CHIAMACI +39 333 8864490

Questo sito utilizza solo cookies tecnici e di sessione. Non profiliamo in alcun modo i nostri utenti e non installiamo cookies di terze parti.

Accetto. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa estesa Cookie Policy

Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.

Cosa sono i cookie?

I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.

Tipologia dei cookie

I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.

Natura dei cookie

Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:

Cookie tecnici (quelli che usiamo noi).

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

Cookie di profilazione (noi non li usiamo)

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".

Cookie installati su questo sito

Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.

Elenco dei cookie presenti sul sito NEROSPINTO

Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.

Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

Come disabilitare/cancellare i cookie mediante configurazione del browser

Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •

Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •

Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.

Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.

|||

 

 

Gennaio 2026 – Continua il calendario di eventi del format Giovani Talenti da Eataly Milano Smeraldo, realizzato in collaborazione con Identità Golose. Un percorso che porta a Milano alcune delle voci più interessanti della cucina contemporanea italiana, ospitate negli spazi del Food & Pizza Theatre per serate pensate come esperienze uniche.

Martedì 13 gennaio alle ore 20.00, sarà Matteo Grandi a guidare la serata. Chef del Ristorante Matteo Grandi in Basilica a Vicenza, una stella Michelin, porterà a Milano una visione culinaria basata sull’equilibrio, sulla creatività e su un profondo rispetto per la materia prima. La sua è una cucina che nasce dall’intuito, mai costruita per stupire, ma capace di lasciare il segno. Lo stile di Matteo è misurato, privo di eccessi e lontano da qualsiasi forma di protagonismo. La tecnica è presente ma non dichiarata, al servizio di una sensibilità gustativa raffinata e consapevole. La leggerezza è un principio che attraversa tutto il suo lavoro, prima come approccio mentale e poi come risultato nel piatto. Le sue creazioni prendono forma dall’incontro tra mondi diversi, in particolare dalle influenze della cultura asiatica e di quella francese, rielaborate attraverso un linguaggio personale, riconoscibile ed elegante. Ne nasce una proposta contemporanea, pulita, diretta, capace di parlare al palato con naturalezza.

Per la serata milanese, Matteo Grandi ha pensato a un menu invernale armonico e coerente, costruito come un percorso di sapori equilibrati. L’apertura è affidata al branzino al vapore con beurre blanc, carciofi, limone e peperoncino, una composizione delicata e viva, dove freschezza e note aromatiche si incontrano con precisione. Segue un risotto al broccolo fiolaro con taleggio e rafano, un piatto che unisce profondità e identità territoriale. Il cuore del menu è la faraona con cavolfiore affumicato e salsa al tartufo, intensa e avvolgente, capace di raccontare la stagione invernale con sobrietà ed eleganza. Il finale è affidato al dessert castagna e mandarino, un equilibrio tra dolcezza, acidità e memoria, che chiude l’esperienza con una sensazione di comfort e freschezza.

Il percorso di Matteo Grandi affonda le sue radici nell’ambiente domestico, tra profumi familiari e gesti tramandati, sotto la guida della nonna, primo riferimento di una sensibilità costruita nel tempo. Una cucina istintiva, fatta di attenzione e ascolto, che trova una svolta decisiva nell’incontro con Jean-Claude Fugier, storico collaboratore di Alain Ducasse e Paul Bocuse. Con lui, Grandi intraprende un percorso di formazione tra Europa e Asia che contribuisce a definire una visione culinaria solida, consapevole e profondamente personale.

Negli anni, questa ricerca si è estesa oltre la tecnica e il gusto, coinvolgendo anche una dimensione più intima e personale. Lo chef ha intrapreso un cambiamento radicale del proprio stile di vita, rimettendo al centro il rapporto con il cibo e con il proprio corpo, affrontando un percorso di trasformazione guidato da disciplina, ascolto e consapevolezza. Una scelta nata da esigenze di salute e benessere, che ha avuto un impatto profondo anche sul suo modo di pensare e raccontare l’arte culinaria.

Questa nuova attenzione si riflette oggi in una proposta gastronomica ancora più essenziale e misurata, dove la leggerezza non è solo un risultato nel piatto, ma un principio che attraversa l’intero processo creativo. Il cibo diventa così espressione di equilibrio, nutrimento e piacere, in una cucina che parla con chiarezza e profondità, senza eccessi, fedele a un’idea di eleganza autentica e mai forzata.

Nel 2014 raggiunge la notorietà presso il grande pubblico vincendo Hell’s Kitchen Italia, ma è con l’apertura del suo ristorante a Vicenza e lo sviluppo di un progetto personale che definisce pienamente la propria identità. Un’idea di eccellenza misurata, coerente e autentica, dove ogni scelta è ponderata e nulla è lasciato al caso.

Questa esperienza gastronomica è disponibile a 78 euro a persona, comprensiva di vino, acqua e caffè, accessibile esclusivamente su prenotazione online al sito ufficiale: www.eataly.it

--

Giovani Talenti nasce come un format di incontri gastronomici pensato per creare un autentico momento di incontro tra il pubblico e la cucina contemporanea. Un’occasione concreta per avvicinarsi al lavoro dei giovani chef più promettenti del panorama gastronomico italiano, professionisti che oggi sperimentano, studiano e innovano, mantenendo però un legame profondo con la tradizione.

Gli appuntamenti prendono vita negli spazi del Food & Pizza Theatre, il ristorante situato al secondo piano di Eataly Milano Smeraldo, che diventa il palcoscenico ideale per raccontare una nuova visione della cucina contemporanea, fatta di ricerca, identità e consapevolezza.

I Giovani Talenti non sono solo chef emergenti, ma veri interpreti di un cambiamento già in atto. Portano in tavola le nuove tendenze della gastronomia, mettendo al centro il rispetto per il territorio, la sostenibilità ambientale, la riduzione dello spreco alimentare e l’inclusività con le realtà locali. Una cucina che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, capace di unire etica, qualità e creatività.

In questo contesto, Eataly Milano Smeraldo si conferma come punto di incontro tra tradizione e innovazione, offrendo al pubblico un’esperienza culinaria autentica e dinamica, da vivere e condividere.

Il format è in collaborazione con Identità Golose un vero punto di riferimento per chi ama la cucina d’autore, l’innovazione e la cultura del gusto. Nato nel 2005 questo progetto ha saputo trasformarsi nel tempo, diventando un luogo di incontro privilegiato per chef, pasticceri, produttori e appassionati, un palcoscenico dove la tradizione si confronta con le idee più contemporanee della cucina internazionale.

Dalle prime edizioni milanesi fino alle grandi tavole del mondo, Identità Golose ha accompagnato la crescita di interpreti straordinari della gastronomia, facendo dialogare culture diverse e linguaggi culinari differenti. Identità Golose è quindi un hub culturale, una comunità di pensiero e azione dove la cucina è praticata, raccontata e celebrata in tutte le sue sfaccettature, con un’attenzione particolare all’autenticità.

Il prossimo appuntamento di Giovani Talenti da segnare in agenda sarà mercoledì 18 febbraio con lo chef Juan Quintero che proporrà la sua cucina fusion, nata dall’incontro tra radici sudamericane e tradizioni italiane.

 

 

|||

Al Forte di Bard, Stati Uniti e Sudamerica si raccontano tra fotografia e pittura

di Alessandro Infortuna

 

 

Esiste un luogo, dove il Piemonte bacia la Valle d' Aosta e dove il tempo sembra sospeso, che è stato un punto obbligato per eserciti, merci e viaggiatori fin dall'antichità. 
Uno sperone roccioso che domina e controlla da secoli l'unico punto naturale di accesso verso il cuore alpino. 
 
Parliamo del Forte di Bard, maestosa fortificazione che affonda le sue radici nel medioevo e che ha attraversato varie dominazioni, da Napoleone Bonaparte a Carlo Felice di Savoia, dallo splendore del 1800 alla decadenza e il progressivo abbandono lungo il '900 per poi ritrovare la luce al tramonto del secolo scorso quando, un grande progetto di restauro promosso dalle amministrazioni comunali, ha donato nuova vita alla storica struttura rendendola un polo culturale di rilievo internazionale.
 
Oggi, infatti, il Forte ospita il Museo delle Alpi, mostre temporanee, eventi e spazi espositivi, mantenendo intatto il fascino suggestivo della sua architettura. 
 
Tra le mostre, in questo periodo, si trovano "Fernando Botero. Tecnica monumentale" e "Magnum America. The United States". 
 
 
 

"Fernando Botero. Tecnica monumentale"

 

Nato a Medellin nel 1932 e morto a Monaco nel 2023, Botero è stato figura centrale dell'arte contemporanea internazionale. Le prime esposizioni risalgono già agli anni '50 tra Colombia e Messico dove matura il suo stile personale, caratterizzato da forme voluminose e ingigantite, che diverranno presto riconoscibili come "boterismo". 
 
Botero prosegue il suo percorso di crescita in Europa dove studia i grandi maestri del passato, assimilando influenze rinascimentali rielaborandole in chiave ironica e poetica e dove la sua mano e il suo lavoro, in una ricerca costante sull' equilibrio delle forme, diviene una cifra unica nel panorama artistico mondiale esponendo da New York a Parigi, da Madrid a Firenze.
 
Sebbene conservino un tono spesso giocoso, le opere di Botero affrontano anche temi politici e sociali come le frequenti esplosioni di violenza in Colombia o le torture nella prigione di Abu Ghraib. La sua estetica inconfondibile, al tempo stesso critica e affettuosa nei confronti dell'umanità, sarà simbolo dell' identità culturale latinoamericana e lo renderà uno degli artisti più riconoscibili del XX e XXI secolo.
 
Dal 29 Novembre 2025 al 6 Aprile 2026 il Forte apre le porte alla mostra dedicata al pittore, scultore e disegnatore colombiano, ripercorrendo l'evoluzione della tecnica espressiva con oltre cento opere incentrate sulla ricerca del confronto tra le diverse tecniche utilizzate da Botero sullo stesso soggetto come olio, disegno, acquerello e scultura. 
 
Il percorso, inclusivo e tattile per le persone con disabilità, indaga il processo creativo dell'artista e ne apprezza la linearità di un approccio estetico strutturato e coerente durante più di 60 anni attraverso opere come Autoritratto con Arcangelo o Leda e il cigno, o ancora come Venere o Il Ratto di Europa , dove si confronta con i grandi temi dell'arte classica. Inoltre, si potranno apprezzare per la prima volta anche schizzi preparatori accanto alle grandi opere finite. 
 
La mostra è promossa da Fondazione Botero e 24 Ore Cultura e curata da Cecilia Braschi.
 
 
 
 
 

 

"Magnum America. The United States"

 
Da un' America a un' altra, al Forte di Bard arriva "Magnum America", mostra fotografica che, attingendo dagli archivi dell' Agenzia Magnum Photos, pone al visitatore la domanda "Che cos'è l'America ?".
 
Un viaggio esplorativo, dagli anni '40 ad oggi, che offre una commovente interpretazione degli Stati Uniti tra passato e presente, mettendone al contempo in discussione il futuro tra i traumi e i trionfi.
 
Dalla marcia su Washington all' 11 Settembre, da Woodstock ai disastri naturali e le profonde cicatrici della disuguaglianza razziale ed economica, la mostra apre le proprie porte e lo fa attraverso gli occhi dei grandi interpreti della fotografia del '900 come Robert Capa, Henry Cartier Bresson o come Eve Arnold, Elliott Erwitt e Bruce Davidson che compongono un mosaico a volte critico, a volte celebrativo di cosa è stata, è e forse sarà l'America.
 
"Magnum America. The United States" è promossa dalla collaborazione tra Forte di Bard e Magnum Photos e sarà visitabile dall' 8 Dicembre 2025 all' 8 Marzo 2026.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

|||

Il prestigioso riconoscimento consegnato a Parma allo chef Francesco Sodano

di Alessandro Infortuna 

 

 

Le percezioni si sa, vanno sapute ascoltare. 

 
E' uno dei pensieri che devono aver preso forma nella mente di Gian Luca Rana, CEO dello storico Pastificio, quando ha scelto di affidare allo chef Francesco Sodano, nel febbraio del 2024, l'idea e il progetto del Ristorante della Famiglia Rana sito a Vallese di Oppeano, nei pressi di Verona.
 
E grande dev'essere stata ancor di più l'emozione quando, il 19 Novembre scorso al Teatro Regio di Parma, durante il gala per l'assegnazione del riconoscimento gastronomico della famosa Guida francese, la sua "creatura" è stata premiata con una seconda, luminosa stella Michelin.
 
Condivisione di valori e intenti quella che accomuna Rana e Sodano fin dal loro primo incontro, volta a creare un luogo "dove creatività, passione e nuove idee potessero convergere in una cucina visionaria, golosa, capace di parlare a tutti i sensi, attorno ad una tavola accogliente e memorabile" come sostenuto dall'amministratore delegato del Gruppo.
 
 
 
 

PORTARE IL MARE A VERONA

 
Testa, tecnica e anima sono i capisaldi del lavoro di Francesco Simone Sodano, nato nel 1988 a Somma Vesuviana (Napoli). 
 
Un background internazionale, il suo, che ne ha forgiato la visione culinaria, contemporanea e avanguardista unita all' attenzione verso le materie prime locali. Una lunga e ricca esperienza la quale, oggi, incrocia nel suo percorso, il Ristorante Famiglia Rana, che alla ricerca tecnologica unisce la storia personale e di un territorio, che crea un sodalizio tra ospitalità, sensibilità e amore per l'arte, gastronomica e visiva. Una cucina che non fa rumore, ma suona una nota elegante.
 
La mano raffinata dello chef, rispettosa e funzionale al piatto, racconta di vita, tra memoria e contaminazione. Il mare, in questo senso, è rappresentazione dei ricordi d'infanzia che, nei menù proposti, tornano alla luce e si incontrano coi sapori della terra, simbolo delle molteplici esperienze in giro per il mondo dello chef campano, nonchè della campagna veronese.
 
 
 
 

"RICOMINCIO DA TRE"...E NON SOLO

 
Memoria e contaminazione, appunto, è quel che si evince leggendo i nomi delle tre degustazioni proposte dal Ristorante.
 
"Ricomincio da tre", omaggio al film del 1981 diretto e interpretato da Massimo Troisi, è il menù principale servito in 10, 8 o 6 portate composte da piatti che mettono in mostra la personalità dello chef, come il "Porro tra fumo e cenere" o il "Pane e Nutella", in linea col senso di accoglienza trasmesso dalla sua cucina.
 
Apertura al mondo e contaminazione sono il manifesto del secondo menù degustazione "The Doors", gruppo amato da Sodano, nel quale la sperimentazione tecnica è senza limiti di espressione, un esempio lampante di ciò lo si incontra nel "Carabineros".
Un prosieguo dell'esperienza proposta dallo chef composto anche in questo caso da 10, 8 o 6 portate.
 
Il viaggio culinario si conclude con il menù "Vegetale".  Qui, le stagionalità delle verdure e degli ortaggi trovano accostamenti audaci e imprevedibili, raccontando la storia di piccoli ma grandi produttori e dei propri orti biologici, che si declinano in piatti come la "Bistecca di cardoncello". Concezione evoluta di green butchery, dove al menù vegetale, lo chef abbina elementi di origine animale.
 
 
 

COESIONE E GIOVENTU', LE BRIGATE DI SALA E CUCINA

 
"Ringrazio dal profondo del cuore le mie brigate di sala e cucina, che accanto a me ogni giorno hanno lavorato con incredibili professionalità,
competenza e impegno. Il merito di questo importante riconoscimento è di tutti noi insieme!" ha commentato Sodano a margine della cerimonia, nell' intenzione di sottolineare il proprio riconoscimento ai collaboratori e alle collaboratrici che compongono un'orchestra in perfetta coesione con la visione del Ristorante e dello chef, giovane e di assoluta professionalità.
 
Ne fanno parte, tra gli altri, lo chef Nicolò Radauzzo, nato nel 1994, che vanta esperienze importanti come il ruolo di sous chef al Local di Venezia e, per quanto concerne la sala, il Restaurant Manager Pasquale Sannino (classe 1993) che annovera tra le esperienze quella di floor manager al Maeemo di Oslo. Competenze di altissimo livello, come Danilo Massa, nato nel 1993, assistente sommellier al Grand Hotel Excelsior di Sorrento e oggi head sommellier del Ristorante Famiglia Rana.
 
 
 
Le percezioni si sa, vanno sapute ascoltare. E Gian Luca Rana, due stelle Michelin dopo, ha saputo ascoltarle.
 
 
 
 
 
Per informazioni:
 

 

 

|||

Al via la rassegna cinematografica sotto la Mole

 

“ Recitare significa assorbire le personalità degli altri e aggiungere un po’ della propria esperienza ” è una delle citazioni più famose attribuite a Paul Newman.

All’attore statunitense, in occasione dei cento anni dalla nascita, icona del cinema mondiale, è dedicata la 43° edizione del Torino Film Festival, la rassegna che, dal 1982, punta i riflettori sul cinema indipendente con respiro internazionale e nostrano.

Il Festival, presentato Sabato 8 Novembre a Roma, nella splendida cornice dell’Acquario Romano dal presidente del Museo nazionale del cinema di Torino Enzo Ghigo, ha visto gli interventi, di Federico Mollicone (presidente della settima commissione cultura alla Camera dei Deputati), dell’assessora della città di Torino Rosanna Purchia, che ha sottolineato la candidatura del capoluogo piemontese a Capitale Europea della Cultura 2033, e del direttore artistico Giulio Base.

 

 

Base, regista e produttore nato proprio a Torino, si è detto emozionato e orgoglioso dell’investitura per il secondo anno consecutivo di direttore del Festival, indicato come “ l’evento che dà maggior risalto e ritorno economico alla città ”. Durante il suo intervento, ha poi proseguito presentando la composizione e il programma della rassegna, al via nella serata inaugurale al Teatro Regio di Venerdì 21 Novembre e che terminerà Sabato 29.

 

 Le due aree del 43° TFF

Il 43° TFF si dividerà in due distinte aree. Da una parte, i tre concorsi (suddivisi per categoria tra lungometraggi, cortometraggi e documentari), dall’altra, le tre sezioni non competitive tra le quali si trovano i “ fuori concorso ”, “ retrospettiva ”, sezione dedicata proprio a Newman, e “ zibaldone ” per un totale di centoventi titoli e che vedrà in giuria personalità come Ippolita Di Maio, pluripremiata sceneggiatrice, per i lungometraggi, Giovanna Gagliardo (regista, giornalista e sceneggiatrice) per la sezione documentari e Lina Sastri (attrice e cantante, due volte vincitrice del David di Donatello) per quanto riguarda il concorso dei cortometraggi.

Il Direttore Artistico ha spiegato poi il motivo per il quale, all’interno del Festival, non saranno presenti le serie televisive “per lasciare spazio esclusivamente a opere nate e concepite per il cinema” e rimarcando la specificità che il TFF deve mantenere.

Base, concludendo il suo intervento, ha poi acceso un focus sulle stelle che illumineranno i giorni e le notti della rassegna con la presenza di veri e propri giganti del mondo del cinema italiano come Sergio Castellitto, che presenterà in anteprima mondiale il suo “Zorro”, Stefania Sandrelli, Franco Nero e Fortunato Cerlino (al debutto da regista con Salvatore Esposito nel cast), e internazionale con la presenza di Spike Lee, Juliette Binoche, James Franco, Terry Gilliam e molti altri ospiti che “renderanno Torino il cuore pulsante del cinema”.

 

 

Si attende, dunque, una settimana ricchissima sotto la Mole Antonelliana pronta a brillare e ad accogliere persone da tutta Italia e non solo.

 

Programma completo e informazioni utili sul 43° TFF disponibili al seguente link: 

https://www.torinofilmfest.org/it/

Testo a cura di Alessandro Infortuna

|||

Un calice di Barolo che diventa un gesto di solidarietà. È questa l’essenza di Barolo en Primeur, l’asta benefica che ogni anno trasforma il vino più iconico delle Langhe in un protagonista globale, capace di unire collezionisti, filantropi e winelovers sotto il segno della solidarietà. Al Castello di Grinzane Cavour, la quinta edizione dell’evento ha superato ogni aspettativa: 1.108.300 euro raccolti in una sola serata, destinati a finanziare progetti sociali e culturali in Italia e nel mondo.

L’atmosfera era quella di un grande happening internazionale. Sotto il martelletto di Christie’s, con collegamenti live da New York e Londra, sono stati battuti 14 lotti speciali di Barolo Gustava, vinificati separatamente dall’enologo Donato Lanati per raccontare la complessità della vigna in tutte le sue sfumature di esposizione, altitudine ed età delle piante. A queste barrique, ognuna delle quali diventerà 270 bottiglie uniche, si sono aggiunti otto lotti comunali da 914 bottiglie, firmati da oltre 80 cantine del Consorzio. Senza dimenticare il pièce de résistance: un tonneau da 400 litri di Barolo aggiudicato per 360.000 euro.

Non mancava l’arte, che ha reso ogni bottiglia ancora più speciale. Quest’anno l’etichetta è firmata dall’artista Giulia Cenci, con il disegno “self-devouring figure”, un autoritratto ibrido a matita che riflette sui temi di identità e metamorfosi. Un’opera che ben si lega ai valori di trasformazione e dono che animano l'evento da ormai 5 anni.

Ma Barolo en Primeur guarda anche al futuro: per la prima volta ogni bottiglia sarà certificata digitalmente grazie al tag NFC “Autentico NFC”, sviluppato da Tesisquare con Autentico Srl. Invisibile sotto l’etichetta, garantisce autenticità e tracciabilità, permettendo di accedere con un semplice smartphone a una scheda digitale con note enologiche, valutazioni di Antonio Galloni e perfino una webcam live sulla Vigna Gustava.

«Superare di così tanto il milione di euro è un risultato straordinario», ha dichiarato Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC. “Questa quinta edizione di Barolo en Primeur sancisce il successo di un percorso iniziato nel 2021, che continua a crescere in autorevolezza e partecipazione. La forza del progetto risiede nella sua formula: l’idea di associare ogni donazione a una singola barrique ha reso la solidarietà un gesto concreto e accessibile, capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. È un modello che unisce in modo virtuoso eccellenza enologica e responsabilità sociale, rafforzando il legame tra il vino e la comunità che lo produce”.

A rendere la serata ancora più piacevole, l’ironia del comico Federico Basso, che ha accompagnato l'asta con battute e riflessioni. E per gli acquirenti, un servizio impeccabile: le bottiglie verranno consegnate senza costi grazie alla partnership con Fieramente Srl, specializzata nel trasporto di vini pregiati.

Barolo en Primeur non è quindi solo un’asta: è un fenomeno culturale che rende la beneficenza qualcosa di davvero unico. Dalle Langhe a Londra, fino a New York e Hong Kong (dove il 9 novembre sarà battuto l’ultimo lotto durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco), questo evento dimostra che il vino può essere veicolo di bellezza e cambiamento. Perché dietro ogni bottiglia, c’è una storia di condivisione e di futuro.

|||

Quando ci sediamo a tavola in Giappone, non stiamo semplicemente mangiando: stiamo partecipando a un rito che intreccia cultura, filosofia e gesti codificati da secoli di tradizione. È questo lo spirito che anima SAHŌ. Ciotole, bacchette e buone maniere sulla tavola giapponese (EDT), il nuovo libro di Annalena De Bortoli, che accompagna i lettori italiani dentro il mondo della cucina giapponese, mettendo in luce non solo le ricette ma soprattutto l’etichetta, i significati nascosti e il ruolo degli strumenti, primo fra tutti gli hashi, le bacchette.

In Giappone l’arte della tavola è racchiusa nel concetto di Washoku no O-Sahō, l’insieme di regole che trasformano il momento del pasto in un’esperienza culturale. Al centro c’è l’idea di Ichigo-Ichie, che potremmo tradurre come “una volta, un incontro”: ogni occasione è unica e irripetibile, e richiede quindi un’attenzione speciale, capace di esprimere rispetto e cura verso l’altro.

Gli hashi non sono soltanto utensili funzionali. Sono veicoli di significati profondi, regali augurali e simboli che accompagnano i momenti più importanti della vita. Regalare un paio di bacchette pregiate significa augurare un ponte di felicità, un legame saldo tra due persone. Per questo compaiono spesso nei matrimoni, come emblema di armonia coniugale, o vengono donati per nascite e compleanni come auspicio di prosperità. In alcune occasioni sono accompagnati da ciotole per il riso: un gesto che esprime l’augurio che in quella casa non manchi mai il cibo.

La tradizione buddista ne amplifica il significato. Un antico racconto narra di due banchetti, in paradiso e all’inferno, entrambi con pietanze abbondanti e bacchette lunghe un metro. In paradiso, gli ospiti si nutrono a vicenda con altruismo, rimanendo felici e sazi; all’inferno, invece, ciascuno pensa solo a sé, condannandosi alla fame. È la dimostrazione che persino un semplice utensile può diventare metafora di altruismo, legame e cura reciproca.

Non sorprende, quindi, che un detto giapponese reciti: “Il washoku inizia e finisce con gli hashi”. È una sintesi poetica di quanto le bacchette siano centrali nell’esperienza del cibo: segnano l’inizio e la fine di un pasto, ma soprattutto portano con sé valori che travalicano il gesto pratico del mangiare.

De Bortoli arricchisce la lettura con ricette esemplari, capaci di incarnare il dialogo tra cultura e gastronomia. Una delle più evocative è lo Shake no nanbanzuke, il salmone in carpione, piatto che racconta un intreccio di storie e incontri. La parola nanban – “barbari del sud” – era usata dai giapponesi per indicare i navigatori portoghesi e spagnoli approdati nei porti meridionali tra Cinquecento e Seicento. La tecnica del carpione, con l’aceto e le verdure marinate, richiama infatti preparazioni mediterranee, poi reinterpretate in chiave nipponica con ingredienti locali e variazioni stagionali. Un piatto che parla di contaminazioni, viaggi e di come la cucina sia sempre terreno fertile per scambi culturali.

Cultura, simbolismo e gusto si fondono così in un’unica esperienza. L’etichetta giapponese non è mai sterile formalità, ma un linguaggio attraverso cui si esprime l’attenzione per l’altro. Gli hashi, le ciotole, i gesti alla tavola sono strumenti che celebrano l’unicità di un incontro, rendendo il semplice atto di mangiare un momento di relazione profonda. SAHŌ è, in questo senso, un invito a guardare oltre la superficie dei piatti giapponesi, per scoprire l’universo di significati che li accompagna.

|||

Il Concept Store art&design24 di 24 ORE Cultura, nel cuore pulsante della Stazione Centrale di Milano (livello binari), continua anche nel 2025 il suo viaggio tra cultura, creatività e design.

Ogni mese, lo spazio si trasforma in un luogo da vivere: libri che prendono voce attraverso i loro autori, laboratori che danno nuova vita agli oggetti, fiori che diventano arte, esperienze fashion riservate e momenti di lettura animata che accendono la fantasia dei più piccoli. Da luglio, ogni mese, fino a dicembre, art&designd24 ospiterà artigiani della ceramica, flower designers, presentazioni di libri per adulti e bambini.

Non solo uno store, ma un punto d’incontro dove la curiosità incontra l’ispirazione.

 

 

Settembre: il ritmo della moda

 

Dal 23 al 29 settembre, in piena Settimana della Moda di Milano, art&design24 accoglie un evento che celebra colore, leggerezza e innovazione:

 

COLORFUL SHOES – Le scarpe di Melissa in esclusiva per a&d24

Melissa, brand brasiliano amato in tutto il mondo per le sue calzature in plastica riciclabile al 100%, porta a Milano un’anteprima assoluta: il nuovo colore delle iconiche ballerine Campana, create dai visionari Fratelli Campana. Un modello che non è solo scarpa, ma manifesto di design e stile, capace di unire comfort, estetica e responsabilità ambientale.

 

 

I Fratelli Campana

Humberto e Fernando Campana hanno portato il cuore del Brasile nel mondo del design. Con il loro Studio Campana hanno trasformato materiali poveri in oggetti poetici e sorprendenti, capaci di emozionare e ispirare. Le loro creazioni, come le sedie Favela e Vermelha, oggi vivono nei musei più importanti del mondo.

La collaborazione con Melissa ha dato vita alle celebri ballerine Campana, un incontro tra arte, moda e sostenibilità. Dopo la scomparsa di Fernando nel 2022, Humberto continua a custodire e far crescere quella visione fatta di coraggio creativo e bellezza senza tempo.

 

La vetrina

Solo due luoghi fisici in Italia ospiteranno questa esclusiva: art&design24 e laRinascente. Una doppia vetrina che rende ancora più speciale la presentazione, trasformandola in una celebrazione del legame tra moda e design.

All’interno dello store, le ballerine dialogheranno con altri oggetti di design, in un allestimento pensato per creare emozione e sorpresa. E non finisce qui: durante tutta la settimana saranno presentate altre esclusive firmate Melissa, in un percorso che invita a scoprire, provare e lasciarsi ispirare.

 

Chi è Melissa

Fondata in Brasile nel 1979, Melissa rappresenta l’incontro tra moda, arte e design. Il brand è conosciuto in tutto il mondo per le sue calzature in PVC riciclabile al 100% e sostenibile, le celebri “jelly shoes”, comode, eco-friendly e cruelty-free. Icona di stile innovativo, Melissa continua a distinguersi per il suo design unico e responsabile.

Per approfondire il brand > https://melissashoeseurope.com/en

 

|||
C’è un’estate che non si scioglie mai. Quella firmata da Fabrizio Camplone. Non ha confini, ma ha radici solide. Non è solo fatta di gelati, ma di idee. E non ha un unico colore: è un mosaico brillante di mandorle, bergamotto, cioccolato bianco, mentuccia romana, spaghettate dolci, brioche all’anice. È l’estate 2025 secondo Caprice, la storica pasticceria di Pescara che, sotto la guida del Maestro pasticcere, compie quarant’anni e rilancia con forza la propria visione: raccontare l’Italia attraverso i suoi sapori, rinnovare la tradizione senza mai tradirla.
 
Al centro c’è il gelato, trasformato in un’esperienza gourmet. Nasce “Italia da gustare”, il progetto che ogni settimana porta in laboratorio un gusto ispirato a una regione italiana: è così che un assaggio può condurci dalla Lombardia – con un’amarettata dal cuore tenero e croccante – fino alla Basilicata, con il torroncino speziato delle Strazzate di Matera. Si attraversa il bergamotto calabrese, la mentuccia del Lazio, e si arriva alla poesia artigianale del Capriccio, il cono a tre punte brevettato da Tullio Camplone, che riproduce le tre montagne abruzzesi come un piccolo monumento da gustare lentamente.
 
Ma Camplone non si ferma qui. L’estate diventa terreno fertile anche per i grandi lievitati, in primis il Panettone Estivo “Vistamare 2025”, che alza l’asticella della creatività: farina di farro, bergamotto candito, cioccolato bianco, in un equilibrio sorprendente tra leggerezza, freschezza e profondità aromatica. Una creazione che verrà presentata anche il 19 luglio al Campionato del Bergamotto di Reggio Calabria, dove Camplone è tra i finalisti. Una torta al farro e bergamotto lo accompagnerà: è la pasticceria che sfida l’ordinario, sempre con un tocco poetico.
 
 
Accanto a queste novità, tornano le “Spaghettate” – divertissement estetico e gusto pieno – e la Rimpizza, brioche morbidissima all’anice con olio delle colline pescaresi, che fa da cornice perfetta al gelato artigianale. Ma il vero gioiello che celebra i quarant’anni di Caprice è la Presentosa del 40°: omaggio al simbolo della pasticceria e al matrimonio della famiglia Camplone. Un dolce di mandorla con limone e pistacchio, senza glassa, raffinato, gentile, perfetto per la stagione calda e denso di significato.
 
Dietro ogni creazione c’è il lavoro minuzioso di un laboratorio in fermento, un team di venti persone e una visione che intreccia tecnica, arte e passione. Anche le torte da cerimonia diventano teatro di bellezza: ogni dolce è disegnato come un abito su misura per gli sposi, fino alla possibilità – su richiesta – di vedere il Maestro all’opera in diretta, per un’esperienza da ricordare per sempre.
 
 
Nel 2025, Fabrizio Camplone entra ufficialmente nell’APEI, Associazione Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana. Un passaggio simbolico che rafforza l’identità di Caprice: una pasticceria che non si accontenta mai, che non smette di cercare, che trasforma ogni stagione in un nuovo capitolo di dolcezza. Un’estate da gustare con lentezza, a occhi chiusi, sentendo il profumo del mare e l’eco delle montagne.
 
Da Pescara parte un viaggio nel gusto. Chi lo assaggia, non torna più indietro.
|||

Da Caterina de’ Medici a Samantha Cristoforetti, da Frida Kahlo a Marie Curie: alla Gelateria della Passera, nel cuore dell’Oltrarno fiorentino, il gelato diventa racconto e omaggio alla femminilità che ha lasciato un segno nella storia. A idearlo è Cinzia Otri, gelatiera e anima del laboratorio artigianale che da oltre dieci anni crea gusti dedicati a figure femminili iconiche.

L’ultima arrivata è l’Elettrice Palatina, ovvero Anna Maria Luisa de’ Medici, protagonista illuminata del Settecento fiorentino e custode dell’immenso patrimonio culturale della città. A lei è dedicato un gusto a base di latte alla portoghese con cubetti di mele annurche candite e vini speziati.

A settembre sarà la volta di Margherita Hack, e così proseguirà un percorso iniziato nel 2013 con Lisa Gherardini, la Monna Lisa“Pensai a un gusto partendo dagli ingredienti che si potevano trovare nell’epoca in cui visse, ossia latte e uova, dolcificato con miele, profumato con un’acqua di fiori d’arancio (in omaggio alle serre dei Medici), con una purea di mele campanine cotte, con una variegatura di uvetta sultanina passata nel vinsanto e gherigli di noci toscane."

“Volevo raccontare il genio femminile – spiega Cinzia Otri, premiata con i Tre Coni del Gambero Rosso - attraverso il mio linguaggio, quello il gelato. Queste donne mi ispirano ogni giorno con il loro coraggio, la loro visione e la loro capacità di cambiare il mondo. Tradurle in gusto è stato un atto d’amore e di riconoscenza. Tanto più che con gli anni mi sono resa conto di quanto sia difficile, per ogni donna, realizzarsi nel proprio mestiere”.

Da allora, Cinzia Otri ha dedicato gusti a Sherazade, Caterina de’ Medici, Bianca Cappello, Leonora da Toledo, Ondina Valla, e molte altre, intrecciando rigore storico e fantasia gastronomica. Ogni creazione è frutto di studio e passione, pensata per rappresentare in forma di gelato la personalità, l’epoca e l’eredità culturale della donna a cui è dedicata. Da settembre in poi, nelle carapine della Gelateria della Passera il carnet di gusti ispirati alle grandi donne della storia si arricchirà di volta in volta con la poetessa milanese Alda Merini, la pittrice romana Artemisia Gentileschi, la scienziata torinese Rita Levi-Montalcini, della pittrice messicana Frida Kahlo, della fisica polacca Marie Curie, per finire con l’astronauta milanese Samantha Cristoforetti.

Il progetto, che negli anni è diventato una vera e propria collezione di “icone rosa”, culminerà nella pubblicazione di un libro che raccoglierà le ricette e le biografie delle 14 protagoniste. Un modo originale e autentico per fare cultura attraverso il gusto, rendendo omaggio alla forza, alla visione e alla sensibilità femminile, una carapina alla volta.

|||

Il 3 luglio 2025, Birra Moretti ha portato a Milano “La tavola come piace a noi”, un evento esclusivo pensato per esplorare come siano cambiati i gesti della convivialità negli ultimi dieci anni. L’appuntamento si inserisce all’interno di un percorso più ampio, che vede il brand riflettere sul modo in cui il cibo, la birra e il tempo trascorso insieme rispecchiano lo stile di vita contemporaneo.

Cuore dell’evento sarà la presentazione della ricerca “Food Connection: la spontaneità a tavola”, condotta da AstraRicerche per Birra Moretti. L’indagine fotografa l’evoluzione delle abitudini legate al consumo di cibo e birra in Italia, mettendo in luce come il valore della spontaneità abbia acquisito un ruolo centrale nel vivere i momenti condivisi. Dai dati emerge una tendenza sempre più diffusa a prediligere situazioni informali, genuine, in cui la convivialità si esprime con naturalezza, senza formalismi e lontano da schemi rigidi. 

A guidare questo cambiamento è la ricerca di esperienze conviviali genuine, dove sentirsi sé stessi senza pressioni o convenzioni sociali. Secondo i dati dell'indagine, la spontaneità è oggi percepita come maggiormente presente in contesti di socializzazione informali quali pranzi, cene, aperitivi, feste e celebrazioni con amici (58%). Anche la tavola con la famiglia allargata (34,9%) e i momenti con i vicini di casa o di quartiere (29,7%) si confermano occasioni ideali per lasciarsi maggiormente andare.

Per oltre 7 italiani su 10 (75,2%), la birra si conferma così come la bevanda che porta spontaneità nei momenti di convivialità. È apprezzata perché mette tutti a proprio agio (39,4%), accompagna i momenti felici (36,4%) e perfetta per le occasioni più semplici e informali (29,5%). Versatile per natura, si conferma la compagna ideale di una socialità senza sovrastrutture: il suo gusto fresco e leggero conquista per la capacità di accompagnare ogni tipo di piatto (34,6%) e di adattarsi con naturalezza a contesti e gusti diversi (34,4%). 

Questa riflessione si lega direttamente alla nuova campagna istituzionale del brand, intitolata “Come piace a noi”, che celebra l’italianità nella sua forma più autentica. Il progetto di comunicazione racconta piccoli momenti quotidiani fatti di semplicità, relazioni sincere e piaceri condivisi, valorizzando lo spirito conviviale che da sempre accompagna Birra Moretti.

Negli ultimi dieci anni, le modalità con cui ci si ritrova attorno a un tavolo sono cambiate profondamente: si è assistito a un ritorno all’essenziale, a una ricerca di verità nei rapporti e nelle esperienze culinarie. L’evento milanese sarà quindi l’occasione per approfondire queste dinamiche, attraverso uno storytelling che mette al centro le persone, i gesti spontanei e il piacere autentico del buon cibo accompagnato da una birra.

Con “La tavola come piace a noi”, Birra Moretti conferma la volontà di accompagnare i consumatori in un percorso di riscoperta del gusto dello stare insieme, offrendo uno sguardo sul presente e, allo stesso tempo, tracciando una nuova direzione per il futuro della convivialità.  La campagna rappresenta il cuore pulsante dell'evoluzione naturale del nuovo posizionamento di Birra Moretti, inaugurato ad aprile con il lancio del nuovo spot TV "Come piace a noi” e ulteriormente rafforzato dalla terza edizione della web serie "Come piace a noi: il weekend" - il nuovo format on air sul canale YouTube del brand.

"Attraverso la nuova campagna celebriamo la spontaneità come tratto distintivo del nostro modo, tutto italiano, di stare insieme, rispondendo al bisogno crescente di momenti autentici, anche profondi, perché liberi dalla formalità. –  spiega Alfredo Pratolongo, Corporate Affair Director HEINEKEN Italia e Presidente Fondazione Birra Moretti – Birra Moretti, icona nazionale della convivialità, da sempre accompagna questi momenti: non impone regole, ma crea connessioni, che spesso nascono proprio attorno a una tavola semplice e condivisa, scegliendo di raccontare la bellezza delle cose genuine, delle relazioni spontanee”.

Pagina 1 di 7

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it