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Sabato 4 e domenica 5 Maggio, a Milano, si svolgerà un importante Workshop dedicato al mondo dell'arte e della comunicazione.
Maurizio Turchet, Artista multimediale e consulente di comunicazione a 360 gradi, vi guiderà all'apprendimento del metodo QART, arte olografica in percezione quantica, utilizzando tecniche di visualizzazione e canalizzazione in percezione aumentata.
Le tecniche di QART intendono offrire gli strumenti più idonei per diventare creatori di mondi al massimo delle proprie possibilità espressive e ottimizzare le informazioni che costituiscono il proprio inner e outer space con i metodi dell'alchimia contemporanea che si esprime nel registro informatico e quantico.
Se volete conoscere meglio il fondatore di QART, Maurizio Turchet, vi rimando al mio articolo “Oggi Chiacchiero con: Maurizio Turchet” nella sezione In[sano]
http://www.nerospinto.it/new/2013/oggi-chiacchiero-con-maurizio-turchet-ideatore-di-q-art/
QART è a disposizione di operatori della comunicazione e ad artisti a livelli più avanzati, ma chiunque intenda espandere le proprie potenzialità espressive potrà scoprire di essere in grado di trasmutare e ottimizzare le informazioni che costituiscono il proprio “space” interiore ed esteriore. Se lo si desidererà si potranno superare le barriere che separano il visibile dall'invisibile, l'impossibile dal possibile.
Informazioni e prenotazioni:
www.tribu.it/manilibere
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mobile +39 328 66 38 333
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Sabato 4 e domenica 5 Maggio 2013
dalle 10.00 alle 19.00 Spazio Tribù, Via Riccardo Pitteri 10, 20134 Milano
Namasté,
Vittorio Pascale
Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano
Fondatore della pagina Fb: Yogamando
Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano
hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Vi farò due domande dirette, un po' inusuali, ma utili e curiose:
Credete di respirare solo con pelle e polmoni?
Le ossa del vostro cranio sono perfettamente saldate fra loro, immobili?
È corretto prendere consapevolezza che è possibile recuperare uno stato di profondo benessere attraverso una dolce tecnica di rilassamento psicofisico ed emotivo.
W. G. Sutherland, attorno agli anni Trenta, ideò il craniosacrale partendo da studi di osteopatia per poi giungere a modalità ben differenti dai movimenti indotti, a volte un po' invasivi, dall'operatore.
La novità fonda le sue basi sulla ricerca di equilibrio del "respiro della vita", meccanismo respiratorio primario presente a livello profondo nel nostro corpo, che non corrisponde a quello polmonare, definito secondario ed indipendente dal primo.
Il respiro primario si manifesta nell'ascolto quasi impercettibile dei movimenti del liquido cerebrospinale, presente appunto lungo tutta la colonna vertebrale e nel cranio, fino a coinvolgere il resto del sistema craniosacrale che comprende anche l'area dell' osso sacro e le meningi.
I diaframmi del tronco e le linee di sutura presenti tra le ossa craniche si distendono e si contraggono in base a ritmi interiori e a restrizioni provocate da stati di squilibrio. L'intento nostro è far sì che tali punti di passaggio siano in equilibrio fra loro, senza creare scompensi che si manifestano tramite malesseri umorali e fisici.
L'operatore individua dove ci sono restrizioni nel corpo dovute a traumi, blocchi, paure e, con movimento intenzionale, aiuta il cliente a lasciarle andare via. Il cambiamento nella persona è facilmente percepibile: una sensazione generale di rilassamento, benessere e buonumore pervadono il cliente che troverà beneficio nel corretto funzionamento degli organi e della struttura.
Il punto di forza del craniosacrale sta proprio nell'essere una tecnica dolce: l'operatore, definito in questo caso anche "facilitatore", accompagna nel processo di rilascio il cliente tramite semplici e quasi impercettibili manovre che fanno scegliere al corpo trattato quanto rilasciare, nel rispetto dei tempi scelti da lui stesso. Noi registriamo eventi del nostro vissuto a livello profondo e corporeo, bisogna che noi stessi siamo a scegliere il momento del rilascio, non una causa esterna.
Durante i trattamenti, ho avuto l'opportunità di riscontrare risultati eccezionali e immediati: durante la seduta c'è chi ha preso chiarezza su scelte importanti da fare, chi ha percepito sensazioni simili a quelle vissute durante la pratica dello yoga nidra, chi ha avuto opportunità di lasciare andare via restrizioni e blocchi sia mentali che fisici.
Trattare una ragazza con la schiena affaticata, postura incurvata e spalle contratte che, dopo un solo trattamento, recupera un assetto della schiena più diritto e le spalle ruotate in modo equilibrato e rilassato da grande soddisfazione. Per non parlare dell'umore, che ne trae solo beneficio.
Anche in questo caso, siamo esclusivamente noi a manifestare disponibilità a un recupero più o meno celere, con i nostri tempi e, soprattutto, facendo sì che la nostra coscienza scelga quando è pronta per il cambiamento.
Ascoltarsi e osservarsi fanno parte del processo di crescita scattato in noi al momento della nascita.
Mercoledì 10 aprile, dalle 22, Max Ferrigno (Arte20group) e Tamara Pallaro (Bake Therapy) saranno ospiti dello Zoom Bar con una performance chiamata L'art à croquer, inserita nel più ampio contesto della serata Ab-Sinth, dedicata alla degustazione dell'assenzio nelle sue varianti più famose.
L'evento si pone come una commistione ispirata sottilmente al circo fellinaniano, combinando al suo interno un'ambientazione di elevato valore artistico, esponendo i quadri di uno dei maggiori esponenti del pop-surrealismo italiano (Max Ferrigno), e un elemento di dolce pazzia quale la baker Tamara Pallaro che, con i suoi colorati e buonissimi dolcetti, strizzerà l'occhio alle opere che la circondano e stuzzicherà l'appetito dei golosi.
In questo ambiente surreale, arte, cucina, poesia e assenzio si fonderanno in un flusso unico e travolgente, per una serata fuori da ogni schema che lascerà a pancia piena anche i più scettici.
A voi il compito di lanciarvi e superare la serata...mangiando quanti più dolci possibile!
Zoom Bar
via Panfilo Castaldi 26, Milano
Per una design week al top non può mancare una serata al Toilet Club. Nerospinto non mancherà e tu?
Giovedì 11 aprile, dalle 22 alle 3.00
*ANTIBAGNO: La Fosca presenta: Vlaire*
Ospite di Antibagno questa settimana è Vlaire, ovvero Federico e Stefano.
In questo appuntamento, che cade durante la settimana del Salone del Mobile, anche il Toilet vuole parlare di design ospitando le menti creative di un marchio che ha fatto del cartone il materiale di punta per la realizzazione dei suoi prodotti.
"La creatività che supera immaginazione e realtà, che nasce dalla passione e dalla ricerca di nuove forme: creare, personalizzare, modificare e concordare idee con strutture semplici, leggere e resistenti".
Vlaire realizzerà al Toilet un'installazione visitabile fino a sabato 13 aprile compreso.
Venerdì 12 aprile, dalle 22 alle 3.00
*COOL KIDS CAN'T DIE: Il Salone del Nobile*
Cool Kids Can’t Die è l’unico “queer party” di Milano che da ormai 8 anni infiamma i venerdì notte del Toilet Club.
Il dj show di Japi & LaEmi non è solo un set ma un vero spettacolo dove la musica, il travestimento a tema, l’intrattenimento e l’interazione con il pubblico ne hanno decretato il successo.
Ormai non più solo una semplice “serata”, il CKCD è diventato un nuovo modo di vivere la notte, anche grazie al suo importante curriculum di collaborazioni e ai numerosi ospiti internazionali e non che ha avuto il piacere di ospitare in consolle.
Tema della serata è IL SALONE DEL NOBILE!
Sentiti anche tu uno dei nobili del mondo, imita la regina Elisabetta, prendi uno scettro e una corona e vieni al Toilet più scintillante che mai!
Sabato 13 aprile, dalle 22 alle 3.00
*TOILETTE presenta i BELLA ZIO: In Fondo al Mar*
I BEAUTY UNCLE ritornano, come il cenone di capodanno, come il rappresentate del folletto, come il boomerang (anche se a noi non è mai tornato). Questo sabato gli allievi di Tilt tornano dietro la console del Toilet col loro mondo di scimmie urlatrici e zucchero filato al rhum, questa volta direttamente dai fondali marini!
Sei di nuovo pronto ad ubriacarti di dischi, animazione oscena, limoni schizofrenici e chupiti? Ci vediamo sabato, se non ci vediamo è colpa del fumo...
In consolle i “padroni di casa” Erik Deep e Lozelmo, sempre mentalmente instabili e musicalmente affidabili, con il loro mix dance/pop, elettro/qualcosa, 90´s heroes, toiletmusic.
INGRESSO GRATUITO
con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, Uisp
Non hai la tessera? Richiedila qui: www.circolotoilet.it/tessera
Toilet Club
via Lodovico il Moro 171, Milano
La band inglese si esibirà il 28 Luglio a Milano per il City Sound e il 29 Luglio a Roma per il Rock in Rome.
1995 – Sono un ragazzino che si sta avvicinando alla musica. Siamo in pieno periodo Brit Pop ed io mi ci tuffo a piè pari. E per viverlo appieno devi scegliere: Blur o Oasis? Non puoi amare entrambi, devi schierarti, così come hanno fatto i tuoi coetanei di trent’anni fa: Beatles o Rolling Stones, i bravi ragazzi o quelli brutti e cattivi. E io ho scelto i figli della “working class” a cui piace il calcio e la birra, contro i “cockney” sofisticati e intellettuali. Ok, le canzoni dei Blur mi piacciono, i loro singoli sono travolgenti, gli album veramente notevoli, ma io sono un ragazzino, sono fan, devo e voglio schierarmi: il mio gruppo preferito sono gli Oasis e di conseguenza disprezzo i Blur.
2003 – Sono uno studente universitario. In otto anni sono maturato molto, anche e soprattutto musicalmente. Col tempo ho dovuto ammettere ciò che da ragazzino non mi avrebbero tirato fuori nemmeno sotto tortura: che i Blur sono una delle migliori band che la mia amata Inghilterra abbia mai sfornato (e ne ha sfornate tante). La band dell’Essex, ma formatasi a Londra, tira fuori un album migliore dell’altro (Parklife, The Great Escape, l’omonimo Blur, 13), un singolo più travolgente dell’altro (da
e tanti altri). Sperimentano, cambiano; non si fermano al Brit Pop, sono avanti, vanno oltre. Damon Albarn è un paroliere e un frontman ispiratissimo; Graham Coxon il chitarrista “nerd” che tutti avrebbero voluto nella propria band; Alex James e Dave Rowntree la loro degna sezione ritmica. Arriva la notizia che suoneranno in Italia; il giorno dell’apertura delle vendite ero il primo a fare la fila al mio solito negozio. Sono passati dieci anni ma lo ricordo come se fosse ieri: 11 Novembre 2003, Vox Club, Nonantola, provincia di Modena: la band presenta in maniera eccelsa quello che sarà il loro album più sperimentale, Think Tank; ma che sarà anche il loro ultimo album in studio: durante le registrazioni Coxon abbandona la band e in tour verrà sostituito da Simon Tong, già chitarrista dei Verve. L’assenza di Coxon però non fa rimpiangere affatto il prezzo del biglietto; un concerto travolgente, con un Damon Albarn in formissima. Il ragazzino si sbagliava: i Blur sono una band eccezionale che non ha nulla da invidiare (anzi…) agli ormai ex-rivali Oasis.
2013 – Negli ultimi anni vedo i componenti dei Blur occupati in varie attività: Albarn in innumereveli progetti musicali (i Gorillaz, i The Good, the Bad & the Queen, tre album da solista, varie colonne sonore), Coxon concentrato esclusivamente sulla sua carriera da songrwriter (ben 8 album dal 1998 al 2012), James coinvolto nelle iniziative più disparate (giornalista, esperto di astronomia, protagonista e ideatore di un documentario sulla cocaina…), Rowntree impegnato in politica e contro la pirateria musicale. Le speranze di vedere di nuovo la band dal vivo si affievoliscono col passare degli anni.
Ma proprio quando le ultime speranze sembravano svanite, ecco una serie di colpi di scena: nel 2007 viene annunciato il rientro di Coxon nella band, nel 2009 la formazione originale suona dal vivo in più occasioni (purtroppo solo in festival organizzati in Gran Bretagna: Hyde Park, Glastonbury, T in the Park), tra il 2010 e il 2012 vengono dati alle stampe due compilation, due live e soprattutto due singoli inediti (
” che comprai a quel concerto dieci anni fa e parteciperò ad un evento storico con vecchi e nuovi fan del Brit Pop, con ragazzini che li hanno appena scoperti e con persone che li conoscono a malapena. Tutto come dieci anni fa: con la stessa curiosità e con la stessa sicurezza di assistere ad un concerto pieno di emozioni.
Giovedì 18 aprile alle 0re 19.00 presso il Virgin Cafè Milano, l’ente del turismo Isole Vergini britanniche e gli skipper di Sailor Company sono lieti di incontrare il pubblico e presentare l’arcipelago più esclusivo dei Caraibi.
Sorseggiando un cocktail al rhum, la mente salperà verso spiagge bianchissime, acque cristalline, meravigliosi parchi naturali, lasciandosi cullare tra le accoglienti onde di un mare esotico, scenario di mitici pirati e di pescatori leggendari.
Ad accompagnare la serata dedicata alle Isole Vergini Britanniche sarà la musica jazz e la voce suadente di Alberto Traversi Quartet, un quartetto di virtuosi musicisti capace di ricreare sonorità glamour e swing e di evocare i ritmi esotici delle BVI.
Le Isole Vergini Britanniche, piccolo arcipelago della porzione nord orientale dei Caraibi, sono un paradiso unico al mondo, costituito da isole da sogno, come l’incantevole Tortola, la lussuosa Virgin Gorda, la corsara Jost Van Dyke e la corallina Anegada, rappresentano uno degli itinerari prediletti per organizzare vacanze in barca: i venti sono costanti, gli approdi e gli ancoraggi numerosi e ben protetti, l’assistenza è capillare.
La Sailor Company¸ forte della sua esperienza e professionalità, mette a disposizione barche attrezzate ed equipaggiate per la navigazione, con o senza equipaggio.
VIRGIN CAFE MILANO
Via Tocqueville, 9
Milano
Per ulteriori informazioni contattare:
British Virgin Island Tourist Board
c/o AIGO
tel +39 02 66714374
www.bvitourism.it
Le BVI sono anche su facebook
Ufficio stampa: Sara Cusmà/Monica Tagliabue
Tel: +39.02669927.241 -+39.02.669927.299
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La nostalgia per il passato e l’idealizzazione dei prodotti, da quelli culturali a quelli materiali, delle epoche precedenti quella in cui viviamo è una caratteristica che il genere umano si trascina dietro probabilmente da sempre.
Prestando attenzione a non spogliare di ogni valore la realtà a noi contemporanea ancora capace di creare, nel mezzo del consumismo più sfrenato, oggetti di significato culturale; indiscusso rimane il fascino di ciò che è stato, come inalterata è la magia che emana un oggetto il quale reca su di sé i segni del passato e che fa viaggiare la nostra mente riportandola a una primavera che non c’è più, un inverno con un sapore tutto diverso.
La febbre del vintage così si è incredibilmente diffusa negli ultimi anni, contagiando anche i più scettici.
Tuttavia c’è una lecita domanda che ho sentito fare a molte di quelle persone che vi si accostano per la prima volta, me compresa: qual è la linea che separa il modernariato di qualità, dalla “patacca” anni cinquanta?
Questa differenza chiaramente può sfuggire ad un occhio inesperto e mai allenato come il mio, ma non di certo a chi del modernariato ne ha fatto, oltre che una passione, un lavoro vero e proprio.
È proprio l’amore per il modernariato infatti che ha spinto Emanuela Sala, designer e project manager milanese, ad ideare, insieme ai suoi due soci, Mobilitare.it.
Il core business del marchio giace nell’idea di adattare un ambiente non solo alle esigenze di chi lo vive, ma anche alle richieste dei tempi moderni, che mettono alla prova l’individuo e ciò di cui si circonda con continue spinte al cambiamento e alla trasformazione.
L’offerta dell’azienda è molto varia; Emanuela, Luca e Gabriella mettono a disposizione la loro esperienza per semplici e veloci spunti creativi o anche al servizio di un progetto completo di restyling, dagli elementi fissi come pareti, punti luce e pavimenti fino ai più minimi dettagli d’arredo.
Si occupano di abitazioni, negozi, spazi espositivi, bed&breakfast, studi e di qualsiasi ambiente abbiate necessità di arredare.
I mobili, datati anni ’50, ’60 e ’70, vengono ricercati nel mercato dell’antiquariato, dal mondo virtuale a quello reale, e viene loro ridata vita attraverso tecniche non invasive e, cosa molto importante, in base alle esigenze e ai gusti del cliente.
Altra caratteristica molto particolare è la possibilità del noleggio dei componenti d’arredo offerti dall’azienda, possibilità per altro caldamente consigliata in quanto perfettamente in linea con l’idea di un necessario adeguamento ai veloci cambiamenti imposti dalla contemporaneità. La forza di Mobilitare.it sta nella collaborazione di professionisti di ogni tipo, i quali offrono le loro competenze al cliente per poter realizzare al meglio i suoi desideri.
Come sempre, per conoscere meglio il progetto, i servizi o anche le persone che rendono possibile tutto questo, e per avere la possibilità di testare con mano la differenza niente affatto sottile di cui sopra, siete i benvenuti all’evento che si terrà sabato 13 aprile, dalle ore 19, allo Spazio Giulio Romano 8, in occasione della Nerospinto Borderline Design Week.
“Noi ci innamoriamo dell’anima, ma per vivere ci servono i corpi”
Sabato 13 aprile a partire dalle ore 19.00 la prestigiosa location Spazio Giulio Romano 8 aprirà il proprio sipario all’evento "Nerospinto Borderline Design Week", svelando le quinte scenografiche di un mondo sensuale e poetico.
Amore, eros e suggestive alchimie fra arte, moda, musica, cibo e design saranno le proposte che stimoleranno un “incontro/scontro” creativo nella centralissima Porta Romana.
La serata avrà inizio dall’aperitivo in una trasognante cornice: abiti, gioielli, borse, scarpe, arredo, opere d’arte e performance artistiche per trascinarvi in un vortice di fantasia.
A seguire party con Gaia360
Dresscode della serata: indossa la tua maschera
Per chi scarica l’applicazione Uber durante l’evento potrà usufruire di uno speciale promocode che dà diritto a due corse da 15 euro l’una.
Speciale lotteria con interessanti premi.
Designer: Barbara Nolli, Caira design, Chiara Tortorella, DB living, Elga Jazz, Koinè, Marika Guida, Lumière Bijoux, Mes Pois, Mobilitare.it, Preziosa Jewels, Quinto Ego, Sperimentàle, So’ White, Studio Amoenus, Tarty Creation, The Fashion Transformer, Ymanja Atelier, Zushii
Exhibition: Metaleone (Studio2012), Mauro Lacqua, Patrizia Fratus
Area Beauty: Rossana Dalla Rosa, VirgoImage
Perfomance artistiche:
BODY PAINTING a cura di FreakShow
"CHEW_ME_UP" incursioni coreografiche site specific
a cura di Davide Manico con la supervisione di Collettivo Pirate Jenny Performers allievi del 2 anno di accademia televisiva Tv Show, Mas Music Arts & show , Milano
DARK LOVE-SWEAT DEATH di Pier Giovanni Bellotto coreografia: Pier Giovanni Bellotto performer: Cristina Triggiani, Lino Maggioni
READING DI POESIE EROTICO/AMOROSE Testi a cura di Indira Fassioni performer : Alessio Minarda, Arianna Di Nuzzo
BONDAGE a cura di Delinqueers
Djset aperitivo a cura di:
Emre Baloglu soundcloud.com / emrebaloglu uncut-studio.com
WestBanhof www.chemicalattackproject.com Djset party a cura di Gaia360 & Toilet Club:
Mary k & Shiner from Gaia360
special guest CKCD from Toliet Club
Nerospinto Bordeline design week: è un progetto curato dall’Associazione Culturale Rosaspinto. In collaborazione con: Collettivo Pirate Jenny , DelinQueers, Gaia360, FreakShow, Trendee Me, Uber, Yeep
Si ringrazia per il supporto: Catering Grasch, Lelo, Lush, The Sticker Family, Ovale
Nerospinto Bordeline Design Week sostiene la causa di ASA - Associazione Solidarietà AIDS Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 340 1197983 333 8864490
www.nerospinto.it www.rosaspinto.it
Sabato 13 aprile 2013, dalle ore 19.00 c/o Spazio Giulio Romano 8 MM Porta Romana
Il Venerdì notte, ormai da qualche mese a questa parte, tira un vento di novità.
In pieno centro, in Via Larga, zona adiacente agli uffici comunali e alla sede universitaria, Alphabet propone una full immersion nell’elettropop e dirty dancing per tenere i piedi impegnati tutta la notte.
Peculiarità dell’evento è la door selection: differente dalle solite pretenziose door selection fashioniste.
A chi importa di quanto fashionable tu sia, l’essenziale è che tu abbia mentalità aperta, fuori dagli schemi: “Strict door selection. Dressing fashionably can't help. It’s not like going to a club with a dress code, wewant open minded and chilledpeople.”
Ergo: mettetevi in lista, siate eccentrici e muovete verso il G-Lounge.
Ingresso Gratuito, che non fa mai male.
La redazione consiglia: Chi meglio di Divine negli anni ’70, morta per insufficienza respiratoria, affogata nel suo stesso grasso, rappresenta l’emblema di “open minded”?
Alphabet
Ogni venerdì Dalle 23:00/4:00 Free entry (solo in lista) 8€ un drink
Dj Enza Van de Kamp, musica: pop, elettropop, disco music
G Lounge, via larga 8, Milano
"One Shot Yoga: curiosità dal mondo dello yoga in pillole" è una mini rubrica che ci fa divertire, incuriosire e imparare allo stesso tempo.
Questa settimana concentriamo la nostra attenzione su uno strumento molto utile, ma poco conosciuto: lo Yoga-Danda.
Dato che la Primavera, almeno qui a Milano, ahimè, non accenna a sbocciare , facendo continuare all’Inverno la sua danza, tante persone soffrono di raffreddori e problemi di narici chiuse.
E voi mi direte: si ma lo Yoga cura anche i raffreddori come uno spray nasale? Meglio.
Lo Yoga prescrive, per tenere libere le due narici, uno strumento molto particolare che è poco conosciuto ed utilizzato dai praticanti d’Occidente che viene chiamato Yoga-Danda, (danda = bastone).
Al contrario, invece, si conosce molto di più la lota, una speciale teiera che viene utilizzata per il lavaggio dei seni nasali.
È dimostrato scientificamente che, se lo yoga-danda viene posizionato sotto un’ascella e ci si appoggia su di esso, sottoponendo quella parte del corpo a una pressione sufficiente, la forza e l'ampiezza del respiro aumenta nella narice opposta e diminuisce nella narice che si trova sullo stesso lato dello yoga-danda. Dunque è possibile liberare rapidamente una narice otturata, collocando lo yoga-danda sotto l’ascella del lato opposto ed esercitando con l’attrezzo una leggera pressione. Se questa pressione viene mantenuta a lungo, il flusso respiratorio attraverso la narice che si trova sullo stesso lato diminuisce, e infine la narice si ottura.
Vi ricorda qualcosa questo meccanismo? Perché alla fine le risposte ai nostri problemi ce le dà la Natura nelle piccole cose. Pensate a quando dormite su un lato...
In base allo stesso meccanismo, se uno giace comodamente adagiato sul lato sinistro, con l’intero peso del corpo distribuito sulla coscia sinistra, sulla regione temporale, sulla spalla e sul braccio, dopo un certo tempo la narice destra sarà perfettamente funzionante, mentre la narice sinistra tenderà a bloccarsi.
Lo yoga-danda è un prezioso strumento per la meditazione e spesso lo si ritrova nell'iconografia del dio Shiva (nell'immagine sottostante raffigurato sia con lo yoga-danda che con la trishula, il tridente).
Namasté,
Vittorio Pascale
Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano
Fondatore della pagina Fb: Yogamando
Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano
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