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Milano si prepara alla Fashion Week con un weekend ricco di eventi esclusivi, musica e moda insieme sotto i riflettori. Tra tipi bizzarri e affascinanti, tu che tipo sei?
#ImbucaMI
Quando arriva la Fashion Week, Milano cade in quello stato di febbrile eccitazione che pervadeva le signorine nei porti americani quando sbarcavano i marines. Così, tutti, nessuno escluso, si travestono da gente che conta nel tentativo di imbucarsi in sfilate e cocktail pieni zeppi di bellissime gambe e addominali scolpiti. Barcamenarsi tra il fitto calendario pubblicato dalla Camera Nazionale della Moda non è una missione impossibile.. In bocca al lupo!

INFORMAZIONI UTILI www.cameramoda.it
#FashionVictim
Al Super Studio di Via Tortona torna la vetrina outsider della moda contemporary internazionale. Aprono le porte agli addetti del settore il White Man and Woman, e tutti si improvvisano cool hunter.

INFORMAZIONI UTILI www.whiteshow.it Orari: sabato e domenica 9.30-18.30
#AllaCorteDiReGiorgio
Per festeggiare i 40 anni del suo brand, il king della moda internazionale apre le porte del suo tempio al grande pubblico. Non perdete l’occasione di partecipare a una visita guidata all'Armani/Silos.

INFORMAZIONI UTILI www.armanisilos.com Sabato e domenica 11.00 / 19.00 Via Bergognone, 40 (Milano) 02 91630010 Biglietti da 12€
#ForeverTeen Alla Mondadori di piazza Duomo, la musica pop incontrano il pubblico. Sia Alessandra Amoroso che gli Skunk Anansie al gran completo, presentano i loro ultimi lavori discografici. La caccia al selfie con l’artista è aperta. Teneteci aggiornati.
INFORMAZIONI UTILI eventi.mondadoristore.it
#TrèsChic Al Blue Note di Via Pietro Borsieri arrivano gli Incognito, band di culto della scena acid jazz britannica. Per una serata all’insegna delle sonorità bles, jazz, punk … insomma un concentrato di energia pura.
INFORMAZIONI UTILI www.bluenotemilano.com
Buon Weekend !
- Serena Savardi -
A Milano il nuovo astro nascente della ristorazione monoporzione si chiama ITAshi . Dalla cucina giapponese assimila l'eleganza delle tecniche di preparazione espressa e da quella italiana la qualità del prodotto. L'indirizzo di questa idea innovativa, esempio di una contaminazione culturale riuscitissima, è Via Muratori 10. Gli ideatori: Marco Quintini e Simone Mazzone, chef dal curriculum stellato: dalle cucine del Gold di Dolce & Gabbana, passando per l’Hilton e i fornelli del Principe di Savoia). La start-up, il cui motto è “La cucina tradizionale italiana avvolta in quella giapponese”, è già sulla bocca di tutti gazie ai suoi ITAmaki, coni preparati con farine speciali prodotte da grani nostrani e arrotolati alla maniera nipponica tipica dei temaki. Qualche esempio del menù, rigorosamente preparato “espesso”? In cima alla lista gli ITAmakiTricolore con Mozzarella Campana Primofiore, gli ITAmaki con Carne di Fassona Piemontese, gli ITAmaki parmigiana e per gli amanti del dolce, gli ITAmaki cannoli e strudel.
ITAmaki Tricolore con Mozzarella Campana Primo Fiore
ITAmaki con tartare di gambero rosso
ITAmaki con Carne di Fassona Piemontese
Eccezion fatta per la domenica, ITAshi si propone come punto di riferimento sia per pause pranzo veloci che per cene di degustazione, dai 3 ai 36 Euro.
INFORMAZIONI UTILI
FB: ITAshi Milano Via Muratori, 10 (Milano) Chiuso la domenica
A due anni e mezzo da Amore puro, dopo un tour oltreoceano e un'operazione riuscita alle corde vocali, Alessandra Amoroso torna sul palco con un nuovo album Vivere a Colori, presentato oggi 14 gennaio in Piazza Città di Lombardia a Milano, con un concerto gratuito. Una compilation musicale fatta di pillole di ottimismo dove l'artista si rivela in una veste del tutto nuova e ci mette letteralmente la faccia.
"Vivere a Colori" - Alessandra Amoroso
"Questo è un progetto che mi ha fatto crescere moltissimo come persona. Dopo che ho scoperto il mio lato grigio, quando ho temuto di perdere per sempre il mio timbro di voce, ho imparato a dar più valore ai colori della mia vita." Alessandra Amoroso
Alessandra Amoroso
Ad anticipare il progetto artistico "Vivere a colori", il singolo "Stupendo fino a qui", uscito lo scorso 12 novembre e già in testa alle classifiche. Ma "Vivere a colori" non è solo un album, è molto di più: è un processo di maturazione della cantante pugliese che in questa occasione ha collaborato con grandi artisti e compositori della canzone italiana come Elisa, Tiziano Ferro ma anche Federico Zampaglione ( frontman dei Tiromancino), Michael Tenisci e tanti altri.
"Sono una ragazza esagerata in tutto quello che faccio, sia che io pianga o rida ma, quando si tratta di raccontare la mia vita privata divento introversa, e allora la canto. In ogni canzone c'è molto di mio: dai miei testi, dalle mie note si puo' capire che periodo sto attraversando.. Ed io, ora, dopo tutto, sono davvero felice" - Alessandra Amoroso
Oltre ai firmacopie del tour instore al via il 15 gennaio da Milano, sono già fissate due anteprime live della tournée a maggio, il 27 al PalaLottomatica di Roma e il 30 al Mediolanum Forum di Assago a Milano. Nemmeno quest'anno la vedremo tra i concorrenti del Il Festival della Canzone Italiana di Sanremo, ed è fuori discussione anche una sua partecipazione nella scuola di Amici.
" Per il momento ho bisogno di stare con la mia famiglia.. Non è in cantiere nemmeno una mia partecipazione ad Amici, ho ancora tanto da imparare" - Alessandra Amoroso
62 ^ Festival di Sanremo: Duetto Emma Marrone - Alessandra Amoroso
- Serena Savardi -
Il corpo delle donne è un'opera d'arte, e molti sono gli artisti che si sono piegati al suo fascino. Merano Arte, dal 6 febbraio al 10 aprile, ospita GESTURES - Women in Action, mostra interamente dedicata alla Body Art femminile.
Quaranta sono le opere che ripercorrono la magia artistica dagli anni '60 a oggi, attraverso fotografia, collage, oggetti e video.
Il fil rouge è il corpo femminile, che diventa un mezzo dotato di incredibile espressività e capace di farsi portavoce di un pensiero che mira al sovvertimento dei valori costituiti.
Sono presenti i capolavori di tutti i più grandi esponenti della Body e Performance Art: Yoko Ono, Marina Abramovic, Valie Export, Yayoi Kusama, Ana Mendieta, Gina Pane, Carolee Schneemann, Charlotte Moorman. Oltre ai celebri nomi del passato, non mancano esperienze di artiste di tempi recenti, fra cui Sophie Calle, Jeanne Dunning, Regina José Galindo, Shirin Neshat, Silvia Camporesi e Odinea Pamici.
Il visitatore si trova di fronte a un magnifico tanto quanto tortuoso percorso artistico, che scava nella natura concettuale delle opere d'arte in mostra. Quello introdotto dalla Body Art è stato un cambiamento profondo nella storia dell'arte contemporanea.
Le opere esposte hanno un forte valore socio-culturale e sono caratterizzate da uno strettissimo legame all'hic et nunc: sono effimere, e proprio qui risiede la loro bellezza.
La condizione della donna nel mondo viene studiata in profondità, abbattendo i confini fra spettacolo, comunicazione, teatro e arte.
Con la Body Art, la rivoluzione culturale ha una protagonista unica e ben precisa: la donna. L'arte non può più fare a meno di lei: diventa una scelta anche politica, e l'arte si erge così a sostenitrice della parità di sesso. E' una presa di posizione importantissima in quelli che sono gli anni del movimento femminista.
Le artiste della Body Art vogliono colmare la distanza con il pubblico: l'arte diventa un mezzo di comunicazione sociale, mostrando come uno specchio tutti i cambiamenti di quegli anni. Il pubblico assume un ruolo attivo, come parte integrante dell'opera; perde la sua connotazione di spettatore passivo.
La mostra è organizzata secondo un ordine cronologico, con una sola eccezione. Prima di accedere alle sale, infatti, oltre ad essere esposto il violoncello di Charlotte Moorman, musicista statunitense, è proiettato il video esplicativo che lascia scoprire ai visitatori l'uso che faceva l'artista americana di tale strumento.
Trionfante, domina il pian terreno una fotografia di Marina Abramovic, tratta da Delusional (1994).
Nella prima sala è possibile ammirare le immagini e i video di Cut piece (1965) di Yoko Ono, caposcuola della Body Art, già attiva a metà del XX secolo. Faceva parte di Fluxus, movimento dalle pionieristiche premesse espressive e sensibili. Non mancano immagini da Bed In (1969), la performance eseguita con il celeberrimo compagno di vita John Lennon.
Yoko Ono
Yoko Ono e il marito John Lennon
Yoko Ono e il marito John Lennon
Seguono le fotografie delle performance estreme di Marina Abramovic, artista in grado di esplorare i limiti del corpo, della sua sopportazione, ma anche artista attratta dalla mente, dalle sue potenzialità e concentrazione.
Nella prima sala si trova anche Mario Carbone, con il video di Imponderabilità (1977) realizzato con l'artista Ulay.
Passando poi nella seconda sala, gli occhi sono immediatamente conquistati dai lavori di Ana Mendieta, artista cubana famosa per la sua performance Blood Sign (1972). Le sue origini la portano ad interessarsi alle culture indigene e le sue opere sono caratterizzate da una radice trans-culturale. Le immagini ritraggono il corpo in solitudine che si confronta con la natura e l'ambiente che lo circonda.
E' capace di dialogare perfettamente con quest'ultima opera, una fotografia tratta da Azione sentimentale (1973) di Gina Pane, artista del filone italiano della Body Art. Il suo lavoro sa combinare tecniche differenti, cerca un equilibrio dialettico con il pubblico che deve essere coinvolto non solo fisicamente ma anche e soprattutto mentalmente.
Gina Pane
Non mancano inoltre i tratti ossessivi tipici di Yayoi Kusama, artista hippie giapponese celebre per i suoi atteggiamenti osé.
L'esposizione arriva poi a toccare il delicato tema della protesta femminile contro la sofferenza psichica e fisica che le donne subivano: ne è portavoce Valie Export, artista che ha rinnegato sia il cognome paterno sia quello del marito, inventandosi uno pseudonimo tratto dal una nota marca di sigarette austriache.
Valie Export
Carolee Schneemann è un'altra grande protagonista della mostra: artista americana che ha incentrato il suo lavoro sulla sessualità e sui generi. Ice naked skating (1972) e Eye Body (1963) sono le due performance da cui sono tratte le sue immagini.
Padroneggiano il centro della sala due fotografie di Orlan, francese celebre per il suo corpo modificato da plastiche facciali e altre numerose operazioni di chirurgia estetica. L'artista si è concentrata su un tema che la rende unica in mezzo alle sue colleghe: il corpo come ibrido fra natura e tecnologia.
Orlan
Di un'altra francese sono le opere a cui si trova di fronte il visitatore proseguendo il suo percorso. Si chiama Sophie Calle, e con Mon Ami (1984) ha esplorato l'intimità e l'identità femminile. Le sue immagini sono cariche di voyeurismo e invitano il pubblico a interrogarsi sulla linea di confine che separa le esperienze pubbliche da quelle private.
Sophie Calle
La sala grande del secondo piano è dedicata a Balkan Baroque (Leone d'Oro alla Biennale di Venezia nel 1997), opera di Marina Abramovic: l'artista, per realizzare questa performance, trascorse diverse ore al giorno seduta in montagna, intonando canzoni serbe.
In contrasto, per dimensioni, con l'immagine di Marina Abramovic, c'è quella di Jeanne Dunning. Il suo lavoro Long Hole (1994-1996) nasce dallo studio della relazione che lega ogni uomo con i suoi aspetti più intimi: oltre che la fisicità, l'identità e la sessualità. Da questo confronto emergono aspetti stranianti che l'artista esplora in profondità.
Il ruolo sociale della donna è invece la tematica affrontata dall'iraniana Shirin Neshat, che si concentra sulla figura femminile in un contesto islamico contemporaneo. La mostra accoglie inoltre un cortometraggio. Il titolo è Pulse: risale al 2011 ed è una visione tanto oscura quanto intima.
L'esposizione ospita anche Il sale della terra (2006), opera di Silvia Camporesi, fotografa italiana, creatrice di un universo unico nella sua delicatezza e poesia e di cui proprio l'artista è abitante. La chiave di lettura è teatrale, intimista.
Ballo per Yvonne è la performance di un'altra italiana. Odinea Pamici sa provocare, gioca molto col corpo e sfrutta gli stereotipi femminili: il matrimonio, la cucina.
Odinea Pamici
Nell'ultima sala il visitatore scopre le immagini di Regina Josè Galindo, artista guatemalteca che ama definire le sue opere atti di psicomagia. Le sue performance sono ricche di carica emotiva e traspare grande sofferenza: Regina Josè Galindo gestisce i suoi limiti fisici e psicologici fino a trasformare il suo corpo in un eterno campo di battaglia.
Il meraviglioso progetto a cura di Valerio Dehò GESTURES - Women in Action nasce dalla collaborazione con The Cultural Broker e 123 Art. La mostra viene inaugurata alle ore 19 di venerdì 5 febbraio e sarà ospitata dall'Edificio Cassa di Risparmio di Merano Arte fino al 10 aprile. ARTISTE Marina Abramovic, Sophie Calle, Silvia Camporesi, Jeanne Dunning, Valie Export, Regina José Galindo, Yayoi Kusama, Ana Mendieta, Charlotte Moorman, Shirin Neshat, Yoko Ono, Orlan, Odinea Pamici, Gina Pane, Carolee Schneemann.
INFO T 0473 212643 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.kunstmeranoarte.org
EDIFICIO CASSA DI RISPARMIO Portici 163 39012 Merano (MB)
ORARI Dalle 10.00 alle 18.00 Lunedì chiuso.
INGRESSO Intero: 6,00 euro Ridotto (Over 65, guestcard): 5,00 euro Studenti fino a 26 anni: 2,00 euro Bambini fino a 14 anni: gratuito
Beatrice Bellano
E' stata inaugurata ieri allo Studio Museo Francesco Messina di Via San Sisto 4/a la mostra site-specific MORTE DI UNA STELLA E ALTROVE di Eracle Dartizio, curata da Sabino Maria Frassà
Dopo il successo del tour teatrale di Apocalypse, Giuseppe Giacobazzi torna in teatro e si racconta con un nuovo one man show: Un po’ di me, genesi di un comico. In scena dal 2 al 7 febbraio 2016.

Dopo 20 anni di onorata carriera, il comico ha infatti deciso di parlare di sè e svelare la propria intimità al grande publico del Teatro Manzoni di Milano. Non è nostalgia quella che pervade la scena ma semplicemente un racconto cronologico per chiedersi che ne sarà del futuro della comicità. Dai ricordi di bambino alle vacanze al viagra, dal laoro nel fashion business al reposabilità di essere padre: Giuseppe Giacobazzi fa una lucida analisi della vita di un uomo, la sua.
INFORMAZIONI UTILI:
Dal lunedì al venerdì ore 20.45 - domenica ore 15.30
Biglietti da 18 €
Dal 14 Gennaio il Jazz trova una nuova dimora a Milano. Per un giovedì al mese, infatti il Dude Club, da appuntamento con COMPANIONSHIP, un progetto a cura del musicista e producer Gerardo Frisina, presso l’Osservatorio Astronomico del club che per la prima volta apre le sue porte a concerti live.

Il primo appuntamento di COMPANIONSHIP vedrà sul palco il quintetto Astral Travel guidato dal batterista e compositore Tommaso Cappellato, le cui sonorità sono un tributo allo Spiritual Jazz, una corrente partita da lavori come "A Love Supreme" di John Coltrane e dall'immensa produzione di Sun Ra.
Astral Travel
INFORMAZIONI:
Apertura Club: 22.00
Ingresso con Consumazione: 10€
Dopo il successo del suo ultimo libro, Vinicio Capossela debutta anche sul grande schermo, il 19 e 20 gennaio, con Vinicio Capossela – Nel Paese dei Coppoloni. Prodotto da LaEffe, PMG e la Cupa, il lungometraggio, che assume i tratti caratteristici del documentario, è un viaggio in quell’Italia “interna”, sconosciuta e svuotata dalla modernità. Qui l’Irpinia, terra d’origine del cantautore italo-tedesco, si fa emblema di quelle società arcaiche che con il boom industriale sono state dimenticate.
Il Paese dei Coppoloni
“Sono nato in Germania, da piccolo me ne vantavo. Così, userò una parola tedesca per spiegare il senso del mio viaggio: Heimat. Che qualcuno traduce con Patria, ma quello è Vatterland, termine maschile, forte, poi degenerato in mali peggiori. Invece Heimat è femminile, materno, esprime un sentimento, che è quello di una casa dalla quale si è separati. Tutto questo viaggio che ho fatto da viandante è verso un mondo magico e perduto, perché io non ho vissuto qui ma da qui traggo origine. Mettere insieme queste storie ha richiesto molto tempo, oltre dieci anni, ma il tempo non è nulla quando si è guidato dall’euforia della scoperta” Vinicio Capossela
- Chi sei? A chi appartieni ? Cosa vai cercando? - Vinicio Capossela
A mettere insieme i tasselli di questa operazione sull’etimologia della nostalgia, su quello che riconosciamo come nostro senza averlo vissuto semplicemente perché rappresenta le nostre radici, è stato diretto da Stefano Obino.
“Il copione per quanto mi riguarda era Vinicio, era seguirlo e lasciare che lui entrasse in queste dimensioni e ce la raccontasse, io ho solo cucito tutto quanto insieme”. Stefano Obino
Vinicio Capossela e gli abitanti del paese
Nel viaggio onirico condotto dal cantautore-viandante a bordo di una mietitrice volante alla riscoperta, tra lupi mannari e barbieri istrioni, rituali nuziali perduti, luoghi evocativi e frammenti di video d’epoca, il tentativo è quello di recuperare un identità per definire la propria missione sotto il grande cielo azzurro.
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[/embed]- Serena Savardi -
Dal 7 aprile al 7 agosto, Venezia si tinge ancor più di magico con la mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless NIghts / Big Nudes.
Il progetto La Casa dei Tre Oci nasce dalla collaborazione fra Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie, e, ospitando per la prima volta a Venezia i capolavori di Helmut Newton, si conferma leader nel panorama culturale e soprattutto fotografico.
Duecento sono le immagini che abbelliscono La Casa dei Tre Oci: duecento opere d'arte del fotografo più celebrato del XX secolo.
Helmut Newton, all'anagrafe Helmut Neustätder, si appassionò alla fotografia alla tenera erà di 12 anni, quando comprò il suo primo modello di macchina fotografica. Tedesco con origini ebree, lasciò la patria nel 1938 trovando rifugio in Australia, Paese di cui ottenne la cittadinanza. Proprio a Sydney convolò a nozze con l'attrice e collega June Brunnell, donna a cui rimase legato per più di mezzo secolo. A Melbourne collaborò con varie riviste fra cui Playboy. Ma è a Parigi che ottenne successo e guadagnò fama mondiale, scattando preziosi fotografie per Vogue, Elle, GQ, Vanity Fair e Marie Claire. White Women è il suo primo volume, che pubblicò nel 1976, ricco di rivoluzionario erotismo ed eccentrico gusto estetico. Fra gli anni '70 e '80 rafforzò i suoi legami col mondo della moda, vantando collaborazioni con celebri marchi, come Chanel, D&G, Versace, Blumarine, YSL e Borbonese. La sua brillante carriera si concluse nel 1984 con la realizzazione del video Surrenderer your Heart, dei Missing Person. Morì 20 anni dopo in un incidente stradale.
Venezia ha deciso di omaggiare questo stravagante genio, raccogliendo le immagini dei suo primi tre leggendari libri: il già citato White Women, Sleepless Nights e Big Nudes.
La ricerca dello stile e la scoperta dell'eleganza sono lasciate all'interpretazione dello spettatore, i cui occhi subiranno il fascino di scatti liberi, realizzati da Newton per se stesso, e quello di altrettanto meravigliose fotografie realizzate su committenza.

Women in White contiene 81 immagini, di cui 42 a colori e 39 in bianco e nero. E' innovativo e accattivante; per la prima volta la fotografia di moda apre le sue porte al nudo. La maggior parte degli scatti, infatti, ritraggono donne scoperte, in un magico mix di arte e moda. Helmut Newton fu il caposcuola del nudo nella fotografia di moda, e molti colleghi e registri si accodarono: fu una provocazione radicale tanto quanto creativa.
Sleepless Nights risale al 1978 e come protagoniste ha ancora loro: le forme femminili. Le immagini diventano veri e propri ritratti, quasi come se Newton lavorasse come reporter davanti alle sue modelle. 69 sono gli scatti contenuti nel volume (31 a colori e 38 in bianco e nero). Helmut Newton era ufficialmente un fashion photographer, ma le sue modelle erano solo un pretesto che nasconde qualcosa di assai personale.
Big Nudes uscì nel 1981. Contiene 39 scatti in bianco e nero che inaugurarono una nuova dimensione: Helmut Newton portò le gigantografie nelle gallerie e nei musei.
Per non perdere questo spettacolo visivo, l'appuntamento è a Venezia presso la Casa dei Tre Oci.
INFO tel. +39 041 24 12 332 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.treoci.org
CASA DEI TRE OCI Fondamenta delle Zitelle, 43 30133 Giudecca - Venezia
VAPORETTO Fermata Zitelle Da piazzale Roma e dalla Ferrovia linea 4.1 - 2 Da San Zaccaria linea 2 - 4.2
ORARI Tutti i giorni 10.00 – 19.00; chiuso martedì
BIGLIETTI 12 € intero 10 € ridotto studenti under 26, over 65, titolari di apposite convenzioni 8 € ridotto speciale gruppi superiori a 15 persone 24 € ridotto famiglia (2 adulti + 2 under 14) 5 € ridotto scuole Gratuito per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, disabili e accompagnatore, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti con tessera, guide turistiche
Beatrice Bellano
Dopo un ottimo debutto la San Fedele Musica di Milano, converte anche quest’anno la sua Galleria nel tempio della musica elettronica.
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