La storia di Lisistrata in scena al Teatro Carcano di Milano dal 4 al 16 maggio.
Nella nostra moderna società il sesso imperversa ovunque.
Nel corso dei secoli si è passati dall’intimità dell’alcova al cinema e poi ai giornali, passando per la pubblicità e senza dimenticare il contenitore sessuale per eccellenza: la televisione. Siamo ormai assuefatti soprattutto alla vista di donne che ammiccano provocanti dagli schermi o dalle pagine di riviste più o meno patinate.
Ma andando a ritroso nella storia riscopriamo un evento che ha ispirato anche i movimenti femministi del XX secolo. È la storia di Lisistrata, la giovane protagonista della commedia di Aristofane è interpretata da Gaia De Laurentis, che sul palco restituisce corpo e forma alla storia di una donna che grazie alla sua arguzie costrinse gli uomini a porre fine alla guerra attraverso una mossa degna del più grande stratega.
Lisistrata non solo propose ma anche convinse le altre donne a dare il via a uno sciopero del sesso per spingere atenesi e spartani a firmare la pace e scrivere la parola fine alla guerra del Peloponneso, restituendo alle rispettive famiglie gli uomini impegnati nella battaglia. La pìece teatrale è terreno di contaminazioni; si mescolano la classicità della storia con moderni guizzi di cabaret e burlesque sottolineati dalla musica e dai costumi.
La guerra non appare lontana e dimenticata ma è protagonista al pari della donna, che tenta di fermarla rendendo lo spettacolo un vero e proprio omaggio ai caduti per la Patria che per garantire un futuro migliore alle generazioni prossime non hanno esitato a sacrificare il loro presente. Come sempre il teatro è la finestra che si affaccia sul passato e anche materia che racconta il presente, in un continuo gioco di richiami a quello che accade intorno a noi oggi.
Società moderna e “Polis” ateniense non sono due realtà distanti tra loro: comunicano invece, attraverso il filo sottile della memoria che ci lega alle vite che sono state e agli errori che (dis)umanamente siamo portati a ripetere. Corpi, musiche, parole e immagini affrontano, ieri come oggi, quel pericoloso ma straordinario viaggio esplorativo nell’animo umano. Le guerre in tutta la loro ferocia e stupidità continuano a martirizzare il mondo. Il teatro si fa scrigno di una verità per alcuni forse un po’ scomoda ma inevitabile: sono le donne a salvarci dalla bestialità umana e restituirci un soffio di bellezza.
Raffaella Berardi

