (titolo italiano I robot universali di Rossum) del commediografo ceco Karel Capek comparve per la prima volta la parola “robot” per descrivere un essere artificiale creato dell’uomo al fine di svolgere al suo posto i lavori usuranti. Curiosamente nella pièce teatrale i robot non sono esseri meccanici, come saranno tutti i loro successori, ma uomini fatti nascere in laboratorio stile Frankenstein.
L'esposizione si apre con una panoramica dedicata alla “nascita” del mito moderno dei robot, nella letteratura e attraverso le matite dei maggiori illustratori/copertinisti della fantascienzacome Kelly Freas e Chris Foss, con alcune tra le loro più belle immagini, Karel Thole e Carlo Jacono, con le migliori copertine create per serie di grande successo tra cui Urania.
Un'apposita installazione introduce le tre leggi della robotica ideate da Isaac Asimov, che intorno ad esse ha costruito molti dei suoi racconti e romanzi. Nella finzione narrativa le tre leggi vengono programmate all'interno di ogni robot, in modo che non possa fare del male all'uomo, ma che anzi lo serva e obbedisca anche a costo della propria sopravvivenza. Per omaggiare degnamente il grande autore, è esposta una rara copia della prima edizione del capolavoro I Robot, autografata.
La parte centrale della mostra si concentra sul fumetto, il cinema e l'animazione. Spazio anche al più famoso combattente di robot dei fumetti, ossia Magnus, eroe di un futuro in cui le macchine hanno preso il sopravvento, disegnato da Russ Manning, grande autore di Tarzan, per i comic book statunitensi della Gold Key negli anni Sessanta e uscito in Italia grazie ai Fratelli Spada (esposti in mostra).
Sempre dagli Stati Uniti arrivano anche androidi dai sentimenti umani che si dedicano alla lotta contro il crimine, come Visione, membro degli Avengers insieme a Capitan America, Thor e Iron Man.
I robot sono presenti in abbondanza anche in cartoni animati e fumetti comici: da Rosie, la dispotica domestica meccanica armata di piumino, grembiulino e crestina dei Pronipoti, all'irriverente Bender della serie animata Futurama. E non possono mancare ovviamente gli uomini meccanici Made in Disney.
In Italia i robot arrivano presto e sono generalmente enormi, come ne Gli adoratori della luce sul giornale a fumetti L'Avventuroso (1940) e Il terrore di Allagalla del 1946, storie fantastiche che hanno ispirato Sergio Bonelli e Gallieno Ferri per la creazione del gigantesco Titan (1966), unodei primi nemici di Zagor, di cui sono esposte alcune pagine realizzate dallo stesso Ferri. Dall'altra parte del mondo, in Giappone, il mondo viene difeso da crudeli invasori grazie a Mazinga, Goldrake, Jeeg, Gundam e i più giovani Patlabor (di cui è esposto un modello alto 4 metri!) e Evangelion.
In mostra ci sono anche rodovetri originali, pupazzi, albi di figurine, fumetti, super 8, statue provenienti da collezioni private e altri oggetti che testimoniano la “goldrakemania” esplosa alla fine degli anni Settanta e le più moderne action figure dedicate ai robot. Alle sigle degli anime robotici è dedicato uno spazio apposito, in cui vengono esposti rari dischi d'epoca. C'è spazio anche per storie in cui il lato umano prende il sopravvento, come nelle avventure di Cyborg009, gruppo di eroici ragazzi metà uomo e metà macchina.
Il racconto dei robot protagonisti di pellicole cinematografiche di grande successo viene affidato ai manifesti cinematografici originali provenienti dall’archivio di Fermo Immagine – Museo del Manifesto Cinematografico di Milano: dal simpatico robot protagonista di un classico come Il pianeta proibito ai robottoni giapponesi diventati star del cinema per alcuni lungometraggi realizzati cucendo assieme alcuni episodi delle serie animate, da Metropolis a Terminator, da Wall.E all’ultimissimo Iron Man 3. In parallelo verrà inaugurata una mostra presso Fermo Immagine – Museo del Manifesto Cinematografico, dedicata a Star Wars, con particolare attenzione ai droidi della saga di George Lucas (i visitatori di una mostra che si presentano con il biglietto d'ingresso dell’altra potranno entrare con il biglietto ridotto).
Ospite speciale della mostra è Nathan Never, detective del futuro creato nel 1991 per Sergio Bonelli da Medda, Serra e Vigna. Nelle sue storie incontra robot, cyborg e androidi di tutti i tipi. Sono esposte tavole originali di Claudio Castellini, Max Bertolini e Sergio Giardo.
IL MONDO DEI ROBOT - Dal 26 al 12 gennaio 2014
WOW SPAZIO FUMETTO -Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata
Viale Campania 12 – Milano.
Ingresso 5 euro (ridotto 3 euro)
Lunedì chiuso
Da martedì a venerdì 15 -19.
Sabato e domenica 15-20.
Informazioni: www.museowow.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Nuovo giro, nuova corsa! Il weekend ritorna prepotentemente in quel della Sacrestia Farmacia Alcolica, per offrirvi il meglio della scena musicale alternativa e crossover, il tutto accompagnato da una buona birra o un delizioso piatto preparato con amore e con le migliori materie prime.
Il fine settimana parte in quinta con la "Festa del Cazzo" (solo per gente s-porca), l'appuntamento che da un anno a questa parte fa divertire migliaia di ragazzi e ragazze alla ricerca di un party senza pensieri, allegro e cool come pochi!
Appuntamento a venerdi 15 novembre con il djset a cura di Bold as Gold, John,Mary K e Jasta. Inizio h 22, free entry.
Sabato 16 novembre le sonorità cambiano e si fanno caraibiche, con reminescenze londinesi: l'house lascia infatti spazio allo ska, con il dj set di Shanty Town, che accenderà la notte con una selection reggae, ska, rocksteady, Jamaican R&b e soul!
Non mancherà l'appuntamento con i dj resident, Rudies On Time e Filippo Dr.Jekyll.
Start h 22, free entry
Il fine settimana si chiude in bellezza con la musica italiana di qualità, grazie ad un omaggio reso ad una delle più belle voci del nostro panorama musicale: Mina, la tigre di Cremona.
La Sacrestia Farmacia Alcolica presenta infatti "Macc canta Mina", tributo jazz-rock-new wave e jazz, con un twist maschile.
Ad interpretare il repertorio più recente di Annamaria Mazzini sarà infatti un ensemble maschile: Alessandro De Gasperi alla chitarra,Ivo Barbieri al basso, Giorgio Di Tullio alla batteria, Mario Zara alle tastiere e Fabio Macchitella - Macc alla voce.
Start 18.30, ingresso a numero chiuso su prenotazione.
Per info e prenotazioni: Valentina 388 3979020
I TICKET DELLA DOMENICA inizio ore 18.30:
SPETTACOLO + CONSUMAZIONE EURO 13.50 SPETTACOLO + CONSUMAZIONE E TAGLIERE EURO 18.50 SPETTACOLO + CENA EURO 33
offerte speciali se si viene in 4 o per 4 volte:
I TICKET PER 4 DEI POMERIGGI DELLA DOMENICA:
SPETTACOLO + CONSUMAZIONE per quattro EURO 48 SPETTACOLO + CONSUMAZIONE E TAGLIERE per quattro EURO 64 SPETTACOLO + CENA per quattro EURO 100
Il weekend della Sacrestia Farmacia Alcolica
Venerdi 15 novembre
Festa del cazzo
h 22, free entry
Sabato 16 novembre
Shanty Town
h 22, free entry
Domenica 17 novembre
Macc canta Mina
h.18.30, ingresso su prenotazione
tel Valentina 388 3979020
Si sente già nell’aria. Le vetrine dei negozi iniziano ad impreziosirsi e a colorarsi di rosso, argento, oro…in un turbinio di colori, luci e meraviglie. Andremo a scoprire alcuni angoli di Como dove si respira già il Natale, due graziosi negozi di complementi d’arredo e oggettistica che hanno già allestito le vetrine e gli spazi del negozio in perfetto stile natalizio.
Nel cuore del centro storico di Como, in via Diaz, si trova Milò Casa e Cioccolato, un atelier del bello in perfetto stile shabby chic, nato dall’esperienza nel settore del visual e dell’interior design di due sorelle, Miriam e Lorella da cui il nome del negozio “Mi-Lò”. Entrare nella loro “casa” è un viaggio sensoriale alla scoperta delle tradizioni nordiche perché tutta l’oggettistica, le decorazioni, i complementi d’arredo e gli arredi provengono, previa attenta selezione, dal Belgio, dalla Francia e dalla Danimarca… Orsetti di peluche, cuori di legno, candelabri, decorazioni per l’albero di Natale… e tantissime altre meraviglie per rendere il Natale un momento davvero magico e speciale.
Milò è anche delizia e gusto con una selezionata proposta di dolci, biscotti e cioccolati tutti prodotti in Italia da rinomati artigiani del gusto come Gobino, Bontà e Savoia, Gardini ed altri rinomati marchi.
A pochi metri da Milò, fuori dal centro storico, si trova il concept store S2 Style. Un negozio immerso nel verde in prossimità dello Stadio San Siro di Como. Nato nel 2011 dall’idea di Stefano, Sabrina e Simona, S2 Style è diventato il punto di riferimento per gli amanti di uno stile sobrio, di design e di buon gusto. Il concept store ricrea un appartamento con tanto di angolo camera da letto, salotto e cucina…
L’idea è proprio quella di far sentire i clienti a “casa propria” regalando emozioni. I titolari del negozio vogliono far star bene gli ospiti che entrano a scegliere un mobile o un complemento d’arredo…per la propria home o da regalare. Il Natale di S2 Style è accogliente, neutro…perché l’obiettivo è quello di far vivere la casa con stile anche sotto le feste natalizie. S2 Style propone dagli accessori per la cucina e il bagno agli arredi in legno, stile chalet di montagna, dalle candele profumate per ambienti a complementi d’arredo come cuscini, coperte, stoviglie…e poi tante idee originali e di classe da regalare ad amici e parenti.
Il Natale è in arrivo… Milò e S2 Style sono pronti ad accogliervi nelle loro accoglienti “home” per presentarvi il loro Natale tra decorazioni ed orsetti, candelabri e curiosità dal mondo…
www.milocasaecioccolato.it www.essequadrostyle.it
Ogni quarto week end del mese, il Centro Parsifal Yoga rinnova il suo appuntamento con Yoga Integrale al caldo!
Una disciplina che contraddistingue il Centro da tutte le altre scuole di Yoga d’Italia, dove non viene praticato.
Grazie a questa tecnica nata in India, dove ha avuto la sua massima realizzazione, si raggiunge una stato di rilassatezza muscolare e calma interiore che permette di superare più facilmente i blocchi psico-fisici e le tensioni accumulate durante il corso delle giornate.
Vi starete domando come sia possibile….
Il segreto è il calore: esalta la potenza degli effetti della terapia, stimola la percezione sensoriale e facilita il mantenimento delle asana.
La temperatura della sala di pratica, sapientemente riscaldata la notte precedente, ha lo scopo di ricreare un ambiente accogliente per l’allievo e di condurlo in modo del tutto naturale verso lo sviluppo di un atteggiamento positivo e aperto verso la vita in tutte le sue forme.
Si tratta di una tecnica non invasiva e molto rassicurante, volta a condurre il praticante verso la condizione di piacere fisico-sensoriale ed emotivo che rappresenta la massima espressione della sadhana, contribuendo a rinforzare la consapevolezza di sé e dei propri mezzi.
Tutto questo viene facilitato dall’ambiente in cui si svolge la lezione: profumo di fragranze agrumate, incensi ed essenze sempre accese che creano un’atmosfera di rilassata concentrazione. Il percorso è intervallato da piccole pause, che fanno comunque parte della tecnica, come il rito del cioccolato o del tea, che permettono di evitare che la temperatura corporea si alzi troppo, mantenendo però costante l’attenzione sull’esercizio.
Uscirete portando con voi una sensazione di rilassatezza e una ritrovata coscienza di voi stessi, un profondo stato di piacere e apertura verso la bellezza e l’armonia, che, con il prezioso aiuto di questa tecnica di antiche origini, possono essere ritrovate anche dall’uomo di oggi.
Venite a sperimentarla al nostro Centro!
CENTRO PARSIFAL YOGA
ASD Parsifal viale Gorizia, 6 20144 Milano cf 12227610156 sede. 02/89423673 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.parsifal-yoga.it
Lezioni di Yoga Integrale al Caldo: ogni quarto week end del mese
Per il mese di Novembre la lezione si terrà il 23/11/’13 al mattino. Per informazioni contattare il numero sopra riportato.
Nerospinto questa volta vuole raccontarvi di un film un po' di nicchia, un piccolo gioiello, passato quasi inosservato all'uscita nelle sale italiane, che ha suscitato nel nostro paese ben poco clamore al momento ma che ora sta diventando un cult. Stiamo parlando del film "Noi siamo infinito".
Il film del 2012 "Noi siamo infinito" alias "The perks of being a wallflower" diretto da Stephen Chbosky è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di formazione epistolare, edito in Italia con il titolo "Ragazzo da parete", scritto dallo stesso Chbosky. Il romanzo, uscito nel 1991 negli Stati Uniti, fu molto contestato, perché nonostante i giovani protagonisti il libro tratta, sebbene in maniera piuttosto garbata, di tematiche quali droga, omosessualità, suicidio, disagio psichico, sesso.
È il 1991, nella periferia di Pittsburgh. Il protagonista nel libro, come nel film, è Charlie, un giovane al primo anno di liceo, timido ed introverso, che passa la sua vita un po' in disparte, leggendo romanzi, ascoltando musica, pensando molto, osservando gli altri, chiedendosi se ed in che modo le persone che lo circondano possano essere felici, e scrivendo appunto i suoi pensieri ad un amico di cui non rivela il nome, ma che crede davvero possa comprenderlo ed ascoltarlo. Ad interpretarlo sullo schermo è l'attore Logan Lerman, noto per i film del ciclo "Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo" , che regala qui una performance inedita, davvero convincente e toccante.
"Ok, questa è la mia vita. E desidero che tu sappia che sono felice e triste al tempo stesso, e che sto ancora cercando di capire come ciò sia possibile."
Scrive Charlie all'inizio del romanzo.
Ė il punto di partenza di un percorso esistenziale e personale di incontro con il mondo e con sé stessi, che porta il personaggio a riscoprirsi in relazione agli altri ed ai propri desideri e sentimenti, in quel periodo così complicato e difficile che è l'adolescenza. Ma non aspettatevi una storiella giovanilistica né un banale cliché da romanzo per teenagers, questo film, così come il libro, ha un suo linguaggio, una sua estetica ed una sua poetica personali.
Oltre a Lerman, nel film troviamo altri due giovani promesse del cinema americano, Ezra Miller, rivelazione già nel film del 2011 We Need to Talk About Kevin,"... E ora parliamo di Kevin", che qui interpreta Patrick e la famosissima Emma Watson, che abbandonati i panni, per certi versi troppo stretti, di Hermione Granger nella saga di Harry Potter, ci regala tutta la sua abilità di attrice nel ruolo di Sam, in cui risulta così naturale e affascinante che non pare neppure stia recitando. Patrick e Sam sono i due co-protagonisti e personaggi principali insieme a Charlie, coloro che lo accoglieranno nel proprio mondo, "il luogo dei giocattoli difettosi" come lo definisce Sam nel film, che sapranno essergli amici e offrirgli comprensione e affetto.
Charlie è quel ragazzo da parete che "fa tappezzeria", come si dice in gergo, e come ci suggerisce il titolo (Wallflower) non balla durante le feste, non parla con nessuno che non sia il suo professore di letteratura o la sua famiglia, non lega con i suoi coetanei, ma sa che deve trovare un punto d'incontro con il mondo, qualche cosa che lo smuova, e questo avviene quando incontra i due fratellastri Patrick e Sam, lui, omosessuale con difficoltà ad essere accettato, lei, così sicura e al tempo stesso così fragile, che si innamora delle persone sbagliate, e trova solo con il fratellastro e con Charlie la propria dimensione. Eppure Patrick e Sam colgono la sua personalità, così sensibile, così delicata, segnata da numerosi traumi molto profondi, come la morte del suo solo amico e un altro segreto, impronunciabile e violento, così nascosto in fondo al cuore, che non riesce neppure a tornarci col pensiero. Questo lo rende strano, diverso, e questo ce lo fa amare aggiungo io.
Patrick: "Tu osservi le cose da lontano e le comprendi. Non ti metti in mostra"
Charlie: "Non credevo che qualcuno potesse notarmi!"
La colonna sonora del film, che occupa un ruolo importante anche nel libro, è straordinaria, si va dalla canzone preferita di Charlie "Aspleep", degli Smiths, ai Sonic Youth, alla splendida "Heroes" di David Bowie, la storia si svolge all'inizio degli anni Novanta e potete ben immaginare quali fossero le musiche più ascoltate all'epoca, ma naturalmente oltre alle hits del momento, non mancano i riferimenti a molti "classici" della musica rock e pop. Interessante inoltre la citazione del Rocky Horror Picture Show, interpretato dagli amici di Charlie.
Moltissimi sono anche i libri che segnano il percorso di Charlie, dietro suggerimento del suo professore, dal Giovane Holden, a Peter Pan, al Buio oltre la siepe, il problema di Charlie è che pensa troppo, che tende ad immedesimarsi nei protagonisti dei libri che legge, in un mondo di fantasia, ed appena terminato, ogni libro diviene il suo preferito. Per questo spesso sogna di diventar scrittore, ma gli mancano gli argomenti, non è ancora abbastanza immerso nel mondo o forse lo è già troppo.
Il suo professore, Bill, interpretato al cinema da un fantastico Paul Rudd, qui in un piccolo ruolo, è solito nel libro chiedere a Charlie come si sente e quali siano le sue emozioni.
"Pensi sempre così tanto Charlie?"
"E' un male?" Volevo solo che qualcuno mi dicesse la verità.
"Non necessariamente. E' solo che, a volte, le persone usano il pensiero per non partecipare alla vita."
E alla domanda più grande, sul perché si accetti di essere trattati male da chi dice di amarci, il saggio professore risponde:
"Charlie, ognuno di noi accetta l'amore che pensa di meritare".
Ed è così che si svolge il film, come il romanzo, tra piccole preziose massime che accompagnano una voce narrante fresca e autentica che racconta l'adolescenza, una voce sensibile, delicata, a tratti commovente, che narra con disinvoltura del disagio personale e familiare, delle pulsioni amorose, di traumi che non si riescono a dimenticare e delle speranze per il futuro. Descrive la vita di ogni giorno a scuola, a casa e con gli amici, gli autori e le canzoni preferite, le atmosfere che vengono vissute, la difficoltà della diversità ed il suo valore, il malessere e la solitudine che spesso si associano ad un'età complessa, ma anche quelle gioie, quei momenti irripetibili e grandiosi, che colmano la vita di significato, così come le emozioni che si accompagnano alle prime volte.
Ed anche se il momento che si sta vivendo sembra piccolo, o privo di senso, è parte di una storia più grande, di un percorso di crescita, per questo, in macchina, ascoltando musica, in compagnia dei suoi migliori amici, il senso di libertà e la gioia riempiono l'esistenza di Charlie per la prima volta, ed è allora, e solo allora, in quell'istante, che pure avrà fine, che egli riesce a sentirsi veramente infinito.
Giovanna Canonico
La creazione è un enigma. Spesso non nasce da un'unione, ma da una mancanza, da un buco nero che scava l'anima e rende l'uomo, l'artista, vulnerabile, ferito, un anima nera che si nutre di un fantasma, una presenza che aleggia nell'aria, ma che per qualcuno non è mai esistita.
Per Roger Waters quel fantasma era quello del padre morto nella guerra mondiale quando aveva solo 5 mesi. Eric Fletcher Waters apparteneva alla Compagnia Z, travolta dai cingolati tedeschi in uno spicchio di campagna italiana ai bordi di un fiume che specchiava il sole nato una mattina di febbraio nell'anno 44. Un corpo mai ritrovato, un'anima sacrificata alla sporca guerra, un corpo dimenticato nell'oblio della storia.
Un dolore enorme, quello del bassista dei Floyd, che sublimato ha generato capolavori della musica contemporanea, fiori splendidi, dolorosi e cupi. Come testimonia la canzone When the tigers broke free che apre il film The Wall (ma che non comparì nell'album), dedicata al padre scomparso, che tradotta fa più o meno così:
E il vecchio Re Giorgio mandò alla mamma una lettera
quando seppe che papà era morto
era, ricordo, sotto forma di pergamena,
con la foglia d'oro e altro
ed io la trovai un giorno
nascosta in un cassetto di vecchie fotografie
ed i miei occhi si inumidiscono ancora a ricordare
Sua Maestà firmò
con il suo sigillo di gomma
L'oscurità avvolgeva tutto
quando le tigri irruppero ardite
e nessuno della Compagnia Reale Fucilieri C sopravvisse
furono tutti abbandonati
la maggior parte di loro morti
gli altri morenti
ed è così che l'alto comando
portò il mio papà via da me
La storia spesso è crudele, spietata, ma dagli epiloghi imprevedibili e inaspettati. Ora le domande si placano, trovano risposta. Roger Waters ha scoperto dove e come sparì il sottotenente Eric Flechter Waters grazie alla lungimiranza di due persone. Una è il superveterano dell'esercito britannico Harry Shindler, indomito 93enne, trapiantato a Porto d'Ascoli, uno che da 25 anni si preoccupa con rara dedizione di dare una identità a corpi senza nome, di ricostruire piccole-grandi storie lacerate dall'oblio.
L'altro è il suo amico Emidio Giovannozzi, già responsabile della libreria Rinascita di Ascoli Piceno, demiurgo della piccola casa editrice indipendente Librati. Il vulcanico librario e il vecchio veterano, un sodalizio che è riuscito a stanare e riportare alla luce ricordi di un attimo congelato, una bomba che esplode e poi il silenzio, l'oblio.
Waters non aveva mia rinunciato a scoprire l'epilogo, a dare un colore alla memoria, a colmare quel buco nero. La svolta arriva dopo il ritrovamento di Herry del diario di guerra del comandante del plotone di cui faceva parte il padre di Roger. Subito dopo il certosino lavoro di Giovanozzi ha dato i suoi frutti: incroci tra mappe dell'epoca, ricostruzioni e pazienza. Finalmente qualcuno ha individuato il luogo esatto in cui Waters padre perì sotto il fuoco nemico.
Un fazzoletto di campagna al bordo di un torrente nel territorio del Comune di Aprilia. Proprio dove verrà collocata una targa in memoria di Eric Fletcher Waters e di tutti i caduti alleati dei quali non sono mai state trovate le spoglie. E sulla riva di quel torrente, il prossimo 18 febbraio ci sarà anche Roger. Lo ha promesso al suo nuovo amico Harry al quale ha donato una poesia. Questa.
Quando il vento falcia le messi/
E gli uomini validi cadono/
E i bimbi impauriti e increduli si rannicchiano nelle braccia tenere delle madri/
A proteggersi dalla lama incurante dei banditi/
Mio padre, ora distante/
Ma vivo, e caldo e forte/
In una bruma uniforme tabacco/
Parla./
Figlio mio, dice./
Non opporti al dolore del tuo lutto/
Ma affilane e appuntane la lama./
Che /
Tu non sfugga mai/
Obnubilato, crudele,/
A sfide ardue da sostenere./
Che prezzo ha un figlio?/
Quale?/
Il tuo o il mio?/
Questo a casa?/
L’uccellino implume che ingolla scodelle di vermi di pasta/
Oppure/
Quello in tv, morto e sgranato in qualche fosso dei Balcani/
Non riuscire a capire che il lutto di altri padri/
Nega i legami forgiati in sangue filiale/
E il vessillo lucente passato da uomo a bambino/
Al posto d’onore, forte, privo di meschinità e rancore./
Quindi/
Raccogli le tue lacrime, dice mio padre/
Raccogli in una coppa quella medaglia di sale/
Sgorga da un unico fiume/
Su quel fiume figlio mio/
Mi sono giocato la vita.
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