In anteprima esclusiva su Nerospinto il lyric- video del brano “Pace”, secondo estratto - dopo “Canto di Eco”- dall’album “Sotto l’equatore” (La Stanza Nascosta Records, 2023) del cantautore e poeta romano Emanuele Inserto.

Il 2 luglio nel locale Eppolino (via Melzo, 28) a Milano si svolgerà la quinta tappa de Le agavi di Compagnia dei Caraibi on Tour, il progetto corale che porta alla scoperta delle agavi, delle tradizioni e della way of life messicana, creato dall’azienda leader nell’importazione, sviluppo, brand building e distribuzione di distillati, vini e soft drink di fascia premium e ultra-premium provenienti da tutto il mondo, nonché birre craft italiane.
Al via la stagione concertistica “Primavera di Baggio”, giunta alla dodicesima stagione, nell’ambito del progetto STORIE DI BAGGIO - Musica tra passato, presente e futuro.
Alla periferia di Milano la grande musica come collante di una comunità e forma di espressione collettiva, a conferma che la periferia è il luogo di elezione di una trasformazione socio-culturale percepita come necessaria.
Primo appuntamento venerdì 03 maggio, alle ore 19.45, con “Incontri sul sagrato”, aperitivo offerto dall’associazione “Primavera di Baggio” e, a seguire, con inizio alle 20.45, con il Concerto di apertura, ad ingresso libero, presso la Chiesa Vecchia di Baggio (Via Ceriani 3, Milano).
Titolo del concerto sarà “Danze ungheresi” e sarà dedicato alla musica di Brahms nella sua declinazione vicina all’elemento folklorico zigano (violino: Edoardo Zosi, viola: Benedetta Bucci, violoncello: Erica Piccotti, pianoforte: Davide Cabassi e Tatiana Larionova.)
Piacerà certamente (ma non solo) agli appassionati di mitologia scandinava il concept album del progetto Berlin-Babylon Project, firmato dal musicista e produttore Salvatore Papotto e distribuito da La Stanza Nascosta Records.
In attesa dell’appuntamento di sabato 11 maggio, ore 21.00, al Teatro Bello di Milano, La Musica del cinema, che lo vedrà al pianoforte e alla voce, a fianco di Lele Micò (pianoforte), Nerospinto ha incontrato Tonino Scala, musicista e cantautore di Avola (SR), “naturalizzato” milanese.
Tra le sue collaborazioni Morris Albert, Bruno Lauzi, Mario Lavezzi, Fausto Leali, Paolo Belli, Claudio Baglioni, Franco Fasano, Paolo Tomelleri, Bruno De Filippi, Luisa Corna, Ornella Vanoni.
Ci racconta qualcosa degli inizi, come autore, all’IT di Vincenzo Micocci?
Avevo 17 anni quando ho incontrato Vincenzo Micocci in una delle mie tappe a Roma, dove giravamo per studi vari a fare ascoltare i nostri provini. Capitammo alla IT in un momento in cui Micocci si stava occupando della produzione di Grazia Di Michele. Ci mise a lavorare con Gaio Chiocchio, allora direttore artistico della IT. Provammo a fare qualcosa ma gli impegni scolastici e la situazione familiare non ci permisero di andare avanti con i progetti. Per dei ragazzi come noi, però, che arrivavano dall’estremo Sud, che sognavano di fare musica, è stata una bella palestra, anche se è durata poco!
Vuole parlarci della gestazione dell’album “Bagliori” (Riverrecords, 2021)?
Bagliori è un cosiddetto album Soundtrack, ovvero musica composta per supportare delle immagini. Parlare di Bagliori come di un disco di colonne sonore sarebbe molto azzardato. Io definisco questi brani come una serie di incipit per poi sviluppare un’opera completa in seguito. Chi ascolta Se, Bagliori, Ale e gli altri brani può chiudere gli occhi e provare a immaginare quello che suscitano i suoni, le melodie di questi pezzi in quel momento. Ad esempio il brano U carrettu l’ho scritto guardando dei paesaggi della mia Sicilia; contadini che raccoglievano arance e, dopo averle sistemate in grosse ceste, li trasportavano su dei classici carri trainati da muli (u carrettu sicilianu). Ho visto il sudore, le facce bruciate dal sole, le camicie arrotolate sulle braccia che sollevano casse di frutta, l’allontanarsi lentamente del carro guidato con maestria da un contadino con tanto di “coppola” e toscano in bocca in sentieri polverosi. Lo stesso brano, un mio amico regista di documentari, lo ha pensato, immaginato, per essere utilizzato su alcune immagini delle valli Lombarde. Questo, per dire che questi brani non sono accompagnate da immagini ben precise, ognuno può usarli come meglio crede. E chiaro che si tratta di un disco rivolto soprattutto a chi si occupa di opere audiovisive.
A proposito di musiche per il cinema, qual è, a suo avviso, il sodalizio più riuscito tra compositore e regista?
Io sono un amante del cinema italiano, e quindi per me quelli più riusciti sono Morricone e Sergio Leone, Fellini e Rota e- come non ricordarli- Sordi e Piero Piccioni… Sordi in alcune colonne sonore è anche autore di testi come “Amore Amore Amore”, scritta per il film “Un Italiano in America” o come “Breve Amore”, scritta per il film “Fumo Di Londra”. Tra questi registi e questi autori c’è stata una complicità che va oltre il rapporto di lavoro. C’è stata stima, amicizia, rispetto per il lavoro di ognuno di loro. E questo è molto importante. In questi casi c’è stata una totale identificazione di film e colonna sonora.
Ci dà qualche anticipazione sullo spettacolo dell’11 maggio al Teatro Bello, che la vedrà affiancare sul palco Lele Micò?
Conosco Lele dai tempi dei Villaggi Turistici, lavoravamo per la stessa società, ma sempre in posti diversi. Ho sempre considerato Lele un bravissimo pianista, un cultore del jazz e un bravo esecutore e autore. Io sono più un pianista pop. Viaggiamo in due mondi diversi, ma abbiamo una cosa in comune: il gusto musicale. Questa cosa ci avvicina e ci permette di sperimentare. Ci vedranno sul palco seduti su due pianoforti, il mio digitale e il suo acustico. Rileggeremo, secondo il nostro gusto, alcune delle colonne sonore del cinema classico. Alcune verranno cantate da me e da una bravissima cantante che si chiama Annalisa Cantando. Lele è quello che darà ad ogni esecuzione il cosiddetto “tocco di classe”.
Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influito sulla sua formazione e che in qualche modo hanno influenzato le sue scelte autoriali?
Sono cresciuto ascoltando la musica che girava per casa, era quella di Bindi, Endrigo, Mina, Paoli, Vanoni. Nel 1972 ascoltai un disco di un certo Simon Luca, era un 45 giri che conteneva due tracce, Chiara e Spegni La Luce. M’innamorai di questo personaggio, che dopo ho scoperto ancora nel mondo pop-rock. Nello stesso anno partecipai ad un concorso cantando Spegni La Luce, arrivai terzo. Poi venni a conoscenza di un altro personaggio, Maurizio Monti. Aveva pubblicato un album che si chiamava Amore. Una copertina bianca e lui seduto in una poltrona, elegantissimo, con dei pattini a rotelle ai piedi. Quel disco l’ho consumato e ancora lo conservo. Monti ha scritto tanto per Patti Pravo, e di quel lavoro nel mio disco Etica vita ho ripreso il brano Bella Mia. Da allora mi sono dedicato solo alla canzone d’autore, studiando tutta la scuola genovese (Paoli, Lauzi, Bindi, Tenco) e soprattutto Fossati… ma anche la scuola romana, quella del Folkstudio.
È spesso coinvolto in spettacoli live che omaggiano la grande musica d’autore…si sente maggiormente cantautore o interprete?
Sono di moda i tributi a vari gruppi e personaggi della musica, ma è una cosa che a me non piace tanto. Andare ad un concerto e ascoltare qualcuno che imita nella voce, negli arrangiamenti e quindi nei suoni un cantante famoso o un gruppo, mi intristisce. Non trovo personalità negli esecutori pur bravi tecnicamente. Ma io penso che la musica, oltre che con la tecnica, si faccia col cuore, con l’anima. E ognuno ha il suo, di cuore, e la sua personalità. Preferisco interpretare un brano di Dalla anziché imitarlo. Mi piace dare una mia lettura di De André con suoni e colori completamente diversi, ma senza toccare l’essenza del brano. Quindi quando sono coinvolto in questo tipo di spettacoli, sono un interprete. Ma volevo sottolineare che mi piace capire, studiare e fare in modo che diventi qualcosa di mio, tutto quello che canto e suono.
In periodo pandemico ha preso parte al cortometraggio- canzone “Si troverà una sera”, fra l’altro musicando, insieme a Franco Fiume, ed interpretando il brano scritto dal regista Giulio Guerrieri. Che ricordo conserva di quella esperienza?
Il periodo pandemico è stato un trauma per tutti, ma soprattutto, per quelli come me, che vivono di questo lavoro. Non potersi esibire in pubblico, nei locali, nei teatri, ha generato tanti casi di depressione e- diciamolo pure- di impoverimento finanziario. Si suonava a casa, si collaborava con tanti musicisti a distanza. Si sono prodotti tanti di quei video casalinghi in tutti i modi e maniere… Si faceva musica sui balconi, sulle terrazze, ma “A GRATIS”, e questo ti deprimeva ancora di più. Il non poter suonare significava anche non guadagnare, e questo ha creato ripercussioni sulla salute e sul portafoglio. Tutti abbiamo pensato: finirà questo momentaccio? Si ritornerà a cantare e a suonare ancora tutti insieme? Lo ha pensato anche Giulio, che ha scritto il testo di “Si troverà Una Sera”, e con Franco lo abbiamo musicato. Poi Giulio ha pensato al video e lo abbiamo realizzato durante gli ultimi giorni di lockdown. Eravamo gasatissimi e fiduciosi allo stesso tempo. È stata la prima canzone che ho cantato sul palco al ritorno della musica dal vivo, con la gente in sala. Mi tremava la voce, è stata una serata bella ma faticosa, era troppa l’emozione. Adesso è diventata la mia sigla nelle serate in teatro. E quando l’ascoltiamo pensiamo: meno male che “questa sera” è arrivata.
In “Etica Vita”(Riverrecords, 2015), nonostante una narrazione a tratti dura del nostro tempo, sembra prevalere la spinta a non lasciarsi sopraffare. Ha mai avuto la tentazione di retrocedere a quello stato- per certi versi comodo- degli “uomini senza idee” cui si riferisce nel brano?
Il rispetto per la propria vita e per quella degli altri ritengo che sia una cosa importante. Distinguere il bene dal male, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato è una cosa che dovrebbe appartenere a tutti gli uomini. Ma -purtroppo- non appartiene proprio a tutti, anzi direi proprio che appartiene a pochi. E proprio in questi giorni, ce ne stiamo rendendo conto. “Gli uomini senza idee” stanno prendendo il sopravvento in qualsiasi parte del modo. Ma- come dice il buon Tenco- ”appena si alza il mare” sono questi gli uomini che per primi vanno a fondo, trascinando con sé anche quelli che non avrebbero voluto avere niente a che fare con loro. Io cerco di stare sempre vicino a persone che hanno delle idee da coltivare. Mi piace sognare e vivo sognando che ci possa essere un mondo migliore per tutti, magari con tanta musica….bella.

Il nuovo libro fotografico di Diana Lanciotti è un omaggio alle bellezze di Costa Paradiso, la località sarda famosa per le sue rocce rosse dalle forme incredibili e i tramonti mozzafiato.
“C’è un posto, in Sardegna, dove ci si immerge in un mondo incantato e ogni sera il sole dipinge un quadro diverso… uno spettacolo che ho immortalato in migliaia di fotografie.
Questo luogo magico, da scoprire e proteggere, si chiama Costa Paradiso.”
Il ventiquattresimo libro di Diana Lanciotti, giornalista, scrittrice e fotografa, è un omaggio fotografico alla località sarda che fu il nido d’amore della coppia Vitti-Antonioni e il rifugio via dagli occhi indiscreti di personalità dello spettacolo, della cultura e della moda. Un mondo incantato, tutto da scoprire e salvare. Con oltre 200 pagine e 172 spettacolari fotografie a colori, Ogni giorno un tramonto è un inno alla bellezza e un invito alla riscoperta di una dimensione più umana e vicina alla natura. Un libro da gustare con gli occhi, conservare e regalare.
I diritti d’autore sono destinati al Fondo Amici di Paco per la sterilizzazione delle colonie feline di Costa Paradiso.
Domenica 5 maggio, ore 17.00, presso il Teatro Bello, appuntamento con “Dublefas- girala come vuoi ma è sempre musica”,il cabaret-canzone dei Passo Duomo.
Lo “spirit de Milan” raccontato in musica (e non solo) da una formazione di meneghini DOC, attraverso brani inediti, qualche cover (o meglio, coèrta) e intermezzi parlati, fra rigore filologico e tocco sperimentale e parodistico.
Vestiti rock, jazz, blues e pop, gusto surreale, impegnato disimpegno e un dialetto familiare e antico da custodire per un un parterre anarchico-autartico di personaggi: da Capitàn Milàn, passando per Freak e Attilio fino a Il Reverendo: tutto questo è l’universo Passo Duomo, che recupera con sapienza la canzone popolare meneghina e lega a filo doppio il pastiche linguistico con una radiografia semi-seria del reale.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il frontman della formazione meneghina, Illello Monetti, che si autodefinisce Un uomo le cui corde vocali andrebbero assicurate (alla giustizia).
Dopo una lunga malattia si è spento il produttore e regista Franco Fiume, fondatore della società di editoria musicale e produzioni discografiche RiverRecords.
Grande partecipazione e commozione ieri ai funerali, celebrati presso la Chiesa Santa Maria della Pietà, all’interno del cimitero maggiore a Milano, prima del trasferimento della salma, secondo le sue volontà, a Polignano a Mare, dove era nato.
Il 31 maggio, ore 20.45, presso la Chiesa Vecchia di Baggio (Via Ceriani 3) appuntamento conclusivo della stagione concertistica “Primavera di Baggio”, giunta alla dodicesima stagione, nell’ambito del progetto “STORIE DI BAGGIO - Musica tra passato, presente e futuro”, realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano.
Alla rosa di partnership importanti di WeShort- la piattaforma On-Demand del grande cinema breve- si è aggiunta recentemente quella con il Teatro Bello di Milano, che verrà ufficializzata il 13, 14 e 15 aprile con una tre giorni di lancio del progetto.
Tre gli orari di proiezione giornaliera (15.00; 18.00; 20.00); questi i titoli dei cortometraggi proposti: Magic Alps, Skin, Logorama, EZK: Behind the walls, Everything will be ok.
di Barbara Spadafora
«Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore». ( cit. Peppino Impastato)
Dal 6 aprile Alassio apre le porte ad una nuova stagione di passeggiate naturalistiche sui sentieri “a tema”, dedicata a far vivere appieno la bellezza del comprensorio naturalistico che fa da cornice alla Baia del Sole. Un patrimonio da scoprire adatto a tutte le età su cui il Comune di Alassio, tramite l'impegno della società partecipata Gesco che gestisce i sentieri, investe energie e risorse per promuovere un turismo green ed eco sostenibile.
di Barbara Spadafora
Il 24 maggio, ore 20.45, presso la Chiesa Vecchia di Baggio (Via Ceriani 3), nuovo appuntamento con la stagione concertistica “Primavera di Baggio”, giunta alla dodicesima stagione, nell’ambito del progetto “STORIE DI BAGGIO - Musica tra passato, presente e futuro”, realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano.
Capisaldi della letteratura musicale, dunque, nell’ottica di un prolifico allargamento di orizzonti a tutte le periferie milanesi, nel segno della grande musica come collante sociale, ma anche serate dove la condivisione della bellezza avviene in un contesto informale e aperto ad un pubblico non abituale, soprattutto giovani e giovanissimi.
Mussorgsky, Rachmaninov, Shostakovich, Ciaikovskij: “Un Romanzo russo” è un viaggio ricco di suggestioni nel cuore del grande repertorio russo.
“Dimmi che scarpe hai e ti dirò chi sei”: la più grande ossessione delle donne mette
piede in teatro, diventando il pretesto giocoso per un’acuta e trasversale esplorazione delle
molteplici personalità femminili.
Nerospinto ha incontrato l’attrice Margò Volo dopo la rappresentazione al Teatro Bello
del fortunato Scarpe, di e con Margò Volo, per la regia di Enzo Iacchetti.
Bisogna farlo vivere il Teatro Bello- dice Iacchetti, con entusiasmo, dal palco
milanese- bisogna farlo crescere questo teatro meraviglioso situato in una Milano
meravigliosa, sarà utile per voi tutti che guardate ma anche per le scuole che
insegnano teatro a i bimbi e ai grandi.
Credo che la protagonista di questo spettacolo-prosegue - sia una delle più brave
attrici, comiche e non, che abbiamo In Italia. Ci conosciamo da una vita, da quando
facevamo cabaret in certi localacci!
Dall' "inizio indolore" con Strehler al cabaret con Piero Mazzarella, ultima grande icona della scuola dialettale milanese, passando per le pedagogie di Decroux e Lecoq (in pochi sanno che ha anche un diploma di mimo presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica “Piccolo Teatro di Milano”) e l'astrologia cabalistica, la funambolica autrice e interprete di "Scarpe" racconta con profondità e innata vis comica la sua storia di attrice comica "suo malgrado". Senza nascondere l' attrazione fatale per Euripide.
Nerospinto ha incontrato Paolo Tomelleri, icona del jazz milanese e protagonista, in qualità di musicista e narratore storico, della rassegna I Grandi del jazz. Lo accompagneranno, sul palco del Teatro Bello, il 19 maggio, alle ore 17.00 , Emilio Soana alla tromba, Rudy Migliardi al trombone, Fabrizio Bernasconi al pianoforte, Marco Mistrangelo al contrabbasso, Tony Arco alla batteria, Irene Natale alla voce.
Venerdì 29 marzo, ore 21.00, appuntamento al Teatro Arciliuto (Piazza di Montevecchio 5, Roma), nel cuore della Roma antica, con il concerto di Cappuccio Collective Smooth feat. Eric Daniel al sax.
L’evento è presentato da Pentoniero Production.
Appuntamento al Teatro Bello ((Via San Cristoforo 1, Milano) con l'evento WeShort e Amaranta Frame, in accordo con Shorts Tv: il 7 e l’8 Maggio doppia proiezione (ore 19.30 e ore 21.30) dei Corti da Oscar 2024, categoria Animazione e Live Action, nella suggestiva sala del Teatro Bello (Via San Cristoforo 1, Milano).
Venerdì 29 marzo, ore 21.00, appuntamento al Teatro Arciliuto (Piazza di Montevecchio 5, Roma), nel cuore della Roma antica, con il concerto di Cappuccio Collective Smooth feat. Eric Daniel al sax.
L’evento è presentato da Pentoniero Production.
La pianista Mastrandrea ha pubblicato “Liberi di essere”, il nuovo EP.
di Tiziana Latorre
Appuntamento imperdibile per i cultori della musica classica
domenica 24 marzo, ore 17.00, al Teatro Bello, sulle sponde del
Naviglio Grande a Milano (Teatro Alfredo Chiesa, via San Cristoforo
1). La violinista Sofia Semenina e il pianista Andrea Tamburelli
proporranno un recital di musica da camera per pianoforte e
violino.
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