La Fondazione Stelline di Milano ospiterà fino al 23 febbraio un centinaio di opere dell'artista italo-francese Jean Marie Barotte.
Nerocenere è il titolo della mostra, un percorso che riflette sul legame tra l'arte figurativa della pittura e quella della parola, la letteratura: la parola si fa segno e diventa opera d'arte.
Chiara Gatti, che cura la mostra, indaga su come questo autore sia stato in grado di coniugare colore e calligrafia, una calligrafia arcaica 'tracciata nella polvere della materia e depositata sulla tela'. E' proprio così che nasce la materia che si fa cenere, frutto di un processo lento e corrosivo che porta all'inevitabile distruzione e/o trasformazione di una sostanza in un'altra.
Carte e tele, di repertorio e più recenti, fanno parte di questa ricca collezione di composizioni.
Jean Marie Barotte nasce a Milano nel 1957, dopo essersi diplomato alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi si addentra sempre più nel mondo del teatro, a cui rimane profondamente legato, in particolare per la sua esperienza come attore al fianco del grande regista e pittore Tadeusz Kantor che sarà proprio il punto di accesso alla pittura come nuovo modo di esprimersi. Un'arte vissuta come testimone della violenza necessaria per esprimere il concetto di sublime.
Tra le sue personali antecedenti ricordiamo I colori dell'estasi nel 2007, Tout ne tient qu'à un fil a Milano nel 2008, Le Voyage de l'ame a Parigi, La nuit obscure a Montreuil e Migraidentità.
In collaborazione con l'Associazione Culturale T.Art e il patrocinio dell'Institut francais Milano.
La mostra è a ingresso libero, aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20.
Fondazione Stelline - Corso Magenta, 61.
Per ulteriori informazioni potete chiamare il numero 02 45462111
02 45462111
oppure visitate il sito www.stelline.it
