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 Dal 21 ottobre al 4 novembre presso il teatro Elfo Puccini di Milano sarà possibile visitare la mostra fotografica BreakalegRitratti di scena della fotografa milanese Laila Pozzo.

 

Il progetto prende il nome dal motto inglese “Break a leg! Rompiti una gamba!”: una sorta di “In bocca al lupo” usato dai teatranti dei paesi anglosassoni.

Le opere sono frutto di un lungo lavoro di ricerca fotografica e costituiscono il racconto del fervente panorama teatrale cittadino.

 

Fotografare il teatro è difficile: ingabbiare in una piccola superficie la grandezza della scena e dei gesti risulta quasi impossibile. Per superare la mera documentazione è necessario osservare con profondità e scavare nell’animo dei protagonisti.

 

Attraverso sguardi e gesti misurati, i "ritratti di scena" di Laila Pozzo descrivono storie e relazioni tra i personaggi. Gli attori, non risultano ingabbiati nel scatto, ma si sentono liberi di dare nuova vita al personaggio che interpretano, giocando tra di loro e con l'obiettivo. La fotografa propone una serie di ritratti realizzati agli attori pochi istanti prima dell'atto finale, quando sta per avvenire la metamorfosi che li trasformerà in personaggi.

 

Per maggiori informazioni sul lavoro di Laila Pozzo

www.breakaleg.it

 

BREAKALEG RITRATTI DI SCENA 

fotografie di Laila Pozzo

 dal 21 ottobre al 4 novembre Teatro Elfo Puccini – Milano

Evento inserito nell’ambito di Photofestival 2015

INGRESSO LIBERO

 

La mostra sarà aperta negli orari di apertura del teatro.

TEATRO ELFO PUCCINI corso Buenos Aires 33, Milano tel. 02/0066.06.06 www.elfo.org

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La Galleria Guido Costa Projects di Torino ospiterà fino al 31 ottobre 2015 un’incredibile retrospettiva dedicata al lavoro di Nan Goldin, una delle più grandi fotografe donne universalmente note.

L’identità di una persona è qualcosa di strettamente connesso alla sua vita personale, alle esperienze che hanno segnato la sua storia, ai drammi subiti e al modo che ognuno di noi trova di sopravvivere al mondo e Nan Golgin è una che di storie da raccontare ne ha parecchie.

Artista statunitense, fotografa contemporanea per la precisione, nasce nel 1953 e passa la sua adolescenza a Boston, dove si forma alla School of The Museum of Fine Arts. Fin da subito capisce che non esiste alcuna distinzione tra vita e arte, poiché l’una diventa necessaria per la completa realizzazione dell’altra.

La sua fotografia nasce quindi come un vero e proprio diario quotidiano in pubblico e questa tipologia di rappresentazione del mondo l’accompagnerà tutta la vita. Verso la fine degli anni ’70, al Mudd Club diNew York, la Goldin inizia a esporre le sue opere, accompagnate da una colonna sonora punk, Ballad of Sexual Dependency, e la sua arte inizia sempre più a definire i contorni di quella figura che diverrà poi una delle icone delle fotografia contemporanea.

Considerata una dei Five of Boston, il suo stile è paragonabile a quello di Terry Richardson o Wolfang Tillmans e riesce a far emergere il lato più nascosto e trasgressivo della città di New York. Sceglie di esporre se stessa tanto quanto i suoi amici come parte di un ricordo vivo e tangibile, come si evince nel celebre “Autoritratto un mese dopo essere stata picchiata”, che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.

Gli anni ’80, si sa, negli Stati Uniti sono stati un periodo scottante, sia per quanto riguarda le contestazioni giovanili, che segnarono a pieno la “generazione difficile” dell’artista, ma anche per la diffusione inarrestabile dell’AIDS che portò Nan Goldin a realizzare il profondo potere della fotografia, legato alla capacità di mostrare il cambiamento delle persone, ma anche al doloroso ricordo di tutti coloro che aveva perso. Tuttavia, questo non le impedisce di organizzare nel 1989 la prima grande mostra fotografica sull’AIDS del mondo.

La storia di una donna che ha saputo fare della sua vita una vera e propria arte, che ha vinto la scommessa con la discriminazione di genere, facendo volare il suo nome sulle vette più alte della fotografia mondiale.

La mostra di Torino raccoglie moltissime delle sue opere, partendo dai primi anni della sua vita artistica, fino ad arrivare alle foto scattate nel corso degli ultimi 30 anni. Molte immagini sono inedite e la scelta dei soggetti è strettamente legata al suo modo di vivere.

“Le sue immagini sono lo specchio di se stessa e del mondo in cui ha vissuto”, afferma la giornalista americana Lily Tillman, uno sguardo interiore che ha dato vita a un vero e proprio genere artistico, diventato un’icona per tutti gli amanti della fotografia, ma anche soltanto per chi abbia voglia di osservare il mondo con gli occhi di una persona diversa da sé.

nan goldin / nan goldin

2 luglio 2015 – 24 ottobre 2015 la galleria resterà chiusa dall’1 al 31 agosto

Guido Costa Projects – Via Mazzini 24, Torino

Orari di apertura: dal lunedì al sabato, dalle 15.00 alle 19.00

Per info: http://www.guidocostaprojects.com/

Adele Di Giovanni

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Aspettando l’uscita dell’ultimo capitolo della saga Hunger Games, la protagonista Jennifer Lawrence regala ai suoi fans una novità da prima pagina.

L’attrice, già vincitrice di un Oscar per "Un Gelido Inverno" nel 2011, sarà infatti il nuovo volto di Lady Dior, la linea di borse della nota casa di moda francese. Proprio come il suo alter ego Katniss Everdeen dei romanzi di Susan Collins, la Lawrence diventa testimonial di una campagna dedicata al grande pubblico, anche se in questo caso lo scopo non sarà quello di sconfiggere una dittatura, ma quello di essere la portavoce di migliaia di donne.

L’analogia è se non altro curiosa, soprattutto per i fan della saga che hanno già iniziato a guardare in rete i teaser del film, che uscirà nelle sale cinematografiche solo il prossimo novembre. Una bellezza acqua e sapone, dal trucco leggero ed elegante, che negli scatti di Dior sembra essere ancora più eterea.

La giovane attrice statunitense, si sa, ama vestire i panni dell’eroina, come dimostra il ruolo di Mystica, all’interno della saga X-Men che la portò alla fama internazionale. Questa volta però non ci saranno armature, né archi con frecce da scoccare, né tantomeno superpoteri, ma dovrà convincere e stupire tutti quanti con il suo unico asso nella manica: la sua semplicità.

Visti i precedenti volti della casa francese, la scelta di passare il testimone a questa “donna d’azione” ha lasciato perplessi molti amanti della storica eleganza di Marion Cotillard o della sofisticata raffinatezza di Mila Kunis. Eppure, come tutti noi abbiamo imparato a osservare, le sfide non spaventano di certo Jennifer Lawrence, che proprio come le sue protagoniste sul grande schermo, che abbiano o no i super poteri, riesce sempre a convincere con ogni sua interpretazione.

La grintosa Katniss Everdeen, la più misteriosa Mystica, la dolcissima Tyffany Maxwell, de “Il Lato Positivo” al fianco di Bradley Cooper, sono soltanto degli esempi di quello che una giovane donna come lei può raggiungere. Perché recitare non vuol dire fingere; recitare, come qualsiasi arte che si rispetti, è regalare un pezzetto della propria anima al pubblico, cambiare se stessi anche solo per un personaggio. Gli attori non interpretano qualcun altro, gli attori diventano qualcun altro.

Per questo quando vediamo il volto di Jennifer Lawrence firmato Dior, vedremo attraverso i suoi occhi ogni singola sfaccettatura di ogni sua singola interpretazione. Il suo carattere combattivo fuoriuscirà dallo sguardo etereo di quel cartellone pubblicitario, perchè un volto non è e non dev’essere soltanto un viso anonimo, come direbbe lo stesso Chrstian Dior: “il segreto della bellezza consiste nell’essere interessante, nessun tipo di bellezza può essere attraente senza essere interessante”.

Adele Di Giovanni

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Fino al 3 luglio 2015 sarà possibile visitare a Milano la mostra del fotografo Enzo dal Verme “Vous Connaissez Suzy Dupont?”, imperdibile viaggio suddiviso in tre tappe che caratterizzano il percorso fotografico dell'artista, a cura di Francesco Gattuso.

La mostra ospita immagini mai esposte prima, altre poco conosciute, un'anteprima del prossimo progetto ‘Procreatori’ e tutti gli scatti dell’esposizione ‘Ritratti In Silenzio’, recente successo presentato all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, dove la chiusura è stata rimandata per l'enorme affluenza di pubblico.

L’immagine che dà il titolo alla mostra è stata scattata a Rio De Janeiro e fa parte di una serie di fotografie realizzate da dal Verme in ogni parte del mondo. Anche quelle scattate a Parigi (per 15 anni seconda casa del fotografo) testimoniano l'enorme passione che l'artista nutre nell'immortalare piccoli dettagli e scene di vita quotidiana. Sono tutte composizioni dall'impostazione enunciativa immediata, così come i ritratti in mostra: un volto e un gesto.

Gli scatti sono stati realizzati puntando l’obiettivo “non sulle forme, ma sulla vita che le anima”. Per Enzo Dal Verme il fotografo e il soggetto del ritratto possono essere completamente diversi oppure la stessa identica cosa, a seconda dei punti di vista. Per questo l'artista ha deciso di adottare un approccio fuori dal comune per riuscire a scoprire tutte le emozioni che il silenzio può regalare, silenzio che si trasforma in mondo interiore e nascosto appartenente ai soggetti fotografati, molto più rilevante della semplice bellezza estetica dell’immagine.

In oltre 15 anni di lavoro Enzo Dal Verme ha ritratto innumerevoli celebrità tra cui Donatella Versace, Laetitia Casta, Marina Abramovic, Bianca Jagger, Wim Wenders; le sue fotografie sono state pubblicate sulle pagine di Vanity Fair, l’Uomo Vogue, The Times e numerose altre riviste. Oggi l'artista si dedica anche a workshop di successo dove concilia la sua immensa professionalità con un percorso di ricerca interiore personale.

INFO:

MOSTRA: “VousConnaissezSuzy Dupont?” di Enzo Dal Verme

DATE: 28 maggio - 3luglio 2015 / vernissage mercoledì 27 maggio ore 19-21 / finissage mercoledì 24 giugno ore 19-21

INDIRIZZO: Guendalina blabla, viale San Michele del Carso 10, 20144 Milano (MM Conciliazione)

ORARI: dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 oppure su appuntamento chiamando i numeri: 02 43511051 - 329/9388286

www.enzodalverme.com

L’Abbraccio del Kenya – locale progress through yoga”, la personale mostra fotografica del fotografo comasco Riccardo Monti che sarà protagonista nel nuovo spazio di design, sede dell'infopoint del Comune di Cernobbio, di fianco a Villa Bernasconi, dal 7 Giugno al 14 Giugno.

La mostra porta in scena il reportage fotografico realizzato da Ricky Monti in Kenya, nella zona intorno a Nairobi, nel mese di Aprile 2015 sul progetto "Africa Yoga Project", una organizzazione no-profit con base a Nairobi, Kenya.

Africa Yoga Project” è un progetto fondato nel 2007 da Paige Elenson, di NY e insegnante yoga, che ha deciso di lasciare il proprio lavoro e la propria città per spostarsi a Nairobi iniziando una nuova vita volta all’insegnamento dello Yoga.

A contatto con gli insegnanti, i membri delle loro famiglie e dei loro amici, il fotografo comasco è riuscito a catturare, con la sua macchina fotografica, istanti della loro vita quotidiana. Ogni immagine racconta e trasmette emozioni. Una ricchezza interiore e una voglia di vivere che solo l’obiettivo di una macchina fotografica riesce a catturare. Raccontare il progresso locale, in Kenya, attraverso i valori dello Yoga.

Cosa hai cercato di immortalare con la tua macchina fotografica? Il mio obiettivo di questo progetto fotografico era di cercare di comprendere prima e condividere poi con le fotografie come lo yoga sta aiutando concretamente la popolazione africana per il recupero psicofisico, la reintegrazione nella società di alcune realtà emarginate e, da non trascurare, la possibilità di offrire un beneficio economico localmente con gli insegnanti e tutto l'indotto creato per la realizzazione di infrastrutture.

Cosa ti è rimasto del tuo viaggio in Kenya? Dopo questo viaggio una parte del mio cuore è rimasta ancora in Kenya perché per me è stata una esperienza veramente unica. Ho vissuto a stretto contatto con la vera realtà di Nairobi cercando di annullare ogni mio pregiudizio e vivere a pieno ogni minuto. I primi giorni passati in Kenya ho ricevuto più abbracci che negli ultimi due anni, ecco da dove nasce il nome del progetto “L'abbraccio del Kenya”, insieme ai sorrisi e alla semplicità di tutte le persone incontrate.

L’avventura di Ricky Monti è un gesto di umanità nei confronti di una popolazione che vive ogni giorno disagi e difficoltà e che attraverso la pratica dello Yoga riesce a trovare un posto nel mondo. Le fotografie di Ricky Monti catturano attimi di intensa felicità, di forza interiore e di un grande spirito di sopravvivenza.

Portano nel mondo la filosofia di “Africa Yoga Project” che, oltre a creare posti di lavoro attraverso l’insegnamento di yoga, cerca di migliorare la vita di chi è coinvolto con notevoli benefici dal punto di vista fisico/mentale e talvolta salvando diverse situazioni molto difficili dovute alla droga o a gravi problemi famigliari. Parte del ricavato della vendita delle fotografie esposte alla mostra sarà devoluto all’organizzazione no – profit “Africa Yoga Project” per lo sviluppo di nuovi progetti in Africa.

Sara Biondi

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Anche quest'anno la Galleria Sozzani ospita le foto premiate al World Press Photo 2015. La selezione preparata per Amsterdam, inizia il suo viaggio proprio a Milano dal 2 al 31 maggio 2015 per poi spostarsi a Roma, Lucca, Bari e oltre 100 città sparse in tutto il mondo.

L'1 maggio è prevista l'inaugurazione dalle 15.00 alle 20.00, mentre il 14 maggio alle 18.30 è in programma un incontro con Mads Nissen, vincitore della 58^ edizione del concorso. Il fotografo del quotidiano svedese Politiken è stato premiato per lo scatto che raffigura Jon e Alex, una coppia gay in un momento intimo proprio a San Pietroburgo. L'immagine, pronta a diventare una icona, vuole essere una denuncia contro le condizioni di vita per la comunità LGBT, diventate ormai insostenibili in Russia.

I vincitori  delle 8 categorie sono stati selezionati tra 5.692 fotografi e i loro quasi 100.000 scatti! Gli ambiti premiati sono spot news, notizie generali, storie d'attualità, vita quotidiana, ritratti, natura, sport e lavori a lungo termine. La premiazione si è svolta nella capitale dei Paesi Bassi il 24 e 25 aprile, e tutte le fotografie vincitrici (oltre 40), le potete trovare qui ma il nostro invito è quello di approfittare di questa occasione ed emozionarvi dal vivo alla Galleria Sozzani.

INFO e CONTATTI World Press Photo 2015 Dal 1 maggio al 2 giugno 2015 tutti i giorni dalle ore 10.30 alle 19.30; mercoledì e giovedì, dalle ore 10.30 alle 21.00

Galleria Carla Sozzani Corso Como 10 – Milano Tel. 02.653531 – Fax 02.29004080

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 Traffic Gallery è felice di annunciare Terzo movimento in scala di Nero, doppia personale del duo Corpicrudi e dell'artista Mustafa Sabbagh, dal 15 Maggio al 30 Giugno.

Al rientro dall'importante esperienza americana a Los Angeles di Corpicrudi e al rientro dalla Masterclass presso il MAXXI di Roma da parte di Mustafa Sabbagh, gli artisti metteranno in scena negli spazi di Traffic Gallery un confronto-incontro incentrato sull'uso fotografico, installativo, performativo e musicale del concetto del Nero, vero e proprio denominatore comune tra le ricerche degli artisti. Si tratta di un viaggio simbolico tra passato e presente dove scultura, fotografia, musica e performance affrontano il perenne conflitto tra caducità e immortalità, sviluppando una dialettica ricca di citazioni, consce o inconsce, affrontate secondo i personali stili che caratterizzano la poetica e l'immaginario degli artisti.

CORPICRUDI Sinfonia in Nero

L’installazione Sinfonia in Nero si basa concettualmente su due citazioni e ai relativi rimandi: la scultura neoclassica di Bertel Thorvaldsen nell’eternità concessa dalla giovane dea greca Hebe che serviva il nettare dell’immortalità agli dei dell’Olimpo (1815), e la performance pianistica del 1962 di Arturo Benedetti Michelangeli che propone l’opera del noto compositore Fryderyk Chopin, con particolare omaggio alla caducità espressa nella Marcia Funebre del 1839. Le suggestioni musicali e visive si fondono negli scatti fotografici in piccole dimensioni realizzati in bianco e nero dove bianchi fiori, sebbene fotografati nel loro contesto naturale di vita, ricordano l’immaginario di una natura morta, suggestione ampliata dall’immagine capovolta proposta dagli artisti, a compiere un simbolico ribaltamento tra vita e morte. Le note della Sinfonia in Nero abitano un luogo di rimandi visivi e sonori dove eternità e caducità si incontrano quasi a compenetrarsi l’una nell’altra. I confini si fanno labili, il tempo si contrae e dilata in un unico respiro. La stessa divinità simbolo di immortalità sembra iniziare a sfaldare i suoi contorni. Il progetto comprende anche una sezione live in collaborazione con il coreografo Matteo Levaggi intitolata Preludio per una Sinfonia in Nero, dove lo stesso Levaggi, Samantha Stella e Sergio Frazzingaro di Corpicrudi sono in scena, con debutti nel 2014 al Teatro Elfo Puccini di Milano insieme alla band noise-rock The Death of Anna Karina (con estratti inseriti nel nuovo film Sexxx del regista Davide Ferrario), e all'Ace Museum di Los Angeles insieme alla band post-punk Von Haze (in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura e Concept Shows) in occasione della Los Angeles Fashion Week. Il video di Corpicrudi con l'intera pièce performata al Teatro Elfo Puccini nell'aprile 2014 viene presentato in anteprima a Bergamo in occasione di Terzo movimento in scala di Nero.

 

MUSTAFA SABBAGH Risen from the dead

Risen from the dead parla di morte tra passato e presente, parla di frammenti di vita bloccati in istanti dati - e come in toto la produzione dell’artista - parla e instaura automaticamente dialoghi nel tempo. Dialoghi espliciti e dialoghi accennati con i grandi pittori e scultori del Quattrocento, del Cinquecento, del Seicento, del Settecento, e dell’Ottocento. Sabbagh che viaggia e lavora in tutte le grandi capitali del mondo, geograficamente parlando, viaggia senza sosta anche nel tempo facendo risorgere in noi l’intera educazione visiva e visuale presente nei molteplici immaginari collettivi delle varie culture del globo. Dario da Pordenone, Michelangelo Buonarroti, Lorenzo Lotto, Giovanni Battista Moroni, Giuseppe Sanmartino ed infiniti ancora appaiono talvolta evidenti e al più accennati nelle elaborazioni fotografiche di Sabbagh dove l’uomo, soggetto e oggetto, viene protetto e coperto dalla testa ai piedi con neri oggetti feticcio della quotidianità, oppure lasciato quasi del tutto nudo ed inerme al suo destino di sofferenza interiore e fisica. La produzione fotografica di Risen from the dead in particolare punta al nero come metafora classicamente sensuale, e poi al bianco come momento chiarificatore e catartico; un nero contrastato, lucente, ammiccante, un nero che nasconde i corpi degli uomini ritratti creando una composizione sovrapposta e stratificata che modifica senza alterazioni di sostanza le figure e i profili umani; un bianco che avvolge e rimarca i confini tra ciò che misero perirà sotto la forza caduca del tempo e ciò che bloccato dall’istante atemporale dello scatto fotografico risorgerà per sempre negli occhi dello spettatore. Perché risorgere è un po’ come vivere in uno stato infinito di innamoramento alla vita, di innamoramento verso il prossimo, e di innamoramento verso la bellezza inanimata delle cose.

 

TRAFFIC GALLERY

in collaborazione con ARTDATE 2015

presenta

Terzo movimento in scala di Nero

di

   CORPICRUDI &  MUSTAFA SABBAGH 

a cura di

Roberto Ratti

 15 Maggio – 30 Giugno 2015 Opening Venerdì 15 Maggio 2015 orario 18:00-21:30

Traffic Gallery

Via S. Tomaso 92  Bergamo 035 0602882 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Dal 25 aprile al 17 Maggio 2015, la mostra fotografica The Mystic Circle sarà ospitata presso i Magazzini Criminali (Piazzale della Rosa, Sassuolo-MO). Il giorno dell’apertura alle ore 18, la fantastica presenza dell'artista Chiara Tubia. Ad intrattenere la serata il DJ Claudy-o e performance di Anna Kolesarova.

La mostra è costituita da 10 suggestive fotografie in scala 1:1 e dalle opere plastiche ritratte presenti nello spazio espositivo volte a sconfiggere il limite della finzione nella realtà esterna per andare oltre la bidimensionalità dell’opera.

L’idea di Chiara Tubia è quella di un percorso di liberazione della natura terrena verso stadi di elevazioni spirituali. L’immagine dell’artista, offerta come icona sacra di una religione polisemica, riassume ciascun credo e ciascuna confessione e riflette l’immagine di ogni essere creato.

Il ritmo lento di un percorso catartico scandito da continue e ripetute prese di coscienza, conduce l’osservatore a livelli sempre maggiori e più alti di consapevolezza della propria essenza, del proprio ruolo, del proprio valore.

Dall’incarnazione della materia alla trascendenza, l’artista ripercorre le tappe di un’ascesa che conduce, attraverso rituali purificatori, alla riscoperta dell’Io, come ricongiunzione dell’essere con la propria identità.

 

Chiara Tubia è un’artista e creativa eclettica e multidisciplinare.

Ha studiato belle arti, comunicazione visiva e moda. Si interessa di simbologia e fisica quantistica. Le sue creazioni sono infatti spesso ricche di paradossi e implicazioni filosofiche e mitologiche.

La sua attività professionale include progetti artistici e produzioni commerciali; combina vari mezzi espressivi e copre una vasta gamma di settori, passando da arte, illustrazione, design tessile, fotoritocco, scultura, pittura murale e make-up.

I suoi lavori vivono di un processo di creazione alchemico, attraverso visioni. Un’evoluzione del surrealismo che si manifesta attraverso forme spesso ironiche o irriverenti. La sua ricerca si indirizza verso un’arte concettuale, matematica, densa della vibrazione ermetica che la contiene.

 

The Mystic Circle

Evento realizzato con il patrocinio della Città di Sassuolo

presso MAGAZZINI CRIMINALI Associazione Culturale e Paggeria Arte

Piazzale della Rosa, Sassuolo

 

Inaugurazione: 25 aprile ore 18.00

Orari di apertura: sabato-domenica 16.00-19.00

Per maggiori informazioni

EmailQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/MagazziniCriminali

 

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Fino al 28 giugno 2015 sarà possibile ammirare la mostra a cura di Agnès de Gouvion Saint Cyr: “Brassaï. Pour l’amour de Paris”, a Milano presso il Palazzo Morando, Costume Moda Immagine.

 

La mostra di Brassaï racconta, attraverso fotografie originali, l'amore che ha legato uno dei protagonisti della storia della fotografia con la città che è stata la capitale culturale e artistica del Novecento, dando vita a immagini memorabili, capaci ancora oggi di catapultarci agli "anni folli" di Montparnasse.

 

Gyula Halász, conosciuto con lo pseudonimo di Brassaï, dal nome, Braşov, del paese della ragione della Transilvania in cui nasce nel 1899, si trasferisce a soli tre anni a Parigi, dove il padre è professore di letteratura all'Università della Sorbona.

 

Intraprende dapprima la carriera artistica studiando all'Accademia di Belle Arti di Budapest e poi a quella di Berlino, dove si reca nel 1920, dopo aver combattuto tra le fila dell'esercito austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1924 si trasferisce definitivamente a Parigi, dove l'incontro con il fotografo ungherese André Kertész lo convince a lasciare la professione di giornalista per dedicarsi alla fotografia.

 

Nascono allora le sue bellissime immagini della Parigi notturna, nelle quali coglie gli aspetti più insoliti della città, ancor più affascinante con le strade deserte, mentre nelle fotografie dei bistrot si agita la fremente vita del quartiere di Montparnasse, centro artistico e mondano della capitale, dove risiedono pittori e scrittori come Picasso, Dalì, Breton e Miller.

 

L'uscita del suo primo libro nel 1933, Paris de nuit, ne decreta subito il successo tanto che Miller conia per lui il soprannome di "occhio di Parigi". Le sue fotografie sanno cogliere con semplicità e franchezza la vita di tutti, dai bambini agli innamorati, dai nottambuli alle prostitute, dalla gente comune ai celebri artisti.

 

A corredo della rassegna milanese sono previsti seminari a Palazzo Morando e una retrospettiva cinematografica, proposta dall’Institut français Milano presso la propria sala cinema nella sede di Corso Magenta 63, con proiezioni a ingresso libero il 21 aprile 2015, alle ore 20:00.

 

Pour l’amour de Paris Fino al 28 giugno 2015 Palazzo Morando Via Sant'Andrea, 6

 

Orari

dal Martedì alla Domenica dalle 9.00 alle 13.00 - dalle ore 14.00 alle 17.30

Contatti

Tel. 02 884 48135 Fax 02 884 65736

Info

Visite guidate al Museo di Milano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 02 884 65735 / 64532

 

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Sabato 23 maggio nell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri da Parma, aprirà al pubblico il Museo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC), museo che conserva il più grande patrimonio culturale visivo e progettuale in Italia del Novecento. All'interno, in occasione dell'inaugurazione, si potranno trovare oltre 12 milioni di materiali divisi in cinque sezioni: Arte, con sculture e dipinti di ogni genere; Fotografia, Moda, suddivisa tra abiti, disegni, schizzi e riviste, Progetto, con disegni, maquettes e moltissimi oggetti e Media, in cui troviamo manifesti cinematografici, fumetti e disegni di satira e per illustrazioni.

Fondato da Arturo Carlo Quintavalle nel 1968dal 2007 il museo si trova all'interno dell'Abbazia di Valserena, comunemente chiamata "Certosa di Parma" e rappresenta qualcosa di nuovo ed unico in Italia. Uno spazio multifunzionale in cui un archivio, un museo e un centro di ricerca e di didattica si fondono in un'unica grande struttura in cui comunità scientifica, ricercatori e studenti daranno il loro valido supporto garantendone una crescita continua.

Il Museo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione pensa proprio a tutti organizzando progetti didattici per le scuole e aperture straordinarie con iniziative speciali. Inoltre, per non fare mancare niente agli ospiti, è stata allestita una foresteria in quelle che in passato erano le celle dei monaci, un ristorante - caffetteria per chi vuole fare una pausa durante la visita, e un bookshop dove si potranno acquistare i cataloghi delle mostre realizzate dallo CSAC dal 1969 ad oggi.

Apertura al pubblico da sabato 23 maggio 2015

ORARI:

mercoledì, giovedì, venerdì dalle 10 alle 14

sabato e domenica dalle 10 alle 19

INGRESSO:

€10 / riduzioni per gruppi, under 18, studenti, docenti e persone con disabilità / gratuito per bambini sotto i 12 anni 

INFO:

CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione - Abbazia di Valserena - strada Viazza di Paradigna, 1 Parma

tel. 0521 033652

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www.csacparma.it

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