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«Credo che, entro un margine di tempo relativamente breve, ci troveremo a dover fronteggiare un momento in cui sarà necessario e obbligatorio compiere una scelta che avrà a che fare con i reali motivi per cui ci troviamo al punto in cui ci troviamo e con le conseguenze delle strade che intraprenderemo.

Anche l'immobilità sarà scegliere, come pure il silenzio.

E puoi anche distrarti o chiudere gli occhi, che il gioco si compie comunque.

Forse vale la pena esserci, anche solo per vedere come va a finire.»

 

Queste le uniche parole che incontriamo nel viaggio melodico in cui ci accompagna Gionata Mirai, noto ai più come chitarrista de Il Teatro Degli Orrori, ma che qui conosciamo in una veste del tutto nuova e intima.

 

Come spesso accade nella vita tuttavia, poche parole non significano necessariamente assenza di contenuti, soprattutto quando è la musica a parlare.

“Allusioni” è un disco intenso e denso di pensieri, che obbliga l’ascoltatore a fermarsi  e riflettere, un disco che non può essere sfondo, ma diventa, sin dal primo arpeggio, protagonista della scena.

 

Una chitarra, dodici corde, cinque tracce, per un totale di venticinque minuti di arpeggi in fingerpicking dal sapore folk e dal potere ipnotico travolgente.

L’idea di Mirai è vagamente Sartriana: rendere l’opera allo stesso tempo fruibile dall’ascoltatore e frutto della fantasia dello stesso, mettendo nelle sue mani la possibilità di creare, a partire dal disegno semplice che ha voluto lasciare tracciato,  un mondo al di là delle palpebre, che non sia semplice rifugio dalla realtà, quanto piuttosto luogo in cui trovare quegli spunti di riflessione che possono aiutarci a migliorarla.

E quello che fa Gionata Mirai è offrirci il tempo per farlo, risorsa preziosa e quanto più rara nella società moderna.

 

“Allusioni” è un viaggio senza valigie lungo venticinque minuti che, se su disco riesce a pieno nell’intento, ascoltato dal vivo coinvolge e travolge ancora di più ogni avventore che ne riesca a cogliere l’"allusione" celata, per farne qualcosa di proprio.

 

Nerospinto vi ricorda anche per questa settimana l'imperdibile appuntamento con l'ipnotica magia della Fata Verde.

Lasciatevi sedurre dal fascino di un sorso di follia che vi verrà offerto in tutte le sue varianti: Absinthe puro (assenzio,acqua,ghiaccio,zucchero) Absinthe spuro (assenzio,zolletta di zucchero flambè,acqua,ghiaccio) Absinthe Mohito (menta,lime,zucchero di canna,rum,assenzio,soda) Absinthe sucre (zolletta di zucchero imbevuta e flambè)

...senza per questo tralasciare una più ampia selezione di drink!

La serata ruota intorno al 1st floor dove troviamo una Music Selection by Nico La  musica regna sovrana, coinvolge e implode in un ritmo incalzante, vibrazioni che vanno dal rock, all'electro, all'hip hop.

Una malattia contagiosa, la vera guarigione post crisi esistenziale!

AB-SINTH Mercoledì 27 Marzo from 22.30 to 02.30

 

Zoom Bar

Via Panfilo Castaldi, 26

Milano

La galleria Patricia Armocida ospita la prima mostra personale di Marco Mazzoni a Milano, "Il ricordo è un consolatore molesto".

L'artista rende omaggio a figure appartenenti alla tradizione popolare italiana, le guaritrici, che secondo la credenza sarda seducono, incantano, maledicono e guariscono.

 

I disegni raccontano storie legate alle arti segrete detenute da queste donne: nelle composizioni circolari, che alludono al ciclo della natura, si compenetrano piante medicinali, farfalle e volatili che si abbeverano del loro nettare e, seminascoste, emergono le sagome di volti femminili, costrette a nascondere la propria sensualità e i loro saperi.

 

Le guaritrici erano molto rispettate per la loro conoscenza delle erbe medicinali e questo conferiva loro un potere che la Chiesa e lo Stato medievale osteggiavano.

Con la Controriforma, la presa di posizione contro coloro che curavano con le erbe si inasprì e si attuò una politica di controllo delle pratiche terapeutiche per cui solo quelle accademiche esercitate dagli uomini furono consentite, mentre le guaritrici furono accusate di stregoneria e costrette a nascondersi per non subire ritorsioni.

 

Marco Mazzoni riprende ed evidenzia l'importanza dell'interazione tra le donne e le piante sviluppando un progetto che assume ad icona il volto femminile incorniciato da flora e fauna.

Ne svela la percezioni più intime, ricordi narrati su pagine di diario, visioni immaginifiche di animali impossibili, frutto dell'esplorazione estatica di viaggi allucinatori.

 

L'artista non disegna mai gli occhi del soggetto: non si tratta di ritratti, ma di nature morte in cui tutti gli elementi assumono la stessa importanza e si fondono tra loro.

Il risultato è un'opera che racconta del momento in cui la donna prende il controllo di tutto, in completa armonia con la Natura.

 

La mostra, che si concluderà il 4 maggio, espone 15 disegni nuovi, 12 realizzati su carta moleskine ed un'installazione site-specific.

 

 

 

Orari e costi

Da martedí a sabato: dalle ore 11.30 alle 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 19.00

Ingresso Gratuito

 

Patricia Armocida Galleria d'Arte

Via Lattanzio, 77 (Zona Porta Romana)

Milano

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Continua la serie di giovedì fuori di testa: il 28 marzo dalle 22 un nuovo appuntamento con Razzputin allo Zoom Bar.

Fai mente locale su ciò che ami e che odi, su ciò che vorresti dal destino, sull'attitudine dei marciapiedi al neon... poi entra allo Zoom, scendi nel basament e riscrivi la tua storia!

1ST FLOOR : Miss Brownie Party

Dolcettini di cioccolato e tons di vinili ska, r&b, northern soul, motown, stax, rocksteady.

BASEMENT: Razzputin crew / DJ DONUT & DEEJAY DAVE

+ Special Guest Djs: WALLACE BOYS con una miscela di indie, classic rock, punk e brit super OGM per sovvertire e incendiare il basement.

Link dell'evento: http://www.facebook.com/events/288943701235548/

ZOOM BAR

Via Panfilo Castaldi 26, Milano

SABATO 25 MARZO 2013

MAGAZZINI GENERALI

Milano, Via Pietrasanta,14

Apertura porte ore 19.30 – Inizio concerto ore 21.15

Prezzo del biglietto 25 euro + diritti prevendita

 

Opening: The Kolors

 

Il duo britannico dopo essersi aggiudicato dischi d’oro e di platino in Europa con l’album di debutto ‘Happiness'  con 2 milioni di copie vendute nel mondo, annuncia il nuovo tour e l’uscita a marzo 2013 del nuovo disco ‘Exile’.

 

Gli Hurts sono formati dal cantante Theo Hutchraft e dal sincronizzatore Adam Anderson, hanno avuto il primo successo grazie al remix del loro brano ‘Wonderful Life e sono uno dei nomi che emerge tra gli appassionati di pop elettronico.

Hanno riscoperto  e rivitalizzato suoni particolari, tratti dalla musica degli anni’80, rendendoli nuovamente attuali attraverso la scrittura di una vera e propria opera pop eccelsa, vincendo nel 2011 la nomination di Best New Band agli NME Awards.

 

Anche dal vivo non tradiscono la loro magia, il glam diventa parte integrante dello show che è, sin daglin esordi, uno dei live più affascinanti degli ultimi anni, con esplosioni sonore che filtrano con la dance, imperdibili.

 

La band si esibirà dal vivo in due esclusivi concerti il 7 ed il 9 febbraio rispettivamente a Londra e Berlino presentando il nuovo album, seguirà poi una tournee nelle principali capitali europee che prevede un’unica data in Italia il 25 marzo 2013 ai Magazzini Generali di Milano.

 

Non saranno disponibili biglietti in cassa il giorno del concerto.

 

Informazioni su come acquistare i biglietti:

Ticketone.it  892.101  www.ticketone.it

Vivaticket  899.666.805  www.vivaticket.it

Ticket.it  02.54271  www.ticket.it

 

http://www.magazzinigenerali.it/hurts/

 

 

 

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Como accoglie la Grande Mostra nella splendida cornice di Villa Olmo, una delle dimore storiche più affascinanti del Lago di Como. E’ stata inaugurata sabato 23 marzo, la Mostra "La città nuova. Oltre Sant'Elia”: un’esposizione che porta in scena un secolo di visioni urbane, attraverso 100 opere. Dipinti, modelli, installazioni di artisti, architetti, registi quali Antonio Sant'Elia, Umberto Boccioni, Le Corbusier, Fritz Lang, Chris Burden e tanti altri.

Una mostra multimediale con una doppia esposizione, che si svolgerà non solo a Villa Olmo, ma anche a Palazzo Volpi, sede della Pinacoteca Civica, nel centro storico di Como. La Pinacoteca Civica propone  50 disegni di Sant'Elia di proprietà  del Comune da anni inaccessibili al grande pubblico. Qui si potranno ammirare alcune ipotesi progettuali di Antonio Sant'Elia. La mostra di Villa Olmo, si apre con «La Città  Nuova»,  dodici disegni che Sant'Elia aveva presentato alla mostra milanese delle Nuove Tendenze del 1914. In questi dodici tavole sono sintetizzate le visioni urbane dell’architetto comasco. A Villa Olmo, una sala è dedicata a Metropolis , il film fantascientifico di Fritz Lang, del 1927, ambientato in una “città santeliana”… In scena anche opere contemporanee quali  Pizza City, il plastico di una città composta da centinaia di giocattoli dell’artista americano Chris Burden e il video della cinese Cao Fei che rappresenta una città sospesa in uno spazio virtuale. Opere dallo spirito futuristico.

"La città nuova. Oltre Sant'Elia” è una mostra omaggio non solo al grande architetto comasco Sant’Elia ma anche ai 100 anni di idee e progetti  “Oltre Sant’Elia”… Una mostra riflessione sul paesaggio urbano e sulla sua evoluzione.

Per informazioni: Villa Olmo, Via Cantoni 1 – Como La mostra è aperta fino al 14 luglio 2013. www.lacittanuova.it

 

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Gli atteggiamenti che abbiamo all'esterno, come ci muoviamo o apriamo il petto o il torace, la dicono lunga sui nostri stati d'animo interiori.

Non ne faccio una questione prettamente yogica in quanto anche la fisiognomica ci dice che ogni postura e ogni atteggiamento fisico rivela stati d'umore, mentali e caratteriali di qualunque individuo. È ovvio che consideriamo il nostro corpo come una specie di cartina tornasole che è la prova del 9 del nostro tumulto o quiete interiore.

 

Il corpo e gli atteggiamenti fisici hanno molto da dire.

 

Perché?

 

A lungo andare l'atteggiamento fisico diventa una caratteristica saliente dell'individuo che influenza emozioni, pensieri e il  "modo di affrontare la vita".

Abituandosi a certe posture si genera così una spirale che trascina l'uomo in un vortice di emozioni negative da cui diventa molto difficile uscire.

 

Quindi, se in un primo momento sono certe emozioni e pensieri ad influenzare gli atteggiamenti fisici, ad un certo punto, e qui bisogna osservarsi con onestà, accade paradossalmente il contrario: sono gli atteggiamenti fisici ad influenzare l'umore.

 

Lo schema immaginario che possiamo tracciare è: l'interno influenza l'esterno per poi diventare esterno che influenza l'interno. Spero di non portarvi in una spirale troppo contorta, io amo la filosofia.

 

Ma cosa vuol dire che i nostri atteggiamenti fisici influenzano l'interno mentale/emozionale dell'uomo?

Sono un chiaro esempio di ciò che sto dicendo il classico portare la testa china o le spalle chiuse e incurvate quando si è abbattuti o giù di tono. Le implicazioni "negative" di questi due atteggiamenti sono veramente enormi.

Come mi disse una volta Lella, una delle maestre del centro Yoga Parsifal specializzata in riflessologia e in medicina cinese Do-In: “portare la testa troppo chinata in avanti espone le vertebre cervicali al peso della gravità portandole  anche a un disarmonico equilibrio tra la terra e il cielo”.

 

Divenire consapevoli di quante implicazioni hanno questi due atteggiamenti nella nostra vita di tutti i giorni, nelle nostre relazioni col mondo e con gli altri è il primo passo per liberarsene.

 

Il secondo passo consiste nel "correggere" le posture indesiderate.

Come? La risposta è semplice e immediata: bisogna partire dal proprio corpo per guarire dentro.

 

Rifacendomi alle 4 nobili Verità del Buddhismo per la liberazione dalla sofferenza, da cui ho tratto spunto per il percorso che ho descritto, bisogna riconoscere la sofferenza (I) , riconoscerne le cause (II), avere il desiderio di far cessare la sofferenza (III) e intraprendere una via che porta alla sua cessazione (IV).

 

Ecco che lo Yoga ci viene in aiuto divenendo lo strumento e la via che ci libera.

Partendo dalla correzione posturale, uno dei pilastri yogici, la pratica ci "corregge" anche all'interno.

 

Esistono Asana nel mondo dello Yoga che ben si prestano a questo fine: Bhujangasana, Salabhasana, Dhanurasana, Rajakapotasana, Natarajasana, Urdhva Mukha Svanasana, Ustrasana ed altre ancora.

Naturalmente esistono differenze sostanziali tra una Asana e l'altra e i benefici variano da posizione a posizione.

 

Tutte queste Asana hanno in comune il fatto che rinforzano i muscoli dorsali, sciolgono e rinforzano il bacino, raddrizzano la colonna vertebrale, aprono il torace ed altro ancora.

 

Ustrasana, in particolare, è una di quelle posizioni yogiche veramente odiose per chi è "abituato" a curvarsi in avanti o ha il petto chiuso. Solo chi ha veramente compreso a fondo l'importanza di partire dal corpo per correggere il proprio carattere e cambiare il modo di sentirsi nel mondo è disposto ad affrontare la pratica di questa posizione.

 

Il torace, in Ustrasana, si apre completamente, le scapole si avvicinano tra loro, le spalle si aprono lasciando cadere il capo e le braccia all'indietro aprendo il petto verso l'alto, verso una dimensione al di là della terra e quasi divina. Trovo affascinante la metafora che possiamo cogliere dietro questo gesto: aprire il petto in alto vuol dire anche avere un atteggiamento più disponibile e aperto verso il mondo esterno, sia fisicamente che a un livello più profondo, interiore. Senza aver paura delle situazioni ma affrontando tutto “di petto” come si suol dire.

 

Nella posizione di Ustrasana (o del cammello) la colonna vertebrale viene allungata e il bacino spostato in avanti facendo diventare la respirazione uno strumento che aiuta a lasciarsi andare all'indietro e ad aprire il petto durante la fase di inspiro. Trovo poeticamente affascinante anche il concetto del lasciarsi andare all'indietro facendo affidamento sulle proprie ginocchia: da un punto di vista psicologico si impara a fidarsi di più di se stessi e delle proprie potenzialità...è un po' come il gioco che facevamo per la fiducia verso gli altri, in cui ci buttavamo all'indietro a peso morto sperando che i nostri amici ci afferrassero non facendoci cadere a terra, ma in questo caso giochi una partita da solo in cui i tuoi alleati sono il respiro, il tuo atteggiamento psicologico nei confronti dell'Asana e il tuo corpo.

 

Le Asana sono strumenti psicologici dotate di un percorso raffinatissimo e di un'eleganza filosofica fuori da tempo e dallo spazio. Le paragono ai livelli di lettura e interpretazione della Divina Commedia dantesca: si parte dallo strato più superficiale (la posizione che assume il corpo) per arrivare poi a uno stato di lettura più profondo che nasconde allegorie, metafore e una riscoperta psicologica profondamente d'aiuto per l'essere umano che fa espandere i propri orizzonti e punti di vista.

 

Ustrasana è come un verso della Divina Commedia: la vedi o la leggi all'esterno come un piegamento all'indietro con la colonna vertebrale ma poi scopri che dietro c'è un mondo intero.

 

Namasté,

Vittorio Pascale

 

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando

Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano

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La “Silver Lining” indica una caratteristica delle nuvole che allude in senso figurato al risvolto positivo, ma è anche il titolo del nuovo film che ha avuto un enorme successo al box office, più precisamente “Silver Lining Playbook”, tradotto in Italia con “Il lato positivo”. Il film ha fatto parlare di se perché ha ricevuto una valanga di nomination, ha permesso a Jennifer Lawrence di vincere l’oscar come migliore attrice protagonista, anche se è quasi caduta dalle scale al momento del ritiro del premio, e ha portato alla ripubblicazione del libro “L’orlo argenteo delle nuvole” di Matthew Quick che ha ispirato la pellicola.

Il regista David O. Russell racconta la storia di Pat Solitano, affetto da un disturbo bipolare e appena tornato a casa dai genitori dopo aver passato alcuni mesi in un ospedale psichiatrico. Pat ha perso tutto, e il suo sogno è di riavere indietro la sua vecchia vita e il suo rapporto con la moglie Nikki, per questo è deciso a seguire una serie di buone intenzioni, le silver linings appunto, che poi registra su un piccolo libro (playbook). Quando però incontra Tiffany, una giovane donna vedova ed esuberante, oltre che problematica, le cose si complicano e lo portano a partecipare ad una gara di ballo per dilettanti. Il legame di aiuto che si stabilisce tra i due protagonisti permetterà a entrambi di vedere le cose da un’altra prospettiva e di accettare i loro problemi.

Non è facile affrontare temi come la malattia mentale restando nel genere della commedia cinematografica, ma in questa pellicola il connubio riesce, grazie al bilanciamento tra dramma e comicità, e anche grazie all’alchimia tra Jennifer Lawrence e Bradley Cooper che riescono a descrivere un disturbo difficile che solo chi prova può capire completamente. Il lato positivo è il messaggio di fiducia e di speranza nel futuro, vedere il sole che risplende attraverso le nuvole in un mondo che ti spezza il cuore in tutti i modi possibili, convincendosi che l’unica pazzia alla quale bisogna lasciarsi andare sia l’amore. La telecamera segue questa storia d’amicizia che si trasforma in amore attraverso dialoghi serrati che mostrano l’instabilità emotiva dei due protagonisti in particolare, ma anche degli altri personaggi che ruotano intorno a loro, come la madre di Pat, Jackie Weaver, con quel suo sguardo perso e vacuo e il padre, uno splendido Robert De Niro, che ha perso il lavoro e la lucidità di affrontare razionalmente le scommesse su cui basa i suoi guadagni. La figura più divertente è quella dell’amico squinternato Danny, Chris Tucker, che appare nei momenti più improbabili, sostenendo di essere stato rilasciato dall’ospedale psichiatrico, ma immancabilmente riportato indietro da un poliziotto.

L’evento principale del film è la gara di ballo che accentua il processo di maturazione di Pat e Tiffany, permettendogli di superare i loro problemi e di imparare ad ascoltare le energie e le vibrazioni che accompagnano le emozioni, e che viene correlata con le scommesse sportive esercitate da Sr. Solitano, il quale perderà tutte le sue vincite se i due perderanno la gara e questo permette di concentrare tutte le attenzioni su questa sequenza e di portare a un maggiore coinvolgimento dello spettatore.

Il Lato positivo quindi è un film piacevole ma non sensazionale. Sicuramente la performance dei protagonisti ha aggiunto alla pellicola un’originalità che è il principale motivo del suo successo, soprattutto per l’ottima capacità della Lawrence di calarsi con disinvoltura in ruoli molto diversi tra loro concentrando una vasta gamma di emozioni all’interno di un'unica figura, ma il problema delle malattie mentali viene affrontato in maniera superficiale, considerando che Pat all’inizio ha qualche grave disturbo che scompare a metà pellicola quando un’attività alternativa e esteticamente gradevole sostituisce le sue preoccupazioni. Parlare della mente che soffre fino ad ammalarsi è un’impresa tutt’altro che semplice, in particolar modo avendo a disposizione solo 122 minuti di tempo, infatti nel libro questo aspetto viene approfondito e seguito più dettagliatamente, cosi come i rapporti che cambiano tra i personaggi, ma il film resta una bella commedia in grado di regalare qualche risata e qualche riflessione su quanto sia complicato essere pazzi in un mondo immerso in una presunta normalità.

In occasione della XXI giornata di Primavera del FAI, domenica 24 marzo 2013 la città di Cernobbio accoglie la stagione dei fiori, aprendo le porte ai turisti con eventi e performance. Sarà un’occasione unica per visitare importanti ville e location del Lago di Como, rinomate in tutto il mondo per bellezza e fascino.

Villa Bernasconi, Villa Erba, il Giardino della Valle, i Giardini di Villa Pizzo e la facciata della Casa Cattaneo saranno aperte al pubblico (dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00) ed ospiteranno manifestazioni di elevato interesse culturale e artistico.

 

FAI…il percorso e scopri le Ville di Cernobbio

Villa Bernasconi ospiterà una serie di mostre: - Mostra di merletti a cura dell’Ass. Merletti d’Arte di Cantù - Mostra di acquarelli della pittrice Giulian Valli - Mostra del pittore comasco Adriano Caversazio - Esposizione di opere degli studenti dell’accademia di Belle Arti “Aldo Galli”. Le mostre resteranno aperte tutta la settimana successiva, comprese le feste pasquali.

 

FAI…uno spuntino

In occasione dell'evento,  un tratto di Via Regina chiuderà dalle 9.30 alle 20.00 per  ospitare un allegro mercatino organizzato dell’associazione Ascot. Tutti i negozi, bar e ristoranti rimarranno aperti per accogliere il pubblico dall'ora di colazione all’aperitivo.

 

Vivi Cernobbio e FAI…un dono! Facendo shopping nei negozi di Cernobbio, per ogni articolo acquistato sarà donato 1 euro al FAI. Un piccolo gesto, ma significativo, per sostenere il Fondo Ambiente Italiano!

 

FAI…un giro sul treno

A disposizione un servizio transfer con trenino da e per Villa Pizzi.  Un modo curioso ed originale per far divertire i più piccoli insieme ai genitori.

 

FAI… intrattenimento

Lungo la città performance ed eventi di intrattenimento:

 

14.30 - 18.00 in piazza Bellinzaghi: degustazione di cioccolato con frutta e marshmallow. I Maestri cioccolatai della Pasticceria Mignon di Lurate Caccivio si esibiranno nella realizzazione una CHOCOLATE CAKE di tre piani, nella quale verrà coinvolto anche il pubblico.

 

14.30 - 18.00 strettoia di Via Regina: Dj e Speaker di Ciao Como Radio per un pomeriggio all’insegna del divertimento.

 

15.00 - 15.45 strettoia di Via Regina: anteprima dello Swing Crash Festival che si terrà a giugno a Como. Ballerini professionisti e non si esibiranno in performance di Lindy Hop e Charleston.

 

16.30 - 17.00 strettoia di Via Regina: tribal dance e percussioni live con Semarah Dance.

 

FAI…un assaggio

Un iter di degustazione con possibilità di comprare prodotti di qualità.

 

Primavera a Cernobbio, una ricca e intensa domenica da trascorrere tra arte e storia, ville e giardini, performance e gusto. Un percorso alla scoperta delle bellezze di questa cittadina, un'occasione per accogliere la primavera con un sorriso.

 

UFFICIO STAMPA:  Dott.ssa Sara Biondi _ News-Eventicomo Relazioni Pubbliche Ascot Cernobbio Manifestazione PRIMAVERA A CERNOBBIO

Mobile: +39 339.8582462 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nerospinto è cultura a 360 gradi, è sguardo sul mondo e sulle tendenze, attento ad ogni cambiamento e trasformazione in atto e, nel suo spirito “cosmopolitartistico”, non poteva non raccontarvi di “God Save The Green”, film documentario prodotto dall’emiliana Mammut Film e distribuito dalla Cineteca di Bologna, con un fitto calendario di proiezioni in circuiti indipendenti.

 

Associazioni culturali, cineteche e amministrazioni pubbliche stanno ospitando in queste settimane l’ultimo lavoro dei filmakers Michele Mellara e Alessandro Rossi, attivi da un ventennio sul fronte del documentario (e non solo), che ci portano in giro per il mondo – Marocco, Brasile, Kenya, Germania e Italia – in una perfetta fusione di realtà e di estetica dell’immagine, in una dimensione insieme poetica e conoscitiva.

 

La terra, nuda e nera, pronta ad accogliere i semi per riempirsi e riempire di verde città, villaggi, persino terrazze metropolitane: da questo punto di partenza - denominatore comune di una ricerca scientifica prima che artistica, portatrice di contenuti con un linguaggio diretto e antididascalico - i personaggi incontrati rivelano come sia ancora possibile guardare in basso, uscire dalla logica dei centri commerciali, dalla povertà e dalla dittatura del cemento semplicemente coltivando la terra.

 

Un nuovo modo di stare insieme, di condividere tempo e spazi ma anche di guadagnare, inventandosi nuove tecniche di coltura a costo zero, come è successo alle donne di Teresina, in Brasile, felici di dedicarsi insieme alla produzione di nuovi ortaggi, in una valorizzazione dell’ambiente che diventa anche riqualificazione sociale.

Sulla stessa lunghezza d’onda si viaggia a Berlino, dove può succedere di trovare gruppi di cittadini chini sul terreno per curare le piante disseminate in uno spazio comune, dove tutti possono essere parte di un orto dai confini urbani, esperienza che anche in Italia si sta facendo largo negli ultimi anni da nord a sud, riscoprendo un valore in via di estinzione in contesti cittadini, laddove le nuove generazioni scoprono frutta e verdura tra le corsie dell’ipermercato perdendo sapori, odori e sensazioni di antichissima tradizione.

 

Ma in Italia, nel pieno centro di Torino, c’è chi ha sfidato qualunque legge agronomica e ci mostra in tutto il suo splendore un giardino pensile pieno di colore, invasione di campo positiva nelle strette maglie urbane. E c’è chi si spinge addirittura oltre, come Franziska, che a Berlino scatena una guerilla a suon di fiori con il pacifico obiettivo di portare il bello dove regnano sterpaglie e abbandono.

 

Il cambiamento è in atto, è possibile insomma, ad ogni latitudine, basta solo guardarsi intorno e soprattutto guardare in basso, scendere dagli ascensori e dalle scale mobili dei Supermalls per riconquistare la terra, perché “God Save The Green” è storia di tutti, o almeno aspira a diventarlo, contaminando pensiero e azione.

 

Per il calendario delle proiezioni e per altre informazioni sul film è visitabile il sito web ufficiale http://godsavethegreen.it/italiano/.

 

 

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