L’Amore.
Quando è un inganno tradisce il sogno. Brutalmente lo lacera, e poi lo strappa.
Prima a colpi di silenzio. Poi di parole, affilate e taglienti.
Infine, arrivano le mani.
Non più setose e carezzevoli. Ma ruvide e graffianti.
Arrivano a marchiare il corpo di un malato e vile abuso di potere.
Sylvia Plath, poetessa americana morta suicida nel 1963, confidava alle pagine dei suoi diari il timore di perdere la propria dignità e identità a causa di un unione matrimoniale che le implicava l'adempimento passivo ad un ruolo servile.
Perché anche questo è violenza.
Da una riflessione sul tema della violenza -psicologica e fisica- subita all'interno delle mura domestiche, nasce L'Aspirante, una performance ideata da Giovanna Lacedra.
Questa trae origine da una reinterpretazione dell'omonima poesia della Plath, scritta tra gli anni 50 e 60, tradotta da Giovanni Giudici nel 1976.
La rilettura contemporanea chiama in causa i soprusi (e gli abusi) subiti in silenzio dalle donne, quando la relazione diventa disfunzionale, quando la vita coniugale è sopraffazione.
La violenza che nasce da un atteggiamento prevaricante, da una visione della donna come oggetto funzionale anziché come individuo dotato di personalità.
Giovanna Lacedra e Roberto Milani in
L'Aspirante - Live Performance
giovedì 12 settembre ore 18.30
Info:
www.amyd.it
Amy-D Arte Spazio
via Lovanio 6, Brera District
Milano
