Negli antichi Arsenali Repubblicani di Pisa uno spettacolo magico immerge il visitatore per trenta minuti in atmosfere surreali. I protagonisti della mostra multimediale sono tre maestri nordici del Cinquecento, Bosch, Brueghel, Arcimboldo.
Entrando nella vasta aerea degli Arsenali sul Lungarno, dove un tempo si costruivano le navi, si è rapiti da oltre 2.000 immagini che si dipanano su pavimenti, pareti, vetrate e soffitto al suono di musiche suggestive.
Scene oniriche, personaggi bizzarri, nature morte, frutta, verdura, volti grotteschi, paesaggi, proiettati in grandi dimensioni, ma apprezzabili in ogni dettaglio, mostrano ciò che forse l’occhio non vede o non ha ancora visto. Sono le opere fantasmagoriche di Hieronymus Bosch, i paesaggi sognanti di Jan Brueghel il Vecchio, i personaggi creati con frutta e verdura da Giuseppe Arcimboldo, che si muovono e animano al suono di importanti composizioni musicali.
Dai Carmina Burana di Carl Orff all’Elettronica di Luca Longobardi, dalle Quattro Stagioni di Vivaldi nella rielaborazione di Max Richter allo Stairway to Heaven dei Led Zeppelin. «Tutto è stato a lungo studiato e pensato, non è una mostra improvvisata» dice Jole Siena di Arthemisia, che l’ha presentata e prodotta con specialisti dell’arte digitale, come Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto, Massimiliano Siccardi.
Un viaggio tra colori fiabeschi, astrologia, alchimia, diviso in tre tempi, dalla creazione del mondo con Il Giardino delle delizie di Bosch al suo Giudizio Universale, attraverso la Caduta dell’uomo di Brueghel e le Stagioni di Arcimboldo.
Così sembra di entrare davvero nel mondo del ‘500 e ‘600, tra peccati capitali e tentazioni, visioni oniriche, fiumi, primavere, inverni, autunni. Paesaggi nordici e tavole imbandite, cui viene voglia di partecipare.
Un vero capogiro di bellezza, che non ti fa più uscire, e ti invita a rimanere con mani tese che escono dai muri. Sono quelle delle fantastiche creature riemerse dal passato, ma più vive che mai.
Maurizia Tazartes
