Alabama Monroe è un film straziante nel senso più cinematografico del termine perché i protagonisti ce la mettono tutta per dare agli spettatori il senso più profondo e intenso della loro storia che è poi anche la loro vita e perché il regista decide di usare la sofferenza e la tragicità dell’esistenza come unico elemento narrante.
La bellezza della pellicola è tutta qui.
Van Groeningen però capisce che la tragicità della vita non può essere l’unico filo conduttore della storia e allora decide di inserire l’elemento artistico che lega e unisce i due protagonisti.
La musica. Il folk per l’esattezza, che da melodia dell’America più rurale si trasforma e si impone come musica europea capace di unire e far conoscere i due protagonisti della pellicola.
E così, il suonatore di banjo di un gruppo bluegrass del Belgio grazie al folk conosce l’amore della sua vita, la bella e sfuggente Elise che di mestiere fa la tatuatrice e che usa cancellare e riscrivere dal suo corpo i nomi degli uomini che sono entrati e usciti dalla sua vita.
Didier con il suo banjo, la sua musica e la sua personalità le ruba letteralmente il cuore e i due giovani si lasciano andare alla più grande e importante passione della loro esistenza.
Si amano Elise e Didier, intensamente e struggentemente fino a diventare una vera e propria famiglia con la nascita della loro incantevole figlia Maybelle.
Ma la vita sa essere spietata e crudele e tutto può precipitare in un attimo.
La prova a cui vengono sottoposti i due innamorati è tra le più difficili e tragiche ma il regista non trasforma il film in una storia di avvilimento e sconfitta.
Anzi. Inventandosi un doppio registro la musica e la dolcezza si alternano e si sostituiscono al dolore e alla perdita e Van Groeningen fa di Alabama Monroe un film intenso e coinvolgente fino all’ultimo fotogramma.
Bellissima e indovinata è la vita parallela che sembra avere la musica folk che da colonna sonora di una parte specifica e caratteristica dell’America sembra trovare terreno fertile e vita nuova nel cuore dell’Europa più tradizionale.
Johan Heldenbergh e Veerle Baetens sono perfetti nel ruolo dei protagonisti.
Belli e dannati quanto basta ma soprattutto attori ormai consumati i due protagonisti di Alabama Monroe hanno fatto della loro esperienza teatrale un vero e proprio punto di forza per interpretare i ruoli più intimisti e melodrammatici senza mai perdere però il loro fascino e il loro glamour.
Il risultato è una pellicola europea che profuma di cinema internazionale. Quindi, tutta da guardare.
