Simbolo iperboreo strettamente connesso alla luce solare, il girasole o eliotropio ha ossessionato l’arte di Vincent Van Gogh al punto da inglobare misteri e vicende biografiche dell’autore che David Bickerstaff, artista e premiato regista fondatore di Atomictv, ha sapientemente affrontato in un video documentario secondo evento della collana Art Icons (al cinema il 17, 18 e 19 gennaio distribuito da Adler Entertainment in collaborazione con Coming Soon).
Jamie de Courcey interpreta il ruolo del pittore Vincent Van Gogh. In “Van Gogh – I girasoli” le vicende dell’artista fanno da sfondo alla realizzazione delle opere pittoriche. Il più celebre gruppo di dipinti raffiguranti i girasoli composto da cinque opere raffiguranti cinque versioni diverse dei girasoli acquisiranno un’importanza biografica ai fini della comprensione della ricerca – personale e artistica- di Van Gogh. Sparsi ad Amsterdam, Londra, Monaco, Philadelphia e Tokyo, le cinque opere sono da considerarsi la chiave di volta del documentario che ha visto coinvolte le città che ospitano le gallerie in cui le opere sono conservate.
Cinque opere per cinque storie, riprese in alta definizione in un’unica occasione per poter fruire tutte e cinque le opere in un’unica esperienza, in quanto il processo di conservazione dei dipinti è tale da non poter più permettere una mostra che veda esposti i dipinti assieme. Unica è ripetuto trova un altro
Uno scorcio sulla vita del pittore olandese è offerto da un background che accompagna e completa l’approccio all’arte di Van Gogh, interpretato, nel film, dall’attore inglese Jamie de Courcey già noto per aver ricoperto il ruolo di Harvey ‘Doc’ Postletlwaite in ‘Rush’ (Ron Howard, 2013).
Biografia ed arte si intrecciano quindi in una relazione che rivela i nessi tra la ricerca pittorica e i tormenti che hanno accompagnato l’artista per gran parte della sua vita, tormenti, quelli del pittore, che porteranno poi al diverbio con l’amico Paul Gauguin, diverbio che ha portato l’artista a mutilarsi un orecchio durante un raptus nervoso.
David Bickerstaff, ispirandosi alle vicende dell’autore, unisce in un sapiente patchwork di 85 minuti le vicende relative ad ogni dipinto e soprattutto attorno ad ogni dipinto ottenendo una panoramica completa sul profilo dell’autore. Del resto, era il minimo ci si poteva aspettare da un collaboratore di Phil Grabsky per il quale ha già diretto, filmato e co-scritto dieci documentari e lungometraggi d'arte raccolti in un’esaustiva serie.
Distribuita in 63 paesi e proiettata in oltre 1500 cinema, la serie si focalizza su artisti iconici del calibro di Canaletto ("Canaletto and the art of Venice"), Claude Monet, Edgar Degas (“Una passione per la perfezione”), Francisco Goya, Hieronymus Bosch, Lucian Freud (“Lucian Freud, un autoritratto”), Michelangelo (“love and death) e, infine, Vincent Van Gogh - (“V. Van Gogh e il Giappone”).
Bickerstaff vanta anche un curriculum in ambito di direttore creativo di New Angle Productions, studio di design che realizza installazioni interattive di video per le attrazioni turistiche. La Royal Collection Trust, il British Museum, il Royal Observatory e il National Maritime Museum sono annoverati tra i suoi clienti. Bickerstaff ha inoltre vinto vari premi ed è membro della British Academy of Film and Television Arts.
Sara Camozzi

