Piangiamo la scomparsa di Bonn Park per la regia di Renzo Martinelli
Il conte Vittorio Amedeo Alfieri, drammaturgo, poeta, scrittore e attore italiano, in merito alla morte questo ha scritto: "Mi disturba la morte, è vero. Credo che sia un errore del Padreterno. Non mi ritengo per niente indispensabile, ma immaginare il mondo senza di me: che farete da soli?”.
Domanda lecita che forse almeno una volta nella vita ognuno di noi si è posto.
Chissà se anche Bonn Park, giovane drammaturgo tedesco di origini coreane, se lo è chiesto e se da un’autoanalisi è nato lo spettacolo Piangiamo la scomparsa di Bonn Park per la regia di Renzo Martinelli. Inserito all’interno del progetto europeo Fabulamundi Playwriting Europe – Crossing Generations che coinvolge cinque paesi europei, Piangiamo la scomparsa di Bonn Park sarà in scena fino al 22 marzo al Teatro i di Milano che in occasione della celebrazione delle esequie sposta la platea ai lati della scena.

L’autore dunque mette in scena la sua morte nello spazio teatrale che mai come altri è capace di mostrare nuda e cruda l’emotività umana e d’ironizzare sull’ancestrale paura del lutto.
I personaggi, interpretati dagli attori Luca Toracca, Paola Tintinelli,Vincenza Pastore e Massimo Scola, incarnano umanità differenti, persone ora evocate ora dimenticate che oscillano tra il vero e il finto, tra feroci passioni e la purezza del pianto liberatorio, con la colonna sonora che passa dalle canzoncine cinesi al rumore sordo dei fuochi d’artificio.
I personaggi in scena seguono alla lettera il gioco post mortem di Bonn Park cambiando abiti e sesso con l’obiettivo di celebrarne la memoria dando però vita a un rito che trascende nell’assurdo.
Si crea un cortocircuito in cui ogni personaggio diventa eco di se stesso, perfino i necrologi finiscono per assumere corporeità e parlare in un gioco in cui richiami di brechtiana memoria e sapori d’avanzo vaudivilliano generano una domanda: chi ha ucciso Bonn Park?

Perché se è vero che nasciamo e moriamo allo stesso modo, soli, è anche vero che nel mezzo la nostra vita è costellata di situazioni e persone che contribuiscono a formare, nel bene e nel male, la nostra esistenza. C’è quindi il grembo materno da cui tutto ha inizio ma c’è anche chi partecipa alla nostra fine alimentando fantasmi, sospetti, dolori capaci di resistere e sopravvivere ai più grandi atti di coraggio. Bonn Park è un ragazzo di belle speranze, giovane autore teatrale che poco apprezza i dialoghi e che si è tolto la vita. Qualcuno è colpevole della sua morte, della morte dell’artista e del suo spazio, della morte della morale e del talento. Quello che all’apparenza è un semplice funerale si trasforma in un percorso che inizia con la morte, continua con le indagini e sfocia nel processo coinvolgendoci tutti. Nessuno escluso.
Raffaella Berardi
