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Ha inaugurato, giovedì 28 gennaio, la stagione lirica 2016 presso il Pavarotti Milano Restaurant Museum, sito nella spettacolare cornice di Galleria Vittorio Emanuele II. Una serie di concerti, che si terranno ogni giovedì sera dalle ore 22, nei quali si esibiranno tenori, soprani e musicisti della Fondazione Luciano Pavarotti sul palco della Sala Big Luciano.
Cominciate lo scorso anno, le cene con concerto hanno reso questo ristorante-museo un polo del panorama enogastronomico milanese, ma soprattutto di quello culturale. Le serate del giovedì perseguono la missione promossa dallo stesso Pavarotti già con l’evento musicale “Pavarotti and friends”: restituire la lirica al bagaglio culturale di molti e non limitarla unicamente ad un’elite ristretta.
Pavarotti Milano Restaurant Museum nasce da un’idea della moglie Nicoletta Mantovani e Alessandro Rosso (noto per l’ambizioso progetto “Seven Stars Galleria Italia”), con l’obbiettivo di ricordare la gloriosa vita del tenore modenese.
All’interno di un incantevole edificio storico in Galleria Vittorie Emanuele II, a cui si accede tramite gli ingressi in Piazza Duomo 21 e da Via Silvio Pellico 2, le pareti del ristorante ricordano quelle di un museo vero e proprio: citazioni, oggetti, disegni e anche alcuni abiti appartenuti al Maestro, un percorso lungo tutta la sua carriera artistica, accompagnato da un’altra delle sue passioni, la cucina.
Una cena alla carta, elaborata dallo chef Luca Marchini, accompagnata in sottofondo dalle arie più famose cantate da Pavarotti, che propone eccellenti piatti della tradizione emiliana abbinati ad una fine e ricercata cantina di vini.
A dare il via alla stagione concertistica, il 28 gennaio, è stata Elena D’angelo, soprano, sulle note della pianista Claudia Mariano. La cantante lirica, soubrette dal 2004 della Compagnia Italiana D’Operetta, padroneggia un vasto repertorio che comprende, tra le altre, canzoni che vanno dagli inizi del 900 fino agli anni ’50, ma anche musica sacra e musical.
Elena D’Angelo, insieme a Claudia Mariano e Ettore Leccese (tromba), sarà di nuovo sul palco della Sala Big Luciano 31 marzo preceduta, nelle altre serate, da egregi soprani e tenori quali Elisa Maffi, Giuseppe Riveras, Oreste Cosimo, Spero Bongiolatti, Elisa Balbo e Monica Mariani.
Francesca Bottin
Pavarotti Milano Restaurant Museum Piazza Duomo 21, Milano http://www.pavarottimilano.com/ La prenotazione è consigliata specialmente per le cene del giovedì
Primavera 2016
04 febbraio – Elisa Maffi. Soprano
11 febbraio – Giuseppe Riveras. Tenore
18 febbraio – Oreste Cosimo. Tenore
25 febbraio – Spero Bongiolatti. Tenore
03 marzo – Elisa Balbo. Soprano
10 marzo – Elisa Maffi. Soprano
17 marzo – Monica Mariani. Soprano
24 marzo – Elisa Maffi. Soprano
31 marzo – Elena D’Angelo. Soprano, Claudia Mariano. Pianoforte, Ettore Leccese. Tromba
Noodles, Ramen e Sushi da oggi hanno una nuova casa, il MINT Cafè di Viale Bligny.
Locale universitario di giorno, ristorante di alta qualità la sera. Questa la chiave del successo del MINT Cafè che da Sabato 6 Febbraio inaugura ufficialmente la formula all day long, già in voga nei Paesi Europei.
Tonkotsu Ramen
Ramen di pasta fresca con il tradizionale brodo tonkotsu fatto in casa, maiale chasu, uovo onsen e verdure; soba noodle di grano saraceno accompagnato da avocado e verdure al salto; spaghetti shirataki di konjac con erbette e gamberi satai. Sono solo alcuni esempi delle delizie caserecce proposte dallo chef, senza trascurare il sempre presente MINT Sushi, dai gustosi uramaki gourmet macchiati all’occidentale al vegan sushi , passando per i traditional nigiri, sashimi e maki.
Soba Noodle con avocado e verdure al salto
Ma c’è di più perché dal 14 febbraio il MINT Cafè inaugurerà anche la sua particolare versione di brunch che promette di stupire. La sfida è quella di mixare l’usanza degli States con le tecniche culinarie asiatiche e la qualità dei prodotti Made in Italy, un connubio da far venire letteralmente l’acquolina in bocca.
MINT Sushi misto
- Serena Savardi -
INFORMAZIONI UTILI
MINT Cafe
Viale Bligny 15 Milano 02 89059930 fb: /mintcafemilano
Alessio Menconi è vincitore del premio "AICS JAZZ" al "Gran Prix du Jazz" nel 1992 e del premio "Eddie Lang" nel 1993 come miglior giovane chitarrista jazz italiano.
Per chi ama i film di genere e anche per quelli che preferiscono i film di autore l’ultima pellicola di Quentin Tarantino non può deludere. Anche perché i cliché ci sono tutti, dal cacciatore di taglie al confederato razzista e incavolato. E poi c’è la neve, il freddo, le montagne ostili e incantevoli del Wyoming, l’emporio classico targato USA e le pallottole fischianti.
Ah Quentin quanto ci sei mancato!
Essere geniali significa appunto trasformare tutto quello che è ormai banale e superato in un lavoro cinematografico convincente e appassionante dove anche la protagonista femminile invece di indossare pizzi, merletti e cuffiette ottocentesche indossa quattro stracci comodi e informi e ha i capelli da pazza indemoniata. E così anche la sceneggiatura più normale che mette insieme otto furfanti americani con storie personali e segreti inconfessabili diventa una vera e propria drammaturgia dove, in un gioco di specchi realizzato dall’uso sapiente della macchina da presa, i protagonisti si cambiano di posto e di importanza nello scorrere della pellicola.
The Hateful Eight infatti racconta l’incontro e lo scontro tra otto personaggi che, ben lungi dall’essere in cerca di un autore, si prodigano e lavorano per nascondere ognuno di loro la vera identità e che il cammino per raggiungere l’agognata Red Rock sarà una vera impresa.
Siamo a pochi passi dalla fine della guerra civile e una diligenza è costretta a fermarsi nel cuore del Wyoming a causa di una tempesta di neve. Il cacciatore di taglie John Ruth e la sua prigioniera Daisy Domergue sono attesi nella città di Red Rock dove Ruth, noto da quelle parti come “Il Boia”, porterà la donna dinanzi alla giustizia, riscuotendo una taglia di 10.000 dollari. Lungo la strada incrociano due uomini che si uniscono a loro. Ma la tempesta infuria ed i quattro saranno costretti a fermarsi per cercare rifugio presso un emporio dove ad accoglierli troveranno altri quattro sconosciuti.
Se qualcuno dovesse sentire la eco di Django Unchained non si sbaglia, perché il buon, vecchio Quentin dopo qualche esperimento non molto riuscito con attori solo famosi si è ricordato di saper fare ancora i western e pur se anche "The Hateful Eight" ha un cast invidiabile di grandi nomi possiede parimente una bellezza e una forza artistica che riappacifica Tarantino con i suoi fan più fedeli. Ciliegine sulla torta di una pellicola già convincente la straordinaria fotografia di Revenant e la splendida colonna sonora di Morricone. Un film assolutamente da andare a vedere.
Antonia del Sambro
Il trend che ha ormai conquistato il capoluogo meneghino è un delizioso mix di cucina giapponese e brasiliana, e Bomaki, l'uramakeria di Milano, ha deciso di triplicare la sua presenza in città.
Si fa in tre e conquista le zone più alla moda di Milano: corso Sempione, Garibaldi e Marghera. Tante sono le novità per gli affezionati e per i curiosi, senza dimenticare il must di Bomaki: il burrito rivisitato in chiave orientale.
Bomaki di Via Sanzio
Il menù è ricco, sa combinare due gustose culture conquistando i palati senza far piangere il portafogli: per otto squisiti roll bastano una decina di euro e la scelta include salmone, tonno, gamberi in tempura, branzino, granchio, astice, gamberi rossi di Sicilia, capesante e c'è anche una proposta vegetariana. Per chi volesse accompagnare gli ottimi piatti dall'anima nippo-brasiliana con un drink colorato, una birra o un frullato, i prezzi vanno dai 4 ai 7 euro.
L'ideatore di questo incredibile mix di successo è lo chef Jeric Bautista, che sa abbinare delizie in costante evoluzione alla cortesia dello staff.
Il nome del locale deriva da una combinazione di due termini: uno portoghese (bom, che significa buono) e uno giapponese (maki, il tipico roll della cucina nipponica). Bomaki ricorda uno dei ristobar in stile giapponese che si possono trovare nelle grandi città brasiliane, da Rio de Janeiro a Sao Paulo e la sua proposta culinaria fa venire l'acquolina in bocca solo sfogliando il menù.
Crepes di soia al salmone, pollo o picanha grigliata con guacamole, jalapeno o cheddar cheese sono solo alcune delle delizie che prepara lo chef Jeric Bautista. Ma anche inediti temaki con tonno maracuja (tartare di tonno, insalata e salsa maracuja), salmone e tartufo (salmone, avocado, Philadelphia e carpaccio di tartufo) o salmone al mango (cubetti di salmone, avocado, insalata, mango e salsa al mango). I palati più fini saranno conquistati dalla tartare ceviche, una fresca variante di crudi da lasciare a bocca aperta (polipo, branzino, gambero rosso di Sicilia, pomodoro, mango, cipolla rossa e coriandolo). Ma fra le righe del menù è possibile scovare ogni sorta di roll: dal tonno teriyaki (con carpaccio di tonno scottato, gamberi in tempura, spicy cream, avocado, teriyaki) al salmone tobiko (tartare di salmone, insalata, mango, avocado e crema di mango), dal branzino ceviche (con dadolata di branzino marinato, lime, zenzero, coriandolo, cipolla rossa, gambero in tempura) al granchio e tonno (granchio intero fritto, carpaccio di tonno e maionese), fino agli speciali come l’astice gratinato (astice alla fiamma, gambero in tempura, avocado, tobiko, salsa teriyaki, maionese).
Mix di uramaki
Burrito spicy salmon
Inoltre molti di questi curiosi mix possono essere gustati anche sotto forma di temaki (a partire da 6€), mentre ai più esigenti Bomaki propone il sashimi exotic (dodici pezzi di pesce misto con salsa di gazpacho al mango e passion fruit), il carpaccio flambè (tonno, branzino o salmone scottato con salsa ponzu, olio d’oliva e sesamo) o il mix di involtini di gamberi (in salsa dolce, piccante e curry).
Per i più golosi anche qualche dolce tipico brasiliano come il tris di brigadeiros (cioccolato fondente, bianco e al latte), il quindim (crème caramel al cocco) o le cheesecake al mango o al maracuja. Il coperto a 1€ comprende anche acqua naturale o frizzante in brocca gratuita.
Panna cotta al mango
Bomaki è l'ideale per degustare innovativi uramaki, ma anche per un veloce aperitivo o per una cena leggera in compagnia di un sorso di favolosi cocktail (caipirinha, caipiroska e speciali mojito al limone, alla papaya, all’ananas, ai frutti di bosco, alla fragola, al maracuja, al mango e alla goyaba). Le pareti con ceramiche azulejos e le colorate carte da parati che ricordano la vegetazione brasiliana sanno creare l'atmosfera perfetta prima di avventurarsi nella movida milanese.
Ognuno dei tre locali ha una sua peculiarità: se in Largo la Foppa si trova un intimo soppalco e un dehors per cenare sotto gli archi che si affacciano sulla movimentata nightlife della zona, in via Sanzio è possibile ammirare uno splendido murales, opera dell’artista poliedrico Riccardo Poli.
La deliziosa e innovativa cucina di Bomaki è aperta dalle 12:30 alle 15 e dalle 19:30 a mezzanotte e aspetta solamente di essere assaggiata.
INFO: www.bomaki.it Servizio wi-fi disponibile. E' caldamente consigliata la prenotazione.
BOMAKI SEMPIONE: C.so Sempione 10 20154 – Milano Tel. 02 33603346
BOMAKI FOPPA: Largo la Foppa 1 20121– Milano Tel. 02 39663308
BOMAKI SANZIO: Via Raffaello Sanzio 24 20149 – Milano Tel. 02 39563318
Beatrice Bellano
Dopo l'incredibile successo della scorsa stagione, Il Ballo di Sonia Bergamasco torna al teatro Franco Parenti a partire dal 9 febbraio.
La storia di Antoniette, tratta dal romanzo breve di Irène Némirovsky, è riletta e interpretata da Sonia Bergamasco, attrice e musicista che ha iniziato la sua carriera con Giorgio Strehler, nell'Arlecchino dei Giovani. Ha in seguito lavorato con Carmelo Bene, Theodoros Terzopoulos e Massimo Castri. Due anni fa ha conquistato il prestigioso Premio Eleonora Duse. La sua esperienza non si ferma al palcoscenico teatrale: Sonia Bergamasco ha infatti collaborato con Liliana Cavani, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Bertolucci e Marco Tullio Giordana in televisione e dal 1° gennaio è in tutte le sale cinematografiche d'Italia nel film record di incassi Quo Vado, al fianco di Checco Zalone.
Il Ballo narra le vicende di Antoniette, figlia quattordicenne di una coppia di ebrei arricchiti. Antoniette ha un rapporto burrascoso con la madre, che la sottopone a continue umiliazioni, fino al giorno in cui la giovane saprà colpirla nel suo punto più debole: la brama di affermazione sociale.
Sonia Bergamasco, in un candido abito, interpreta tutti i ruoli: la madre crudele che maltratta le governanti e la figlia, il padre che cerca rivalsa a Parigi e Antoinette, autrice di una sublime vendetta che infrangerà per sempre i sogni di rimonta sociale dei suoi genitori. L'elegante abito bianco si abbina al candore della bambina, mentre è in contrasto col nero, tinta che colora lo stridìo di classe che domina le sperande della madre.
Per scoprire i dettagli di questa avvincente e moderna favola di Cenerentola, l'appuntamento è nella Sala Tre del Teatro Franco Parenti dal 9 febbraio al 6 marzo. E nell'attesa di andare a teatro, ecco una piccola anticipazione
.ORARI Lunedì: riposo Martedì: ore 20 Mercoledì; ore 19:15 Giovedì: ore 20:30 Venerdì: ore 19:15 Sabato: ore 21 Domenica: ore 16
BIGLIETTI Intero 32€ Under26/Over60 18€ Prevendita 1,50€
TEATRO FRANCO PARENTI Via Pier Lombardo 14 20135 Milano T 02 59995206
Mondadori presenta l’ultima fatica di Marco Rettani “Non lasciarmi mai sola”, un viaggio nello spazio e nel tempo dalla Lugano patinata della finanza alla Roma corrusca dei papi e dei Borgia.
Rio De Janeiro, Venezia, Tenerife.. Ma il carnevale più colorato del 2016 si celebra in tutti gli store United Colors of Benetton. In vendita da Febbraio in negozi del brand italiano, distribuito in tutto il mondo, è tempo di inaugurare la nuova collezione, Carnival capsule collection, rigorosamente all’insegna del colore in tutte le sue tonalità.

In linea con l’impegno sociale che ha sempre contraddistinto Benetton, si inserisce nell’ambito della campagna 2016 Face of the City. Qual è il volto di Londra? E quello di Tokyo? New York? Milano? Berlino? Parigi? Nella nuova campagna United Colors of Benetton, il volto di ogni modella è un’elaborazione in parte analogica, in parte digitale di tutte le facce che si possono trovare nelle sei capitali mondiali della moda.

La campagna Benetton nasconde dietro di sé un lungo e laborioso progetto di ricerca che ha permesso di comprendere quale sia il mix etnico di ogni capitale. I risulti sono a dir poco interessanti: gli asiatici sono il gruppo etnico più numeroso a Londra dopo i bianchi. A Milano, i Filippini e gli Egiziani sono le comunità straniere più numerose. Metà della popolazione di New York è nera o latina. Forte di questi risultati, United Colors of Benetton ha fotografato un gruppo di donne i cui volti potessero rappresentare l’eterogeneità di razze e culture presente in ciascuna capitale. Poi tutti i ritratti sono stati combinati grazie a un algoritmo complesso, capace di garantire che ogni gruppo etnico fosse proporzionalmente rappresentato attraverso il colore della pelle, la forma degli occhi e del naso, il tipo e il colore dei capelli e la forma del volto. Una campagna, color arcobaleno per l’integrazione pacifica.
- Serena Savardi -
Il mondo della ristorazione è in lutto: Benoit Violier, lo chef del ristorante migliore del mondo, si è tolto la vita ieri, nella sua casa a Losanna.
Nessuno era meglio di lui e del suo ristorante all'interno dell'Hotel de la Ville Crissier: Benoit Violier aveva infatti raggiunto l'apice e da tre anni era il numero uno dela classifica parigina degli chef dei migliori ristoranti al mondo, La Liste.
Eppure ieri lo chef ha impugnato uno dei suoi fucili da caccia e si è sparato.
Il Ville Crissier vanta dal 1998 tre stelle Michelin, e da tre anni ormai Philippe Rochat, mito della gastronomia transalpina, aveva messo proprio Benoit Violier a capo della sua cucina.
Le cause del tragico gesto sono ancora ignote. Qualcuno crede che il suicidio sia ricollegabile alla scomparsa di Philippe Rochat avvenuta un anno fa: c'è chi ipotizza che Benoit Violier non si sia mai ripreso dall'improvvisa morte causata da un malore del suo mentore, che per sedici anni gli aveva fatto da maestro aiutandolo a diventare uno degli chef migliori del mondo.
Ma nessuno sa davvero perchè Benoit Violier, 44 anni, ieri abbia deciso di puntare quel fucile contro se stesso: fucile con cui era solito cacciare quella selvaggina che solo lui sapeva trasformare in sontuose prelibatezze e che lo aveva fatto diventare il più grande.
Nel 2003 la Francia era già stata colpita da una tragedia simile: in quell'anno infatti lo chef Bernard Loiseau si tolse la vita. Il suicidio mise in discussione l'intero sistema di giudizio che incrementa incredibilmente il livello di stress dei grandi cuochi.
Il triste caso di Benoit Violier sembra diverso, però: lo chef dell'Hotel de la Ville Crissier era sulla cresta dell'onda, aveva raggiunto il punto più alto della sua carriera.
Tanti sono i dubbi sul perchè del folle gesto e la polizia francese non ha ancora saputo chiarire le dinamiche della morte. Certo è che la vita di uno chef non è come la si vede in televisione.
Beatrice Bellano
Dal 16 al 28 febbraio presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta RENOIR, in occasione della riedizione al romanzo Renoir, mio padre (2015, Adelphi Edizioni), una rassegna dedicata al grande pittore impressionista Auguste e a suo figlio, il regista Jean.
Apre la rassegna il film Renoir, del regista francese Gilles Bourdos, presentato alla 65ª edizione del Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard: ambientato nel 1915, è un grandioso omaggio alla vita e all’arte di Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), uno dei più grandi pittori dell’Impressionismo, meravigliosamente descritto partendo dai suoi ultimi anni di vita trascorsi in una casa di campagna in Costa Azzurra, circondato da una premurosa servitù che si prende cura di lui. Lì, un giorno, arriva la giovane e bella Andrée Heuchling, che riuscirà a infondere nuovo estro creativo in Auguste, divenendone l’ultima modella. Di lei, Jean, il secondogenito del Maestro, appena ritornato dal fronte della Prima guerra mondiale, ben presto s’innamorerà, sposandola nel 1920. Spiccano nel film le interpretazioni di Michel Bouquet, che interpreta il grande pittore, e della giovanissima Christa Théret, nella parte della Hessling.
E proprio intorno a questa figura femminile, che fu “il mezzo di un tortuoso flusso di desideri amorosi e artistici, di volta in volta modella e attrice, punto di unione tra pittura e cinema”, ruotano altri due film in rassegna, perché Jean Renoir fece di lei l’attrice protagonista delle sue prime opere con il nome d’arte di Catherine Hessling: Fille de l’eau (La ragazza dell’acqua), primo lungometraggio del grande regista francese, e La Petite marchande d’allumettes (La piccola fiammiferaia), dall’omonimo racconto di Hans Christian Andersen.
Non poteva certo mancare uno dei suoi più grandi capolavori, Une Partie de Campagne (Una gita in campagna), tratto da una novella di Guy de Maupassant, dove l’ironia della commedia viene stemperata da una impietosa critica dei costumi sociali, a cui è stato associato il corto d’avanguardia Sur un air de Charlestone (Charlestone) ambientato in un’Europa deserta e selvaggia del 2028.
A completare la rassegna il documentario Da Renoir a Picasso che racconta la vita e le poetiche di Renoir, Picasso e Seurat.
Il libro Renoir, mio padre sarà presentato domenica 21 febbraio alle ore 17.15 alla presenza dell’editor Matteo Codignola.
Martedì 16 febbraio h 17.00 Incontro Ciak l’ambiente Presentazione della rassegna cinematografica dedicata alle scuole sui temi dell’ambiente e dell’energia, organizzata in collaborazione con AEM. Prenotazione obbligatoria al numero 0287242114.
A seguire
Renoir (Gilles Bourdos, Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Nel 1915, il pittore Auguste Renoir vive i suoi ultimi anni in una casa di campagna in Costa Azzurra. Grazie ad Andrée, una giovane ragazza che sarà la sua ultima modella, ritroverà la vitalità e la voglia di dipingere.
Giovedì 18 gennaio h 17.00 Partie de campagne (La scampagnata) (Jean Renoir, Francia, 1936, b/n, 40’, v.o. sott. it. con Sylvia Bataille e Alain Renoir) Renoir adatta il racconto omonimo di Guy de Maupassant e ne trae uno dei suoi capi d'opera.
A seguire Sur un air de Charlestone (Charlestone) (Jean Renoir, Francia, 1927, b/n, 17’ con Catherine Hessling e Jean Renoir) Film d’avanguardia ambientato in un’Europa deserta e selvaggia del 2028.
Sabato 20 febbraio h 16.00 Da Renoir a Picasso (Paul Haesaerts, Belgio, 1948, 29’, v.o.) La vita e le poetiche di Renoir, Picasso e Seurat.
A seguire La Petite marchande d'allumettes (La piccola fiammiferaia) (Jean Renoir, Francia, 1928, b/n, 32’, muto, sonorizzato, v.o. sott. it. con Catherine Hessling e Manuel Raabi) Dall’omonima fiaba di Christian Andersen.
Domenica 21 febbraio
h 17.15 Presentazione del libro “Renoir, mio padre” (2015, Adelphi Edizioni). Sarà presente in sala Matteo Codignola, editor Adelphi.
A seguire Renoir (Gilles Bourdos , Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Replica
Martedì 23 febbraio h 17 La Fille de l’eau (La ragazza dell’acqua) (Jean Renoir, Francia, 1924, b/n, 80’, muto, sonorizzato, v.o. sott. it. con Catherine Hessling e Pierre Philippe) Opera prima del cineasta francese.
A seguire Da Renoir a Picasso (Paul Haesaerts, Belgio, 1948, 29’, v.o.) Replica
Giovedì 25 febbraio h 15.00 Partie de campagne (La scampagnata) (Jean Renoir, Francia, 1936, b/n, 40’, v.o. sott. it., con Sylvia Bataille e Alain Renoir) Replica
A seguire
Sur un air de Charlestone (Charlestone) (Jean Renoir, Francia, 1927, b/n, 17’, muto, sonorizzato con Catherine Hessling e Jean Renoir) Replica
Venerdì 26 febbraio h 17.15 Renoir (Gilles Bourdos , Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Replica
Domenica 28 febbraio
19.00 Renoir (Gilles Bourdos , Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Replica
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it T 02 87242114 Biglietto d’ingresso intero: € 5,50 Biglietto ridotto: € 4,00 Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00
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