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In occasione della Festa delle donne, al Teatro della Cooperativa, sarà in scena “Metafisica dell’amore”, presentato da Le Brugole.
Uno spettacolo comico sull’amore senza distinzione di sesso, razza, lingua e religione, con una serie di personaggi femminili esilaranti. “Metafisica dell’amore” esamina, attraverso il teatro cabaret, il tema dell’omosessualità.
Vincitore del premio Scintille - Asti 2011, nel cast vanta due grandi attrice Roberta De Stefano e Annagaia Marchioro. Roberta De Stefano è attrice con Dario Fo e per il Teatro Tieffe Menotti, Anna Marchioro lavoro con ERT e il Teatro Sociale di Como, Giovanna Donini, la regista, è una blogger e autrice televisiva. La compagnia Teatrale Le Brugole, che ha prodotto lo spettacolo, nasce dall’incontro di queste tre donne e cerca di indagare il presente attraverso il teatro popolare in quanto forma d’arte capace di attraversare temi complessi e di farli arrivare a tutti in modo semplice e comprensibile.
Sul palcoscenico viene narrato l’amore come sentimento universale: indipendentemente dal sesso tutte le coppie provano le identiche emozioni, gli stessi piaceri, gli stessi dolori. Le attrici protagoniste raccontano e si raccontano, trasformandosi e dando vita a una carrellata di personaggi esilaranti, tutti alla ricerca di un amore: la psicopatica, la milanese, l’artista, la fricchettona, la ex. Un’opera dedicata a chi ha voglia di amare e ridere di questo disgraziato dolore che prende allo stomaco senza distinzione di sesso, razza, lingua o religione.
“Per aver affrontato un tema scottante come quello dell’omosessualità femminile con un linguaggio fresco, ironico e divertito. Lo spettacolo, anche grazie alla qualità delle interpreti, riesce a coinvolgere il pubblico miscelando momenti di comicità con altri di grande intensità e profondità senza mai cedere nell’autocommiserazione” Premio Scintille – Asti 2011.
Il premio Asti non è l’unico che ha ottenuto “Metafisica dell’amore”, nel 2012 infatti ha vinto anche il Premio Chimere.
“Un’ esilarante galleria di personaggi che raccontano l’amore, i suoi tabù e i suoi paradossi. Le coppie possono essere variamente composte ma non c’è sentimento più universale di quello che attrae due esseri umani. E allora ridiamoci sopra.” Sara Chiappori lo descrive così sulla Repubblica.
Lo rappresentazione sarà in scena dal 4 al 9 Marzo 2014 al Teatro della Cooperativa di Milano.
Un appuntamento particolare da non perdere, un evento innovativo che vuole descrivere il mondo contemporaneo senza paure e discriminazioni, uno spettacolo che Nerospinto consiglia!
Teatro della Cooperativa
Via Hermada 8, Milano – tel. 02.64749997
02.64749997
ORARI: feriali h. 20.45 e festivo ore 16 – lunedì riposo
PREZZI: intero 18 € - ridotti 13/9 €
Maggiori info su www.teatrodellacooperativa.it
Intervista a Saturno Buttò, talentuoso pittore originario di Venezia
“Io credo che l'essere umano sogni solo per non smettere di vedere. E potrebbe anche darsi che la luce interiore fuoriesca un giorno da noi così da non averne bisogno d'altra.”
Queste sono le parole di Johann Wolfgang Goethe dal suo libro Le affinità elettive, un grande romanzo che dal 20 Febbraio al 2 Marzo sarà messo messo in scena al Teatro Libero di Milano.
Le affinità elettive di Sarah Chiarcos con regia di Paolo Giorgio trasforma le pagine dell’opera dello scrittore e drammaturgo tedesco in realtà contemporanea per parlarci di emozioni, sentimenti, rapporti che uniscono al di là della ragione e dell’impossibilità di sfuggire al proprio destino. “Ci sono cose che il destino si propone ostinatamente” recita una frase del libro, il destino è infatti il protagonista della trama dello spettacolo.
I due protagonisti Edoardo e Carlotta sono felicemente sposati e decidono di ospitare nella loro casa una coppia di amici: il Capitano e Ottilia. Le giornate trascorse insieme producono grandi cambiamenti. Sono le affinità elettive, forze a metà fra le reazioni chimiche nei nostri corpi e l’iscrizione dei nostri nomi in un racconto scritto da altri. In una grande casa di montagna nascono amori improvvisi, le coppie si incrociano e la vita che si conosceva pare sul punto di infrangersi. La domanda di fondo sarà: è più giusto, più vitale costruire la propria vita sulle solide basi della razionalità e del progetto o abbandonarsi al rischio e all’incertezza, abbracciando fino in fondo gli orizzonti che ci offrono le nostre personali, private affinità elettive? Si tratta di realtà, memorie e di sogni? Il destino, il protagonista delle nostre vite, oscura i nostri desideri.
I personaggi di Goethe immersi in una realtà a noi conosciuta mettono in scena la tenuta universale delle relazioni e delle situazioni narrate nel romanzo. E la domanda che ognuno si deve porre, a se stesso, è: non è forse, vivere fino in fondo il proprio desiderio, un modo per non sfuggire al proprio destino?
Uno spettacolo profondo e introspettivo con la regia di Paolo Giorgio, docente di teatro che ha firmato diversi spettacolo, come K. il Processo (Teatro Out-Off nel 2013), Stanlio e Olio di Juan Mayorga (Teatro Filodrammatici, 2012) e Glas (Astiteatro nel 2010), è una produzione del Circolo Bergman, un circolo e piattaforma per l’incontro trasversale di artisti di provenienza diversa con un progetto comune. Il circolo fondato da Paolo Giorgio e Sarah Chiarcos si fonda sulla logica del trattato: le affinità non sono attributi intrinsechi degli elementi, ma dipendono dalle reazioni che si instaurano fra essi.
Le Affinità Elettive: un appuntamento che Nerospinto consiglia di non perdersi se avete la curiosità e la voglia di scoprire la forza del destino!
LE AFFINITà ELETTIVE
da Johann Wolfgang von Goethe
di Sarah Chiarcos
regia Paolo Giorgio
con Caterina Bajetta, Gabriele Bajo, Tomas Leardini, Francesca Pedrazzi
luci Sarah Chiarcos
scene e costumi Circolo Bergman
musiche originali Marcello Gori
produzione Circolo Bergman
Teatro Libero (Via Savona 10 - Milano)
BIGLIETTERIA
PREZZI BIGLIETTI
Intero: € 19,00
Under 26: € 15,00
Over 60: € 11,00
Allievi Teatri Possibili con carta TP CARD: € 6,00 (prima rappresentazione € 3,00)
ORARIO SPETTACOLI
dal lunedì al sabato ore 21.00
domenica ore 16.00
ORARI BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Nei giorni di spettacolo: da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30 sabato dalle 19.00 alle 21.30
domenica dalle 14.00 alle 16.30
INFO E PRENOTAZIONI
02 8323126
02 8323126
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Sabato 22 Febbraio alle ore 18 nella sede rinnovata della scuola di danza asd TBallet direzione di Paola Beltramini, in Via Don Brusadelli, si svolgerà la sfilata di presentazione della collezione estiva 2014 del marchio LeRose.Rosa di Licia Zanfrognini, insieme con una preview di alcuni dei capi protagonisti dell'inverno. La sede asd Tballet trova in una suggestiva location nell'ex zona industriale della città, recentemente riqualificata in zona culturale e artistica.
Il classico capo di cashmere rivisitato il chiave 'Classic Hippie', entra a passo di danza in un luogo dal gusto tra passato e moderno.
Licia Zanfrognini la stilista e fondatrice del brand ci conduce in un viaggio attraverso le stagioni, mostrandoci i capi che ci attenderanno nel suo atelier di Via Borgovico 168 a Como dalla prossima stagione. Il cashmere, il filato morbido e lussuoso per eccellenza si sposa al cotone e alla seta e con la classe e l'eleganza della sede rinnovata della scuola, portandoci in un mondo fatto di fiori, passato e musica. Colori, trame e dettagli di una collezione che si svelerà sotto i nostri occhi, con le caratteristiche che contraddistinguono da sempre il marchio,la comodità e lo stile della donna contemporanea di tutte le età, protagonista del suo tempo, praticità versatilità, forme trendy abbinate a tessuti di un tempo che non passano di moda, ma con uno stile sempre 'unconventional' come il recita il claim. Make up e styling saranno curati insieme a LeRose.Rosa, da SteSy LAB, studio di immagine comasco.
LeRose.Rosa e asd Tballet vi aspettano Sabato 22 febbraio ore 18, anche con un gustoso aperitivo in Via don brusadelli 86/L - 22100 Como, entrata da via St Abbondio.
informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
marchio: LEROSE.ROSA Via Borgovico 168, Como, www.leroserosa.com
sede: ASD TBALLET Via don brusadelli 86/L, Como, www.tballet.com
image & styling: SteSy LAB, Via Vitani 33, www.stesylab.it
Damon Albarn, il principe del Brit Pop, colui che ha allietato gli anni Novanta con l'epica diatriba con Noel Gallagher, ma che è stato soprattutto il cuore e la mente dei Blur (laddove la mano era Graham Coxon) e l'anima ispiratrice del progetto Gorillaz, arriva in Italia a luglio.
Si, avete letto bene, Demon Albarn, Italia, luglio. No, non state sognando, si tratta di una splendida realtà.
Il poliedrico artista britannico arriva nel Belpaese per presentare la sua ultima fatica discografica, "Everyday Robots", la cui uscita è prevista ad aprile. 30 milioni di dischi venduti dopo, Damon Albarn si lancia in una nuova avventura musicale e professionale, forte del credito ottenuto grazie ai Blur, con cui ha pubblicato 7 album e ai Gorillaz, la band virtuale più famosa del mondo, con cui ha invece sfornato due dischi multiplatino.
Ma eccoci alla notizia nella notizia: da buon inglese amante del Grand Tour, Albarn ha scelto due location magiche in cui affascinare il pubblico italiano: il Vittoriale e il Parco della Musica di Roma.
Come tutti sanno, il Vittoriale è un luogo caro a chiunque ami la poesia, la passione e il bien vivre incarnato dal Vate D'Annunzio.
Bene, siffatta location sarà resa ancora più sognante dalle voce di Damon Albarn e dalla musica che sgorgherà dalla sua chitarra.
Per un'estate da non dimenticare.
Damon Albarn in Italia
14 luglio-Vittoriale (Gardone Riviera, BS)
15 luglio: Cavea Auditorium Parco della Musica (Roma)
Biglietti in vendita nelle seguenti giorni:
Venerdi 14 febbraio (data del 14 luglio)
Venerdi 21 febbraio (data del 15 luglio)
Circuito Ticketone
Per maggiori informazioni: www.ticketone.it
Parlare della morte è sempre un fatto triste ma quando a lasciarci è Shirley Temple allora il ricordo si impone e ci sembra che la bella bambina che conquistò Hollywood e il mondo del cinema internazionale negli anni Trenta del secolo scorso sia ancora con noi e soprattutto che non sia mai cresciuta. Questo è stato un po’ il destino di Shirley in vita e lo sarà malgrado tutto anche nel tempo a venire, anche per le nuove generazioni che continueranno a guardare i suoi film e che la immagineranno sempre piccola e graziosa. La Temple non è riuscita a “crescere” sul grande schermo e non lo ha fatto neppure nell’immaginario collettivo perché dopo di lei davvero nessuna mai è riuscita a imporsi come enfant prodige né negli Studios di oltreoceano né nel cinema europeo o orientale. Shirley aveva imparato a ballare a tre anni, cantare a quattro e recitare perfettamente a cinque, in un’epoca in cui le sue coetanee nelle altre parti del mondo erano quasi tutte analfabete e le sue coetanee statunitensi appena sapevano leggere e scrivere.
Il cinema, quello vero delle grandi produzioni e dei grandi attori, era cosa per adulti.
Per questo quando la Temple arriva sul grande schermo con i suoi vestiti corti di cotonina colorata, i suoi riccioli biondissimi, le sue adorabili fossette e il suo sorriso da birichina erano già tutti innamorati di lei, gli spettatori, i suoi colleghi adulti e già famosi e naturalmente i registi e i produttori. A Shirley sarebbe bastato questo. Incantare tutti con il suo candore, con la sua bellezza infantile e con la sua capacità di dire a tempo le battute del copione.
La Temple però era una bambina prodigio e nelle sue pellicole dimostra che sa anche ballare e cantare come una vera professionista, sa reggere la scena quanto e come i divi dell’epoca e che a volte sa anche surclassarli.
I suoi film sono un successo dopo l’altro, i suoi fan sono in delirio e i produttori di Hollywood se la contendono. Lei, bella, innocente e dotata si comporta come una vera professionista e non delude mai nessuno diventando non solo l’attrice bambina ma un fenomeno di costume e di imitazione studiato anche dal punto di vista sociale.
Le dedicano una stella sulla fame road e le costruiscono un Oscar per le interpretazioni infantili apposta per lei. Shirley Temple è la bambina più famosa del mondo.
I bambini però crescono. E con l’infanzia e la fanciullezza se ne vanno anche il fascino e l’incanto di Shirley che si ritrova negli anni Quaranta ad essere una adolescente come tante, senza più l’attrazione dei suoi riccioli biondi, delle sue fossette e dei suoi vestiti da bambina adorabile.
La riccioli d’oro del cinema internazionale è scomparsa per sempre.
La nuova Temple è quasi anonima, poco attraente dal punto di vista della recitazione, normale come può esserlo qualsiasi altra adolescente dell’epoca a Hollywood.
La favola è finita e l’ex bambina prodigio colleziona un flop cinematografico dopo l’altro.
Alla fine degli anni Quaranta la Temple si ritira definitivamente dalle scene e si dedica alla famiglia e successivamente alla politica e al sociale, diventando ambasciatrice USA.
Ora la riccioli d’oro di tante belle pellicole in bianco e nero ci ha lasciato definitivamente.
Shirley però no. La bambina bella e bravissima resterà così per sempre.
E tutti potranno continuare ad ammirarla nei suoi tip tap scatenati, nei suoi duetti canori e nelle sue interpretazioni più fortunate. Potere e magia del cinematografo. E non è poco.
Ho avuto il piacere di poter assistere alla prima di questo spettacolo, con Filippo Nigro, Fabrizia Sacchi, Giulio Forges Davanzati e Dajana Roncione, sotto la regia di Fabrizio Arcuri su un testo di Neil LaBute, tenutosi al Teatro Ciro Menotti.
È una commedia, ma che il sapore completo di commedia proprio non ha.
Si nasconde, tra le pieghe delle risate un retrogusto amaro e contemplativo, una spinta verso la riflessione che non lascia superstiti tra gli spettatori, tutti feriti, immobili tra il sorriso e la lacrima, confusi.
Una commedia degli equivoci che si snoda tra la grande questione che, nell’età contemporanea, ha preso sempre più piede: qual è il prezzo della bellezza? E quello della bruttezza? Possiamo noi sfuggire a questo meccanismo fatto di recriminazioni per qualcosa di così poco importante?
Con una recitazione intensa, semplice ma nel contempo profonda e delle battute che hanno scosso dal riso tutti gli spettatori, gli attori rispondono e non rispondono, lasciando spazio alla cogitazione.
La grande eleganza e forza nei movimenti degli attori poi, mi ha lasciato piacevolmente sorpresa: salti, abbracci, spinte, urla, tutto in una perfetta armonia.
Vorrei aprire una parentesi sul personaggio interpretato da Filippo Nigro, il protagonista: un uomo come tanti ma come nessuno, ammantato della propria singolarità, timido, impegnato nel lavoro, fiero per la sua grande passione per la lettura, con l’unico difetto di non essere molto capace di comunicare pienamente quel che sente e prova, lasciandosi sfuggire parole che avrebbe potuto risparmiare.
È proprio da una parola che poi si scatenerà la catastrofe, il susseguirsi di equivoci: questa commedia ci pone dinnanzi anche al grande dilemma della comunicazione chiedendoci, senza troppe metafore o riserve, se siamo ancora capaci di parlare senza scatenare una guerra, senza lasciare sul nostro cammino dolore o incomprensione. Quali sono le forme del dialogo: le parole dei libri, le spinte emotive o la calma? Dove finisce la civiltà e inizia la rabbia?
Grandi anche le scenografie: minimali senza essere banali e soprattutto, molto azzeccate, capaci di far calare pienamente lo spettatore in uno spazio di modernità sospesa, una parentesi temporale sì tratta dal reale, ma con molti connotati dell’irrealtà.
Quindi, in conclusione, uno spettacolo da vedere assolutamente, sia per svagarsi per sentire una voce sul grande dilemma: siamo capaci di mettere la bellezza in secondo piano?
Bravissimi tutti, dagli attori, alla regia, musiche ed effetti speciali, per uno spettacolo davvero umano.
Avete applaudito la scorsa stagione Marco Pagani sul palcoscenico del Verdi? Avete amato l’attore nei panni di un contrabbassista impegnato in uno straripante monologo? Allora non dovete perdervi il grande e atteso ritorno di Il Contrabbasso.
Lo spettacolo diretto da Gianluca Massiotta, vede Marco Pagani darà corpo e voce alle diverse sfumature di un poliedrico musicista. Lo spettacolo sarà dal 19 Febbraio al 2 Marzo al Teatro Verdi. Sul palco un ritratto ironico e dissacrante di un certo tipo di figura maschile contemporanea, sospesa tra arroganza e fragilità.
Viene descritto il mondo dei musicisti di professione, nelle sue diverse sfaccettature sia positive che negative che caratterizzano questo mondo.
Il testo che si presenta complesso e ricco si pone l’obiettivo di indagare l’animo umano disegnando un personaggio in bilico tra lo spettro della solitudine e il riscatto di una passione rigeneratrice. La dimensione della professione di musicista in orchestra, che all’apparenza sembra dorata, si svela invece anche nei suoi aspetti più conflittuali.
L’opera si presenta come una potente e impietosa metafora della nostra intera società.
Un omaggio quello di Massiotta e Pagani al grande attore polacco Jerzy Stuhr (pupillo di Wajda, Zanussi e soprattutto Kieślowski) che esattamente 29 anni fa e proprio al Teatro Verdi di Milano donò una magistrale interpretazione di questo bellissimo testo.
Il progetto mette in dialogo due linguaggi, quello del teatro e quello della musica; è anche l’incontro di due artisti che condividono la stessa formazione artistica: Pagani, attore e doppiatore e interprete di film e spettacoli teatrali, e Gianluca Massiotta che, dopo il fortunato debutto ne La stanza dei fiori di china con Angela Finocchiaro, ha continuato sulla strada della regia, sempre più orientata alla collaborazione con orchestre e musicisti classici anche contemporanei.
Il regista descrive lo stato d’animo del protagonista: “Deluso dalla propria carriera in orchestra (non è che “terzo leggio” nella fila dei contrabbassi) eppure fermamente convinto dell’assoluta centralità del proprio ruolo, il nostro protagonista è un depresso, non privo però di una sua rozza fierezza fatta di sensibilità e di un discreto talento.”
A volte esistono le seconde occasioni, non perdetevi il grande ritorno di Il Contrabbasso!
in collaborazione con Otto&Marvuglia IL CONTRABBASSO
di Patrick Suskind con Marco Pagani Scene e regia Gianluca Massiotta Disegno luci Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia Traduzione di Umberto Gandini Si ringrazia per la collaborazione Paola Ascenso
Spettacolo inserito in INVITO A TEATRO
Teatro Verdi (Via Pastrengo 16, Milano – Tel. 02 6880038
02 6880038)
Biglietti: intero 20€ - convenzionati 14€ -ridotto over 65/under 25 10€ mercoledì posto unico 10€
Vendita on-line: www.vivaticket.it (con diritto di prevendita)
Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 16.30
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
02 27002476
02 27002476 - www.teatrodelburatto.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prenotazioni : orario da lunedì a venerdì 10.00/13.00 -14.00/18.00
La Biglietteria presso il Teatro Verdi è aperta solo nei giorni di spettacolo.
Atmosfere mistiche e fiabesche vi aspettano alla mostra Sculture Possibili, The Sky Above The Blood Below di Giovanni Rizzoli.
Per la sua seconda personale alla FL Gallery di Federico Luger l’artista mette in scena l’eventuale scomparsa del male dalla terra. Ispirazioni spirituali e religiose si fondano con le istanze laiche, etiche e civili.
La mostra iniziata il 5 Febbraio 2014 sarà aperta fino al 31 marzo.
L’artista veneziano si è laureato in storia dell’arte medievale ed è stato protagonista alla Biennale di Venezia del 1999 curata da Harald Szeemann. Negli spazi di via Circo a Milano l'artista racconta una “terra senza il male”, dove l’umanità e la divinità si incontrano nuovamente dopo una lunga separazione nella speranza di ricomporsi, come due parti dello stesso simbolo ormai distrutto.
Il percorso dell’artista veneziano, più spirituale che fisico, è reso concreto con una seria di sculture che portano in luce la condizione umana. Alcune delle sue opere sono Oltre (2013) e Ipotesi di ascensione (2002-2013): la prima, una sfera di marmo nero del Belgio di 45 cm di diametro con un’unica incisione in aramaico del nome di Gesù, posizionata in modo tale che l’iscrizione risulti nascosta allo sguardo; la seconda, una figura in bronzo appesa, con le mani alzate al cielo, colta nel tentativo di vincere la gravità della condizione umana che la tiene ancorata a terra. Accanto alle sculture sarà esposto un piccolo libro di Milton, Paradise Lost, che affronta proprio il dramma umano tra la scelta della conoscenza e l’affidamento alla grazia divina.
Lasciatevi affascinare delle atmosfere spirituali, mistiche e fiabesche e non perdetevi le opere di Giovanni Rizzoli.
Giovanni Rizzoli Possible Sculptures, The Sky Above The Blood Below
5 febbraio – 31 marzo 2014
New Space Federico Luger GALLERY Via Circo 1, Milano
Info: +39 0267391341
+39 0267391341
www.flgallery.com
Orari: da martedì a sabato dalle 16:00 alle 19 :00.
Chiuso domenica e lunedì.
Nerospinto segnala a tutti gli appassionati di arte contemporanea e a tutti i collezionisti la fiera più importante d’arte contemporanea: Affordable Art Fair Milano.
La fiera internazionale per l’arte contemporanea al di sotto del 5.000 euro sarà a Milano agli Superstudio Più dal 6 al 9 Marzo 2014. Art Always Fits c’è sempre posto per l’arte: il titolo accattivante esprime le tante novità di questa quarta edizione.
La fiera è ricca di eventi serali: la serata inaugurale in cui si potranno vedere in anteprima tutte le opere d’arte esposte dalle 85 gallerie provenienti da tutto il mondo, con Dj set a cura di Reset Radio e Wine Tasting offerto dall’Azienda Bisol.
Seguirà un’altra serata dalle atmosfere anni trenta giovedì 6 Marzo: “A Swing Night”, un evento omaggio a Villa Necchi Campiglio, bene tutelato dal FAI, con performance dei Marvellini, musica de I Figli di Pulcinella, spettacoli con gli attori di Convivio d’Arte, presentazione del Bloom Award by WASTEINER, sponsor beverage della serata.
Non finiscono qua le sorprese della quarta edizione della fiera. Il tema green è importante quest’anno: il relax e il programma di attività sono ispirati al verde, perchè l’esperienza in fiera aiuti a dimenticare lo stress della frenetica vita quotidiana. Dalla Garden Floor Lounge con un’esposizione di opere d’arte ispirate alla Green Art; dallo Sculpture Garden all’esterno di Super-studio Più a Green Interactive Art a cura di hiWHIM.COM, un percorso di installazioni ad ispirazione verde, fuori dai canoni convenzionali dell’arte e ad alto impatto emozionale!
La selezione di giovani artisti tra i 18 e i 35 anni su tutto il territorio nazione per individuare i giovani talenti e i nuovi protagonisti dell’arte contemporanea si amplia e si rinnova nella formula grazie al supporto di un nuovo importante partner che aggiunge una selezione di opere che meglio esprimono lo spirito del brand, come gli accostamenti degli opposti che generano il sorriso come effetto collaterale, la divertente ironia, ambientazione paradossali e l’effetto sorpresa.
World emerging artists con Eberhard & Co è iniziativa presentata in occasione del quindicesimo anniversario della fiera e per la prima volta nella storia di Affordable Art Fair. Con la collaborazione della maison di orologeria Eberhard & Co. e di 4 curatori internazionali, verrà proposta una selezione internazionale dei migliori giovani artisti presentati nello spazio Young Talents nelle città del network negli ultimi anni.
Tutti i giorni, alle 17, vi aspetta in fiera un ospite d’eccezione per un approfondimento sul mondo dell’arte e sul collezionismo.
Anche per i bambini c’è qualcosa di speciale: tante nuove attività da scoprire da soli, o con i propri genitori, dallo Yoga di Aipy (Associazione Italiana Pedagogia Yoga) e i PopforKids, workshop direttamente con gli artisti!
Novità assoluta è la struttura del ristorante con menù alla carta, tea time all’italiana delle 16 e happy hour Warsteiner delle 18!
Ad Affordable Art Fair il meglio dell’arte contemporanea: un evento che non solo punta a creare nuovi collezionisti, ma anche a valorizzare l’arte emergente. Con il tetto massimo del prezzo delle opere fissato a 5000 €, è facile trovare tra gli stand delle gallerie che partecipano ad Affordable Art Fair tanti artisti emergenti, spesso alle prime fasi di una promettente carriera, oltre ad opere di artisti più famosi.
Il meglio dell’arte contemporanea vi aspetta al consueto appuntamento milanese di Affordable Art Fair!
AFFORDABLE ART FAIR MILANO
6-9 MARZO 2014 Superstudio Più (Via Tortona, 27 – Milano – 20144 – Italia)
OPENING -INAUGURAZIONE (solo su invito): Mercoledì 5 marzo h.18.00 – 22.00
APERTURA AL PUBBLICO
Giovedì 6 marzo h.12.00 – 18.00 Giovedì 6 marzo h.18.00 -22.00 A SWING NIGHT (solo su invito)
Venerdì 7 marzo h.12.00 - 20.30 Sabato 8 marzo h.11.00 - 20.30 Domenica 9 marzo h.11.00 - 19.30
Biglietti: Adulto 13.00 € all’ingresso / 11.00 € in prevendita
Ridotto 10.00€ all’ingresso
Ragazzi sotto i 16 anni gratuito
affordableartfair.com/milano facebook.com/AAFMilano
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