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Martedì 8 aprile è uscito su etichetta Black Movement Records ID-LEAKS, il debut album di Black Beat Movement, collettivo nu funk nato a Milano nel 2012 e capitanato da Naima Farao'.
ID-LEAKS è un meltin pot tra elementi e generi diversi, come suggerisce d'altronde il titolo, sospeso tra i concetti di identità (ID) e fuga di notizie (LEAKS), in un ponte ideale tra linea privata e linea pubblica, dimensione nascosta e visibile della vita di un individuo.
Il singolo che ha anticipato l'uscita del disco, The Trick, è stato pubblicato in esclusiva su GQ.com ed è disponibile su Youtube all'indirizzo www.youtube.com/watch?v=XKaw0DT7u7s.
Ma chi sono i Black Beat Movement? Il collettivo è nato a Milano dall'unione di musicisti appartenenti a diversi progetti della musica italiana (Vallanzaska, Rezophonic e Rootical Foundation) e nuovi talenti della scena indipendente. La band sperimenta nuove sonorità, concentrandosi soprattutto sulle nuove evoluzioni dei ritmi black e dei sounds più urbani.
Nel 2012 i BBM partecipano a numerosi festival, esibendosi in club e contest, ottenendo l'attenzione del grande pubblico; nel febbraio 2013 pubblicano il primo ep omonimo, distribuito dall'etichetta Maninalto Records.
Da quel momento in poi, la band realizza più di cinquanta concerti, aprendo gli show di artisti importanti come Africa Unite e Sud Sound System e si esibisce per due volte al prestigioso Sziget Festival (Ungheria), dopo averne vinto il contest.
I Black Beat Movement sono:Naima Faraò (voce), Jacopo Boschi (chitarra), Luca Bologna (basso), Riccardo Bruno ( batteria percussioni), Luca Specchio (sassofono, tastiere), DJ Agly (scratches).
Per maggiori informazioni sulle prossime date:
Link sociali
facebook.com/theblackbeatmovement
soundcloud.com/black-beat-movement
Contatti: www.bmrecords.eu
Un dandy. Un hipster. Alex Mitchumm, classe 1983, racchiude nel suo stile e nella sua persona il mood del brand italo-americano MITCHUMM Industries di cui è Art Director.
Forte devozione agli anni ’70 unita ad una costante voglia di sperimentazione e ricerca, per un ritorno a quelle atmosfere californiane, mixate con una dose di pazzia, a colori e stampe irriverenti per creare le collezioni Mitchumm Industries. Alex Mitchumm e' un sigaro tra le labbra, un ottimo bicchiere di Bourbon, un giro su una vecchia Cafe Racer tutta custom. E’ passione per i tattoo, per le Pin Up e quell’immaginario spensierato tipico degli anni di fondazione del brand. E’ un Biker stile “rude riders”, con quella voglia di entusiasmo e di libertà che solo un buon giro in moto sa concedere; dove emozioni, sogni e speranze si alternano in un lungo viaggio, magari tra le magnifiche Alpi svizzere. Alex Mitchumm è un dandy, un po’ gentleman contemporaneo, un po’ ricercatore del bello e delle cose fatte bene. Rappresenta uno stile, un’epoca, l’espressione di una filosofia di vita. Il suo guardaroba, a metà tra il vintage e il contemporaneo, è un tuffo negli archivi del brand; uno sguardo alle spiagge californiane con un occhio metropolitano.
www.mitchumm.com
Sbirciando il sito di LipsiaDESIGN, possiamo subito renderci conto che non ci troviamo su un sito prettamente di moda. Eppure gli articoli che troviamo in vendita su www.lipsiadesign.com, magliette, felpe, cappellini e tutto il resto, sono accattivanti e simpatici, perché personalizzabili e, per questo, originali. Ci immaginiamo mentre indossiamo un paio di occhiali stravaganti che il sito ci propone, o mentre usciamo con una maglietta stampata "You break my heart, I break your legs" per sentirci ironicamente un po’ nerd.
Il gruppo LipsiaDESIGN nasce dalla necessità di offrire servizi di grafica a LipsiaSOFT, azienda specializzata nella realizzazione di Siti Internet e Piattaforme di E-Commerce, e LipsiaSHOP, nata successivamente per gestire negozi online di altre aziende, semplificando il loro lavoro. LipsiaDESIGN utilizza metodi grafici per personalizzare T-shirt, cancelleria, cuscini, adesivi, cover iPhone e molto altro per comunicare al meglio l’immagine della propria attività. Ma anche per i privati il sito rappresenta lo spunto per un acquisto simpatico ed economico o un’idea regalo divertente.
Strumenti di marketing o accessori fashion, oggetti stampati con il logo/motto dell’azienda o con frasi ironiche e immagini esilaranti, a seconda delle esigenze. La qualità dei tessuti si unisce all’ironia nerd delle stampe: i Meme (i disegni che richiamano l’espressione facciale di qualche personaggio famoso o dei film), la rivoluzionaria mela di Steve Jobs, la birra di Homer Simpson o la sua uniforme, sporca di ciambella. Fino ad arrivare agli stickers da applicare sul MacBook, sulle pareti di casa e sui propri motori, gadget, occhiali personalizzati.
Non è detto che tecnologia e stile siano mondi opposti: a volte si incontrano e generano qualcosa di originale. Hanno generato LipsiaDESIGN.
Le piccole cose sono quelle che fanno davvero la differenza; sono le piccole cose a renderci ciò che siamo. L’uomo, nella sua interezza altri non è che la somma delle sue parti che, in un mondo perfetto, dovrebbero poter stare tutte al loro posto, in un ordine preciso: in equilibrio; è questo lo stato di cose che chiamiamo “felicità”. Mantenere tutto a posto non è mai semplice, tutto cambia e si muove.
La sensibilità artistica del fotografo Austin Tott, volta da sempre a ricondurre esperienze ed emozioni negative a qualcosa di bello –esteticamente e non-, deve essersene resa contro e deve aver spinto lo statunitense ad inaugurare una serie di lavori, collezionati sotto il nome di “Tiny Tattoo”: una photo gallery di piccoli tatuaggi, finti e semplici su avambracci femminili dalla carnagione chiara; piccole cose, vicine alle nostre mani che, nelle varie istantanee, vengono colte nel loro contesto “naturale”. Una piccola barca a vela, quindi, verrà fotografata sul mare di un planisfero, un buco di serratura, sarà immortalata in presenza di una selva di chiavi, e così via.
Tutto cambia, tutto si muove e molto è in disordine, l’abbiamo detto. Le fotografie, invece, per loro stessa natura sono immobili, chiaro. Quale modo migliore di questo, dunque, per “fermare la dinamicità caotica del mondo”?
Quella di Austin Tott è una photo gallery in cui, per un attimo –l’istante di una foto- tutto si ferma e, almeno le piccole cose stanno lì, immobili, sotto una luce uniforme ed eterea, nel loro contesto: dove devono stare.
Una collezione di fotografie, in quanto tale, va guardata, osservata e fatta propria; non letta. Questo, quindi, credo debba essere un semplice invito all’esperienza visiva ed emotiva di “Tiny Tatoo”, non un pezzo di critica fotografica. Cosa ci fai ancora qui a leggere? Apri la galleria qui sotto, prenditi un attimo; respira profondamente. Fermati. Guardati intorno: tutto è immobile, tutto è in equilibrio. Le piccole cose sono al posto giusto almeno per un istante, almeno per il tempo di un’istantanea.
Mi è saltata subito all’occhio, stamane, la notizia che Rosaria Iardino, consigliera comunale di zona 2 con residenti, commercianti e assessori competenti sta lavorando per riqualificare il quartiere di Via Sammartini e trasformarlo nel quartier generale del mondo «Lgbt» (lesbo-gay-bisex-transgender) in vista del 2015.
Trovo il tutto abbastanza arrogante e mi domando: stiamo facendo un passo in avanti o 100 all’indietro rischiando di romperci anche il collo?
Una città quando è considerata friendly? Non di certo ufficializzando un quartiere gay ma promuovendo una via che porti i cittadini ad adottare un punto di vista che comprenda e accetti anche altre realtà alternative. E, ovviamente, non basta ospitare il gay pride che, ahimé, da un’idea completamente sbagliata del mondo gay. Ma poi cosa mai si dovrà spiegare sul mondo gay? Siamo tutti esseri umani e come tali mangiamo, dormiamo e, udite udite, facciamo anche la cacca!!!
Una città è friendly quando una persona passeggia davvero tranquilla mano nella mano con l’altro o si scambia un bacio di saluto la mattina senza che ci siano i soliti commenti o sguardi perplessi con stampato a caratteri cubitali: GIUDIZIO. Non mi riferisco solo ai gay ma anche a una ragazza in minigonna o con le calze rotte perché stamattina si sentiva di andare in giro così.
Qualcuno ha mai chiesto un quartiere gay ad hoc? Ma soprattutto in una zona così degradata da anni? Consiglierei alla signora Iardino un bel piano di riqualificazione, onesto, che non si nasconda dietro la scusa del “perché deve esser il nuovo polo per gli omosessuali dell’Expo”. E poi, si sa, Milano non è mai riuscita, grazie a persone non qualificate, a trasformare i quartieri periferici in centri di interesse (vedi esempio di Bovisa e l’esperimento Triennale. Dopo le 18,00 non c’è anima viva).
La cosa che infastidisce di più di tutta la faccenda è usare il mondo gay come scusa di riqualificazione. Ma soprattutto come business di turismo. Si muovono tanti soldi con il turismo gay ma è altrettanto vero che i paesi che sono mete omosessuali hanno lavorato molto per educare i propri cittadini ad esser “open mind”.
Possiamo davvero pensare di avere un quartiere gay quando accadono ancora episodi come lanci di bottiglie piene di pipì davanti al Mono? Quando all’una di notte in colonne arrivano ragazzini di 16 anni e ti dicono: sei gay e lo pigli in culo, ti spacco la faccia?
Arroganti si, e anche un po’ ignoranti: i signori dimostrano che sono completamente ignari della vita quotidiana delle persone (problema che ahimé sembrano avere tutte le persone che abbiamo deciso di eleggere).
Le realtà friendly nascono spontaneamente, non perché il Comune ha deciso che tutti i gay devono andare la poiché tutte le vie della città sono per eterosessuali, omosessuali, lesbiche, gay, trans.
Il quartiere gay sembra una scelta vecchia già in partenza. Aveva senso negli anni 80 o 90 ma adesso odora pesantemente di “old style”.
Piuttosto: abbiamo mai visto delle pubblicità dell’Expo che mirano ad aprire le porte anche ai gay con slogan del tipo: “Expo is for everyone” con una bella immagine di un lui e lei, lui e lui, lei e lei mano nella mano modello pubblicità dell’Ikea di qualche stagione fa? Pensiamoci.
Namaste, Vittorio Pascale, Allievo praticante di Yoga Integrale presso il centro Parsifal Yoga di Milano Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano, Fondatore della pagina Fb: Yogamando hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Un grande concerto allo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro Mercoledì 16 e giovedì 17 Aprile: DREAMS.
Il teatro milanese ospiterà un’artista dalla voce straordinaria e carismatica, in grado di fondere sonorità differenti in un’unica ed intensa atmosfera.
Lo spettacolo inizierà alle ore 21 del 16 e del 17 Aprile. L’idea e la regia sono curate da Charlie Owens.
Il palco sarà calcato da Chiara Civello, una donna dotata di estrema raffinatezza che ci condurrà in una dimensione sospesa tra il jazz e il pop d’autore, facendoci ripercorrere le tappe di quel viaggio musicale che l’ha consacrata come un talento di indiscussa eccellenza.
Civello è una cantautrice italiana jazz, diventata famosa per il suo primo album Last Quarter Moon, firmato Verve Records. Nel 2012, ha partecipato al Festival di Sanremo duellando con Francesca Michielin. Ad oggi ha pubblicato 4 album e 5 singoli. Il 21 settembre 2012, ha vinto il Premio Multishow, come miglior canzone dell’anno per il singolo Problemi, colonna sonora della telenovela brasiliana Fina Estampa. Insieme ad Ana Carolina, ha realizzato anche le colonne sonore di Passione e Guerra dos Sexos.
Nel 2005 il Billiboard scrisse della cantautrice: “La bellezza, lo charme e il carisma del debutto discografico della cantautrice Chiara Civello sono certamente un inizio promettente e segnalano al mondo la prima rivelazione del nuovo anno.” Sull'International Herald Tribune, viene descritta così: “La combinazione di personalità, profondità e sofisticatezza …impressionanti.” Il corner americano Tony Bennett ha definito la cantautrice italiana come "la miglior cantante jazz della sua generazione". Burt Bacharach, invece, ha confessato: "ha tutte le carte in regola per diventare una superstar". La cantante e attrice Cyndi Lauper, ha definito Last Quarter Moon, l'album di debutto della cantautrice come "ammaliante e fantastico".
Lo spettacolo fa parte del ciclo: “I concerti: suoni vicini e lontani.”
Immergetevi nelle note raffinate di Civello e lasciatevi incantare da questo spettacolo musicale! Nerospinto vi consiglia di segnarvi in agenda quest’evento!
DREAMS
Chiara Civello voce, pianoforte e chitarra
Marco Siniscalco basso elettrico
Emanuele Smimmo batteria
Nicola Costa chitarre
Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro Via Andrea Orcagna 2, Milano ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti è consigliabile prenotare tramite telefono o via mail 0245485085/ 0226688369 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
I fratelli Manetti sono geniali, affascinanti e soprattutto non hanno paura.
Chi li segue ne apprezza da sempre il genio creativo che si ritrova nei loro lungometraggi un po’ trash e un po’ socialmente impegnativi, nei video che hanno creato per i cantautori italiani di più grande successo e nelle collaborazioni alla sceneggiatura che amano regalare qua e là ai neoregisti pischelli e sprovveduti delle varie scuole di cinema nazionali.
Questa volta i Manetti bross hanno voluto strafare arrivando nelle sale cinematografiche con un film che più di serie B non si può. Ed è questo il segreto del loro successo!
Song’ e Napule fa rabbrividire i migliori critici, fa storcere il naso ai cineasti impegnati e lascia perplessi gli attori più drammatici ma appassiona e fa divertire gli spettatori che trovano nell’ultima pellicola dei fratelli della capitale un momento di vero cinema italiano, di quello che non se ne fa più e che invece, a quanto pare, ha ancora tanto pubblico.
Richiamandosi agli eroi polizieschi delle pellicole anni ’70, i due registi confezionano un film dove il protagonista, infiltrato e buono sgomina con capacità e ironia la banda criminale su cui indaga e lavora da tempo la squadra mobile locale.
Per cui, schema classico e ripetuto: il poliziotto buono contro i cattivi incalliti. E a vincere è il bene.
Ma questa, in realtà, è solo la cornice della storia.
La vera trama si basa sulla passione del protagonista, Paco Stillo per la musica e il suo sogno di arrivare sul palco di Sanremo.
Paco allora viene ingaggiato dal commissario Cammarota che lo infiltra in un gruppo musicale neomelodico e lo fa avvicinare così al boss della malavita locale.
Ed è questo il vero leit motiv del film. Il riscatto e il trionfo della musica neomelodica napoletana e dei suoi cantanti, veri rappresentanti di una cultura, di una società e di una città strafamose in tutto il mondo. Paco, eroe per caso, è non solo il protagonista positivo e coraggioso da ammirare ma anche lo strumento che i registi usano per salvare e riscattare una intera categoria. Fugando le sempre velate accuse che dietro i cantanti neomelodici ci sia la malavita e creando un nuovo tipo di paladino da seguire ed emulare.
I Manetti bross hanno anche un background personale e artistico che li assicura delle eccellenti collaborazioni, pertanto, Song’ e Napule conta su attori del calibro di Giampaolo Morelli (a tale proposito consiglio davvero a tutti di vedere un film eccezionale come Dillo con parole mie), e Carlo Buccirosso e di musicisti quali gli Avion Travel, creatori della colonna sonora del film.
Chi pensa a Song’ e Napule come a una boutade ha ragione, perché la pellicola in parte lo è…ma i realizzatori della stessa sono tutti artisti eccezionali e questo nel cinema conta ancora qualcosa.
Venerdì 11 Aprile 2014, via Tortona sarà animata e stravolta dal progetto “Piante al Telefono”, un’azione di guerriglia gardening, pensata e realizzata da Silvia Minenti, che guiderà alcuni volontari nella ricreazione di alcune piccole serre di piante nelle cabine telefoniche, attuando una metamorfosi dell’arredo urbano.
Un progetto che intende ri-attivare la città attraverso la trasformazione delle vecchie cabine telefoniche (su cui è affisso dal 2011 il cartello “Questa cabina sarà rimossa”) da polverosi oggetti vintage a vere e proprie serre urbane al servizio del cittadino.
Le care e vecchie cabine telefoniche, che prima dell’avvento del cellulare ci hanno permesso di comunicare con le nostre famiglie ed i nostri amici, sono state abbandonate lungo i marciapiedi e silenziosamente attendono dal 2011 che vengano rimosse, oggi sono circa novantamila i telefoni pubblici in disuso.
Questa forma di guerriglia gardening cerca di dar vita ad un movimento virale che si possa diffondere in tutta Italia creando e mappando una rete di “serre urbane”, che stimolino e riattivino quel senso di comunità ormai perduto.
Salvia, basilico, rosmarino, lavanda trovano casa all’interno delle vecchie cabine telefoniche, nelle quali chiunque potrà prenderle o aggiungerne altre, purché se ne abbia cura tutti assieme, diffondendo e moltiplicando il numero di queste nuove serre. Si vuole dunque creare una sorta di rete collaborativa, come quella che legava gli abitanti di uno stesso quartiere e che la logica consumistica ha ormai cancellato. Creare nuovamente un senso di cura e attenzione, di scambio e di condivisione.
Il progetto come spiega Silvia, romana d’adozione, è un approccio sistemico alla progettazione: il designer diviene quindi facilitatore e non un semplice fornitore di soluzioni, il suo obiettivo non è più quello di creare un prodotto finito, bensì l’attivazione di un processo di ri-appropriazione, ri-utilizzo e condivisione dell’arredo urbano ormai in disuso.
L’ideatrice di “Piante al Telefono” crede fermamente che per ciascun problema ci possano essere numerose soluzioni e ciò che rende una cosa ben progettata è il “processo”.
Un appuntamento imperdibile per ri-attivare quel senso di condivisione, cura e scambio che la nostra società sta perdendo pian piano.
Silvia Minenti
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www.piantealtelefono.com
facebook/piantetelefono
Dall'11 al 13 Aprile, 10 designer, 20 blogger e uno spazio.
In occasione del Salone Internazionale del Mobile di Milano, Nerospinto in collaborazione con Deuda Vintage&events presenta il collettivo di Designer Space to wear.
10 giovani designer che mixano tra loro Arte, Moda e design con l’obbiettivo di creare nuovi spazi da indossare o da vivere in maniera coinvolgente attraverso la cura e la ricerca dello stile, in cui la cultura e la creatività veda il suo compimento nel creare uno spazio diverso.
Da far da cornice un’eclettica location di 350 mq: legno, ferro, resina e cemento quali elementi che contraddistinguono precise scelte architettoniche e stilistiche nel delineare un suggestivo spazio post-industriale. Un “contenitore” in cui immergersi ed essere contaminati dall’estro dei designer che nell’esporre, vendere e progettare avranno modo di comunicare e fare così apprezzare il loro concetto di bellezza avvolti da un’atmosfera musicale con live acustici, sorseggiando un cocktail nel lounge bar o assaporando pietanze gourmet al ristorante.
Space to Wear è convinto che non ci sia differenza tra vestire una persona e arredare una casa. Per questo motivo seleziona designer che combinano Arte, Moda e Design. Il primo appuntamento di questo nuovo format non poteva che avere luogo a Milano, durante la fiera del Salone del mobile.
L'elenco degli espositori:
- PATA DESIGN-Patrizia Maule-TRISSINO (VICENZA)
- IN MY VINTAGE ROOM-Marisol Cappetti, Andrea Corsi-BORGO SAN LORENZO (FI)
- ATELIER ROSE-Dea Rose-LUCCA
- NONNO CELESTINO-Valentina Piccirillo, Francesco Bruni-TAVARNELLE VAL DI PESA (FI)
- SIGNORINA FELICITA-Francesca Zanfrognini, Monica Ropa-MODENA
- ANDREA VERDURA ft QUINCY TORINO-Andrea Verdura-FUCECCHIO (FIRENZE)
- MINAS-Cecilia Isola-CASOLA VALSENIO (RA)
- RELOOKER-Federica Fabbri-FORLI'
- KM KARINA MARCELA-Karina Marcela Ciancimino-EMPOLI (FI)
LIBRERIA - HAPPY BOOKS - FABIO CALEFFI - MODENA
Non perdetevi un'occasione d'incontro di diversi mondi: design, moda, cultura, food e arte si uniscono per tre giorni pieni di sorprese!!
SPACE TO WEAR @ THE ROOM
Via Giulio Romano 8 – Milano
Venerdì 11 Aprile 2014 dalle 17.00 alle 24.00 Sabato 12 Aprile 2014 dalle 17.00 alle 24.00 Domenica 13 Aprile 2014 dalle 12.00 alle 22.00
FREE ENTRY
Facebook: Space to Wear
Mio nonno muore ogni volta che un crimine resta impunito, ogni volta che un massacro di innocenti viene rimosso, ogni volta che qualcuno senza vergogna sputa sulla nostra Costituzione, Ogni volta che un bambino viene mutilato da una mina che non sia di matita. Ogni volta che il silenzio discende sulle masse che non sanno. Mio nonno muore ancora di più in questi tempi di finta pace.
Simone Cristicchi
Simone Cristicchi, sarà al teatro Menotti di Milano con lo spettacolo “Mio nonno è morto in guerra”, scritto e interpretato dal noto cantautore italiano.
Finalmente a Milano sarà messo in scena lo spettacolo “Mio nonno è morto in guerra”, un vivace e appassionante mosaico di memorie, canzoni e video-proiezioni. Protagonisti sono i piccoli eroi quotidiani: soldati dell’esercito italiano, partigiani scappati sui monti, ma anche civili, uomini e donne, coinvolti nelle vicende belliche della seconda guerra mondiale.
Grazie alla sintesi tra testimonianze storiche ed evocazione, Cristicchi realizza uno spettacolo di un teatro civile con canzoni, o forse di teatro canzone dalla forte valenza civile.
Lo spettacolo è tratto dall’omonimo libro di Simone Cristicchi edito da Mondadori e pubblicato nel marzo 2012, e che raccoglie 57 piccole storie di reduci, partigiani, civili sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale.
Testimonianze reali e inedite raccolte dall’autore, che ci trasportano tra le voci potenti di un’umanità nascosta tra le macerie, voci autentiche che raccontano la stupidità, l’assurdità della guerra.
Cambiando voce, abiti, musiche e atmosfere, l’istrionico “cant’attore” riesce a dare vita ad ogni singolo personaggio in modo differente, creando una vasta gamma di emozioni capaci di commuovere e far sorridere amaramente su una delle più grandi tragedie mai accadute.
Vengono raccontate storie di bombardamenti nelle borgate romane, storie di fame, di madri coraggiose, di prigionieri in Africa, di soldati congelati nella ritirata di Russia, storie dalle foibe del vicino Carso, Storie di lager e lotta partigiana.
Parole narrate, parole cantate, parole che raccontano la stupidità, l’assurdità della guerra, ma soprattutto l’umanità nascosta tra le macerie. Racconti come schegge di vita, aneddoti fulminanti, parole a volte delicate come cristallo, a volte taglienti come lame affilate.
All’intensità del racconto sono accostati brani scelti dal repertorio della canzone popolare e d’autore: De Gregori, Fossati, Vian ed anche canti alpini reinterpretati per voce e pianoforte.
Due notevoli musicisti del calibro di Riccardo Ciaramellari alla fisarmonica e pianoforte, e Gabriele Ortenzi al theremin, strumenti giocattolo e sonorizzazioni, affiancano Cristicchi durante lo spettacolo.
Uno spettacolo pieno di emozioni per ricordare le vicende della seconda guerra mondiale, assolutamente da non perdere!
TEATRO MENOTTI – via Ciro Menotti 11 - Milano
Orari spettacolo: ore 21.00
Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00
BIGLIETTERIA
Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 36592544
02 36592544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
PREZZI
Intero: 25,00 €*
Ridotto >65 anni: 12,50 €* (residenti a Milano)
Ridotto <25 anni: 15,00 € * (residenti a Milano)
Ridotto <14 anni: 12,50 €
*prevendita 1,50 euro
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