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Non lasciamoci trarre in inganno dal nome: certo, è indubbio che per realizzare quanto proposto da Rob de Matt sia indispensabile quella vena di follia che soggiace a tutte le idee brillanti, ma è soprattutto la grande carica creativa a caratterizzare un risultato unico nel suo genere, il primo sistema di scrittura logografico.
Rob de Matt, nato dal connubio di menti fuori dal comune come Andrea, Antonio e Stefano, si basa sulla passione condivisa dei tre per il design e la grafica e sulla convinzione di poter realizzare qualcosa di realmente innovativo.
La volontà è quella di dare vita ad un progetto che non sia semplicemente originale, ma risponda ad esigenze di semplicità ed immediatezza pur mantenendo il proprio estro.
I primi esperimenti di sovrapposizione delle usuali lettere portano alla nascita del logo, risultato della combinazione dei grafemi che compongono ROB. Da qui l'impulso a ricombinare e plasmare attraverso nuove sperimentazioni non ammette limiti, sino alla creazione di un vero e proprio alfabeto alternativo, Font de Matt, il primo sistema di scrittura composto dal 626 logogrammi i quali, combinati tra loro, consentono di poter riprodurre per iscritto un vastissimo numero di parole.
La versatilità di questo nuovo tipo di scrittura è evidente sia nell'adattabilità dei segni nel riprodurre frasi in diverse lingue, quanto nella capacità dei logogrammi combinati in singole parole di porsi in come vigorosi veicoli di significati, attraverso un'estetica unica nel suo genere.
Per poter ammirare dal vivo il lavoro di Rob de Matt non mancate assolutamente all'appuntamento di stasera all'evento Chapeau!, organizzato da Modalità Demodé e Rosaspinto presso lo Spazio Giulio Romano, in occasione del quale i ragazzi si sono divertiti a creare una serie di poster ad hoc che rimarranno esposti nel corso della serata.
Per i più curiosi e per chi non potrà presenziare, rimando al seguente link dove potrete scoprire e apprezzare le creazioni basate su Font de Matt.
http://robdematt.wordpress.com/
Più che uno studio di Design, quello di Amoenus, è uno studio di pace e riflessione. Come a loro piace ricordare, il nome stesso del progetto deriva dal Locus Amoenus che in età classica indicava un luogo perfetto per il ritiro interiore e l'astrazione dell'io più profondo.
In un certo senso, il procedimento che porta alle creazioni del team formato da Daniele Fumagalli e Marco Condello, è proprio un percorso di pensiero astratto che va a interessare i problemi dell'uomo, dai più piccoli ai più grandi. La destrutturazione delle forme e del pensiero per un ragionamento più lucido e funzionale, in un'ottica di design classico associato ai nuovi movimenti artistici mondiali.
Lo studio Amoenus ci presenta una collezione di oggetti di design dallo stile nettamente minimalista, che, però, sembrano scomporre la realtà stessa per rimaterializzarla in nuove forme sempre originali e quasi aliene. Volendo si potrebbe, concettualmente, associare al loro lavoro il pensiero dada, piuttosto che cubista o futurista, ma il punto di arrivo, sembra sempre esser piantato ben saldamente a un ideale neoilluministico di rivoluzione sociale.
Tra i progetti, infatti, possiamo trovare esempi come la lampada Binary, che unisce più punti luce funzionali a un'illuminazione ponderata dell'ambiene, annullando il concetto di corpo luminoso centrale. Sempre in sintonia con questa filosofia la Sumya, un altra lampada a sospensione che con i suoi giochi di luce, a led questa volta con un accostamento di luci calde e fredde, stravolge l'idea di illuminazione formale.
Nerospinto continua a supportare i giovani artisti e designer e, questa volta, lo studio Amoenus sarà nostro ospite per l'esclusivo evento di sabato 1 giugno allo spazio in via Giulio Romano 8: Chapeau, organizzato da Modalità Demodè in collaborazione con Rosaspinto. Durante la serata sarà in esposizione la Sumya di cui abbiamo accennato prima, ma consigliamo calorosamente di dare un'occhiata al sito ufficiale per gustare al meglio i pezzi di design dei due giovani Monzesi.
La leggenda narra che Cassandra , figlia di Ecuba e di Priamo, fosse invisa al popolo in quanto in possesso del dono della preveggenza.
Rea di aver rifiutato le avances di Apollo, la giovane fu condannata ad un destino crudele, ossia poter prevedere il futuro e non essere creduta.
Babilonia sta invece per multiculturalità, mescolanza di lingue e popoli.
Un nome bello e complesso, quello di Cassandra Babylon, performance di teatro-danza nata dalla creatività di Pier Giovanni Bellotto e Cristina Triggiani, un progetto concepito dapprima come studio esplorativo ed espressivo delle emozioni umane (rabbia, gioia, paura..) e poi tramutatosi in una vera e propria arte performativa.
Parlare delle emozioni, emozionando: questo è il concept alla base delle storie raccontate dal duo, frammenti di vita in cui gesti si fanno personaggi e i segni caratteri.
Appuntamento dunque a sabato 1 giugno, presso lo Spazio Giulio Romano 8, per vivere un percorso esplorativo ed emozionale unico del suo genere, che andrà ad impreziosire l’evento Chapeau, organizzato da Modalità Demodè in collaborazione con Rosaspinto Arte & Comunicazione.
Il primo Ottobre 2012 viene lanciato sul mercato “Squillo”, gioco di carte dedicato allo sfruttamento della prostituzione.
All’epoca, la redazione di Nerospinto guardò subito molto interessata al prodotto chiedendosi: “Chi può essere il folle ad aver inventato un gioco così politicamente scorretto e, quindi, così sublime?”.
Chi se non il Casto Divo? Immanuel Casto, musicista e cantante di successo, autodefinitosi “principe del Porn Groove”, autore di canzoni sature di denuncia sociale concernente argomenti inerenti al sesso, quali “Escort 25”, “Che bella la cappella”, “Sniffate Rettali”.
Strutturato come un classico GDR di carte, in squillo troverete carte prostituta, con il nome della prostituta, la specialità della ragazza, la sua parcella, e il ricavato nel caso si decidesse di venderne gli organi. Ad affiancare le carte base, troverete le carte di potenziamento, quali lo spanking, la mastoplastica o “l’ingoio finito in tragedia”.
Al gioco di base, la “Pappa Edition” nello spot ufficiale, vengono annunciate subito due espansioni: “Bordello d’oriente” e “Markettari sprovveduti.”
Essendo l’Italia lo stato della Chiesa, ovviamente, il gioco è incappato in non pochi problemi “etico-morali”.
Assodato che la morale è solo un’invenzione del prelato per costringere il popolo a pagare l’8x1000 e, ovviamente, per salvarli dalle spire infernali, entriamo più nello specifico.
Ad appena dieci giorni dal lancio sul mercato del gioco, la ormai ex-senatrice Emanuela Baio Dossi (Terzo Polo-APL-FLI), richiede in senato l’immediato ritiro del gioco dal mercato. Motivo: “Incitamento alla mercificazione del corpo femminile”.
Ad una qualsiasi persona fornita di un’intelligenza media, penso fosse ben chiaro l’intento dell’ideatore: denuncia sociale tramite l’ironia.
Evidentemente la sopracitata senatrice non è fornita della sopracitata intelligenza media.
Accertato questo, un acquirente del gioco ha così risposto alla senatrice:
“Ma rea di indurre allo sfruttamento della prostituzione? Di incitare alla violenza sulle donne?
Stiamo parlando di un gioco Signora. Di finzione.
Se così fosse come dovremmo giudicare il famoso gioco da tavolo Risiko? Un gioco che incita alla guerra?
Mi vuole dire che per lei un gioco sulla guerra è più accettabile di una satira sulle escort?
Vogliamo mettere alla gogna anche Cluedo? In cui il giocatore interpreta un assassino. O magari Monopoli, che incita al capitalismo selvaggio e al tentare di ridurre in bancarotta, anche passando per lo strozzinaggio, gli avversari?”
Dopo non ben chiare vicissitudini, nel marzo 2013, fortunatamente il gioco viene rilanciato sul mercato in una DELUXE edition.
Orsù dunque, la redazione consiglia vivamente “Squillo Game”, ben consapevole che si tratti di una satira dello sfruttamento della prostituzione in Italia, la quale, cieca di fronte agli effettivi problemi di questo mondo, mostra ancora reticenza, tanto per usare un eufemismo, nei confronti della legalizzazione dei bordelli svizzeri e olandesi. (Nonostante il borghese medio milanese si scapicolli in svizzera costantemente per soddisfare le proprie voglie.)
Lascio i link al sito del gioco, accompagnato dall’ultimo irrispettoso video del Divo.
ANA MENDIETA, esule cubana, compie gli studi artistici presso l'Iowa State Univeristy negli Stati Uniti dove viene a contatto con il movimento delle donne e abbraccia gli ideali del femminismo. Mendieta fa una propria sintesi della Body Art e della Land Art sovvertendo i gesti monumentali dei land-artisti attraverso l'inserimento nel paesaggio del corpo umano. In quegli anni inizia a realizzare performance rituali, fotografie e sculture, in cui immerge il suo corpo nella natura, partendo da un legame spirituale e fisico con la Terra.
In mostra i suoi primi lavori fotografici degli anni 70 dove si confronta con la discriminazione, la violenza carnale e la morte. Dopo aver letto dello stupro e dell'assassino di una studentessa nel suo stesso campus universitario, Mendieta reagisce mettendo in scena il brutale episodio usando il proprio corpo: "Sto lavorando con il mio sangue e il mio corpo", afferma l'artista. Nascono così i famosi lavori Untitled (Rape Performance), 1973 e Sweating Blood, 1973.
L'artista prende a prestito simboli e aspetti di pratiche rituali di antiche culture indigene delle Americhe, Africa ed Europa e vi incorpora elementi della natura e di riti sacrificali "primitivi" associati alla "santeria cubana". Nella serie di opere "Siluetas", forme che evocano il suo corpo, usa sangue, acqua, terra e fuoco. Le sagome vengono bruciate nel legno, modellate con tumuli di terra, erba, polvere da sparo o fiori; galleggiano sulla corrente, eruttano come vulcani o si mimetizzano con il paesaggio, come si percepisce dai video in mostra. Mendieta ha saputo esprimere con l'arte «l'immediatezza della vita e l'eternità della natura».
MARTHA ROSLER, presenta fotografie inedite in Europa, a colori e in bianco e nero, inclusi dei dittici. Nel 1981, Martha Rosler e un gruppo di altre artiste ed intellettuali, parteciparono a un viaggio culturale organizzato da Ana Mendieta e Lucy Lippard. Attraversando l'isola, Rosler fotografò persone, negozi, edifici e i manifesti e cartelloni, che costellavano le strade e gli spazi pubblici. Così l'artista ha ricordato quel periodo:
"Il mese di gennaio del 1981 segnò la fine degli anni Settanta, non solo per ovvie ragioni, ma segnò anche il momento successivo all'elezione di Reagan e ai discorsi riguardanti il disgelo, i diritti umani e l'uguaglianza, e precedente all'insediamento del presidente, alla carica di neoliberalismo, anti-terrorismo e avventurismo militarista, e all'affermarsi della retorica economica dell'offerta con effetto a cascata, mascherando l'enorme ridistribuzione della ricchezza verso l'alto.
Il fenomeno migratorio da Cuba verso la Florida, noto come The Mariel "boatlift", era terminato in ottobre, appena in tempo per l'elezione di Reagan nel mese di novembre. Ma ciò che hanno significato gli anni Ottanta, per noi e per i cubani che incontravamo, non si era ancora concretizzato, e rimaneva relegato nei nostri incubi e nelle nostre paure."
Le immagini rappresentano un'esperienza visiva degli spazi comuni della società, luoghi dove il mondo esteriore ed interiore si incontrano: caffé, scuole, saloni di bellezza, teatri, chiese. Poiché Cuba, all'epoca era quasi inavvicinabile per i cittadini americani - e lo è tuttora - queste fotografie si inseriscono in una nebulosa di congetture ampiamente contrastanti sulla cultura cubana e sul ruolo del comunismo cubano.
Martha Rosler è nata a Brooklyn, New York, dove vive e lavora. Diversi musei europei e americani le hanno dedicato importanti retrospettive, come quelle al New Museum di New York e all'International Center of Photography, tra il 1998 e il 2000, e alla GAM di Torino nel 2010. I suoi fotomontaggi sono stati esposti al Worcester Art Museum in Massachusetts nel 2007.
I suoi scritti sono stati pubblicati su riviste e cataloghi, e i suoi 17 libri, con fotografie, testi e narrazioni, tradotti in molte lingue. Decoys and Disruptions: Selected Writings, 1975-2001, un libro di saggi della Rosler, è stato pubblicato dlla MIT Press nel 2004 (e ristampato nel 2008). Altri progetti includono le itineranti Martha Rosler Library, comprendente 8.000 volumi della sua collezione, e If You Lived Here Still, entrambi realizzate in collaborazioni con e-flux. Recentemente, il Museum of Modern Art di New York` ha ospitato la sua mostra e performance Meta- Monumental Garage Sale (2012).
Chiusura mostra 4 agosto 2013.
Galleria Raffaella Cortese via A.Stradella, 7, Milano Orari: da martedì a venerdì 10-13 - 15-19.30; sabato 15-19.30 e su appuntamento. Ingreso libero
Fino al 6 luglio, alla galleria De Magistris (zona Magenta), un'ampia selezione di scatti conturbanti ripropone diversi scorci sui temi di eros e sessualità.
Hot, una mostra provocatoria che espone, senza filtri né censure, letture differenti di un unico tema; una collettiva che indaga, con stili e linguaggi espressivi diversi, la resa visiva del sesso e la corporeità nell'arte, suggerendone plurime interpretazioni.
A dare il proprio contributo autori come Jean Cocteau, Mario Schifano, Thoni Thorimbert, Nobuyoshi Araki e Alva Bernardine, coordinati da Luca Beatrice (che firma la curatela dell'esposizione) il quale, in seguito alle recente pubblicazione di Sex. Erotismi nell'arte da Courbet a Youporn, torna a stupire e provocare.
Informazioni su orari e costi
Da martedì a sabato: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.30
Ingresso libero
Hot
De Magistris Arte
via S. Agnese, 16
Milano
Noi di Nerospinto ci concediamo un piccolo peccato...di gola ovviamente...
Il gelato sarà protagonista a Milano dal 31 maggio al 2 giugno 2013. Gelato Festival si fermerà nel capoluogo lombardo per valorizzare il meglio della tradizione gelatiera italiana e diffondere la cultura del gelato.
Nel capoluogo lombardo il roadshow, ideato dai creatori di Firenze Gelato Festival e che coinvolge i migliori gelatieri e le principali aziende del settore dall’Italia e dall’estero, celebrerà l’inizio della “fase moderna” del gelato. Era infatti il 1906 quando nei caffè milanesi si cominciarono a consumare le “parigine” (o “nuvole”), fatte di una porzione di gelato compressa tra due ostie di pasta wafer rotonde, quadrate o rettangolari, le prime antenate dei nostri coni gelato. La tradizione attribuisce la paternità delle “parigine” a Giovanni Torre, che di ritorno da Parigi (da cui il nome) inventò queste prime cialde. La leggerezza e la comodità di consumare gelato racchiuso tra due cialde diede così vita al commercio ambulante del dolce freddo che da Milano conquistò il mondo.
Per un'estate frizzante e indimenticabile, accompagnata dalla dolce voce di Nina Zilli e dall'energica tromba di Fabio Bosso, Nerospinto vi consiglia di partecipare almeno ad una data del "We Love You Tour". Avete tempo da giugno a ottobre. Chi può dire di no all'amore?
Nina Zilli e Fabrizio Bosso saranno in tour per tutta l'estate con il loro progetto live "We Love You".
Un omaggio live alle grandi voci della musica soul: da Amy Winehouse a Nina Simone, passando per Sam Cooke, Otis Redding, Etta James, Marvin Gaye e molti altri. Un viaggio attraverso la musica di Detroit, la Motown, l'R'n B di Memphis, il blues di Chicago e il Philadelphia sound. Il tutto rivisitato magistralmente in chiave jazz da Fabrizio Bosso accompagnato dalla voce di Nina Zilli.
Dopo l'anteprima del 15 maggio presso il Teatro Diana di Napoli, i due artisti saranno in tour da giugno a ottobre, toccando le principali città italiane.
Dopo essere stato suo ospite a Sanremo 2012 per interpretare il brano "Per Sempre" e aver condiviso con lei pochi mesi dopo l'esperienza televisiva di "Panariello non esiste", Fabrizio Bosso ha deciso di coinvolgere Nina Zilli per realizzare un omaggio alle grandi voci del soul. Un'idea tenuta nel cassetto che ha visto la luce dopo aver conosciuto di persona l'estro e il talento della cantante piacentina.
La versatilità di Fabrizio Bosso è una delle sue virtù migliori e la scelta di Nina Zilli per accompagnarlo in questo percorso è stata pressochè immediata.
Le sue esperienze internazionali in giovanissima età l'hanno resa un'artista libera dagli schemi, con una capacità di tramutarsi e di integrarsi. Una spigliatezza e una simpatia naturali ne completano il vulcanico talento.
Oltre ai classici del soul, il repertorio di "We love you, Jazz'n Soul" comprende anche degli standard jazz interpretati dalla tromba di Bosso e alcuni dei maggiori successi della Zilli.
Sul palco ci sarà una band di musicisti eccezionali, formata da elementi scelti accuratamente da Fabrizio Bosso per le qualità non solo tecniche e strumentali ma anche per l'approccio trasversale alla musica. Al pianoforte e alle tastiere Julian Oliver Mazzariello, alle chitarre Egidio Marchitelli, al basso e contrabbasso Marco Siniscalco e alla batteria Emanuele Smimmo.
We Love You TOUR:
Giugno
21/6 Torino: Reggia di Venaria Reale 27/6 Lignano Sabbiadoro (UD): Jazz Festival 28/6 Valeggio sul Mincio (VR): Piazza San Carlo 29/6 Val Salei, Canazei (TN): Suoni delle Dolomiti
Luglio
14/7 Roma: Villa Ada, I Concerti nel Parco 18/7 Bollate (MI): Villa Arconati 19/7 Bari: Teatro Petruzzelli 31/7 Rimini: Corte degli Agostiniani
Agosto
1/8 Reggio Emilia: Mundus Festival 3/8 Brindisi: Torre Regina Giovanna 8/8 Cagliari: Arena Sant'Elia 12/8 Ravello (SA): Ravello Festival 30/8 Narni (TR): Narni Black and Soul Festival 31/8 Pordenone: Teatro Verdi
Ottobre
19/10 Catanzaro: Teatro Politeama, Festival d'Autuno
Nerospinto, promotore di nuove tendenze, non mancherà di presenziare a qualche workshop al Fashion Camp, un'occasione imperdibile per non rimanere indietro in fatto di moda. Vi sembra possibile non spingervi qui? Esiste posto migliore della capitale italiana del fashion per imparare a essere cool?
Il weekend del 7-8 giugno torna a Milano il Fashion Camp , evento ideato da Arianna Chieli e che parla di moda al grande pubblico con incontri, unconference, blogger e workshop. Tema di questa quarta edizione, che si terrà alla Fabbrica del Vapore, sarà il rapporto tra moda e nuove tecnologie, ovvero come conciliare le frontiere del mondo digitale e l'expertise artigianale orgoglio del nostro Made in Italy.
Con un balzo fuori dal web, dove "vive" normalmente, il Fashion Camp sta per riunire a Milano il mainstream di moda, bellezza e nuove tecnologie, per metterli a confronto con designer della filiera corta, brand etici, fashion e beauty blogger, start-upper e digital influencer, nuove figure e professionalità che veicolano l'eccellenza creativa del Made in Italy. Per chi vorrà cimentarsi con la pratica, un fitto programma di workshop: cinquanta gli incontri aperti al pubblico che forniranno l'opportunità di condividere idee, progetti, nuove realtà e nuovi concept formativi.
Tanti i workshop gratuiti da seguire: da quello dedicato al coolhunting, a caccia delle nuove tendenze, a quello dedicato a Instagram come nuovo social fashion, fino a quello dedicato ai segreti del maquillage con la partecipazione di Valter Gazzano, national make up artist di Yves Saint Laurant Beautè, riservato a 4 blogger e a 4 "volti comuni" (sezione follower) vincintrici dell'iniziativa "Diventa protagonista dei tutorial YSL con il mascara Baby Doll". Lasciatevi ispirare dai contenuti esclusivi, per partecipare alla selezione basta caricare una foto in cui interpretate la vostra Baby Doll Attitude.
Mentre saranno 15 i designer e i brand da scoprire al Temporary Shop, vetrina mercato dedicata all'autorpoduzione e alla filiera corta dove sarà possible vedere e acquistare abbigliamento e accessori realizzati in collezioni originali, pezzi unici da una selezionata rappresentanza di talenti creativi simbolo dell'artigianalità targata Made in Italy.
La lineup dell’evento Chapeau!, organizzato per sabato 1 giugno da Modalità Demodé e Rosaspinto presso lo Spazio Giulio Romano, si arricchisce della presenza di The Perseverance, dj e producer congolese, ma milanese di adozione.
Marvely Perseverance, già nel progetto AfterMazik, ha iniziato la sua carriera a 16 anni con il suo amico ELTA, dedicandosi a sonorità hip hop, contaminazioni elettroniche, conquistando il pubblico lombardo, senza tuttavia pubblicare nessun album.
Non contento di ciò, Marvely si dedica anche alla danza, diventando ballerino professionista, e crea una serata chiamata Akeem of Zamunda, decidendo di cambiare il suo stage name in The Perseverance.
Akeem of Zamunda, di scena al Rocket Club, mixa basi afro-electro, hip hop, groove, reggaeton, shakerando il tutto con sonorità tipicamente brasiliane.
Il successo non tarda ad arrivare, tanto da portarlo ad esibirsi con artisti del calibro di Afrikan Boy, Girl Unit,The Bug,Dope Boys e TORO.
Al momento, The Perseverance si sta dedicando alla produzione del suo primo EP, non dimenticando di esibirsi dal vivo, come accadrà durante l’evento Chapeau.
Don’t miss it!
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