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Spazio ai talenti emergenti. Largo ai giovani brand di moda e design. In quest’ottica, gli organizzatori di Pulsart Restart, festival dedicato alle arti contemporanee ospitato dalla città di Schio, Vicenza, presentano la prima edizione di OPUS.
OPUS è una mostra-mercato dedicata alla moda, al design e all'autoproduzione e nasce con il desiderio di sostenere la creatività dei numerosi artisti emergenti presenti nel territorio. Una selezione dei migliori designer basata sui valori di esclusività, ricerca e sperimentazione. La mostra-mercato nel segno del Talento si svolgerà il 15 dicembre presso lo spazio espositivo SHED, situato nel centro storico della città di Schio, che per una giornata si trasformerà in un vero e proprio mercato coperto dove il pubblico e i designer entreranno in contatto diretto.
OPUS diventa così una vetrina per giovani 20 designer emergenti con idee creative ed innovative. Uno spazio di incontro dove i designer potranno mettere in mostra e vendere le proprie creazioni frutto di ricerca e di studio.
Si è soliti dire che talvolta un’immagine o un gesto o un’espressione valgono come o più di mille parole: la vox populi è portatrice di verità difficili da confutare e anche in questo caso si può tranquillamente affermare che le fotografie di Lewis Hine racchiudono le storie di un’intera epoca attraverso sguardi, vestiti sporchi e sudore.
Sono i primi anni del ‘900, gli Stati Uniti sono in una profonda crisi economica e la forza lavoro deve essere sfruttata ad ogni livello: uomini, donne, persino i bambini vengono coinvolti nel lavoro in fabbrica, nei campi, nei cantieri.
Una nazione che cerca di emergere, di diventare grande, meta di tanti disperati che sbarcano a Ellis Island, con una valigia di cartone e tante, tantissime speranze di una vita migliore.
Il lavoro non manca e la fame è un buon pretesto per rimboccarsi le maniche: lo fanno tutti, ognuno da il suo contributo, i mattoni vengono pazientemente messi uno sull’altro per costruire quella che sarà la New York che conosciamo oggi.
In questo formicaio si muove Lewis Hine, sociologo e fotografo professionista: attraverso la macchina fotografica riesce a carpire meglio le dinamiche umane sottese al momento storico.
I bambini che urlano per vendere un giornale, che stanno su uno sgabellino per essere abbastanza alti per cucire con le macchine industriali, uomini senza imbrago che consumano un pasto su una trave sospesa.
E così Lewis Hine unendo le sue conoscenze di sociologia ad una spiccata sensibilità artistica realizza l’affresco di una società in divenire, con le sue gioie, le sue contraddizioni e la sua crudezza.
Tra campi di cotone e fumose sale attrezzi si consuma il dramma umano, lo spettacolo del sopravvivere, e Hine è sempre pronto ad immortalare l’attimo emblematico, un vero tesoro che rende giustizia ad un’epoca di depressione e sofferenza, a cui l’uomo strenuamente non si arrende.
Per la prima volta Lewis Hine approda a Milano, al Centro Culturale di Milano dal 20 novembre al 2 febbraio 2014. Provenienti dalla Collezione Rosenblum di New York, i sessanta vintage firmati da Lewis Hine (1874-1940) offrono al pubblico l’occasione di cogliere un grande affresco dell’America d’inizio Novecento. Dai celebri operai dell’Empire State Building agli immigrati di Ellis Island, dal reportage di Pittsbourgh al lavoro minorile in Pennsylvania, North Carolina e Virginia.
L’evento espositivo, ideato e fortemente voluto dal direttore del CMC Camillo Fornasieri, è curato da Admira. Kyle R. Scott, Console Generale degli Stati Uniti, interverrà il giorno dell’inaugurazione.
La mostra è aperta dal 21 novembre al 2 febbraio con i seguenti orari: lun.-ven. ore 10-13 e 15-18; sab. e dom. ore 16-20.
Mercoledì 27 novembre (ore 21, Palazzo dell’Informazione) sarà proiettato il film “L’America di Lewis Hine (60’ USA 1984)”. Il film è in versione originale con sottotitoli in italiano. Ingresso gratuito (occorre prenotarsi sul sito www.centroculturaledimilano.it o tel. 02.86.45.51.62)
Nerospinto è lieta di presentarvi un evento gustoso ed imperdibile, si tratta dell'Inaugurazione di Insalate Italiane - Fast Food del Benessere - che con GIRO ALL’ITALIANA, GUSTO INFINITO invita ad assaggiare i suoi piatti tipici, leggeri e gustosi, giovedì 28 novembre dalle ore 19.30, presso il ristorante di via Fabio Filzi 10/ang. Via Caretto, Milano.
Dopo il successo dei primi tre anni, Insalate Italiane, vero e proprio network del mangiar sano per il mezzogiorno, allunga l’orario di apertura fino a cena. Ogni sera, infatti, dodici piatti realizzati con ingredienti tipici della cucina italiana saranno i protagonisti della serata.
Un menù completo dal pesce alla carne, passando alla pasta e i legumi, con intermezzi di verdure, fino al dessert. Tutti cibi rigorosamente sani, ma dal gusto deciso per appagare anche i palati più esigenti, senza sensi di colpa e con un occhio di riguardo al portafoglio.
Giro all’Italiana, gusto infinito vuole offrire momenti conviviali per coppie o gruppi di amici che cercano nel momento a tavola il calore e l’intimità di casa anche al ristorante.
Giovedì 28 novembre sarà possibile gustare un delizioso aperitivo e assaggiare alcuni piatti del menù.
Insalate Italiane – Fast Food del Benessere nasce nell’aprile del 2010 da un’idea di Giuseppe Maione a Milano, in via Vittor Pisani 13, con l’obiettivo di soddisfare in modo sano il piacere di mangiare senza rinunciare alla bontà della cucina italiana. Per questo motivo pone al centro della sua filosofia la flessibilità nel gusto e nelle proposte, garantita da un’alta qualità, tutto a prezzo competitivo.
Ad accompagnare la serata l’intervento musicale dei dj Erik Deep & West Banhof
Insalate Italiane s.r.l.
Via Fabio Filzi 10/ang. Via Caretto, Milano
tel. +39 02/ 67382625
+39 02/ 66983940
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www.insalateitaliane.it
Nerospinto chiacchiera con Giuseppe Magistro e Fabrizio Ferrini, che hanno dato vita al Glitter.
1- La nuova stagione salta subito all’occhio per la nuova location che avete scelto, uno strip club tutti gli altri giorni della settimana e Glitter 666 il Sabato. Cosa vi ha portato a sceglierla?
Il Glitter è nato nel 1999 al Cafè Dalì (ora Santa Tecla) sul retro del palazzo arcivescovile di Milano, in quegli anni il party aveva una connotazione fortemente dark e il contesto in cui era insidiato era parte della messa in scena. Lo strip club è oggi il contenitore ideale di tutto quello che vogliamo rappresentare: decadenza, sensualità, esibizionismo e attraverso le Glitz Girlz una forma di intrattenimento inusuale per un pubblico prevalentemente gay.
2- Chi sono le Glitz Girlz? Possiamo definirle le madrine del Glitter?
Sono un gruppo di circa 10 ragazze (e anche due ragazzi) che prestano la loro figura per interpretare delle immagini, delle azioni che decorano il locale o colorano il piccolo palco. Ogni settimana sono interpreti di un ruolo o semplicemente corpi su cui appoggiare parrucche e lustrini. Non sono delle vere e proprie pr, infatti sono molto pochi quelli che le apprezzano. Sono in qualche modo una forma di arte pop, basata sull’apparenza, gli stereotipi, sull’ errore e l’incoerenza della rappresentazione,il tutto espresso però con un linguaggio molto formale e rigoroso. E’ un progetto serio, anche se viene percepito molto diversamente.
3- Ci racconti il vostro progetto “pronti partenza Glitter”?
E’ una canzone composta dal musicista Riva (una delle Glitz Girlz con lo pseudonimo di Rivette) in cui le Glitz Girlz parlano tra di loro in una telefonata immaginaria il sabato sera prima di arrivare al Glitter. Giorgio Calace e Tora Cellini hanno realizzato per noi il video. Il risultato è questo: http://youtu.be/DjQJjBaFk0U
4- Novità della nuova stagione del Glitter Club rispetto alle precedenti edizioni?
La vera novità è che sono passati 15 anni e abbiamo ancora molto da dire, forse la scorsa stagione pochi avrebbero puntato su di noi, invece siamo ancora qui. Stiamo costruendo la nostra storia e la nuova location con la conseguente risposta del pubblico sono la prova che siamo riusciti a comunicare in periodi molto diversi a gente sempre diversa. Il nostro lavoro è far divertire le persone ma prima ancora comunicare. Pensiamo di essere molto bravi in questo.
5- Origini del Glitter: ci racconti brevemente com’è nato il progetto?
Un gruppo di amici, una visione e tanto lavoro per concretizzarla in un’epoca pre facebook – twitter e qualsiasi altro tipo di tecnologia in aiuto. Le foto venivano scattate in pellicola e i cd si andava a comprarli a Londra, per farti un esempio.
6- Insomma, che ci dobbiamo aspettare dal Glitter per questa stagione 2013-14?
Aspettatevi specchi, moquette, lampadari di cristallo, molti ragazzi con la barba che volteggiano su pali da lap dance e belllissime ragazze in lingerie che ballano davanti ad una coppia di uomini che si baciano.
7- Pensi, personalmente, che ogni locale abbia un target specifico di persone oppure uno fa un po’ “quel che gli pare?”
Il nostro target spero sia quello abbastanza colto per capire la differenza, cosa fa la differenza.
Il 666 GLITTER vi aspetta presso il Vanilla Strip Club in Via Filippo Turati, 29 a Milano (MM TURATI - REPUBBLICA) dalle 24.00 alle 5.00 di ogni ogni sabato.
Vittorio Pascale | Responsabile Sezione Sesto Senso
A volte nel cinema italiano si formano coppie artistiche di grande successo, se poi le stesse sono anche divertenti e brillanti il buon risultato anche doppio.
Succede al cinema in questi giorni con la commedia Stai lontana da me firmata da Alessio Federici e interpretata alla perfezione da un meraviglioso Enrico Brignano e una ispiratissima Ambra Angiolini. Nella trama si scherza, e neppure poi tanto, sulla capacità innata di alcuni individui a catalizzare le disgrazie, intese non come tragedie di vita o di irrimediabile destino, ma come persone portatrici sane di piccoli incidenti, mancanti appuntamenti, accordi saltati e qualche rovinosa caduta accidentale. Fastidiosa e pruriginosa quanto si vuole, certo, ma mai da considerarsi insanabile. Insomma, esistono persone nella vita che sembrano non portare proprio fortuna?
Forse sì ma Alessio Federici le racconta con leggerezza e garbo cercando di sfatare tutto quelle cattiverie e brutture che sempre accompagnano gli individui in questione.
Perché non si può guardare Stai lontana da me senza tifare spudoratamente per lo sfortunato protagonista né provare simpatia per il personaggio di Brignano che da attore consumato ed esperto trasforma il personaggio “rognoso” in un goffo e mortificato aspirante fidanzato mollato da tutte le donne a cui succedono una serie di imprevisti e incidenti a raffica.
L’entrata in scena nella vita di Jacopo della bella e simpatica Sara sembra voler sfatare il mito del protagonista sulle donne e sulle persone che gli stanno vicino fino a che anche alla nuova compagna non cominciano ad accadere imprevisti su imprevisti.
Remake di una già fortunatissima commedia americana, il film di Federici è davvero carino, divertente e a vedere bene tra le righe e tra immagine e l’altra anche educativo. Si ride e si può anche riflettere. Indovinatissimo l’intero cast e bella la scelta della semplicità registica che fa apprezzare anche meglio l’interpretazione degli attori e la storia. Da vedere soprattutto in coppia.
Per il regista più newyorkese di tutti i tempi essere apprezzato e amato nella propria terra di origine non è mai stato difficile, anzi. E la sua ultima pellicola conferma appieno questo successo.
Allen che negli ultimi anni si è lasciato affascinare da Londra, Parigi, Roma e Barcellona, sperimentano un nuovo modo di fare cinema nelle metropoli europee più famose, con il suo nuovo film ritorna alle origini e gira l’intera pellicola negli Stati Uniti.
Blue Jasmine è un prodotto americano nel senso più ampio del termine. Lunghe panoramiche su grattacieli e su strade a quattro corsie, location glamour e frequentate da donne borghesi e benestanti, case da rivista patinata e coppie di sposi all’apparenza impeccabili.
Il regista, però, è proprio su questo che gioca e che costruisce la trama del suo racconto in immagini. Un matrimonio dall’aspetto perfetto in cui una moglie bella e sofisticata passa le sue giornate a preoccuparsi di cose futili e a sfoggiare il suo status e le sue buone maniere fino a che non comprende di essere sposata in realtà con un truffatore e che il suo piccolo mondo moderno è poco più che una farsa che gli si sta sgretolando sotto gli occhi.
Allora la bella ed elegante Jasmine decide di lasciare New York, il suo prestigioso appartamento cittadino, chiedere il divorzio e raggiungere la sorella a San Francisco, in un modesto e affatto grande appartamento. Sembrerebbe apparentemente una vera rivoluzione di vita.
E invece Jasmine è troppo ancorata alle sue abitudini, al suo modo di vivere e di relazionarsi con gli altri e al suo aplomb connaturato e non cede né concede.
Inveisce contro il fidanzato della sorella, che considera un perdente, contro il suo ex marito che odia quasi visceralmente, contro le abitudini che vigono a San Francisco e contro la sua stessa sorella colpevole di non essere abbastanza ambiziosa o glamour per gli standard colti ed eleganti che continua a mantenere Jasmine.
In realtà la bella e sofisticata donna newyorkese è annebbiata da psicofarmaci e antidepressivi e non riesce neppure a badare bene a se stessa, per cui la sorella si fa in quattro per cercarle una occupazione e sollevarla dallo stato di torpore, indolenza e farneticazione.
Jasmine così trova lavoro in uno studio dentistico ma anche qui le cose non sembrano andare per il verso giusto fino al finale tutto alleniano che gli spettatori non mancheranno di apprezzare.
Commedia pura e da intrattenimento assoluto Blue Jasmine ha sbancato il botteghino delle sale americane confermando Woody Allen autore amatissimo e il cinema made in USA apprezzato e tanto dai suoi spettatori. La protagonista della pellicola è Cate Blanchett, e a mio avviso non poteva essere nessun altra. Bella, bionda, sofisticata e credibile nel ruolo della snob newyorkese anche se lei americana non è. Ma le grande prove artistiche sono anche queste.
Il week end finalmente è arrivato!
Sgomberate la mente e lasciatevi trasportare dall'animazione di Toilet Club, il locale più folle di Milano.
Si parte venerdi con Cool kids can't die, l’unico “Queer Party” di Milano che da ormai 9 anni infiamma i Venerdì notte del Toilet Club. Il dj show di JAPI & LaEMI non è solo un set ma un vero e proprio spettacolo in 4D, dove la musica, il travestimento e l’interazione con il pubblico ne hanno decretato il successo.
Il pubblico di Cool Kids can't die (misto gay friendly), party dopo party, è sempre in crescita e in movimento; si ritrova come una grande famiglia e si scatena in pista e nella testa con pezzi Pop, Electro, Trash, Punk Rock, col tempo fusi con sonorità che vanno dagli anni ‘60 ad oggi, dando vita a mix inconfondibili e ad atmosfere uniche.
Questa settimana vi attende una serata speciale grazie al guest Andrea Ratti. Ricordate il dress code da pin up, altrimenti non entrate!
Si continua sabato con Toilette una serata spensierata, divertente, accattivante e a volte sconsiderata. Sorrisi eccessivi, balli proibiti, drink stellari e baci alcolici. Ad allietare la vostra serata facendo ballare fino al mattino Erik Deep & Lo Zelmo, i resident dj del sabato sera, con il loro inconfondibile (quanto inetichettabile) sound dance-pop, contaminato da elettronica, anni90, affiancati per questo weekend da Sabryna Trash, travestita di Calenzano (Firenze) che riscrive, ricanta e reinterpreta le canzoni Pop che le piacciono di più con tanta dignità, intelligenza, argutezza e simpatia.
VENERDI' 22 NOVEMBRE
► COOL KIDS CAN'T DIE
►Dj Show&Love resident JAPI e LaEMI
►Andrea Ratti
Dress code: pin up
SABATO 23 NOVEMBRE
❤ TOILETTE
❤ Erik Deep & LoZelmo Dj Set
❤ Sabryna Trash ❤
TOILET CLUB
via Lodovico il Moro 171, Milano
Aperto dalle 23 alle 4
(COCKTAIL a 5.00€ entro le 00:30)
INGRESSO GRATUITO con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP NON HAI ANCORA LA TESSERA ARCI? Richiedila almeno 24h prima di venire al Toilet compilando il form all’indirizzo www.circolotoilet.it/tessera
Info:
www.circolotoilet.it
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Natale. Gioco. Solidarietà. Milano accoglie il Temporary Store di LILT - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - in occasione della seconda edizione del Temporary Store “Prevenire è Vivere” . In Via Tortona 32, dal 14 novembre al 1 dicembre, si terrà un mercatino di Natale solidale per la raccolta fondi a sostegno di iniziative in grado di fornire un aiuto concreto ai bambini malati di tumore e alle loro famiglie. Lo spazio, aperto dalle ore 10.00 alle ore 19.00, sarà un viaggio tra mille idee regalo da mettere sotto l'albero: capi di abbigliamento firmato, libri, giocattoli, bijoux, elettrodomestici e addobbi natalizi, che contribuiranno a sostenere due progetti del Servizio Assistenza Bambini: le attività ludico-didattiche del Reparto di Pediatria dell'Istituto Nazionale Tumori e l' accompagnamento dei bambini alle terapie oncologiche. Partner importante di questo progetto di solidarietà, Imaginarium, la catena spagnola di negozi specializzati nell’infanzia. Imaginarium, insieme a molti altri grandi marchi, ha deciso di sostenere LILT Milano e questa campagna di sensibilizzazione rinnovando il suo impegno a sostegno dei più piccoli, donando giochi divertenti ed educativi.
“Prevenire è vivere”: un progetto che vuole contribuire a rendere l’infanzia dei bambini malati di tumore più serena e spensierata.
Per maggiori informazioni: www.legatumori.mi.it
Informazioni ed immagini da Weber Shandwick Press Office
L’arte italiana del ricevere, l’arte della tavola, l’arte nelle decorazioni floreali…
A Milano è ITALIAN WEDDING STYLE. Dal 23 al 24 novembre, la storica sede del Palazzo Giureconsulti ospita il Salone del Matrimonio. Wedding, Flower and Food. Una prestigiosa vetrina nel cuore di Milano che mette in comunicazione i migliori professionisti italiani del settore con un pubblico internazionale di futuri sposi e non solo. La fiera proporrà stili, tendenze e novità per la stagione 2014. Accanto all’esposizione dei professionisti del settore anche sfilate, dimostrazioni, laboratori creativi, workshop, degustazioni, incontri e tante altre novità… Di particolare interesse la Dynamic Room, che nasce da un progetto esclusivo di Saragiò Carletti, direttore artistico di Italian Wedding Style. Si tratta di uno spazio interattivo, coinvolgente e sempre attivo durante tutto l’evento. Ogni giorno attività e proposte ideate per far vivere al pubblico una vera e propria "experience" nel mondo wedding, flower e food…
Tre giorni ricchi di atmosfera e di fascino.
http://www.italianweddingstyle.it/
Isabella Blow: Fashion Galore!
Il 20 Novembre verrà inaugurata alla Somerset House di Londra, in collaborazione con la Isabella Blow Foundation e la Central Saint Martins, una mostra interamente dedicata a una delle donne più eclettiche del Fashion system: Isabella Blow. Una mostra fotografica, curata da Nick Knight, che ritrae la vita e l’amore della Blow per tutto ciò che riguardava la moda e i vestiti, in modo particolare i cappelli: accessorio immancabile nel suo guardaroba. Non c’è stato evento mondano o giorno di vita quotidiana in cui lei non ne indossasse uno, quasi come una seconda pelle, un pezzo del corpo da cui non poteva separarsi. Un oggetto che le permetteva di creare uno schermo tra lei e il mondo: “è per questo che indosso i cappelli, per tenere tutti lontano da me. La gente dice ‘Posso baciarti?’ e io rispondo ‘No, grazie mille. Questo è il motivo per cui indosso il cappello. Arrivederci’. Non voglio essere baciata da tutte le persone. Voglio essere baciata dalle persone che amo.”
Isabella Blow nasce il 19 Novembre 1958, col nome di Isabella Delves Broughton e divenne una delle fashion editor più importanti al mondo. Icona di uno stile unico ed eccentrico, ha fatto della moda non soltanto una carriera ma tutta la sua vita. Una vita segnata da eventi tragici a partire dalla morte del fratellino in piscina fino al suicidio del nonno, quasi un destino preannunciato: la Blow si suiciderà nel 2007. Inizia la sua carriera nel mondo della moda a fianco di Anna Wintour come sua assistente a Vougue negli anni ’80. Nel 1986 si trasferisce a Londra dove inizia a lavorare per il Tatler. Divorziata dal primo marito, nel 1988 sposa il secondo marito, Detmar Blow nella Cattedrale di Gloucester e fu in questa occasione che sfoggiò il primo cappello creato appositamente per lei da Philip Traecy. Una collaborazione che durerà tutta la vita. Isabella, per gli amici Issie, fu una grande talent scout: scoprì stilisti geniali come Alexander McQueen e modelle bellissime come Stella Tennant e Sophie Dahl. Nel 1997 diventa Fashion Director del Sunday Time Style ed infine nel 2001 ritorna al Tatler come Fashion Director. Una donna che affascinò l’interno mondo della moda, della fotografia e dell’arte, una personalità fortissima ed un gusto personale. Durante un’intervista a Lady Gaga sul numero di Marzo del 2011 di Vogue la cantante ha affermato che: “Ricordo che quando ho iniziato a fare i servizi fotografici le persone mi dicevano, ‘Mio Dio, assomigli moltissimo a Isabella Blow, la cosa mi spaventa.”
Quei cappellini da lei tanto amati facevano da cornice non soltanto al suo volto imperfetto nella sua atipica bellezza, ma creavano uno sfondo colorato nella sua vita dolorosa: soffrì di depressione e le venne diagnosticato un disturbo bipolare. Muore il 7 Maggio 2007 avvelenata da un erbaccia a Gloucester, dopo 7 tentativi di suicidio. Ruper Everett disse durante il suo funerale: “ Per qualcuno è stato suicidio, lei era costantemente impressionata dalla vita,e la vita era costantemente impressionata da lei. Tu eri unica, un’amica geniale, le tue creazioni uniche in un mondo di copioni e mi mancherai per il resto della mia vita.”
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