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Si chiama Tra cinque minuti in scena il nuovo lavoro della regista italiana che vuole raccontare la realtà del momento. Una pellicola dura e delicata insieme che sfugge alle regole di mercato e presenta un film tanto concreto e contemporaneo da lasciare un retrogusto amaro.

Il cinema e il teatro possono narrare la vita? Secondo la Chiossone ci possono almeno provare in un percorso di contaminazione reciproca dove il rispetto delle unità aristoteliche va a farsi benedire e il mondo che ci circonda prende il sopravvento sulla narrazione sulla fiction.

Tra cinque minuti in scena pecca solo di essere un film per donne fatto da donne.

Dove i cliché del mondo femminile di compenetrano e si susseguono fino a diventare l’unico elemento caratterizzante della pellicola. Il sociale, il lavoro, la vita di tutti i giorni e le difficoltà di una crisi economica internazionale allora sembrano diventare solo pretesti per raccontare e “denunciare” il difficile mestiere di essere donne.

La trama è infatti quasi esclusivamente incentrata sulla protagonista Gianna che si occupa della madre molto anziana e non più autonoma. Gianna è un'attrice di teatro ed è impegnata in uno spettacolo che, sotto forma di commedia, mette in scena un rapporto molto simile a quello che sta vivendo realmente nella vita di tutti i giorni. Le difficoltà che sembrano coinvolgere la protagonista poggiano proprio su tale parallelismo tra finzione e realtà. Intanto, la compagnia teatrale alla quale Gianna appartiene deve affrontare un problema economico dopo l’altro e far quadrare un budget esorbitante per le loro possibilità e garantire la prima dello spettacolo.

Gianna è stretta così nella morsa della vita, una esistenza che reclama di essere portata in scena nonostante tutto e di essere vissuta nella pienezza del suo nucleo familiare.

E qui che scatta l’identificazione tra spettatrice e protagonista, tra la donna reale e la donna portata sullo schermo dalla regista che a sua volta porta in scena a teatro l’altra donna alle prese con una narrazione circolare e infinita.

Straordinaria interpretazione di Anna Coletti e bella fotografia di Alessio Viola che riesce a rendere brillanti anche i girati in interno. Laura Chiossone dà senza dubbio una prova registica di grande talento confermando di essere pronta per pellicole di ampio respiro.

Resta il problema di aver circoscritto il pubblico a una platea quasi tutta femminile confezionando un lavoro cinematografico troppo ingessato in luoghi comuni e rapporti a due da tragedia classica.

Il mio augurio e la mia speranza sono che Laura Chiossone possa raccontare anche di diverse dimensioni e di mondi differenti, di rapporti meno privati e difficoltà più universali.

La bellezza del film intimista resta immutata ma a Tra cinque minuti in scena manca ancora quella completezza che rende il lavoro di autore un film per tutti.

 

il teatro Franco Parenti ospita fino al 12 luglio 2013 la fiaba di "Ondine", per la regia di Andrèe Rutli Shammat, accompagnato dalla compagnia del "Don Chisciotte" di Filippo Timi e con Maria Rocco.

Il racconto narra la storia di un cavaliere errante, che per la sua donna, giovane e meravigliosa creatura acquatica, supera avventure impossibili. Il testo è di Giraudox, che si è ispirato al racconto del tedesco Friederich de la Motte Foquè. apparso nel 1811.

Su una scenografia fiabesca, tra vapore e nuvole, compare lo spirito delle acque marine, dalle sembianze umane "Ondine", la raggiunge il suo tanto amato cavaliere errante, sfidando la foresta  degli spiriti, in un incanto che fa sognare, suscitando sentimenti emozioni e desideri .

"Ondine"

dal 26/06 al 12/07/2013

teatro Franco Parenti - via Pier Lombardo 14 Milano

www.teatrofrancoparenti.it

 

 

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Può il mondo dei Social Media intrufolarsi nel mondo del Fashion? La risposta è si e ne abbiamo avuto dimostrazione durante la Milano Fashion Week  Uomo che si è svolta la dal 22 al 25 giugno a Milano. In occasione della sfilate collezioni Uomo Spring-Summer 2014, si  tenuta la presentazione del progetto "No Social No Love?" e della collezione P/E di T-shirt “ma anche no” ispirate all’amore 2.0. Il mondo del web e dei social media invade l'universo della moda per dare vita a un progetto Fashion 2.0!

Ho incontrato Camilla e Deborah, due ragazze trentenni simpaticissime, menti e anima di questo originale progetto! Due donne, due creative, due freelance e due grandi amiche che da un’idea, uno scherzo…hanno deciso di creare una collezione moda ispirata al mondo dei Social Network. Prendere spunto dai Social, che ormai influenzano costantemente la nostra vita, le nostre scelte, i nostri rapporti interpersonali e anche L’AMORE… per creare una linea di T-Shirt che parla dell'amore ai tempi dei Social Media.

La collezione lanciata a Milano è molto freak e frizzante! Prevalgono  i colori fluo come dettano le linee della moda di oggi. T-Shirt originali ma allo stesso tempo eleganti che portano con sé un messaggio chiaro ma ironico, e che affrontano le tematiche che ormai stanno a “cuore” a tutti: l’amore ai tempi dei social network. La collezione è dedicata alle donne che vogliono lanciare un messaggio chiaro e preciso agli uomini: “non amarmi con i Social ma ritorna a corteggiarmi come facevano i nostri anni quando non esisteva Facebook ma solo carta da lettere…e la voglia di conquistare!!!”.

No Social No Love: no all'Amore virtuale! Si all'amore reale!

Per maggiori informazioni: www.nosonocialove.com

 

Appuntamento imperdibile, quello del 3 luglio presso il Palazzo Reale di Milano, per gli amanti del genio in musica.

Ad esibirsi sarà infatti Marco Castoldi, in arte Morgan, cantautore, polistrumentista, personaggio comunicativo a 360° e talent scout.

L'amore per la musica nasce in Morgan in tenera età avvicinandolo allo studio della chitarra, strumento che abbandona qualche anno più tardi a favore del pianoforte.

Sarà tuttavia l'avvento nella new wave e del new romantic, a folgorare Morgan sulla via dei Depeche Mode, David Bowie e Lou Reed, spingendolo ad acquistare un sintetizzatore e un basso elettrico.

Nel 1991 conosce Andrea Fumagalli, in arte Andy, con il quale fonderà, due anni dopo, i Bluvertigo, il gruppo seminale per eccellenza del synthpop/electronic rock italiano.

Nel 2001 ha inizio la sua esperienza da solista, impreziosita da gioielli quali "Canzoni dell'appartamento", "Non al denaro, non all'amore nè al cielo", "da A ad A "e "Italian Songbook Vol.1 e Vol.2" (omaggio ai grandi  nomi del cantautorato italiano).

Uno stile unico quello di Morgan, ispirato al glam rock  e con un tocco eccentrico very british, camaleontico e sempre in anticipo sulle mode e sui tempi.

 

Morgan in concerto

Sala delle Cariatidi, Palazzo Reale di Milano

Start h 21

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

http://www.inartemorgan.it/

http://www.provincia.milano.it/cultura/progetti/la_milanesiana/

 

 

 

 

É strano definire “Rapper della fotografia” (cit. Silvia Paoli) uno svizzero del 1957, promotore del rilancio dello scatto Made in Italy.

Eppure la storia di Toni Thorimbert è simile a quella di tanti cantanti e artisti di strada americani, frequentatori dei bassifondi: nasce a Losanna ma passa la sua infanzia e adolescenza nella provincia di Milano, e più precisamente a Pioltello.

All’ombra della grande città Toni inizia il suo lavoro di fotografo, giovanissimo, a 12 anni creando ritratti dei suoi amici, un po’ per combattere la noia, un po’ per un’irresistibile spinta ad impugnare la macchina fotografica. “Bambini di Pioltello” è la sua prima raccolta ed esce nel 1973, forte e dura, volti di ragazzini già cresciuti, già esperti della vita, il corrispettivo in immagini dei romanzi di Pasolini.

Il suo lavoro viene immediatamente notato dai colleghi “più grandi” e subito approda nel mondo luccicante e fatato della moda. Con un servizio sui “paninari” (1984) inaugura il suo vero stile di fotografia: in uno studio preparato ad hoc Thorimbert riproduce il mondo, la strada, sfrutta i corpi e gli abiti per palesare la morale dell’individuo e del gruppo a cui appartiene.

Negli anni ’90 approda negli USA e sfrutta l’espediente di portare la strada in studio sempre più spesso. Crea il suo marchio di fabbrica, la sua firma. Collabora con riviste patinate che fanno a gara per ottenere “gli scatti di Toni” che immortala con lo stesso atteggiamento top model e clochard, noncurante e un po’ ribelle, dotato di un occhio unico, straziante e veritiero.

In questo modo afferma la sua poetica: rifiuta il mondo asettico ed esteticamente perfetto della moda non allontanandosene ma aggiungendo ad esso significato, profondità e drammaticità. Nei servizi di nuove collezioni di affermati stilisti aggiunge il suo tocco personale, la sua visione del mondo e dell’arte. La moda non è solo un fatto commerciale, è molto di più ed è compito del fotografo addizionare questo quid, che spesso si incarna nell’ironia.

Thorimbert è ancora vivo e continua a perseverare con la sua arte. Tra i suoi lavori Nerospinto segnala le raccolte fotografiche “Alegria”, “Gangs of Milan”, “Thermal baths of Vals”.

Rosantique non è una semplice artista polivalente, dj, cantante, musicista. Rosantique è un'idea. Incarna in sè un intero mondo fatto di sogni, musica, vinili, grammofoni, collane di perle, martini e champagne. E' inutile provare a resistere, un solo sguardo, un tuffo nei suoi occhi o nel suo sorriso e si viene risucchiati in un'altra dimensione. Gli anni sono i primi del novecento, quando il jazz veniva suonato nelle cantine quasi in modo clandestino, le buick sfrecciavano veloci tra le luci frenetiche della città e le feste brillavano sempre di un'aura di sfarzo ed eccesso. Un vortice di musica, voci celestiali, chitarre gipsy e sassofoni. Un intero immaginario racchiuso nel cuore di una ragazza che non riesce a fare a meno di cantare, dell'arte una necessità, l'unico modo di vivere.

Non stupisce che oggi sia lei l'alfiere Italiano del movimento ElectroSwing.

GOD SAVE THE SWING! - Live set at Candy Bar - Le Banque (MILAN) by Rosantique on Mixcloud

 

Qualche anno fa, però, la nostra giovane di provincia (Magenta per l'esattezza), non aveva che i suoi sogni in mano. Come in una favola la pazienza, gli errori, lo studio, la pratica, l'hanno trasformata in una principessa, la principessa dell'electroswing. E' stata la sua insaziabile curiosità e la sua vocazione per il canto a farle amare sempre di più un campo tanto affascinante come quello musicale. Con le migliori insegnanti e compagne di training come Giusy Ferreri (vicina di casa), il suo diamante grezzo ha preso forma, si è raffinato e Rosantique è riuscita a trovare il suo modo di comunicare.

Attratta dalla teoria del canto più puro la sua educazione si è soffermata sulle teorie più olistiche della disciplina. Una teoria del canto come rappresentazione dell'io interiore, dell'anima, in una visione quasi esoterica dell'arte più soave. Non è un caso forse che riesca a toccare così da vicino le corde sensibili di uno spettatore anche disattento. Ovviamente questa elevazione concettuale l'ha spinta a ricercare i suoi riferimenti in un altrettanto nobile pantheon di artisti.

Il soul jazz di Nina Simone, forse l'esempio più calzante, o di Ella Fitzgerald , una classe inconfondibile e così raffinata da mettere in discussione il concetto stesso di fruizione dell'opera. Come se esistesse un altro modo di sentire la musica e solo loro a poterlo svelare.152

Con questi presupposti nasce il primo gruppo della nostra giovane artista, Mise En Jazz, un progetto semplice, un gruppo cover di pezzi classici jazz. Ma subito è stato chiaro che non sarebbe stato quello il destino di Rosantique. La voglia di sperimentare era tanta e il jazz non bastava più. Pian piano il gruppo è diventato un laboratorio fumante di novità, tra arrangiamenti di pezzi pop e elettronica in chiave retrò. Amy Winehouse, Lady Gaga, e pezzi di altri artisti contemporanei venivano riarrangiati in una chiave più frizzante. E finalmente la rivelazione: la scoperta dell'electroswing.

E' stata con la scoperta del genere che si è trovato un equilibrio nell'animo inquieto della giovane. Il passo da cantante a dj è stato breve, sempre spinta da una fortissima voglia di sperimentare. Così il progetto è diventato più complicato, più personale, mutando in un dj set pieno di sorprese e interventi canori live.

In breve tempo la sua abilità e le sue doti innate l'hanno resa l'indimenticabile star che conosciamo adesso. Il circuito electroswing l'ha subito accolta come madrina della scena italiana. Primi tra tutti gli Swingrowers, con un sorprendente rapporto di lavoro e amicizia sfociato in breve tempo nella prima serata ElectroSwing, nell'aprile 2012, ospitata dal lungimirante Dynamo Club di Milano. Attori della prima assoluta in territorio menenghino furono gli Swingrowers,  Rita Lynch (burlesquer di fama internazionale) e una Rosantique che ormai acquisiva la padronanza del genere e dei mezzi. Nasceva così l'electroswing a milano e di lì a poco anche electroswing italia, il portale dedicato al movimento della New Swing Generation.

 

rosantique per nerospinto

La strada sembra tutta in discesa per una donna dal talento infinito e in meno di un anno riceve parecchie attenzioni dai media e diversi riconoscimenti anche in settori collaterali come Miss Pin Up 2012 alla Fiera dei Motori, ritrovandosi di lì a breve ritratta dai maggiori fotografi per le riviste nazionali di custom, fino ad approdare alla Ludwig Sound, agenzia di booking di Carmela Senfett, visionaria imprenditrice che ha colto per prima l'importanza di un genere troppo sottovalutato in Italia.

Nell'ambiente si è subito sparsa la voce e ciò le ha fruttato il fondamentale  intervento nel progetto di Dj Pony Montana come testimonial e dj supporter: Buonasera Signorina, la compilation firmata dal più importante dj italiano del genere. E così tra una release, una tournée e addirittura un'ospitata in anteprima allo Spring Break croato, si ha avuto anche il tempo di organizzare un programma radiofonico su una web radio di ragazzi italiani all'estero: The Great Complotto Radio. Un'emittente che le dà carta bianca su un programma a base di Electroswing. Un appuntamento settimanale, il lunedì alle 21.00, che funge da bollettino internazionale del genere, con una visione globale del movimento e un'ottica cosmopolita nel presentare il tutto.

La vita sembra un film per Rosantique e proprio quando dovrebbe arrivare il colpo di scena a stravolgere le carte in tavola, la nostra eroina batte il sistema della struttura narrativa e parte per un fortunatissimo tour in Germania, toccando Berlino, Dresda e Lipsia. Un viaggio di affermazione di un'artista nazionale. Inutile dire che l'accoglienza del già navigato popolo tedesco è stata eccezionale. Forse proprio perchè già abituati a un tipo di spettacolo di genere, hanno saputo meglio apprezzare un talento unico.rosantique 3

Adesso Rosantique lavora al suo show, un ritorno alle dinamiche di gruppo in un live show tra strumenti dal vivo, campioni, sinth e tanto spettacolo, tra lustrini e paillettes.

In attesa del suo primo lavoro di produzione, preventivato per il 2014, si potrà godere del talento di Rosantique alle serate de La Nuit ElectroSwing. Neonata organizzazione di eventi a tema che sembra ormai essersi affermata come leader sul territorio menenghino.

Il prossimo appuntamento con La Nuit sarà il 12 luglio alla terrazza con vista al numero 15 di Via Ventura, il 4th floor. In programmazione un live set, un duetto, un piccolo showcase, Rosantique e il sassofono dal vivo di Alex Rice. Sicuramente uno spettacolo da non perdere, godiamoci un'artista di altissimo livello nella sua salita alle stelle.

 

Domenica 23 giugno negli spazi di Macao è andato in scena Moana Porno-Revolution uno spettacolo di e con Irene Serini e di cui Marcela Serli ne ha firmato drammaturgia e regia.

La Serli, argentina di Tucuman da diversi anni in Italia, è attrice e regista. Già collaboratrice di Serena Sinigaglia, si distingue per la proposta artistica che unisce teatro sociale e un certo gusto per il gioco scenico.

Attraverso la maestria di un'attrice appassionata come la Serini, Marcela Serli porta in scena uno spettacolo che già dal titolo dichiara provocatoriamente una presa di posizione accendendo l'interesse dello spettatore.

Perché oltre al nome di Moana, la Pozzi che da eroina scandalosa è passata ad occupare un posto d'onore nell'olimpo dei miti contemporanei, compaiono anche le parole porno e rivoluzione che accostate aprono infinite finestre sull'attuale e sulla possibilità di creare pensiero e riflessione intorno a uno dei più grandi tabù dell'essere umano: il sesso.

Anche il teatro contemporaneo, dunque, si affaccia a questa tematica per scandagliarne i molteplici aspetti e le implicazioni che rendono il mondo della pornografia una questione che va al di là di uno schermo che proietta immagini hardcore, rimandando a qualcosa di più ampio che si innesta nelle trame più profonde del nostro tessuto sociale e rilanciando così la possibilità di astenersi dal giudizio, ancorandosi a quella che è la sua funzione imprescindibile e cioè quella di creare interrogativi.

Nerospinto ha intervistato per voi Marcela Serli, guarda la video-intervista sul canale Youtube di Nerospinto.

Grande attesa per la mostra dell'orrore allo spazio Gluck di Milano "vampiri, zombie e lupi mannari", che apre i battenti dal 12 luglio fino al 30 ottobre 2013.

 Per celebrare i novant'anni del cinema horror, l'esposizione ripercorre le tappe fondamentali con i protagonisti del "noir - horror": partendo dal 1922 con Nosferatu, fino a i vampiri belli di Twilight, dai maestri del made in italy Bava e Romenro fino a World War Z.

La mostra ripercorre la storia di un genere affascinate e unico attraverso l’esposizione di più di  150 manifesti cinematografici originali accompagnati da gadget, fumetti, libri, edizioni rare, pressbook d’epoca, foto di scena, memorabilia, statuette e tante sorprese.

Grazie alle grafiche dei manifesti, alcuni dei quali sono delle vere e proprie opere d’arte dipinte a mano, si viaggia in un mondo tutto da scoprire, fatto di innovazione e tradizione, paura e terrore, ma anche tanto, tanto divertimento.

Non perdete l'appuntamento con i personaggi "terribili" del cinema!

"Vampiri, zombie e lupi mannari"

Fermo immagine via Gluck 45

Orari: da martedì a domenica 14.00-19.00 – Lunedì chiuso Ingresso: 5 euro intero, 3 euro ridotto e tesserati

http://www.museofermoimmagine.it/museo/future

Nerospinto vi invita ad una riflessione sul passato e presente, dandovi appuntamento allo spazio Oberdan, che ripropone un grande classico del cinema italiano in copia restaurata: "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" di Elio Petri.

Il film Vincitore del Premio Speciale della giuria al 23. Festival di Cannes (1970), del premio Oscar 1971 per il miglior film straniero e del David di Donatello 1970 per il miglior attore protagonista a Gian Maria Volonté, qui in una delle sue più intense interpretazioni, è un esempio eclatante del cinema civile degli anni fra i Sessanta e i Settanta di cui il suo autore, Elio Petri, è stato uno dei massimi esponenti.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto ha assunto una dimensione sempre più profetica scorrendo le cronache politico-giudiziarie dei decenni successivi.

La sceneggiatura, scritta da Petri con Ugo Pirro, mette in scena un uomo tanto apparentemente potente quanto intimamente fragile. Nato con all'origine l'idea dostoevskiana dell'assassino che sfida la giustizia, il film venne accusato da alcuni gruppi extraparlamentari di essere addirittura a favore della polizia avendo avuto troppo successo. Se lo si ripensa oggi, dopo il G8 di Genova e le riflessioni che in materia anche il cinema ci ha offerto, ci si accorge di come i temi trattati siano ancora di estrema attualità.

"Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" di Elio Petri

fino al 29 giugno

sala Alda Merini - Spazio Oberdan - Provincia di Milano

via Vittorio Veneto 2 Milano

http://oberdan.cinetecamilano.it/film/indagine-su-un-cittadino-al-di-sopra-di-ogni-sospetto-copia-restaurata/

Dal 10 giugno fino al 31 luglio è d’obbligo  l’appuntamento con il Festival City Sound 2013, che per più di un mese vedrà alternarsi nel capoluogo lombardo grandi nomi della musica internazionale.

Un avvenimento che già nella sua prima edizione, organizzata lo scorso anno, ha saputo raccogliere attorno a sé un grande consenso di pubblico (sono stati sessantaduemila i biglietti venduti in occasione dei concerti andati in scena nell’edizione 2012 del festival), e soprattutto ha radunato artisti di assoluta importanza, come ad esempio gli Stone Roses, Alanis Morrissette, i Kasabian e la grande reunion dei Beach Boys, solamente per citarne alcuni.

Per l’edizione 2013 del City Sound a Milano dopo i Paramore, i Fun, i Killers e i Toto, l’1 luglio si esibiranno i The National, una delle band più atipiche. Brillanti e mondani, ma al contempo trasandati e crepuscolari, con uno spiccato senso dell'ironia. Partiti da un canonico indie-rock con venature roots per approdare da una parte in territori "di confine" (il revival post-punk, le sfumature dark e noir all'europea, il minimalismo da camera), dall'altra al recupero del pop più nobile.

Il City Sound Festival si ripropone perciò con un programma di assoluto rispetto che accenderà le serate milanesi praticamente per tutta l’estate, con i concerti che avranno luogo nella location dell’Ippodromo del Galoppo della città meneghina, ovvero la stessa dello scorso anno. Un’area ideale per ospitare il festival e gli stand e le manifestazioni ad esso connessi, con un’area di oltre trentaquattromila metri quadri a disposizione di chi vorrà godersi l’intrattenimento del City Sound 2013.

Per info:

Ippodromo del Galoppo

 

Via Ippodromo, 100

 

Milano Telefono: 02 482161

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