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Da martedì 7 a domenica 12 gennaio non perdetevi “Il vecchio principe e le sue avventure nei corridoi di un ospizio – primo studio sulla terza età” al teatro Elfo Puccini
Il vecchio principe e le sue avventure nei corridoi di un ospizio – primo studio sulla terza età
di Manuela De Meo, Vincenzo Occhionero, Pietro Traldi
regia Cèsar Brie
scene Daniele Cavone Felicioni, Giacomo Ferraù, Catia Caramia
costumi Anna Cavaliere
musiche Chango Spasiuk
con Manuela De Meo, Vincenzo Occhionero, Pietro Traldi
produzione Teatro Presente
I vecchi sono come i bambini:
vogliono che ci si occupi di loro ma ai vecchi nessuno ci fa caso.
Anton Cechov (Zio Vanja)
In un ospedale geriatrico Vecchio, un paziente anziano, dice di venire da una stella dove ha lasciato un fiore. Antoine, l'infermiere che si prende cura di lui, lo ascolta e a volte si spazientisce perché Vecchio si alza di notte, parla con persone che non ci sono ed è preoccupato per il fiore che ha abbandonato.
Il giorno delle visite arrivano il primario, un nipote ubriacone, una nipote manager sempre attaccata al cellulare e un altro visitatore che accende e spegne le luci di continuo. Vecchio si sente solo nell'ospedale, cerca gli uomini nei corridoi deserti, confonde i lampioni con le stelle e sogna il suo fiore col quale contemplava l'alba.
Antoine resterà sempre più affascinato da questo vecchio folle e fragile che, apparentemente senza logica, rimane profondamente coerente con sé stesso e con il suo amore. Quando Antoine capisce che Vecchio gli sta insegnando un altro modo di vivere, Vecchio si accorge che è ora di tornare al suo pianeta.
Ho 60 anni, l'età in cui si comincia a pensare di essere vecchi e a desiderare tanto che qualcuno si occupi di noi. Ho così immaginato insieme al gruppo un Vecchio Principe al qualel'Alzheimer apparentemente fa perdere la memoria (o forse recuperarla). Ho lavorato con gli attori creando immagini e metafore sul tema dell'abbandono, dell'essere inermi, dell'amicizia e del prendersi cura.
César Brie
Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33
Milano
Martedì/sabato ore 21:00
Domenica ore 16:00
Prezzi: intero € 30.50
Ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20
Durata: 50 minuti
Indira Fassioni
Da domenica 12 gennaio al 9 febbraio 2014 sarà ospitata nella bellissima ed elegante Galleria Carla Sozzani, in Corso Como 10, a Milano, la mostra ECAL PHOTOGRAPHY, curata da Alexis Georgacopoulos, Nathalie Herschdorfer, Milo Keller e Adrien Rovero.
La mostra ci invita a conoscere gli scatti dei nuovi talenti fotografici, studenti di una delle migliori scuole d'arte e design del mondo: l'ECAL di Losanna, in Svizzera. In particolare, le opere esposte sono una curata selezione di immagini che ripercorrono gli inizi di tecniche innovative nell'ambito della fotografia.
L'ECAL forma grafici, designer, fotografi e registi, in questa 'fabbrica dell'immagine' i giovani artisti sono liberi di esprimersi e creare liberamente, sperimentando nuove soluzioni e nuovi mezzi di comunicazione. E' stata fondata nel 1821 ed è riconosciuta a livello mondiale come una delle migliori scuole d'arte e design; attualmente è diretta da Alexis Georgacopoulos, ed offre ricchi e innovativi programmi nel campo delle belle arti, cinema, design industriale, fotografia, media e comunicazione.
Lo spazio che ospiterà questa mostra, come già detto, è l'elegante Galleria Carla Sozzani, situata all'interno di un cortile di un ex edificio industriale tipico dell'architettura milanese. E' una galleria che si dedica alla fotografia, all'arte, al design e all'architettura ospitando ogni anno diverse mostre, da quelle più classiche a quelle più ricercate e originali.
La Galleria dall'apertura, 1990, ha ospitato più di 200 mostre di fotografi di fama internazionale, tra i quali: David La Chapelle, Paolo Roveri, Bert Stern, Helmut Newton, Bruce Weber, David Baileys, Hiro, Annie Leibovitz e Sarah Moon.
Anche l'architettura resta uno dei punti di forte interesse: ogni anno vengono ospitate due monografiche dedicate all'architettura, al design e all'arte.
Per i più appassionati consiglio, dopo aver visitato la mostra, di 'perdersi' nella libreria adiacente alla Galleria: troverete un'ampissima scelta di pubblicazioni, una più interessante dell'altra, il tutto con una cura particolare alla fotografia, all'arte contemporanea, all'architettura, al design, alla grafica e alla moda: da perderci le ore.
L'inaugurazione sarà sabato 11 gennaio dalle ore 15 alle ore 20 con cocktails di benvenuto.
La mostra è gratuita e sarà visibile tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.30, mercoledì e giovedì fino le 21.
Per ulteriori informazioni potete scrivere a:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
consultare il sito ufficiale: www.galleriacarlasozzani.org
oppure chiamare allo 02. 65 35 31
Fondazione Cineteca Italiana, grazie alla collaborazione con Museo Poldi Pezzoli e Gallerie d’Italia, è lieta di valorizzare l’esposizione “Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi”, organizzando, dal 5 gennaio al 6 febbraio 2014, una rassegna cinematografica a tema presso Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano.
La Cineteca di Milano ha scelto di interpretare il tema seguendo due anime della Wunderkammer, una che si orienta nel fantastico e sconfina nella magia, nella sorpresa, l’altra legata all’aspetto più meccanico, a quell'orwelliana visione del rapporto uomo-macchina che riproduce la meraviglia del ricreare la realtà, la cui massima espressione è l’automa.
Il filone del “meraviglioso al cinema” sarà scandagliato presso Spazio Oberdan e sarà composto da vari film tra cui spicca Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il Diavolo del maestro Terry Gilliam, strabiliante inventore di immagini. Il film è un inno alla fantasia che Gilliam inonda con il suo cinema eccessivo ed estremo, ironico e colorato. Non manca il più recente Mood Indigo – La schiuma dei giorni, fiaba surreale che solo tramite il talento visionario di Michel Gondry avrebbe potuto trovare una degna trasposizione cinematografica.
Il MIC subirà invece il “fascino degli automi” e vedrà alternarsi capolavori come Metropolis di Fritz Lang, che con i suoi congegni retro-futuribili sarà uno degli autori con la più straordinaria capacità visionaria, il cult movie Blade Runner di Ridley Scott e Hugo Cabret di Martin Scorsese,una meraviglia per gli occhi con un cuore meccanico.
Per tutta la durata della rassegna sarà eccezionalmente esposto presso il MIC l’automa presente nel film La migliore offerta di Giuseppe Tornatore, pellicola che inaugura il programma e che ben rappresenta il tema. Il pluripremiato capolavoro di Tornatore sembra un gioco di specchi sul cinema, sul confine tra arte e vita, tra vero e falso, verità ed artificio, e ben si inserisce la meravigliosa riproduzione dell'automa che dovrà, insieme ai personaggi, fare i conti con il rapporto tra la realtà e la sua riproduzione.
Ecco il programma dettagliato:
IL MERAVIGLIOSO AL CINEMA
- Domenica 5 gennaio ore 15 (proiezione per bambini)
Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie (Z. Helm, USA, 2007, 96’)
- Domenica 12 gennaio ore 18.30
Presentazione della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi” con Lavinia Galli (curatore della mostra) e Gabriele Mazzotta.
A seguire Mood Indigo – La schiuma dei giorni (M. Gondry, Francia, 2013, 125’)
- Domenica 19 gennaio ore 18.30
Il fauno (F. Mari, Italia, 1917, 70’, muto) Proiezione con accompagnamento dal vivo al pianoforte
A seguire Finalmente il cinema (J. Prieur, Francia, 2011, 52’)
- Domenica 26 gennaio ore 18.30
Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo (T. Gilliam, USA, 2009, 122’)
MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA
IL FASCINO DEGLI AUTOMI
- Domenica 5 gennaio ore 17
La migliore offerta (Giuseppe Tornatore, Italia, 2013, col., 124')
- Lunedì 6 gennaio ore 21
Metropolis (Fritz Lang, Germania, 1927, b/n, 117' ed. restaurata)
Proiezione con musica dal vivo di Francesca Badalini
- Domenica 12 gennaio ore 17
Hugo Cabret (Martin Scorsese, USA, 2011, col., 127')
- Domenica 19 gennaio ore 15
L'uomo bicentenario (Chris Columbus, USA, Germania, 1999, 131’)
- Domenica 26 gennaio ore 17
Il mondo dei robot (Michael Crichton, USA, 1973, col., 88')
- Domenica 6 febbraio ore 21
Blade Runner (Ridley Scott, USA, 1982, col., 117')
SPECIALE PROMOZIONE:
I possessori del biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”” potranno accedere alle proiezioni della rassegna Wunderkammer e Cinema presso Spazio Oberdan al prezzo ridotto di € 5,50 invece di € 7, e presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema al prezzo ridotto di € 3 invece di € 5. Viceversa, i possessori di Cinetessera 2014 potranno accedere alla mostra al prezzo scontato di € 6 invece di € 9.
MODALITÀ D’INGRESSO SPAZIO OBERDAN:
Biglietto d’ingresso: intero € 7,00
Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o con il biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”: € 5,50
MODALITÀ D’INGRESSO AL MIC:
Biglietto d’ingresso: intero € 5,00
Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o con il biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”: € 3,00
Dal 5 gennaio al 6 febbraio presso il MIC-Museo Interattivo del Cinema di Milano sarà esposto l’automa presente nel film di Giuseppe Tornatore La Migliore Offerta. Un pannello multimediale descriverà le caratteristiche di questo prezioso manufatto.
INFOLINE 0287242114 - EMAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - WEB www.cinetecamilano.it
SPAZIO OBERDAN Viale Vittorio Veneto 2 MM1 Porta Venezia
MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA Viale Fulvio Testi 121 MM5 Bicocca
Nerospinto dà il benvenuto al 2014 con il suo personalissimo oroscopo, un viaggio tra le stelle per scoprire cosa ci riserva il nuovo anno, tra vecchie promesse e invitanti novità.
Capricorno (22 Dic-19 Gen): come per magia, le persone e le situazioni che vi hanno dominato nel 2013 spariranno per sempre, soprattutto grazie all’influsso della luna nuova nel vostro segno il 1 Gennaio. Metterete da parte una piccola fortuna tra Luglio e Dicembre. Possibili flirts con persone che amano circondarsi di libri.
Acquario (20 Genn-18 Feb): siete chiamati a dare voce ad un segreto che vi attanaglia. Dovrete cercare di aiutare i vostri amici senza interferire nelle loro vite. Durante l’anno vi troverete in competizione con estranei: cercate di vivere ciò come un’occasione per crescere più che come una sfida.
Pesci (19 Feb-19 Mar): iniziate un nuovo capitolo della vostra vita, lasciandovi alle spalle relazioni ed amicizie che vi hanno fatto soffrire. Non fate affidamento su persone che si propongono come maestre di vita ma che hanno questioni in sospeso da risolvere.
Ariete (20 Mar-19 Apr): sarete chiamati ad assumere nuove responsabilità sul lavoro. Cercate di cogliere i suggerimenti che vi arriveranno da un uomo a voi vicino. Un progetto legato ad un viaggio si farà strada in questo 2014.
Toro (20 Apr-20 Mag): il 2014 vedrà cambiare il vostro modo di lavorare, viaggiare e relazionarvi con chi vi sta intorno. Siete ancora troppo legati ad una persona o situazione che potreste benissimo abbandonare. Attenzione ad una collega donna che potrebbe farvi le scarpe.
Gemelli (21 Mag-20 Giu): entro Luglio riuscirete a liberarvi di un piccolo debito. Attrarrete positivamente l’interesse di un uomo legato alla vostra cerchia familiare. Dovete fare luce su di una situazione nebulosa che vi dà pensiero.
Cancro (21 Giu- 22 Lug): dovere ripensare ad una relazione che si sta avvelenando progressivamente. Cercate di modificare alcuni atteggiamenti e ritornerete in una posizione di controllo. Potete facilmente trarre guadagno da una piccola proprietà che aspetta solo di essere venduta.
Leone (23 Lug-22 Ago): il lavoro, che nel 2013 ha dominato la vostra vita, non sarà più un problema. Cercate di regalarvi più privacy, evitando di condividere ogni momento della vostra giornata. Lasciate andare un uomo per la sua strada.
Vergine (23 Ago-22 Sett): fate tutto quello che è in vostro potere per dire addio ad una persona o una situazione che vi ha tenuti legati nel 2013. Una sorella o un’amica hanno bisogno dei vostri consigli. Cercate di capire cosa significa davvero per voi “essere in coppia”.
Bilancia (23 Sett-22 Ott): questioni legate a lavoro, casa e famiglia diverranno più leggere in questo 2014. Vi guarderete indietro e vi stupirete di quanto avete ottenuto sino ad ora. Non dite di no ad un invito ad una festa e date meno peso alle parole di coloro che vogliono minare la vostra felicità.
Scorpione (23 Ott-21 Nov): rifate i calcoli e vedrete che il vostro bilancio familiare ne gioverà. Aprite la gabbia che vi tiene prigionieri e datevi alla vita! Una donna, appartenente al vostro passato, rifarà capolino nella vostra esistenza.
Sagittario (22 Nov-21 Dic): potrete finalmente respirare dal punto di vista finanziario. Se inizierete a programmare le spesa da Gennaio, entro Luglio potrete godere di un discreto gruzzolo. Sarete chiamati a risolvere una situazione spinosa: siate coraggiosi e date ascolto ad un amico saggio.
Presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano, dall’1 all’11 gennaio 2014, Fondazione Cineteca Italiana propone una rassegna completa dedicata al grande cinema di Abdellatif Kechiche, regista franco-tunisino vincitore della Palma d'Oro 2013 al Festival di Cannes con La vita di Adele.
Sala Alda Merini - Spazio Oberdan - Provincia di Milano
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
IL GRANDE CINEMA DI ABDELLATIF KECHICHE
DALL'1 ALL'11 GENNAIO 2014
Pur avendo realizzato solo 5 lungometraggi, Kechiche è oggi uno dei registi migliori del panorama cinematografico mondiale. Dopo aver studiato teatro, Kechiche approda al cinema all’inizio degli anni Ottanta in veste di attore. Ma la sua vocazione è la regia e finalmente, nel 1999, realizza il suo primo lungometraggio, Tutta colpa di Voltaire. In questo esordio, Kechiche già mostra i tratti essenziali del suo cinema: sguardo affondato nella realtà, grande attenzione al fattore umano, utilizzo di un linguaggio filmico molto personale e ricco di sfumature che tallona da vicino i personaggi. Un’estetica confermata nel successivo La schivata (2003), opera della piena maturità, con un impianto drammaturgico in cui sentimenti e problemi sociali si fondono alla perfezione. Con il suo terzo lungometraggio, Cous Cous (2007), Gran premio della giuria al festival di Venezia, Kechiche ottiene la consacrazione internazionale. Attraverso la storia di una famiglia francese di origine araba, Cous Cous ci parla di concetti chiave quali amicizia, solidarietà e condivisione, adottando un linguaggio libero, sincero e di irresistibile forza espressiva. Il penultimo film del regista franco tunisino, Venere nera (2010) è il suo più controverso, un’opera complessa sulle implicazioni oltraggiose dello sguardo e dello spettacolo forse non del tutto riuscita ma che proprio nell’ambito di una retrospettiva completa come questa merita di essere vista. Infine, è di questo 2013 lo straordinario La vita di Adèle. Palma d’oro all’ultimo festival di Cannes, La vita di Adèle è un inno alla vita, una storia d’amore e di formazione incentrata sul rapporto fra due ragazze adolescenti che oltrepassa il realismo dei fatti riuscendo a catturare la verità dell’esistenza e il suo inarrestabile fluire.
Cous Cous
R. e sc.: Abdellatif Kechiche. Int.: Habib Boufares, Hafsia Herzi, Faridah Benkhetache, Abdelhamid Aktouche. Francia, 2007, col., 151'.
Beiji è un sessantenne che vive e lavora al porto. Stanco del suo faticoso lavoro ma desideroso di restare vicino alla ex moglie e alla famiglia, sogna di aprire un ristorante su un vecchio barcone in disarmo. Fra mille difficoltà il progetto prende corpo e con l'aiuto di parenti e amici sarà realizzato. Ma la sera dell'inaugurazione non tutto va per il meglio: ancora una volta il destino sarà crudele con Beiji.
La schivata
R.: Abdellatif Kechiche. Sc.: Abdellatif Kechiche, Ghalia Lacroix. Int.: Osman Elkharraz, Sara Forestier, Sabrina Ouazani, Nanou Benhamou. Francia, 2004, col., 117'.
In una cittadina nei sobborghi di Parigi vive Lydia, una ragazza bella e sognatrice. Dopo essere stata scelta per recitare nello spettacolo di fine anno ispirato al testo Gioco del caso e dell'amore di Marivaux, decide di comprare per l'occasione un bellissimo vestito da principessa del Settecento. Lydia sa che è un costume di scena ma non riesce a resistere alla tentazione: lo indossa e con disinvoltura cammina per le strade del suo quartiere come una vera diva. La gente che la vede, anziché prenderla per matta, ne resta incantata, come Krimo, il bulletto della zona, che si innamora di lei al primo sguardo.
Tutta colpa di Voltaire
R. e sc.: Abdellatif Kechiche. Int.: Sami Bouajila, Élodie Bouchez, Aure Atika, Bruno Lochet. Francia, 2000, col., 131'.
La famiglia Brahimi a Tunisi ha come al solito un risveglio movimentato. Le donne preparano I bambini per la scuola e riordinano la casa, il primogenito Jallel, di ventisette anni, va in centro a vendere sui marciapiedi ogni sorta di mercanzia. Quel giorno incontra Mahmoud, un conoscente espulso dalla Germania che lo spinge ad acquistare un passaggio clandestino nella stiva di un mercantile. Jallel, novello Candide, si imbarca per la Francia alla ricerca di un'occasione che lo porti verso il benessere.
La venere nera
R.: Abdellatif Kechiche. Sc.: Abdellatif Kechiche, Ghalya Lacroix. Int.: Yahima Torrès, André Jacobs, Olivier Gourmet, Elina Löwenson. Francia, 2010, col., 159'.
Europa, XIX secolo. La vita e le disavventure della giovane Saartjie Baartman, meglio nota come la Venere Ottentotta a causa delle sue particolari caratteristiche fisiche. Appartenente al popolo dei Khosan, I più antichi umani stabilitisi nell'Africa australe, venne portata in Europa con l'inganno e in seguito fu esposta come fenomeno da baraccone in Inghilterra, Olanda e Francia. Oggetto di studi per scienziati e pittori, la Venere Ottentotta fu utilizzata anche come oggetto sessuale. Morì drammaticamente a Parigi nel 1815.
La vita di Adele
R.: Abdellatif Kechiche. Sc.: Abdellatif Kechiche, Ghalya Lacroix, dal graphic novel Il blu è un colore caldo di Julie Maroh. Int.: Léa Seydoux, Adèle Exarxhopoulos, Salim Kechiouche, Mona Walravens. Francia, 2013, col., 179'.
La quindicenne Adèle sogna di trovare l'amore della sua vita. Quando incontra Thomas, un affascinante sconosciuo che si innamora di lei all'istante, il suo sogno sembra essersi avverato. Tuttavia, la serenità del loro rapporto potrebbe essere minata dalle fantasticherie erotiche di Adèle su una misteriosa ragazza dai capelli blu che ha incontrato per strada. Quando la bellissima e sensuale ragazza riappare e le si avvicina, scoppia tra le due una passione travolgente che provoca il caos.
CALENDARIO
Mercoledì 1 Gennaio h 17.00 La vita di Adele
Giovedì 2 Gennaio h 16.30 Tutta colpa di Voltaire h 18.00 La venere nera h 21.15 La schivata
Venerdì 3 Gennaio h 21.00 Cous Cous
Sabato 4 Gennaio h 15.00 La venere nera
Domenica 5 Gennaio h 21.15 La schivata
Lunedì 6 Gennaio h 15.00 Cous Cous
Mercoledì 8 Gennaio h 21.15 Tutta colpa di Voltaire
Giovedì 9 Gennaio h 18.00 La venere nera
Venerdì 10 Gennaio h 21.00 La vita di Adele
Sabato 11 Gennaio h 17.00 La schivata
INFO
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www.cinetecamilano.it
T 02 87242114
MODALITÀ D’INGRESSO
Biglietto d’ingresso: intero € 7,00
Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50
Cinetessera annuale: € 5,00, valida anche per le proiezioni all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.
I biglietti possono essere acquistati in prevendita alla cassa di Spazio Oberdan da una settimana prima dell’evento nei giorni e negli orari di apertura della biglietteria.
Indira Fassioni
Presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano, la sera di Capodanno il pubblico potrà festeggiare l'arrivo del 2014 con uno dei titoli più celebri della storia del cinema, Baciami stupido, irresistibile commedia degli equivoci firmata dal maestro Billy Wilder, che qui dà il meglio di sé quanto a humour, cinismo e irriverente cattiveria.
Sala Alda Merini - Spazio Oberdan - Provincia di Milano
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
BACIAMI STUPIDO E OMAGGIO A KIM NOVAK
DAL 31 DICEMBRE 2013 AL 12 GENNAIO 2014
Protagonista femminile una sfolgorante Kim Novak, diva di assoluto primo piano dello star system americano degli anni '50 e '60. Nel 2013 la Novak festeggia gli 80 anni, così abbiamo pensato di renderle omaggio proponendo oltre al film di Wilder (che sarà proiettato in sei passaggi) altri cinque titoli da lei interpretati. Tutti firmati da grandi registi, in tutti la Novak ha modo di mettere in mostra le sue straordinarie doti di seduttrice, di cui cadono “vittime” due volte James Stewart e Jack Lemmon (L'affittacamere, Una strega in paradiso, La donna che visse due volte), sempre due volte Frank Sinatra (Pal Joey, L'uomo dal braccio d'oro), Dean Martin (Baciami stupido).
Schede dei film
Baciami stupido
R.: Billy Wilder. Sc.: Billy Wilder, I.A.L. Diamond. Int.: Dean Martin, Kim Novak, Ray Walston, Felicia Farr, Cliff Osmond. 1964, b/n, 126', v. o. sott. it.
Per proteggere la moglie dalle galanti attenzioni di un celebre cantante, che è costretto a ospitare in casa propria per una notte, Orville, maestro di pianoforte nella cittadina di Climax, decide di ricorrere a uno stratagemma: sostituire, cioé, l'ignara moglie con l'arrendevole cameriera del Belly-Button Café. La manovra riesce e Orville dovrebbe ritenersi soddisfatto. Invece, per difendere la dignità della propria moglie, anche se impersonata da un'estranea, Orville finisce con lo scacciare di casa l'illustre e intraprendente ospite, il quale terminerà la notte insieme a colei che crede la compiacente cameriera del caffé ma che invece è la moglie legittima di Orville, decisa a rendergli pan per focaccia...
L'affittacamere
R.: Richard Quine. Sc.: Blake Edwards, Larry Gelbart, dal romanzo The Notorious Tenant di Margery Sharp. Int.: Kim Novak, Jack Lemmon, Fred Astaire, Lionel Jeffries, Estelle Winwood. USA, 1962, b/n, 123’.
Un segretario dell'ambasciata americana a Londra prende in affitto un appartamento e si innamora della proprietaria che vive sola. La gente sospetta che abbia ucciso il marito, che in realtà è vivo e si è reso colpevole di furto e omicidio. Il suo ritorno avrà gravi conseguenze e richiederà l'intervento di Scotland Yard. Solo dopo un vibrante inseguimento si riuscirà a far luce sulla vicenda.
La donna che visse due volte
R.: Alfred Hitchcock. Sc.: A.Coppel, S.A.Taylo, M. Anderson, dal romanzo omonimo di Pierre Boileau e Thomas Narcejac. Int.: James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes, Tom Helmore, Henry Jones, Raymond Bailey, Ellen Corby, Konstantin Shayne. USA, 1958, col., 128’, v.o. sott. it.
L’agente di polizia John Ferguson ha una certa predisposizione alle vertigini, e tale sua particolarità è causa di un incidente che provoca la morte di un suo collega. In seguito a questo fatto Johnny dà le dimissioni. Un suo amico lo incarica di vigilare sulla propria moglie Madeleine, che da qualche tempo si comporta in modo strano. I suoi atteggiamenti sembrano dar credito ad un’incredibile supposizione: che in Madeleine riviva lo spirito di una sua bisnonna morta suicida in tragiche circostanze.
Pal Joey
R.: George Sidney. Sc.: Dorothy Kingsley, dal romanzo Pal Joey di John Henry O'Hara. Int.: Frank Sinatra, Kim Novak, Rita Hayworth, Elizabeth Patterson, Bobby Sherwood, Barbara Nichols. USA, 1957, col., 116'.
Joey Evans, giovane cantante squattrinato e pieno di sé, si reca a San Francisco dove trova un posto in un locale notturno. Qui fa la conoscenza di Linda, una ballerina, che si innamora di lui. Una sera Joey incontra Vera Simpson, ex ballerina e vedova di un miliardario e si unisce a lei nella speranza che lo aiuti ad aprire un locale tutto suo. È l'inizio di un triangolo amoroso che causerà tensioni e litigi e porterà Joey a compiere scelte decisive per il suo futuro.
Una strega in paradiso
R.: Richard Quine. Sc.: Daniel Taradash. Int.: James Stewart, Kim Novak, Jack Lemmon, Ernie Kovacs, Hermione Gingold. USA, 1958, col., 106'.
Alla vigilia del matrimonio con Merle, il giovane editore Shep è vittima dell'incantesimo gettato su di lui da Gil, un'allieva stregona che ha messo in pratica gli insegnamenti della zia Queenie. Shep rinuncia al matrimonio e si innamora di Gil che in seguito si pente e decide di confessargli la verità. Dopo l'arrabbiatura iniziale, Shep si accorgerà di amare veramente Gil, la quale rinuncerà alla stregoneria per stargli accanto come una donna comune.
L’uomo dal braccio d’oro
R.: Otto Preminger. Sc.: Walter Newman, Lewis Meltzer, Ben Hetch, dal romanzo omonimo di Nelson Algren. Int.: Frank Sinatra, Eleanor Parker, Kim Novak, Arnold Stang, John Conte, Robert Strauss. USA, 1955, col., 119’, v.o. sott. it.
Frankie, giocatore di carte professionista torna nella sua città dopo un periodo di detenzione. In prigione, oltre ad aver imparato a suonare la batteria, si è anche disintossicato dall'eroina. Deciso a cominciare una nuova vita, ricade invece nei vecchi vizi a causa della situazione che lo circonda: una moglie molto possessiva che, pur di non perderlo, lo ricatta psicologicamente fingendosi costretta su una sedia a rotelle; il gestore della bisca clandestina che lo rivuole al lavoro per la sua abilità; e, non ultimo, il suo vecchio spacciatore che lo induce in tutti i modi a ricominciare. Unico "raggio di sole" è la giovane Molly, che nonostante tutto resterà al suo fianco.
CALENDARIO
Lunedì 30 Dicembre h 17.00 L'affittacamere
Martedì 31 Dicembre h 14.45 L’uomo dal braccio d’oro h 17.00 Pal Joey h 21.00 Baciami stupido
Giovedì 2 Gennaio h 18.45 Baciami stupido
Venerdì 3 Gennaio h 16.45 Pal Joey
Sabato 4 Gennaio h 18.15 Baciami stupido
Domenica 5 Gennaio h 16.45 La donna che visse due volte
Lunedì 6 Gennaio h 21.15 Baciami stupido
Mercoledì 8 Gennaio h 17.00 Baciami stupido
Venerdì 10 Gennaio h 16.45 Baciami stupido
Sabato 11 Gennaio h 14.30 L'affittacamere h 21.15 La donna che visse due volte
Domenica 12 Gennaio h 14.30 Una strega in paradiso h 21.30 L’uomo dal braccio d’oro
INFO
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www.cinetecamilano.it
T 02 87242114
MODALITA' D'INGRESSO
Biglietto d’ingresso: intero € 7,00
Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50
Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50
Cinetessera annuale: € 5,00, valida anche per le proiezioni all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.
I biglietti possono essere acquistati in prevendita alla cassa di Spazio Oberdan da una settimana prima dell’evento nei giorni e negli orari di apertura della biglietteria.
Presso lo Spazio Oberdan della Provincia di Milano, dal 4 al 12 gennaio 2014, Fondazione Cineteca Italiana propone in tenitura Per altri occhi, il nuovo docu-film di Silvio Soldini e Giorgio Garini, un viaggio in un mondo di persone straordinarie che hanno in comune il fatto di non vedere, ma anche una curiosità, un coraggio e una determinazione uniche.
Sala Alda Merini - Spazio Oberdan - Provincia di Milano
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
PER ALTRI OCCHI
Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi
Programmazione senza Barriere®
Chi avrebbe mai osato immaginare che senza il dono della vista si può sciare, scolpire opere d'arte, giocare a rugby e persino tirare con l'arco? E’ quanto racconta questo emozionante film, che con allegria, leggerezza e uno sguardo sempre complice, presenta ogni storia con grazia, rispetto e sensibilità.
Nel film emergono dieci ritratti di uomini e donne le cui vite imprevedibili sono lontane dagli stereotipi comuni. Mostrando come ogni difficoltà possa essere affrontata con caparbietà e ironia, le testimonianze raccontate in diretta dagli straordinari protagonisti trasmettono un messaggio positivo anche ai vedenti, riuscendo ad abbattere le barriere nei confronti della diversità.
Grazie alla collaborazione con “Cinema senza Barriere®” by AIACE, tutte le proiezioni del film saranno con audiocommento in cuffia per i non vedenti. Domenica 12 gennaio alle ore 16.30 unica proiezione sottotitolata per i non udenti. Alla proiezione di lunedì 6 gennaio alle ore 18 saranno presenti i due registi Silvio Soldini e Giorgio Garini, oltre ad alcuni protagonisti del film, fra i quali Gemma Pedrini, che eseguirà alcuni brani musicali dal vivo.
Per altri occhi
R. e sc.: Silvio Soldini, Giorgio Garini. Int.: Enrico Soso, Giovanni Bosco, Luca Casella, Felice Tagliaferri, Mario Santon. Italia, 2013, col., 95.
Enrico fa il fisioterapista ma appena può scappa in barca a vela, Giovanni è un piccolo imprenditore con la passione dello sci e del godersi la vita, Felice è uno scultore che gioca baseball, Luca un musicista-fotografo, Loredana una centralinista-arciera, Mario è uno sportivissimo ex centralinista in pensione, Gemma studia violoncello e fa gare di sci. Altri occhi racconta le avventure quotidiane di un gruppo di persone non vedenti che vivono con una serenità, una passione e un coraggio tali da rendere le loro vite più ricche di tante altre.
CALENDARIO
Sabato 4 Gennaio h 21.00 Domenica 5 Gennaio h 19.15 Lunedì 6 Gennaio h 18.00 Mercoledì 8 Gennaio h 19.15 Giovedì 9 Gennaio h 21.15 Venerdì 10 Gennaio h 19.00 Sabato 11 Gennaio 19.15 Domenica 12 Gennaio 16.30
INFO
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Tel: 02 87242114
MODALITÀ D’INGRESSO
Biglietto d’ingresso: intero € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50 Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50
Tutte le proiezioni del film saranno con audiocommento in cuffia per i non vedenti. Per prenotazione cuffie telefonare a 02.87.24.21.14 (giorni feriali); 02.77406316 (sabato e domenica).
Incontro Albert Hofer, uno dei due organizzatori della serata milanese Le Cannibale, a casa sua, come concordato in precedenza.
Per giungervi, marcio con passo spedito e contemplativo in zona navigli: la pioggia ticchetta sull’ombrello e sembra accompagnarmi, suonando per me.
Case di ringhiera, belle e labirintiche come non ce ne sono più.
Dopo poche rampe di scale, mi scopro persa davanti a porte tutte uguali: sbaglio il campanello, scorgo una sagoma qualche uscio più in là, è Albert.
Mi piace quello sguardo intelligente che ha; sotto la coltre di cortesia imposta dalle circostanze, affiora qualcosa di sagace e acuto, di deciso.
Mi fa accomodare in una casa densa, tappezzata di poster, dipinti, ricordi e memento. Una grande libreria, un divano coperto da un telo maculato, noto con piacere una macchina da scrivere, Olivetti, Lettera 22.
E noto anche cinque gatti che mi fanno quasi morire di tenerezza.
Aplomb professionale.
Come hai intrapreso la strada che ti ha portato a Le Cannibale?
È una strada che intrapresi 17, 18 anni fa.
Come diversi adolescenti, iniziai a suonare, volendo fare il DJ e organizzando le mie seratine in baretti fiorentini; verso il 2003/04, ho capito come il mio fare il DJ non sarebbe stato ciò per cui avrei vissuto, per varie ragioni.
Decisi dunque di dedicarmi solo alla parte organizzativa: all’inizio non pensavo che questo avrebbe potuto essere il mio lavoro. Firenze anni ’90 non lasciava immaginare ad un futuro da promoter, anzi, già il discorso della discoteca era vissuto in maniera conflittuale (provengo dai centri sociali, puoi valutare tu la differenza), e non si pensava assolutamente di poterne vivere.
Il mio desiderio sarebbe stato quello di fare carriera accademica, ma una decina di anni fa, quando mi trasferii a Milano, la questione clubbing si fece seria: mi accorsi che, a Milano iniziavo a impegnarmi in serate più importanti, con spese considerevoli. Valutai dunque se quello dell’organizzatore sarebbe stato per me hobby o lavoro.
Interruppi il discorso accademico e mi volsi verso la vita notturna: feci tre anni in diverse serate (Rebel Motel, Rongwrong, Subterfuge, Carousel), e ora seguo pienamente Le Cannibale, con tutto ciò che ruota attorno ad esso.
Siamo due soci, e facciamo quasi tutto da soli. Abbiamo persone che ci danno una mano, ma tendiamo a seguire tutti gli aspetti di persona: dall’ufficio stampa alla contrattistica. Non ci sono mansioni definite o separate, né aspetti che si possano delegare completamente: è un lavoro nel quale ci si muove improvvisando, in un certo senso. Spesso emergono delle problematiche, e sul momento, bisogna essere capace di gestirle.
Il caso è una componente essenziale, nel mio lavoro.
Dimmi tre fatiche e tre gioie di lavorare a strettissimo contatto con il pubblico.
Le prima delle tre fatiche riguarda le persone, nel momento nel quale sono al loro peggio, la notte: anche la miglior persona, quando va a ballare, diventa tendenzialmente quindici volte peggiore.
Altro aspetto, il personale: inizialmente feci molta fatica a reclutare una gran batteria di collaboratori. Con il passare del tempo mi sono accorto che lavorare con meno persone responsabilizza di più, ora sono molto soddisfatto dei miei collaboratori.
Il mio è un ambiente che spesso viene vissuto senza serietà: io lo faccio come lavoro, ma ho potuto notare che tante persone lo prendono molto, anzi, troppo alla leggera, tirando in ballo tematiche completamente folli di comportamento che, in un ufficio, sicuramente non avverrebbero.
Terzo aspetto, il booking: può capitare che gli artisti all’ultimo momento non siano disponibili, che i voli siano cancellati, che si abbia un improvviso cambio nel programma prestabilito, ed allora bisogna sapersi adattare.
Per quanto riguarda le gioie: la prima è fare bene il proprio lavoro, creare un evento che funzioni.
In secondo luogo, ma forse più forte tra tutti, è per me seguire quelle persone il cui lavoro io stimo: non mi reputo assolutamente un artista, sono molto contento dunque quando ho a che fare con persone talentuose, anche se un talento in nuce magari, e vederle sbocciare.
Come esempio, direi la collaborazione con Uabos. È come essere un professionista di successo e vedere il figlio andare bene a scuola, è una gioia superiore. Magari lui si troverà un po’ stranito di questo paragone, ma per me è così. (sorride, sinceramente.)
Terzo aspetto: sentire come alcuni degli artisti che invitiamo ci diano atto di fare le cose fatte bene, noi di Le Cannibale cerchiamo sempre di fare la nostra parte, ed è appagante percepire soddisfazione nei fruitori.
Non ti senti mai “soffocato” dal sovrabbondare di persone?
Sempre.
È un lavoro molto invasivo, e, potendo, cerco sempre di separare nettamente l’ambito lavorativo con quello privato, a volte esagerando.
Ponendo che non credo di essere una persona chiusa, tendo a curare con molta attenzione quelle poche cose totalmente mie.
Per assurdo, secondo gli altri io starei sempre lavorando, quando magari non lo sto facendo: se dei conoscenti m’incrociano per strada, si sentono sempre in dovere di dirmi qualcosa, commentare le serate e soprattutto criticarmi.
Potresti descrivermi il cosiddetto “Popolo della Notte”?
Come già ho accennato, nella notte le persone paiono risvegliare gli istinti più bassi che possiedano: viene fuori una sorta di compensazione che porta il singolo, magari stimabilissimo, a estraniarsi, agendo solo con la volontà di divertirsi.
Il clubbing viene vissuto con grande ansia e prepotenza.
Giudico le persone a 360°, ma la notte non noto grandi bellezze; non lavoro nemmeno in un contesto particolarmente vizioso.
Vi sono cose apparentemente semplici che non riesco ad accettare, come non fare la fila, ed il vippismo è dilagante.
Mi tengo abbastanza lontano da molti aspetti del night life, i quali potrebbero esularmi da qualcosa che non sia prettamente necessario: non potrei mai dirti che il clubbing sia la mia vita, lo vivo più come uno strumento.
Maschere: su chiunque, create da chiunque a misura di ciò che si vorrebbe essere. Quante maschere vedi, attorno a te?
Una quasi totalità: apprezzo circondarmi di persone diverse tra loro, non amo un target identificabile.
Credo comunque vi sia un’enorme omologazione, e la tendenza ad andare verso una costruzione del sé molto spesso estraniata ed estraniante, che avviene solo di notte.
Secondo me, vi sono delle ansie che si generano, come bisogno di essere in un luogo, apprezzare qualcosa anche se non lo si vorrebbe davvero.
Uno scollamento completo tra i desideri e le aspettative delle persone, che spesso non collimano.
E tu, indossi maschere?
Per quanto riguarda questo discorso: va bene, Pirandello ha ragione, ma spesso non si ha nemmeno bisogno d’indossare una maschera perché già gli altri te la mettono in dosso. C’è un grande istinto, secondo me, che porta a voler anticipare ciò che le persone sono, ottenendo risultati a dir poco fantozziani.
Questo aspetto l’ho sempre vissuto in maniera molto forte: l’aspettativa che da me e di me si ha.
Sulla necessità della maschera posso essere anche d’accordo, ma in questo senso sono abbastanza genuino; sono gli altri ad intessermi addosso un personaggio complicato, ombroso e darkeggiante, e poi ancora omosessuale, stizzito, filosofico.
Quando mi vedono fuori dal contesto che loro s’immaginano di me, sono basiti.
Per dire: Alber Hofer, secondo la vox populi è un nome d’arte, quando in realtà mi chiamo semplicemente così.
Quanta diplomazia è necessaria nel tuo lavoro?
Tanta, tantissima. (risposta secca, immediata e precisa. Questa volta a sorridere sono io.)
Sono una persona che s’innervosisce facilmente, con tendenze alla franchezza assoluta, quindi ho dovuto operare molto su me stesso per evitare i cosiddetti “incidenti diplomatici”.
Mi sono accorto che certe dinamiche sono insite nel mio lavoro: non litigare è impossibile, quindi cerco di comportarmi con professionalità e massima sincerità. Il mio moto emotivo personale è tuttavia grandissimo, e cerco di dominarmi.
Ho la gentilezza, quella per forza, ma bisogna anche riconoscerne il valore. Cerco di essere educato con tutti, vengo visto come incredibilmente paziente, ma è tutta una capacità di autocontrollo e valutazione oggettiva.
Quante persone valide hai conosciuto, durante il tuo percorso?
Tantissime: molte sono le persone che operano nel mio campo, ed ho avuto il piacere di incontrarne di valide e meritevoli.
Sono a contatto con un ambito lavorativo molto ampio, la night life la facciamo quasi tutti, ed ho potuto incontrare persone capaci, decise.
Qual è l’ora migliore della notte?
Io lavoro tutti i giorni per Le Cannibale: quando poi si arriva al giorno dell’evento, il lavoro è pesantissimo, ma quando ho la sicurezza di una bella serata, non mi rilasso, ma mi sento forte.
L’ora migliore in assoluto, e ora ti metterai a ridere, è poco prima della fine, quando sono sicuro che sia andato tutto per il verso giusto e penso bene, adesso potrei cominciare a divertirmi, quando immancabilmente succede qualche imprevisto.
Le tre e un quarto, ecco, in quel momento mi dico, sarebbe bello andasse avanti, poi niente, si chiude.
Per l’opinione pubblica, chi lavora nella vita nottura è, in un certo senso, inferiore di grado rispetto agli altri. Come ti poni nei confronti di queste insinuazioni?
Neanche frustrazione, disgusto.
Credo che le persone non riescano a concepire il mio come lavoro per il fatto che i ruoli non siano perfettamente definiti: se dicessi che sono il direttore di un club, già verrei inquadrato, ma non è propriamente così.
Le persone credono io faccia il PR, e ciò non è assolutamente vero.
È un discorso che esce spesso, con i miei colleghi: le persone non si rendono conto della fatica, dell’impegno e della serietà con la quale noi ci poniamo.
La gente s’indigna quando oso dire di essere stanco o frustrato dal mio lavoro, perché il mio, a detta altrui, non è un lavoro.
Parlane con un operaio, mi dicono. Se l’operaio fa 8 ore sicure, io ne lavoro altrettante, con ritmi e tempi diversi. In una serata che va male, posso lasciarci dei soldi, l’operaio ha la sicurezza dello stipendio. Non dico che il mio lavoro sia migliore o peggiore di un posto impiegatizio, è solo diverso, ma pur sempre un lavoro.
Infine, se tu potessi dedicare le tue parole a qualcuno, per chi sarebbero?
Al mio socio, che sottoscriverebbe ogni mia parola.
L'Aministia dell 23 dicembre 2013 ha liberato le Pussy Riot Maria Alekhina e Nadia Tolokonnikova - 24enne, madre di una bambina che si è ammalata di tubercolosi a seguito di due scioperi della fame – concessa in occasione dei 20 anni della Costituzione russa.
Un’odissea iniziata il 3 marzo 2012, quando le due attiviste (tre con Yekaterina Samutsevitch che ha scontato 6 mesi) furono arrestate dopo aver inscenato una “preghiera punk” nella cattedrale di Mosca, un’invocazione, una preghiera punk che recitava più o meno "Madre liberaci da Putin".
Performance "blasfema" che è costata loro due anni di reclusione per teppismo e istigazione a delinquere. Una condanna estremamente severa, che in molti hanno inteso come l’ennesimo schiaffo dell’oligarchia russa alle voci di dissenso, compresa quella tutto sommato innocua e artistica delle Pussy Riot, collettivo punk nato da una costola del collettivo art-situazionista Voinà (in russo: guerra), finito sulle cronache nel 2011 per aver proiettato un gigantesco membro maschile sulla facciata del palazzo dei servizi segreti a San Pietroburgo.
Certo l’intento dichiarato del collettivo delle PR è sempre stato quello di spiazzare, dissacrare e rompere le regole dell'establishment attraverso arti performative. Gli strumenti sono semplici: musica punk, slogan d’effetto, il tutto inscenato a sorpresa in luoghi pubblici filmando le performance che diventano video virali su internet. Genere musicale e cliché propri del proto punk di fine anni ’70 nato in Inghilterra. Ma se nel punk inglese è la Regina – e in generale tutto l’establishment conservatore – che ispira sentimenti di ribellione, nel mirino delle Pussy Riot c’è Putin l’oligarca, il manovratore di un sistema spietato e corrotto, colpevole di annientare le minoranze.
Nadia, già prima dell'incarcerazione, aveva definito le Pussy Riot come «parte del movimento anti capitalistico globale, formato da anarchici, trotzkisti, femministe e autonomisti che pratica arte dissidente, un'azione politica che coinvolge l’arte. Una forma di attività civica nel mezzo delle repressione di un sistema politico che usa il suo potere contro i diritti umani, le libertà civili e politiche».
La dura prigionia non ha spento lo spirito barricadero di questo gruppo di donne che ha unito tutto il mondo al grido di “Free Pussy Riot“. Maria Alyokhina, 25 anni, appena rilasciata, ha denunciato come una “farsa” l’amnistia concessa da Vladimir Putin. Qual è ora il futuro delle PR? «Il gruppo, naturalmente, esiste ancora», ha detto Maria non appena liberata. E potrebbe riprendere la propria azione di denuncia. L’obiettivo dichiarato è sempre quello della “preghiera punk” che le ha portate in carcere nel 2012: cacciare Putin dal Cremlino.
Incominciate l'anno con il piede giusto.
Scacciate i pensieri negativi dell'anno precedente.
Regalatevi una serata senza freni e inibizioni.
Il 4 gennaio Toilet Club vi aspetta con Marlon Brandon, la serata che renderà folli i vostri sabato sera.
Un richiamo onomatopeico ad input contrastanti. Un gioco di parole, uno scioglilingua, l'insieme di un divo del cinema ed uno del piccolo schermo.Sono gli opposti che suonano bene insieme, le decadi che si mescolano e si confondono, gli spazi che perdono i confini e generano incontri inaspettati.
È difficile spiegare cos'è MARLON BRANDON: È un party dove tutto si combina in modo eterogeneo ma non casuale, sconclusionato ma non inconcludente, senza una meta eppure con una direzione ben precisa: la linea di demarcazione emozionale tra quello che pensiamo di essere e quello che scopriamo poter diventare in una notte.
Ad allietare la serata l'inconfondibile sound di Erik Deep, LoZelmo e Nancy Posh: il Pop, l'Alternative, il Rock, l'Electro, la Disco. Togli la maschera, esci dal personaggio, scavalca l'ostacolo, distruggi ogni barriera: fai come MARLON BRANDON, diventa protagonista.
SABATO 4 GENNAIO - MARLON BRANDON
INGRESSO GRATUITO
con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, UISP Richiedi la tessera all'indirizzo www.circolotoilet.it/tessera
TOILET CLUB Via Lodovico il Moro 171, MilanoPer info: www.circolotoilet.it / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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