“Vulcano cuore”, le opere di Lello Esposito tra mito e realtà
In opera fino ad ottobre, l’esclusiva installazione dell’artista napoletano nella hall dell’Hotel Le Agavi e nel rs stellato La Serra
“Non ho mai visto la mia anima. Entrando nello studio di Lello Esposito, ne ho almeno sentito l’odore”. Così Massimo Troisi parlava dello scultore napoletano, uno degli ultimi artisti ad aver esportato l’arte partenopea in tutto il mondo. Era il 1973 quando Esposito, appena diciassettenne, assiste a uno spettacolo di marionette al Vomero. È la maschera di Pulcinella a colpirlo particolarmente, tanto da realizzarne subito dopo una versione con dei materiali acquistati in cartoleria. Pulcinella diventa così una costante iconografica della sua produzione plastica, concepita tra passato e presente, tradizione e contemporaneità. I simboli di Napoli subiscono tra le mani di Esposito una metamorfosi, diventando segni dell’evoluzione di una città che, pur rispettando con grande devozione le sue origini, è sempre vicina ai cambiamenti sociali e culturali. Anche la sua ultima mostra parte dalla tradizione, più precisamente quella mitologica.
L’amore tra la mitica sirena Partenope e il centauro Vesuvio è il tema centrale del progetto artistico “Vulcano cuore”, installato negli spazi dell’Hotel Le Agavi di Positano con il patrocinio del Comune di Positano. L’amore tra le due celebri figure diventa nell’esposizione una metafora dell’amore per il proprio territorio, per la propria storia e tradizione millenaria.
Nella Hall gli ospiti vengono accolti da un grande “Pulcinella-Corno”, a cui segue la “Testa di Gallo”, altra scultura in alluminio, splendido omaggio di Esposito alla città di Positano e all’arcipelago de Li Galli, luoghi incantevoli animati da sempre da miti e legende.
Le opere di arricchiscono anche la sala, dominata da cupole decorate con foglie dorate e pavimento in maiolica azzurra del ristorante “La Serra” (una stella Michelin), guidato dall’executive chef Luigi Tramontano, situato all’interno della struttura. Tra queste giganteggia un’enorme tela, intitolata proprio “Vulcano cuore”, prodotta appositamente per “Da domani mi alzo tardi”, il film sulla storia d’amore tra Massimo Troisi e Anna Pavignano, sceneggiatrice di molti suoi film e compagna di vita per diversi anni. A simboleggiare con grande maestria l’evoluzione del tempo è un’altra opera situata all’interno della sala, la scultura in bronzo della “Sirena Corno”. L’essere mitologico perde prima le sue ali, poi la sua coda di pesce, rigenerandosi alla fine in simbiosi col Corno, simbolo vitale che la connette fisicamente alla vita terrena, sogno proibito di Partenope.
In mostra fino ad ottobre, le opere del Maestro ci raccontano che il passare del tempo non è sinonimo di invecchiamento, soprattutto per l’arte. Gli elementi della tradizione non accennano ad avere alcuna ruga, ma si rimpastano nella contemporaneità assumendo significati sempre inediti. Una fruttuoso legame quello tra l’arte e gli hotel, come ci spiega la promotrice della mostra Valeria Capilongo: “Sono sempre più numerosi gli alberghi che ospitano collezioni di artisti affermati, installazioni permanenti insieme a mostre temporanee, dove è persino possibile acquistare tele, sculture ed installazioni esposte.”
Da New York a Madrid, da Parigi a Tokyo. Le opere di Esposito hanno toccato in questi anni le metropoli di tutto il mondo, finendo perfino a casa di qualche collezionista d’eccezione, tra cui Woody Allen e Claudia Cardinale.
Un riuscito esperimento di globalizzazione al contrario, dove il mondo intero si interessa e prova entusiasmo per l’arte di un’unica città. Prova evidente che Napoli e le abilità di Esposito contengono in sé un linguaggio universale, capace di attecchire in ogni dove, di esprimere con una formula originale il tempo in cui noi tutti ci ritroviamo.
Beniamino Strani
