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READY TO SHOW APRE IN BELLEZZA Domenica 9 febbraio al Palazzo delle Stelline di Milano, Corso Magenta 61 Serata inaugurale del Ready to Show Con la mostra fotografica “Riflessioni estetiche” di Stefano Rizzi, la presentazione dei libri “Te lo do io un fisico nuovo” di Francesca Romana Di Biagio e “Ritrovarsi a Parigi” di Marta Lock shooting di modelle professioniste, dj set e buon cibo brasiliano Seconda serata con aperitivo al Just Cavalli
Moda, fotografia, consigli di chirurgia estetica, musica, letteratura e specialità culinarie brasiliane e multietniche. Questi gli ingredienti della serata inaugurale del Ready to Show,la fiera professionale del prêt-à-porter, in programma al Palazzo delle Stelline di Milano, in Corso Magenta 61, dal 9 al 11 febbraio. Un evento che aprirà in bellezza- è proprio il caso di dirlo- domenica 9 febbraio con una ricca carrellata di appuntamenti che si svolgeranno dal pomeriggio alla sera. Si partirà alle ore 16 con un live shooting di modelle professioniste realizzato dal fotografo, video maker e direttore della fotografia Stefano Rizzi, specializzato in scatti sia pubblicitari che artistici,di moda, still-life, paesaggi, architettura d’interni di yachts, hotel di lusso e navi da crociera, per proseguire, alle 17, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Riflessioni estetiche”- con molte opere tratte dal “calendario di bellezze multietniche”- di questo professionista dell’obiettivo, originario di Gallarate (Va), con studio nei pressi di sant’Ambrogio,nel cuore di Milano, che vanta un curriculum ricco di esperienze in Italia e all’estero e di docenze presso importanti istituti. Contemporaneamente avverrà, attraverso un originale e simpatico dibattito la presentazione del libro “Te lo do io un fisico nuovo”. Vademecum sincero e irriverente della chirurgia estetica”, scritto dalla giornalista di costume Francesca Romana Di Biagio. E poi musica, dalle 17.30 alle 18, con Giorgio Rebecchi, titolare della Ice Placet Music, brand che si occupa di sound design, produzione musicale e gestione tecnico-artistica di ogni tipologia di evento, curatore dell'illuminazione della mostra fotografica di Stefano Rizzi. Sulle note del compositore sopra citato,saranno proiettati alcuni video, realizzati in Italia e all’estero, dal protagonista della mostra, in qualità di direttore della fotografia o anche di soggetto ripreso nel corso dell’ esecuzione di shootings,( backstage movies ), tra i quali,alcuni già trasmessi su Fashion tv , visibili sul sito www.ftv.com, Oltre a una rassegna di circa 400 sue immagini pubblicitarie e redazionali. Alle 18 la scrittrice Marta Lock, autrice del blog “L’attimo fuggente” e dei libri “Notte tunisina” e “Quell’anno a Cuba”, presenterà il suo nuovo romanzo “Ritrovarsi a Parigi”, con la sua moderatrice Sara Biondi, nota blogger di moda e fondatrice di Factory Style Mag e per concludere sarà servito un Cocktail-buffet all’ happy hour con specialità brasiliane e multietniche, innaffiate da caipirinha e sangria. A condurre la presentazione della mostra di Stefano Rizzi, il cui ingresso è libero, sarà la giornalista Francesca Romana Di Biagio.
Serata inaugurale del Ready to Show.
Domenica 9 febbraio, ore 16, Milano, Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 61.
In seconda serata aperitivo al Just Cavalli, uno dei migliori locali della fashion night milanese, con ingresso gratuito fino alle 22,00 in lista a nome di Stefano Rizzi. Dalle 22,00 alle 23,00- 10 euro, dopo le 23,00 -15,00 euro.
UNA SERATA PER ALYN HOSPITAL lunedì 17 febbraio – 20.15 Milano - Teatro Franco Parenti
INFANT EYES Arti contemporanee in scena per Alyn
Una serata di teatro, musica, danza e pittura dedicata ad Alyn Hospital, centro di riabilitazione pediatrico di Gerusalemme. Protagonisti sul palco: Fabrizio Gifuni, Gigio Alberti, Ivan Bert e molti altri attori, musicisti e danzatori. A guidare il pubblico nella visione un ospite d’eccezione: Philippe Daverio.
Lunedì 17 febbraio presso il Teatro Franco Parenti di Milano si terrà la serata benefica Infant Eyes a favore di Alyn Hospital di Gerusalemme. L’ospedale è importantissimo sia per le ricerche mediche all’avanguardia che vi si svolgono, sia come simbolo di collaborazione tra popoli.
INFANT EYES è il cambio di prospettiva, da piccolo a grande, dal punto di vista di un bambino a quello di un adulto, tra lontano e vicino, tra invisibile e quasi insormontabile. Così ci piace raccontare Alyn: un luogo dove anche il piccolo diventa grande. I protagonisti della serata svilupperanno un percorso tra musica, prosa e danza traendo ispirazione dai quadri di tre artisti contemporanei: Nicola Bolaffi, Barbara Nahmad, Tobia Ravà. Lo storico dell'arte Philippe Daverio consegnerà al pubblico la chiave interpretativa dei quadri messi a disposizione dalla Ermanno Tedeschi Gallery. Il talento di Fabrizio Gifuni si presterà a dar voce alla storia di un’infanzia. Gifuni da sempre sensibile al tema dell’infanzia, dopo il recital sul Piccolo Principe torna sul palco del Parenti per Alyn Hospital. Alice di Lewis Carroll da bambina diventa adulta: a raccontarci questa magica trasformazione Gigio Alberti e Stefania Ugomari Di Blas, guidati dalle note di Ivan Bert e Marco Gentile, per la regia di Alberto Oliva. La speciale colonna sonora della serata è affidata al quintetto Architorti: un’orchestra senza tempo nota per l’eccletticità del repertorio. La Compagnia EgriBiancoDanza, da sempre interessata alla contaminazione tra i linguaggi, porta sul palco un passo a due di Raphael Bianco.
Il ricavato della vendita delle opere e l'incasso della serata saranno interamente devoluti a favore di Alyn Hospital di Gerusalemme.
lunedì 17 febbraio – 20.15 Milano - Teatro Franco Parenti
INFANT EYES Arti contemporanee in scena per Alyn
musica dal vivo Architorti
soundscape Marco Gentile e Ivan Bert
passo a due di Raphael Bianco con Francesca Ossola e Alberto Cisello della Compagnia Egri Bianco Danza
voce narrante Stefania Ugomari di Blas
presenta Elisa Marinoni
oggetti scenici Laboratorio Zanzara
ideazione e produzione Ivan Bert
messa in scena di Alberto Oliva
dal 4 al 9 febbraio 2014 Teatro Bellini - Teatro Stabile di Napoli RICORDA CON RABBIA di John Osborne con Stefania Rocca Daniele Russo, Sylvia De Fanti, Marco Mario de Notaris regia Luciano Melchionna
Il grido di rabbia e di frustrazione di una generazione in piena crisi di ideali. Le vicissitudini di un gruppo di ragazzi e la storia d'amore dei due protagonisti, diventano un paradigma universale. A quasi sessant’anni dalla prima rappresentazione del 1956 al Royal Court Theatre di Londra, il testo di Osborne è attualissimo e riesce a dare voce alla rabbia e alla frustrazione dei giovani d’oggi, schiacciati tra l’insofferenza nei confronti di una società indifferente e la mancanza di riferimenti culturali forti a cui aggrapparsi.
Con Ricorda con rabbia sono in scena le vicende personali di quattro giovani (più che adulti ormai, nella mia visione della realtà) smarriti, incapaci di cavalcare il proprio tempo e la propria esistenza, ognuno a proprio modo “arrabbiato” proprio per questo, più o meno consapevolmente. Precari e refrattari alle briglie del sistema, vivono nel magazzino di un negozio di elettrodomestici, in un’ambientazione che paradossalmente evoca l’aborrito consumismo, dove a poco prezzo hanno arredato la propria “tana”. A suo tempo la piéce venne definita “manifesto di una generazione”: oggi potremmo dire che ha preannunciato i nostri tempi ed è ancora il manifesto di chi si scontra con una società indifferente. È la rabbia di chi non distingue più i confini della propria frustrazione, e si scaglia anche contro le campane, che con il loro rumore e la loro pesante simbologia, inquinano la sua testa, incrinano la sua concentrazione, stimolano l’insofferenza. È l’ira di chi è stanco dell’arroganza e dell’inconsistenza dei finti moralismi, delle convenzioni e delle ipocrisie sociali, che non lasciano spazio né consolazione alle persone “profonde e agguerrite, e quindi sole”. LUCIANO MELCHIONNA
Melchionna affida le ansie dei giovani protagonisti a quattro giovani attori d'intense e lucide invenzioni che cancellano con un tratto di penna coraggioso e logico i sessant’anni che ci separano dal tempo della prima rabbia disperata. Generazione d'oggi è la loro come lo fu quella. Ma l’ansia del Jimmy Porter di Daniele Russo, la fragilità dell’Alison di Stefania Rocca, la disperata insicurezza del Cliff di Marco Mario De Notaris, la fragile forza dell’Helena Angela De Matteo, in esemplare invenzione coraggiosa e dura, è quella del loro tempo di gioventù immatura e spaventata, in una società poco amica. GIULIO BAFFI - LA REPUBBLICA
TEATRO MENOTTI – via Ciro Menotti 11 - Milano Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00
BIGLIETTERIA Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 36592544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.tieffeteatro.it
PREZZI Intero: 25,00 €* Ridotto >65 anni: 12,50 €* (residenti a Milano) Ridotto <25 anni: 15,00 € * (residenti a Milano) Ridotto <14 anni: 12,50 € *prevendita 1,50 euro
ABBONAMENTO PRIME: 11 prime a 100 € con posto fisso ABBONAMENTO POMERIGGIO: 6 spettacoli a 60 euro, vale sulle repliche di mercoledì e domenica
Dal 14 al 16 febbraio non perdetevi RIVER TO RIVER, il Festival del Cinema Indiano di Firenze a Milano!
Dal 14 al 16 febbraio 2014 presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano, Fondazione Cineteca Italiana inaugura una nuova collaborazione con il Festival di cinema indiano di Firenze “River to River”. Quattro i titoli in programma (tre lunghi e un corto), tutte anteprime per Milano: film premiati alla 13. edizione del festival, che si è tenuta dal 22 al 28 novembre scorso nel capoluogo toscano e dal 29 novembre all'1 dicembre a Roma. Da sempre il “River to River” propone il meglio della più recente cinematografia indiana di qualità, come dimostra la selezione qui proposta, decisa con la direttrice della manifestazione Selvaggia Velo e che permetterà anche al pubblico milanese di scoprire opere di grande valore, inedite e altrimenti destinate a rimanere invisibili nel ristretto mercato italiano della distribuzione.
Per completare la panoramica è stato inserito in programma Lunchbox, il film indiano dell'anno presentato durante la Settimana della Critica a Cannes. L'opera prima di Ritesh Batra racconta una storia d'amore "epistolare" nella Mumbai di oggi, un delizioso film che deve la sua energia al carisma di Khan ('Vita di Pi', 'The Millionaire').
Ad aprire la “puntata” milanese di River to River, l’ironica e coinvolgente storia sulle vicissitudini di un ex falegname che si trova a giocare una partita a scacchi con la Morte, The Coffin Maker, votato come lungometraggio preferito dal pubblico del Festival fiorentino. Nella seconda giornata, il suggestivo cortometraggio Tamaash sulle avventure del piccolo Kashmiro Anzar e l’interessante documentario No problem! Six months with barefoot grandmamas sul progetto di introduzione dell’energia solare in aree rurali nel Sud del pianeta promosso dal Barefoot College nel Rajasthan che permette alle donne analfabete provenienti da tutto il mondo di imparare a portare l’elettricità nei loro villaggi. A conclusione della tre giorni di cinema indiano, il bellissimo lungometraggio Lessons in Forgetting, ispirato all’omonimo libro di Anita Nair e vincitore del 60° National Film Award del cinema indiano come Miglior film in lingua inglese, incentrato sulle giovani indiane che lottano per difendere i propri diritti e la propria emancipazione.
All’inaugurazione, venerdì 14 febbraio alle ore 21, la compagnia di danza Rajput Maharani, la prima in Italia a proporre il repertorio di danza cinematografica Bollywood Dance nella forma semi classica, folk e modern, si esibirà sul palco di Spazio Oberdan.
RIVER TO RIVER
IL FESTIVAL DEL CINEMA INDIANO DI FIRENZE A MILANO
DAL 14 AL 16 FEBBRAIO
Sala Alda Merini - Spazio Oberdan - Provincia di Milano
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
SCHEDE DEI FILM E CALENDARIO PROIEZIONI
Venerdì 14 febbraio ore 21
Esibizione della compagnia di danza Rajput Maharani
A seguire
The Coffin Maker - Anteprima
R.: Veena Bakshi. Int.: Benjamin Gilani, Randeep Hooda, Ratna Pathak. India, 2013, col., 122’, v.o. sott. it. e ing.
Anton Gomes vive con la moglie e il figlio in un piccolo villaggio di Goa. Angosciato e oppresso dalla sua vita, svolge la professione di falegname. La crisi economica però lo porterà a cambiare lavoro e a diventare un costruttore di bare. Un giorno però, succederà qualche cosa di incredibile che darà una svolta alla sua monotona esistenza. La Morte, infatti, mascherata sotto fattezze umane, arriva a insegnare ad Anton la lezione più preziosa sulla vita! The Coffin Maker è un film commovente, con momenti emozionanti e coinvolgenti, impreziositi da un sottile umorismo.
Lungometraggio vincitore del premio del pubblico 2013.
Sabato 15 febbraio ore 19
Tamaash-The Puppet - Anteprima
R.: Satyanshu Singh. Int.: Zahid Mir, Burhan Shafi. India, 2013, col., 32’, v.o. sott. it. e ing.
Disprezzato dal padre per il suo scarso rendimento scolastico, Anzar viene costantemente messo a confronto con gli altri compagni di scuola. Con forza e determinazione vorrebbe raggiungere il risultato dell’amico Sadat. Casualmente, si imbatte in una figura misteriosache lo aiuterà a raggiungere il suo scopo. Questo incontro però condurrà Anzar e il suo fratellino a conseguenze gravi e inaspettate.
Cortometraggio vincitore del premio del pubblico 2013.
A seguire
No problem! Six months with the barefoot grandmamas - Anteprima
R.: Yasmin Kidwai. India, 2012, col., 56’, v.o. ing., sott. it.
Lo straordinario successo di un progetto di cooperazione che coinvolge due aree del sud del pianeta. Dal 2008 ad oggi oltre 150 donne provenienti da zone rurali dell'Africa sono diventate ingegneri solari studiando al Barefoot College in Rajasthan e, una volta rientrate a casa, hanno portato l'energia elettrica in circa 10.000 case in 118 villaggi.
Documentario vincitore del premio del pubblico 2013.
Domenica 16 febbraio ore 17
Lessons in Forgetting - Anteprima
R.: Unni Vijayan. Int.: Adil Hussain, Roshni Achreja, Raaghav Chanana. India, 2012, col., 96’, v.o. ing., sott. it.
Tratta dal romanzo omonimo di Anita Nair, questa è una storia avvincente di redenzione e di perdono che scalda il cuore facendoci comprendere l'importanza di una seconda occasione. Il protagonista è un padre single, JA Krishnamurthy o JAK, che cerca disperatamente di capire che cosa sia accaduto alla figlia adolescente. Ad aiutare JAK nella sua impresa sarà Meera, una madre single. Il film tocca tematiche molto profonde e sensibili come la discriminazione e la violenza, attraverso lo sguardo maschile nei confronti dell'altro sesso.
Lungometraggio vincitore del Piaggio Foundation Award 2013.
Sabato 15 febbraio ore 15, Domenica 16 febbraio ore 19
Lunchbox
R. e sc.: Ritesh Batra. Int.: Irrfan Khan, Nimrat Kaur, Nawazuddin Siddiqui, Denzil Smith. India/Fr./Ger., 2013, col., 105’.
Mumbai. Una consegna sbagliata nell'efficientissimo sistema di smistamento dei”'portapranzo” (i famosi "Mumbai Dabbawallahs", uomini che corrono da una parte all'altra con i loro risciò pieni di contenitori colorati), mette in contatto la giovane casalinga Ila - madre di una bambina e moglie di un uomo che non la desidera più -, con Saajan, solitario e attempato funzionario di un ministero, in cerca di una seconda opportunità. Da lì, un biglietto tira l'altro, mentre ricette sempre più gustose solleticano il palato e i pensieri amorosi iniziano a prendere forma.
MODALITÀ D’INGRESSO
Biglietto d’ingresso: intero € 7,00
Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50
Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50
Stephen Malkmus & The Jicks
Giovedì 23 Gennaio 2014
Tunnel, Milano
Chi è Stephen Malkmus? Nulla di più semplice: è l'ex leader e cantante dei Pavement, uno dei gruppi più importanti della scena indie-rock lo-fi americana targata anni '90. Ora torna tre anni dopo “Mirror Traffic” con il suo nuovo lavoro “Wig Out At Jagbags” pubblicato sempre dalla Domino Records.
Un concerto di giovedì sera, perché no? Lasciamo perdere il week end e tuffiamoci nella serata del Tunnel di Milano che ci offre una vera e propria chicca: uno dei due concerti italiani di Stephen Malkmus con i suoi The Jicks. Una volta superata la tenda nera all'ingresso ecco un gran numero di persone che stanno già aspettando l'inizio del live: un pubblico davvero vario, dai giovani ventenni fino ad arrivare allo zoccolo duro dei cinquantenni. I The Megaphonic Thrift sono il gruppo spalla, una manciata di canzoni, giusto per scaldare l'atmosfera con dell'indie-rock senza troppi problemi.
Dopo una piccola pausa ecco che Stephen Malkmus entra con la sua band, in jeans e maglietta (aggettivo), per lui il tempo sembra non essere passato, dimostra vent'anni in meno. E' No one is (as i are be) l'opener, pescato dal precedente Mirror Traffic, seguito dal primo pezzo del nuovo disco, ovvero l'allegra Rumble at the Rainbow; Chartjunk è forse il brano eseguito che rende meno, le chitarre con le loro evoluzioni anni '80 non fanno per me, mentre Spazz risveglia la mia attenzione che è notevolmente compiaciuta quando sente
(secondo singolo estratto da Wig Out At Jagbags). I ragazzi si divertono sul palco, scherzano tra di loro e parlano (poco) anche con il pubblico che non si muove granché.Le canzoni si succedono senza troppi stacchi, tranne che per i continui cambi di chitarra di Stephen e per qualche problemino tecnico, quindi al suo brano solista The Hook succede una fantastica Asking Price che ci riporta su Mirror Traffic. Non ci si ferma più e il gruppo ci propone Shibboleth, la grandissima
Il pubblico si agita, applaude e chiama a gran voce i suoi beniamini che, chiaramente, tornano sul palco e iniziano a strimpellare Tigers a dovere. Successivamente Malkmus & Company non si contengono, si sono divertiti e tra un sorriso e una scossa di capo suonano un medley di cover tra cui Brass in Pocket dei Pretenders, No surprises dei Radiohead, Proud Mary dei Creedence Clearwater Revival e No Apologise dei Nirvana.
Certo, le cover sono state suonate un po' alla buona, però il concerto è durato un'ora e mezza circa proponendo il nuovo disco quasi per intero. Un disco onesto, come questo concerto milanese di Stephen Malkmus & The Jicks.
Andrea Facchinetti
Puntuali come l'influenza a febbraio,domenica 26 gennaio i Grammy Awards, meglio noti come "Un premio che non riflette il punto di vista dei produttori, che non lo considerano affatto un premio" (cit. Homer Simpson, premiato assieme ai Re Acuti in una puntata dei tardi anni 80), sono tornati a celebrare la musica un pò come fa il Festival di Cannes/Venezia/Roma con il cinema: un turbinio di facce note, che si premiano a vicenda, in un trionfo di "volemose bene" in salsa yankee.
Forse il mio punto di vista casereccio, abituata, al massimo, ai "fasti" del Festival di Sanremo, non riesce a cogliere in pieno la grandezza di uno show divenuto, sigh!, fotocopia della programmazione di un noto canale musicale, dove un Mackelmore non si nega a nessuno e il duetto Rihanna-Eminem imperversa od ogni ora, proprio come facevano le pecore nel tanto amato segnale orario della Rai (lo ricordate?).
L'importanza della musica nello show business musicale è mostrata da come, tutti i giornali, si siano concentrati sui look/selfies delle star piuttosto che su epiche disquisizioni su questa o quell'altra esibizione, eccezion fatta per il mezzo passo falso compiuto dagli organizzatori con Trent Reznor, snobbato e condannato ad esibirsi sui titoli di coda, poi drammaticamente tagliati (un pò come fa la Rai, quando manda le televendite a volume altissimo, che ti fan svegliare di soprassalto, destandoti dal sonno pesante che ti coglie dinanzi al Festival).
Ma proseguiamo con una selezione delle categorie (ps: per gli sconfitti userò la parola "perdenti", perchè siamo in America, e li se perdi sei un perdente, non solo perchè sembra una cosa logica, ma soprattutto perchè il perdente (loser), con la sua bella L sulla fronte, è un reietto della società, merita di mangiare da solo alla mensa della scuola e di non essere invitato al ballo dalla bella e bionda studentessa del terzo anno).
Categoria "Disco dell'anno"
Vincitori:i Daft Punk, mais oui! Il duo francese che ancora si ostina ad indossare i caschi scintillanti, nonostante la loro faccia sia stata leakkata online da un amico buontempone, novelli "maschere di ferro", ha portato a casa il risultato grazie alla collaborazione di Pharrell Williams e Nile Rodgers. Un disco, "Random Access Memories", ben fatto, che spazia dalla disco anni 70 a Moroder a Julian Casablancas. Storico il quintetto Daft Punk-Pharrel-Nile- Stevie Wonder (che non negherebbe un duetto neanche ad Albano).
Perdenti: Lorde, Bruno Mars, Imagine Dragons, Thicke. Tutti resi antipatici dalla costante ed immortale cassetta del noto canale musicale, che manda in loop sempre le stesse canzoni, inesorabilmente.
Categoria "Album dell'anno"
Vincitori: i Daft Punk (e sono due!)
Perdenti: Sara Bareilles, Kendrick Lemar, Mackelmore & Ryan Lewis, Taylor Swift
Categoria "Canzone dell'anno"
Vincitori: Royals di Lorde, la cantante neozelandese che ha pronunciato la proverbiale frase "non sopporto i paparazzi", mentre si esibiva in una contorsione faccia-corporale dinanzi agli stessi paparazzi, con prevedibile espressione alla "vi odio tutti", molto in voga negli anni 90.
Perdenti: Pink, Bruno Mars, Katy Perry e Mackelmore
Categoria "Miglior nuovo artista"
Vincitori: Mackelmore, il rapper bianco che sta facendo le scarpe e le ciabatte ad Eminem, ma solo per chi ama il buon fraseggio unito all'happy ending tipico delle sit-com americane anni 90 (vedi "Settimo Cielo"). Per gli altri, Eminem ha confezionato davvero un prodotto asciutto, proclamando che "i rapper devono tornare a fare i rapper, perchè di predicatori e santoni ce ne sono già in abbondanza". L'hai detto, fratello!
Perdenti: James Blake, Ed Sheeran, Kacey Musgraves, Kendrick Lemar
Categoria "Migliore performance pop"
Vincitore: Lorde
Perdenti:Sara Bareilles, Bruno Mars (povero..), Katy Perry, Justin Timberlake
Fortunatamente, il caro Bruno Mars porta a casa il premio per il "Migliore album pop", con "Unorthodox Jukebox", sconfiggendo la femme fatale Lana del Rey, il sempre fantasmagorico Justin T. e Robin Thicke.
Ulteriori premi sono andati ai Daft Punk (aridaje), Michael Bublè, Imagine Dragons, Black Sabbath (...), Led Zeppelin, Vampire Weekend, Rihanna, Alicia Keys, Jay-Z esibitosi con Giovannona Coscialunga (cioè la moglie Beyoncè, che porta avanti la sua battaglia femminista esibendosi sempre in mutande e reggipetto)... mi fermo qui perchè vorrei soffermarmi su alcune questioni che mi stanno a cuore.
Robin Thicke: nonostante la sua hit Blurred Lines abbia spopolato in estate, l'inverno non gli è stato amico. Sarà stata la maledizione di Miley? La twerkata maledetta? Il ditone di gommapiuma posseduto? Fatto sta che il buon marpione è tornato a casa a mani vuote (abituato ad averle sempre piene..).
E che dire della musica rock? Ad essere premiati sono stati grandi nomi, ma pur sempre dei dignitosissimi dinosauri (Macca premiato in memoria dei Beatles, Nirvana, Led Zeppelin). Che fine hanno fatto le nuove leve? I nuovi nomi che dovrebbero traghettare questo genere musicale verso le nuove generazioni, intossicate dalla nube dell'hip-hop?
Mi pongo poi una domanda: i 33 matrimoni celebrati al ritmo di "Same Love" da Padre Mackelmore sono validi? E se un burocrate si fa avanti dicendo che mancano delle firme?
Quel che è stato è stato. Appuntamento al prossimo anno! Ora tocca al Festival di Sanremo (hip hip urrà)! Finalmente qualcosa di paesano, comprensibile da noi gente semplice, lontano dai vestitoni stile tenda della cucina di Katy Perry e dall'altalena rubata ad Heidi da Pink.
Tutti i vincitori e i perdenti su http://www.grammy.com/nominees
La Fondazione Stelline di Milano ospiterà fino al 23 febbraio un centinaio di opere dell'artista italo-francese Jean Marie Barotte.
Nerocenere è il titolo della mostra, un percorso che riflette sul legame tra l'arte figurativa della pittura e quella della parola, la letteratura: la parola si fa segno e diventa opera d'arte.
Chiara Gatti, che cura la mostra, indaga su come questo autore sia stato in grado di coniugare colore e calligrafia, una calligrafia arcaica 'tracciata nella polvere della materia e depositata sulla tela'. E' proprio così che nasce la materia che si fa cenere, frutto di un processo lento e corrosivo che porta all'inevitabile distruzione e/o trasformazione di una sostanza in un'altra.
Carte e tele, di repertorio e più recenti, fanno parte di questa ricca collezione di composizioni.
Jean Marie Barotte nasce a Milano nel 1957, dopo essersi diplomato alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi si addentra sempre più nel mondo del teatro, a cui rimane profondamente legato, in particolare per la sua esperienza come attore al fianco del grande regista e pittore Tadeusz Kantor che sarà proprio il punto di accesso alla pittura come nuovo modo di esprimersi. Un'arte vissuta come testimone della violenza necessaria per esprimere il concetto di sublime.
Tra le sue personali antecedenti ricordiamo I colori dell'estasi nel 2007, Tout ne tient qu'à un fil a Milano nel 2008, Le Voyage de l'ame a Parigi, La nuit obscure a Montreuil e Migraidentità.
In collaborazione con l'Associazione Culturale T.Art e il patrocinio dell'Institut francais Milano.
La mostra è a ingresso libero, aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20.
Fondazione Stelline - Corso Magenta, 61.
Per ulteriori informazioni potete chiamare il numero 02 45462111
02 45462111
oppure visitate il sito www.stelline.it
TEATRO SALA FONTANA – Via Boltraffio 21 - Milano
Sabato 8 febbraio 2014 – ore 21
Teatribù presenta
IMPRO’ – gli improvvisatori di Teatribù sfidano i comici di Zelig
Corinna Grandi, Fausto Solidoro e i Senso Doppio
Sabato 8 febbraio è la prima di due serate di improvvisazione teatrale che si terranno al Teatro Sala Fontana. Quattro improvvisatori di Teatribù sfidano quattro comici di Zelig: Corinna Grandi, Fausto Solidoro e i Senso Doppio.La seconda serata, sabato 8 marzo (Festa della Donna), sarà IMPRO’, VOTO ALLE DONNE! Spettacolo di improvvisazione teatrale con gli improvvisatori più belli d’Italia.
Imprò è una vera sfida teatrale a colpi di improvvisazione, diversa e irripetibile ogni sera, uno spettacolo in cui il pubblico riveste un ruolo realmente attivo.
Due squadre di improvvisatori si sfidano in scena, senza copione, seguendo solo l’istinto e le indicazioni del pubblico, interpretando storie create all’istante a partire dagli spunti forniti dalla platea. Imprò fornisce agli attori le ispirazioni per storie imprevedibili, comiche, surreali o drammatiche e assegna un punteggio ad ogni improvvisazione portata in scena. E’ proprio il voto del pubblico ad essere determinante per decretare la vittoria della sfida teatrale da parte di una delle due squadre di attori.
Teatribù L’associazione culturale Teatribù nasce nel 1999 con lo scopo di promuovere l’improvvisazione teatrale, l’arte dello stare in scena senza testo, a Milano e provincia. Non solo compagnia che propone spettacoli teatrali completamente improvvisati, Teatribù ha una caratteristica unica nel panorama delle scuole di recitazione milanesi: la sua peculiarità, infatti, è quella di convergere prevalentemente sull’improvvisazione, fornendo ai propri allievi una preparazione specifica volta a portare in scena varie tipologie di spettacoli senza l’ausilio di un copione e, nella maggior parte dei casi, senza costumi né scenografie. Teatribù ha anche una compagnia amatoriale, formata dagli stessi allievi della scuola e propone spettacoli e progetti di formazione aziendale, che sfruttano le metodologie dell’improvvisazione teatrale per stimolare la creatività e la collaborazione di gruppo. Teatribù fa parte del network nazionale Improteatro, che promuove e diffonde l’arte dell’improvvisazione teatrale su tutto il territorio nazionale e intrattiene rapporti con associazioni e compagnie teatrali di improvvisazione in Europa e nel mondo. Imprò E’ lo spettacolodi improvvisazione più rappresentato in Italia. Nasce nel 2006, dopo vent’anni di ricerca sull’improvvisazione teatrale, iniziata a partire dall’importazione di spettacolo di origine francese (match di improvvisazione teatrale) e inglese (theatersport) sul territorio nazionale. L’impianto tradizionale del format è di tipo “sportivo”, sul palco si fronteggiano, infatti, due squadre composte di quattro attori ciascuna. La sfida messa in scena è diversa e irripetibile in ogni spettacolo: gli attori interpretano storie nate all’istante a partire dai suggerimenti forniti dal pubblico e dalle indicazioni di un presentatore/notaio, che vigilerà sul rispetto delle regole del gioco e potrà influenzare le improvvisazioni, aggiungendo limitazioni, difficoltà, stili teatrali o cinematografici agli input dati dalla platea.
Info e preno:
Teatro Sala Fontana – Via Boltraffio 21 – 20159 Milano 02.6901573302.69015733 – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Orari Biglietteria: nei giorni di spettacolo: dal martedì al sabato dalle ore 18 – domenica dalle ore 14 Modalità pagamento: contanti, bancomat, carta di credito (con documento) Ritiro biglietto: entro tre quarti d’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Acquisti online: fino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo
Prezzi: posto unico 15 € Ridotti: soci Teatribù/Improteatro 10 €
Inizio spettacolo: ore 21
Torna il Milano food&wine festival: 3 giorni all'insegna della buona cucina e buon gusto. Dall'8 al 10 febbraio le porte del MiCo, al Gate 15, ex Milano City, saranno aperte al pubblico per degustazioni, showcooking e lezioni di cucina.
Cuochi, pasticceri e pizzaioli, invitati dall'ideatore di Identità Golose, Paolo Marchi, presenteranno i loro migliori piatti della cucina italiana che potranno poi essere gustati al ristorante del festival.
Domenica 9, dalle 13 alle 15, appuntamento con 'Grande cucina, piccoli piatti', un incontro speciale con golosità proposte da sei chef proveniente da ristoranti diversi.
Tre giorni che offrono la possibilità di avere una panoramica sulla migliore produzione italiana e internazionale dal punto di vista eno-gastronomico e l'occasione di incontrare personalmente i produttori.
Il festival inizia sabato dalle 11.00 alle 23.00; domenica dalle 11.00 alle 22; e lunedì dalle 11.00 alle 16.30
I biglietti sono acquistabili su Ticketone.it a 27.50 €
Per ulteriori informazioni visitate il sito www.foodwinefestival.it
Buon appetito!
Nerospinto vi segnala i concerti imperdibili di febbraio, gli appuntamenti musicali ai quali sarebbe un peccato mortale mancare e che riscalderanno le vostre giornate più fredde.
Prendere carta e penna o segnateli sull'agenda, pronti? Partiamo!
Febbraio 2014- Concerti
Depeche Mode
18: Torino (Palaolimpico)
20: Milano (Forum di Assago)
22: Bologna (Unipol Arena)
Peter Hook & The Light
17: Milano (Arci Magnolia)
18: Roma (Atlantico Live)
19: Roncade -TV (New Age Club)
Anna Calvi
21: Torino (Hiroshima Mon Amour)
22: Bologna (Estragon)
24: Roma (Auditorium Parco della Musica)
25: Brescia (Teatro Grande)
Moderat
22: Milano (Alcatraz)
Simple Minds
25: Milano (Alcatraz)
Babyshambles
27: Milano (Alcatraz)
Editors
28: Bologna (Unipol Arena)
All Time Low
28: Milano (Magazzini Generali)
La band pop punk statunitense si esibirà in Italia anche il 1 marzo (Bologna, Zona Roveri) e il 2 presso il Club Orion di Ciampino (Roma)
Bloody Beetroots Dj Set
28: Roma (Spazio 900)
Sir Bob Cornelius Rifo si esibirà anche il 1 marzo a Bergamo (Bolgia) e l'8 al Muretto di Jesolo (Ve)
Restate sintonizzati per essere informati sui concerti del mese di marzo!
Per maggiori informazioni:
www.ticketone.it
www.circolomagnolia.it
www.magazzinigenerali.it
www.spazionovecento.it
www.bolgia.info
www.ilmuretto.net
www.hiroshimamonamour.org
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