Roberto Minervini, marchigiano andato negli Usa per imparare il mestiere di regista ha fatto davvero centro. Ha appreso dagli americani tutto quello che c’era da imparare sulle origini del cinematografo e delle pellicole pioneristiche e ci ha aggiunto del suo, con la grazia e la cultura regalategli dal suo essere italiano. Il risultato è un nuovo cineasta che sorprende quanto il primo Godard e coinvolge quanto Ivory.
Stop the pounding heart esce questo fine settimana e io consiglio a tutti di andarlo a vedere perché un film fatto così bene e con tanta grazia e poesia non è facile che ci venga proposto dalle sale italiane, soprattutto in periodo natalizio.
La storia racconta della vita bucolica e tranquilla di una giovane donna del Texas che vive nella fattoria dei genitori, molto religiosi, con le sue sorelle e tante pecore e animali.
Sara trascorre le sue giornate a contatto con una natura quasi primitiva e incontaminata e le sue serate nel calore del focolare leggendo la Bibbia e commentandola con i suoi familiari.
Praticamente una cartolina di fine Ottocento. Un piccolo mondo antico che se da una parte sconvolge e fa inorridire gli amanti della tecnologia e dell’alta velocità dall’altra non può che affascinare anche loro, in una minima parte, per la diversità e l’incontaminazione che prospetta.
Tutto sembra scorrere quindi nella vita della protagonista fino a che non arriva Colby Trichell, allevatore di tori e cowboy senza sella che ne sconvolge l’esistenza e la porta in una crisi profonda. Sara, per la prima volta, comprende e assapora un sentimento nuovo, che la porta ad avvicinarsi al recinto del giovane e a godere dei suoi sorrisi e dei suoi saluti.
Nel ranch arriva però una ragazza molto più intraprendete e smaliziata di lei e la giovane donna comprende allora che il sentimento che l’ha distratta e fatto sognare non può che restare solo platonico perché lei non sarà mai diversa dalla donna che è, dalla persona educata da semplici e religiosi allevatori di pecore e che il suo mondo interiore ed esteriore lei ce l’ho ha già.
Allora ritorna alla sua vita che è bella e meravigliosa proprio perché sempre sospesa a metà tra un sogno bellissimo e una realtà altrettanto fiabesca e onirica.
Bravissimo Minervini a giocare sul deus ex machina proprio della tradizione classica, inserendo in una storia di formazione come Stop the pounding heart il personaggio maschile chiave che serve solo alla crescita interiore e fisica della protagonista. Un colpo da maestro per un cineasta arrivato con successo e bravura al suo primo film lungo.
La pellicola di Minervini ha un pregio dopo l’altro a partire dalle location, dove una fotografia filmica superba mostra allo spettatore un’America e un Texas insoliti e sognanti. Bellissima e appropriata la colonna sonora e indovinata la scelta degli attori che come insegnano i grandi maestri del realismo devono essere il meno famosi possibile.
Insomma, ne vale davvero la pena vederlo.
