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Nerospinto consiglia POSTMODERNO, il nuovo giovedì milanese. Il 18 settembre, presso The Mask Club, dalle ore 22,30, musica, arte, design e moda si misceleranno per dare vita a una serata calda, accogliente e vagamente retrò.
The Mask è un locale poliedrico in continua trasformazione che, ricreando stili e location sempre nuove, è perfettamente adatto ad ospitare ogni tipo di evento. All'ingresso un accogliente bar con divanetti introduce all'anima del locale: un'ampia sala con angolo privè rialzato, perfetto per aperitivi, cene, feste e momenti di intrattenimento in genere. Il piano inferiore è dominato da una esclusiva Dance Hall, tipicamente clubbing, dove poter ballare tutta la notte.
La consolle sarà affidata alla coppia Japi e Aurelio, ideatori del progetto. Il primo è noto intrattenitore delle notti milanesi, conosciuto da anni per le sue performance queer e la selezione variegata e coinvolgente; il secondo è un giovanissimo cultore di arti e suoni. Arricchiranno la scelta musicale i DJche saranno invitati di volta in volta, sia appassionati che professionisti, come DJWestbanhof, che sarà presente all’inaugurazione.
Ospiti della prima serata saranno i Krisma, gruppo di culto famoso per le sue sperimentazioni in campo musicale e artistico. Da ricordare i loro pazzeschi videoclip, come “Miami” e “Samora Club”, del 1982, estratti dal disco Clandestine Anticipation, la cui copertina fu realizzata dal re della grafica Mauro Convertino. Hanno collaborato con artisti del calibro di Vangelis e Hans Zimmer e sono stati tra i primi musicisti italiani a girare un videoclip per le proprie canzoni. Verso la fine del millennio hanno lanciato una televisione satellitare che raggiungeva Europa, nord Africa e i paesi arabi. Sperimentatori anche nella rete, dove nel 2000 hanno aperto una web TV, attiva ancora oggi.
L’arte con POSTMODERNO entra in un buco nero, da cui riemerge senza confini, iperconcettuale, estrema e kitsch. Le lingue si mescolano tra loro, le culture perdono le loro peculiarità. I cinesi diventano americani. Gli indiani diventano londinesi. Gli italiani mangiano più sushi dei giapponesi.
POSTMODERNO celebra grandi artisti. Prima in assoluto Giuni Russo, a cui sarà dedicata una serata speciale. A seguire Diana Est, Pasolini, Testori, Tondelli, Dara Birnbaum, Mike Kelley e Vito Acconci, The Smiths, fino a M.I.A.
POSTMODERNO è anche un salotto creativo. I giovani artisti e designer, videomaker e visual artists sono invitati a partecipare attraverso le loro opere. Seguendo la pagina Facebook POSTMODERNO si potrà rimanere aggiornati su tutti gli eventi e sulle modalità per partecipare alle esposizioni. In alternativa si può scrivere alla mail di POSTMODERNO.
POSTMODERNO sostiene la lotta contro le discriminazioni sociali e l’omofobia.
“Behind the the hatred there lies a desire for love”.
INFO
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facebook.com/postmodernopost
Appuntamento dal 13 al 16 settembre 2014 con Jewish and the City, Festival internazionale di cultura ebraica, iniziativa annuale promossa dalla Comunità Ebraica di Milano in collaborazione con il Comune.
Il Festival nasce dal desiderio della Comunità Ebraica di Milano di moltiplicare le occasioni di scambio con la città e i suoi concittadini, i quali hanno dimostrato nel corso della prima edizione nel 2013 grande entusiasmo per questa manifestazione e i suoi temi.
Cuore del festival saranno la Zona Guastalla attorno alla Sinagoga Centrale e alcune delle più importanti location culturali milanesi come il Teatro Franco Parenti, la Fondazione Corriere della Sera, la Biblioteca Sormani, la Rotonda di Via Besana, Piazza Scala, l’Università degli Studi di Milano, la Società Umanitaria, la Scuola Ebraica e Palazzo Reale.
Tema centrale della seconda edizione di Jewish and the City sará Pesach, la Pasqua ebraica, ricorrenza che celebra la liberazione dalla schiavitù in Egitto dopo 400 anni.
Secondo un’interpretazione rabbinica la parola Pesach può significare bocca che parla. Uno degli elementi essenziali della liberazione è la possibilità di usare la parola. A Pesach si parla molto, si racconta, ci si pone domande e si danno risposte.
Attraverso incontri, mostre, spettacoli, concerti, lectiones magistrales, maratone di pensiero, laboratori per bambini, il tema centrale del Festival sarà trattato in tre diverse declinazioni: il racconto, libertà e liberazione, essere stranieri.
Interverranno importanti intellettuali e studiosi internazionali, come Catherine Chalier, tra le più autorevoli filosofe europee, e Georges Bensoussan, autore e storico di fama internazionale, noto studioso della Shoah.
Animeranno il Festival anche i contributi artistici di scrittori, attori, musicisti come Noa, Gioele Dix e Daria Bignardi.
Martedì 16 settembre, in chiusura del festival e nel giorno dell’inaugurazione a Palazzo Reale di un’importante retrospettiva delle opere di Marc Chagall, ci sarà un evento musicale molto speciale dedicato al grande artista.
L’ingresso a Jewish and the City è libero fino ad esaurimento posti e salvo diverse indicazioni sul programma.
INFO
www.jewishandthecity.it
Facebook: Jewish and the City
Twitter: @jewishandcity
Hashtag: #jcity14
Jewish and the City
Coordinamento e segreteria organizzativa
via Ariberto 21, Milano
Tel. 02 58112940
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Ufficio Stampa:
Tel. 011 5624259
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Comune di Milano
Elena Maria Conenna
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Per sapere come sostenere il Festival:
Arts Council
Via Fratelli Bronzetti 28, Milano
Tel. 02 717241
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Nuuco says Be Free: la fotografia come mezzo di espressione e comunicazione one-to-one, che parte dall'artista per arrivare allo spettatore, per poi tornare all' artista in un esperimento originale che gli consente di scoprire e riscoprire se stesso attraverso la propria opera modellata e modificata dal pubblico, in un vortice metafotografico di sicuro impatto.
Nerospinto vi introduce all’arte di Nuuco, giovane fotografo messinese trapiantato a Londra, ideatore di uno dei più interessanti esperimenti artistici degli ultimi anni, Be Free, e lo fa attraverso un’intervista a tutto tondo, in cui si parla di fotografia, nuove tecnologie, istinto e passione.
A differenza di molti fotografi, hai scelto di farti conoscere attraverso un nome d’arte. Perché? E cosa significa Nuuco?
Ho sempre sentito l’esigenza di trovare un nome artistico. Qualcosa che mi rappresentasse e che fosse facile da ricordare. Cercavo un nome totalmente mio, che avessi deciso io ma che richiamasse anche le mie radici. Proprio per questo, durante una giornata intera seduto nel divano di casa con la mia ragazza sono nato per la seconda volta. Assieme abbiamo tirato fuori il mio nuovo nome, Nuuco, che rimanda ad un mondo solitario, minimalista e che deriva dalle iniziali dei nomi della mia famiglia, che voglio portare, ovunque io sia, sempre con me.
Parlaci del tuo progetto/esperimento artistico Be Free.
Be free nasce da una voglia di comunicare ad altri, senza vincoli ne obblighi. Dopo un anno di lavoro, si e' materializzato in un progetto di 30 fotografie e che ha coinvolto, inviando il materiale via posta, oltre 30 persone: amici, conoscenti e sconosciuti di tutta Europa.I partecipanti mi hanno rinviato la mia fotografia modificata e io ho avvertito l'esigenza di riappropriarmi dell’opera attraverso la scannerizzazione. Qui si sviluppano due elementi coinvolgenti del mio progetto: il processo materiale legato all’invio del mio ritratto, alla trasformazione da fotografia digitale a cartacea, poi successivamente rimodellata e trasformata dai partecipanti, per essere poi ricreata in digitale attraverso la scannerizzazione e la stampa finale; il secondo elemento é la partecipazione esterna come forma di riconoscimento personale dell’essere un artista che utilizza la fotografia come medium. Per me é una nuovo modo di fare fotografia. Il progetto non impone nessun limite se non il tempo e cerca di incoraggiare la riflessione del partecipante e mia. Quest’ultime si sono fatte vive sia in fase embrionale, quindi nella fase iniziale del progetto che nella fase successiva. Inoltre, non dubito che tra qualche anno, quando raggiungerò un livello di maturità più elevata, io possa elaborare ulteriori riflessioni che mi permetteranno di capire ancor meglio il mio status attuale e quello precedente.
La libertà nell’arte passa necessariamente dalla rottura di schemi precostituiti e dal coinvolgimento del pubblico nel processo artistico?
Amo pensare che l'artista debba uscir fuori dalla propria zona di confort e mettersi costantemente alla prova. Il coinvolgere il pubblico e' un opzione ma non una necessità. Dipende dalla finalità che ha l'artista. Io, personalmente, ho appena scoperto questa nuova esigenza e sento la necessita di approfondire.
Come valuti la partecipazione del pubblico al tuo esperimento artistico? Parlaci delle immagini che ti hanno stupito e colpito.
Ho inviato 80 foto in giro per l’Europa. Alcuni personaggi sensibili del mondo dell’arte plastica non hanno risposto, infatti su 40 lettere inviate a gallerie, musei e riviste d’arte solo il 10% mi ha risposto. Quest'ultimo era un risultato che mi aspettavo e che dovrebbe aiutarci a riflettere sull'attuale status dell'arte. Viceversa, gli amici, artisti e non, hanno risposto positivamente. Ancora oggi, la gente mi contatta per partecipare, malgrado il progetto si sia concluso.
Il mio obiettivo era comunicare ad altri la mia voglia di fare arte attraverso la loro partecipazione e l'esperimento ha ottenuto ottimi risultati, ma non ho una fotografia preferita perché ciascuna foto rappresenta una parte di me e una parte dei partecipanti. Inoltre, il fine del progetto era la partecipazione e non l'estetica. Preferisco immaginare la sensazione che ciascun partecipante ha avuto nel partecipare. Il tempo che mi ha dedicato. L'istintività' oppure il ragionamento utilizzato nel modellare l'immagine e poi, l'attesa nel ricevere per posta la lettera e la sensazione positiva o negativa nel vedersi il proprio viso maltrattato, modellato o trasformato.
Quali sono le differenze, sul piano del milieu artistico e culturale e delle relative opportunità, dal punto di vista di un giovane fotografo, tra Italia e Inghilterra?
I nuovi mezzi di comunicazione hanno abbattuto, con estrema velocità, le ultime barriere. Oggi possiamo conoscere artisti che vivono nell'altro lato del globo e ricevere input che ti permettono di influenzare il tuo linguaggio artistico ma, allo stesso tempo, vedo un’omologazione dei gusti. Londra' e' una città che ti offre molte opportunità di confronto e ha numerose esposizioni, gallerie, musei e spazi dedicati all'arte ma non credo che possa considerarsi “la” città delle opportunità.
E' una città enorme che crea opportunità ma abbandoniamo l'idea che queste opportunità siano uguali per tutti. Le opportunità devi crearle con tenacia, studio e lavoro.
Come molti artisti siciliani al momento all'estero, resti molto legato alla tua terra di origine. Cosa si ritrova,della Sicilia, nelle tue opere?
Non riesco a trovare nulla all’interno dei miei progetti che richiamino esteticamente la Sicilia, piuttosto la necessità di far partecipare ai miei progetti personaggi esterni é forse collegata anche all’esperienza del calore umano nella mia terra.
Perché la fotografia? In cosa si differenzia, nel bene e nel male, da altri strumenti di espressione artistica?
Paragonandola a una relazione di coppia, inizialmente vivi di passione, che poi si trasforma in amore o in odio oppure in indifferenza. Io sono innamorato e per me l’amore é tutto. Non riesco a innamorarmi di altri strumenti ma allo stesso tempo, a volte, la passione mi induce a provare nuovi strumenti artistici.
Come valuti la fotografia oggi, soprattutto in seguito al successo di applicazioni come Instagram e alla diffusione di macchine fotografiche come la Reflex?
Io amo Instagram e la tecnologia che avanza. Rende ancor più democratica la fotografia ma, di contro, anche priva di riflessione. Personalmente é una nuova forma di far fotografia, corretta o meno corretta, che bisogna accettare e alla quale bisogna adattarsi. Cosa rispondi a chi, osservando una tua opera, ti dice: "Questo potrei farlo anche io"?
Normalmente suggerisco di analizzare non solo l’estetica ma di documentarsi sulla biografia dell’artista e sul processo di riflessione che lo ha condotto a quel punto.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sicuramente la promozione di Be Free; ultimamente ho lavorato assieme a Guido Folco, direttore del museo MIIT di Torino, alle esposizioni tenutesi alla ROA Gallery di Londra il 7 luglio e alle Isole Eolie, per la precisione Lipari, dal 14 al 24 agosto.
Vorrei ringraziare l’assessore Davide Starvaggi e la Direttrice del Museo Milena Mollica per aver organizzato, coordinati da Guido, la prima edizione del Festival del Mediterraneo di Arte Contemporanea, una manifestazione che ha riscosso un enorme successo di pubblico, tanto che si sta già pensando all’edizione successiva.
Dopo l’estate sarò a Vienna, Cordoba, Bruxelles e Miami. L’appuntamento di Bruxelles mi sta particolarmente a cuore: una mostra (Les Contemporains: Unione Europea- Unione dell’Arte, 11 -13 settembre, Amart Gallery ), organizzata presso l’Italian and Foreign Biennal of Contemporary Art, in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea.
In seguito, mi piacerebbe lavorare per una esposizione individuale per il prossimo anno. Nel frattempo, il prossimo progetto artistico continuerà a far partecipare la gente come quest'ultimo, ma prima di lanciarmi voglio sempre chiedermi: perché?
Se ti dico Nerospinto, cosa ti viene in mente?
L’inchiostro di una penna rotta diffondersi e formare una stradina senza fine in una scrivania di color bianco.
Per maggiori informazioni:
nuucoart.com
Facebook: Nuuco Art
Nerospinto ricorda l’appuntamento con il Vintage Festival, l’evento più seguito nel settore Cultura dell'immagine e ricerca di stile in chiave contemporary retrò, che si svolgerà presso il Centro Culturale San Gaetano di Padova da venerdì 12 a domenica 14 settembre 2014.
Il palazzo del ‘500, situato nel cuore della città e recentemente ristrutturato in vetro e acciaio, sarà il palcoscenico di tre giornate all’insegna del Vintage in un alternarsi di mostre, esposizioni, workshop e party. Un successo che premia l’originale combinazione di moda, design, musica e spettacolo per un vintage moderno, giovane e non convenzionale. L’evento è giunto alla quinta edizione e ha fatto segnare l’anno scorso il record di presenze con 35.000 accessi in tre giorni.
Appuntamento fondamentale e unico nel suo genere, negli anni ha cambiato il modo di vedere e interpretare il vintage. Attraverso un'attenta proposta di nuovi impulsi creativi nell'ambito della moda, del design e della comunicazione, il Festival si è distinto per aver selezionato trend e per aver creato stimoli di mercato rivolti a uffici stile, influencer, e consumatori più esigenti.
Come ogni anno l'officina creativa del Festival si è impegnata nell'ottimizzare l'offerta culturale gratuita, inserendo eventi, esposizioni artistiche e incontri con ospiti esclusivi all'interno del programma: tra questi ricordiamo Bruno Pizzul (venerdì 12, ore 18.30), il giornalista Pablo Trincia (venerdì 12, ore 20), Maurizio Galimberti (sabato 13, ore 17).
A chiudere gli incontri sarà Heritage Connection (domenica 14, dalle ore 17.00) una serie di dialoghi e lectio nella forma del talk show, arricchita da ospiti provenienti dai campi del design, dell'arte, della comunicazione, dei media, del cibo come Fabio Novembre, Gualtiero Marchesi e Pippo Baudo.
La partecipazione agli incontri è gratuita, ma dato il numero limitato dei posti disponibili per ciascun appuntamento, sarà vincolante l’iscrizione possibile sul sito del Festival.
L’animo glamour della kermesse si rivela negli appuntamenti serali. Giovedì 11 settembre appuntamento fuori Festival elegante e di tendenza con “Fashion River Boat”: una crociera modern retrò lungo iltragitto storico del Burchiello, nel cuore del lusso e dell’eleganza Made in Italy. Una crociera fluviale in orario serale tra arte e musica, un’esperienza inedita e coinvolgente al chiaro di luna, tra atmosfere retro e tesori della moda. Sabato 13 settembre al Q Lounge Bar si esibiranno gli Horse Meat Disco, esponenti del “Rinascimento della Disco”. A chiudere la manifestazione domenica 14 settembre sarà il concerto che si svolgerà nella suggestiva e prestigiosa cornice del Caffè Pedrocchi - ore 21.00 ingresso gratuito - con Morgan, accompagnato dal polistrumentista Megahertz. In programma non solo brani dei Bluvertigo, ma anche i pezzi più apprezzati della sua carriera solistica, e i successi di giganti della musica italiana, quali Fabrizio de Andrè e Luigi Tenco.
Il coordinamento culturale della manifestazione è affidato a Davide Rampello - tra i curatori dell’Expo Milano 2015, ex amministratore della Triennale di Milano, direttore artistico del Carnevale di Venezia, docente universitario e autore e regista televisivo - mentre a Giusi Ferrè - giornalista e opinionista di moda - il compito di supervisionare i reparti moda delle esposizioni e dei workshop stilistici.
La manifestazione è organizzata da Andrea Tonello e da Vintage Factoy e si avvale del patrocinio e della collaborazione della Regione Veneto e del Comune di Padova, Assessorato Cultura e Turismo, Musei, Spettacoli.
INFO
Venerdì 12, sabato 13 domenica 14 settembre 2014
Centro Culturale Altinate/San Gaetano - via Altinate, 71 – Padova
Orari: venerdì 14:00 - 22:00 / sabato 10:00 - 22.30 / domenica 10:00 - 21:00
Ingresso gratuito alle mostre
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a incontri e workshop
Non prendete impegni martedì 9 settembre. Alle ore 18,30 verrà inaugurato presso lo spazio di scatolabianca(etc) di Milano un nuovo, importante, progetto installativo e relazionale firmato dal duo Didymos e a cura di scatolabianca: Prototipi.
L'ossatura di Prototipi è costituita da un discorso visivo tracciato tra l'artista e l'opera d'arte e teso verso l'osservatore. Si tratta di un lavoro sul lavoro, di uno studio sul linguaggio e sull'intuizione della forma. Il prototipo è un oggetto mobile e flessibile che mira alla definizione pratica, ma, allo stesso tempo, la sua natura astratta predilige la purezza della forma essenziale ed immediata, assoluta. In questo contesto il prototipo è una ricerca di stabilità del linguaggio visivo nella sua costituzione fenomenologica formale e nella sincronica analisi di giudizio. Il prototipo veicola due atti: l'assunzione della cosa, che non è una o quella, ma la cosa; e l'assunzione etica successiva e indiretta che ci permette di contestualizzare le nostre scelte e riflessioni.
Il prototipo è ciò che precede l'opera d'arte, cerca gli elementi base del linguaggio visivo e ne verifica l'efficacia. Tale verifica è rivolta verso l'osservatore e l'arte stessa: l'intenzione creativa può svincolarci dall'impunità, attraverso l'intuizione poetica? Può condurci ad azioni comuni, ispirando a condividere una meta in cui atto e pensiero siano inscindibili? Può generare e definire spazi sociali aperti?
La mostra assume quindi valore di spazio relazionale in cui l’importanza dell’opera va di pari passo con la presenza e l’interferenza del pubblico invitato non solo a osservare, ma soprattutto a riflettere attraverso due scritte interrogative poste su due differenti pareti: è veramente necessario? lo sguardo è conoscenza?
scatolabianca(etc.) – Milano Via Ventimiglia (angolo Via Privata Bobbio) MM Porta Genova Tram n. 2 - 9 – 19
Tel +39 3401197983
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È un appuntamento che farà restare senza parole quello con il Gran Festival del Cinema Muto, fondato e diretto a Milano da Alessandro Calcagnile e Rossella Spinosa, giunto ormai al V anno di vita. Anche quest’anno il Festival, che si svolge dall’11 settembre al 5 ottobre 2014, continuerà nel suo percorso itinerante e coinvolgerà diverse location milanesi.
L’edizione 2014 del Festival sarà dedicata alla produzione inglese di Alfred Hitchcock degli anni Venti, con sei dei suoi nove lungometraggi muti, opere importanti che ebbero un grande successo di pubblico e che anticiparono le tematiche del lungo percorso cinematografico di Sir Alfred. Tutti i film saranno proiettati in edizioni restaurate e accompagnati con musica dal vivo su partiture composte da Rossella Spinosa.
Il Festival si aprirà giovedì 11 settembre presso il Teatro Dal Verme con la proiezione di The Manxman (1929), considerato uno dei film precursori di alcuni dei più famosi titoli del regista inglese, fra cui il celeberrimo Vertigo. Il film sarà accompagnato da una partitura originale per pianoforte e orchestra, in collaborazione con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali e con la partecipazione solistica della stessa pianista-compositrice Rossella Spinosa, sotto la direzione della esperta bacchetta di Alessandro Calcagnile.
Dopo l’appuntamento inaugurale, domenica 14 settembre avranno inizio le proiezioni del Festival presso Spazio Oberdan, con la proposta di altri tre titoli: Champagne – Tabarin di lusso (1928), Blackmail (1929) e The Lodger (1927). Noi della redazione segnaliamo quest’ultima pellicola, thriller ispirato al personaggio di Jack lo Squartatore. Venne considerato dallo stesso Hitchcock il suo “primo vero film”, tanto che lo firmò con la prima delle sue apparizioni divenute in seguito celeberrime. In questi film Hitchcock diede prova di una già acquisita maturità estetica fondata soprattutto sul rigore del montaggio e scelte di illuminazione di chiara derivazione espressionista.
Negli appuntamenti in Oberdan la sonorizzazione sarà con pianoforte, affidato all’esecuzione e alla creatività di Rossella Spinosa.
Domenica 28 settembre il festival si sposterà al MIC-Museo Interattivo del Cinema con la proposta di The Farmer’s Wife (1928), commedia caratterizzata da un caustico umorismo con la quale Hitchcock si appassionò alla descrizione grottesca dei personaggi. In scena I Solisti Lombardi in formazione cameristica.
Presso il Politecnico di Milano, giovedì 18 settembre, in programma The Ring (1927), pellicola ricca di finezze registiche e dotata di straordinarie qualità dinamiche del montaggio. Ad accompagnare la proiezione I Solisti Lombardi in ensemble, diretti ancora da Alessandro Calcagnile.
Fuori programma presso il Museo del Novecento, il 25 settembre. Una conferenza sui rapporti fra Hitchcock e Bernard Hermann, il grande compositore e direttore d’orchestra newyorkese autore delle colonne sonore di alcuni dei più celebri lungometraggi del regista inglese. Relatori i direttori artistici del Gran Festival del Cinema Muto, i maestri Alessandro Calcagnile e Rossella Spinosa.
INFO
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www.cinemato.it
Tel. 0289122267 - Tel. 3294385134
Fax. 028465450
BIGLIETTI
Da 5€ a 10€
Per l'ottavo anno consecutivo le città di Milano e Torino si sono impegnate a organizzare il Festival MITO SettembreMusica, che offre ai cittadini la possibilità di fruire – a prezzi molto accessibili – della miglior produzione musicale, con interpreti provenienti da decine di Paesi.
Nerospinto segnala un incontro riguardante uno dei pesi massimi della musica mondiale, i Pink Floyd. Lunedì 9 settembre, alle ore 21.30, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, MITO propone una vera e propria lezione musicale con i critici Gino Castaldo e Ernesto Assante per approfondire l’epopea quasi cinquantennale della prima band che è andata oltre l’aspetto sonoro dei propri brani e spettacoli, per offrire al pubblico non solo dischi e concerti, ma esperienze totalizzanti e spiazzanti.
La scelta caduta sul gruppo inglese non è casuale. L’evento di MITO fungerà infatti da traino per la retrospettiva “The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains”, che sarà inaugurata presso la Fabbrica del Vapore. Curata da Aubrey Po Powell, The Pink Floyd Exhibition è la prima mostra autorizzata ufficialmente dai superstiti Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason, che hanno scelto per il debutto mondiale del progetto antologico la città di Milano.
Un viaggio multimediale tra video, audio e memorabilia che prende il via con le prime prove dell'incontro tra Roger Waters e Syd Barrett, nei primi anni Sessanta, tocca gli album fondamentali (a quarant'anni da “The Dark Side of the Moon”) e si chiude con “The Division Bell” e lo scioglimento del gruppo nel 1995. Non mancano in mostra parti di scenografie che hanno segnato un'epoca e un modo di fare spettacolo, come i maiali volanti di The Wall o i gonfiabili del leggendario concerto nella laguna di Venezia nel 1989.
L’apertura era inizialmente prevista per il 19 settembre. Attraverso un comunicato, l’ufficio stampa dell’evento ha informato che la mostra è stata rinviata “a causa di ritardi del piano di produzione. Il complesso allestimento della mostra secondo gli standard previsti ha inevitabilmente reso impossibile il rispetto dei tempi. La vendita dei biglietti è, per il momento, sospesa”.
Il comunicato non indica la nuova data di apertura ma invita a seguire l’account Twitter della mostra per aggiornamenti in tempo reale.
Nel frattempo, per ingannare l’attesa possiamo gustare l’antipasto che MITO offre.
INFO
MITO
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Ufficio Stampa
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Redazione Web
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Pink Floyd – Their Mortal Remains
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Organizzazione
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La poesia di Giacomo Leopardi si ama o si odia così come il suo stesso personaggio, troppo romantico, troppo triste, troppo esagerato nelle sue esternazioni emotive ed esistenziali per alcuni e meravigliosamente lirico, ispirato e artistico per altri.
E a questa seconda schiera deve appartenere il regista e autore Mario Martone che porta all’edizione 2014 della mostra internazionale di cinema di Venezia una pellicola interamente dedicata al grande poeta italiano. Il giovane favoloso racconta i primi anni di Giacomo bambino nella casa paterna di Porto Recanati e i successivi anni dell’adolescenza.
Giacomo è un ragazzo pieno di voglia di apprendere e di imparare e nella ricchissima biblioteca di famiglia legge e studia tutto il possibile, apre la sua mente e inizia a fantasticare su luoghi e percezioni che non gli appartengono. A Porto Recanti si fa ispirare dal giardino della casa paterna, dalle giovani del luogo e dalla malinconia intrisa in ogni piccolo borgo dove la vera vita non sembra proprio voler arrivare e compone le sue liriche più famose e struggenti.
Sono i primi decenni dell’Ottocento e la vita fuori dal borgo natio e nell’Europa è un fiorire di nuove culture, nuovi esperenti, viaggi e profondi sconvolgimenti politici.
Il giovane Leopardi sogna nuovi lidi e nuovi ambienti che possano farlo crescere ma altresì incontrare persone diverse con cui scambiare esperienze e cultura. E ce la fa.
A 24 anni lascia Porto Recanati preceduto dalla sua fama di giovane autore prodigioso e viene accolto nei migliori salotti sociali e letterari italiani.
Mario Martone dà vita a un film solo all’apparenza intimista dove lo spettatore può invece confrontarsi con il complicato mondo del diciannovesimo secolo ricco di contraddizioni e di vite parallele. Una società complicata dove l’obbedienza alle regole e ai precetti antichi si mescola e si compenetra con una sorta di modernismo agli albori. Dove i giovani di buona famiglia e non devono ancora obbedienza assoluta al padre ma possono viaggiare e spostarsi per motivi di lavoro o di formazione e quindi assaporare una libertà del tutto nuova e rivoluzionaria.
Elio Germano e Michele Riondino sono sullo schermo rispettivamente il giovane Giacomo Leopardi e il suo amico e confidente Antonio Ranieri, attori che propongono in questa pellicola di Martone tutto il loro bagaglio teatrale e la loro esperienza sul palcoscenico per dare ai protagonisti del film l’intensità giusta che occorre per un film del tutto privo di fronzoli ed effetti speciali.
Il giovane favoloso al di là dell’importanza cinematografica è una pellicola da vedere perché Giacomo Leopardi rimane una delle voci più importanti della nostra letteratura e della nostra cultura e conoscerlo meglio potrà farci guardare meno banalmente alla sua lirica da ragazzo triste.
Antonia del sambro
Sara è performer, danzatrice e regista con una spiccata curiosità verso la mescolanza tra danza e nuove tecnologie mentre Elisa è danzatrice e attrice e nel 2005 intraprende un viaggio a due corsie: la ricerca coreografica e la video art.
Davide invece è cresciuto all'accademia professionale del MAS di Milano e la sua indagine artistica come autore e dramaturg si muove nel mondo del physical theatre e della performing-art legata al rapporto danza/testo.
C'è Annalisa, che dice di essere nata sotto una rapa e di essere stata allattata da una gattamorta ed intanto è anche vicedirettore e socio fondatore dell'associazione culturale Terra di Nord, blogger, autrice di testi e assistente alla drammaturgia, e poi Dario, batterista diplomato presso il conservatorio di Lecce che ha studiato a New York e suonato ed inciso con volti noti del panorama musicale italiano ed internazionale come Antonella Ruggiero, Ron, Cheryl Porter e molti altri.
Ed ancora Marco, segni particolari ritardatario e laureato in Management della Pubblica Amministrazione all'università Bocconi di Milano, Career Counselor con una formazione che si orienta sulle relazioni pubbliche, il public management e l'health management.
Sono i ragazzi del Collettivo Pirate Jenny progetto nato nel 2011 e il cui nome ci riporta alla memoria la Canzone di Jenny dei Pirati che Brecth scrisse per L'Opera da tre soldi.
Il lavoro del Collettivo Pirate Jenny verte su un continuo rapporto di permuta tra danza, testo, suono e immagine, che ne fanno un bacino ricco di punti di vista dissimili, intinti in un'atmosfera kafkiana e che strizzano l'occhio ad un mondo onirico ed inconscio.
La relazione con lo spettatore è basata sul ripristino della fiducia, il Collettivo punta all'essenza della comunicazione perchè si possa rinvenire il fulcro del mestiere del creativo ovvero la sua artigianalità. In tal senso affrontare il mare in tempesta non significa perdere i propri punti cardinali ma assorbire dalla burrasca le energie creative necessarie a dar vita ad ogni nuovo progetto targato Collettivo Pirate Jenny.
In un simile contesto l'analisi e l'interpretazione del mondo fiabesco diventano il mezzo ideale per avvicinarsi alla sintesi corporale proprio come la favola è l'espressione sintetica della realtà.
Pollicino 2.0-La grande privazione è una raccolta di simboli moderni e densi di significato (come il percorso di sassi per ritrovare casa) che possono illustrare e forse anche scongiurare il pericolo connesso ad azioni, paure ed incubi dei moderni Pollicino spiegandoci i modi attraverso cui questi li affrontano. Pollicino è un combattente attuale, contemporaneo, complesso e al tempo stesso affascinante, due facce della stessa medaglia dove da un lato trova spazio l'estro creativo che ci incanta e nell'altro si nasconde un'anima subdola e calcolatrice che ci impaurisce.
In una società senza più certezze ma piena zeppa d'insicurezze siamo tutti Pollicino ed il bosco incantato ha lasciato posto all'era del 2.0. La sensazione di vuoto e timore di Pollicino abbandonato nel bosco è uguale alla nostra, protagonisti di un tempo buio dove le privazioni ci segnano ma instillano nella profondità di ciò che siamo il seme di una creatività pronta ad essere partorita ed adoperata.
Segnate in agenda due appuntamenti imperdibili con Pollicino2.0: il 6 settembre al Schiume Festival-Performing Arts Festival di Forte Marghera e il 21 settembre al Festival Ammutinamenti-Vetrina della Giovane Danza D'autore di Ravenna.
Naviganti, salite a bordo e seguite la rotta: il Collettivo Pirate Jenny vi aspetta.
Pollicino 2.0 di Collettivo Pirate Jenny
6 settembre @ SCHIUME 2014 - PERFORMING ART FESTIVAL
h 22 c/o POLVERIERA AUSTRIACA (Forte Marghera - Mestre, VE)
21 settembre @ FESTIVAL AMMUTINAMENTI - VETRINA DELLA GIOVANE DANZA D'AUTORE
dalle h 17 c/o ARTIFICERIE ALMAGIA' (Ravenna)
È stata inaugurata ieri la diciottesima edizione del Festival della Letteratura di Mantova.
Dal 3 al 7 settembre nella città legata alla figura del poeta Virgilio potrete assistere ad incontri, reading di poesia, spettacoli e concerti, per cinque giorni tutti all'insegna dell'arte con l'intento di avvicinare il pubblico alla letteratura. La città diventa si trasforma in un caffè letterario ed ogni angolo si presta ad ospitare l'ampio respiro culturale che il festival offre; ecco quindi che piazze, chiese, giardini, teatri e palazzi storici, accolgono gli scrittori e i loro lettori dando vita ad una manifestazione culturale che nasce dalla tradizione dei paesi anglosassoni come quella di Hay-on-Wye nel Galles da cui il Festival della Letteratura di Mantova trae ispirazione.
Tra gli eventi in calendario l'edizione 2014 propone un percorso interessante nella cultura letteraria di un paese dalla storia coinvolgente e tormentata: la Palestina.
Prenderanno parte al festival alcuni degli esponenti più importanti della letteratura palestinese tra cui Murid Barghouti e Suad Amiry a cui si affiancheranno anche gli interventi di chi ha dato un apporto fondamentale alla diffusione della letteratura palestinese nel nostro paese come la traduttrice Elisabetta Bartuli e Wasim Dahmash ricercatore di Lingua e Letteratura Araba presso l'Università di Cagliari. Ampio rilievo sarà dato all'opera di Mahmud Darwish considerato il miglior poeta contemporaneo in lingua araba.
Altro fronte della politica estera discusso in queste settimane è quello russo-ucraino a cui verrà dato spazio durante il Festival attraverso le opere di Andrei Kurkov, Francis Spufford e Vladimir Sorokin, per proprorre al pubblico una chiave di lettura sulla storia di questi due paesi e su quello che sta accadendo nelle ultime settimane. A Mantova si parla anche di Europa nella Tenda dei Libri in Piazza Sordello dove, con la partecipazione, tra gli altri, del corrispondente Rai da Bruxelles Alberto Romagnoli, si affronteranno argomenti e sfide che attendono l'Unione nell'ambito dell'incontro: “Chiacchierando d'Europa – Conversazioni e scambi d'opinioni tra amici”. Non mancheranno anche eventi per i più piccoli come “Viaggio nell'antico Egitto” per scoprire come vivevano i bambini all'ombra delle piramidi, o “Un giardino da mangiare” per avvicinare i piccini a piante e fiori dell'orto e insegnargli come questi possono dar sapore ai piatti che portiamo in tavola. Ed ancora, “La Merende di Nonna Anthus” un vero e proprio laboratorio di cucina etrusca.
Queste sono solo alcune delle esperienze che potete vivere al Festival della Letteratura di Mantova, una manifestazione che ormai ha varcato i confini italiani per confermarsi come uno degli appuntamenti culturali e letterali più importanti d'Europa trasformando la città lombarda in un centro internazionale e accogliente anche grazie al lavoro dei volontari e alla partecipazione dei cittadini.
Ma parlare di libri vuol dire parlare anche d'amore.
In un recente articolo pubblicato dal sito accionpreferente* spiega perché le persone che leggono sono le migliori di cui ci possiamo innamorare: empatia, profondità d'animo, intelligenza, capacità di comprendere e affrontare il dolore, conversazioni interessanti condite da acute e vivaci battute, sono solo alcuni degli aspetti che possono farci innamorare di un uomo o di una donna. Questo è un (buon) motivo in più per non lasciarvi scappare l'occasione di partecipare al Festival della Letteratura di Mantova: tra cultura e libri potreste anche trovare l'amore.
E la prossima storia da raccontare potrebbe essere proprio la vostra.
http://www.festivaletteratura.it/
*link all'articolo: http://www.accionpreferente.com/estilo-de-vida/por-que-los-lectores-cientificamente-son-las-mejores-personas-de-las-que-te-puedes-enamorar/
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