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Gennaio 2026 – Continua il calendario di eventi del format Giovani Talenti da Eataly Milano Smeraldo, realizzato in collaborazione con Identità Golose. Un percorso che porta a Milano alcune delle voci più interessanti della cucina contemporanea italiana, ospitate negli spazi del Food & Pizza Theatre per serate pensate come esperienze uniche.
Martedì 13 gennaio alle ore 20.00, sarà Matteo Grandi a guidare la serata. Chef del Ristorante Matteo Grandi in Basilica a Vicenza, una stella Michelin, porterà a Milano una visione culinaria basata sull’equilibrio, sulla creatività e su un profondo rispetto per la materia prima. La sua è una cucina che nasce dall’intuito, mai costruita per stupire, ma capace di lasciare il segno. Lo stile di Matteo è misurato, privo di eccessi e lontano da qualsiasi forma di protagonismo. La tecnica è presente ma non dichiarata, al servizio di una sensibilità gustativa raffinata e consapevole. La leggerezza è un principio che attraversa tutto il suo lavoro, prima come approccio mentale e poi come risultato nel piatto. Le sue creazioni prendono forma dall’incontro tra mondi diversi, in particolare dalle influenze della cultura asiatica e di quella francese, rielaborate attraverso un linguaggio personale, riconoscibile ed elegante. Ne nasce una proposta contemporanea, pulita, diretta, capace di parlare al palato con naturalezza.
Per la serata milanese, Matteo Grandi ha pensato a un menu invernale armonico e coerente, costruito come un percorso di sapori equilibrati. L’apertura è affidata al branzino al vapore con beurre blanc, carciofi, limone e peperoncino, una composizione delicata e viva, dove freschezza e note aromatiche si incontrano con precisione. Segue un risotto al broccolo fiolaro con taleggio e rafano, un piatto che unisce profondità e identità territoriale. Il cuore del menu è la faraona con cavolfiore affumicato e salsa al tartufo, intensa e avvolgente, capace di raccontare la stagione invernale con sobrietà ed eleganza. Il finale è affidato al dessert castagna e mandarino, un equilibrio tra dolcezza, acidità e memoria, che chiude l’esperienza con una sensazione di comfort e freschezza.
Il percorso di Matteo Grandi affonda le sue radici nell’ambiente domestico, tra profumi familiari e gesti tramandati, sotto la guida della nonna, primo riferimento di una sensibilità costruita nel tempo. Una cucina istintiva, fatta di attenzione e ascolto, che trova una svolta decisiva nell’incontro con Jean-Claude Fugier, storico collaboratore di Alain Ducasse e Paul Bocuse. Con lui, Grandi intraprende un percorso di formazione tra Europa e Asia che contribuisce a definire una visione culinaria solida, consapevole e profondamente personale.
Negli anni, questa ricerca si è estesa oltre la tecnica e il gusto, coinvolgendo anche una dimensione più intima e personale. Lo chef ha intrapreso un cambiamento radicale del proprio stile di vita, rimettendo al centro il rapporto con il cibo e con il proprio corpo, affrontando un percorso di trasformazione guidato da disciplina, ascolto e consapevolezza. Una scelta nata da esigenze di salute e benessere, che ha avuto un impatto profondo anche sul suo modo di pensare e raccontare l’arte culinaria.
Questa nuova attenzione si riflette oggi in una proposta gastronomica ancora più essenziale e misurata, dove la leggerezza non è solo un risultato nel piatto, ma un principio che attraversa l’intero processo creativo. Il cibo diventa così espressione di equilibrio, nutrimento e piacere, in una cucina che parla con chiarezza e profondità, senza eccessi, fedele a un’idea di eleganza autentica e mai forzata.
Nel 2014 raggiunge la notorietà presso il grande pubblico vincendo Hell’s Kitchen Italia, ma è con l’apertura del suo ristorante a Vicenza e lo sviluppo di un progetto personale che definisce pienamente la propria identità. Un’idea di eccellenza misurata, coerente e autentica, dove ogni scelta è ponderata e nulla è lasciato al caso.
Questa esperienza gastronomica è disponibile a 78 euro a persona, comprensiva di vino, acqua e caffè, accessibile esclusivamente su prenotazione online al sito ufficiale: www.eataly.it
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Giovani Talenti nasce come un format di incontri gastronomici pensato per creare un autentico momento di incontro tra il pubblico e la cucina contemporanea. Un’occasione concreta per avvicinarsi al lavoro dei giovani chef più promettenti del panorama gastronomico italiano, professionisti che oggi sperimentano, studiano e innovano, mantenendo però un legame profondo con la tradizione.
Gli appuntamenti prendono vita negli spazi del Food & Pizza Theatre, il ristorante situato al secondo piano di Eataly Milano Smeraldo, che diventa il palcoscenico ideale per raccontare una nuova visione della cucina contemporanea, fatta di ricerca, identità e consapevolezza.
I Giovani Talenti non sono solo chef emergenti, ma veri interpreti di un cambiamento già in atto. Portano in tavola le nuove tendenze della gastronomia, mettendo al centro il rispetto per il territorio, la sostenibilità ambientale, la riduzione dello spreco alimentare e l’inclusività con le realtà locali. Una cucina che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, capace di unire etica, qualità e creatività.
In questo contesto, Eataly Milano Smeraldo si conferma come punto di incontro tra tradizione e innovazione, offrendo al pubblico un’esperienza culinaria autentica e dinamica, da vivere e condividere.
Il format è in collaborazione con Identità Golose un vero punto di riferimento per chi ama la cucina d’autore, l’innovazione e la cultura del gusto. Nato nel 2005 questo progetto ha saputo trasformarsi nel tempo, diventando un luogo di incontro privilegiato per chef, pasticceri, produttori e appassionati, un palcoscenico dove la tradizione si confronta con le idee più contemporanee della cucina internazionale.
Dalle prime edizioni milanesi fino alle grandi tavole del mondo, Identità Golose ha accompagnato la crescita di interpreti straordinari della gastronomia, facendo dialogare culture diverse e linguaggi culinari differenti. Identità Golose è quindi un hub culturale, una comunità di pensiero e azione dove la cucina è praticata, raccontata e celebrata in tutte le sue sfaccettature, con un’attenzione particolare all’autenticità.
Il prossimo appuntamento di Giovani Talenti da segnare in agenda sarà mercoledì 18 febbraio con lo chef Juan Quintero che proporrà la sua cucina fusion, nata dall’incontro tra radici sudamericane e tradizioni italiane.
di Alessandro Infortuna


Il prestigioso riconoscimento consegnato a Parma allo chef Francesco Sodano
di Alessandro Infortuna
Le percezioni si sa, vanno sapute ascoltare.

“ Recitare significa assorbire le personalità degli altri e aggiungere un po’ della propria esperienza ” è una delle citazioni più famose attribuite a Paul Newman.
All’attore statunitense, in occasione dei cento anni dalla nascita, icona del cinema mondiale, è dedicata la 43° edizione del Torino Film Festival, la rassegna che, dal 1982, punta i riflettori sul cinema indipendente con respiro internazionale e nostrano.
Il Festival, presentato Sabato 8 Novembre a Roma, nella splendida cornice dell’Acquario Romano dal presidente del Museo nazionale del cinema di Torino Enzo Ghigo, ha visto gli interventi, di Federico Mollicone (presidente della settima commissione cultura alla Camera dei Deputati), dell’assessora della città di Torino Rosanna Purchia, che ha sottolineato la candidatura del capoluogo piemontese a Capitale Europea della Cultura 2033, e del direttore artistico Giulio Base.

Base, regista e produttore nato proprio a Torino, si è detto emozionato e orgoglioso dell’investitura per il secondo anno consecutivo di direttore del Festival, indicato come “ l’evento che dà maggior risalto e ritorno economico alla città ”. Durante il suo intervento, ha poi proseguito presentando la composizione e il programma della rassegna, al via nella serata inaugurale al Teatro Regio di Venerdì 21 Novembre e che terminerà Sabato 29.
Il 43° TFF si dividerà in due distinte aree. Da una parte, i tre concorsi (suddivisi per categoria tra lungometraggi, cortometraggi e documentari), dall’altra, le tre sezioni non competitive tra le quali si trovano i “ fuori concorso ”, “ retrospettiva ”, sezione dedicata proprio a Newman, e “ zibaldone ” per un totale di centoventi titoli e che vedrà in giuria personalità come Ippolita Di Maio, pluripremiata sceneggiatrice, per i lungometraggi, Giovanna Gagliardo (regista, giornalista e sceneggiatrice) per la sezione documentari e Lina Sastri (attrice e cantante, due volte vincitrice del David di Donatello) per quanto riguarda il concorso dei cortometraggi.
Il Direttore Artistico ha spiegato poi il motivo per il quale, all’interno del Festival, non saranno presenti le serie televisive “per lasciare spazio esclusivamente a opere nate e concepite per il cinema” e rimarcando la specificità che il TFF deve mantenere.
Base, concludendo il suo intervento, ha poi acceso un focus sulle stelle che illumineranno i giorni e le notti della rassegna con la presenza di veri e propri giganti del mondo del cinema italiano come Sergio Castellitto, che presenterà in anteprima mondiale il suo “Zorro”, Stefania Sandrelli, Franco Nero e Fortunato Cerlino (al debutto da regista con Salvatore Esposito nel cast), e internazionale con la presenza di Spike Lee, Juliette Binoche, James Franco, Terry Gilliam e molti altri ospiti che “renderanno Torino il cuore pulsante del cinema”.

Si attende, dunque, una settimana ricchissima sotto la Mole Antonelliana pronta a brillare e ad accogliere persone da tutta Italia e non solo.
Programma completo e informazioni utili sul 43° TFF disponibili al seguente link:
https://www.torinofilmfest.
Testo a cura di Alessandro Infortuna
Un calice di Barolo che diventa un gesto di solidarietà. È questa l’essenza di Barolo en Primeur, l’asta benefica che ogni anno trasforma il vino più iconico delle Langhe in un protagonista globale, capace di unire collezionisti, filantropi e winelovers sotto il segno della solidarietà. Al Castello di Grinzane Cavour, la quinta edizione dell’evento ha superato ogni aspettativa: 1.108.300 euro raccolti in una sola serata, destinati a finanziare progetti sociali e culturali in Italia e nel mondo.
L’atmosfera era quella di un grande happening internazionale. Sotto il martelletto di Christie’s, con collegamenti live da New York e Londra, sono stati battuti 14 lotti speciali di Barolo Gustava, vinificati separatamente dall’enologo Donato Lanati per raccontare la complessità della vigna in tutte le sue sfumature di esposizione, altitudine ed età delle piante. A queste barrique, ognuna delle quali diventerà 270 bottiglie uniche, si sono aggiunti otto lotti comunali da 914 bottiglie, firmati da oltre 80 cantine del Consorzio. Senza dimenticare il pièce de résistance: un tonneau da 400 litri di Barolo aggiudicato per 360.000 euro.

Non mancava l’arte, che ha reso ogni bottiglia ancora più speciale. Quest’anno l’etichetta è firmata dall’artista Giulia Cenci, con il disegno “self-devouring figure”, un autoritratto ibrido a matita che riflette sui temi di identità e metamorfosi. Un’opera che ben si lega ai valori di trasformazione e dono che animano l'evento da ormai 5 anni.
Ma Barolo en Primeur guarda anche al futuro: per la prima volta ogni bottiglia sarà certificata digitalmente grazie al tag NFC “Autentico NFC”, sviluppato da Tesisquare con Autentico Srl. Invisibile sotto l’etichetta, garantisce autenticità e tracciabilità, permettendo di accedere con un semplice smartphone a una scheda digitale con note enologiche, valutazioni di Antonio Galloni e perfino una webcam live sulla Vigna Gustava.
«Superare di così tanto il milione di euro è un risultato straordinario», ha dichiarato Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC. “Questa quinta edizione di Barolo en Primeur sancisce il successo di un percorso iniziato nel 2021, che continua a crescere in autorevolezza e partecipazione. La forza del progetto risiede nella sua formula: l’idea di associare ogni donazione a una singola barrique ha reso la solidarietà un gesto concreto e accessibile, capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. È un modello che unisce in modo virtuoso eccellenza enologica e responsabilità sociale, rafforzando il legame tra il vino e la comunità che lo produce”.
A rendere la serata ancora più piacevole, l’ironia del comico Federico Basso, che ha accompagnato l'asta con battute e riflessioni. E per gli acquirenti, un servizio impeccabile: le bottiglie verranno consegnate senza costi grazie alla partnership con Fieramente Srl, specializzata nel trasporto di vini pregiati.
Barolo en Primeur non è quindi solo un’asta: è un fenomeno culturale che rende la beneficenza qualcosa di davvero unico. Dalle Langhe a Londra, fino a New York e Hong Kong (dove il 9 novembre sarà battuto l’ultimo lotto durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco), questo evento dimostra che il vino può essere veicolo di bellezza e cambiamento. Perché dietro ogni bottiglia, c’è una storia di condivisione e di futuro.
Quando ci sediamo a tavola in Giappone, non stiamo semplicemente mangiando: stiamo partecipando a un rito che intreccia cultura, filosofia e gesti codificati da secoli di tradizione. È questo lo spirito che anima SAHŌ. Ciotole, bacchette e buone maniere sulla tavola giapponese (EDT), il nuovo libro di Annalena De Bortoli, che accompagna i lettori italiani dentro il mondo della cucina giapponese, mettendo in luce non solo le ricette ma soprattutto l’etichetta, i significati nascosti e il ruolo degli strumenti, primo fra tutti gli hashi, le bacchette.
In Giappone l’arte della tavola è racchiusa nel concetto di Washoku no O-Sahō, l’insieme di regole che trasformano il momento del pasto in un’esperienza culturale. Al centro c’è l’idea di Ichigo-Ichie, che potremmo tradurre come “una volta, un incontro”: ogni occasione è unica e irripetibile, e richiede quindi un’attenzione speciale, capace di esprimere rispetto e cura verso l’altro.
Gli hashi non sono soltanto utensili funzionali. Sono veicoli di significati profondi, regali augurali e simboli che accompagnano i momenti più importanti della vita. Regalare un paio di bacchette pregiate significa augurare un ponte di felicità, un legame saldo tra due persone. Per questo compaiono spesso nei matrimoni, come emblema di armonia coniugale, o vengono donati per nascite e compleanni come auspicio di prosperità. In alcune occasioni sono accompagnati da ciotole per il riso: un gesto che esprime l’augurio che in quella casa non manchi mai il cibo.
La tradizione buddista ne amplifica il significato. Un antico racconto narra di due banchetti, in paradiso e all’inferno, entrambi con pietanze abbondanti e bacchette lunghe un metro. In paradiso, gli ospiti si nutrono a vicenda con altruismo, rimanendo felici e sazi; all’inferno, invece, ciascuno pensa solo a sé, condannandosi alla fame. È la dimostrazione che persino un semplice utensile può diventare metafora di altruismo, legame e cura reciproca.
Non sorprende, quindi, che un detto giapponese reciti: “Il washoku inizia e finisce con gli hashi”. È una sintesi poetica di quanto le bacchette siano centrali nell’esperienza del cibo: segnano l’inizio e la fine di un pasto, ma soprattutto portano con sé valori che travalicano il gesto pratico del mangiare.
De Bortoli arricchisce la lettura con ricette esemplari, capaci di incarnare il dialogo tra cultura e gastronomia. Una delle più evocative è lo Shake no nanbanzuke, il salmone in carpione, piatto che racconta un intreccio di storie e incontri. La parola nanban – “barbari del sud” – era usata dai giapponesi per indicare i navigatori portoghesi e spagnoli approdati nei porti meridionali tra Cinquecento e Seicento. La tecnica del carpione, con l’aceto e le verdure marinate, richiama infatti preparazioni mediterranee, poi reinterpretate in chiave nipponica con ingredienti locali e variazioni stagionali. Un piatto che parla di contaminazioni, viaggi e di come la cucina sia sempre terreno fertile per scambi culturali.
Cultura, simbolismo e gusto si fondono così in un’unica esperienza. L’etichetta giapponese non è mai sterile formalità, ma un linguaggio attraverso cui si esprime l’attenzione per l’altro. Gli hashi, le ciotole, i gesti alla tavola sono strumenti che celebrano l’unicità di un incontro, rendendo il semplice atto di mangiare un momento di relazione profonda. SAHŌ è, in questo senso, un invito a guardare oltre la superficie dei piatti giapponesi, per scoprire l’universo di significati che li accompagna.
Il Concept Store art&design24 di 24 ORE Cultura, nel cuore pulsante della Stazione Centrale di Milano (livello binari), continua anche nel 2025 il suo viaggio tra cultura, creatività e design.
Ogni mese, lo spazio si trasforma in un luogo da vivere: libri che prendono voce attraverso i loro autori, laboratori che danno nuova vita agli oggetti, fiori che diventano arte, esperienze fashion riservate e momenti di lettura animata che accendono la fantasia dei più piccoli. Da luglio, ogni mese, fino a dicembre, art&designd24 ospiterà artigiani della ceramica, flower designers, presentazioni di libri per adulti e bambini.
Non solo uno store, ma un punto d’incontro dove la curiosità incontra l’ispirazione.

Settembre: il ritmo della moda
Dal 23 al 29 settembre, in piena Settimana della Moda di Milano, art&design24 accoglie un evento che celebra colore, leggerezza e innovazione:
COLORFUL SHOES – Le scarpe di Melissa in esclusiva per a&d24
Melissa, brand brasiliano amato in tutto il mondo per le sue calzature in plastica riciclabile al 100%, porta a Milano un’anteprima assoluta: il nuovo colore delle iconiche ballerine Campana, create dai visionari Fratelli Campana. Un modello che non è solo scarpa, ma manifesto di design e stile, capace di unire comfort, estetica e responsabilità ambientale.
I Fratelli Campana
Humberto e Fernando Campana hanno portato il cuore del Brasile nel mondo del design. Con il loro Studio Campana hanno trasformato materiali poveri in oggetti poetici e sorprendenti, capaci di emozionare e ispirare. Le loro creazioni, come le sedie Favela e Vermelha, oggi vivono nei musei più importanti del mondo.
La collaborazione con Melissa ha dato vita alle celebri ballerine Campana, un incontro tra arte, moda e sostenibilità. Dopo la scomparsa di Fernando nel 2022, Humberto continua a custodire e far crescere quella visione fatta di coraggio creativo e bellezza senza tempo.
La vetrina
Solo due luoghi fisici in Italia ospiteranno questa esclusiva: art&design24 e laRinascente. Una doppia vetrina che rende ancora più speciale la presentazione, trasformandola in una celebrazione del legame tra moda e design.
All’interno dello store, le ballerine dialogheranno con altri oggetti di design, in un allestimento pensato per creare emozione e sorpresa. E non finisce qui: durante tutta la settimana saranno presentate altre esclusive firmate Melissa, in un percorso che invita a scoprire, provare e lasciarsi ispirare.
Chi è Melissa
Fondata in Brasile nel 1979, Melissa rappresenta l’incontro tra moda, arte e design. Il brand è conosciuto in tutto il mondo per le sue calzature in PVC riciclabile al 100% e sostenibile, le celebri “jelly shoes”, comode, eco-friendly e cruelty-free. Icona di stile innovativo, Melissa continua a distinguersi per il suo design unico e responsabile.
Per approfondire il brand > https://melissashoeseurope.com/en


Da Caterina de’ Medici a Samantha Cristoforetti, da Frida Kahlo a Marie Curie: alla Gelateria della Passera, nel cuore dell’Oltrarno fiorentino, il gelato diventa racconto e omaggio alla femminilità che ha lasciato un segno nella storia. A idearlo è Cinzia Otri, gelatiera e anima del laboratorio artigianale che da oltre dieci anni crea gusti dedicati a figure femminili iconiche.
L’ultima arrivata è l’Elettrice Palatina, ovvero Anna Maria Luisa de’ Medici, protagonista illuminata del Settecento fiorentino e custode dell’immenso patrimonio culturale della città. A lei è dedicato un gusto a base di latte alla portoghese con cubetti di mele annurche candite e vini speziati.
A settembre sarà la volta di Margherita Hack, e così proseguirà un percorso iniziato nel 2013 con Lisa Gherardini, la Monna Lisa. “Pensai a un gusto partendo dagli ingredienti che si potevano trovare nell’epoca in cui visse, ossia latte e uova, dolcificato con miele, profumato con un’acqua di fiori d’arancio (in omaggio alle serre dei Medici), con una purea di mele campanine cotte, con una variegatura di uvetta sultanina passata nel vinsanto e gherigli di noci toscane."
“Volevo raccontare il genio femminile – spiega Cinzia Otri, premiata con i Tre Coni del Gambero Rosso - attraverso il mio linguaggio, quello il gelato. Queste donne mi ispirano ogni giorno con il loro coraggio, la loro visione e la loro capacità di cambiare il mondo. Tradurle in gusto è stato un atto d’amore e di riconoscenza. Tanto più che con gli anni mi sono resa conto di quanto sia difficile, per ogni donna, realizzarsi nel proprio mestiere”.

Da allora, Cinzia Otri ha dedicato gusti a Sherazade, Caterina de’ Medici, Bianca Cappello, Leonora da Toledo, Ondina Valla, e molte altre, intrecciando rigore storico e fantasia gastronomica. Ogni creazione è frutto di studio e passione, pensata per rappresentare in forma di gelato la personalità, l’epoca e l’eredità culturale della donna a cui è dedicata. Da settembre in poi, nelle carapine della Gelateria della Passera il carnet di gusti ispirati alle grandi donne della storia si arricchirà di volta in volta con la poetessa milanese Alda Merini, la pittrice romana Artemisia Gentileschi, la scienziata torinese Rita Levi-Montalcini, della pittrice messicana Frida Kahlo, della fisica polacca Marie Curie, per finire con l’astronauta milanese Samantha Cristoforetti.
Il progetto, che negli anni è diventato una vera e propria collezione di “icone rosa”, culminerà nella pubblicazione di un libro che raccoglierà le ricette e le biografie delle 14 protagoniste. Un modo originale e autentico per fare cultura attraverso il gusto, rendendo omaggio alla forza, alla visione e alla sensibilità femminile, una carapina alla volta.
Il 3 luglio 2025, Birra Moretti ha portato a Milano “La tavola come piace a noi”, un evento esclusivo pensato per esplorare come siano cambiati i gesti della convivialità negli ultimi dieci anni. L’appuntamento si inserisce all’interno di un percorso più ampio, che vede il brand riflettere sul modo in cui il cibo, la birra e il tempo trascorso insieme rispecchiano lo stile di vita contemporaneo.
Cuore dell’evento sarà la presentazione della ricerca “Food Connection: la spontaneità a tavola”, condotta da AstraRicerche per Birra Moretti. L’indagine fotografa l’evoluzione delle abitudini legate al consumo di cibo e birra in Italia, mettendo in luce come il valore della spontaneità abbia acquisito un ruolo centrale nel vivere i momenti condivisi. Dai dati emerge una tendenza sempre più diffusa a prediligere situazioni informali, genuine, in cui la convivialità si esprime con naturalezza, senza formalismi e lontano da schemi rigidi.
A guidare questo cambiamento è la ricerca di esperienze conviviali genuine, dove sentirsi sé stessi senza pressioni o convenzioni sociali. Secondo i dati dell'indagine, la spontaneità è oggi percepita come maggiormente presente in contesti di socializzazione informali quali pranzi, cene, aperitivi, feste e celebrazioni con amici (58%). Anche la tavola con la famiglia allargata (34,9%) e i momenti con i vicini di casa o di quartiere (29,7%) si confermano occasioni ideali per lasciarsi maggiormente andare.
Per oltre 7 italiani su 10 (75,2%), la birra si conferma così come la bevanda che porta spontaneità nei momenti di convivialità. È apprezzata perché mette tutti a proprio agio (39,4%), accompagna i momenti felici (36,4%) e perfetta per le occasioni più semplici e informali (29,5%). Versatile per natura, si conferma la compagna ideale di una socialità senza sovrastrutture: il suo gusto fresco e leggero conquista per la capacità di accompagnare ogni tipo di piatto (34,6%) e di adattarsi con naturalezza a contesti e gusti diversi (34,4%).
Questa riflessione si lega direttamente alla nuova campagna istituzionale del brand, intitolata “Come piace a noi”, che celebra l’italianità nella sua forma più autentica. Il progetto di comunicazione racconta piccoli momenti quotidiani fatti di semplicità, relazioni sincere e piaceri condivisi, valorizzando lo spirito conviviale che da sempre accompagna Birra Moretti.

Negli ultimi dieci anni, le modalità con cui ci si ritrova attorno a un tavolo sono cambiate profondamente: si è assistito a un ritorno all’essenziale, a una ricerca di verità nei rapporti e nelle esperienze culinarie. L’evento milanese sarà quindi l’occasione per approfondire queste dinamiche, attraverso uno storytelling che mette al centro le persone, i gesti spontanei e il piacere autentico del buon cibo accompagnato da una birra.
Con “La tavola come piace a noi”, Birra Moretti conferma la volontà di accompagnare i consumatori in un percorso di riscoperta del gusto dello stare insieme, offrendo uno sguardo sul presente e, allo stesso tempo, tracciando una nuova direzione per il futuro della convivialità. La campagna rappresenta il cuore pulsante dell'evoluzione naturale del nuovo posizionamento di Birra Moretti, inaugurato ad aprile con il lancio del nuovo spot TV "Come piace a noi” e ulteriormente rafforzato dalla terza edizione della web serie "Come piace a noi: il weekend" - il nuovo format on air sul canale YouTube del brand.
"Attraverso la nuova campagna celebriamo la spontaneità come tratto distintivo del nostro modo, tutto italiano, di stare insieme, rispondendo al bisogno crescente di momenti autentici, anche profondi, perché liberi dalla formalità. – spiega Alfredo Pratolongo, Corporate Affair Director HEINEKEN Italia e Presidente Fondazione Birra Moretti – Birra Moretti, icona nazionale della convivialità, da sempre accompagna questi momenti: non impone regole, ma crea connessioni, che spesso nascono proprio attorno a una tavola semplice e condivisa, scegliendo di raccontare la bellezza delle cose genuine, delle relazioni spontanee”.
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