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In un luogo, come la Biennale d'Arte di Venezia, dove la ricerca della novità e del contemporaneo è all'ordine del giorno, nel Padiglione Austria, presente sin dalla prima edizione, si torna un po' bambini.
Imitation of Life è una video installazione di Mathias Poledna, che ruota attorno a un cartone animato realizzato grazie alla collaborazione di artisti dei dipartimenti d'animazione degli studios di Los Angeles, tra cui la Disney.
Evocazione dell'epoca d'oro dell'animazione (gli anni '30 e '40), è stata prodotta una pellicola in formato 35 mm di circa 3 minuti. Reinventando il linguaggio tramite le sue contraddizioni (il metodo di produzione all'avanguardia per l'epoca e la narrazione basata su favole), spicca il contrasto tra la sinteticità delle scene e il grande lavoro che sta dietro alla sua realizzazione. Il vaudeville, i film muti e i musical sono alla base dell'opera: è un indagine della relazione tra arte e intrattenimento.
La scena si apre con un uccellino che vola tra i rami di un bosco e scopre un asinello, vestito da marinaio, che dorme e, svegliandosi, comincia a ballare e cantare nella natura. La stessa colonna sonora è stata registrata da un'orchestra completa, secondo lo stile del tempo.
Proseguendo, oltre 40 disegni, serviti alla realizzazione dell'opera, sono esposti sulle pareti. L'installazione ha lo scopo di favorire una lettura incrociata tra avvenimenti dello stesso periodo: la relazione tra arte europea e cultura americana di massa, l'emigrazione verso gli Usa e l'esportazione commerciale di quest'ultimi nel Vecchio Continente, la presentazione dei film d'animazione Disney alla Mostra del Cinema di Venezia, il tardo modernismo dell'architettura del padiglione e un'analisi del periodo 1938-1942, nel quale l'Austria espose nel Padiglione Germania.
Venezia, Giardini
Padiglione Austria
Fino al 24 novembre.
Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00
Prima nazione del Golfo a partecipare all'Esposizione Internazionale d'Arte e alla Mostra Internazionale di Architettura, agli Emirati Arabi Uniti viene assegnato un padiglione permanente presso le Sale d'Armi dell'Arsenale di Venezia.
A rappresentare lo Stato, quest'anno, è stato scelto Mohammed Kazem, pioniere dell'arte contemporanea negli Emirati che utilizza media differenti e nuove tecnologie.
Con un grande interesse per l'arte concettuale, l'artista è riuscito a distinguersi e a portare il proprio lavoro in tutto il mondo. L'installazione site-specific Walking on Water fa parte di un progetto più ampio, Directions 2005/2013.
Il visitatore è invitato a percorrere una passerella che lo conduce al centro di uno schermo a 360° gradi, dove viene proiettato un video girato in mare aperto.
La prima sensazione, oltre a quello di un dondolio vero e proprio, è quello di isolamento, allo scopo, simbolico, di abolire le frontiere geografiche e le barriere immateriali tra la gente. Nonostante si viva in un periodo di ampia globalizzazione, l'idea di abbattimento delle barriere (sia materiali che naturali) e di apertura rimane utopica. Una riaffermazione del diritto di circolare liberamente, sia spiritualmente che concettualmente e fisicamente. Su ogni sua opera interattiva viene segnalata la posizione dell'artista tramite un Gps che porta sempre con sé.
Venezia, Arsenale
Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, Sale d'Armi
Fino al 24 novembre
Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00
il 23 giugno 2013 al Macao va in scena "Moana porno-Revolution": grande spettacolo di drammaturgia in movimento . Monologo ispirato alla vita di Moana Pozzi scritto da Irene Serini e Marcela Serli; ricostruisce la vita di Moana Pozzi attraverso una serie di personaggi che tendono a mettere in luce la rivoluzione culturale e sociale prodotta dal personaggio. Il viaggio inizia quando Anita la protagonista si trova a sfogliare un giornaletto porno che le piace ma allo stesso tempo la terrorizza. Il tutto appare come una riflessione sulle paure di ognuno di noi e quelle in comune con gli altri, immergendo lo spettatore nell'universo oscuro della sessualità e dei tabù della società contemporanea. Un fantastico mix tra happening cabaret e teatro di animazione.
Moana Porno-Revolution
domenica 23 giugno ore 21,30
Macao
via Molise 68 Milano
info: http://www.macao.mi.it
Fin da piccoli ci siamo sentiti ripetere di inseguire i nostri sogni, di cercare il più possibile di essere noi stessi, nel bene e nel male. Tuttavia sappiamo tutti che non è sempre possibile seguire quella che, davvero, nel profondo, sentiamo essere la nostra strada. Ad alcuni manca il coraggio, ad altri la forza di volontà e la voglia di mettersi in gioco, altri ancora non hanno i mezzi per farlo. E quindi ci adattiamo, o meglio, adattiamo il nostro percorso a quello degli altri, a quello imposto dalle cose e dalle persone che ci stanno attorno. Ma chi nonostante tutto trova in sé le risorse per inseguire le proprie passioni, facendo di queste la sostanza di una vita, credo possa camminare a testa alta più degli altri, senza supponenza o arroganza, solo con un pizzico di soddisfazione in più e qualche rimpianto in meno. Credo che chi decide di dedicare forze, tempo e denaro alla propria passione sarà sempre e comunque un vincitore, in particolare di questi tempi. La generazione che vive la propria gioventù in questi anni zero, vede davanti a sé un futuro a dir poco nebbioso ed incerto e parlare con dei sognatori, nel senso esclusivamente positivo del termine, è una medicina che consiglierei a tutti e, sin dal primo approccio con la musica dei Cocìda, ci si rende conto di quanta positività sia sprigionata dalle loro note.
E’ corretto? Vi definireste dei “sognatori”? “Sicuramente sì, siamo sognatori incalliti, altrimenti non avremmo mai intrapreso una carriera tanto incerta e faticosa. E in tempi bui come questi sono proprio i sogni il motore di tutto. Siamo anche degli osservatori, ci piace scrutare quello che ci circonda e mischiarlo con ciò che ci passa per la testa per poi raccontarlo in una canzone, ci piace descrivere il “qui e ora” con immagini raccontate da parole e note scelte dopo notti insonni o semplicemente venute fuori da un momento di forte ispirazione. Un momento di crisi economica come questo è anche un momento di fervida creatività. Sembra assurdo me è proprio la crisi che ci ha avvicinati alla nostra passione. Anche noi abbiamo dovuto adattarci e piegarci al mondo, ma il nostro equilibrio è sempre stato qui, su questa corda tesa a “sporcarci le mani” con la musica.”
I protagonisti delle vostre canzoni sono i giovani di questa generazione, raccontati sotto una luce che rischiara e fa brillare di speranza ed ottimismo, forse tra i sentimenti più latitanti al giorno d’oggi. Cos’è che “vi tiene a galla quando annegate” , dove trovate la vostra forza d’animo? “Più che sull'ottimismo puntiamo spesso sul contrasto tra musica e testo, è come una forma di ironia. Ad esempio la canzone a cui tu fai riferimento (Forza di gravità) ha un testo molto ansioso nonostante la musica suoni allegra, energica e spensierata. Questo brano nasce infatti da un momento di profonda costrizione dal quale però siamo riusciti ad uscire alla grande, grazie all'aiuto e all'effetto di persone care e grazie alle proprietà catartiche della musica stessa. Le cose che ci tengono a galla mentre stiamo rischiando di affogare sono queste, invisibili agli occhi ma non al nostro spirito. L'ottimismo che si percepisce da alcune nostre canzoni scaturisce proprio dal superamento delle difficoltà. Racchiudere un esperienza triste in una canzone allegra è davvero terapeutico da questo punto di vista. Abbiamo però anche molte canzoni più marcatamente introspettive e arrabbiate.”
Per essere un gruppo relativamente giovane (i Cocida nascono infatti nel 2007 dall’unione di Davide e Mariano a cui si aggiungono durante il viaggio Matteo e Carlo, rispettivamente contrabbasso e percussioni) il vostro curiculum è ricco di esperienze prestigiosissime, tra le quali anche partecipazione al festival di Sanremo. Quale tra questi momenti di crescita, dal punto di vista artistico e personale, credete sia stato il più significativo? Rifareste tutto e/o c’è qualcosa che avreste voluto fare e non avete ancora, e sottolineo “ancora”, fatto? “Beh, per l'esattezza siamo giunti per due volte consecutive alla finale di Sanremo Lab, lo step precedente al Festival vero e proprio. E' un ottimo risultato considerato il numero di aspiranti che si presenta ogni anno. Questa esperienza ci ha fatto crescere moltissimo e in un certo senso ci ha anche spronato a fare solo ed esclusivamente la musica che ci piace e non cercare troppo il favore del pubblico con canzonette fatte a stampo delle hit più famose. La musica deve rimanere una forma d'arte, non solo un prodotto. Poi ben venga un mercato dell'arte, altrimenti mancherebbe la professionalità, ma se la musica è fatta solo di appeal commerciale e scarsissimi contenuti significa che qualcosa non funziona. Una cosa che non abbiamo ancora fatto è un tour vero e proprio che copra tutta la Penisola e che magari ci porti anche all'estero. Abbiamo organizzato e suonato centinaia di concerti nel Nord Italia, ma siamo consci che con le nostre potenzialità potremmo fare molto di più. Le problematiche organizzative però sono parecchie e richiedono costi, tempo e professionalità organizzative elevate.”
Dite di voi di essere un gruppo formato da personalità ed animi artistici molto diversi l’uno dall’altro; spesso è la sintesi di sensibilità eterogenee a creare qualcosa di assolutamente nuovo e bello, ma in alcuni casi è anche oggetto di discordia. Come vivete le vostre singole sfaccettature, come un pregio o un difetto del progetto Cocida? “Noi lo viviamo come un pregio, ma i discografici (o quel che ne resta) lo vivono come un problema perchè non sanno come etichettarci. Amiamo la musica a 360 gradi e ci piace farci influenzare da tendenze artistiche molto distanti fra loro. Abbiamo ovviamente background differenti, ma quello che ci interessa è imparare sempre di più, continuare a studiare, sperimentare, mischiare stili compositivi diversi senza barriere. Ad esempio siamo partiti con brani di pop acustico che qualcuno definirebbe “raffinati”, vista la vicinanza con la bossa nova o la lounge music ma poi abbiamo inserito anche brani più ispirati al rock e addirittura alla dance. A proposito di dance proprio in questi giorni ci è stato chiesto di comporre la sigla di un programma radio basato sulla musica degli anni '90 e non abbiamo certo dimenticato la musica disco di quel periodo. Adoriamo riarrangiarla con strumenti acustici, un po' come fa Sagi Rei, ma a differenza sua cerchiamo sempre di mantenere il groove ritmico, cioè il “motore” che fa ballare chi ci ascolta.”
Ogni gruppo trova la sua dimensione, chi in un intimo live acustico, chi nell’armonia celata nel frastuono. Voi? Che atmosfera ci si deve aspettare dai vostri concerti? “Siamo nati come duo, chitarra e voce, nei piccoli club e quello rimane il nostro habitat naturale. Nei nostri live cerchiamo sempre di partire soft per poi arrabbiarci sempre di più. Raramente abbiamo una scaletta predefinita perchè ci piace vedere la risposta del pubblico e scegliere le canzoni in corsa, magari anche con dei medley più o meno improvvisati. Come già accennato in precedenza ci divertiamo un sacco a stravolgere cover molto famose lasciando spesso spiazzato il pubblico. Da quando abbiamo ampliato il nostro organico, aggiungendo batteria e basso, ci siamo confrontati varie volte anche con palchi grandi e abbiamo dimostrato di avere un bella “potenza di fuoco” pur mantenendo il nostro sound acustico.”
Ora una domanda che mi piace molto fare a chi fa musica, perché in fondo credo che meglio di qualsiasi panorama sia lei a fare da sfondo alle nostre vite. Se doveste scegliere una situazione ideale in cui consigliare di ascoltare la vostra musica, quale sarebbe? In macchina, in spiaggia, da soli o in compagnia? Di che tipo di momenti sentite che le vostre canzoni sarebbero la perfetta colonna sonora? “Rimaniamo dell'idea che, in generale, la situazione ideale per ascoltare la musica sia dal vivo, ai concerti o ovunque ci sia un artista che si mette in gioco davanti a un pubblico per comunicare ad un livello profondo e non necessariamente verbale con esso. La musica è più buona quando viene consumata a Km zero e la nostra non fa certo eccezione! Premesso questo, mi piacerebbe che i nostri brani venissero ascoltati una domenica mattina (tarda mattina!) di sole stando sdraiati sul divano mentre ci si ricarica le batterie dopo una notte brava, o sdraiati su un prato mentre si cerca di capire che forma hanno le nuvole, oppure in viaggio per le vacanze quando dall'autostrada si comincia a sentire l'odore del mare ma ancora non è possibile vederlo.”
Infine, progetti: uno del passato di cui andate particolarmente fieri e che credete vi rappresenti maggiormente; uno presente a cui state lavorando, ed uno futuro che sperate e sognate di poter mettere in atto e concludere al meglio. “Un'esperienza del passato che rifaremmo molto volentieri è stata quella di scrivere la colonna sonora dello spettacolo teatrale: “La bambina di polvere”, liberamente ispirato al romanzo di Stefano Benni “Margherita Dolcevita”. E' stato bello soprattutto il fatto che le musiche fossero eseguite dal vivo da parte nostra. Confrontarsi con i tempi e le dinamiche teatrali è stupendo e profondamente diverso rispetto ad un concerto, dopo quell'esperienza crediamo che non ci sia nulla di più toccante che l'unione tra prosa e musica. Nel presente c'è la nostra partecipazione a due concorsi molto prestigiosi quali il Premio Donida e il Premio De Andrè, due realtà consolidate che offrono visibilità e premi molto interessanti. E' in corso inoltre la registrazione di alcune cover nelle quali il nostro sound acustico si mischierà a suoni elettronici. Per il futuro il nostro obiettivo è sempre lo stesso: riuscire a “campare di musica” o meglio “campare di COCìDA”, il lavoro più bello che ci sia!”
Dal 18 giugno 2013, esporrà alla galleria MADEART di Milano l'artista poliedrico Andy. La mostra "characters" ospita opere pop dai colori fluo sgargianti ed eccentrici, che ritraggono volti, personaggi famosi e protagonisti dell'universo musicale. Andy è un pittore, ma soprattutto musicista e anche fondatore di FluOn, suo quartier generale e nucleo creativo, che riassume nel nome una filosofia di arte e di vita: "FLU" come la fluorescenza, ma anche l'inFLUenza.
la mostra è curata da Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo.
"Characters"
dal 18 giugno al 2 luglio 2013
galleria Madeart Milano
via voghera 14
E’ un appuntamento che si rinnova anno dopo anno conquistando sempre più importanza. E’ Pitti Immagine Uomo, la più grande fiera internazionale di moda maschile che viene inaugurata oggi a Firenze: composta da dodici sezioni e più di mille marchi che presentano le loro novità per le prossime stagioni, il salone sarà contorniato da moltissimi eventi fashion che promettono scintille. Dal 18 al 21 giugno la città toscana sarà il centro di riferimento delle nuove tendenze in campo maschile.
Si parte già oggi con una sfilata di giovani emergenti deisgners sostenuta da Polimoda che proporrà 800 outift in un unico defilè . La moda attraverserà tutta Firenze nel vero senso della parola, infatti sempre oggi verro inaugurato uno stand in Piazza Santa Maria Novella riguardante il lino in tutte le sue sfaccettature: ci saranno un casco da moto, sci, una bicicletta, una poltrona, una valigia, una tavola da surf, illuminazioni urbane, una sedia e anche scarpe da tennis e una marinara. Sempre lino, lavorato eccellentemente dai filatori, da toccare, scoprire. Un’esposizione di foto di più di 40 inediti di Sébastien Randé mostreranno l’intera filiera.
Pitti guarda anche al futuro, e quest’anno l’obiettivo punta alla Turchia, di cui verranno presentati i modelli di sette designers proveniente dallo stato ospitato.
La ricerca di nuovi talenti da far emergere nella moda è uno dei punti fermi da sempre per Pitti, e anche quest’anno infatti diversi saranno gli appuntamenti che vedranno i giovani alle prese con sfilate per darsi conoscere ai nomi più importanti del panorama internazionale. Uno dei momenti clou sarà la premiazione del vincitore del concorso “WHO IS ON NEXT? UOMO”per la ricerca di nuovi talenti organizzato in collaborazione con Altaroma e l’Uomo Vogue.
Una settimana di sfilate, incontri, vernissage e chi più ne ha più ne metta per incontrarsi e vedere, toccare, sentire la moda che ci aspetta.
Il museo del manifesto cinematografico celebra la mitica donna dagli occhi blu- viola: Liz Taylor. Fino al 30 giugno allo spazio Gluck di Milano sono in mostra i manifesti dei film dell' attrice diventata un'icona legenda del ventesimo secolo, venerata e sacralizzata da numerosi artisti, come il padre della pop art Andy Warhol. Il percorso inizia dalla sua prima apparizione da bambina in "torna a casa Lessie" (1943), passando per il kolossal "Cleopatra"(1963); film che la consacrò, la fece diventare un mito e la rese l'attrice più pagata della storia del cinema, Il gigante (1956), "Venere in visone" (1960), "Chi ha paura di Virginia Wolf" (1966), L"a bisbetica domata "(1967) e molti altri. Inoltre l'esposizione ospiterà manifesti, foto, video, locandine e riviste d'epoca ma anche copie di vestiti, gioielli, tra cui diamanti e pietre preziose che Liz adorava.
"Le grandi donne hanno bisogno di grandi diamanti"
"L'impareggiabile Liz"
19 aprile - 30 giugno 2013
Fermo Immagine - museo del manifesto cinematografico
via gluck 45
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Ci siamo, il week end è alle porte!
Se non avete l'opportunità di rilassarvi e divertirvi in qualche bella località marittima non vi preoccupate, anche a Milano c'è qualcosa da fare.
Ad allietare le vostre serate estive ci pensa il Toilet Club con appuntamenti imperdibili!
Sabato 22 giugno ritorna la serata Il Battito, organizzata dal locale più folle di Milano, trasferitosi per la stagione estiva al Chiringuito Forlanini, un luogo incantevole all'interno del parco, tutto da scoprire e conosce.
Luci e colori, ospiti speciali, ottimi drink, il tutto condito dalle note dell'immancabile duo Erik Deep & Lo Zelmo con il loro inconfondibile sound dance-pop, contaminato da elettronica, anni 90 e frequenze disturbate.
Questa settimana il Battito del Toilet si fa ancora più grandioso con importanti special guest: Dj Damian & Courtney Hate porteranno Rockette, la serata gay friendly rock più famosa di Milano.
Che aspettate.....Fate BATTERE la vostra voglia di ESTATE con il Toilet Club!
► IL BATTITO DEL TOILET ◄
Erik Deep & LoZelmo dj set
GUEST STAR: DJ DAMIAN & COURTNEY HATE (Rockette) dj set
► FREE ENTRY
► CHIRINGUITO FORLANINI ◄
all'interno del parco forlanini
accesso e parcheggio da via Salesina, Milano
Dal 21 giugno al 22 settembre 2013 il palazzo reale dedica una magnifica mostra al maestro del brivido: Alfred Hitchcock . La grande icona del cinema sarà ricordato a partire dai suoi esordi nel cinema muto fino alle pellicole degli anni 70; in esposizione ci saranno fotogrammi e video che metteranno in luce scene dei film più popolari del maestro, targati Universal Pictures: come "Psyco" (1960), "Gli Uccelli"(1963), "la Finestra sul cortile"(1954) e la "Donna che visse due volte"(1958) a cui sarà dedicata una sala della mostra. Grandi capolavori, che attraverso la cinepresa hanno emozionato il pubblico da sempre: la suspence diventa un mezzo poetico, perché l'obiettivo del maestro è sempre stato quello di commuovere e di far battere il cuore allo spettatore, per tenerlo costantemente con il fiato sospeso.
"Se fai esplodere una bomba il pubblico ha uno shock di 10 secondi, mentre se lo metti semplicemente al corrente della presenza di una bomba, la suspence può essere dilatata e il pubblico mantenuto in sospeso per cinque minuti” (A. Hitchcock).
Alfred Hitchcock nei film della "Universal Pictures"
palazzo reale (piazza Duomo 12) milano
orari:
lun: 14.30 - 19.30, mart. merc./ven. 9.30 - 19-30, giov./ sab 9.30 - 22,30
E' stata inaugurata il 16 giugno la settima edizione della Biennale Internazionale di Scultura, presso il Real Castello di Racconigi (Cuneo).
A cura di Claudio Cerritelli, 62 opere di grande dimensione sono state distribuite nel parco, che è stato premiato nel 2010 come più bello d'Italia. Gli artisti scelti per l'occasione sono italiani, spagnoli e tedeschi, di differenti generazioni e provenienti da percorsi culturali eterogenei.
Il titolo di quest'anno, Pensare lo spazio. Dialogo tra natura e immaginazione, indica la necessità di vivere il rapporto tra scultura e ambiente, al fine di accrescere nell'osservatore la sensibilità davanti al costante rapporto tra artisti e mondo reale.
La scultura come forma attiva (e bene pubblico), che permette un'amplificazione polisensoriale dell'ambiente. E' quest'ultimo, infatti, a incidere sull'opera stessa: una giornata di sole o di pioggia può modificare la visione grazie a una diversa intensità della luce.
La mostra è una riflessione sulle diverse ricerche che sono state compiute nella seconda metà del Novecento in questo campo, dall'informale all'astrattismo fino al nuovo costruttivismo. Nei locali sottostanti la serra è presente una sezione storica di opere di scultori attivi nel secondo dopoguerra in Italia. Non perdete l'occasione di visitare l'interno del meraviglioso castello, raggiungendolo, magari, con una passeggiata con le carrozze messe a disposizione dall'ente che gestisce il parco.
Real Castello di Racconigi
via Morosini 1, Racconigi (Cn)
Dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00
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