CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
Che voi siate o meno degli appassionati dell’alta moda, se siete degli spiriti creativi e apprezzate la sperimentazione artistica in quanto tale, non potrete che trovare interessante il lavoro di questo fashion duo internazionale.
Due continenti si incontrano e ciò che nasce dall’impatto è un prodotto unico, sofisticato, che riesce perfettamente a fondere il minimalismo delle forme geometriche con l’eleganza dei colori e la femminilità celata nella semplicità.
Dietro il marchio Elga Jazz si nascondono Olga Jazepova, estone, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Tallin, e Amal Kiran Jana, direttamente dal NIFT di Calcutta e diplomato alla Domus Accademy di Milano.
E’ nel 2011 a Tallin che i due designer decidono di fondere le loro così differenti culture in un solo progetto che, come loro stessi precisano, mira alla realizzazione di collezioni che siano legate più ad un concetto di coerenza artistica piuttosto che ai dettami del fashion system.
L’atmosfera che si respira guardando i risultati del loro lavoro è infatti quella di una ricerca spirituale più che di mercato, del tentativo di incarnare in un prodotto le sensazioni contrastanti, di forza e debolezza, di un essere umano, perso in un mondo così ricco di sfaccettature da finire con l’essere sempre in guerra, con gli altri e con sé stesso. E’ questa la metafora concettuale che Elga Jazz vuole esprimere, e lo fa attraverso le forme pulite e contemporanee delle sue scarpe, attraverso la versatilità delle borse che, come camaleonti, si adattano ad ogni occasione della vita moderna.
Fondamentali nella costruzione della filosofia del marchio i colori: tre, semplici. Il nero carbone, il blu di prussia e il viola molto scuro conferiscono infatti alla collezione un allure noir molto raffinata. Come di fronte ad un quadro di De Chirico le tinte monocrome, le ombre nette e l’incongruenza delle forme possono, ad un primo impatto, provocare una sensazione di spaesamento, ma, per coloro a cui arriverà, il significato che nascondono sarà una meravigliosa mistica scoperta.
Per una conoscenza più approfondita di questo marchio e delle sue produzioni non perdete l’evento Nerospinto.
Borderline Nerospinto Design Week Sabato 13 Aprile,dalle ore 19.00 Show, performance, moda, design, food C/o Spazio espositivo Giulio romano 8 (MM Porta Romana)
Indossa la tua maschera migliore
La galleria Patricia Armocida ospita la prima mostra personale di Marco Mazzoni a Milano, "Il ricordo è un consolatore molesto".
L'artista rende omaggio a figure appartenenti alla tradizione popolare italiana, le guaritrici, che secondo la credenza sarda seducono, incantano, maledicono e guariscono.
I disegni raccontano storie legate alle arti segrete detenute da queste donne: nelle composizioni circolari, che alludono al ciclo della natura, si compenetrano piante medicinali, farfalle e volatili che si abbeverano del loro nettare e, seminascoste, emergono le sagome di volti femminili, costrette a nascondere la propria sensualità e i loro saperi.
Le guaritrici erano molto rispettate per la loro conoscenza delle erbe medicinali e questo conferiva loro un potere che la Chiesa e lo Stato medievale osteggiavano.
Con la Controriforma, la presa di posizione contro coloro che curavano con le erbe si inasprì e si attuò una politica di controllo delle pratiche terapeutiche per cui solo quelle accademiche esercitate dagli uomini furono consentite, mentre le guaritrici furono accusate di stregoneria e costrette a nascondersi per non subire ritorsioni.
Marco Mazzoni riprende ed evidenzia l'importanza dell'interazione tra le donne e le piante sviluppando un progetto che assume ad icona il volto femminile incorniciato da flora e fauna.
Ne svela la percezioni più intime, ricordi narrati su pagine di diario, visioni immaginifiche di animali impossibili, frutto dell'esplorazione estatica di viaggi allucinatori.
L'artista non disegna mai gli occhi del soggetto: non si tratta di ritratti, ma di nature morte in cui tutti gli elementi assumono la stessa importanza e si fondono tra loro.
Il risultato è un'opera che racconta del momento in cui la donna prende il controllo di tutto, in completa armonia con la Natura.
La mostra, che si concluderà il 4 maggio, espone 15 disegni nuovi, 12 realizzati su carta moleskine ed un'installazione site-specific.
Orari e costi
Da martedí a sabato: dalle ore 11.30 alle 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 19.00
Ingresso Gratuito
Patricia Armocida Galleria d'Arte
Via Lattanzio, 77 (Zona Porta Romana)
Milano
Laura Frau, in arte Tarty, arriva nella caotica Milano direttamente dalla Villasimius, Sardegna, e porta con sé una ventata di novità dal sapore ecologico. Diplomata allo IED in Interior Design ha poi indirizzato il suo estro creativo verso il mondo dell’arte eco sostenibile, proponendo all’Italia, dagli aperitivi della Milano da bere fino alle mostre in terra sarda, il suo progetto di Slow Design, filosofia in contrapposizione con la velocità dei nostri tempi, con il consumismo e la produzione in serie. L’opera di Tarty è assolutamente eclettica; spazia infatti dalla produzione di accessori e abbigliamento fino ad arrivare alla realizzazione di oggetti di arredamento del tutto innovativi, che fanno della semplicità la loro forza. Fil rouge del suo progetto il materiale, rigorosamente di recupero; dalle cassette della frutta che diventano sedili fino alla trasformazione della plastica in particolarissimi gioielli. A noi di Nerospinto è sembrato doveroso segnalarvi questa artista in quanto ne siamo rimasti piacevolmente colpiti; nel mondo moderno un approccio simile, all’arte come alla quotidianità, non può che giovare all’animo, all’ambiente ma anche, lungi dall’essere venali, al portafoglio. Se volete conoscere meglio Tarty e le sue creazioni non dovete fare altro che armarvi di una maschera e venire all’evento Borderline Nerospinto Design Week sabato 13 aprile, dalle ore 19, nell’elegante spazio espositivo in via Giulio Romano 8, con tanta voglia di farvi coinvolgere e stupire.
Antonella Serrecchia
C’è che dopo un lavaggio a 90 gradi con tanto di extra ammorbidente Hipster, esce dalla lavatrice un Devendra nuovo di pacca, ripulito da capo a piedi, con fidanzata a seguito (la fotografa e modella serba Ana Kras, una sommatoria bulimica di bellezza) e mood da "due cuori e una capanna" (n.d.r. la capanna l'ha comprata a New York, l'epoca dello squattrinato si è decisamente conclusa).
Personalmente lo preferivo nella versione "barbuto spiantato e arruffato", ma me ne farò una ragione.
Ok, Devendra si sarà anche tagliato barba e capelli perdendo quel suo fascino deliziosamente rozzo da sciamano dei poveri, ma in compenso ha riacquistato quel piglio geniale e beffardo che aveva contraddistinto i suoi primi lavori ("What Will We Be", il suo ultimo album, aveva scaldato pochi animi).
Ma veniamo all'ottavo capitolo della sua lunga (e giovane) carriera discografica. Siamo di fronte ad un home-made album a tutti gli effetti: registrato in casa (quella vecchia, la capanna vera, a Los Angeles) con l'aiuto dell'amico chitarrista Noah Georgeson, un bel set di strumenti presi in prestito e un vecchio registratore Tascam trovato in un monte di pietà.
Devendra quest’album lo fa tutto da sé, compresa la cover art, e lo chiama "Mala" - vezzeggiativo amoroso ereditato dalla fidanzata.
"Una sera ero al telefono con Ana e ad un certo punto mi ha detto 'oh mala' in modo molto dolce. In spagnolo 'mala' significa 'cattiva', mentre in serbo significa 'tenero'. Ho fatto un po' di ricerche e ho trovato diverse traduzioni… Mi è piaciuta subito la trasversalità di questa parola, si adatta molto bene a ciò che è questo mio nuovo lavoro".
Il risultato di tutto questo fai-da-te è un album che segue le orme prewar-folk psichedeliche dei precedenti, ma con una raffinatezza che lo avvicina più ad un minimal meditativo condito da leggere punte elettroniche.
Passiamo dai suoni ipnotici e delicati di "Golden Girls" e di "Daniel", alle sperimentazioni, quelle ironiche in stile dance anni '80 di "Your Fine Petting Duck" (dove duetta con la fidanzata Ana) e quelle ventilate di "Für Hildegard Von Bingen" dove, sotto effetto evidente di droghe sintetiche, Deventra trasforma Von Bingen (religiosa, naturalista e musicista tedesca del 12° secolo) in una VJ di MTV.
Scopriamo sfumature soul in “Won’t You Come Over” e ambientazioni cupe in “A Gain” e “Taurobolium”. E ritroviamo il buon vecchio Devendra amante del folk negli arpeggi acustici di "The Ballad of Keenan Milton" e nel canto iberico di "Mi negrita".
Il “nuovo” Devendra Banhart ci viene a trovare quest'estate.
4 mesi per farsi crescere capelli e barba. Speriamo.
• 25 Luglio al Summer Festival (Lucca)
• 26 Luglio al Rock in Roma (Roma)
• 27 Luglio al CarroPonte (Milano)
Uscito da nemmeno 48 ore “Things”, il primo singolo dei Playmore, ha già un migliaio di visualizzazioni su youtube, ormai indice di gradimento di gran lunga più legittimato della deposta regina MTV. Il videoclip, spiritoso e visionario, ha come protagonista una scimmia-celebrità formato maxi che divide la sua giornata tra valigette piene di banconote (e banane!), cene in ristoranti di lusso, bische clandestine, festini e sesso in ascensore. Le immagini come il testo, dipingono un ritratto sarcastico di una società improntata ai consumi, alla mera trasgressione senza scopo, alla dipendenza dalle dipendenze e dall’esaltazione dagli eccessi. “Our weight in gold, despite our diamonds glow" Bisogna dirlo però, gli anni ‘90-‘00 ormai ce li siamo lasciati alle spalle, e un videoclip ben riuscito non basta più a soddisfare la fame di novità del pubblico più curioso e i The Playmore sono in qualche modo una ventata di novità per il nostro paese. Pochissime sono infatti le band italiane che producano in casa questo genere, il pump rock, così apprezzato soprattutto dalle UK Charts degli ultimi anni.
Definire un genere è sempre un lavoro meschino e complesso, ma tant’è, qualcuno ci prova sempre. Tosti groove di basso, giù pesanti con cassa e rullante, chitarre melodiche ed una voce morbida e calda che spazia da grida potenti a lievi toni cantautorali. Il tutto coronato da qualche accenno di synth a fare da ponte tra un sound rock e la più recente musica dance.
Il progetto The Playmore vede la luce ufficialmente nel 2012, sotto il sole di Napoli, partorito dalle menti di Bro Joe, Marfz, Gian e Pie, (rispettivamente batterista, bassista, chitarrista e voce del gruppo,); all’apparenza un po’ i Resevoir Dogs de noialtri. Il loro primo album, Pump Rock, non ha nulla da invidiare al sound e all’energia dei loro colleghi d’oltre confine, dai Two Doors Cinema Club ai Vaccines, e di tutto quel panorama musicale che si propone di far ballare il pubblico mescolando due mondi all’apparenza così diversi come il rock e la dance, ma collimati in un genere così decisamente riuscito. La loro ambizione? Portare la democrazia nella musica, far riflettere con ironia, far ballare, saltare e divertire nel rispetto della libertà e dell’individualità di ciascuno.
In attesa di scoprire l'intero album di debutto,
Things sarà presentato da martedì 23 aprile attraverso un ricco tour di interviste:
• Martedì 23 aprile, ore 15.00 – The Playmore @ Rai di Napoli con Gino Aveta nel programma "Generazioni a confronto" • Giovedì 25 aprile, ore 00.05 - webmob per l'uscita del video di "Things" • Sabato 27 aprile, ore 13.00 - flashmob c/o Napoli Comicon • Domenica 28 aprile, ore 19.00 – The Playmore Live @ DiscoDays: Fiera del Disco e della Musica
Continua la serie di giovedì fuori di testa: il 28 marzo dalle 22 un nuovo appuntamento con Razzputin allo Zoom Bar.
Fai mente locale su ciò che ami e che odi, su ciò che vorresti dal destino, sull'attitudine dei marciapiedi al neon... poi entra allo Zoom, scendi nel basament e riscrivi la tua storia!
1ST FLOOR : Miss Brownie Party
Dolcettini di cioccolato e tons di vinili ska, r&b, northern soul, motown, stax, rocksteady.
BASEMENT: Razzputin crew / DJ DONUT & DEEJAY DAVE
+ Special Guest Djs: WALLACE BOYS con una miscela di indie, classic rock, punk e brit super OGM per sovvertire e incendiare il basement.
Link dell'evento: http://www.facebook.com/events/288943701235548/
ZOOM BAR
Via Panfilo Castaldi 26, Milano
SABATO 25 MARZO 2013
MAGAZZINI GENERALI
Milano, Via Pietrasanta,14
Apertura porte ore 19.30 – Inizio concerto ore 21.15
Prezzo del biglietto 25 euro + diritti prevendita
Opening: The Kolors
Il duo britannico dopo essersi aggiudicato dischi d’oro e di platino in Europa con l’album di debutto ‘Happiness' con 2 milioni di copie vendute nel mondo, annuncia il nuovo tour e l’uscita a marzo 2013 del nuovo disco ‘Exile’.
Gli Hurts sono formati dal cantante Theo Hutchraft e dal sincronizzatore Adam Anderson, hanno avuto il primo successo grazie al remix del loro brano ‘Wonderful Life e sono uno dei nomi che emerge tra gli appassionati di pop elettronico.
Hanno riscoperto e rivitalizzato suoni particolari, tratti dalla musica degli anni’80, rendendoli nuovamente attuali attraverso la scrittura di una vera e propria opera pop eccelsa, vincendo nel 2011 la nomination di Best New Band agli NME Awards.
Anche dal vivo non tradiscono la loro magia, il glam diventa parte integrante dello show che è, sin daglin esordi, uno dei live più affascinanti degli ultimi anni, con esplosioni sonore che filtrano con la dance, imperdibili.
La band si esibirà dal vivo in due esclusivi concerti il 7 ed il 9 febbraio rispettivamente a Londra e Berlino presentando il nuovo album, seguirà poi una tournee nelle principali capitali europee che prevede un’unica data in Italia il 25 marzo 2013 ai Magazzini Generali di Milano.
Non saranno disponibili biglietti in cassa il giorno del concerto.
Informazioni su come acquistare i biglietti:
Ticketone.it 892.101 www.ticketone.it
Vivaticket 899.666.805 www.vivaticket.it
Ticket.it 02.54271 www.ticket.it
http://www.magazzinigenerali.it/hurts/
Como accoglie la Grande Mostra nella splendida cornice di Villa Olmo, una delle dimore storiche più affascinanti del Lago di Como. E’ stata inaugurata sabato 23 marzo, la Mostra "La città nuova. Oltre Sant'Elia”: un’esposizione che porta in scena un secolo di visioni urbane, attraverso 100 opere. Dipinti, modelli, installazioni di artisti, architetti, registi quali Antonio Sant'Elia, Umberto Boccioni, Le Corbusier, Fritz Lang, Chris Burden e tanti altri.
Una mostra multimediale con una doppia esposizione, che si svolgerà non solo a Villa Olmo, ma anche a Palazzo Volpi, sede della Pinacoteca Civica, nel centro storico di Como. La Pinacoteca Civica propone 50 disegni di Sant'Elia di proprietà del Comune da anni inaccessibili al grande pubblico. Qui si potranno ammirare alcune ipotesi progettuali di Antonio Sant'Elia. La mostra di Villa Olmo, si apre con «La Città Nuova», dodici disegni che Sant'Elia aveva presentato alla mostra milanese delle Nuove Tendenze del 1914. In questi dodici tavole sono sintetizzate le visioni urbane dell’architetto comasco. A Villa Olmo, una sala è dedicata a Metropolis , il film fantascientifico di Fritz Lang, del 1927, ambientato in una “città santeliana”… In scena anche opere contemporanee quali Pizza City, il plastico di una città composta da centinaia di giocattoli dell’artista americano Chris Burden e il video della cinese Cao Fei che rappresenta una città sospesa in uno spazio virtuale. Opere dallo spirito futuristico.
"La città nuova. Oltre Sant'Elia” è una mostra omaggio non solo al grande architetto comasco Sant’Elia ma anche ai 100 anni di idee e progetti “Oltre Sant’Elia”… Una mostra riflessione sul paesaggio urbano e sulla sua evoluzione.
Per informazioni: Villa Olmo, Via Cantoni 1 – Como La mostra è aperta fino al 14 luglio 2013. www.lacittanuova.it
Gli atteggiamenti che abbiamo all'esterno, come ci muoviamo o apriamo il petto o il torace, la dicono lunga sui nostri stati d'animo interiori.
Non ne faccio una questione prettamente yogica in quanto anche la fisiognomica ci dice che ogni postura e ogni atteggiamento fisico rivela stati d'umore, mentali e caratteriali di qualunque individuo. È ovvio che consideriamo il nostro corpo come una specie di cartina tornasole che è la prova del 9 del nostro tumulto o quiete interiore.
Il corpo e gli atteggiamenti fisici hanno molto da dire.
Perché?
A lungo andare l'atteggiamento fisico diventa una caratteristica saliente dell'individuo che influenza emozioni, pensieri e il "modo di affrontare la vita".
Abituandosi a certe posture si genera così una spirale che trascina l'uomo in un vortice di emozioni negative da cui diventa molto difficile uscire.
Quindi, se in un primo momento sono certe emozioni e pensieri ad influenzare gli atteggiamenti fisici, ad un certo punto, e qui bisogna osservarsi con onestà, accade paradossalmente il contrario: sono gli atteggiamenti fisici ad influenzare l'umore.
Lo schema immaginario che possiamo tracciare è: l'interno influenza l'esterno per poi diventare esterno che influenza l'interno. Spero di non portarvi in una spirale troppo contorta, io amo la filosofia.
Ma cosa vuol dire che i nostri atteggiamenti fisici influenzano l'interno mentale/emozionale dell'uomo?
Sono un chiaro esempio di ciò che sto dicendo il classico portare la testa china o le spalle chiuse e incurvate quando si è abbattuti o giù di tono. Le implicazioni "negative" di questi due atteggiamenti sono veramente enormi.
Come mi disse una volta Lella, una delle maestre del centro Yoga Parsifal specializzata in riflessologia e in medicina cinese Do-In: “portare la testa troppo chinata in avanti espone le vertebre cervicali al peso della gravità portandole anche a un disarmonico equilibrio tra la terra e il cielo”.
Divenire consapevoli di quante implicazioni hanno questi due atteggiamenti nella nostra vita di tutti i giorni, nelle nostre relazioni col mondo e con gli altri è il primo passo per liberarsene.
Il secondo passo consiste nel "correggere" le posture indesiderate.
Come? La risposta è semplice e immediata: bisogna partire dal proprio corpo per guarire dentro.
Rifacendomi alle 4 nobili Verità del Buddhismo per la liberazione dalla sofferenza, da cui ho tratto spunto per il percorso che ho descritto, bisogna riconoscere la sofferenza (I) , riconoscerne le cause (II), avere il desiderio di far cessare la sofferenza (III) e intraprendere una via che porta alla sua cessazione (IV).
Ecco che lo Yoga ci viene in aiuto divenendo lo strumento e la via che ci libera.
Partendo dalla correzione posturale, uno dei pilastri yogici, la pratica ci "corregge" anche all'interno.
Esistono Asana nel mondo dello Yoga che ben si prestano a questo fine: Bhujangasana, Salabhasana, Dhanurasana, Rajakapotasana, Natarajasana, Urdhva Mukha Svanasana, Ustrasana ed altre ancora.
Naturalmente esistono differenze sostanziali tra una Asana e l'altra e i benefici variano da posizione a posizione.
Tutte queste Asana hanno in comune il fatto che rinforzano i muscoli dorsali, sciolgono e rinforzano il bacino, raddrizzano la colonna vertebrale, aprono il torace ed altro ancora.
Ustrasana, in particolare, è una di quelle posizioni yogiche veramente odiose per chi è "abituato" a curvarsi in avanti o ha il petto chiuso. Solo chi ha veramente compreso a fondo l'importanza di partire dal corpo per correggere il proprio carattere e cambiare il modo di sentirsi nel mondo è disposto ad affrontare la pratica di questa posizione.
Il torace, in Ustrasana, si apre completamente, le scapole si avvicinano tra loro, le spalle si aprono lasciando cadere il capo e le braccia all'indietro aprendo il petto verso l'alto, verso una dimensione al di là della terra e quasi divina. Trovo affascinante la metafora che possiamo cogliere dietro questo gesto: aprire il petto in alto vuol dire anche avere un atteggiamento più disponibile e aperto verso il mondo esterno, sia fisicamente che a un livello più profondo, interiore. Senza aver paura delle situazioni ma affrontando tutto “di petto” come si suol dire.
Nella posizione di Ustrasana (o del cammello) la colonna vertebrale viene allungata e il bacino spostato in avanti facendo diventare la respirazione uno strumento che aiuta a lasciarsi andare all'indietro e ad aprire il petto durante la fase di inspiro. Trovo poeticamente affascinante anche il concetto del lasciarsi andare all'indietro facendo affidamento sulle proprie ginocchia: da un punto di vista psicologico si impara a fidarsi di più di se stessi e delle proprie potenzialità...è un po' come il gioco che facevamo per la fiducia verso gli altri, in cui ci buttavamo all'indietro a peso morto sperando che i nostri amici ci afferrassero non facendoci cadere a terra, ma in questo caso giochi una partita da solo in cui i tuoi alleati sono il respiro, il tuo atteggiamento psicologico nei confronti dell'Asana e il tuo corpo.
Le Asana sono strumenti psicologici dotate di un percorso raffinatissimo e di un'eleganza filosofica fuori da tempo e dallo spazio. Le paragono ai livelli di lettura e interpretazione della Divina Commedia dantesca: si parte dallo strato più superficiale (la posizione che assume il corpo) per arrivare poi a uno stato di lettura più profondo che nasconde allegorie, metafore e una riscoperta psicologica profondamente d'aiuto per l'essere umano che fa espandere i propri orizzonti e punti di vista.
Ustrasana è come un verso della Divina Commedia: la vedi o la leggi all'esterno come un piegamento all'indietro con la colonna vertebrale ma poi scopri che dietro c'è un mondo intero.
Namasté,
Vittorio Pascale
Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano
Fondatore della pagina Fb: Yogamando
Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano
hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La “Silver Lining” indica una caratteristica delle nuvole che allude in senso figurato al risvolto positivo, ma è anche il titolo del nuovo film che ha avuto un enorme successo al box office, più precisamente “Silver Lining Playbook”, tradotto in Italia con “Il lato positivo”. Il film ha fatto parlare di se perché ha ricevuto una valanga di nomination, ha permesso a Jennifer Lawrence di vincere l’oscar come migliore attrice protagonista, anche se è quasi caduta dalle scale al momento del ritiro del premio, e ha portato alla ripubblicazione del libro “L’orlo argenteo delle nuvole” di Matthew Quick che ha ispirato la pellicola.
Il regista David O. Russell racconta la storia di Pat Solitano, affetto da un disturbo bipolare e appena tornato a casa dai genitori dopo aver passato alcuni mesi in un ospedale psichiatrico. Pat ha perso tutto, e il suo sogno è di riavere indietro la sua vecchia vita e il suo rapporto con la moglie Nikki, per questo è deciso a seguire una serie di buone intenzioni, le silver linings appunto, che poi registra su un piccolo libro (playbook). Quando però incontra Tiffany, una giovane donna vedova ed esuberante, oltre che problematica, le cose si complicano e lo portano a partecipare ad una gara di ballo per dilettanti. Il legame di aiuto che si stabilisce tra i due protagonisti permetterà a entrambi di vedere le cose da un’altra prospettiva e di accettare i loro problemi.
Non è facile affrontare temi come la malattia mentale restando nel genere della commedia cinematografica, ma in questa pellicola il connubio riesce, grazie al bilanciamento tra dramma e comicità, e anche grazie all’alchimia tra Jennifer Lawrence e Bradley Cooper che riescono a descrivere un disturbo difficile che solo chi prova può capire completamente. Il lato positivo è il messaggio di fiducia e di speranza nel futuro, vedere il sole che risplende attraverso le nuvole in un mondo che ti spezza il cuore in tutti i modi possibili, convincendosi che l’unica pazzia alla quale bisogna lasciarsi andare sia l’amore. La telecamera segue questa storia d’amicizia che si trasforma in amore attraverso dialoghi serrati che mostrano l’instabilità emotiva dei due protagonisti in particolare, ma anche degli altri personaggi che ruotano intorno a loro, come la madre di Pat, Jackie Weaver, con quel suo sguardo perso e vacuo e il padre, uno splendido Robert De Niro, che ha perso il lavoro e la lucidità di affrontare razionalmente le scommesse su cui basa i suoi guadagni. La figura più divertente è quella dell’amico squinternato Danny, Chris Tucker, che appare nei momenti più improbabili, sostenendo di essere stato rilasciato dall’ospedale psichiatrico, ma immancabilmente riportato indietro da un poliziotto.
L’evento principale del film è la gara di ballo che accentua il processo di maturazione di Pat e Tiffany, permettendogli di superare i loro problemi e di imparare ad ascoltare le energie e le vibrazioni che accompagnano le emozioni, e che viene correlata con le scommesse sportive esercitate da Sr. Solitano, il quale perderà tutte le sue vincite se i due perderanno la gara e questo permette di concentrare tutte le attenzioni su questa sequenza e di portare a un maggiore coinvolgimento dello spettatore.
Il Lato positivo quindi è un film piacevole ma non sensazionale. Sicuramente la performance dei protagonisti ha aggiunto alla pellicola un’originalità che è il principale motivo del suo successo, soprattutto per l’ottima capacità della Lawrence di calarsi con disinvoltura in ruoli molto diversi tra loro concentrando una vasta gamma di emozioni all’interno di un'unica figura, ma il problema delle malattie mentali viene affrontato in maniera superficiale, considerando che Pat all’inizio ha qualche grave disturbo che scompare a metà pellicola quando un’attività alternativa e esteticamente gradevole sostituisce le sue preoccupazioni. Parlare della mente che soffre fino ad ammalarsi è un’impresa tutt’altro che semplice, in particolar modo avendo a disposizione solo 122 minuti di tempo, infatti nel libro questo aspetto viene approfondito e seguito più dettagliatamente, cosi come i rapporti che cambiano tra i personaggi, ma il film resta una bella commedia in grado di regalare qualche risata e qualche riflessione su quanto sia complicato essere pazzi in un mondo immerso in una presunta normalità.
© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.