https://www.demotest.eu/nerospinto/payoff.png

Il Mercante di Venezia di Shakespeare, una storia contemporanea

Il Mercante di Venezia di Shakespeare, una storia contemporanea

Al Teatro Sala Fontana, dal 10 al 26 giugno il regista Filippo Renda porta in scena il Mercante di Venezia di Shakespeare.

Perché andare a teatro per vedere un grande classico della letteratura che probabilmente molti conoscono a memoria? Perché i testi classici hanno il potere di essere senza tempo e attraversano gli anni essendo spogliati e vestiti ogni volta di nuovi significati. Ne consegue che sia insita nella loro natura la capacità di adattamento che gli consente di diventare espressione delle esigenze soci-culturali e politiche dei tempi odierni.

Il teatro si sa è il terreno di confronto per eccellenza, dove gli eventi passati si dimostrano molto attuali e le dinamiche che li hanno animati ritornano come un boomerang investendo la contemporaneità.
Ecco perché un’opera come il Mercante di Venezia continua a essere portata in scena.
Pur raccontando una storia ormai nota offre infinite prospettive di visione che partono da basi comuni ma danno risultati differenti.
C’è lo scontro etico, sociale e culturale che non è appannaggio esclusivo dell’Inghilterra shakespiriana ma si ripete ciclicamente ad ogni nuova generazione.
Ci sono il potere e il denaro, tra i più grandi e onnipresenti peccati della natura umana sin dalla genesi. Non mancano amicizia e amore, divisi da un labile confine che se superato culminano in un conflitto spesso irreparabile, e lealtà e giustizia. Tutti temi che rendono Shakespeare e la sua opera materia del tempo presente su cui siamo chiamati a riflettere.

L’allestimento del Mercante di Venezia, spesso rappresentato in chiave lussuosa, in Renda trasforma la città in una prigione di acqua stagnante che compromette tanto le condizioni igieniche quanto la psiche dei protagonisti. La stagnazione in cui vive Venezia è lo specchio della condizione umana in precario equilibrio tra giustizia e giustizialismo, senso dell’ordine e cedimento alla vendetta.
In questo desolante panorama si muove la celebre figura di Shylock l’ebreo malvagio e avido che nella richiesta di una libbra di carne come penale del contratto non rispettato ci regala un indizio utile a capire meglio la sua figura.
Shylock non vuole denaro ma carne e dunque non cerca ricchezza ma vita. Non è forse quello che cerchiamo tutti?
Ecco che attraverso il teatro una domanda apparentemente scontata si ripete nel tempo invade il nostro presente e continuerà a riecheggiare nel futuro.
A noi il compito di continuare a cercare una risposta.


Informazioni utili:
Dal 10 al 26 giugno
Teatro Sala Fontana
Milano




Raffaella Berardi

Redazione Nerospinto
Redazione Nerospinto
""

NEROSPINTO
Testata giornalistica online. Reg. Tribunale di Milano n° 276-9/92013

 

Nerospinto è un progetto dell'Associazione Rosaspinto
Via Schiaffino, 25 20158 Milano (Citofono 1002)
P.IVA 0755308096

 

CONTATTI
info@nerospinto.it

direttore@nerospinto.it
vicedirettore@nerospinto.it
redazione@nerospinto.it

>> LINK REDAZIONE