E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali, per l’etichetta Maieutica Dischi (Edizioni: Osteria Futurista / SaifamMusica), “Stato di grazia”, nuovo album in studio della cantautrice Ilaria Pastore.

Esce il 6 novembre per l’etichetta Musica di Seta il nuovo brano di Chiara Raggi e Giovanna Famulari, TERESA SIAMO NOI, scritto e composto da Raggi, con la prestigiosa partecipazione di Moni Ovadia alla voce recitante.
Sabato 11 ottobre, ore 18.00, presso la Chiesa Vecchia di Baggio (Via Ceriani 3) appuntamento con “All’improvviso”. Tatiana Larionova, eccellenza pianistica internazionale, propone l’esecuzione, in prima assoluta, del pezzo composto per l’occasione dalla pianista e compositrice Daniela Manusardi, definita “Klangvirtuosin” (virtuosa del suono) dal quotidiano Westfaelischen Anzeiger. Il suggestivo titolo del brano è “Sguardi tersi su Baggio”.
A distanza di tre anni dall’ “indie-kolossal” Ultimo D’Annunzio, Marasti torna a far sentire la sua inconfondibile voce con un concept sul tema dell’identità: autobiografica, politica, nazionale, sempre fluida e potenzialmente in crisi.
Al via la stagione autunnale della Primavera di Baggio, “Storie d’autunno": nove appuntamenti nel sobborgo storico di Baggio fra tradizione ed elementi di novità.
Because The night- Il palco delle cantautrici ospita il progetto Lady Day, contro la violenza di genere e per la creazione di Borse Lavoro. Appuntamento il 2 novembre, ore 19.00, al mare culturale urbano (Cascina Torrette, Via Quinto Cenni, 11, Milano).
Ospite la cantautrice padovana angelae.
Al confine tra il Capossela patafisico di “Canzoni a manovella” e un’estetica camp in cui l’ironia sembra prevalere sulla tragedia, torna la “musica cruda”- come il trio ama definirla- dei Nylon.
Because The night- Il palco delle cantautrici ospita il progetto Lady Day, contro la violenza di genere e per la creazione di Borse Lavoro. Appuntamento il 2 novembre, ore 19.00, al mare culturale urbano (Cascina Torrette, Via Quinto Cenni, 11, Milano).
Ospite la cantautrice padovana angelae.
Nerospinto ha incontrato l’ideatore, direttore artistico e organizzatore del progetto Lady Day, Enzo Onorato.
Come ha preso corpo e come si è evoluto, dal 2013 ad oggi, il progetto Lady Day?
Il progetto Lady Day è nato dal mio incontro con due figure importanti nell’ambito del contrasto alla violenza sulle donne. Due donne diverse ma coinvolte su vari fronti nella prevenzione e sensibilizzazione nell’ambito della violenza di genere. Sono EMANUELA SKULINA, sociologa della rete antiviolenza trentina, e LUCIA ANNIBALI, avvocatessa e vittima di un brutale attacco di violenza. Entrambe con una grande forza d’animo, sensibilità e umanità che mettono continuamente a disposizione di tutte le donne bisognose d’essere ascoltate, donne vittime di violenza seguite in un percorso di rinascita, promuovendo la consapevolezza e l'importanza di denunciare gli abusi. Emanuela mi ha coinvolto nell’organizzazione di alcuni eventi sul tema della violenza, uno di questi è “Ferite a Morte” con Serena Dandini e assieme a Lucia la presentazione, per alcune scuole del trentino e successivamente presso il MART di Rovereto, del suo libro sulla sua esperienza, "Io ci sono. La mia storia di non amore". Così, con alcune mie strette collaboratrici, Alexandra Goddi e Jessica Testa, abbiamo sentito l'esigenza di non far spegnere i riflettori sul tema della violenza di genere e fare nascere Lady Day.
Nel corso degli anni il progetto si è sviluppato in diverse fasi e iniziative:
- Il talk “LA VIOLENZA NON E’ UN DESTINO” aperto al pubblico per discutere e sensibilizzare sul tema della violenza di genere.
- Concerti singoli, un tour in giro per l’Italia, Lady Day live Club, partecipazione a Festival e Rassegne
- Manifestazioni letterarie e di poesia con reading, presentazioni di libri, dibattiti e il format LADY DAY POETRY.
- Mostre d'arte, fotografiche e cinema con esposizioni e proiezioni cinematografiche per rappresentare la violenza di genere attraverso l'arte.
- Pubblicazioni discografiche: La nascita di Lady Day Records e una collana di Vinili a 7” pollici che si chiama LE CRISALIDI, per sostenere il progetto e la creatività di molte Artiste.
- Tesseramenti e merchandising: per sostenere i centri Antiviolenza con le borse lavoro Lady Day.
Insomma, cerchiamo di prendere e coinvolgere tutti gli ambiti creative: Arte, Cultura, Musica…
Parliamo della collaborazione con Emanuela Skulina, sociologa della rete antiviolenza trentina…
La collaborazione con Emanuela Skulina è preziosa per il progetto Lady Day. La sua presenza ha contribuito ad approfondire la comprensione del problema, grazie alla sua esperienza e conoscenza del tema della violenza di genere. Inoltre, la sua ricerca continua e la sua disponibilità, ci hanno fornito una prospettiva sociologica approfondita.
Assieme abbiamo potuto e stiamo sviluppando strategie efficaci e mirate per far capire come contrastare la violenza di genere e riuscire a sensibilizzare il più possibile la comunità sul tema della violenza. La collaborazione con esperti del settore, dei Centri Antiviolenza o delle Associazioni che si occupano del contrasto alla violenza, ha arricchito notevolmente il progetto Lady Day, fornendoci una base solida per affrontare un tema così complesso e delicato.
Siete riusciti a coinvolgere molte amministrazioni comunali in tutta Italia…
Sì, il progetto ha avuto un'eco significativa in diverse città italiane, coinvolgendo diverse amministrazioni comunali. Questo ci ha permesso di estendere la portata di Lady Day e raggiungere un pubblico più ampio e variegato.
Lavorare con gli enti pubblici non è mai semplice ma riuscire ad allentare le maglie comunicative, al di là del colore politico di appartenenza, ha creato sinergie e opportunità importanti per promuovere la sensibilizzazione e la prevenzione della violenza di genere a livello locale. Con alcune amministrazioni abbiamo potuto adattare le iniziative del progetto alle esigenze specifiche delle loro comunità, rendendole più efficaci e coinvolgenti.
Because The Night- Il palco delle cantautrici è l’ultima, in ordine di tempo, delle vostre collaborazioni con manifestazioni prestigiose. Cosa si aspetta da questa sinergia?
Intanto vorrei spendere due parole di affetto e ammirazione per questa bella manifestazione che, anno dopo anno, sta diventando un palco molto ambito e soprattutto di ricerca nel mondo musicale delle cantautrici. Marian, oltre che una bravissima Artista, vi invito ad andare ad ascoltare i suoi dischi o un suo live, è una splendida padrona di casa e sa mettere a proprio agio le Artiste che invita, offrendogli professionalità, competenza e grande attenzione. La manifestazione "Because The Night" rappresenta un’importante vetrina, offrendo visibilità su un palco sempre di livello.
Mi aspetto che questa sinergia porti un valore significativo in termini di promozione della musica, oltre a rappresentare un'ulteriore occasione di crescita artistica per tutte le cantautrici o le band coinvolte. Spero inoltre che tutto questo possa contribuire a rafforzare anche il messaggio di solidarietà e sostegno alle donne.
Lilium produzioni, che opera nel settore musicale e culturale da oltre trent’anni, ha la capacità di scritturare artiste amate sia delle nuove generazioni che da un pubblico più adulto.
Patrizia Cirulli, Ilaria pastore, Veronica Marchi, angelae sono solo alcune delle cantautrici che hanno sposato il progetto…al di là della qualità artistica ha incontrato nelle artiste sensibilità alla tematica e voglia di spendersi per una causa civile?
Le cantautrici coinvolte nel progetto Lady Day hanno dimostrato subito una profonda sensibilità e impegno verso la causa della lotta alla violenza di genere. La loro partecipazione non è solo una scelta artistica, ma anche un'espressione di solidarietà e sostegno alle donne che subiscono violenza.
Hanno potuto utilizzare la loro visibilità e il loro talento per sensibilizzare il pubblico, che le conoscano o meno, su questo tema importante, contribuendo a creare un impatto positivo nelle persone coinvolte nei concerti.
La collaborazione tra Lilium Produzioni e le tante Artiste che prestano la loro creatività ha dimostrato che l'arte e la musica possono essere potenti strumenti per promuovere la consapevolezza e il cambiamento sociale.
Dall’esperienza della Lilium Produzioni è nata anche l’etichetta Lady day Records, nel solco del percorso già tracciato con i concerti e le manifestazioni… ci sono delle limitazioni stilistiche o l’etichetta è aperta a tutti i generi musicali?
L'etichetta Lady Day Records è nata con l'obiettivo di promuovere, far conoscere e sostenere la creatività e la voce di tutte quelle artiste che rispondono alle esigenze dell’etichetta di contribuire a diffondere la cultura dell’inclusione con il progetto Lady Day.
Inoltre darà spazio ad artiste dai generi e dalle sonorità più svariate, dal pop all’elettronica, la canzone d’autore e la sperimentazione, dalla poesia sonora alla lirica e alla musica strumentale, dal Rock al Punk. Dando spazio all’estro creativo delle artiste senza alcuna limitazione.
Valorizzare artiste emergenti o affermate che condividono questi valori e che siano disposte a utilizzare la loro musica come strumento per promuovere il cambiamento sociale.
Anche una parte del ricavato delle vendite dell’etichetta va alla formazione di nuove Borse lavoro che permettono la costruzione di percorsi personalizzati e remunerati di reinserimento lavorativo per donne seguite dai servizi sociali, o costituiscono un aiuto concreto per donne in difficoltà economiche. L’ acquisizione di strumenti e competenze tangibili, spendibili nel mercato del lavoro è, da sempre, un imperativo kantiano del vostro progetto?
Certo, in ogni creazione Lady Day, evento o pubblicazione o qualsiasi altra iniziativa, una parte del ricavato, è destinato per la formazione di borse lavoro.
L'acquisizione di strumenti e competenze tangibili per donne in difficoltà è un aspetto fondamentale del progetto Lady Day. L'obiettivo è quello di fornire loro gli strumenti necessari, con l’aiuto dei Centri Antiviolenza e le Associazioni sparse per il territorio, per reintegrarsi nel mondo del lavoro.
L'idea è quella di fornire non solo sostegno emotivo, ma anche un sostegno per migliorare la loro vita e quella delle loro famiglie. In questo senso, l'acquisizione di competenze e strumenti spendibili nel mercato del lavoro è un passo importante verso l'autonomia e la realizzazione personale.
Il 2 novembre Lady Day e Because the night si incontrano sul palco del mare culturale urbano, che promuove la realizzazione di progetti ad impatto sociale. E’ un bel segnale che il vento sta- per certi versi- cambiando?
E’ sicuramente un bel segno! L'evento del 2 novembre al Mare Culturale Urbano rappresenta un'opportunità importante per tutti di raggiungere un pubblico di giovani e di sensibilizzare ulteriormente sulla tematica della violenza di genere.
Il fatto che il progetto Lady Day si incontri sul palco con Because The Night è anche un segno di come la cultura e la musica possano essere utilizzate come strumenti per promuovere cambiamento sociale e culturale.
Il Mare Culturale Urbano ci offre un contesto ideale per questo tipo di iniziativa. È un esempio di come la collaborazione tra diverse realtà possa portare a risultati positivi e si spera duraturi.
In generale, è sempre un buon segno quando si vedono iniziative diverse che si mettono assieme per promuovere la sensibilizzazione e la solidarietà verso temi importanti come la violenza di genere.
Speriamo che questo sia solo l'inizio di un percorso positivo e possibile.
Il trio acustico e elettrico, con il quale si esibirà il 5 ottobre sul palco di mare culturale urbano per l’apertura della 7^ stagione di Because the Night- La notte delle cantautrici; una vena da cantastorie militante, con la proposizione di racconti e canzoni in chiave acustica; la “musica in pronta consegna”-dediche, serenate, musica originale, direttamente nei salotti privati, “delivery”- gli eventi musicali interattivi, il musical d’autore, il mestiere e l’anima dell’interprete, con la riproposizione dei grandi classici della musica Italiana dagli anni ’30 agli anni ’80 e, dulcis in fundo, tre album di composizioni originali all’attivo. Tutto questo (e molto altro) popola il variegato universo artistico di Ilaria Pastore, non solo autrice di testi, musiche e progetti didattici, ma anche attrice (oltre che cantante, chitarrista e curatrice degli arrangiamenti vocali presenti nell’omonimo disco e portati poi dal vivo in teatro) in MODì - MUSICAL PER ANIME A COLORI (2012): Musical d’autore scritto da Gipo Gurrado.
Sul palco di mare culturale urbano presenterà, in trio, il suo ultimo album in studio, “Stato di grazia” (Maieutica Dischi, 2025), con incursioni nei due album precedenti, “Il faro, la tempesta, la quiete” (Tiktalik/ Rollover Production, 2016) e “Nel mio disordine” (TOTALLY UNNECESSARY RECORDS, 2010).
Laureata al Conservatorio di Milano in Composizione ed Arrangiamento nel dipartimento di Popular Music, Ilaria Pastore si esibisce nel territorio nazionale e in Europa, toccando il Messico. Negli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti, nell’ambito di concorsi dedicati alla musica d’autore: Nuova Musica Italiana (premiata da Mogol),Premio Poggio Bustone, Liberi Gruppi di Radio Popolare.
Vince il Premio "Testi Opera Prima”, assegnato dal MEI di Faenza e dal Festival Internazionale della Poesia di Genova. Il brano “Ora”, singolo estratto dal
primo album, si è aggiudicato la Targa “Un Certain Regard”come migliore esibizione all’Edizione 2013 di Musicultura.
L’ultimo lavoro in studio, “Stato di Grazia”- un universo sonoro che viaggia tra elettronica, rock e ambienti acustici, sorretto da una forte cifra autoriale- regala anche una insolita e suggestiva rilettura di “Fotoromanza” di Gianna Nannini.
Non poteva esserci inizio migliore per la settima stagione di Because the Night. La notte delle cantautrici.
Dal 2019 ad oggi- spiega Marian Trapassi, ideatrice e Direttrice della rassegna- -l’intento è stato quello di porre l’attenzione su una proposta musicale di qualità, grazie al coinvolgimento di cantautrici spesso poco presenti nelle scene musicali ufficiali e che, complice il fatto di muoversi in circuiti indipendenti, mantengono la libertà creativa che permette loro di avventurarsi su sentieri artistici originali e poco battuti.
Siamo felici che il nostro format, con la sua peculiare identità, da quest’anno sia inserito nel fitto palinsesto di attività culturali e sociali di mare culturale urbano, con il quale condividiamo lo spirito di sperimentazione artistica e di rigenerazione culturale.
In questa direzione si muove anche la scelta, per l’avvio della settima stagione della rassegna, della ricercata eleganza di Ilaria Pastore, sperimentatrice inesausta della voce e frequentatrice- in punta di piedi- di diverse forme d’arte. Il suo nome si unisce a quello di alcune tra le “voci” (in senso lato) contemporanee più apprezzate dagli addetti ai lavori(tra le quali Cristina Donà, Giulia Mei, Patrizia Cirulli, Erica Boschiero, Beatrice Campisi, Francesca Incudine, Roberta Usardi, Marta De Lluvia, Claudia Cantisani), che hanno contribuito alla longevità e alla forza della rassegna.
Appuntamento domenica 5 ottobre, alle ore 19.00, sul palco del mare culturale urbano (via Quinto Cenni 11, Milano) con “Ilaria Pastore acoustic § Electric trio”.
Ilaria, lei ha ben tre album di brani originali all’attivo. Come descriverebbe il suo percorso? Quanto è cambiata, artisticamente, dall’esordio con“Nel mio disordine” (TOTALLY UNNECESSARY RECORDS, 2010)?
Descrivere il mio percorso significa parlare dell’intreccio tra canzoni e vita, mestiere e passione. Pur rimanendo in ambito narrativo d’autore, sento di essere cambiata molto, soprattutto nel modo di vivere la mia musica: oggi ho un rapporto sano col fare canzoni, non più legato all’approvazione esterna, ma piuttosto ad un rapporto vivo con me stessa. Scrivere per se stessi o per altri, collaborare, mettere in discussione un’idea, è un procedimento che costa moltissimo ad ogni autore: scaviamo nel contenuto musicale, letterario ed emotivo e ogni volta che pensiamo di aver trovato qualcosa nel sottosuolo o ci accorgiamo che è un falso oppure sappiamo di aver trovato un pezzo unico.
Vuole parlarci della gestazione del suo ultimo album in studio, “Stato di grazia” (Maieutica Dischi, 2025)?
E’ stata una gestazione lunga, partita nel periodo del Covid, dove mi sono ritrovata a gestire, come molti, una situazione di vita difficilissima. Le canzoni erano per me un appiglio concreto in un frangente dove ogni cosa sembrava sfuggire dalle mani, soprattutto il senso del domani. In quegli anni ero nel bel mezzo del mio percorso di studi in Conservatorio e ho utilizzato la necessità di portare a termine degli obiettivi come studentessa per potermi esprimere artisticamente.
Portare alla luce questi brani è stato un lavoro lungo, fatto di istinto ed enormi ripensamenti, elucubrazioni e momenti di improvvisazione. “Stato di grazia” si è rivelato un lungo viaggio che mi ha permesso di mettere in campo nuovi punti di vista e abbracciare con decisione il desiderio di raccontare e creare connessione con gli stati d’animo di chi ascolta, elemento che è alla base di tutto ciò che faccio. Brano dopo brano ho cercato di lavorare al mondo sonoro e ai testi e in un modo nuovo, più sincero e ragionato rispetto alle opportunità narrative incredibili che ci dona la nostra lingua e alla volontà di suscitare immagini concrete nella mente.
C’è stata prima una corposa fase di scrittura degli arrangiamenti che ho curato personalmente, dalla prima all’ultima nota. Un momento dedicato alla pre-produzione e un ricercato lavoro di indagine sonora attraverso l’utilizzo dell’elettronica e dei synth con Niccolò Ferrari, fonico, musicista e sound designer incredibile che ha inoltre registrato, mixato e masterizzato l’intero album.
I musicisti con cui ho avuto l’onore di condividere questo importante lavoro sono: Fabio Gianni al pianoforte, Eusebio Getulio al basso e contrabbasso, Antonio Fusco alla batteria e Mattia Boschi al Violoncello. Io e Niccolò ci siamo occupati di chitarre acustiche ed elettriche. Un gruppo di lavoro pazzesco che mi ha supportata instancabilmente nelle varie fasi, insieme a Maieutica Dischi.
Come mai ha scelto di inserire nell’album una rilettura di “Fotoromanza” di Gianna Nannini?
Uno degli elementi di ispirazione per andare verso il nuovo album è stata la stesura della tesi per la mia laurea in Composizione ed Arrangiamento Pop Rock al Conservatorio Verdi di Milano. La mia tesi si è basata proprio sulla musica d’autore e sulla possibilità di rendere potente e chiaro un testo letterario, attraverso una determinata scelta di arrangiamento. Ovviamente ho composto brani originali, tramite i quali ho tentato di rendere di tutti qualcosa di mio. Diverso è stato invece tentare di rendere personale qualcosa che appartiene già a tutti come “Fotoromanza” che, essendo davvero un must italiano degli anni 80, è radicato in noi così come è stato concepito. A mio parere la potenza di questo testo incredibile scritto a regola d’arte, veniva in qualche modo attutita dall’arrangiamento assolutamente coerente con il Sound di quegli anni: il mio desiderio è stato quello di lavorare sul mondo sonoro e interpretativo cercando una strada nuova che potesse dare nuove possibilità alle parole. Un omaggio agli anni '80, anni in cui sono nata, e alla grande Gianna, unica nel suo genere, in ambito autorale, in Italia.
A proposito di “Nel mio disordine”, Fabrizio Zampighi scrisse, per Sentireascoltare:
Una Cristina Donà jazz, la Consoli più elegante, il folk bucolico dell’ultimo Moltheni. Ilaria Pastore sta esattamente in mezzo(…) Cosa pensa di questi accostamenti?
Rileggere questo commento adesso, dopo tanti anni, mi restituisce un brivido enorme! Un onore per me essere accostata a questi nomi, tutti e tre importantissimi nella mia vita. Perché, ci tengo a sottolinearlo, le canzoni (le loro poi in modo particolare) hanno avuto ed hanno un grande impatto nella mia esistenza al di là dell’essere musicista. Anche quando non immaginavo minimamente che avrei fatto questo lavoro, le canzoni hanno sempre accompagnato tutte le mie giornate e in alcuni casi mi hanno addirittura suggerito quale strada prendere. Leggere il mio nome accanto a quello di tre tra gli artisti così peculiari mi emoziona moltissimo, mi lusinga e riempie di gratitudine.
Un certo minimalismo sembra essere una delle sue cifre peculiari…come si impara a lavorare per sottrazione?
Non posso dire di averlo imparato. Posso dire di aver cercato, nel tempo, di passare dal voler dire tutto, all’ascoltare meglio. Io credo profondamente nella necessità di dare spazio alle parole come se le lettere stesse venissero trapassate dalla musica. Questo modo di vedere, probabilmente, mi restituisce una modalità “minimal” o comunque il desiderio di rendere visibile ogni strato del brano, quasi a non avere segreti con chi ascolta.
All’attività di cantautrice affianca la dimensione didattica… qual è l’insegnamento più bello che i suoi allievi le hanno regalato?
L’insegnamento più grande è legato al privilegio di poter interagire con neonati e bambini attraverso la voce cantata, potendo assistere a reazioni ed interazioni incredibili. Quello che ho capito attraverso i miei percorsi didattici e le persone che li frequentano è sicuramente questo: il canto ha una forte valenza sociale. Cantare insieme è un modalità di condivisione unica al mondo che sprigiona, a qualunque età, una vitalità, un’ampiezza interiore, una forma di reciproco nutrimento, che possono diventare strumenti per stare bene.
Vuole parlarci della sua collaborazione con Luca Chieregato, regista, cantastorie e scrittore per Mondadori?
Con Luca collaboro con enorme gioia da tanti anni: uno scrittore, cantastorie, unico nel suo genere. Ho scritto diverse musiche originali per le sue fiabe e ci siamo esibiti in tantissimi contesti attraverso progetti di racconto in musica. Da poco abbiamo dato vita ad un mini - musical dal titolo “Da dove arriva la musica?” dove, attraverso cinque leggende scritte da Luca e musicate da me, raccontiamo la nostra versione dei fatti rispetto all’arrivo della musica nel mondo. In tutto questo voglio raccontare che Luca, tra l’altro, è un cantante incredibile!
Prossimamente sarà ospite della rassegna “Because the night”, ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi, con la finalità di accendere un faro sul cantautorato indipendente al femminile. Ritiene che ci sia ancora bisogno di queste manifestazioni per colmare il gender gap nella musica?
Il gender gap esiste, è un fatto, non è un capriccio. Esiste nella musica, esiste in tantissimi ambiti. La parità dei diritti è ancora lontana e io credo che sia davvero importante, più che parlarne, esserci. Esserci in termini pratici, s’intende, e indipendentemente dal genere al quale ci sentiamo di appartenere. Ogni tentativo di divulgazione culturale, soprattutto in questo momento storico, merita attenzione, merita l’uscire di casa e andare a vedere, a sentire, capire.
Quale tra i riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera la rende più orgogliosa?
Questa è una domanda difficile. Ho ricevuto tanti riconoscimenti e non ne ho ricevuto nessuno: questa è la bilancia che oscilla dentro il petto di chi vive da artista. (Sorride, N.d.R.)
Il tratto prevalente del suo carattere?
Il…Capricorno! (Ride, N.d.R.)
Non saprei…forse una spiccata sensibilità. Non ho ancora capito se è un pregio o un difetto, ma sicuramente mi accompagna costantemente.
Il suo preferito tra i grandi classici della musica Italiana dagli anni ’30 agli anni ’80, che ha riproposto con il TUDìP ENSEMBLE ?
“L’Illogica Allegria” di Giorgio Gaber. Quella canzone, quelle parole, la musica che suscita il profumo di quella giornata.
Nella sua musica ci sono anche suggestioni letterarie e/o filmiche?
Diciamo che amo lavorare alla creazione di veri e propri personaggi. Me li immagino proprio fisicamente, nei movimenti e nelle espressioni, vestiti compresi.
In ogni mio album è presente un/una protagonista con nome proprio di cui racconto la storia. Nel primo album “Nel mio Disordine” c’è Céu l’equilibrista. Nel secondo “Il faro, la tempesta, la quiete” c’è Jole, personaggio femminile che dialoga allo specchio. E nell’ultimo c’è “Renè” con la sua voglia di vivere, che troviamo nel brano “Via Verdi”.
Vale come film?
Il libro che ha sul comodino?
“L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza. Sto cercando il coraggio di lasciarlo entrare.

Nerospinto ha ascoltato in anteprima l'album "Fusion" del duo francese Pat and Co, in uscita domani su etichetta La Stanza Nascosta Records.
Milano Wellness Week 2025: una settimana di energia, benessere e connessione
Dal 6 al 12 ottobre 2025 Milano torna a trasformarsi in un grande laboratorio a cielo aperto dedicato al benessere fisico, mentale e relazionale con la seconda edizione della Milano Wellness Week by CIAOMONDO, patrocinata dal Comune di Milano e da Milano4mentalhealth.
Dopo il successo della prima edizione, la città ospiterà oltre 120 eventi gratuiti, diffusi tra spazi culturali, scuole, studi indipendenti e hub creativi. Un calendario ricchissimo che spazia da pratiche di yoga, meditazione e sound healing fino a workshop, esperienze artistiche, incontri conviviali e momenti di riflessione sul rapporto con il cibo e la sostenibilità.
Il tema 2025: “Energia”
L’edizione di quest’anno ruota attorno al tema Energia, intesa come forza vitale che ci attraversa ogni giorno: individuale e collettiva, fisica ed emotiva. «L’energia è il filo invisibile che ci unisce, il movimento che ci spinge, l’emozione che ci travolge, il respiro che ci circonda», spiega Licia Florio, ideatrice del progetto.
Le novità: un magazine da portare con sé
Main sponsor dell’edizione è UniSalute, che lancia Energia: un magazine tascabile di 100 pagine che sostituisce simbolicamente lo smartphone. Con copertina specchiata, illustrazioni e testi ispirazionali, diventa un compagno di viaggio da consultare per ritrovare equilibrio, disconnessione e presenza.
Gli appuntamenti da non perdere
Il programma, capillare e variegato, attraversa la città intera, coinvolgendo grandi brand, artisti e spazi indipendenti. Tra gli highlights:
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Lunedì 6 ottobre: inaugurazione a Ecosistema con la colazione firmata dallo chef Luigi Cassago, tra tiramisù classico e vegano e specialty coffee.
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Martedì 7 ottobre: Philippe Model Paris apre il suo showroom per pratiche trasformative di Gong Bath e Yoga con sound healing.
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Mercoledì 8 ottobre: il talk Healthyish di Natural Style con Luca Dini, Filippa Lagerback e lo chef Cassago, per riflettere su stili di vita più flessibili e sostenibili.
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Venerdì 10 ottobre, in occasione della Giornata Internazionale della Salute Mentale, Riviera ospita una composizione sonora immersiva di Matteo Ceccarini per favorire rilassamento e leggerezza interiore. In serata, la Mindful Dinner di Cortilia con Maria Waag e lo chef Cassago trasforma la cucina in pratica meditativa.
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Sabato 11 ottobre: talk sulla mindfulness digitale a 21 House of Stories, market sostenibile Artetica Pop-Up e pratiche CIAOMONDO sui Navigli.
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Domenica 12 ottobre: chiusura con la Pasta Therapy di Giulia di My Fair Pasta e una sessione di HIIT e Organic Yoga a 21 House of Stories.
Accanto agli appuntamenti centrali, un’intera rete di scuole e studi indipendenti — da Aura Yoga a Lo Studio Bianco, da Noï a Spazio Garibaldi 77 — aprirà le porte per offrire pratiche gratuite di yoga, pilates, breathwork e training innovativi.
Milano capitale del benessere
Con la Milano Wellness Week 2025, la città si conferma un polo di innovazione e sperimentazione nel campo del benessere, offrendo ai cittadini spazi di ascolto, libertà e autenticità. Un invito a rallentare, riconnettersi e nutrire l’energia vitale che ci lega.
? Il programma completo e le modalità di partecipazione sono disponibili su: wellnessweek.ciaomondo.world
Domenica 19 ottobre, all’interno della stagione autunnale della Primavera di Baggio, Storie d’ Autunno, si è svolta, all’interno dello Studio Ribelli (Via delle Forze Armate 395) “I Fiori di Baggio”, una maratona dei giovani pianisti della scuola Larionova/Cabassi.
Con la stagione 2025 della Primavera di Baggio,”Storie d’autunno”, si svolge l’ultima fase del progetto biennale “STORIE DI BAGGIO - Musica tra passato, presente e futuro”, che ha preso avvio nel maggio 2024, con il contributo di Fondazione di Comunità Milano.
Timelapse della pluripremiata pianista e compositrice Daniela Mastrandrea raccoglie nove composizioni originali, nate per omaggiare la flautista Antonella Benatti, che affianca l’autrice nelle esecuzioni.
Dal 24 settembre è su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica il singolo “Costa Paradiso” del duo PAT AND CO.
Il brano è una produzione La Stanza Nascosta Records di Salvatore Papotto, che ha curato anche gli arrangiamenti, il missaggio e il mastering.
Composto dal duo PAT AND CO (musica di Claude Lai e testo di Patricia Guilmard), il singolo innesta su una base soul suggestioni lounge.
Nata a Pointe-Noire, in Congo, e cresciuta in Francia Patricia Guilmard canta da sempre. Ai corsi di commedia musicale (canto, recitazione e teatro) in Svizzera, culminati in cinque rappresentazioni pubbliche nel 2007, segue una pausa dedicata alla maternità. Il ritorno sulle scene musicali avviene nel 2012-2013, grazie a jam e incontri decisivi. Nel 2019 Patricia fonda con il marito Claude Lai, diplomato in Pianoforte e sperimentatore dell’arte del campionamento o sampling, il duo PAT AND CO.
Il “CO” riflette l’apertura alle collaborazioni artistiche e la potenziale versatilità della line up.
Figlio della black music e alfiere di una contaminazione onnivora, che combina afrobeat, contemporary R&B, electro funk futurista, reggae, revival e avanguardia, PAT AND CO ha costruito un universo sonoro che è una sorta di classico moderno. In equilibrio tra passato e futuro, per meglio comprendere il presente, PAT AND CO- composizioni in francese, inglese e italiano- danza sul filo del trip-hop con continui, benefici sconfinamenti.
Impronta jazzy e spericolate digressioni sonore- dal tango al rock- assecondano le sinuose divagazioni vocali di Patricia e la sacralità del suo canto, viscerale e virtuosistico insieme.
Ad una intensa attività live in Francia, Svizzera e Sardegna fa seguito la pubblicazione del primo album in studio del duo, “Fusion”, anticipato dal singolo “Costa Paradiso”, su etichetta La Stanza Nascosta Records.
Sabato 18 ottobre, ore 18.00, presso la Chiesa Vecchia di Baggio (Via Ceriani, 3) il virtuoso del fingerstyle Antonello Fiamma- collaborazioni con alcuni tra i maggiori chitarristi del panorama internazionale della chitarra fingerstyle (tra gli altri Maneli Jamal, Trevor Gordon Hall, Andrea Valeri, Luca Francioso)- propone la sua personale esplorazione delle possibilità sonore della chitarra, confluita nel progetto GuitarLandscapes: trascrizioni dei brani classici e composizioni originali per un concerto all’insegna della contaminazione.
<<A proposito dei concerti principali- spiega la Direttrice Artistica Tatiana Larionova- c’è da dire che quest’anno abbiamo voluto introdurre degli elementi di novità: il concerto di Antonello Fiamma, ad esempio, non è strettamente classico, è una sorta di grande contaminazione. Antonello è un ottimo chitarrista ed impiega la particolare tecnica del “finger style”, che consente di superare i limiti della chitarra; eseguirà sia trascrizioni dei brani classici che sue composizioni originali, mescolando generi diversi, dal jazz al funky.>>
Nerospinto ha incontrato il chitarrista, compositore e docente Antonello Fiamma, che sembra custodire un'intera orchestra fra le corde della sua chitarra. Innamorato della musica, rigoroso ed eclettico, in perenne ricerca stilistica e tecnica.
E con un libro insospettabile sul comodino.
Arianna Lepre incontra i lettori e firma le copie di “Diario dal deserto”sabato 27 settembre, alle ore 18.30, presso Dàngolo, la saletta esclusiva adiacente al Dàn Kafe di Cecina, autentica mecca dell’enogastronomia e della cultura presente, dal 2011, nella prestigiosa guida del Gambero Rosso.
Venerdì 17 ottobre, ore 20.45, presso la Chiesa Vecchia di Baggio (Via Ceriani, 3) appuntamento con “A Capriccio”, il concerto per violino solo di Igor Riva, primo violino dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, che eseguirà tutti i 24 Capricci di Paganini.
I 24 Capricci per violino solo vengono considerati tuttora un’opera imprescindibile della letteratura violinistica, una summa di tecnica e virtuosismo che richiamò l’attenzione di musicisti quali Schumann, che per primo ne curò la trascrizione per pianoforte, e Listz, che lì definì “di rara freschezza e leggerezza”.
<<Il concerto di Igor Riva “A Capriccio”-spiega la Direttrice artistica Tatiana Larionova- rappresenta per noi una novità, trattandosi di un concerto interamente dedicato al violino solo, tra l’altro con un programma estremamente interessante: verranno eseguiti tutti i 24 Capricci di Paganini.>>
Igor Riva
Bio:
http://concertodautunno-cur.blogspot.com/2014/10/igor-riva-violino.html
Il Progetto
Con la stagione 2025 della Primavera di Baggio,”Storie d’autunno”,si svolge l’ultima fase del progetto biennale “STORIE DI BAGGIO - Musica tra passato, presente e futuro”, che ha preso avvio nel maggio 2024, con il contributo di Fondazione di Comunità Milano.
Il progetto nasce dalla valorizzazione dell’esperienza maturata dal “Festival Primavera di Baggio”, una rassegna musicale che nel corso degli anni ha coinvolto un pubblico sempre più numeroso, proponendo programmi di alto valore artistico ad ingresso libero.
Direttore Artistico della stagione concertistica "Primavera di Baggio”- da lui fondata con la moglie, la pianista russa Tatiana Larionova, con la finalità di una valorizzazione della grande musica come collante di una comunità e forma di espressione collettiva- è il pianista Davide Cabassi.
Il progetto è realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano, che sostiene interventi di utilità sociale per oltre 2 milioni di cittadine e cittadini di Milano e di 56 Comuni delle aree Sud Ovest, Sud Est, Adda Martesana della Città Metropolitana, e fa parte del network di 16 Fondazioni territoriali costituite da Fondazione Cariplo.
Il progetto“STORIE DI BAGGIO - Musica tra passato, presente e futuro”si è sviluppato in un percorso biennale attraverso eventi legati alla memoria storica, al rafforzamento della rete associativa, alla sensibilizzazione per il restauro dell’Organo e della Chiesa Vecchia (il luogo più centrale e simbolico di Baggio), con l’obiettivo di coinvolgere attivamente le giovani generazioni. Comunità e individui sono strettamente connessi, la partecipazione ad attività culturali e musicali favorisce il superamento delle disuguaglianze e sostiene il benessere collettivo.
PDB SUI SOCIAL
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https://www.instagram.com/primaveradibaggio/
SITO UFFICIALE:

Il Concept Store art&design24 di 24 ORE Cultura, nel cuore pulsante della Stazione Centrale di Milano (livello binari), continua anche nel 2025 il suo viaggio tra cultura, creatività e design.
Ogni mese, lo spazio si trasforma in un luogo da vivere: libri che prendono voce attraverso i loro autori, laboratori che danno nuova vita agli oggetti, fiori che diventano arte, esperienze fashion riservate e momenti di lettura animata che accendono la fantasia dei più piccoli. Da luglio, ogni mese, fino a dicembre, art&designd24 ospiterà artigiani della ceramica, flower designers, presentazioni di libri per adulti e bambini.
Non solo uno store, ma un punto d’incontro dove la curiosità incontra l’ispirazione.

Settembre: il ritmo della moda
Dal 23 al 29 settembre, in piena Settimana della Moda di Milano, art&design24 accoglie un evento che celebra colore, leggerezza e innovazione:
COLORFUL SHOES – Le scarpe di Melissa in esclusiva per a&d24
Melissa, brand brasiliano amato in tutto il mondo per le sue calzature in plastica riciclabile al 100%, porta a Milano un’anteprima assoluta: il nuovo colore delle iconiche ballerine Campana, create dai visionari Fratelli Campana. Un modello che non è solo scarpa, ma manifesto di design e stile, capace di unire comfort, estetica e responsabilità ambientale.
I Fratelli Campana
Humberto e Fernando Campana hanno portato il cuore del Brasile nel mondo del design. Con il loro Studio Campana hanno trasformato materiali poveri in oggetti poetici e sorprendenti, capaci di emozionare e ispirare. Le loro creazioni, come le sedie Favela e Vermelha, oggi vivono nei musei più importanti del mondo.
La collaborazione con Melissa ha dato vita alle celebri ballerine Campana, un incontro tra arte, moda e sostenibilità. Dopo la scomparsa di Fernando nel 2022, Humberto continua a custodire e far crescere quella visione fatta di coraggio creativo e bellezza senza tempo.
La vetrina
Solo due luoghi fisici in Italia ospiteranno questa esclusiva: art&design24 e laRinascente. Una doppia vetrina che rende ancora più speciale la presentazione, trasformandola in una celebrazione del legame tra moda e design.
All’interno dello store, le ballerine dialogheranno con altri oggetti di design, in un allestimento pensato per creare emozione e sorpresa. E non finisce qui: durante tutta la settimana saranno presentate altre esclusive firmate Melissa, in un percorso che invita a scoprire, provare e lasciarsi ispirare.
Chi è Melissa
Fondata in Brasile nel 1979, Melissa rappresenta l’incontro tra moda, arte e design. Il brand è conosciuto in tutto il mondo per le sue calzature in PVC riciclabile al 100% e sostenibile, le celebri “jelly shoes”, comode, eco-friendly e cruelty-free. Icona di stile innovativo, Melissa continua a distinguersi per il suo design unico e responsabile.
Per approfondire il brand > https://melissashoeseurope.com/en
Si è conclusa con grande successo di pubblico la mini rassegna Cinema in spiaggia: due serate di cinema presso la Spiaggia Libera adiacente Bar Ponticello (Rivabella, Gallipoli), il 21 e 22 agosto 2025, presentate da Ombra Sociale, il primo progetto innovativo e replicabile per spiagge inclusive e accessibili (selezionato tra i contributi progettuali, teorici e multimediali della Biennale di Architettura di Venezia 2025), con la collaborazione di Aps Partyvolontario, CineMare Puglia ed EventiAvanti.
Il luogo delle proiezioni è stato una delle spiagge libere più suggestive della costa ionica del Salento: acque cristalline e sabbia bianca finissima.
Le proiezioni filmiche sono state precedute da un incontro, durante il quale è stato presentato Ombra Sociale- con intervento di Angelo Guerrieri, uno dei soci fondatori del progetto.
Durante le due serate hanno relazionato :
la Prof.ssa Lucia Fanini Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali (Università del Salento)
e il Prof. Pasquale Russo, geologo collaboratore del DISTAR (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse, Università degli Studi Di Napoli Federico II).
Lucia Fanini dal 2003 studia le spiagge sabbiose come ecosistemi, con collaborazioni internazionali ma rimanendo legata al Mediterraneo, che è il mare dove è cresciuta.
Il Prof. Pasquale Russo ha affrontato temi di geologia e geomorfologia marina.
Spazio anche a Coste360.it per la tutela e il monitoraggio delle coste italiane che, grazie alla nuova integrazione tecnologica rappresentata dalla piattaforma Coste360, è entrato a far parte del programma Copernicus; il progetto è oggi in grado di analizzare automaticamente l’evoluzione della linea di costa e la disponibilità effettiva di sabbia nei lotti balneari, migliorando la gestione del demanio marittimo in Italia.
Circa 100 i partecipanti alla prima serata (nonostante il forte vento), 200 alla seconda serata, a conferma del successo di un evento che ha combinato la storica tradizione del cinema itinerante con la filosofia dell’accessibilità propria del progetto: il mare come bene comune e non come privilegio di pochi, la spiaggia come spazio di libertà e diritti, dove è possibile anche la fruizione di una esperienza socio-culturale condivisa come quella del cinema.
Un passo importante nella direzione di un superamento dei limiti architettonici e di fruibilità del cinema: proiezioni filmiche gratuite e “vista mare” che rendono il cinema realmente accessibile a tutti, facendolo precedere da un importante momento divulgativo-promozionale sugli scopi di Ombra sociale e, più in generale, sulla possibilità di gestire l’ambiente in maniera equa e sostenibile.
CineMarePuglia (protagonista, quest’anno dell’estate pugliese con un’offerta filmica variegata), ha invitato ad assistere alle proiezioni in pieno comfort, mettendo a disposizione per le serate una serie di sedute gratuite.
In tanti hanno utilizzato asciugamani, stuoie e seggiole propri, a testimonianza della persistenza di tradizioni italiane che affondano le loro radici nel passato e che conoscono oggi una vivificazione, nel segno di una benefica nostalgia di spazi di aggregazione e socializzazione, propria degli anni del boom economico.
Parallelamente all’iniziativa Cinema in spiaggia, Ombra sociale ha lanciato, in collaborazione con Aps PartyVolontario e EventiAvanti, il Contest fotografico “Il mare è di tutti”.
La serata del 22 Agosto ha visto anche la proiezione degli scatti fotografici arrivati in finale.
Tra gli obiettivi del contest quello di puntare i riflettori sulla necessità di una sempre maggiore attenzione alla tematica del rispetto dell’ambiente.
La giuria, composta dai fotografi Luciano Soave , Maddalena Mori e Barbara Chiarini, dal responsabile di CineMarePuglia e da una rappresentanza di Ombra Sociale ed EventiAvanti, ha valutato più di 90 foto, provenienti da diverse località italiane- dal nord al sud- ed anche dall’estero.
Vincono, ex equo, il primo premio del Photo Contest Ombra Sociale "Tutti al Mare" di Lorenzo Zeuli (Busto Arsizio, Va) e "Il mare si fotografa sempre” di Aldo Bartimoro (Milano).
Il contest è stato l’occasione anche per un sentito omaggio a Gianni Berengo Gardin, maestro della fotografia di reportage e di indagine sociale,“artigiano instancabile del bianco e nero, testimone di quella veloce metamorfosi che a cavallo degli anni ‘50-‘70 cambiò l’Italia” (la definizione è di Filippo Ceccarelli, Repubblica).
La foto di Lorenzo Zeuli, se si eccettua l’utilizzo del colore, sembra per certi versi ricordare il racconto visivo di Gardin (in particolare viene in mente il celebre scatto di Gardin, Lido di Venezia 1959), la specificità e la potenza della sua narrazione, la sua “vera fotografia” (formula con cui era solito timbrare le sue stampe autografe, mai manipolate) che si fa testimonianza della società e dei fenomeni di costume.
Nessuna deriva passatista che resiste all’innovazione, ma la presa di coscienza- per dirla con la scrittrice Margaret Fairless Barber- che “guardare indietro è un po’ come rinnovare i propri occhi, risanarli. Renderli più adeguati alla loro funzione primaria, guardare avanti”.
La capacità di Ombra Sociale di tracciare una rotta nuova per il futuro, mediante l’ampio e diretto coinvolgimento dei beneficiari, in conformità con il Patto per l’Inclusione Sociale (PalS)- passa anche dalla valorizzazione dei semi, ancora presenti, di quel senso di comunità che è fatto di prossimità, contatto quotidiano, condivisione reale di una esperienza e recupero di certe ritualità rimandanti ad un bisogno di ritrovarsi che è per sempre.
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