È uscito nei cinema italiani Vita da gatto, un film di Natale che sorprende.
È difficile fare a meno di cartoni e animazione al cinema durante le feste. Anche Barry Sonnenfeld, che di solito cerca di distinguersi come regista e fare un film per la famiglia non convenzionale, ha voluto mettersi alla prova con un film di Natale che ha come protagonista un dolce gatto.
In realtà, la trama di Una vita da gatto è molto più complicata e socialmente impegnata di quanto potrebbe apparire a primo acchito perché il protagonista, Tom Brand, con il volto di Kevin Spacey,raccoglie molte delle ambizioni e dei tic dei suoi coetanei. In una società dove apparire conta sempre più di essere e i soldi e il potere vengono prima dei bisogni dei singoli. Tom trascura, allora, la famiglia allargata che ha. Non si cura dei suoi figli se non per l’aspetto economico e materiale e si dedica, invece, con grande trasporto ed entusiasmo a dimostrare di essere il più potente e megalomane dei ricconi della costa est degli Stati Uniti. Un uomo frivolo, vanitoso e poco intelligente che continua però a mietere successi personali e di vita a colpi di assegni e progetti da multinazionale.
Ed è qui che Barry Sonnenfeld trasforma la sua pellicola denuncia sull’uomo contemporaneo in un film di Natale per le famiglie, attingendo a piene mani dalla commedia classica americana dei primi decenni del Novecento a dai grandi maestri come Lubitsch e Capra.
Tom Brand, che si sente in colpa per moltissime cose nei confronti di sua figlia, dimenticandosi ancora una volta del suo compleanno per farsi perdonare cede alle richieste della ragazza e le regala quello che lei desidera da tempo, ovvero un gatto. In realtà, Tom detesta profondamente i gatti ma Rebecca è irremovibile e il padre cede e in un negozio di animali, gestito da un enigmatico e stravagante proprietario, acquista Mister Fuzzypant, peloso e dolce quanto basta per diventare immediatamente il vero protagonista del film.
Tom esce dal negozio di animali con Fuzzypant ma ha immediatamente un terribile incidente che lo manda in coma e il suo spirito transita in quello del bellissimo gatto. Da qui in poi il magnate ricchissimo e distratto e il felino vezzeggiato e amato diventano una cosa sola. E saranno inutili tutti i tentativi di Tom di farsi riconoscere dalla moglie e dai figli nell’affascinante gatto domestico che tutti straviziano in casa. Un contrappasso dantesco che opera sullo spettatore una sorta di rivalsa apprezzata e divertente e che rende Una vita da gatto il solito film per famiglia delle feste pur non essendolo affatto.
E Barry Sonnenfeld il regista di genere più creativo di una Hollywood altrimenti commerciale.
Antonia del Sambro
