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Il conto alla rovescia che abbiamo pensato per voi, con l’idea di presentarvi ogni giorno uno degli artisti che esporrà le proprie creazioni alla Nerospinto Borderline Design Week, ci porta oggi a parlarvi di un progetto molto interessante, oserei dire “illuminato” .
A tutti noto, il termine è stato usato, dal 1700 in poi, per definire coloro che spendevano le loro competenze in campo artistico, politico, scientifico o letterario, allo scopo di accendere un lume e contrastare così il buio dell’ignoranza e del cieco conservatorismo.
Oggi forse, era in cui l’idea di innovazione è talmente idealizzata da essere spesso forzata ai limiti del ridicolo, essere un imprenditore illuminato significa non tanto puntare sulla novità assoluta o sulla totale originalità del proprio prodotto, quanto cercare di realizzare qualcosa che rispecchi il più possibile il proprio credo in ambito professionale.
In un periodo economicamente così difficile come quello che stiamo vivendo non possono che essere stati la forza della passione e la sincerità delle ambizioni di Daniele e Marco ad averli portati a realizzare il progetto Studio Amoenus.
I due giovani designer iniziano infatti questo percorso nel 2010 focalizzando i loro sforzi creativi e professionali proprio su quel fondamentale elemento precedentemente citato: la luce. A partire dallo studio dell’illuminazione d’interni infatti, realizzano particolari lampade che, oltre ad essere stupendi oggetti di design, sono realizzate grazie alle nuove tecnologie, a materiali e processi che rispettino l’ambiente e puntino sul risparmio energetico.
Daniele e Marco inoltre credono fortemente in una filosofia di sviluppo del progetto che dia importanza ad ogni singola fase della produzione, dall’idea alla realizzazione, di cui si occupano personalmente.
I due designer, contemporaneamente a questo progetto di una linea a marchio Studio Amoenus, si dedicano anche alla realizzazione di oggetti per altre aziende.
Che sia la passione o l’elettricità a dare luce a questi oggetti, la loro unicità è indubbia.
Come ormai avrete capito, se volete vedere da vicino le creazioni Studio Amoenus e conoscerne i creatori, vi aspettiamo il 13 aprile, dalle ore 19, allo spazio Giulio Romano 8, dove saranno ospiti della Nerospinto Borderline Design Week.
L'affascinante Ildegarda, monaca benedettina e mistica tedesca, è il personaggio di cui vi parlerò oggi.
Vissuta in Europa nel XII secolo, fu per l'epoca un personaggio straordinario, controcorrente, capace di tenere testa a Federico II Barbarossa, con cui strinse un legame di amicizia che terminò solo nel momento in cui la Santa criticò aspramente la scelta dell'Imperatore di supportare due antipapi contro Alessandro III.
Filosofa, poetessa, compositrice, veggente, esperta di medicina naturale, consigliera politica, oltre che con l'Imperatore, tenne contatti con altri mistici, nobili e alte cariche ecclesiastiche, tutti personaggi illustri dell'Europa medievale.
Physica e Causae et curae sono opere scritte da Ildegarda che contribuiscono ad arricchire le conoscenze in ambito medico, naturalistico, botanico, filosofico, fitoterapico.
Per vivere allineati a se stessi, Ildegarda suggerisce, prima di tutto, una corretta e sana alimentazione, priva di eccessi e scompensi che possono creare muco e umori nocivi.
La Santa tratta anche di drenaggio, metodo utile di purificazione del corpo, parola che oggi si sente spesso abbinata ad altre tecniche rispetto a quelle proposte dalla mistica, quali i salassi e la scarificazione.
Altra metodologia suggerita è il digiuno, pratica che oltre a ripulire il corpo, alleggerisce la mente e la allinea allo Spirito.
Infine, se quanto proposto non è sufficiente per mantenere una ottima salute, Ildegarda sostiene di curarsi tramite la Natura stessa, attraverso erbe medicinali, utilizzo di metalli, pietre preziose e fauna.
Tali qualità, chiamate da lei "virtù", sono necessarie per essere in totale guarigione.
L'uomo è un insieme di corpo, mente e Spirito, nel momento in cui viene a mancare l'Unione dei tre elementi, si manifesta uno squilibrio.
Ildegarda fa molta attenzione anche alle emozioni e allo stato d'animo dell'uomo, spiegando che essi influiscono tramite produzioni di umori e scorie nocive al benessere, generando la bile nera. Per tal motivo, la mistica viene spesso riconosciuta come una antesignana della materia psicosomatica.
Oltre alla tecnica medica, Ildegarda sostiene che sia fondamentale la consapevolezza, l'attenzione e l'intenzione del cuore. Importante è anche il perdono, il lasciare andare via gli attaccamenti agli episodi che abbiamo vissuto con rabbia e rancore.
Rimedi proposti dalla Santa, sono tutt'oggi utilizzati nella fitoterapia contemporanea: cumino per nausea, mentuccia per mal di testa (oggi viene proposta la menta) sono solo alcuni esempi.
Sull'utilizzo delle pietre dedica un intero scritto chiamato De Lapidarum, suggerendo ai lettori di prendere consapevolezza che anche loro possono essere d'aiuto: il diaspro freddo, posato sul petto finché non si scalda in più applicazioni, aiuta ad equilibrare lo stato di benessere a livello cardiaco. Anche in questo caso, Ildegarda dimostra di avere conoscenza della cristalloterapia, altra tecnica sorprendente, espressione minerale della Naturopatia.
L'anima è padrona del corpo, il modo per far funzionare in modo corretto la propria esistenza è far sì che la seconda si adegui alla prima, evitando resistenze ed attriti.
"Perché l'Uomo ha in sé i cieli e la terra e tutte le creature. E' Uno, e tutte le cose nascoste dentro di lui. L'uomo è il recinto delle Meraviglie di Dio".
(tratto da Symphonia Armonie Celestium Revelationum)
La salute totale si ha nello Spirito, ottenuta grazie al raggio verde Viriditas,Unione consapevole di Uomo con Natura, quanto egli stesso Natura e Uno indivisibile dalla Natura.
Libertà, solarità, passione e romanticismo: tutto ciò caratterizza la personalità e le creazioni di Sonia Bianco, in arte So’ White.
L’amore incondizionato per l’arte e la sfrenata creatività hanno sempre contraddistinto la gioiosa e frizzante artista milanese, spingendola a continue sperimentazioni .
Le sue opere sono un’esplosione di forme, colori materiali e stili diversi.
La contaminazione artistica è il filo conduttore della sua arte che raggiunge la massima espressione con la passione per il mosaico, tecnica a cui si avvicina nel 1998, in seguito ad un viaggio in Grecia, e che non abbandonerà mai più.
Dopo il conseguimento della laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano con una tesi sui mosaici,
entra nella Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco ottenendo il diploma di mosaicista.
Prosegue gli studi frequentando corsi brevi alla Scuola Mosaicisti del Friuli a Spilimbergo e un master presso la Fornace Orsoni di Venezia.
Polvere, tessere di marmo, di vetro, di smalti, metalli e glitter sono gli ingredienti con i quali So’ White crea e scopre nuovi procedimenti.
La ricchezza dei materiali riflette la molteplicità di sentimenti che le opere riescono a catturare e mostrare: gioia di vivere, emozione, stupore, fascino e magia caratterizzano la sua produzione artistica.
I bijoux di Sonia Bianco non sono dei semplici oggetti che impreziosiscono il volto e il décolleté di una donna, ma delle opere d’arte, che rivelano le emozioni e il carattere di chi li indossa.
Accanto ai gioielli l’artista riversa la sua creatività nei mosaici e quadri materici, raramente figurati, in cui ogni persona può trovare ciò che cerca.
Le sue creazioni anticonvenzionali non sono mai uguali perché ogni tassello utilizzato è diverso dall’altro e le combinazioni possono essere infinite. Così come i mosaici, allo stesso modo ogni persona è diversa dall’altra e potrà trovare il gioiello o il quadro che più rappresenta la sua personalità e storia.
Se volete scoprire i mille colorati universi di Sonia Bianco non perdetevi l’appuntamento con l’artista all’evento Nerospinto Borderline Design Week allo Spazio Giulio Romano 8, sabato 13 aprile dalle ore 19.00.
Ad Agra, Lugano, si trova la Collina d’oro, un posto magico con una vista spettacolare sul Lago di Lugano…
Proprio qui domina il Resort, la nuovissima struttura firmata dal’architetto Ettore Mocchetti e voluta da Silvio Tarchini.
Venticinque ettari, un hotel con 30 suites e 16 camere doppie , 43 appartamenti in vendita-affitto e mille metri quadrati di SPA sono i numeri che fanno del Resort Collina d’Oro una location “da mille e una notte”.
Il Resort dispone di un moderno ed innovativo Centro Well-Aging, dotato di piscina interna ed esterna, sale per trattamenti e fitness.
Benessere, relax ed armonia in una struttura elegante, dove il cliente è coccolato da professionisti del Beauty e del Fitness.
E' la location ideale per rigenerare mente e corpo e trovare un nuovo equilibrio psico- fisico, benessere e amore per la cucina!
Il Ristorante del Resort è un angolo di paradiso per gli amanti dei piaceri della tavola.
Lo chef Arcangelo Gioia, giovane promessa della cucina italiana, propone menù studiati ad hoc per garantire un equilibrato apporto di calorie. La tradizione della cucina italiana si intreccia alla ricercatezza di nuovi sapori nel segno della leggerezza e della qualità.
Resort Collina d’Oro: un nuovo concetto di Benessere in cui trovare la perfetta sintonia tra mente e corpo in un ambiente affascinate ed armonioso .
Per informazioni: www.resortcollinadoro.com
Sara Biondi
Dalle colline toscane arriva alla Nerospinto Borderline Design Week un marchio fondato nel 2011 da Nicola Bastreri e Gianni Crocetti che, insieme ad un team di giovani designer, hanno deciso di realizzare un sogno, facendo della loro passione un lavoro.
Quinto Ego, questo il nome del brand, propone al mondo della moda una linea di gioielli in argento e pietre semi preziose che è emblema della produzione Made in Italy di cui ogni italiano dovrebbe andare fiero. Qualità garantita dalla decennale tradizione orafa, tramandata in famiglia da generazioni, e un design di tendenza fanno delle collezioni Quinto Ego il perfetto connubio tra presente e passato.
L’eco della tradizione risuona non solo nella lavorazione, che utilizza tecniche antichissime come quella della saldatura a fuoco, ma anche nell’estetica del gioiello: spunti dallo stile gotico e vittoriano, combinati al gioco di luci, creato grazie a particolari tecniche, regalano infatti ad ogni pezzo una particolare magia dal sapore vagamente fiabesco. Valore aggiunto la lavorazione a mano che, seppure per un piccolo particolare, assicura unicità ad ogni prodotto.
Seppure, si sa, un gioiello è in grado di alleviare i malumori di una donna come solo qualcosa che luccica (e il gelato) sanno fare, parallelamente alla collezione donna è stata pensata a una linea apposita per l’uomo, rendendo la gamma più completa, arricchendola con creazioni che vanno dagli anelli ai bracciali, dalle cinture ai portafogli, dagli orecchini ai gemelli.
Che voi vogliate dunque fare un regalo alla vostra splendida dolce metà, o che vogliate farlo alla vostra splendida dolce persona, sabato 13 aprile dalle ore 19 allo spazio Giulio Romano 8 sarà presentata la collezione Quinto Ego. Non perdetela!
Como si apre alla Musica da camera: la città, dal 7 aprile al 19 maggio 2013, accoglierà una rassegna di musica da camera di qualità con sei concerti di livello tenuti da musicisti di prim'ordine.
Artisti internazionali, i cui nomi compaiono nei cartelloni di rinomati Teatri e Festival di Musica, interverranno con le proprie performance: il primo violoncello del Giardino Armonico Paolo Beschi; il pianista americano Alexander Frey; il Trio di Firenze Andrea Tacchi - violino, Luca Provenzani - violoncello, Fabiana Barbini - pianoforte (Orchestra Regionale della Toscana, ORT); il pianista Giuseppe Gullotta; il flautista Claudio Ferrarini ed Emanuela Battigelli. Chiude la rassegna un duo d’eccezione: il pianista non vedente Gianluca Casalino e il violinista Davide Alogna, per un’esperienza sensoriale unica e straordinaria.
La neonata associazione Como Classica, che trova il suo cardine nella figura del Maestro Davide Alogna, mente e cuore del progetto, offre alla città la prima edizione di una stagione musicale presentata con una conferenza stampa il 14 marzo scorso. Concerti prestigiosi, in location altrettanto raffinate: luoghi storici di Como quali la Pinacoteca civica e la sede del Teatro Sociale.
La musica da trova così spazio in luoghi d'arte dove il rapporto tra arte e spettatore si fa intimo ed unico.
La rassegna proposta da Como Classica vuole essere la prima di una lunga serie di manifestazioni volte ad avvicinare il pubblico alla musica da camera, grande assente negli eventi degli ultimi anni, proponendosi come opportunità di educazione artistico-musicale gratuita. Gli eventi musicali sono tutti ad accesso libero e per i cittadini che avranno la possibilità di sostenere l'associazione, tramite la sottoscrizione di una tessera associativa di 15 euro annui, saranno realizzati eventi fuori cartellone ideati appositamente.
Sostenere Como Classica significa investire nel talento e nella passione per la musica, far parte di quel gruppo di cittadini, enti e realtà imprenditoriali che hanno a cuore il futuro della cultura. L'associazione vuole risvegliare la città difendendo il valore sociale, educativo, morale ed etico della musica.
“La musica è un prodotto culturale e perciò oggettivamente una scelta, ricollegata alla cultura e creatrice di cultura, tra tutte le possibilità puramente musicali…”
(Friedrich H. Tenbruck, sociologo)La Realtà e la Mente sono un vasto argomento trattato da studiosi, filosofi e scienziati nel corso dei secoli.
Il modello oleografico, propostovi nell'articolo scritto la settimana scorsa, viene richiamato dalle scoperte e ricerche in campo psicologico realizzate nell'arco degli ultimi centoventi anni e che influiscono tutt'oggi sulla Naturopatia.
Secondo gli studi di Jung, le coscienze umane sono interconnesse tra loro, originate da una collettività che si manifesta tramite la pluralità e varietà degli individui.
Jung introduce l'elemento sincronicità, ovvero "coincidenze talmente insolite e significative da essere difficilmente attribuibili al solo caso".
Egli osserva inoltre come la psiche possa influenzare la realtà, dato che non c'è separazione tra mente e materia: un approccio propositivo e collaborativo dei suoi pazienti durante le sedute, permette loro di mutare le condizioni di salute con notevoli miglioramenti.
È fondamentale un approccio sereno e fluido alle situazioni, agli eventi che si verificano durante la nostra esistenza. Ogni episodio vissuto è prezioso, siamo noi a scegliere come vivere tale insegnamento, se con gioia, o in modo più o meno traumatico.
Carl Simonton, oncologo del Cancer Counseling and Research Center di Dallas, applicò la visione di Unione tra realtà "esterna" e mente per aiutare pazienti con tumori ad affrontare tale stato con maggior serenità.
L'immaginazione e la mente intervengono sull'aspetto fisico del paziente, il quale influisce direttamente sul proprio essere. Attraverso tecniche di rilassamento, meditazione e visualizzazione che accompagnavano il malato tumorale durante il percorso di cura, Simonton ottenne ottimi risultati sui pazienti che parteciparono alle varie sperimentazioni.
Si dice che il filosofo Epitteto, così come altre tradizioni filosofiche, sostenne tale concetto: le persone non sono disturbate dall'evento in sé, ma dall'interpretazione che ne danno.
Negli anni Sessanta, ricercatori americani dimostrarono che l'aumento di stress (capacità di adattamento a situazioni) comporta maggiore produzione di cortisolo dalle ghiandole surrenali.
Tale risultato venne studiato sul caso di uno studente interrogato da un professore a scuola: gli studiosi si chiesero dunque che cosa effettivamente accada in noi durante situazioni di maggior pericolo.
Vennero presi in esame piloti di carri armati in servizio nel conflitto in Vietnam, e i risultati furono sorprendenti: il livello di ormoni corticosteroidei erano al di sotto della norma. Intervistati i militari, essi giustificarono la loro tranquillità indicando che si sentivano al sicuro sulla terraferma, si decise dunque di riproporre gli stessi esami ai piloti di elicotteri.
Il risultato, anche qui, fu di nuovo rappresentato da un livello base di produzione di cortisolo e altri ormoni surrenali non superiore alla norma. Intervistati anch'essi, diedero la stessa spiegazione dei soldati di terra: stare in aria faceva loro sentire al sicuro, dato che con elicotteri era per loro più semplice rispetto allontanarsi dal pericolo rispetto alle truppe di terra.
La mente ha un ruolo chiave, con tutte le convinzioni che porta con sé.
Il corpo dei soldati rispondeva a rassicurazioni mentali senza aver bisogno di produrre valori alti di ormoni surrenali perché i militari si sentivano al sicuro anche in condizioni non del tutto distese e serene.
Lo stesso approccio può essere anche associato a come si vive il dolore: una persona che "pensa" di essere malata, tende a vivere ogni minimo disturbo con maggior disagio rispetto a una che "pensa" di essere sana.
La risonanza degli eventi si manifesta in noi proprio attraverso l'interpretazione dell'evento che, per una persona può essere insignificante, per un'altra decisamente traumatico.
Concludo segnalando che il medico Larry Dossey sostiene che noi, oltre a intervenire con la mente sulla realtà tramite pensieri, abbiamo un altro strumento fondamentale: la Consapevolezza.
Essa permette di vedere la malattia non come separazione, ma segnale di un insieme di comportamenti, scelte, dieta, esercizi fisici, pensieri e relazioni con il mondo fisico e con chi lo abita che ha dato come risultante tale stato.
Intervenendo sui vari aspetti dell'Insieme, è più semplice intraprendere la via della Guarigione.
Per molti riconoscere la propria passione è difficile, un lavoro di anni; altri invece già da piccolissimi riescono a vedere oltre, trovano, tra i mille stimoli della vita, quell’attività che non li stanca mai, un mondo in cui trovare ispirazione e verso il quale saranno sempre curiosi, appunto, come bambini.
Per Marika Guida è stato così: fin da piccola sviluppa la passione per il disegno e per il lavoro artigiano mentre osserva il padre e la nonna alle prese con questa attività spesso dura, ma in grado di dare moltissime soddisfazioni.
Così Marika si indirizza verso gli studi creativi e, una volta laureata all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino in scenografia e costume, dirige le sue attenzioni artistiche verso il mondo del design frequentando un master presso lo IED di Torino.
Completata la sua formazione Marika comincia a produrre quelle che è lei stessa a definire “sculture tessili”; si tratta di capi d’abbigliamento per la vita di tutti i giorni, accessori, costumi per lo spettacolo e gioielli.
Il tratto distintivo delle sue creazioni è l’unicità, nel modello e nel materiale, in un tentativo di distacco dalla produzione in serie, noiosa agli occhi della stilista.
La sua ultima recentissima collezione è uscita a marzo 2013 e vanta dei pezzi esclusivi dal sapore primaverile e un po’ retrò: elegantissimi cappelli, orecchini grandi e colorati, pantaloni con cuciture a cannone e splendidi vestiti.
Dopo aver ricevuto nel 2012 l’onorificenza “Eccellenza Artigiana” e aver poi continuato a disegnare tra l’Italia e l’America, la designer diffonde le sue creazioni grazie ad internet e ai social network: Twitter, Facebook ed Etsy sono tra i metodi più veloci per entrare in contatto con lei.
La possibilità di toccare con mano ed indossare un abito o un accessorio sognando di essere la donna pensata appositamente per loro tuttavia non batterà mai nessun sito di e-commerce, ed è per questo che Marika invita chiunque lo volesse a visitare il suo Atelier nel cuore di Torino e noi di Nerospinto vi suggeriamo di venire a conoscerla Sabato 13 aprile all’aperitivo organizzato allo spazio Giulio Romano 8, in occasione della Nerospinto Borderline Design Week.
Che cos’è un vero "affarista’’? Per Balzac un truffatore, un accanito, è un imbroglione praticante l'arte dei "crediti marci", è quell’esemplare di uomo che farebbe invidia a tutta Wall Street. Un tipo capace di agire freddamente, senza nemmeno considerare l’ipotesi del minimo scrupolo. Insomma, stiamo parlando di colui che risponde al nome di Mercadet. Per intenderci, é l’eroe spietato delle finanze. Di aspetto buffo, per antitesi sposato con una ‘donna onesta’, dalla quale ha avuto una figlia ‘bruttina’. E’ il cinico e irriverente maniaco del denaro, nella stessa misura in cui un amante ossessivo del gioco d’azzardo ama giocare.
Grande speculatore, Mercadet è anche un imbroglione nonché protagonista di ‘Le Faiseur’, opera balzachiana che si fa beffe di speculatori, usurai, creditori, e piú in generale di un sistema capitalista che qui si accende di vuoto e riecheggia al suono di una moneta che cade.
Balzac non ha che da guardarsi allo specchio per disegnare una sagoma tale. Autore dalla vita tumultuosa e sregolata, uomo d'affari spesso ubriaco, a tratti è come se avesse creato un alterego esasperato di sé stesso, un personaggio che vive di espedienti, sperperando e investendo non il proprio, ma il denaro altrui. Accanto a lui c’è un altro protagonista, che non viene nominato, ma che è onnipresente e davvero rilevante: stiamo parlando del denaro, ovviamente. Ma in fondo questi milioni, che Mercadet tanto millanta, sono solo nella sua testa, mica nelle sue povere tasche! A volte ció che piú lo interessa arriva ad essere la gestione del denaro, non il denaro stesso. Ci troviamo di fronte alla nevrosi di un fanatico, un sognatore, un sonnambulo che inconsciamente cammina sul bordo di un tetto. La signora Mercadet trema per lui: un passo falso e quest’uomo da un momento all’altro potrebbe cadere. Forse.
Scritta nel 1840, è un’opera dai toni piacevolmente grotteschi che stupisce per la sua modernità e svela tutto l’amore che Balzac aveva per il teatro. L’uomo, ancora una volta, oggetto d’analisi della Comédie Humaine: sempre alla ricerca di facili espedienti che non mancano di rivelarsi fragili e illusori, che vive d’apparenza fino ad assumere un comportamento quasi animale. Del resto, in che altro modo potremmo definire il cieco Mercadet che non fa altro che amministrare i propri affetti solamente in vista di un guadagno economico? E’ degno di commiserazione un uomo che arriva a volere che la figlia, non certo dotata di straordinaria bellezza, convoli a giuste nozze con un sedicente nobilastro, che per ironia della sorte non mancherà di rivelarsi tanto falso quanto il futuro suocero, mandando a monte il matrimonio in un primo momento?
Giudicate voi: l’affarista da palcoscenico è in arrivo al Carcano dal 3 Aprile. Noi non vediamo l’ora di conoscerlo.
Al Teatro Carcano di Milano da mercoledì 3 a domenica 14 aprile 2013
L'AFFARISTA - Mercadet di Honoré de Balzac
Regia Antonio Calenda
Produzione Teatro Stabile di Calabria Teatro Quirino Vittorio Gassman
Orari feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00 (studenti € 15,00/€ 13,50)
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Prevendite on-line www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it
Di esposizioni su Leonardo ne sono state fatte molteplici, d’altronde l’artista-scienziato ha fatto parlare di sé a suo tempo e continua ad affascinare tutt'ora, nonostante siano passati secoli dalla sua morte.
Non è un caso che proprio a Milano, città a lui particolarmente legata, la mostra LEONARDO3 – IL MONDO DI LEONARDO stia ottenendo un clamoroso successo.
Inaugurata il 1 marzo, presso Le Sale del Re, con ingresso in Galleria Vittorio Emanuele all’angolo con Piazza della Scala, la location non poteva essere più adeguata: proprio di fronte a Palazzo Marino campeggia l’autorevole e autoritaria statua del genio cinquecentesco.
Si tratta della più importante mostra interattiva e multidisciplinare dedicata a Leonardo e alle sue ingegnose macchine; concepita e organizzata dal centro studi Leonardo3 di Milano, dà finalmente la possibilità anche al pubblico della città di fruire degli studi degli organizzatori, nonché delle loro scoperte e realizzazioni.
L’esposizione è unica nel suo genere in quanto, sebbene le opere artistiche di Leonardo siano state oggetto di grande attenzione, studio e divulgazione, lo stesso non è avvenuto per le pagine dei suoi manoscritti, decisamente più difficili da interpretare, che qui trovano nuovo vigore.
Leonardo lasciò 120 volumi, dei quali molti sono andati perduti, ma rimangono comunque 5 mila pagine, la maggior parte delle quali contengono disegni ancora da interpretare.
La mostra presenta il frutto delle ricerche degli ultimi dieci anni e si focalizza proprio sul lavoro di Leonardo come “ingegnere”, rendendo più chiari i suoi scritti, i suoi progetti, le sue metodologie e gli studi sulle le macchine.
Non mancano comunque importanti spazi per numerosi dei suoi disegni a sfondo artistico, oltre che per due delle sue più importanti creazioni, realizzate proprio a Milano: l’Ultima Cena e il Monumento equestre a Francesco Sforza.
Si possono ammirare centinaia di macchine interattive, oltre a modelli fisici, molti inediti e mai ricostruiti dopo Leonardo, realizzati nel rigoroso rispetto del progetto originale, che si ritrova nelle migliaia di pagine, appunti e disegni contenuti nei più importanti manoscritti arrivati fino ai nostri giorni: il Manoscritto B, il Codice del Volo e il Codice Atlantico. Dallo studio di quest’ultimi sono state ricreate macchine suggestive presenti in mostra: la Clavi-Viola, il Leone Meccanico, l’Automobile-Robot, il Cavaliere-Robot, la Bombarda multipla, e molte altre.
Tra le anteprime mondiali, svelate per la prima volta al pubblico, le ricostruzioni inedite di Sottomarino Meccanico, Macchina del Tempo, Macchina Volante di Milano, Cubo Magico e Libellula Meccanica.
Tutta la mostra è caratterizzata da esperienze interattive in 3D, tra le quali anche le anteprime del Codice Atlantico in edizione completa, con oltre 1100 fogli consultabili digitalmente, oltre alla possibilità di vivere in prima persona la costruzione della Macchina Volante di Milano, della torre più alta del mondo prevista al Castello Sforzesco e di dipingere l’Ultima Cena.
Al Cavallo gigante, ovvero Il Monumento a Francesco Sforza, è dedicata una stazione che svela anche come avrebbe potuto essere il monumento completo.
Da non perdere in particolare, il restauro digitale dell’Ultima Cena e della Gioconda checonsente di scoprire i particolari e i colori ormai perduti delle due celeberrime opere.
Piazza della Scala – Ingresso Galleria Vittorio Emanuele II
1 marzo – 31 luglio 2013
Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 23
Biglietti € 12,00 (intero), € 11,00 (studenti e riduzioni), € 10,00 (gruppi), € 9,00 (bambini e ragazzi), € 6,00 (gruppi scolastici)
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