Dal 17 al 20 settembre torna a Bra il festival dedicato alla Salsiccia, al Formaggio, al Pane e al Riso di Bra. Quattro giorni tra gastronomia, cultura, musica e incontri, con una vocazione sempre più internazionale
Ci sono prodotti che appartengono a un luogo e altri che, con il tempo, arrivano a definirne l'identità. A Bra, nel cuore del Roero, in Piemonte, questo legame passa dalla tavola: la Salsiccia di Bra, il Formaggio Bra DOP, il Pane e il Riso sono quattro espressioni di una cultura gastronomica costruita attraverso mestieri, scambi e tradizioni tramandate nel tempo. Non semplici specialità locali, ma prodotti che raccontano la storia di una comunità e il rapporto con il paesaggio che la circonda. Non è un caso che proprio qui sia nato Slow Food, movimento che ha trasformato la tutela del cibo e delle produzioni locali in una questione internazionale.
È da questo patrimonio che prende forma BRA’S – Il Festival della Salsiccia, del Formaggio, del Pane e del Riso di Bra, che dal 17 al 20 settembre 2026 torna con la sua quinta edizione. Nato per celebrare le eccellenze braidesi, negli anni il festival ha ampliato il proprio racconto, intrecciando gastronomia, cultura, musica e turismo, fino a ottenere il riconoscimento di Fiera Nazionale.
Ma il racconto non si ferma ai confini italiani. Con Waiting for BRA’S, i prodotti e le realtà del territorio hanno raggiunto contesti diversi: da Sanremo, Torino e Milano agli appuntamenti di Vinitaly e TUTTOFOOD, fino al Teatro del Silenzio di Lajatico e alle tappe internazionali di Montpellier e Lugano. Un percorso che porta un’identità profondamente locale a confrontarsi con pubblici diversi, senza perdere il proprio carattere.
Una salsiccia con una storia secolare

Al centro rimane lei: la Salsiccia di Bra, una delle espressioni più singolari della tradizione piemontese. La sua storia affonda le radici nel Seicento, quando la vicina comunità ebraica di Cherasco frequentava il fiorente mercato di Bra. Per rispondere alle esigenze dei propri clienti, i macellai braidesi iniziarono a preparare un insaccato a base di carne di vitello, in alternativa alla carne suina vietata dai precetti ebraici. Quella che nasceva da una necessità alimentare finì così per diventare una presenza stabile nella cultura gastronomica del paese.
Il legame con la città venne sancito ufficialmente nel 1847, quando Carlo Alberto di Savoia autorizzò i soli macellai braidesi a produrre salsiccia di vitello, in deroga alle norme allora vigenti che vietavano l'impiego di carni diverse dal suino nella produzione degli insaccati. Un privilegio che contribuì a rendere la Salsiccia di Bra un prodotto unico.
Ancora oggi la sua identità passa dalla lavorazione artigianale e dalla freschezza: l'impasto è composto prevalentemente da carne bovina piemontese, finemente macinata, con l'aggiunta di pancetta di suino, sale, spezie e aromi. Prodotta quotidianamente dalle macellerie autorizzate, non necessita di stagionatura e viene consumata sia cruda che cotta.
Nata da una circostanza storica molto precisa, nel tempo ha oltrepassato i confini della provincia di Cuneo, conquistando le tavole piemontesi e quelle di numerosi ristoranti quotati, dove oggi viene reinterpretata in chiave contemporanea senza perdere il legame con la propria origine.
Dalla macelleria all’alta cucina
A contribuire alla sua diffusione sono stati anche alcuni dei nomi più importanti della ristorazione italiana. Tra loro c’è Carlo Cracco, che arrivava personalmente a Bra per rifornirsi di salsiccia, ma anche grandi interpreti della cucina piemontese come Enrico Crippa, Antonino Cannavacciuolo e Michelangelo Mammoliti, tutti e tre insigniti di tre stelle Michelin.

Nel programma di BRA’S 2026 questa relazione diventa protagonista. Antonino Cannavacciuolo sarà infatti Chef Ambassador della manifestazione e sabato 19 settembre salirà sul palco insieme a Crippa e Mammoliti. Durante il festival, l’Ala Stellata porterà inoltre la cucina d’autore direttamente davanti al pubblico, grazie agli chef resident Gabriele Boffa della Locanda Sant’Uffizio e Pasquale Laera di Borgo Sant’Anna. Le loro proposte saranno disponibili a 15 euro: un modo per avvicinare l’esperienza stellata a una clientela più ampia.
Dal Piemonte al mondo
A Bra, il gusto si allarga oltre i confini piemontesi.
La Piazza delle Eccellenze del Piemonte riunirà circa trenta produttori e realtà agroalimentari selezionate, mentre il Mercato del Gusto coinvolgerà Coldiretti, Confartigianato e Slow Food.
A questa presenza si aggiunge il Villaggio delle Regioni, con specialità provenienti da Valle d’Aosta, Liguria, Puglia e Calabria. Un modo per ampliare la mappa del festival e mettere in dialogo diverse culture gastronomiche italiane.
La novità più significativa del 2026 arriva però dall’estero. Per la prima volta BRA’S ospiterà un’area dedicata all’Africa, con realtà provenienti dall’Africa occidentale e dalla Costa d’Avorio. Chef, artigiani e produttori entreranno così nel programma della manifestazione, aggiungendo nuovi sapori e suggestioni a un festival che ha progressivamente ampliato il proprio racconto.
L’anima di BRA’S: esperienze, cultura e comunità
Durante i quattro giorni di BRA’S, anche gli spazi quotidiani assumono una nuova dimensione. In Corso Garibaldi nascerà il Regio Caffè Sabaudo, ispirato ai caffè torinesi di fine Ottocento, tra Vermouth di Torino, cioccolato e caffè. Accanto, la ricostruzione di un’antica Bottega dei Macellai e Profumo di Pane riporteranno al centro due mestieri profondamente legati alla memoria locale.
Il percorso continua tra arte e cultura. Cantina Stesicoro presenterà un’edizione limitata di 100 bottiglie, impreziosita da un’etichetta firmata dall’artista braidese Andrea Savaré. La cantina aprirà inoltre le proprie porte al pubblico, insieme alle macellerie e alle altre realtà coinvolte, per offrire uno sguardo più diretto sul lavoro e sulle tradizioni che caratterizzano il luogo.

A Palazzo Mathis, invece, BRA’S Culture ospiterà una mostra dedicata all’antico Egitto, realizzata in collaborazione con il Museo Egizio di Torino, mentre i musei cittadini resteranno aperti durante tutta la manifestazione.
Tra gli incontri più attesi ci sarà quello su Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, mancato nel maggio di quest'anno. Un’occasione per ripercorrere una visione del cibo fondata su qualità, biodiversità e rispetto per chi produce, nata proprio a Bra e diventata negli anni un riferimento internazionale.
Concerti, spettacoli, talk, degustazioni e attività per famiglie completeranno il calendario, che sabato 19 settembre vedrà protagonisti i Neri per Caso. Nei Giardini del Belvedere, il Paese dei Bralocchi sarà invece dedicato ai più piccoli, con giochi, laboratori e animazioni ispirati a Pinocchio.
BRA’S guarda anche all’inclusione con Vista Senza Limiti, progetto realizzato con UICI Piemonte e Confcommercio Provincia di Cuneo, che renderà disponibili i menù in Braille e tramite QR code, con supporti realizzati in 3D.
Fuori dagli spazi dell’evento, visite guidate, bike tour, trekking e visite a cantine e macellerie permetteranno infine di scoprire le realtà che animano il territorio durante tutto l’anno.
Una città che si racconta attraverso il gusto
Dopo gli oltre 80.000 visitatori della scorsa edizione, BRA’S punta a crescere ancora. Ma il numero delle presenze è soltanto uno degli indicatori di un progetto che negli anni ha progressivamente allargato la propria dimensione.
La sua forza sta soprattutto nella rete che riesce a costruire: produttori, macellai, panettieri, ristoratori, consorzi, istituzioni, commercianti e associazioni lavorano insieme trasformando quattro specialità in un patrimonio condiviso.
La Salsiccia di Bra resta il simbolo più riconoscibile, ma attorno a lei prende forma un racconto più ampio: il formaggio, il pane, il riso, le Langhe, il Roero, il Piemonte e una comunità che continua a interrogarsi sul proprio futuro senza recidere il filo con il passato.
Dal 17 al 20 settembre, Bra non si limiterà a celebrare le sue eccellenze: aprirà le proprie porte per raccontare ciò che è stata, ciò che è oggi e ciò che vuole diventare. Perché dietro ogni sapore c'è una storia, e BRA’S è il luogo in cui queste storie tornano a incontrarsi.
