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Grande appuntamento con la musica di tendenza sabato 28 settembre a Milano!

Un palazzo prende vita e un palcoscenico si accende per ospitare grandi nomi della musica italiana: ad esibirsi saranno infatti i Motel Connection, guru della musica elettronica, che interagiranno con musicisti quali: Saturnino,Negrita,Giuliano Palma, Irene Grandi, MarcoTamburini&RDJCollective ed Ensi, che interagiranno grazie alla tecnologia made in Samsung!

Appuntamento sabato 28 settembre in Corso Europa, 20!!

Evento gratuito

Una serata da non perdere per gli amanti dei prodotti Samsung e della musica italiana più in voga!

 

Tutto comincia con una dichiarazione di Guido Barilla durante una trasmissione radiofonica: “noi la pubblicità con gli omosessuali no, siamo un'azienda familiare, puntata sulla famiglia”. Una dichiarazione improvvida, per molti aspetti ingenua, ma di sicuro sincera. Parliamo di un marchio che ha costruito l'immaginario del Mulino Bianco: la famiglia bucolica, sazia e felice.

Il simbolo di un'Italia che in gran parte ha cessato di esistere, il cui orizzonte si è arenato, come la Concordia, sul fondale di una crisi di identità, ancora prima che economica. Ma dove c'è Barilla, c'è casa. E la casa è il nido della famiglia, ovviamente etero, senza ingerenze libertarie stravaganti come la famiglia allargata, i matrimoni gay e altre cosaccie di questo tipo.

Improvvida, dicevamo. In Rete è tutto un fiorire di critiche e di sfottò, alcune sopra le righe, altre divertite, qualcuna velenosa. Come «dove c'è Barilla, c'è casa. Pound». Spade sguainate anche dalle famiglie etero friendly: «No signor Guido Barilla. Non ci sono solo le famiglie gay a non essere d'accordo, ci sono anche quelle etero che non compreranno più questa pasta. W le famiglie arcobaleno!».

Mentre le associazioni gay, indignate, annunciano inevitabili boicottaggi. Su twitter è nato l'hastag #boicottabarilla. Lo annuncia Aurelio Mancuso, presidente dell'associazione omosessuale Equality Italia.

Domani forse non se ne parlerà più, ma gli studiosi di marketing di sicuro useranno l'esempio Barilla come epico caso di caduta di stile. Un epic fail per l'appunto, un proverbiale autogoll.

Nel cold case spunta poi il ruolo della concorrenza che attraverso il suo social sbeffeggia il concorrente. Come? Semplicemente rimarcando un'appartenenza esclusivamente culinaria: “Le uniche famiglie che non sono Garofalo sono quelle che non amano la buona pasta”. Perchè, è bene ricordarlo, si parla di cibo, e l'unica cosa che chiediamo ad una pasta è quello di essere buona. O no?

Oggi vi presentiamo la famiglia Wu. Tra le prime ad aver portato a Milano la cucina fusion, arte culinaria che combina ingredienti provenienti da tradizioni culinarie diverse per creare menu e piatti elaborati, saporiti e fantasiosi.

Milano è la città d'eccellenza di scambi multiculturali e incontri, la si può considerare la culla di una cucina ricercata e raffinata, nata dalla curiosità di scoprire e comprendere l'altro e il diverso. In questo l'arte culinaria di Taiyo è una sicurezza.

Già presente in città con diversi ristoranti, ha inaugurato nel mese di marzo in Viale Monza Tayo Sushi Restaurant, una perfetta combinazione tra modernità e tradizione. E' una versione contemporanea del classico ristorante giapponese, dove i piatti sono sapientemente combinati in un raffinato equilibrio di sapori.

Wu Taiyo è il luogo ideale dove poter vivere e condividere un'esperienza multisensoriale: la preziosa location, superbi piatti e l'atmosfera che si respira creano un perfetto connubio tra Occidente e Oriente. L'ambiente è sapientemente studiato e arredato dall'architetto, scenografo e designer Maurizio Lai.

Wu Taiyo Sushi Restaurant è l'oasi perfetta per tutti coloro che amano la cucina giapponese contemporanea, originale, cosmopolita.

Per tutto il mese di ottobre e novembre, aggiungendo un like alla loro pagina Facebook si avrà la possibilità di acquistare una bottiglia del pregiato Champagne Moet-Chandon a soli €40.

Inoltre il ristorante ha una convenzione con Autogarage Loreto di Viale Monza, così. presentando il biglietto timbrato della cena avrete 2 ore di parcheggio gratuite.

Indira Fassioni 

Wu Taiyo Sushi Restaurant - viale Monza 23, Milano.

tel. 02 26113972

Aperto pranzo e cena. Chiuso il lunedì a pranzo.

www.wutaiyo.com

La nuova serie televisiva prequel de Il silenzio degli innocenti che vede Hannibal Lecter ancora noto psicologo e uomo libero ma già cannibale e serial killer ha oltre che una trama particolareggiata e una narrazione minuziosa e lenta anche altre caratteristiche strutturali e di costruzione filmica che accrescono l’originalità e la novità del prodotto.

Tanto per cominciare la riscostruzione ambientale del tempo e degli anni ai quali fa riferimento la serie che lo scenografo Metthew Davies cura fin nei minimi particolari. Le vecchie auto guidate dai protagonisti arrivano direttamete da una concessionaria inglese perché negli Usa molti dei vecchi veicoli vengono quasi sempre demoliti alla ricerca di pezzi di ricambio, per cui, Davies, gallese di origini si è affidato alle risorse del Regno Unito per le auto di scena e per alcuni degli oggetti di arredamento presenti nella casa del protagonista Hannibal. Come le pendole della bibliteca, le sedie dalla spalliera alta e alcuni tappeti acquistati dalle vecchie scenografie dei film in costume prodotti in Inghilterra. Gli elettromodestici invece sono tutti made in Usa. Patria di piccoli gioielli funzionali come il tostapane, lo spremiagrumi e il frullatore con cui Hannibal non manca di preparare “manicaretti” con parti del corpo umano delle sue vittime.

Curatissimi anche gli abiti di scena. Le camicie finto vintage del protagonista, i jeans a vita alta dell’agente dell’FBI, le gonne svasate della bella ricercatrice universitaria e le cravatte demodè e dai disegni improponibili indossate dal coordiantore del Bureau che il costumista Christopher Hargadon sceglie, combina e presenta con cura a ogni episodio della serie.

La cosa più spettacolare rimane comunqne la fotografia che dà a Hannibal il senso più giusto per presentare la storia. La serie infatti nasce nell’intenzione del suo creatore Fuller, come una storia da raccontare senza clamore, lentamente e facendo immedesimare lo spettatore in ogni passaggio, dalla scena più colloquiale a quella più efferata. Per questo la realizzazione filmica aveva bisogno di una fotografia quasi sussurrata, dalle tinte tenue e sfumate che ricreasse una realtà credibile ma quasi immersa nella dimensione onirica. James Hawkinson e Karim Hussein ce l’hanno fatta benissimo.

Forti della loro esperienza in Canada, al Festival di Boston e con le produzione hollywoodiane più prestigiosi i due screenwriter hanno realizzato una delle più sofisticate e precise fotografie filmiche che si siamo mai viste in una serie televisiva.

Per concludere Hannibal ha una colonna sonora che più varia non si potrebbe immaginare.

C’è né davvero per tutti i gusti, dalla musica gotica rintepretata da Delibes e Faurè alle opere più note del repertorio della musica classica, Beethover, Mozart, Vivaldi, fino ai contemporanei come Elina Garanca. Insomma, una serie che nelle intenzioni degli autori non vuole essere un semplice prequel ma un vero viaggio nella costruzione di un prodotto che possa affascinare al di là del personaggio principale e delle sue discutibili scelte di vita.

 

 

A Palazzo Reale oltre 80 Capolavori dal Centre Pompidou di Parigi, opere dei più celebri scultori e pittori del XX secolo che raccontano un periodo fondamentale dell'evolversi del genere del "ritratto" nella storia dell'arte figurativa. A sconvolgere e mutare di continuo la rappresentazione della figura umana si possono citare diversi avvenimenti essenziali, suggeriti dallo stesso Michel Bouhours, conservatore del Centre Pompidou e curatore di questa splendida mostra. Questi sono: l'invenzione della psicoanalisi, l'esperienza dei regimi totalitari e l'annullamento dell'individuo nei campi di concentramento, la nascita della fotografia, la cui forza prorompente generalizzava e sconvolgeva quel che fino ad allora si era considerato arte. E ancora si può citare l'immaginario collettivo massificato e spersonalizzante generato dai media e le avanguardie, con la prorompente spinta all'astrazione che l'arte andava sviluppando. "Tutto pare" - scrive Bouhours, - "concorrere all'idea dell'arrivo in un mondo senza più volti. E nonostante questo, cresce all'epoca una sorta di frenesia a farsi fare il ritratto, come per far entrare se stessi in una vertigine di ubiquità e di istantaneità dettate dai media contemporanei: l'immagine della propria immagine si è imposta".

Il ritratto non è scomparso con l'arte moderna quindi, al contrario è stato rielaborato in maniera personale da grandi maestri come Matisse, Picasso, Bacon. L'esposizione dunque esplora la ricerca sulla figura, protagonista delle innovazioni del XX secolo attraverso lo studio dei volti umani e delle forme, con opere di Constantin Brancusi, Max Ernst, Joan Miró, Fernand Léger e sculture di Matisse e Derain. Marca il confine tra ritratto e composizione, includendo opere di De Chirico, Baselitz, Bacon, Picasso e Alberto Giacometti e chiude con l'evoluzione della ritrattistica dopo l'affermazione della fotografia e il monopolio della raffigurazione realista da parte della forma d'arte "emergente", attraverso opere di Tamara de Lempicka, Errò, Elizabeth Peyton.

 

Sono sette le tematiche fondanti: I misteri dell'anima, L'autoritratto, Il volto alla prova del formalismo, I volti in sogno, Il Surrealismo, L'impossibile permanenza dell'essere, Dopo la fotografia, La disintegrazione del soggetto. La mostra è un evento spettacolare perché non capita tutti i giorni di ammirare in un'unica occasione i capolavori di Picasso, i colorismi di Matisse, le suggestive intimità di Modigliani, le astrazioni di Miró, le composizioni di De Chirico, gli smembramenti e le deformazioni di Bacon. Gli artisti entrano in un muto dialogo tra loro mettendo in relazione l'analisi e la ricerca geometrica sui volti, il gioco delle forme, lo sguardo all'interiorità, la sintesi e la scomposizione, la trasformazione e lo smembramento. Il tutto in un muto gioco di introspezioni, astrazioni e disfacimenti, che riportano le avanguardie storiche all'antico splendore ed indagano il complicato rapporto dell'uomo con se stesso e con la propria immagine. 

Milano, Palazzo Reale

Dal 25 settembre 2013 al 9 febbraio 2014

Lunedì: 14.30-19.30

Dal martedì alla domenica: 9.30-19-30

Giovedì e sabato: 9.30-22.30

Per informazioni: www.ilvoltodel900.it

L’arte a portata di mano, anzi, di pollice: è arrivata That’s App, la nuova applicazione per smartphone che fa da “Cicerone” guidandoti fra gli eventi di arte contemporanea nella città di Milano!

Grazie al supporto di Rottapharm| Madaus, la nuova mobile app firmata Android è stata dotata di una mappa geolocalizzata, per individuare i luoghi d’arte contemporanea più vicini alla tua posizione e fornire i percorsi più rapidi per raggiungerli, di un’agenda per fissare gli appuntamenti che più ti interessano e fornire una scheda informativa con immagini, orari e date di apertura e di una sezione Special Event per restare sempre aggiornati sugli eventi in risalto e condividerli con i tuoi amici.

La soluzione perfetta per restare sempre aggornati sugli eventi che si svolgono nella tua città!

Per scaricarla:

su Google Play Store

play.google.com/store/apps/details?id=com.thatscontemporary.android.thatsapp&hl=it

e per i possessori di IPhone e IPad sull’Apple Store

 itunes.apple.com/it/app/thats-app/id624341746?mt=8&ign-mpt=uo=4

 

Inotre, in collaborazione con il Pac Padiglione di Arte Contemporanea, That’s App organizzerà in esclusiva una sezione di approfondimento e contenuti speciali per la mostra Adrian Paci.Vite in Transito che verrà inaugurata il prossimo 5 ottobre.

L’occasione per testarla e innamorarsene!

Dal 28 settembre al 13 ottobre 2013, si svolgerà la XXVII edizione del Festival MilanOltre, commistione di teatro, danza ed eventi di varia sorta.

Il Festival, avente loco al Teatro Elfo Puccini, alzerà il sipario con due spettacoli tutti italiani: la nuova produzione di Susanna Beltrami, Homesik in coproduzione con MilanOltre, e lo spettacolo 2 + 2 = 5, ad opera della compagnia Sanpapiè, che renderà omaggio ad alcune icone della danza.

Dal 1 ottobre si entrerà nel fulcro del Festival, con il primo focus dedicato al Ballet National de Marseille: un ensemble di 18 provetti danzatori, i quali si esibiranno con 4 diversi programmi artistici.

Dal 9 ottobre invece, partirà il secondo Focus di questa edizione, il quale si incentrerà su uno dei coreografi più prolifici del panorama nazionale: Virglio Sileni.

Sileni ci presenterà 3 opere: De Anima, la sua più recente creazione, la quale prende ispirazione dall’omonima opera di Aristotele: il principio di tutto è la concezione di anima come movimento.

Di fronte agli occhi degli altri, 11 ottobre. uno spettacolo di danza come gesto di dolore, che farà riferimento ai conflitti più recenti e sanguinosi del nostro tempo.

Il ricchissimo programma offre anche spazio ai più giovani, con “Cerbiatti del nostro futuro”, un progetto di giovanissimi danzatori (10 e 13 anni) che mostreranno, con occhio acuto e profondo, il progresso ed il processo della danza contemporanea.

Ospite speciale è Daniele Albanese, ballerino e corografo emiliano, fondatore della Compagnia Stalker, che andrà in scena con due intensi spettacoli: AnnotTazioni, assolo sull’attrazione e sull’assenza e D.O.G.M.A., sull’idea di una prepotente forza invisibile.

Sarà possibile anche partecipare ad alcuni workshop condotti da coreografi del festival, incontri post spettacolo e, come novità, alcune lezioni sulla storia della danza, in collaborazione con i principali Atenei milanesi e docenti.

Una brutta notizia per i fans di Asaf Avidan, il cantautore israeliano divenuto famoso grazie al remix della sua "One day/Reckoning Song".

Infatti, a causa di improrogabili impegni di promozione all'estero (come recita un comunicato ufficiale girato in rete), il cantante si è visto costretto ad annullare le 4 date italiane del suo mini tour nella penisola:

Martedì 5 NOVEMBRE 2013 – MILANO – TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI Giovedì 7 NOVEMBRE 2013 – FIRENZE – OBIHALL Venerdì 8 NOVEMBRE 2013 – BOLOGNA – ESTRAGON Domenica 10 NOVEMBRE 2013 – NAPOLI – DUEL BEAT

Qui di seguito le informazioni utili riguardo al rimborso dei biglietti già acquistati:

MILANO / TICKETONE / ACQUISTO PUNTI VENDITA: I clienti che hanno acquistato i biglietti presso i punti vendita TicketOne potranno recarsi presso i medesimi punti vendita e chiedere il rimborso dei biglietti entro e non oltre il 3 dicembre 2013.

TICKETONE / ACQUISTO ONLINE: I clienti che hanno acquistato i biglietti sul sito web Ticketone.it verranno contattati direttamente dal customer service e riceveranno indicazioni in merito al rimborso.

ALTRE DATE ED ALTRI CIRCUITI Il  rimborso dei biglietti acquistati va richiesto alla prevendita dove il biglietto e’ stato acquistato da oggi fino al 23 novembre.

 

Per maggiori informazioni su Asaf Avidan:

http://www.asafavidanmusic.com/

https://www.facebook.com/asafavidanmusic?fref=ts

 

 

Romana ma di origini caraibiche, Stella Jean è passata dal calcare le passerelle al dietro le quinte. Ed è proprio grazie all'esperienza sul campo e a uno stile unico e riconoscibile che si sta facendo strada nel mondo della moda. Tra le vincitrici del concorso patrocinato da AltaRoma e Vogue Italia Who's on Next nel 2011, la stilista è stata scelta da uno dei nomi più importanti della moda mondiale, Giorgio Armani, per presentare la sua collezione primavera/estate 2014 presso il Teatro Armani di Milano. Tessuti colorati e fantasie creole si uniscono alle linee classiche in prodotti dove è evidente l'alta sartorialità italiana. L'unione di camicie a righe con gonne dalle stampe haitiane: una commistione di generi che crea una femminilità e una sensualità unica nel suo genere. Scarpe dai tacchi vertiginosi e slippers iperfemminili, accessori maxi e deliziose fasce a fiocco da portare con disinvoltura. Parola d'ordine: colore. Insomma, una firma da seguire e che, ne sono certa, sentiremo nominare sempre più spesso. D'altra parte, se in prima fila c'erano Franca Sozzani e Anna Dello Russo qualcosa vorrà pur dire...

Nerospinto vi sfida questa volta ad affermare e riaffermare la vostra apertura e conoscenza di culture e mondi che apparentemente ci appaiono come distanti, ma con i quali in verità ci troviamo spesso a doverci confrontare nella vita di ogni giorno. Così si viene a creare in noi non solo un interesse ma una diffusa e insoddisfatta curiosità su quanto le persone, i luoghi e le religioni differenti possano in fondo avere in comune con noi o su quanto in realtà crediamo di comprenderle e sapere di loro, ma ciascuno di noi ha delle lacune, grandi o piccole, a cui solo determinate occasioni culturali riescono a fornire delle risposte adeguate.

Per esempio; quanti di voi possono affermare (sinceramente) di conoscere bene e a fondo la cultura ebraica? Se a scuola l’aver guardato la versione cinematografica de Il nome della rosa può avervi salvato per la verifica di fine mese, in questo caso aver visto qualche film non vi basterà. Si può sempre rimediare. Milano offre numerose opportunità e un nuovo e interessante festival (decisamente da non perdere) sta per aprire i battenti in città. Si tratta di Jewish and the City, la prima edizione del Festival internazionale di cultura ebraica (dal 28 settembre al 1 ottobre), l’evento che ha lo scopo di offrire uno sguardo di insieme sulla tradizione di una cultura che fa parte della Storia del nostro Paese e di tutta l’Europa da secoli.

Il tema del sabato del diritto al riposo (riuscireste a fermarvi per un giorno? Senza neanche controllare il cellulare?) verrà trattato in diversi modi (dalla preparazione dello Shabbat alle ricette Kasher). Incontri, seminari, laboratori, performance, spettacoli e concerti saranno occasione di dialogo e confronto dell’ebraismo nelle vie della città, ma soprattutto nel quartiere Guastalla, sede della sinagoga. Tutti gli eventi sono gratuiti, a ingresso libero fino a esaurimento posti (solo alcuni sono su prenotazione).

Il programma completo è consultabile sul sito:  www.jewishandthecity.it

Indira Fassioni

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