CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari tornano, dal 17 al 27 ottobre, al Teatro della Cooperativa di Milano con un nuovo spettacolo, In fondo agli occhi, per la regia di Cèsar Brie.
I due attori portano in scena uno spettacolo incentrato sui temi della crisi e della malattia che ne deriva,visti da due punti di vista: quello reale, della malattia fisica e della cecità, inteso come filtro attraverso cui analizzare il contemporaneo e l'altro metaforico,in cui la cecità è la condizione di un intero paese, che brancola nel buio alla ricerca di una via d'uscita.
Un paese in crisi è un paese malato, i cui abitanti sono malati: un tema forte, ma raccontato con poesia e ironia.
Il regista, Cèsar Brie, ha saputo unire la cecità (vera) di Gabriele Berardi con la cura (vera) che Gabriella Casolari vive nella sua vita quotidiana, portando sul palco l'Italia di oggi, rappresentata da due individui che si incontrano in un bar e narrano a vicenda la propria storia, le proprie speranze e i propri sogni mancati.
Finzione, autobiografia, realtà, dramma e ironia sono gli ingredienti di "In fondo agli occhi", uno spettacolo che non mancherà di emozionare e far discutere.
Per gli interessati, segnaliamo anche l'uscita del libro di Gianfranco Berardi, "In principio era il cieco", pubblicato da Editoria&Spettacolo, nella collana curata da Dario Tommasello, docente presso l'Università di Messina.
Teatro della Cooperativa (17/27 ottobre 2013)
ORARI: feriali e festivi ore 20.45 – lunedì riposo
PREZZI: intero 18 € - ridotti 13/8 €
www.teatrodellacooperativa.it - Via Hermada 8, Milano – tel. 02.64749997
Cenare ON STAGE su un vero e proprio palcoscenico oggi è possibile! La compagnia teatrale Estia, da anni cuore pulsante del Teatro In-Stabile all’interno del carcere di Milano-Bollate, presenta “Camerieri della Vita”: una cena con intrattenimento teatrale.
E’ un evento imperdibile: in una cornice elegante ed esclusiva, gli attori camerieri – detenuti e non – serviranno un menù completo dall’antipasto al dolce, insaporendo le vivande di un frammento delle loro vite.
La cena, curata da un catering altamente qualificato e prenotabile anche da gruppi chiusi per cene aziendali e grandi occasioni, sarà arricchita e ravvivata da momenti teatrali e musicali.
Istrionici i “Camerieri della Vita”, tipi allegri e pasticcioni, malinconici e raffinati. Attori che si prenderanno cura dei loro commensali, giocando ironicamente sulla differenza tra chi serve la vita e chi dalla vita è servito.
Inevitabile e potente l’esperienza umana di superare le grate del carcere per sedersi a tavola insieme ai detenuti. Un’occasione preziosa e un modo leggero e conviviale che consentirà allo spettatore di sentirsi parte attiva in quel processo di inclusione e integrazione, necessario, forse indispensabile, per poter finalmente abitare una società più sana e sicura.
Camerieri della vita
cena con intrattenimento teatrale
Prossime date:18,24 e 25 ottobre
Teatro In-Stabile
c/o II Casa di Reclusione di Milano-Bollate,
Via Cristina di Belgioioso 120 – Milano
Tel.+39. 02.23168216
Mobile: 331.5672144
Prenotazione obbligatoria con Form online all’indirizzo: www.cooperativaestia.org/prenotazioni
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
“Dance, dance, otherwise we are lost.”
Per qualcuno è un ricordo emozionante, per altri è musica, per altri ancora un'immagine, un quadro, parole in movimento o un corpo che dialoga con lo spazio attorno a lui. Per il gruppo Osteoporosys Dance Theatre, consolidata realtà brianzola da più di dieci anni, la risposta alla domanda “cos’è la danza” la si può ritrovare nel loro progetto performativo DANCE ODDITY, lavoro coreografico che vuole dare un significato al movimento danzato nelle sue molteplici fisicità, dalle sue espressioni giocose fino a quelle più malinconiche, per dare sfogo alla creatività che è radice di ogni talento. Una performance fisica, carnale, che vive dei corpi ma, al contempo, li trascende, cercando di addentrarsi nell’intimo degli artisti per arrivare a toccare l’ineffabile racchiuso nel loro DNA, quell’io creativo che rende ogni esibizione così coinvolgente e irripetibile.
Sabato 12 settembre alle 19.30, ODT sarà ospite dell’ Associazione Arte da Mangiare, associazione culturale dove gli Artisti indagano le tematiche dell’Ambiente e dell’Alimentazione ricercando strade sempre diverse e innovative, che possano sollecitare l'attenzione del grande pubblico avvicinandolo al mondo dell’Arte, del Cibo e della Comunicazione. In occasione della sesta edizione di “Orto d’Artista: dalla Semina al Raccolto, evento a sostegno della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il progetto performativo Dance Oddity, a cura di Pier Giovanni Bellotto, verrà messo in scena alla Società Umanitaria di via Barnaba 38, storico ente morale della città meneghina.
L’occasione perfetta per celebrare l’arte in tutte le sue forme, per lasciarsi trasportare dalla bravura e dalla passione del gruppo artistico Osteoporosys, per sentire sulla propria pelle quell’energia che solo la danza sa comunicare. ODT sarà, inoltre, ospite d’eccezione alla serata conclusiva del Festival della Cultura Psicologica 2013, per regalare un’altra sublime interpretazione all’Hotel Enterprise il prossimo 26 ottobre.
DANCEODDITY di Pier Giovanni Bellotto sabato 12 ottobre 2013 - h. 19.30 Società Umanitaria via San Barnaba 38 - Milano ingresso libero
con: Pier Giovanni Bellotto, Cristina Triggiani, Lino Maggioni, Anna Gusmeroli, Laura Gusmeroli, Pamela Gilardoni, Federica Amigoni, Silvia Invernizzi, Betty Frigerio, Aurelie Potier, Elena Manganaro, Sara Riva, Francesca Riva e Ornella Orlandi e Anais Mauri
Per informazioni http://www.artedamangiare.it/evento.aspx?e=8272 http://www.artedamangiare.it/
Sessanta artisti di fama internazionale, minitessili e grandi installazioni, una dimora settecentesca sul lago di Como, questi sono gli ingredienti di Miniartextil, la più accreditata rassegna d'arte tessile contemporanea a livello internazionale, giunta alla sua XXIII edizione.
La manifestazione, organizzata dall'Associazione Arte&Arte di Como e curata dal Professor Luciano Caramel, costituisce un unicum nel suo genere. Non solo si contraddistingue per il fatto di essere l'unica mostra d'arte tessile a cadenza annuale a livello europeo, ma anche per il suo carattere itinerante e internazionale: Como è solo la prima tappa di una rassegna che proseguirà in altre importanti location europee con l'obiettivo di far conoscere artisti tessili provenienti da tutto il mondo. Nel segno di un crescente gradimento da parte del pubblico, Miniartextil verrà ospitata oltre che dalla città francese di Montrouge, da Cadry, un altro comune d'oltralpe.
Fino al primo di dicembre nelle sale di Villa Olmo sarà possibile ammirare le 54 opere finaliste del concorso minitessili selezionate da una giuria composta da Luciano Caramel, Maria Cristina Cedrini e Vito Capone, accanto a 15 installazioni realizzate da importanti artisti del panorama dell'arte contemporanea internazionale come il londinese Yinka Shonibane, la statunitense Mandy Greer e l'argentino Manuel Ameztoy.
Tutte le opere sono il frutto di una riflessione sull'eros, tema scelto per la XXIII edizione della manifestazione, che ha dato via a diverse interpretazioni: l'amore come desiderio e attrazione, come energia vitale, come creazione di un percorso comune, come rievocazione di figure mitologiche e letterarie.
Miniartextil è un evento culturale a 360° che propone una serie di appuntamenti collaterali alla mostra: la rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con LunedìCinema FilmStudio, le tre serate dedicate alla poesia realizzate con La casa della poesia di Como, la conferenza di architettura e l'incontro con l'Ordine degli Architetti, i laboratori tematici per grandi e piccini con l'artista Daniele Delfino.
INFORMAZIONI
Apertura al pubblico: da martedì a domenica, Villa Olmo, via Cantoni 1, Como. Orari: martedì – domenica / 11.00-19.00 Giovedì 11.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00) Costo Ingresso: 7 € - Gratis giornalisti + bambini fino a 10 anni
www.miniartexil.it
Nerospinto vi invita a riscoprire i bei tempi andati in un nostalgico, decadente e non convenzionale ritorno alle origini della modernità dell'arte e della cultura europee, perdendosi tra i dipinti degli anni di maggior splendore delle capitali, del lusso spensierato e dell'età dell'oro della Ville Lumière.
La Belle Époque torna infatti a far parlare di sé alla Galleria Bottegantica in via Manzoni a Milano, dove un'esposizione che si tiene dal 25 ottobre al 21 dicembre permette di ammirare una serie di opere di alcuni dei più importanti pittori italiani degli ultimi anni dell'ottocento, tra i quali Giovanni Boldini, Caputo Ulisse, Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi, Antonio Mancini, Pompeo Mariani ecc.
Entrando ci si trova letteralmente circondati dai dipinti, donne maliziose, eleganti, semisvestite e seducenti ci osservano dalle pareti, figure impegnate in attività quotidiane e divertimenti vari o in pose maliziose. Le opere non seguono un percorso studiato ma semplicemente ci osservano, come noi osserviamo loro, e si affollano, senza lasciarci lo spazio per crearci un orientamento mentale tra questi capolavori di altri tempi.
Belle Époque non è solo un termine entrato con forza nel linguaggio comune ma descrive un'intera epoca, quella a cavallo tra il finire dell'ottocento ed il secolo successivo, fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Un'epoca che fu per l'Europa di fasti e scoperte scientifiche, un periodo di divertimenti e benessere, di pace e prosperità, di progresso e gioiose speranze per il futuro. Un tempo insomma, in cui le capitali europee, Parigi in primis, ma anche Londra, divennero il fulcro della vita culturale ed artistica, dello sviluppo scientifico e del progresso economico e sociale. Fu il momento della nascita dell'elettricità, di mezzi di trasporto moderni come le automobili, della radio, delle origini del cinema e del manifesto pubblicitario (di questi anni le creazioni di Toulouse-Lautrec), del fondersi tra arte e produzione industriale culminata con la grande Esposizione Universale di Parigi del 1900.
Al tempo il livello economico delle classi elevate prosperava e nuovi stili di vita si andavano diffondendo, le nuove occupazioni per il tempo libero, divertimenti come circhi e teatri, lo sviluppo di locali che lasciavano spazio ai piaceri anche più licenziosi ed in cui la morale spesso cedeva al vizio ed al lusso. Si diffondevano le vacanze, le passeggiate e le danze. Nascevano in quegli anni l'Impressionismo e l'Art Nouveau, il Can Can ed il Cabaret. Si dipingeva una vita sfarzosa e brillante nelle grandi capitali europee ed in particolare a Parigi, si delineava una vita cosmopolita ed a tratti artificiale, supportata dalla convinzione che il novecento avrebbe portato progresso e felicità.
I riferimenti culturali e filosofici sono all'artista ed al letterato cosmopolita e vagabondo, all'intellettuale che si perde tra le folle nella grande città o si stordisce i sensi nei caffè, al poeta che ha perso la sua aureola per la strada, al Flâneur descritto da Benjamin e da Baudelaire in "Le peintre della vie moderne":
"Girovagare nel flusso continuo e inarrestabile della metropoli, cercare rifugio nella folla, imprimere nella memoria le immagini di un'intensa stimolazione percettiva e infine trasferire l'effimero in 'un fantastico reale': in questo sembra condensarsi la ricerca della modernità".
La selezione di dipinti e disegni che si accumulano in Galleria racconta di momenti d'intimità e di riti mondani, promenades e rendez-vous, gite al mare, saltimbanchi e persone impegnate nella vendemmia, lavori serali rischiarati dalla novità della luce elettrica, ci descrive la vita notturna nei teatri, i veglioni e i casinò, le virtù e i peccati di un’epoca che annuncia la modernità.
La donna diventa protagonista in queste opere; come femme fatale ma anche nel suo essere composta e morigerata, nella sua maliziosa ingenuità, nelle sue piccole ma costanti contraddizioni, che al tempo più che mai prendevano corpo mentre lo sguardo ed i costumi della società si andavano evolvendo. Una femminilità che esplode nel conflitto tra vanità e lusso, diventando icona di un tempo in cui la felicità è un obbligo, uno status necessario, irrinunciabile quanto inevitabile.
Particolare attenzione va data alle creazioni di Giovanni Boldini come "La lettera mattutina", ritratto della contessa Gabrielle De Rasty, carico di sensualità, o ancora "Nudo di donna con calze nere" altrettanto ardito. L’alta borghesia industriale e finanziaria di fine ottocento assolda i pittori per celebrare i suoi riti e la sua smagliante esuberanza attraverso i ritratti delle sue donne. Così in Francia, ma anche in Italia. I “Bei Tempi” italiani furono forse meno intensi di quelli parigini, ma sempre seducenti e irripetibili.
I soggetti sono per certi versi gli stessi che furono quelli dell'Impressionismo sviluppatosi dopo la metà dell'ottocento; le toilette femminili, i nudi, le passeggiate nei prati, scene di gite e viaggi, vie cittadine, caffè e balletti, i dietro le quinte dei teatri, il circo.
I pittori impressionisti mostrano molto bene lo spirito degli inizi della Belle Époque: dipingono l’agitazione e l’animazione delle vie e dei boulevard (La Rue Montorgueil; Fete du 30 juin 1878 di Claude Monet, 1878), gli interni dei teatri, l’ambiente di festa nei giardini parigini (Un dimanche après-midi à la Grande Jatte dei Seurat, 1886), i saloni, i bar (Un bar aux Folies-Bergère di Manet, 1882), i café-concerto (Le Café-Concert di Degas, 1877), i balli (Le Bal du Moulin de la Galette di Renoir, 1876), per questo tra i vari movimenti artistici di quegli anni la prima associazione che salta alla mente è quella con il movimento Impressionista, anch'esso ritraeva istanti di vita reali delle classi più agiate.
Immagini di un passato che non ritornerà, le atmosfere ritratte hanno in parte perduto quell'aria un po' artificiosa e da allegra rivista patinata, per rientrare in un immaginario carico di nostalgia e di rimpianto per ciò che era una volta, ed ora non è più.
LA BELLE ÉPOQUE Da Boldini a De Nittis a cura di Enzo Savoia e Stefano Bosi
Milano, Galleria Bottegantica (via Manzoni 45) 25 ottobre – 21 dicembre 2013
Orari: martedì – domenica 10.00-13.00; 15.00-19.00 Chiuso lunedì
Ingresso: gratuito
Informazioni: Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Web: www.bottegantica.com
Giovanna Canonico
Un altro pezzo di storia e di cultura italiana che se ne va. Con la scomparsa di Carlo Lizzani, morto suicida a novantuno anni, va via una delle ultime firme della cultura italiana del Novecento, il genio di un uomo che ha saputo muoversi con garbo e intelletto tra cinema, scrittura e azione politica.
Che cosa si ricorderà alla nuove generazioni? Il Carlo partigiano, lo sceneggiatore di grandi pellicole, il regista di opere come Cronache di poveri amanti, lo storico del cinema a cui si devono i volumi più belli e completi della nostra editoria? È difficile dirlo perché, quando si è stati così bravi e portanti in tutto, parlare di competenze, successo e genialità diventa sempre un tutt’uno; e così parlare della sua partecipazione alla Resistenza romana o della sua scrittura sulla guerra e nel cinema del realismo cambia poco dato che tutta la sua vita può essere esplicata nella sua grande capacità di partecipazione. Per Carlo Lizzani, esserci nel senso di operare e agire è sempre stato più importante che apparire, che farsi riconoscere per strada o firmare autografi.
L’uomo d’azione desiderava solo fare e costruire. Per questo, i più grandi registi del neorealismo lo hanno sempre voluto al proprio fianco, per questo la sua militanza nel Partito Comunista Italiano è stata una azione anche essa, volta ad un nuovo pensiero culturale e comunitario, dove l’intelligenza e il sapere avrebbero dovuto guidare gli individui.
Carlo Lizzani si mise alla prova quasi in tutto e tutto gli riuscì.
Nel 1979 accetta di prendere in mano le sorti della Mostra del Cinema di Venezia, un evento che dopo i duri fatti di cronaca, le lotte politiche e sociali e la crisi economica italiana aveva perso il suo smalto originale, era snobbata dai grandi nomi del panorama internazionale e rischiava di diventare una mostra cinematografica di provincia.
Lizzani, forte del suo prestigio e della sua grande capacità di creare e dare vita alla cultura, richiama i grandi registi, aggiunge nuove sezioni e porta a Venezia le pellicole più prestigiose del cinema mondiale. La Mostra del Cinema è nuovamente un successo, un evento di cultura e costume, un appuntamento intellettuale e glamour insieme.
Nel 2009 Carlo Lizzani pubblica uno dei saggi più belli degli ultimi anni, Riso amaro. Dalla scrittura alla regia, non solo un vademecum per capire ed entrare nella storia di una delle pellicole italiane che ha vinto più riconoscimenti anche all’estero, ma un manuale di scrittura per tanti giovani sceneggiatori che vogliono apprendere il mestiere dal migliore.
E come sempre aveva fatto nella sua vita, Carlo Lizzani decide anche di essere un uomo d’azione nel porvi fine. Non aspetta, non cede né concede nulla al pietismo, non scende a compromessi con la dignità e muore di propria mano, a novantuno anni e dopo aver vissuto esattamente la vita che voleva.
Addio a un uomo di pensiero e di azione quindi, a un grande intellettuale, a un uomo che la storia del Novecento non l’ha solo scritta.
"Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere."
Con queste parole Gustave Flaubert esprimeva il significato profondo che per lui aveva la lettura.
I libri raccontano vite che, solo apparentemente, sono di altri. Le storie che leggiamo e in cui tanto ci immedesimiamo non sono altro che un riflesso della nostra esperienza. Le parole si liberano dalla loro dimensione astratta e prendono la forma di oggetti, paesaggi, persone. Leggere significa conoscere e comprendere sè stessi.
La lettura come metafora della vita, questa è l'essenza del collettivo culturale NOMADIdiPAROLE. Nato dall'unione di due giovani attori di teatro, Simone Gerace e Giulia Telli, con lo scrittore e autore televisivo Christian Mascheroni e con Alice Cimini, esperta di comunicazione e curatrice di eventi, il collettivo cerca di avvicinare le persone alla lettura, e lo fa in maniera del tutto innovativa e originale. I NOMADIdiPAROLE non si limitano a presentare i libri, ma li mettono "in scena" in giro per Milano: ogni volta in un diverso locale radunano il proprio pubblico per far conoscere, o meglio rivivere, nuove storie. Possiamo definirli brunch letterali o aperitivi teatrali, ovvero appuntamenti che mescolano riflessione e divertimento in un'atmosfera calda e intima.
Volete immergervi in un loro spettacolo?
I NOMADIdiPAROLE vanno in scena con una nuova rappresentazione tratta dal libro Mimose a dicembre (edizione Keller) di Maria Rosaria Valentini mercoledì 16 ottobre dalle 20,45 nella cornice della Hall of Fame, eccentrico bistrot sportivo in Piazza Piemonte, 8.
Mimose a dicembre è un omaggio all’ universo femminile attraverso le parole di Adriana, che lascia la sua terra, la Romania, per arrivare a Roma, città della speranza, dove è possibile un riscatto ed una nuova opportunità di vita.
Una storia dei nostri tempi raccontata con molta poesia dall’autrice Maria Rosaria Valentini, scrittrice e poetessa italo-svizzera, già segnalata al premio Schiller per la raccolta di poesie Sassi Muschiati e oggi al suo secondo romanzo.
Il collettivo culturale NOMADIdiPAROLE si confronta con un testo pieno di poesia e drammaticità dando vita alle vicende della protagonista Adriana e voce alle sue emozioni di immigrata: in scena per l’occasione i due attori Simone Gerace e Giulia Telli.
Mercoledì 16 ottobre
Ore 20,45
Hall of Fame- Sport Bistrot, Piazza Piemonte 8, Milano
Rappresentazione con consumazione e buffet: 7 euro
E' passato un anno e mezzo dal terremoto che distrusse la zona di Mirandola. Qui, due donne, Virna Modena e Morena Martini, hanno perso tutto, tranne la forza che le contraddistingue, e hanno fondato un'azienda, Nerocipria, che produce borse, accessori e t-shirt super glam e di alta qualità.
Cosa facevate prima del terremoto?
Morena: Eravamo Wedding Planners dalla primavera all'autunno, mentre in inverno ci occupavamo di eventi aziendali. Con il terremoto abbiamo perso tutto: showroom, allestimenti, e, inoltre, non erano più disponibili chiese, municipi e location dove fare i matrimoni. In generale, la crisi economica ha colpito il settore, soprattutto da noi. Per chi perde il lavoro e la casa la scelta di utilizzare i risparmi in altro modo è più che naturale.
Virna: Abbiamo cominciato in un momento in cui la figura del Wedding Planner non era ancora famosa, 6 anni fa. Avevamo anche fondato una casa editrice che editava la rivista View sposa. Poi, come se non bastasse, è iniziata anche la crisi della pubblicità. Avevamo deciso di fare un'app per l'iPad, ma dopo il terremoto non siamo riusciti a uscire con nuovi numeri. Stiamo pensando di venderla. Nella nostra zona è diventato difficile seguire un progetto del genere, specialmente per noi che producevamo tutti i contenuti.
L'idea di Nerocipria da cosa vi è venuta?
Morena: Dovevamo incanalare la nostra adrenalina e buttarla in un progetto che parlasse di donne, bellezza e aggregazione. Era nell'aria già da un po'. Prima tutto quello che era fashion ci piaceva, avevamo delle idee, ma eravamo troppo prese dall'altro lavoro.
Virna: I primi due mesi sono stati di shock generale. Anche perché avevamo dei matrimoni di lì a poco e abbiamo dovuto lavorare come matte per cercare di recuperare tutto. A settembre ci siamo anche accorte che tante donne avevano perso il lavoro. Abbiamo capito che unendo le forze potevamo ripartire.
Morena: C'era chi sapeva tagliare, chi aveva contatti con i fornitori della pelle, chi faceva il grafico, chi aveva le macchine. Virna: E noi ci siamo messe a disegnare! Cosa che non avevamo mai fatto prima. La prima stagione è andata così così, anche perché reperire tutto è stato molto difficile. Ora siamo organizzate molto meglio. Morena: Abbiamo tirato fuori la parte bella che era rimasta un po' sotto, tolto la polvere di tutto quello che ci è successo e cominciato a guardare il mondo con occhi diversi. Abbiamo voluto tirare fuori la parte romantica e bon ton, che poi è sempre stata nel nostro stile.
Virna: Le nostre prerogative sono fondamentalmente due. Fornirci dalle aziende della zona terremotata, con lo scopo di dare l'indotto a chi ha avuto problemi, e non seguire la moda stretta. Se va il fluo non è detto che lo utilizziamo, vorremmo che i nostri prodotti non avessero mai un tempo. Evergreen come Chanel!
Nome che si trova sulle Artistic Bag!
Morena: La scritta Chanel su quella linea è stato un caso. È un'opera di un artista di Desenzano del Garda che ce l'ha donata e noi abbiamo deciso di usarla come stampa di una borsa.
Virna: Ci piacciono i giovani talenti e lui è molto bravo.
Morena: Questa è una capsule. Un po' diversa dalla nostra linea, la consideriamo la linea giovane, più frizzante. Poi partirà un'altra capsule con l'opera di un altro artista.
Avete ricevuto qualche aiuto dallo Stato?
Virna: Niente, come nessuno. Né i privati né le aziende. Neanche i soldi degli sms solidali: non si sa che fine abbiano fatto...
I vostri prodotti si trovano online. A quando nei negozi?
Virna: Da questa stagione abbiamo aperto anche la rete vendita in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Per ora.
http://www.nerocipria.it/
Un baule griffato nella savana africana, una Neverfull monogrammata vicina ad un convento a Mosca, una cappelliera su una scalinata a Parigi.... no, non stiamo impazzendo. Si tratta della nuova mostra fotografica Cartoline di Micol Sabbadini per Louis Vuitton, in mostra presso la boutique di via Montenapoleone a Milano dal 7 al 17 novembre.
In viaggio attraverso America, Asia, Europa e Africa per un anno, la fotografa italiana molto apprezzata negli Stati Uniti ha portato 7 modelli iconici di Louis Vuitton, fra borse e bauli tutti con il logo storico Monogram, in giro per il mondo, fotografandoli fra i luoghi più suggestivi della terra, fra paesaggi da sogno e pose singolari.
Un’esposizione originale, fra contrasti e sintonie perfette, che porta la moda e lo stile di uno dei marchi più conosciuti e apprezzati al mondo in luoghi dove, probabilmente, non era ancora arrivato, per cogliere un messaggio di eleganza e stile che rappresentano il marchio di fabbrica del brand francese, recentemente passato nelle mani del nuovo direttore creativo Nicolas Ghesquière, dopo l’addio di Marc Jacobs, che l’ha saggiamente condotta verso tanti successi negli ultimi anni.
Non perdetevi queste cartoline fashion!
Cartoline
di Micol Sabbadini
presso boutique Louis Vuitton,
Via Montenapoleone, MI
Dal 7 al 17 novembre
Milano come Parigi: sabato 5 ottobre si riaccendono i riflettori del Salon Parisien per ospitare la quinta edizione dello spettacolo Burlesque Retrò & Cabaret più esclusivo di Milano.
Sul palcoscenico milanese potrete ammirare le migliori burlesquer del mondo, artiste di fama internazionale, bellezza e charme indiscusso che useranno per intrattenere il vasto pubblico che arriva per lasciarsi ammaliare dallo spettacolo Burlesque più affascinante di tutta Milano!
Una cascata di lustrini e tanto cabaret per fare delle serate Royal Burlesque Revue il tempio del burlesque cittadino, in un’atmosfera di perfetta eleganza retrò, ove i dj suonano ancora i solchi dei 45 giri riportando in vita sonorità swing lontane nel tempo.
Sul palco, come sempre, farà gli onori di casa Sin Sara Bin, vestita come si addice ad un’epoca passata, per introdurre gli artisti, che sembrano usciti da uno scrigno prezioso conservato in chissà quale parte del mondo: da Kitty Bang Bang, acclamata show girl britannica a Millie Dollar con i suoi strip in stile classic burlesque fino allo spettacolo Tip Tap in perfetto stile Epoca d’oro di Mr Vince Fesi & His Royal Stompers.
L’entertainment è firmato dall’ agenzia Retrò Voodoo De Luxe, presente da anni nel settore e pionieristica di tale arte in Italia.
E’ sempre gradito un pubblico in perfetto dress-code perchè l’eleganza regna protagonista assoluta: no jeans no sneakers
© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.