Nella sala della Protomoteca, in Campidoglio, si è svolto il convegno Donne d’Amore – la discriminazione di genere: uguaglianze e differenze tra occidente ed Oriente” istituto dell’associazione Naschira, collaboratrice di Barret International Group di Virginia Barret e dall’ ON. Simonetta Matone, che si è rivolta subito al pubblico con queste parole: “Se c’è un tema taboo è quello del ruolo delle donne islamiche in occidente ed in realtà diverse rispetto a quelle della loro cultura di riferimento. Ogni volta che vedo celebrare la giornata mondiale contro la violenza sulle donne non vedo mai trattata la condizione delle donne nell’Islam. Il rispetto di una cultura diversa non può mai passare attraverso le regole del diritto, soltanto l’affermazione delle leggi di uno stato di diritto è la soluzione”.
Virginia Barret ha contribuito a sviluppare svariati temi che trattano la violenza sulle donne organizzando il convegno Donne d’Amore, nata nel 2009 in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza delle donne. Così si è espressa: “Per anni ho subito violenza, senza rendermene conto e questo vale per molte donne. Da quando ho aperto gli occhi mi batto per aprire gli occhi ad altre donne che soffrono nel silenzio, quest’anno la tematica che trattiamo è molto importante perché vogliamo dare voce a tutte le donne” e a lei si è unito il presidente della comunità Afghana in Italia Kaihan Mashriqwal che ha sottolineato: “Dopo quanto accaduto con l’avvento dei talebani le donne vogliono scappare perché sanno di non avere più una vita in Afghanistan. I talebani vogliono che stiano a casa e basta, lavoriamo da anni per loro e continueremo a farlo ancora di più dopo quanto accaduto perché non devono essere lasciate sole”.

Al convegno hanno partecipato diversi personaggi della politica, della cultura,dell’arte e della musica. Ha aperto la riunione la Performance “Cryme” del Soprano d’Arti Silvia Colombini, vestita dallo stilista Pierre Prandini, accompagnata al violino dal direttore d’Orchestra Alan Freiles Magnatta e coadiuvata dalla testimonianza della pianista Rita Cucè.
Il relatore è stato il sociologo on. Davide Bordoni. Gli ospiti sono stati numerosi, fra questi Mohammad Idrees Jamali, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Culturale Comunità Afghana in Italia insieme alla studentessa di fotografia Alessandra Book, che lavora su un progetto fotografico rivolto alla vita degli afghani a Roma, e Sayed Naqeeb Latifi, esperto di musica afghana.
Inoltre la scrittrice Cristina Brecciaroli ha presentato il suo romanzo “La breccia sulla luna”, in cui racconta la violenza che ha dovuto sopportare da parte del padre. È intervenuta anche Ayda Jespica, per testimoniarle violenze fisiche e psicologiche subite.

Alla fine del convegno sono stati premiati artisti che hanno aderito al Premio Internazionale “Donne d’amore”, nato quest’anno per coinvolgere il pubblico con le loro diverse forme artistiche di espressione per combattere ogni forma di violenza e discriminazione di genere. Un premio speciale per il loro contributo di attiviste è andato a Francesca Alotta, che ha interpretato Mia Martini, e Jo Squillo che ha mostrato il nuovo documentario della sua Onlus Wall of Dolls, che riguarda i matrimoni combinati di ragazze giovani.
Un premio anche all’Associazione Nazionale Centrailsogno di Palombara Sabina (RM) – Gestione del Centro antiviolenza nella Casa della Salute. “Donne d’Amore – non solo racconti” è il progetto editoriale di Roberto Boiardi, che ha come scopo raccogliere testimonianze emerse nel convegno. È stato presentato inoltre il progetto “Una Cittadella per la vita” che vuole realizzare un ospedale per donne e bambini nel villaggio di Thakkellapadu in India alla presenza di Don Prakash Marlapati, Vicario Parrocchia San Giustino Martire in Roma.

