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La moda torna a casa. Dopo il grande successo di Roma, la Vogue Fashion’s Night Out 2014 arriva a Milano il 16 settembre.
Dalle 19,30 fino a mezzanotte i negozi del centro resteranno aperti per uno shopping molto particolare: saranno infatti presenti negli esercizi commerciali stilisti e celebrità, che introdurranno e presenteranno vari appuntamenti glamour e iniziative a favore di associazioni comunali.
Per la prima volta la Vogue Fashion’s Night Out approda in corso Buenos Aires, dove rimarranno aperte per tutta la serata più di cento negozi.
Tra le guest star segnaliamo Emis Killa, ospite dello store OVS di via Torino, che si esibirà in un evento gratuito. Per i calciofili un appuntamento imperdibile, nel salone centrale del palazzo di Piazza Meda della Banca Popolare di Milano, con alcuni giocatori del Milan e l’allenatore Pippo Inzaghi, che concederanno alla folla foto e autografi. Saranno esposti anche una selezione di coppe e trofei vinti dal club negli ultimi anni.
Invitiamo i più golosi a recarsi alla maison Ladurée di via Spadari, dove si potrà acquistare una speciale scatola dalla foggia pitonata di uno dei dolci più in voga negli ultimi tempi, i macarons.
Si sale sulla macchina del tempo in piazza Oberdan con lo staff di Club Haus 80’s, che allestirà uno spettacolo proveniente direttamente da un decennio mitico, specialmente per la città di Milano.
Laser, led e luci speciali faranno ballare con le note degli Eurythmics, dei Depeche Mode e dei Frankie Goes to Hollywood.
Ed è proprio all’Hollywood che il divertimento continua. Dalle 22,30, nel famoso locale milanese di corso Como 15, si terrà un’esclusiva serata legata alla moda e al glamour. L’ingresso è consentito solo su prenotazione, per accreditarsi serve inviare una mail con nome e cognome di tutti i partecipanti.
Niente macchine alla Vogue Fashion’s Night Out. Il Comune di Milano infatti vieterà la circolazione in via Monte Napoleone, via Bigli, via Borgospesso, via Luigi Rossari, via Santo Spirito, via Del Gesù, via Bagutta e Baguttino, via Sant'Andrea, via San Pietro all'Orto (nel tratto compreso tra corso Giacomo Matteotti e via Verri) e via della Spiga. Chiaramente chi abita in queste zone non rimarrà a piedi, perché la circolazione sarà consentita ai residenti diretti alle proprie abitazioni.
INFO
Accrediti after party
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A partire da oggi e per un mese, Pescara ospita il Festival Mediterraneo della Laicità con un calendario ricco di appuntamenti che segnano questa settima edizione.
L'asse intorno al quale orbiterà il festival è la relazione tra laicità ed arte il cui intento, come spiega la coordinatrice Silvana Prosperi presidente dell'Associazione Itinerari Laici, è quello di offrire, attraverso la tematica proposta, integrazione, partecipazione e cittadinanza, abbattendo qualsiasi tipo di frontiera e contribuendo a creare un'entità culturale aperta le cui molteplici differenze possano suggerire un nuova idea di senso civile di appartenenza.
Comincia da qui il viaggio del Festival Mediterraneo della Laicità la cui idea di ampliare lo sguardo e spingerlo verso rive lontane si ricollega all'identità di Ciclo Arte a cui è affidata l'apertura della manifestazione con una serie di incontri curati da Giovanbattista Benedicenti e Simone Ciglia che, insieme ad alcuni ospiti, esamineranno il tema “Arte e coscienza civile” oggi e alle ore 18 nella Sala Tosti dell'Aurum a Pescara per proseguire poi, alla stessa ora e nello stesso luogo, nel pomeriggio di mercoledì 8 ottobre e lunedì 13 ottobre.
Argomento del primo incontro saranno alcune delle radici storiche delle istanze civili nel XIX secolo per passare poi, nei successivi due incontri, ad analizzare alcuni tra i temi più discussi del Novecento (come ad esempio quelle relative alla condizione femminile, alle discriminazioni razziali e sessuali, alle minoranze in genere).
Ideato da Daniela Pietranico, il tema del primo incontro approfondirà la visione individuale e personale del concetto di artista impegnato civilmente e avrà come ospite Gino Sabatini Odoardi, diplomato all'Accademia di Belle Arti di L'Aquila, artista dall'anima proiteiforme ma con salde radici che affondano nel terreno dell'arte concettuale.
Per rendere questa settima edizione un terreno di confronto ampio che possa generare pensieri e riflessioni sulla materia viva del Festival, l'Associazione Itinerari Laici sta raccogliendo testimonianze scritte e/o visuali sul tema “Laicità e arte: libertà di pensiero e libertà di espressione”.
Il materiale raccolto verrà pubblicato sul sito della manifestazione e inviato a testate giornalistiche e se volete dare il vostro contributo potete farlo attraverso la pagina Facebook del festival (https://www.facebook.com/pages/Festival-Mediterraneo-della-Laicità/281980455160623).
La libera e piena realizzazione del Festival Mediterraneo della Laicità è possibile grazie al sostegno dall'ufficio Otto x mille della Tavola Valdese e a partire da questa edizione vanta anche l'importante collaborazione ideativa e scientifica del LabOnt, Centro di ricerca del Dipartimento di Filosofia dell'Università di Torino diretto da Maurizio Ferraris.
In una società sempre più ripiegata sull'io e sempre meno aperta al senso di comunità, le sfide che il mondo laico si trova ad affrontare sono numerose e Il Festival Mediterraneo della Laicità rappresenta l'occasione unica ed imperdibile per riflettere e lavorare insieme.
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Festival-Mediterraneo-della-Laicità/281980455160623
Ciclo arte: https://www.facebook.com/events/582523018519657/
Un video per riflettere:
Contatti:
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Venerdì 26 e Sabato 27 Settembre, a Desio, in Villa Tittoni Traversi, AreaOdeon, realtà specializzata nella produzione di eventi culturali e spettacoli di Audiovisual 3D Mapping, presenta Kernel Theater _ Envisioning Beethoven.
Kernel Theater è la naturale evoluzione delle esperienze di successo sviluppate in Villa Tittoni Traversi negli ultimi anni. Una villa del settecento, gioiello neoclassico del Piermarini, trasformata in teatro multimediale del contemporaneo, dove espressioni artistiche diverse trovano nell’audiovisual mapping un comune denominatore.
Si prospetta un evento unico e inedito nel suo genere che coniuga la musica sinfonica con le video proiezioni architetturali, offrendo un nuovo modo di conoscere e vivere la musica classica.
Per il 2014 la proposta coniuga la genialità di un compositore classico con la creatività di emergenti artisti visivi internazionali.
Le visionarie composizioni di Beethoven prendono vita, illuminando e animando la facciata della Villa attraverso la tecnica dell’Audiovisual 3D Mapping. Un’innovativa interpretazione di Beethoven: l’Orchestra Senzaspine di Bologna, diretta da Andrea Albertin, esegue il Coriolano (ouverture) e la Sinfonia n.5 mentre artisti di provenienza internazionale, Deltaprocess, Paradigme, Luis Sanz e Vargasz, danno forma alla musica, invocando un suggestivo immaginario visivo. Un’esperienza coinvolgente e unica che coniuga il carattere e il timbro fortemente emotivo della performance dal vivo con la forza visiva e avvincente delle proiezioni architetturali. Un evento che coniuga due arti, che pur nate in secoli diversi, hanno come comune denominatore un notevole impatto emotivo, coinvolgendo un vasto numero di spettatori, non solo appassionati della musica classica ma anche attenti alle nuove tendenze.
Il Kernel Theater si prolungherà per due serate di musica e proiezioni, due repliche al giorno, (h 21:00 e h 22:30), nell’ambito di pH_2014, in occasione di “Ville Aperte in Brianza”, in collaborazione con la Provincia di Monza e Brianza e l’Amministrazione Comunale di Desio. Con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e di Regione Lombardia e con il supporto di Banca Popolare di Milano e Centostazioni – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.
Durante le due giornate sarà possibile partecipare a due public talks fino a esaurimento posti: Territori d’arte in collaborazione con Parco delle Culture e BAAM! e Kernel Theater in collaborazione con Screencity Lab.
Dopo lo spettacolo, a partire dalle 24.00, diverse centinaia di cuffie saranno a disposizione del pubblico per continuare la serata di Silent Disco: 3 Dj in console contemporaneamente (sarà possibile scegliere attraverso le cuffie quale ascoltare) e 4 Vj animeranno la facciata della Villa con una Vj Mapping Jam Session. Solo Silent Disco, ingresso € 5 a partire dalle 24.00.
Un evento imperdibile vi aspetta in Villa Tittoni Traversi nell’ultimo weekend di Settembre. Non potete mancare!
PROGRAMMA SPETTACOLI
VENERDI’ 26 e SABATO 27 Settembre /ore 21:00 e 22:30 Villa Tittoni Traversi _Via G. M. Lampugnani 68 | 20832 Desio (MB) PREVENDITA _Mailticket
Musica _Beethoven Coriolano (ouverture) op. 62 Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67 _I. Allegro con brio _II. Andante con moto – Più moto _III. Allegro _IV. Allegro – Presto
Direttore artistico _Marcello Arosio Direttore musicale _Andrea Albertin Orchestra _Senzaspine Artisti visivi _Luis Sanz [PU] _Vargasz [HU] _Deltaprocess [IT] _Paradigme [FR] Produzione _AreaOdeon _Kernel Festival
PUBLIC TALKS (POSTI LIMITATI)
Venerdì 26 _19.00 _Territori d’arte – in collaborazione con Parco delle Culture (Desio) e BAAM! (Milano)
Sabato 27 _19.00 _Kernel Theater – in collaborazione con Screencity Lab (Milano)
SILENT DISCO
Scegli il canale, scegli l’artista! _19.00 – 02.00 VJ Mapping Jam Session _24.00 – 02.00
INFO
Apertura biglietteria _18.30 Aperture porte _19.00 Area lounge, servizio bar e ristorazione _19.00 – 02.00 Prezzo del biglietto _12 euro* Prenotazione (non obbligatoria)** www.villeaperte.info [è possibile prenotare solo 250 dei 600 posti disponibili] Prevendite _Mailticket
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Per ulteriori informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. _039/5964994 – 380/9098437 [lun-ven 9.30-18.30]
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Ingresso gratuito ai bambini fino ai 10 anni compiuti. Durata degli spettacoli: 1 ora. I posti a sedere sono limitati e non numerati.
La prenotazione tramite il canale Ville Aperte non corrisponde all’acquisto effettivo del biglietto effettuabile solo presso la biglietteria dell’evento, il giorno stesso della proiezione. La prenotazione va presentata in cassa e commutata nel biglietto d’ingresso almeno 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo, in caso contrario la stessa sarà considerata nulla.
https://www.facebook.com/KernelFestival http://www.areaodeon.org/
https://www.facebook.com/DistrettoCulturaleEvolutoMb https://www.facebook.com/villeaperte
Nerospinto consiglia POSTMODERNO, il nuovo giovedì milanese. Il 18 settembre, presso The Mask Club, dalle ore 22,30, musica, arte, design e moda si misceleranno per dare vita a una serata calda, accogliente e vagamente retrò.
The Mask è un locale poliedrico in continua trasformazione che, ricreando stili e location sempre nuove, è perfettamente adatto ad ospitare ogni tipo di evento. All'ingresso un accogliente bar con divanetti introduce all'anima del locale: un'ampia sala con angolo privè rialzato, perfetto per aperitivi, cene, feste e momenti di intrattenimento in genere. Il piano inferiore è dominato da una esclusiva Dance Hall, tipicamente clubbing, dove poter ballare tutta la notte.
La consolle sarà affidata alla coppia Japi e Aurelio, ideatori del progetto. Il primo è noto intrattenitore delle notti milanesi, conosciuto da anni per le sue performance queer e la selezione variegata e coinvolgente; il secondo è un giovanissimo cultore di arti e suoni. Arricchiranno la scelta musicale i DJche saranno invitati di volta in volta, sia appassionati che professionisti, come DJWestbanhof, che sarà presente all’inaugurazione.
Ospiti della prima serata saranno i Krisma, gruppo di culto famoso per le sue sperimentazioni in campo musicale e artistico. Da ricordare i loro pazzeschi videoclip, come “Miami” e “Samora Club”, del 1982, estratti dal disco Clandestine Anticipation, la cui copertina fu realizzata dal re della grafica Mauro Convertino. Hanno collaborato con artisti del calibro di Vangelis e Hans Zimmer e sono stati tra i primi musicisti italiani a girare un videoclip per le proprie canzoni. Verso la fine del millennio hanno lanciato una televisione satellitare che raggiungeva Europa, nord Africa e i paesi arabi. Sperimentatori anche nella rete, dove nel 2000 hanno aperto una web TV, attiva ancora oggi.
L’arte con POSTMODERNO entra in un buco nero, da cui riemerge senza confini, iperconcettuale, estrema e kitsch. Le lingue si mescolano tra loro, le culture perdono le loro peculiarità. I cinesi diventano americani. Gli indiani diventano londinesi. Gli italiani mangiano più sushi dei giapponesi.
POSTMODERNO celebra grandi artisti. Prima in assoluto Giuni Russo, a cui sarà dedicata una serata speciale. A seguire Diana Est, Pasolini, Testori, Tondelli, Dara Birnbaum, Mike Kelley e Vito Acconci, The Smiths, fino a M.I.A.
POSTMODERNO è anche un salotto creativo. I giovani artisti e designer, videomaker e visual artists sono invitati a partecipare attraverso le loro opere. Seguendo la pagina Facebook POSTMODERNO si potrà rimanere aggiornati su tutti gli eventi e sulle modalità per partecipare alle esposizioni. In alternativa si può scrivere alla mail di POSTMODERNO.
POSTMODERNO sostiene la lotta contro le discriminazioni sociali e l’omofobia.
“Behind the the hatred there lies a desire for love”.
INFO
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facebook.com/postmodernopost
Appuntamento dal 13 al 16 settembre 2014 con Jewish and the City, Festival internazionale di cultura ebraica, iniziativa annuale promossa dalla Comunità Ebraica di Milano in collaborazione con il Comune.
Il Festival nasce dal desiderio della Comunità Ebraica di Milano di moltiplicare le occasioni di scambio con la città e i suoi concittadini, i quali hanno dimostrato nel corso della prima edizione nel 2013 grande entusiasmo per questa manifestazione e i suoi temi.
Cuore del festival saranno la Zona Guastalla attorno alla Sinagoga Centrale e alcune delle più importanti location culturali milanesi come il Teatro Franco Parenti, la Fondazione Corriere della Sera, la Biblioteca Sormani, la Rotonda di Via Besana, Piazza Scala, l’Università degli Studi di Milano, la Società Umanitaria, la Scuola Ebraica e Palazzo Reale.
Tema centrale della seconda edizione di Jewish and the City sará Pesach, la Pasqua ebraica, ricorrenza che celebra la liberazione dalla schiavitù in Egitto dopo 400 anni.
Secondo un’interpretazione rabbinica la parola Pesach può significare bocca che parla. Uno degli elementi essenziali della liberazione è la possibilità di usare la parola. A Pesach si parla molto, si racconta, ci si pone domande e si danno risposte.
Attraverso incontri, mostre, spettacoli, concerti, lectiones magistrales, maratone di pensiero, laboratori per bambini, il tema centrale del Festival sarà trattato in tre diverse declinazioni: il racconto, libertà e liberazione, essere stranieri.
Interverranno importanti intellettuali e studiosi internazionali, come Catherine Chalier, tra le più autorevoli filosofe europee, e Georges Bensoussan, autore e storico di fama internazionale, noto studioso della Shoah.
Animeranno il Festival anche i contributi artistici di scrittori, attori, musicisti come Noa, Gioele Dix e Daria Bignardi.
Martedì 16 settembre, in chiusura del festival e nel giorno dell’inaugurazione a Palazzo Reale di un’importante retrospettiva delle opere di Marc Chagall, ci sarà un evento musicale molto speciale dedicato al grande artista.
L’ingresso a Jewish and the City è libero fino ad esaurimento posti e salvo diverse indicazioni sul programma.
INFO
www.jewishandthecity.it
Facebook: Jewish and the City
Twitter: @jewishandcity
Hashtag: #jcity14
Jewish and the City
Coordinamento e segreteria organizzativa
via Ariberto 21, Milano
Tel. 02 58112940
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Ufficio Stampa:
Tel. 011 5624259
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Comune di Milano
Elena Maria Conenna
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Per sapere come sostenere il Festival:
Arts Council
Via Fratelli Bronzetti 28, Milano
Tel. 02 717241
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Nuuco says Be Free: la fotografia come mezzo di espressione e comunicazione one-to-one, che parte dall'artista per arrivare allo spettatore, per poi tornare all' artista in un esperimento originale che gli consente di scoprire e riscoprire se stesso attraverso la propria opera modellata e modificata dal pubblico, in un vortice metafotografico di sicuro impatto.
Nerospinto vi introduce all’arte di Nuuco, giovane fotografo messinese trapiantato a Londra, ideatore di uno dei più interessanti esperimenti artistici degli ultimi anni, Be Free, e lo fa attraverso un’intervista a tutto tondo, in cui si parla di fotografia, nuove tecnologie, istinto e passione.
A differenza di molti fotografi, hai scelto di farti conoscere attraverso un nome d’arte. Perché? E cosa significa Nuuco?
Ho sempre sentito l’esigenza di trovare un nome artistico. Qualcosa che mi rappresentasse e che fosse facile da ricordare. Cercavo un nome totalmente mio, che avessi deciso io ma che richiamasse anche le mie radici. Proprio per questo, durante una giornata intera seduto nel divano di casa con la mia ragazza sono nato per la seconda volta. Assieme abbiamo tirato fuori il mio nuovo nome, Nuuco, che rimanda ad un mondo solitario, minimalista e che deriva dalle iniziali dei nomi della mia famiglia, che voglio portare, ovunque io sia, sempre con me.
Parlaci del tuo progetto/esperimento artistico Be Free.
Be free nasce da una voglia di comunicare ad altri, senza vincoli ne obblighi. Dopo un anno di lavoro, si e' materializzato in un progetto di 30 fotografie e che ha coinvolto, inviando il materiale via posta, oltre 30 persone: amici, conoscenti e sconosciuti di tutta Europa.I partecipanti mi hanno rinviato la mia fotografia modificata e io ho avvertito l'esigenza di riappropriarmi dell’opera attraverso la scannerizzazione. Qui si sviluppano due elementi coinvolgenti del mio progetto: il processo materiale legato all’invio del mio ritratto, alla trasformazione da fotografia digitale a cartacea, poi successivamente rimodellata e trasformata dai partecipanti, per essere poi ricreata in digitale attraverso la scannerizzazione e la stampa finale; il secondo elemento é la partecipazione esterna come forma di riconoscimento personale dell’essere un artista che utilizza la fotografia come medium. Per me é una nuovo modo di fare fotografia. Il progetto non impone nessun limite se non il tempo e cerca di incoraggiare la riflessione del partecipante e mia. Quest’ultime si sono fatte vive sia in fase embrionale, quindi nella fase iniziale del progetto che nella fase successiva. Inoltre, non dubito che tra qualche anno, quando raggiungerò un livello di maturità più elevata, io possa elaborare ulteriori riflessioni che mi permetteranno di capire ancor meglio il mio status attuale e quello precedente.
La libertà nell’arte passa necessariamente dalla rottura di schemi precostituiti e dal coinvolgimento del pubblico nel processo artistico?
Amo pensare che l'artista debba uscir fuori dalla propria zona di confort e mettersi costantemente alla prova. Il coinvolgere il pubblico e' un opzione ma non una necessità. Dipende dalla finalità che ha l'artista. Io, personalmente, ho appena scoperto questa nuova esigenza e sento la necessita di approfondire.
Come valuti la partecipazione del pubblico al tuo esperimento artistico? Parlaci delle immagini che ti hanno stupito e colpito.
Ho inviato 80 foto in giro per l’Europa. Alcuni personaggi sensibili del mondo dell’arte plastica non hanno risposto, infatti su 40 lettere inviate a gallerie, musei e riviste d’arte solo il 10% mi ha risposto. Quest'ultimo era un risultato che mi aspettavo e che dovrebbe aiutarci a riflettere sull'attuale status dell'arte. Viceversa, gli amici, artisti e non, hanno risposto positivamente. Ancora oggi, la gente mi contatta per partecipare, malgrado il progetto si sia concluso.
Il mio obiettivo era comunicare ad altri la mia voglia di fare arte attraverso la loro partecipazione e l'esperimento ha ottenuto ottimi risultati, ma non ho una fotografia preferita perché ciascuna foto rappresenta una parte di me e una parte dei partecipanti. Inoltre, il fine del progetto era la partecipazione e non l'estetica. Preferisco immaginare la sensazione che ciascun partecipante ha avuto nel partecipare. Il tempo che mi ha dedicato. L'istintività' oppure il ragionamento utilizzato nel modellare l'immagine e poi, l'attesa nel ricevere per posta la lettera e la sensazione positiva o negativa nel vedersi il proprio viso maltrattato, modellato o trasformato.
Quali sono le differenze, sul piano del milieu artistico e culturale e delle relative opportunità, dal punto di vista di un giovane fotografo, tra Italia e Inghilterra?
I nuovi mezzi di comunicazione hanno abbattuto, con estrema velocità, le ultime barriere. Oggi possiamo conoscere artisti che vivono nell'altro lato del globo e ricevere input che ti permettono di influenzare il tuo linguaggio artistico ma, allo stesso tempo, vedo un’omologazione dei gusti. Londra' e' una città che ti offre molte opportunità di confronto e ha numerose esposizioni, gallerie, musei e spazi dedicati all'arte ma non credo che possa considerarsi “la” città delle opportunità.
E' una città enorme che crea opportunità ma abbandoniamo l'idea che queste opportunità siano uguali per tutti. Le opportunità devi crearle con tenacia, studio e lavoro.
Come molti artisti siciliani al momento all'estero, resti molto legato alla tua terra di origine. Cosa si ritrova,della Sicilia, nelle tue opere?
Non riesco a trovare nulla all’interno dei miei progetti che richiamino esteticamente la Sicilia, piuttosto la necessità di far partecipare ai miei progetti personaggi esterni é forse collegata anche all’esperienza del calore umano nella mia terra.
Perché la fotografia? In cosa si differenzia, nel bene e nel male, da altri strumenti di espressione artistica?
Paragonandola a una relazione di coppia, inizialmente vivi di passione, che poi si trasforma in amore o in odio oppure in indifferenza. Io sono innamorato e per me l’amore é tutto. Non riesco a innamorarmi di altri strumenti ma allo stesso tempo, a volte, la passione mi induce a provare nuovi strumenti artistici.
Come valuti la fotografia oggi, soprattutto in seguito al successo di applicazioni come Instagram e alla diffusione di macchine fotografiche come la Reflex?
Io amo Instagram e la tecnologia che avanza. Rende ancor più democratica la fotografia ma, di contro, anche priva di riflessione. Personalmente é una nuova forma di far fotografia, corretta o meno corretta, che bisogna accettare e alla quale bisogna adattarsi. Cosa rispondi a chi, osservando una tua opera, ti dice: "Questo potrei farlo anche io"?
Normalmente suggerisco di analizzare non solo l’estetica ma di documentarsi sulla biografia dell’artista e sul processo di riflessione che lo ha condotto a quel punto.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sicuramente la promozione di Be Free; ultimamente ho lavorato assieme a Guido Folco, direttore del museo MIIT di Torino, alle esposizioni tenutesi alla ROA Gallery di Londra il 7 luglio e alle Isole Eolie, per la precisione Lipari, dal 14 al 24 agosto.
Vorrei ringraziare l’assessore Davide Starvaggi e la Direttrice del Museo Milena Mollica per aver organizzato, coordinati da Guido, la prima edizione del Festival del Mediterraneo di Arte Contemporanea, una manifestazione che ha riscosso un enorme successo di pubblico, tanto che si sta già pensando all’edizione successiva.
Dopo l’estate sarò a Vienna, Cordoba, Bruxelles e Miami. L’appuntamento di Bruxelles mi sta particolarmente a cuore: una mostra (Les Contemporains: Unione Europea- Unione dell’Arte, 11 -13 settembre, Amart Gallery ), organizzata presso l’Italian and Foreign Biennal of Contemporary Art, in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea.
In seguito, mi piacerebbe lavorare per una esposizione individuale per il prossimo anno. Nel frattempo, il prossimo progetto artistico continuerà a far partecipare la gente come quest'ultimo, ma prima di lanciarmi voglio sempre chiedermi: perché?
Se ti dico Nerospinto, cosa ti viene in mente?
L’inchiostro di una penna rotta diffondersi e formare una stradina senza fine in una scrivania di color bianco.
Per maggiori informazioni:
nuucoart.com
Facebook: Nuuco Art
Nerospinto ricorda l’appuntamento con il Vintage Festival, l’evento più seguito nel settore Cultura dell'immagine e ricerca di stile in chiave contemporary retrò, che si svolgerà presso il Centro Culturale San Gaetano di Padova da venerdì 12 a domenica 14 settembre 2014.
Il palazzo del ‘500, situato nel cuore della città e recentemente ristrutturato in vetro e acciaio, sarà il palcoscenico di tre giornate all’insegna del Vintage in un alternarsi di mostre, esposizioni, workshop e party. Un successo che premia l’originale combinazione di moda, design, musica e spettacolo per un vintage moderno, giovane e non convenzionale. L’evento è giunto alla quinta edizione e ha fatto segnare l’anno scorso il record di presenze con 35.000 accessi in tre giorni.
Appuntamento fondamentale e unico nel suo genere, negli anni ha cambiato il modo di vedere e interpretare il vintage. Attraverso un'attenta proposta di nuovi impulsi creativi nell'ambito della moda, del design e della comunicazione, il Festival si è distinto per aver selezionato trend e per aver creato stimoli di mercato rivolti a uffici stile, influencer, e consumatori più esigenti.
Come ogni anno l'officina creativa del Festival si è impegnata nell'ottimizzare l'offerta culturale gratuita, inserendo eventi, esposizioni artistiche e incontri con ospiti esclusivi all'interno del programma: tra questi ricordiamo Bruno Pizzul (venerdì 12, ore 18.30), il giornalista Pablo Trincia (venerdì 12, ore 20), Maurizio Galimberti (sabato 13, ore 17).
A chiudere gli incontri sarà Heritage Connection (domenica 14, dalle ore 17.00) una serie di dialoghi e lectio nella forma del talk show, arricchita da ospiti provenienti dai campi del design, dell'arte, della comunicazione, dei media, del cibo come Fabio Novembre, Gualtiero Marchesi e Pippo Baudo.
La partecipazione agli incontri è gratuita, ma dato il numero limitato dei posti disponibili per ciascun appuntamento, sarà vincolante l’iscrizione possibile sul sito del Festival.
L’animo glamour della kermesse si rivela negli appuntamenti serali. Giovedì 11 settembre appuntamento fuori Festival elegante e di tendenza con “Fashion River Boat”: una crociera modern retrò lungo iltragitto storico del Burchiello, nel cuore del lusso e dell’eleganza Made in Italy. Una crociera fluviale in orario serale tra arte e musica, un’esperienza inedita e coinvolgente al chiaro di luna, tra atmosfere retro e tesori della moda. Sabato 13 settembre al Q Lounge Bar si esibiranno gli Horse Meat Disco, esponenti del “Rinascimento della Disco”. A chiudere la manifestazione domenica 14 settembre sarà il concerto che si svolgerà nella suggestiva e prestigiosa cornice del Caffè Pedrocchi - ore 21.00 ingresso gratuito - con Morgan, accompagnato dal polistrumentista Megahertz. In programma non solo brani dei Bluvertigo, ma anche i pezzi più apprezzati della sua carriera solistica, e i successi di giganti della musica italiana, quali Fabrizio de Andrè e Luigi Tenco.
Il coordinamento culturale della manifestazione è affidato a Davide Rampello - tra i curatori dell’Expo Milano 2015, ex amministratore della Triennale di Milano, direttore artistico del Carnevale di Venezia, docente universitario e autore e regista televisivo - mentre a Giusi Ferrè - giornalista e opinionista di moda - il compito di supervisionare i reparti moda delle esposizioni e dei workshop stilistici.
La manifestazione è organizzata da Andrea Tonello e da Vintage Factoy e si avvale del patrocinio e della collaborazione della Regione Veneto e del Comune di Padova, Assessorato Cultura e Turismo, Musei, Spettacoli.
INFO
Venerdì 12, sabato 13 domenica 14 settembre 2014
Centro Culturale Altinate/San Gaetano - via Altinate, 71 – Padova
Orari: venerdì 14:00 - 22:00 / sabato 10:00 - 22.30 / domenica 10:00 - 21:00
Ingresso gratuito alle mostre
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a incontri e workshop
Non prendete impegni martedì 9 settembre. Alle ore 18,30 verrà inaugurato presso lo spazio di scatolabianca(etc) di Milano un nuovo, importante, progetto installativo e relazionale firmato dal duo Didymos e a cura di scatolabianca: Prototipi.
L'ossatura di Prototipi è costituita da un discorso visivo tracciato tra l'artista e l'opera d'arte e teso verso l'osservatore. Si tratta di un lavoro sul lavoro, di uno studio sul linguaggio e sull'intuizione della forma. Il prototipo è un oggetto mobile e flessibile che mira alla definizione pratica, ma, allo stesso tempo, la sua natura astratta predilige la purezza della forma essenziale ed immediata, assoluta. In questo contesto il prototipo è una ricerca di stabilità del linguaggio visivo nella sua costituzione fenomenologica formale e nella sincronica analisi di giudizio. Il prototipo veicola due atti: l'assunzione della cosa, che non è una o quella, ma la cosa; e l'assunzione etica successiva e indiretta che ci permette di contestualizzare le nostre scelte e riflessioni.
Il prototipo è ciò che precede l'opera d'arte, cerca gli elementi base del linguaggio visivo e ne verifica l'efficacia. Tale verifica è rivolta verso l'osservatore e l'arte stessa: l'intenzione creativa può svincolarci dall'impunità, attraverso l'intuizione poetica? Può condurci ad azioni comuni, ispirando a condividere una meta in cui atto e pensiero siano inscindibili? Può generare e definire spazi sociali aperti?
La mostra assume quindi valore di spazio relazionale in cui l’importanza dell’opera va di pari passo con la presenza e l’interferenza del pubblico invitato non solo a osservare, ma soprattutto a riflettere attraverso due scritte interrogative poste su due differenti pareti: è veramente necessario? lo sguardo è conoscenza?
scatolabianca(etc.) – Milano Via Ventimiglia (angolo Via Privata Bobbio) MM Porta Genova Tram n. 2 - 9 – 19
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È un appuntamento che farà restare senza parole quello con il Gran Festival del Cinema Muto, fondato e diretto a Milano da Alessandro Calcagnile e Rossella Spinosa, giunto ormai al V anno di vita. Anche quest’anno il Festival, che si svolge dall’11 settembre al 5 ottobre 2014, continuerà nel suo percorso itinerante e coinvolgerà diverse location milanesi.
L’edizione 2014 del Festival sarà dedicata alla produzione inglese di Alfred Hitchcock degli anni Venti, con sei dei suoi nove lungometraggi muti, opere importanti che ebbero un grande successo di pubblico e che anticiparono le tematiche del lungo percorso cinematografico di Sir Alfred. Tutti i film saranno proiettati in edizioni restaurate e accompagnati con musica dal vivo su partiture composte da Rossella Spinosa.
Il Festival si aprirà giovedì 11 settembre presso il Teatro Dal Verme con la proiezione di The Manxman (1929), considerato uno dei film precursori di alcuni dei più famosi titoli del regista inglese, fra cui il celeberrimo Vertigo. Il film sarà accompagnato da una partitura originale per pianoforte e orchestra, in collaborazione con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali e con la partecipazione solistica della stessa pianista-compositrice Rossella Spinosa, sotto la direzione della esperta bacchetta di Alessandro Calcagnile.
Dopo l’appuntamento inaugurale, domenica 14 settembre avranno inizio le proiezioni del Festival presso Spazio Oberdan, con la proposta di altri tre titoli: Champagne – Tabarin di lusso (1928), Blackmail (1929) e The Lodger (1927). Noi della redazione segnaliamo quest’ultima pellicola, thriller ispirato al personaggio di Jack lo Squartatore. Venne considerato dallo stesso Hitchcock il suo “primo vero film”, tanto che lo firmò con la prima delle sue apparizioni divenute in seguito celeberrime. In questi film Hitchcock diede prova di una già acquisita maturità estetica fondata soprattutto sul rigore del montaggio e scelte di illuminazione di chiara derivazione espressionista.
Negli appuntamenti in Oberdan la sonorizzazione sarà con pianoforte, affidato all’esecuzione e alla creatività di Rossella Spinosa.
Domenica 28 settembre il festival si sposterà al MIC-Museo Interattivo del Cinema con la proposta di The Farmer’s Wife (1928), commedia caratterizzata da un caustico umorismo con la quale Hitchcock si appassionò alla descrizione grottesca dei personaggi. In scena I Solisti Lombardi in formazione cameristica.
Presso il Politecnico di Milano, giovedì 18 settembre, in programma The Ring (1927), pellicola ricca di finezze registiche e dotata di straordinarie qualità dinamiche del montaggio. Ad accompagnare la proiezione I Solisti Lombardi in ensemble, diretti ancora da Alessandro Calcagnile.
Fuori programma presso il Museo del Novecento, il 25 settembre. Una conferenza sui rapporti fra Hitchcock e Bernard Hermann, il grande compositore e direttore d’orchestra newyorkese autore delle colonne sonore di alcuni dei più celebri lungometraggi del regista inglese. Relatori i direttori artistici del Gran Festival del Cinema Muto, i maestri Alessandro Calcagnile e Rossella Spinosa.
INFO
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Per l'ottavo anno consecutivo le città di Milano e Torino si sono impegnate a organizzare il Festival MITO SettembreMusica, che offre ai cittadini la possibilità di fruire – a prezzi molto accessibili – della miglior produzione musicale, con interpreti provenienti da decine di Paesi.
Nerospinto segnala un incontro riguardante uno dei pesi massimi della musica mondiale, i Pink Floyd. Lunedì 9 settembre, alle ore 21.30, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, MITO propone una vera e propria lezione musicale con i critici Gino Castaldo e Ernesto Assante per approfondire l’epopea quasi cinquantennale della prima band che è andata oltre l’aspetto sonoro dei propri brani e spettacoli, per offrire al pubblico non solo dischi e concerti, ma esperienze totalizzanti e spiazzanti.
La scelta caduta sul gruppo inglese non è casuale. L’evento di MITO fungerà infatti da traino per la retrospettiva “The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains”, che sarà inaugurata presso la Fabbrica del Vapore. Curata da Aubrey Po Powell, The Pink Floyd Exhibition è la prima mostra autorizzata ufficialmente dai superstiti Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason, che hanno scelto per il debutto mondiale del progetto antologico la città di Milano.
Un viaggio multimediale tra video, audio e memorabilia che prende il via con le prime prove dell'incontro tra Roger Waters e Syd Barrett, nei primi anni Sessanta, tocca gli album fondamentali (a quarant'anni da “The Dark Side of the Moon”) e si chiude con “The Division Bell” e lo scioglimento del gruppo nel 1995. Non mancano in mostra parti di scenografie che hanno segnato un'epoca e un modo di fare spettacolo, come i maiali volanti di The Wall o i gonfiabili del leggendario concerto nella laguna di Venezia nel 1989.
L’apertura era inizialmente prevista per il 19 settembre. Attraverso un comunicato, l’ufficio stampa dell’evento ha informato che la mostra è stata rinviata “a causa di ritardi del piano di produzione. Il complesso allestimento della mostra secondo gli standard previsti ha inevitabilmente reso impossibile il rispetto dei tempi. La vendita dei biglietti è, per il momento, sospesa”.
Il comunicato non indica la nuova data di apertura ma invita a seguire l’account Twitter della mostra per aggiornamenti in tempo reale.
Nel frattempo, per ingannare l’attesa possiamo gustare l’antipasto che MITO offre.
INFO
MITO
Tel. +39.02.884.64725
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Ufficio Stampa
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Proposte artistiche
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Redazione Web
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Pink Floyd – Their Mortal Remains
@PFExhibitionIT
Ufficio Stampa
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