Dalla straniante elettronica del brano di apertura, Per un futuro migliore, fino alla chiusura con Resisteremo, brano potente che ha la vocazione dell’anthem generazionale (la melodia del ritornello è stata tra l’altro riproposta durante il tradizionale concerto all’alba di Lauria in una suggestiva versione violino e pad di sintetizzatore, dal musicista Peppino Anfossi e dal produttore dell’album Salvatore Papotto): Resisteremo, album di debutto della band lucana La Città Brucia, appena uscito per La Stanza Nascosta Records, è un viaggio, in versione alt-rock, nel collettivo e nel privato, che affonda nelle storture del nostro tempo e fa appello alla capacità di resistenza che è in ognuno di noi.
Risulta assolutamente vincente la scelta di suoni essenziali, l’approccio quasi da garage band che sporca i suoni e li lascia fluire in naturalezza. Menzione di merito per la batteria, dal sound particolarmente crudo, di Cupparo; ogni strumento ha del resto una forte e riconoscibilissima identità sonora. Scuro, espressivo e potente il timbro del front-man, Giacomo Cantisani; felice la scelta stilistica di un editing delle voci assolutamente minimale, al fine di non pregiudicare l’autenticità, che è una sorta di imperativo kantiano dell’intero lavoro. Perfettamente dosati anche gli spruzzi di elettronica, che impreziosiscono senza snaturare. Estremamente radiofonico il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, Qualcosa di semplice, percorso da un tocco pop che lo rende immediatamente accessibile. Di grandissimo impatto emotivo 526”, con il devastante prequel parlato, Il tempo.
Resisteremo, godibilissimo all’ascolto, riesce a mantenere costantemente viva l’attenzione dell’ascoltatore, coinvolgendolo in una indagine lucida della modernità. E’ una discesa agli inferi- tra disinformazione, alienazione, crudeltà dell’uomo, polverizzazione delle certezza- che tuttavia si chiude con un messaggio di speranza e di resilienza veicolato con forza dalla title-track.
