CHIAMACI +39 333 8864490

Questo sito utilizza solo cookies tecnici e di sessione. Non profiliamo in alcun modo i nostri utenti e non installiamo cookies di terze parti.

Accetto. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa estesa Cookie Policy

Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.

Cosa sono i cookie?

I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.

Tipologia dei cookie

I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.

Natura dei cookie

Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:

Cookie tecnici (quelli che usiamo noi).

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

Cookie di profilazione (noi non li usiamo)

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".

Cookie installati su questo sito

Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.

Elenco dei cookie presenti sul sito NEROSPINTO

Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.

Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

Come disabilitare/cancellare i cookie mediante configurazione del browser

Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •

Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •

Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.

Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.

|||

Il legno come materiale con cui plasmare accessori di uso quotidiano ma dal gusto squisitamente artigianale.

La materia prima come punto di partenza di un percorso che unisce design, architettura e moda.

La luce e l’aria che scavano, creano, stupiscono.

Questo è Tête de Bois, creatura di Andrea Deppieri, veneziano classe 1981 e architetto di formazione. Il design applicato alla moda diventa sin da subito la sua passione e il suo lavoro, che lo porta a lavorare per Diesel, Ralph Lauren e Benetton.

Nel  2012, Andrea fonda Newton & Son, un progetto che fonda architettura e interior design, disegno industriale e grafica, direzione creativa e brand identity.

La sua passione per i dettagli si unisce a creatività e razionalità, infondendo vita nel progetto Tête de Bois, Testa di Legno, che si ispira alle strutture “brise soleil” o frangisole,elementi di architettura che proteggono edifici o ambienti interni dai raggi del sole.

Gli unici ed esclusivi cappelli di Tête de Bois riprendono la forma sinuosa dei frangisole e la ripropongono sotto forma di copricapo cesellato, che lascia passare l’aria e protegge dal sole, riproponendo un gusto per  un ritorno alle origini, a partire dai materiali.

Attualmente  è possibile scegliere tra 5 stili e 2 tipologie di legno: Tanganika e Mogano.

Il legno Tanganika è tipico della Costa d’Avorio, resistente e dal colore uniforme, mentre il Mogano è originario delle Americhe e si distingue per una texture dai colori scuri.  Entrambi i legnami provengono da foreste ripopolate grazie a progetti di eco sostenibilità.

Africa e America , design e moda, originalità e tradizione Made in Italy: questo è , presentato in esclusiva al Tranoi Fashion Trade Show di Parigi a gennaio 2013 e lanciato ufficialmente in occasione della Design Week di Milano ad aprile, presso il concept store Rossana Orlandi (che ne è anche il distributore mondiale).

Andrea Deppieri sarà  tra i protagonisti della Serata Chapeau!, organizzata da Modalità Demodé in collaborazione con Rosaspinto, che animerà la notte milanese sabato 1 giugno dalle 22 presso la location Spazio Giulio Romano 8 (MM Porta Romana).

 

http://www.tetedebois.it/design-wooden-headwear/index.php

Edo Marani, dj e producer milanese arricchisce la line up dell’evento Chapeau!, organizzato da Modalità Demodé in collaborazione con Rosaspinto ,che accenderà la notte milanese sabato 1 giugno a partire dalle 22 presso lo Spazio Giulio Romano 8.

Il suo nome è legato ad una delle club nights più sconvolgenti di Milano, 'TILL DEATH DO US PART Y!, da lui fondata assieme all’omonimo collettivo.

La passione per la consolle nasce in Edo sin da adolescente, quando inizia a smanettare con i vinili, esibendosi in pub e piccoli locali a suon di hip hop.

Il tempo si sa, come la notte, porta consiglio e cosi il nostro Edo intraprende un viaggio alla scoperta delle nuove frontiere della musica House, che lo porta ad esibirsi ai party più cool di Milano, per poi andare oltre i confini cittadini, sino al Salento ed Ibiza.

Dalla House all’Electro il passo è breve,  ed Edo si avvicina alle nuove proposte del mercato discografico, registrando alcuni bootleg e mixtape come Minimix Vol.1 e Release Yourself EP, entrambi  su SoundCloud, senza disdegnare sperimentazioni a cavallo tra soul,dance e disco.

Appuntamento dunque sabato 1 giugno presso Spazio Giulio Romano 8, per festeggiare Modalità Demodé e Rosaspinto e ballare senza sosta al ritmo indiavolato della personalissima selection di Edo from Milan.

 

https://soundcloud.com/edomarani

http://edomarani.tumblr.com/

https://www.facebook.com/edomarani.marani

 

 

Poestate, il festival di poesia e laboratorio culturale, ritorna nella città di Lugano con un ricco cartellone di

eventi, spettacoli e workshop.

 

Dal 30 maggio al primo giugno, nel Patio Palazzo Civico in Piazza Riforma, si svolgerà un laboratorio  “a cielo aperto” dedicato alle varie espressioni e contaminazioni artistiche e culturali. Giunto alla sua 17esima edizione, Poestate ospiterà artisti di fama mondiale: poeti, scrittori, musicisti, giornalisti, artisti saranno i protagonisti di una delle manifestazioni culturali più importanti della Svizzera. Letture, declamazioni, conferenze, tavole rotonde, esposizioni, performance, incontri animeranno la città ed intratterranno appassionati e curiosi.

 

Durante il Festival, il premio POESTATE 2013 alla carriera sarà consegnato a Evghenij Solonovic, accademico e traduttore letterario russo di poeti italiani e della Svizzera Italiana.

 

Per maggiori informazioni sul programma:  www.poestate.ch

 

Ebbene sì: anche lo Yoga è stato portato in tribunale. Dove? Nella contea di Encinitas a pochi chilometri da San Diego.

 

In breve: tutto è cominciato l'anno scorso, quando la KpJois Foundation ha fatto una donazione generosa - cinquecentomila dollari - alle nove scuole della contea, per finanziare un programma di «salute e benessere» per gli studenti, attraverso l'insegnamento delle tecniche yoga. Nello specifico Yoga Ashtanga che un’“esperta di studi religiosi” ha affermato, in un video della Fox, essere strettamente connesso alla religione Induista.

 

Trattasi di cospirazione/incomprensione?

No, semplicemente di ignoranza. Ignoranza che uso come termine per indicare coloro che non sanno, che sono all’oscuro di un determinato argomento.

L’America è il paese delle grandi opportunità e dei grandi fraintendimenti che sono figli di rielaborazioni oscene di discipline Orientali e nobili come il Buddhismo, lo Yoga, la Meditazione, ecc.

Sembrerebbe che queste discipline siano state trattate alla pari di un pomodoro o di un ortaggio: diventano prodotti di massa insegnati e divulgati da gente sbagliata che “compra” on-line un DVD su come insegnare o sulle Asana esattamente come i corsi di fitness di Jane Fonda. Poco a poco, paradossalmente, si inizia ad insinuare persino l’idea che lo Yoga sia una religione, una sorta di messaggio pubblicitario con contenuti subliminali. E la cosa più strana (e scandalosa in realtà) è che ci siano anche degli “studiosi” che affermano che lo Yoga sia interconnesso con la religione Indiana.

 

Ovviamente nessuno può nascondere che lo Yoga si sia sviluppato in India in cui la religione vigente era l’Induismo. Ma non si può affermare che chi lo pratica diventi Induista! E’ come dire che se si mangia la pizza, emblema della cucina di Napoli, si inizia a parlare napoletano.

Scomodando nuovamente l’etimologia della parola Yoga, unione, facilmente si può intendere che non si traduce come un “evviva Shiva!” ma come un verbo che esprime nella sua estrema semplicità concetti come un legame e un saldo contatto tra l’uomo e la sua parte divina che può essere Dio, Gesù, se stesso o le parti più buone che ci sono in lui.

 

Un altro punto di vista sulla questione avvenuta nella contea di Encinitas in America: e se invece lo Yoga fosse stato insegnato in modo errato? Purtroppo capita spesso di imbattersi in insegnanti che fanno pensare allo Yoga come qualcosa di strano o a una pratica legata all’Induismo. Far ripetere come un pappagallo “Ohm” o qualsiasi altra parola presa dai mondi Orientali non serve a molto nonché fa alimentare la sensazione di disagio delle persone verso questa disciplina.

 

Come vi sentireste o cosa capireste se vi mettessi un mala nella mano (un rosario buddhista) e vi dicessi: “Bene, ora ripeti 10 volte questo mantra in sanscrito?”.

L’Ohm o i mantra (come le preghiere Cristiane) sono potenti mezzi che canalizzano le energie mentali e della concentrazione ma, ovviamente, come tutte le cose, bisogna comprenderne a fondo significato e utilizzo.

Mi  domando: perché allora non si dice Amen in una Sadhana? Perché fa più figo utilizzare l’Ohm?

“Ohm mani padmehum”,  “Ave Maria Piena di Grazia…” o “Tiro fuori la parte migliore della mia interiorità”. Lasciamo che l’individuo scelga cosa ripetere nella sua testa mentre pratica.

Lasciamo ai bambini la libertà di scegliere e studiare come coltivare da grandi la propria mente.

 

Namasté, Vittorio Pascale

allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

studioso di Buddhismo tibetano

fondatore della pagina Fb: Yogamando

domande o dubbi? @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per approfondimenti sull’articolo citato de ilGiornale.it: http://www.ilgiornale.it/news/interni/religione-vera-o-ginnastica-anche-yoga-va-tribunale-921053.html

|||

Paesaggi e volti senza tempo immersi in una dimensione fantastica, cangiante e spirituale. E' quello che Daniela Cavallo, classe 1982 (e tra le artiste che meglio rappresentano la sua generazione), mostra attraverso la fotografia e l'elaborazione digitale delle immagini.

 

Come è andata questa prima parte dell'anno? 

E' cominciato con un momento di grande riflessione sia sull'arte che sulla mia ricerca personale. Penso che ogni artista debba rispondere a svariate domande sul sistema dell'arte che sta cambiando. Deve aprirsi, ampliare la propria visione per poter rispondere a esigenze che non sono solo più quelle del critico e della galleria. Siamo contaminati da vari linguaggi (cinema, pubblicità, ecc.) e il tempo è più veloce: è tutto più labile. Io ho cominciato nelle gallerie e le avrò sempre come punto di riferimento, ma mi sono disinibita rispetto al concetto di contenitore d'arte. Esistono dei circuiti liberi e indipendenti (come Art Kitchen o Sponge) dove è facile trovare una ricerca più autentica. Bisogna guardare al futuro con sguardo lungimirante verso nuovi orizzonti che non si conoscono o si conoscono poco. Soprattutto ora che c'è una grandissima crisi nell'arte e con i problemi che ci sono in Italia nel trovare fondi, realizzare e costruire. Manca un sostegno statale verso i giovani artisti, motivo per cui è naturale pensare a un trasferimento all'estero. Basterebbero iniziative semplici: un albo degli artisti, proposte di spazi e una maggiore regolamentazione.

 

E di positivo cosa vedi nel nostro Paese? 

Sicuramente i rapporti e il confronto con gli altri artisti. C'è una bella competizione a livello di idee. Faccio due esempi che mi riguardano: Mirko Canesi e Barbara Giorgis.

 

La tua ricerca da cosa parte? 

Innanzitutto uso un filtro importante: il benessere. Lavoro solo per seguire la mia ricerca. Mi rendo conto che sia un lusso, ma è quello che mi porta più gioia. Sono libera. Parto da motivi interiori, che vengono da uno squilibrio emotivo. Mi baso molto su una letteratura di tipo new age/scientifica. Sto cercando di capire di più sulla fisica quantistica, perché mi sono resa conto che si tratta di filosofia vera e propria.

 

Un esempio?

Krishnananda & Amana, Fabio Marchesi. Quest'ultimo è un ricercatore che si occupa di benessere e scrive libri che mi colpiscono molto. E' grazie a lui se ho scoperto la teoria dell'entanglement.

 

Me la puoi spiegare?

Se due particelle gemelle vengono separate (anche di molto) in una vedremo succedere esattamente le cose che succedono all'altra (per esempio, se una viene stimolata, anche nell'altra si vedranno delle reazioni, se una muore, anche l'altra morirà). Credo che questo fenomeno accada persino nelle relazioni umane più strette. Anche se una amore finisce, un'anima in comune rimane sempre. In un lavoro aggiungo alle mie emozioni, le mie relazioni con il prossimo.

 

A cosa stai lavorando ora?

Ho due progetti in corso. Il primo è una serie di ritratti di donne dedicato ad un femminile positivo che accoglie. L'altro, invece, raccoglie i biglietti con i desideri che mi hanno affidato i visitatori della mia ultima mostra, Mystic World, presso la Galleria Il Milione di Milano. Li metterò dentro delle bottiglie e il solstizio d'estate, il 21 giugno, li lascerò andare nel naviglio. Ho pensato che Milano fosse la città giusta perché è viva, meravigliosa e risponde agli stimoli.

 

L'acqua fa sempre parte del tuo lavoro, perché? 

Prima di tutto siamo fatti dal 80% di acqua. Poi mi affascinano gli esperimenti del dottor Masaru Emoto, che ha sottoposto contenitori d'acqua a parole diverse: a seconda che fossero positive o negative l'acqua reagiva differentemente. Immaginati cosa può succedere a esseri composti per la maggior parte da questo elemento. Poi, è un simbolo per sua natura femminile e a me piace molto anche fotograficamente parlando. E' meravigliosa e si presta alle proiezioni di tutti. Chi non ha mai fatto un sogno dove era presente anche l'acqua?

 

Pensi di utilizzare anche altri strumenti, come la pittura e la scultura? 

L'elaborazione fotografica digitale e le azioni relazionali sono i miei linguaggi. La prima mi piace perché ha un tempo veloce (al momento dello scatto) e uno più lungo (elaborazione). Mentre le azioni relazionali sono fondamentali.

 

Dall'ispirazione come arrivi alla realizzazione?

Sono molto empirica. Non mi do dei limiti mentali forti, accolgo tutto. Parto da una temperatura emotiva, seleziono fino a che non trovo il nucleo e lavoro su quello: intuizioni visive, idee. Poi rimangono solo le cose più interessanti. Grande importanza ha anche il dialogo e il feedback delle persone che mi stanno attorno e di cui ho grande stima.

 

La mostra del cinema di Cannes 2013 è stata già ribattezzata da molti come l’edizione degli esordienti.

Dei registi esordienti in particolare, che hanno portato nella cittadina del sud della Francia le loro pellicole e i loro lungometraggi e cortometraggi per mostrarli al grande pubblico come si fa con gli abiti in vetrina. Tanto per esserci anche loro e non per vincere qualcosa o partecipare al concorso cinematografico vero e proprio.

E così in qualche sala di qualche albergo della Croisette è possibile guardare anche pellicole assurde o noiosissime come il primo lavoro da regista di Keanu Reeves, Man of Tai Chi che ha come attore protagonista un vecchio amico del regista, ed ex stuntman di Matrix, e una trama che più noiosa non si può.

 

Come si può evincere dal titolo la pellicola è stata girata prevalentemente in Cina, tra Pechino e Hong Kong, e narra la storia di un giovane combattente di arti marziali reclutato da un uomo cattivo e spietato, interpretato dallo stesso Reeves, per combattimenti clandestini, pericolosi e illegali.

Insomma una vera barba anche per gli appassionati del genere dato che la griglia narrativa è molto simile a un’altra sessantina di film sul genere e che gli attori, pur avendo esperienza da vendere, sembrano alle prese con la loro prima recita scolastica.

Eppure la regia della pellicola e la tecnica delle riprese erano state pensate dal neo regista in maniera molto ambiziosa tanto che durante la pre-produzione era stata fatta circolare una clip in cui si annunciava e si mostrava che le sequenze di combattimento sarebbero state girate con un avanzatissimo sistema di ripresa Bot & Dolly. Peccato che lo stesso sistema abbia finito per rivelarsi troppo impegnativo da utilizzare impedendo così di integrarlo nelle riprese come ha spiegato lo stesso Reeves e che anche per questo alla fine la pellicola appaia davvero sotto tono in quasi tutto.

 

Rimane il sospetto che anche il famoso attore americano si sia lasciato affascinare dalla facilità con cui le pellicole asiatiche o di registi asiatici abbiano fatto incetta di premi nelle ultime più importati manifestazioni cinematografiche internazionali.

Man of Tai Chi però è una pellicola proprio scialba. La storia non decolla e i combattimenti anche se sono spettacolari si ripetono in una sequenza che lascia allo spettatore poco tempo per affezionarsi alle vicende e alle disavventure del giovane protagonista.

 

Keanu Reeves invece ha tenuto a rimarcare che ha voluto presentare agli spettatori un giovane che è ancora innocente in questo mondo corrotto e pieno di pericoli. Il protagonsita deve fare un viaggio spirituale e qui metterà in discussione i propri valori e si lascerà affascinare dalle tentazioni del mondo moderno. Addirittura!

Reeves si è ritagliato per sé la parte dell’antagonista cattivo anche se a lui piace definirsi in questo film più un seduttore di anime e un maestro di vita.

 

Probabilmente per gli amanti del genere l’unica particolarità da segnalare è il contributo alla pellicola del bravissimo coreografo, Yuen Woo Ping, anche lui già in Matrix e in lavori come La tigre e il dragone e che ha curato personalmente tutte le action del film.

Un film che ha in tutto diciotto combattimenti e quaranta minuti di esclusivo kung-fu movie.

Come dicevo: una vera noia!

 

I fratelli Coen ritornano al cinema delle loro origini e lo fanno con una pellicola divertentemente amara dove le speranze e i sogni di un giovane e aspirante cantante si scontrano e si fondono con la dura realtà dei sobborghi operai di New York City e la difficoltà di emergere nel mondo dell’arte e della musica dei primi anni Sessanta del Novecento.

 

In Inside Llewyn Davis, presentato all’ultima mostra del cinema di Cannes, c’è una realtà oggettiva fatta di sacrifici e di speranze e c’è il mondo onirico e intimamente drammatico del protagonista. Due universi che non possono incontrarsi e che sono destinati a rimanere paralleli nonostante la fatica, l’impegno e le indubbie doti artistiche del giovane Llewyn Davis. Gli anni Sessanta al Greenwich Village hanno visto la nascita e l’affermazione della musica folk come genere emblema di una generazione di musicisti e di appassionati, un genere che avrebbe cambiato per sempre la storia della musica internazionale e che avrebbe avuto in Bob Dylan il suo guru più importante.

 

Il folk, però, nasce da più lontano. Come inno di passione e di speranza ad opera di giovani dei sobborghi operai della City che tra un turno in fabbrica, un lavoro estivo e uno provvisorio arrivano al Village pieni di sogni e speranze ma soprattutto con l’irrefrenabile desiderio di dare una svolta alla loro vita. Figli di operai che sognano il palcoscenico e la loro musica che passa nelle radio più famose d’America.

Llewyn Davis è uno di questi ragazzi. Vive alla giornata, dorme da conoscenti ogni volta diversi che lo ospitano su piccoli e logori divani in altrettanto piccoli e dimessi appartamenti e non riesce a guadagnare neppure un dollaro al giorno. E come per i migliori personaggi ebrei pensati dai fratelli Coen per le loro pellicole è perseguitato da una sfortuna incredibile. Che lo stesso Llewyn ha contribuito a costruire e di cui è in buona parte responsabile.

Fragile, malinconico, introverso e irresistibile, il giovane protagonista riesce a non concludere nulla neppure con il socio musicista con cui parte alla conquista di New York immaginando di suonare in un duo e di conquistare così pubblico e critica. Il socio però lo molla presto e Llewyn rimane solo a gestire la sua vita e la sua ebraicità cercando il successo ma sentendosi in colpa per questo, desiderando essere famoso al più presto ma volendo conservare il suo purismo artistico.

 

Llewyn è probabilmente uno dei personaggi più infelici e belli mai creati dai fratelli Coen.

Il film è per i nostalgici dell’epoca e anche per chi da contemporaneo ne vuole respirare l’aria più autentica. I registi sono riusciti a riportare fedelmente le ambientazioni degli anni Sessanta, gli studi di registrazione, i locali dove la musica folk spopolava e perfino i tipici appartamenti newyorkesi con le scale antincendio esterne improvvisando un omaggio cinematografico a Colazione da Tiffany facendo anche apparire un gatto che, a differenza dell’altro con la bella protagonsita del film del 1961, riesce a essere più scaltro, fortunato e vincente del protagonsita Llewyn.

È l’amaro di tutti i film intimisti dei fratelli Coen, il loro marchio di fabbrica più famoso e meglio riuscito e che fa di Inside Llewyn Davis la pellicola più struggente dell’ultima mostra del cinema di Cannes. Il protagonsita del film è l’attore Oscar Isaac, ma c’è anche una piccola e divertente parte interpretata da Justin Timberlake che canta in maniera intimista e dolce e che dà al film dei Coen un paio di fotogrammi di commercialità pura.

 

Inside Llewyn Davis rimane soprattutto un film emozionante dove lo spettatore vive con apprensione e compassione le vicende del protagonsita fino al suo provino più importante dove si esibisce nella ballata triste e intimista davanti al manager che lo liquida con una delle frasi più comiche e irriverenti di tutta la narrazione.

Le speranze non fanno mangiare. L’arte non paga e la musica folk è solo per pochi eletti.

O almeno sembra. Ma non è tutto vero. Llewyn Davis canta, continua a cantare.

In fondo il vero senso della vita rimane quello di essere fedeli al proprio, irrealizzabile, sogno.

 

La Festa Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà è sbarcata al Carroponte.

Il Carroponte ha risposto presente e ha riempito la propria programmazione con una serie di imperdibili concerti.

Il nome Mauro Ermanno Giovanardi vi dice niente?

Cantante, produttore discografico e bassista italiano.

Noto al grande pubblico come ex leader dei La Crus, raffinata band di musica d’autore che si è sciolta definitivamente nel 2008.

Il 23 luglio alle 21.30 salirà sul palco e non sarà solo.

Con lui ci saranno i Sinfonico Honolulu.

Livornesi sanguigni, ottimi musicisti e curiosi sperimentatori.

Tra loro pare esserci stato un vero colpo di fulmine, quanto meno a giudicare dalle parole d’amore che il cantante lombardo ha dedicato ai suoi nuovi compagni di viaggio:

“L'amore a prima vista è un sentimento di passione romantica che si sviluppa fra perfetti estranei al loro primo incontro. L'espressione può essere usata con diverse sfumature di significato: attrazione, infatuazione, innamoramento. Questo è quello che mi è successo quando ho incontratoil suggestivo universo musicale del Sinfonico Honolulu”.

 

Romantici di Milano, avete segnato questa data?

Mauro Ermanno Giovanardi e i Sinfonico Honolulu vi aspettano per un’imprevedibile ed intrigante commistione di linguaggi che promette grandi emozioni.

 

 

 

Inizio concerto ore  21.30

Ingresso 10 euro

 

Carroponte, via Granelli 1, 20099, Sesto San Giovanni (MI)

 

 

 

|||

E’ facile pensare a Moncler limitandosi all’idea di un piumino, che diciamocelo, non è proprio uno uno degli stilemi della chiccheria! Ma se guardiamo poco oltre è facile scoprire come la Maison rappresenti in realtà una piccola avanguardia in termini di stile e materiali. La collezione Moncler Gamme Bleu P/E 2013 uomo lascia spazio all’interpretazione e soprattutto ad uno stile, che, come il clima si rivela di fatto versatile. E’ più difficile per un maschietto risultare elegante senza però perdere quel pizzico di sport soul che è insita nel DNA. Tutto questo porta spesso a conseguenze “estreme”, sia da un lato, che dall’altro. E così si finisce per sembrare fighetti se ci si lucida troppo o privi di gusto se ci si trascura! Un filo sottile! Proprio su questo filo si pone la Gamme Bleu che rende omaggio al mondo della vela con una collezione che unisce l’anima sportwear di Moncler all’haute couture hand mate.

 

Quello che salta agli occhi di questa collezione è senza dubbio una nuova idea di principe, o di principi, che non sono affatto azzurri, ma tecnici. Tecnici come i tessuti impermeabili frutto dell’expertise Moncler. Dimentichiamo il cavallo, quest’estate il principe arriverà in barca a vela, con mantella di nylon impermeabile come il cappello marinière. Capi davvero lontani dalla banale idea di un piumino! Ne risulta un uomo fresco, disinvolto che sa essere sportivo e chic nello stesso momento, un uomo senza patria, non riconducibile, nuovo. Compaiono colli alla marinara e calzoncini corti con calzini sotto il ginocchio, abbinati genialmente a capi classici sartoriali, come trench, cardigan, polo e completi “bon ton sport” a quadretti Vichy. Tutti attraversati dai codici tipici dell’abbigliamento nautico come le cuciture nastrate e i dettagli ispirati allo spinnaker. La gamma cromatica della collezione va dal total white look al “black tie”, entrambi mescolati al rosso e al blu in un gioco di esuberanti contrasti che si accentuano nei look in bianco e nero con un tocco di “giallo cerata”.

 

Strano pensare come l’eleganza possa nascere dal concetto di sport, apparentemente filosofie distanti, si nutrono in realtà di una complementarità affascinante. Quello proposto è un uomo simpatico, soprattutto ironico, che si diverte e sa giocare restando pur sempre elegante. E’ questo il concetto biologico di Moncler, azienda fondata nel 1952 da René Ramillon, artigiano di attrezzature da montagna francese. Il nome Moncler è l'acronimo della località Francese Monestier de Clermont, nei pressi di Grenoble, dove l'azienda è stata fondata. Oggi Moncler propone interpretazioni inedite del concetto di piumino, e va ben oltre! Come un autentico luxury brand, ha esteso i suoi  confini. Oggi il nome Moncler è il brand core di una serie di marchi che differenziano l’offerta merceologica della Maison. Alla quale si affiancano altre linee come la Gamme Rouge,linea femminile fondata nel 2006 e inizialmente disegnata da Alessandra Facchinetti. Attualmente la linea è passata alla direzione artistica di Gianbattista Valli. Gamme Rouge propone giochi di volumi e proporzioni, impreziositi da ricami e manifatture davvero sofisticate.

 

Per quanto riguarda la linea maschile Gamme Bleu, è stata fondata nel 2009 e affidata alla direzione di Thom Browne. Designer americano di grande successo che disegna parallelamente un’altra linea che porta il label Browne. Dal primo fashion show la linea è stata sempre presentata a Milano durante la settimana della moda maschile. Le locations  e le ideazioni delle sfilate hanno sempre posto un accento sull’ironia e sul concetto di sport, come un campo da tennis o una piscina coperta oppure una pista da sci artificiale. Thom Browne era trall’altro un nuotatore, questo amplifica e chiarifica ancora di più quanto nella storia di questa azienda possa essere implicita l’idea dello sport. Le favole si aggiornano e le corone vengono rimpiazzate da un sorriso. Esiste un tempo per sognare e un altro per giocare. Ma la bellezza è per sempre.

 

Il week end del 1° Giugno la scuola di Yoga [hohm] street yoga festeggia il suo primo compleanno. I suoi maestri propongono 5 lezioni GRATUITE per festeggiare.

 

Per l’occasione si avrà l’occasione di praticare assieme lezioni aperte a soci e amici.

 

h 11.00 QUIET PRACTICE

h 13.00 STREET VINYASA

h 15.00 HOHMOGENIC

h 17.00 QUIET PRACTICE

h 19.00 STREET VINYASA Vieni a provare, porta i tuoi amici, le porte di [hohm] saranno aperte dalle 10.30 alle 19.00.

Un’occasione unica per provare senza impegno la pratica dello Yoga proposta dalla scuola.

Vi invito a conoscere  uno dei maestri della scuola, Marco Migliavacca, leggendo la sua intervista esclusiva per Nerospinto:

http://www.nerospinto.it/new/2013/oggi-chiacchiero-con-marco-migliavacca-maestro-di-yoga-vinyasa/

[hohm] street yoga

via S.Calocero, 3 - Milano (MM2 S.Ambrogio)

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. http://hohmstreetyoga.com/ tel. 3381748044

 

Namasté, Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano Fondatore della pagina Fb: Yogamando Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pagina 180 di 222

Partner

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it