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La ragazza della porta accanto, quella che ha una laurea in tasca ed è costretta a vendere le diavolerie più improbabili per sbarcare il lunario trasformandosi in imbonitrice telefonica nel variopinto e spesso squallido universo dei call center: ecco come si è fatta conoscere dal vasto pubblico l’attrice palermitana Isabella Ragonese, scelta da quasi esordiente per interpretare “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì, che coglie nel segno affidandole il ruolo di protagonista. La bellezza poco urlata, incastonata nei tratti delle ragazze comuni della sua generazione ma capace anche di attrarre magneticamente chi guarda, si nutre profondamente dell’espressività di un corpo, di un volto soprattutto, plasmato dalla formazione teatrale e riversato al cinema nell’empatia con lo spettatore.

Arriva con volitiva emozione questa carica umana già a partire dai primi ruoli che in punta di piedi introducono la giovanissima Isabella nel sogno di celluloide, divenuto in un batter d’occhio realtà: brilla la nuova piccola stella sotto il cielo di Venezia, madrina nel 2009 del glorioso Festival del Cinema, mentre regala al pubblico forti prove drammatiche in “Viola di mare” e accanto ad Elio Germano ne “La nostra vita”, dimostrando una straordinaria versatilità dopo l’esilarante accoppiata di “Oggi sposi”, commedia degli equivoci diretta da Luca Lucini.

La bella fanciulla siciliana non si ferma però a coltivare il mestiere di attrice, scrive di teatro e continua a studiare e sperimentare nuovi linguaggi scenici per nutrire e riempire di senso il percorso artistico intrapreso, perché la popolarità raggiunta con i successi al botteghino non fermi la crescita professionale, non interrompa la fertile ricerca della bellezza che si infrange tra parola e gesto. Continua a muoversi con grazia e senza troppa fretta Isabella, dipingendo sui personaggi interpretati un sorriso leggero e aperto riempito da due occhi che parlano spesso di sentimenti.

La vedremo in veste comica nell’ultimo film di Carlo Mazzacurati “La sedia della felicità”, presentato al Festival del cinema di Torino, nei panni di un’estetista che tira a campare fino alla scoperta inaspettata di un tesoro nascosto. Un traguardo importante per la nostra eroina della nuova generazione del cinema italiano, spinta verso l’alto da un regista come Mazzacurati che fa solo ben sperare per i prossimi passi sulla strada verso la piena maturità artistica.

 

 

La televisione lo ha introdotto con discrezione al grande pubblico ma è in teatro che si è sudato il mestiere di attore, professato più che svolto sul fronte del puro utilitarismo. Michele Riondino parte da Taranto non con una valigia piena di sogni e in cerca di fortuna nella capitale, ma arriva a Roma deciso a rimanerci per studiare recitazione, e per ottenere un posto alla prestigiosa Accademia Silvio D’Amico si prepara con quella dedizione che gli permette di superare le selezioni e respirare finalmente l’odore del palcoscenico.

L’impegno nei primi ruoli teatrali diventa fertile terreno per coltivare il talento, per curare dettagli e sfumature esplorando con curiosità artistica diverse strade, tra laboratori e training per educare corpo e voce alle più svariate tradizioni espressive. Oltre a fondare una propria compagnia, l’inarrestabile Michele intraprende collaborazioni con registi d’impatto come Emma Dante e Marco Baliani mentre si affaccia alla televisione tra fiction come Incantesimo e Distretto di Polizia, dove la carica di pathos profusa a teatro deve essere contenuta nei ranghi di personaggi di ben altro spessore.

Ma è un passaggio quasi obbligato per arrivare con maggiore consapevolezza al cinema, scegliendo di stare davanti la macchina da presa solo per interpretare ruoli di estrema qualità, anche subendo una maggiore “invisibilità” rispetto ad altri colleghi impegnati in pellicole di più largo consumo. Una scelta o un modo di fare necessità virtù? Il crescendo anche cinematografico del giovane Riondino dimostrerebbe la prima ipotesi, perché partendo da film come “Il passato è una terra straniera”, diretto da Daniele Vicari, passando per la regia di Mario Martone in “Noi credevamo” sino agli ultimi “Bella addormentata” e “Acciaio”, con un ventaglio interpretativo quasi sempre tendente all’inquieto – declinato verso il rabbioso, lo sfuggente, il cupo e l’irrisolto – non ci sono sbavature né scivoloni ma un climax direttamente proporzionale alla maturità raggiunta dopo un decennio di gavetta soprattutto teatrale.

Come un fulmine a ciel sereno, eccolo tornare in tv e sfoderare un’inedita veste ironica come protagonista del prequel della storica e seguitissima serie dedicata al Commissario Montalbano: sfida difficile quella di conquistare milioni di telespettatori abituati ad identificare il rude paladino della giustizia uscito dalla penna di Andrea Camilleri con il volto di Luca Zingaretti. Una grande iniezione di fiducia ripagata brillantemente dal nostro Michele, arrivato con convinzione al mestiere di attore e arrivato in alto pur rimanendo ancorato a terra, quasi a non voler staccare i piedi dalle tavole polverose e affascinanti del palcoscenico che ha dato forza e spina dorsale ai personaggi arrivati dopo sul piccolo e sul grande schermo.

 

Per chi era bambino qualche decennio fa rivedere le gesta e le battaglie del pirata spaziale più dark e affascinante di tutti i tempi è un tuffo emotivo e piacevole nel proprio passato, per le nuove generazioni è un modo per conoscere e apprezzare una storia e un personaggio che era moderno già quando venne creato da Matsumoto nel 1976.

Il pirata tutto nero, che comanda una nave spaziale indistruttibile e che ha come equipaggio uomini e donne cittadini delle galassie e pronti a seguirlo in ogni battaglia, anche la più dura e pericolosa.

Capitan Harlock non è il solito eroe positivo e pieno di buone intenzioni. Tutt’altro.

È un pirata, pronto a scontrarsi e a soccombere per i propri ideali. Pronto a immolarsi per la sua causa. Ed qui che il personaggio fantastico e fumettistico assume contorni e aspetti originali, perché Harlock diventa un filoso politico, un rivoluzionario, quasi un terrorista se non si fa davvero attenzione a quello che dice e che comunica agli altri.

Il pirata nero che attraversa le galassie sull’indistruttibile Arcadia allora diventa molto di più di un semplice cartone animato o di un semplice fumetto. Harlock come il Che, come Evita Peron, come Nelson Mandela. Insomma, troppo complicato per lasciare un pensiero sociale e politico di importanza universale a un affascinante uomo immortale, di carta.

Eppure i suoi creatori cinematografici non si fanno scrupolo e realizzano un film animato in 3d da togliere il fiato, con battaglie nello spazio incredibili e colpi di scena da maestro, a conferma che i nipponici in questo genere di opere restano sempre i numeri uno.

Ciò che lascia perplessi è il senso della trama e del personaggio Harlock più vicini a un pensiero socialista che non gli appartiene. Eppure a guardare bene si ritrovano elementi tipici giapponesi quali il sacrificio in battaglia, il senso dell’onore e gli antichi principi samurai ma Capitan Harlock rimane unico e irripetibile nel suo genere.

Il film il 3d ora nelle sale cinematografiche fa ruotare la trama prevalentemente sul desiderio della razza umana sparsa nelle tante galassie di ritornare sulla Terra, pianeta e luogo di origine di tutti loro. Ma la Terra è troppo piccola per poter accogliere e ospitare tutti i suoi figli sparsi nell’Universo, da qui la battaglia tra le varie forze a cui Harlock apporterà come sempre il proprio contributo. Del cartone e del fumetto degli anni ’70 e ’80 i creatori del film lasciano quasi tutto aggiungendo qui e là personaggio minori o maggiori a seconda delle esigenze della storia.

Il risultato è un bel film di animazione, fatto molto bene da chi queste cose le ha praticamente inventate e una bella occasione di conoscere o ricontrare un eroe gotico e noir diverso da tutti gli altri.

 

 

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11 GENNAIO 2014 - THE MAGIC OF LA VIE EN BLEAU La fashion week milanese si apre l’11 gennaio con un forte messaggio di eccellenza e tradizione, caratteristiche imprescindibili del Made in Italy: L’Uomo Vogue, in collaborazione con Bugatti (prestigioso brand automobilistico del Gruppo Volkswagen, la cui anima si identifica nella filosofia “Art, Forme, Technique”), presenta The Magic of La Vie en Bleu, dalle 19.30, presso Casa del Manzoni, dove sfileranno le collezioni Bugatti Fall/Winter 2014-15. Il blu Bugatti sarà il colore dominante della serata, come il blu carpet che si snoderà attraverso la location, creando la magia della Vie en Bleu. Nel cortile di Casa del Manzoni sarà esposta la Type35, una delle icone assolute della storia del brand, e ad accogliere gli ospiti saranno Franca Sozzani - direttore di Vogue Italia e de L’Uomo Vogue - e Wolfgang Schreiber, presidente di Bugatti Automobile. “Anche questa prima collezione Fall Winter” - conferma Massimiliano Ferrari, Managing Director di Bugatti International - “incarna al meglio la visione di Ettore Bugatti, espressa ancora una volta in due linee dal carattere forte, rigorosamente Made in Italy, sinonimo di un lusso ricercato, in cui puoi percepire la mano dell'uomo e tecnologie d'avanguardia. Proseguiamo  quindi il percorso di creatività e stile autentici, sempre in linea con i codici ed il DNA del marchio, punti di riferimento imprescindibili di tutto il progetto Lifestyle Bugatti”. 12 GENNAIO 2014 - THE LAUNCH OF “OPERA” COLLECTION Vogue Italia e Piquadro, marchio italiano di accessori tech-design per business traveller - insieme il 12 gennaio per Piquadro Creative Lab - The launch of "OPERA" Collection, un brunch che si terrà all'Accademia di Belle Arti di Brera a partire dalle 12. Verrà presentata la nuova Collezione Piquadro Opera firmata da un designer emergente, Giancarlo Petriglia, uno dei protagonisti delle passate edizioni di Who Is On Next?, l'iniziativa che Vogue Italia sostiene da dieci anni. Per questo evento dedicato alla tecnologia, alla creatività e al prodotto, verranno utilizzate le due sale dell'Accademia riservate alla Pittura e alla Scultura, che verranno allestite in modo da ricreare un'atmosfera magica di assoluto contrasto per presentare la nuova collezione Piquadro. Vogue Italia e Piquadro doneranno tre borse di studio all'Accademia di Brera al fine di sostenere concretamente i giovani e la creatività. «Con Opera, Piquadro prosegue nella sua strategia di innovazione creativa che pone per la prima volta i contenuti moda sullo stesso piano di quelli tecnici e funzionali» afferma Marco Palmieri, Presidente e AD di Piquadro. «Giancarlo Petriglia è un creativo di grande talento con una profonda esperienza nell'accessorio e un grande amore per il Made in Italy al quale abbina una straordinaria propensione verso l'innovazione e la funzionalità. Siamo certi che sarà in grado di emozionarci con accessori sorprendenti tanto dal punto di vista del design che della performance». 13 GENNAIO 2014 - A UNIQUE VISION OF PERFORMANCE AND EXPERIENCE E per concludere L’Uomo Vogue e Herno - azienda italiana di sportswear di lusso fondata su valori quali  la tradizione sartoriale e la ricerca tecnologica, l’estetica e la funzionalità - celebrano la filosofia dei due brand il 13 gennaio al Museo della Scienza e della Tecnica, a partire dalle 19.30. L’evento, A Unique Vision of Performance and Experience, prevede video-proiezioni e installazioni che renderanno la serata una vera esperienza sensoriale e un allestimento che riporta a 4 temi cardine  di Herno:  Technology, Performance, Urban e Tailoring. A interpretarli sarà il contributo di 4 studenti del Politecnico di Milano selezionati dal rettore; i 4 giovani saranno ospitati successivamente da Herno per una internship di 2 mesi: ne verrà poi selezionato uno per uno stage all’interno dell’azienda. A fare gli onori di casa Franca Sozzani e Claudio Marenzi, CEO di Herno.  “L’Uomo Vogue intercetta la modernità nella fusione di tradizione sartoriale e ricerca tecnologica, estetica e funzionalità. Herno da sempre ne è il principale interprete. La collaborazione diventa spontanea!” così Claudio Marenzi – CEO Herno.

 

 

ILIOKATAKINIOMUMASTILOPSARODIMAKOPIOTITA: una mostra completamente interattiva quella che ci viene proposta da  Micol Assaël: una delle figure più originali nel contesto artistico europeo. Artista nata in Italia, ma vissuta sempre all'estero.

La mostra si prende i suoi spazi: 1800 mq dello Shed 'occupati' dalle quattro installazioni più importanti dell'artista e un'opera inedita.

Il progetto comprende il coinvolgimento del pubblico che dovrà mettersi 'in gioco' e partecipare attivamente, sia dal punto di vista fisico che mentale, con le opere e lo spazio che lo circondano.

La ricerca artistica di Micol Assaël si è sempre concentrata sull'interazione con il corpo umano, la percezione sensoriale, in particolare quella dello spettatore stesso: quasi tutte le sue opere, infatti, hanno l'obiettivo di avvicinarsi, toccare, scuotere letteralmente il corpo e la mente dello spettatore, mettendolo in una posizione di pericolo reale o supposto.

Un'arte avvincente e che incuriosisce, l'Hangar Bicocca si riconferma uno spazio attento all'arte contemporanea, all'esposizione e promozione dell'arte che lascia il segno.

La mostra è a cura di Andrea Lissoni, verrà inaugurata giovedì 30 gennaio 2014 alle 19 e rimarrà all'Hangar Bicocca dal 31 gennaio al 4 maggio 2014.

 

Fondazione HangerBicocca

Via Chiese 2, Milano

L'HangarBicocca sarà aperta ill giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 11.00 alle 23.00

Per ulteriori informazioni potete visitare il sito: www.hangarbicocca.org , nella sezione 'Mostre'.

Oppure potete telefonare a: 02 66 11 15 73

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Grande appuntamento con il teatro d’autore presso il Teatro Franco Parenti.

Ad andare in scena sarà infatti, dal 14 al 19 gennaio, “Tre atti unici da Anton Checov”, che rientra in un progetto di riscrittura scenica che cerca di scardinare la struttura chiusa dei tre atti unici checoviani (“L’orso”, “La domanda di matrimonio”, “L’anniversario”), allontanandosi anche da connotazioni storico-geografiche folkloristiche per arrivare all’universale. Anton Cechov cercava di catturare la vita così com’è, lontano dal soggettivismo e dal facile lirismo. Cercava un’emozione che non fosse sentimentalismo, un senso del tragico che non fosse melodramma, un umorismo raffinato. Detestava la magniloquenza e la retorica. A teatro non sopportava gli attori che recitavano troppo. Per giungere all'universale, la compagnia teatrale capeggiata da Roberto Rustioni ha lavorato ad una recitazione tesa ad una verità scenica insistendo sul corpo, sui corpi isterici e nevrotici, corpi che esplodono e crollano, il corpo come veicolo per cui il teatro entra nella vita.

 

Un’occasione da non perdere per vivere le emozioni del teatro di Cechov, un’esperienza da regalare e regalarsi.

 

 

 

Tre Atti Unici da Anton Checov

14-19 gennaio 2014

Sala Grande

 

Teatro Franco Parenti

Via Pier Lombardo 14, Milano

 

Ideazione e regia di Roberto Rustioni

Drammaturgia Chiara Boscaro

Coreografie Olimpia Fortuni

con Antonio Gargiulo, Valentina Picello, Roberta Rovelli, Roberto Rustioni

 

Coproduzione Associazione Teatro C/R – FattoreK – Olinda

in collaborazione con Festival Castel dei Mondi di Andria 2012

 

 

Biglietti: Intero  €32

Over 60/Under 25 €16

Convenzioni €22,50 Orari:

mart - giov - ven - sab h.20.45; merc h. 19.30; dom h. 15.30

lunedì riposo

 

Per maggiori informazioni: 02 59995206 – biglietteriaeatrofrancoparenti.it – http://www.teatrofrancoparenti.it

Venerdi 10 gennaio grande appuntamento in musica presso l'Arci Biko di via Ettore Ponti a Milano.

Il circolo ospita infatti, direttamente da Londra, Asher G, per il secondo appuntamento con Selectors Choice, un evento organizzato da Rootiklist e Reggae Magique e ispirato all'omonima serata di Manchester in cui le migliori selecters inglesi si incontrano per sfidarsi a colpi di clash e di introvabili dubplates.

Ma chi è Asher G? Al secolo George Walcott, nasce nel 1961 a Londra da genitori giamaicani in una casa piena di colori e di musica. Il padre aveva un sound system che passa in eredità al giovane George, il quale si orienta su uno stile che all'epoca non andava per la maggiore: pezzi strumentali e ricercati, che gli valgono il soprannome di Rocksteady Daddy.

Gli anni passano e nel novembre 2008 Asher vince uno dei più importanti clash londinesi battendo grandi nomi e vincendo il titolo di "Revival King of The Uk".

Un grande nome per una grande serata di rocksteady e grande reggae roots! In apertura una selezione rocksteady e roots di Papa Gene & Prince Rula per una serata all'insegno dei dj di talento!

 

Circolo Arci Biko in collaborazione con Rootikalist e Reggae Magique

Asher G

meets

Rootikalist & Reggae Magique

Papa Gene & Prince Rula (outta Upsetting Station Hi-Fi)

Renata Aug (Brazil)

Venerdì 10 gennaio dalle 22.30 @ Biko

Via Ettore Ponti, 40 - Milano

Ingresso 5 euro + tessera Arci obbligatoria

https://www.facebook.com/events/563511173734305/?fref=ts

http://www.bikoclub.net/

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Il MIC, Museo Interattivo del Cinema e Fondazione Cineteca  Italiana presentano Bozzetto &Co.un ciclo di proiezioni e incontri didattici dedicati a Bruno Bozzetto, animatore, fumettista, sceneggiatore e produttore cinematografico alla cui figura il Walt Disney Family Museum ha recentemente dedicato la mostra "Bruno Bozzetto: Animation, Maestro!".

La mostra, in apertura il 12 gennaio e visitabile sino al 31, intende celebrare l'arte della casa di produzione  Bruno Bozzetto Film, in attività dal 1960, che ha saputo portare alla ribalta un genere, quello dell'animazione, fino a qualche anno fa trascurato in Italia.

Si parte domenica 12 con un incontro (ad ingresso gratuito) con Bruno Bozzetto, durante il quale l'artista racconterà al pubblico mille aneddoti riguardanti la propria professione e mostrerà lavori inediti. Seguirà  la proiezione in anteprima della versione final cut di "Allegro non troppo", risposta al film "Fantasia" della Disney.

La retrospettiva si compone inoltre di una serie di lungometraggi a disegni animati, nonché un ampio spazio dedicato al personaggio creato da Bozzetto nel 1960, il “Signor Rossi”, simbolo dell’italiano medio alle prese con i mali del suo tempo ed infine la presentazione di alcuni corti inediti.

Domenica 26 gennaio è previsto un laboratorio per bambini tenuto dai creativi dello Studio Bozzetto &Co., che mostreranno come si realizza un cortometraggio attraverso l’anteprima della serie “Topo Tip”.

 

Di seguito il calendario completo degli eventi

Domenica 12 gennaio

h 17.00 Incontro speciale con Bruno Bozzetto

Ingresso libero – prenotazione obbligatoria al numero 0287242114

 

h 19.00 Allegro non troppo – Versione final cut (Bruno Bozzetto, Italia, 1977, 75’)

In un teatro vuoto, un pomposo presentatore introduce un insolito spettacolo: mentre un direttore d'orchestra fa eseguire una serie di brani a un'improbabile orchestra improvvisata, un disegnatore, tenuto incatenato per anni, ne realizza in tempo reale la versione animata. Versione final cut in anteprima nazionale.

 

 

Venerdì 17 gennaio

h 15.00 I corti inediti di Bruno Bozzetto (Bruno Bozzetto, Italia, , 55’, animaz.) I cortometraggi di Bruno Bozzetto sono l’espressione più sintetica della sua arte. Dal vero o in animazione, realizzati con tecniche tradizionali o in digitale, riescono nell’intento di trasmettere il massimo dei contenuti nel più breve tempo possibile. In un’unica occasione si potranno vedere opere di Bozzetto mai editate come Lazy dog, Adam, Storia del mondo per chi ha fretta, Va bene?! e molti altri.

 

h 17.00 I sogni del Signor Rossi (Bruno Bozzetto, Italia, 1977,60’, animaz.)

Dopo una lunga e faticosa settimana di lavoro, il Signor Rossi rincasa tra le mura domestiche dove lo aspetta il cane Gastone, che dopo una settimana di solitudine desidera uscire, andare a correre e al cinema. Sì, perché gli eroi di Gastone sono quelli dello schermo, della televisione e della letteratura ed è nelle vesti di personaggi che il cane immagina il suo padrone. Vedremo allora un Rossi-Tarzan, un Rossi-astronauta, Rossi-Holmes, Rossi-Zorro, Rossi-Aladino... Ma finiti i sogni, per Rossi ci sarà il triste ritorno alla mediocrità della propria vita.

 

Domenica 19 gennaio

h 19.00 Vip – Mio fratello superuomo (Bruno Bozzetto, Italia, 1968, 79’, animaz.)

Da sempre, la famiglia dei Vip - esseri invincibili e dotati di facoltà eccezionali - ha svolto un'intensa attività a favore dei deboli e degli oppressi. Gli ultimi esponenti della famiglia sono i due fratelli Supervip e Minivip: il primo è bello e invulnerabile, mentre il secondo è rachitico e complessato. Quando Minivip cade prigioniero di Happy Betty, una diabolica donna, Supervip accorre subito in aiuto dell'incauto fratello.

 

Venerdì 24 gennaio

h 15.00 Allegro non troppo (Bruno Bozzetto, Italia, 1977, 85’) Replica

 

h 17.00 Le vacanze del signor Rossi (Bruno Bozzetto, Italia, 1978, 60’, animaz.)

Rossi, dopo un anno di lavoro, è alla ricerca di un po' di pace che purtroppo non riesce a trovare. Trova invece ogni sorta di contrattempi che lo costringono, suo malgrado, a lasciare il luogo che si era scelto passando da un campeggio al mare alla campagna, dalla montagna al lago, senza trovare mai il meritato riposo. Alla fine, provato dalle mille disavventure che via via si susseguono, arranca verso la città, con la prospettiva di riposarsi in ufficio, per i prossimi undici mesi.

 

 

Domenica 26 gennaio

h 15.00 Laboratorio Studio  Bozzetto 

Ingresso libero – prenotazione obbligatoria al numero 0287242114 - Età dai 10 anni

I creativi dello Studio Bozzetto &Co. presentano in anteprima il progetto di serie televisiva “Topo Tip” raccontando come si realizza un progetto in animazione fin dalle sue prime fasi creative.

Il progetto nasce dall'omonima collana di libri Giunti. (StudioBozzetto&Co, Giunti, StudioCampedelli,M4e/telescreen,RAI).

h 19.00 West and soda (Bruno Bozzetto, Italia, 1965, 86’, animaz.)

Un villaggio abitato da cow-boys è sottoposto a continue vessazioni da parte di un ricco proprietario terriero, denominato il Cattivissimo. Costui, con la collaborazione di due aiutanti, Ursus e lo Smilzo, vuole impossessarsi dell'unico terreno fertile della vallata che appartiene ad una ragazza, Clementina, la quale vive con tre mucche pettegole ed un cane perennemente sbronzo.

 

 

Venerdì 31 gennaio

h 15.00 I corti inediti di Bozzetto (Bruno Bozzetto, Italia, 55’, animaz.) Replica

h 17.00 Il signor Rossi cerca la felicità (Bruno Bozzetto, Italia, 1976, 60’, animaz.)

Grazie ad una magia della Fata Sicura, il signor Rossi, assieme al cane Gastone, si ritrova a viaggiare nel tempo, dalla preistoria al Medioevo, dall'antica Roma al Far West. Il lungo viaggio tra le tante epoche storiche ha un unico scopo, trovare la felicità. Una pietra miliare nella storia del signor Rossi perchè, per la prima volta, acquista la voce!

 

Per maggiori informazioni :

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  /  www.cinetecamilano.it  T 02 87242114

 

Modalità di ingresso alle proiezioni:

Biglietto d’ingresso intero: € 5,50

Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

 

MIC Museo Interattivo del Cinema

Via Fulvio Testi, 121

Milano

 

Nerospinto vi invita ad un pomeriggio culturale presso SpazioFarini6 nell'omonima via milanese.

Inverno non è solo freddo, neve e tristezza imperante. Inverno è anche magia, vedute sconosciute di una città che si pensa di conoscere, volti e sguardi che scorrono e corrono e che una fotocamera riesce ad imprimere su pellicola.

Questi ed altri temi sono alla base di una interessante mostra fotografica collettiva inaugurata il 2 dicembre presso lo Spazio Farini6, dal titolo “And they call it winter” e aperta sino al 2 febbraio.

Una mostra che è anche un viaggio nella stagione più temuta o meno compresa, per scoprire e capire e per stupirsi di come, a volte, la luce fioca dei lampioni e il riverbero delle vetrine illuminate nelle pozzanghere di acqua siano quanto mai poetiche.

La mostra è inoltre un’occasione per ammirare le immagini del servizio “A walk in London” di Nicola Ughi, indagine visiva sulla capitale inglese, fatta di una variegata umanità che attraversa le sue strade nelle rigide giornate invernali.

Una buona notizia per gli amanti della fotografia: tutte le foto, firmate e a tiratura limitata sono in vendita con prezzi non superiori ai 500 euro.

 

And they call it winter

Fino al 2 febbraio 2014

SpazioFarini 6

Via Farini 6, Milano

 

Per maggiori informazioni: http://www.spaziofarini6.com/

 

Milano ha fatto appena in tempo a riporre luci e decorazioni natalizie, che un nuovo evento è pronto a farla illuminare come una stella nel firmamento.

La Settimana della Moda maschile è alle porte (11-14 gennaio) e la città si prepara ad un’invasione di modelli, esperti del settore, buyers e inguaribili fashion victims.

Tanti i locali che si apprestano a sfoderare l’artiglieria da guerra in fatto di serate cool e nomi di grido.

Uno dei primi è il Q21 in Via Padova 21, che torna con “Candy’s Room”, una notte  dedicata alla moda e che spegne la sua seconda candelina.

Un evento, quello del Q21, consacrato alla moda e al bel mondo in tutte le sue sfaccettature: l’elettronica sotto forma di dj set (affidato a Osvaldo Ursano), video proiezioni che richiamano le sfilate e sono curate dal fotografo Ceco Karel Losenicky, mostra di immagini che immortalano la modella Sabrina Querci (ospite della serata), ad opera del fotografo Luis Carlos Aguayo ed infine l’istallazione “Venus”, omaggio al corpo della donna proposto dal designer Davide Bazzerla.

 

Solo al Q21

Solo Candy’s Room

 

Candy’s Room @Q21

Domenica 12 gennaio

 

Ingresso con card event, pass o lista:10 euro con consumazione

Per richiedere pass, card o iscrizione nella lista scrivere alla pagina di Candy's Room https://www.facebook.com/CandysRoomMilano?ref=stream&hc_location=timeline

Selezione all’ingresso

Ingresso garantito con un look curato

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/events/582030085206962/

 

Q21

Via Padova 21

Milano

Tel. 328. 89.38.442

 

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